Ho abitato a Firenze per quattro anni, e Piazza della Signoria era a cinque minuti a piedi da casa mia. Tutte le volte che avevo voglia di respirare l’antichità, semplicemente ci andavo. Di giorno era piena di gente, sempre, in ogni stagione. Ma c’erano dei momenti, soprattutto la sera dopo cena, in cui la piazza si svuotava di colpo e ti lasciava lì, solo, davanti a statue che altrove starebbero dietro un vetro e un biglietto: il David, il Nettuno, il Perseo del Cellini, l’equestre di Cosimo I. È la cosa più vicina a un museo gratuito che esista al mondo, con Palazzo Vecchio a chiudere la scena e la sua torre puntata verso il cielo.
In questa guida vi porto a vedere la piazza come si deve: cosa guardare e in che ordine, chi sono le statue una per una (e quali sono originali e quali copie, perché non è affatto scontato), la storia che vi cammina sotto i piedi senza che ve ne accorgiate, dal rogo di Savonarola ai Medici, e tutto il pratico che serve davvero, come arrivarci, quando andarci e cosa vedere nei dintorni. Per la visita dentro Palazzo Vecchio, che merita un discorso a parte, vi rimando alla nostra guida dedicata. Piazza della Signoria è la tappa centrale di tutto quello che c’è da vedere nel centro, e trovate il resto nella guida completa su cosa vedere a Firenze.
In breve
Piazza della Signoria è il cuore politico di Firenze da oltre sette secoli e un museo di scultura a cielo aperto, gratuito e sempre aperto. Da vedere: Palazzo Vecchio con la Torre di Arnolfo, la Loggia dei Lanzi con il Perseo di Cellini e il Ratto delle Sabine del Giambologna (entrambi originali), la copia del David di Michelangelo, la Fontana del Nettuno detta “il Biancone”, il monumento equestre di Cosimo I, il Marzocco e la Giuditta di Donatello (copie: gli originali sono al Bargello e dentro Palazzo Vecchio). Nel selciato, vicino al Nettuno, una lastra segna il punto del rogo di Savonarola (23 maggio 1498). La piazza è dentro la ZTL: ci si arriva a piedi, circa 15 minuti dalla stazione di Santa Maria Novella. Meglio la mattina presto o la sera, quando si svuota.
Indice dell’Articolo
Cosa vedere in Piazza della Signoria: orientarsi tra i capolavori
Appena entrate in piazza, il colpo d’occhio è tutto insieme e può disorientare. Conviene darsi un ordine. Mettetevi con le spalle alla Loggia dei Lanzi, il porticato ad archi sull’angolo verso gli Uffizi, e guardate Palazzo Vecchio: da lì avete davanti quasi tutto. Ecco cosa cercare, in fila:
- Palazzo Vecchio, con la Torre di Arnolfo alta 94 metri
- La Loggia dei Lanzi e le sue statue, la vera galleria all’aperto della piazza
- La copia del David di Michelangelo, a sinistra del portone di Palazzo Vecchio
- L’Ercole e Caco del Bandinelli, a destra del portone
- La Fontana del Nettuno, il “Biancone”, all’angolo del palazzo
- Il monumento equestre di Cosimo I de’ Medici, al centro della piazza
- Il Marzocco e la Giuditta e Oloferne di Donatello, lungo l’arengario
Sono nove secoli di storia e quattro o cinque generazioni di scultori, tutti a dialogo (e a sfida) nello stesso spazio. Vediamoli uno per uno, perché ognuno ha una ragione per essere lì.
Le statue di Piazza della Signoria: il museo a cielo aperto
La Signoria si è riempita di sculture nei secoli per un motivo preciso: ogni statua era un messaggio politico, un modo per dire chi comandava e con quale diritto. Oggi le guardate come arte, ma all’epoca erano dichiarazioni, e spesso frecciate tra fazioni. Il David repubblicano e l’Ercole e Caco mediceo, piazzati uno accanto all’altro ai lati dello stesso portone, sono letteralmente due manifesti politici opposti scolpiti nel marmo.
Ecco il quadro completo di cosa state guardando, con il dato che quasi nessuno vi dice: cosa è originale e cosa è copia.
| Opera | Autore | Anno | In piazza oggi |
|---|---|---|---|
| David | Michelangelo | 1501-1504 | Copia (originale alla Galleria dell’Accademia) |
| Ercole e Caco | Baccio Bandinelli | 1534 | Originale |
| Fontana del Nettuno (“il Biancone”) | Bartolomeo Ammannati | 1560-1565 | Originale (restaurata nel 2019) |
| Monumento equestre di Cosimo I | Giambologna | 1594 | Originale |
| Marzocco (il leone) | Donatello | 1418-1420 ca. | Copia (originale al Bargello) |
| Giuditta e Oloferne | Donatello | 1453-1457 ca. | Copia (originale in Palazzo Vecchio) |
| Perseo con la testa di Medusa | Benvenuto Cellini | 1554 | Originale (nella Loggia dei Lanzi) |
| Ratto delle Sabine | Giambologna | 1583 | Originale (nella Loggia dei Lanzi) |
Il David e l’Ercole e Caco: la Repubblica contro i Medici
Davanti a Palazzo Vecchio, a sinistra del portone, c’è la copia del David di Michelangelo. L’originale rimase qui dal 1504 al 1873, poi fu portato al riparo nella Galleria dell’Accademia, dove lo vedete oggi; la copia in marmo che segna il punto esatto è opera di Luigi Arrighetti e fu collocata nel 1910. Michelangelo lo aveva scolpito come simbolo della Repubblica fiorentina: il piccolo che sfida il gigante, la libertà contro la tirannia.
Non è un caso che, a destra dello stesso portone, i Medici abbiano fatto piazzare l’Ercole e Caco di Baccio Bandinelli (1534), l’eroe che schiaccia il ladro gigante: la forza medicea che riporta l’ordine, risposta diretta al David repubblicano. Il blocco di marmo era stato inizialmente assegnato a Michelangelo, poi passò al Bandinelli col ritorno dei Medici, e i fiorentini non gliel’hanno mai perdonata: l’Ercole è stato sfottuto per secoli in confronto al vicino illustre.
La Fontana del Nettuno e l’equestre di Cosimo I
All’angolo di Palazzo Vecchio c’è la Fontana del Nettuno di Bartolomeo Ammannati (1560-1565), la prima fontana pubblica di Firenze. Tutti la chiamano “il Biancone”, e non è un complimento: il grande Nettuno in marmo bianco di Carrara, alto quasi sei metri, non piacque mai ai fiorentini, mentre i bronzi che lo circondano (nereidi, tritoni, satiri), a cui lavorò anche un giovane Giambologna, sono splendidi. La fontana è tornata a splendere con il restauro concluso nel 2019, finanziato da Ferragamo, che ne ha ripristinato i giochi d’acqua.
Poco più in là, al centro della piazza, il monumento equestre di Cosimo I de’ Medici, ancora del Giambologna, completato nel 1594: il primo Granduca di Toscana a cavallo, in bronzo, messaggio di potere assoluto. Sul basamento tre bassorilievi raccontano la sua ascesa: l’elezione a Duca, la conquista di Siena, il titolo di Granduca.
Il Marzocco, la Giuditta e i Termini di Palazzo Vecchio
Lungo l’arengario, il basamento rialzato davanti al palazzo, ci sono i due simboli civici della città: il Marzocco, il leone araldico che poggia la zampa sullo scudo col giglio, e la Giuditta e Oloferne, il bronzo di Donatello che raffigura l’eroina biblica nell’atto di decapitare il tiranno, portato in piazza nel 1495 come simbolo antitirannico dopo la cacciata dei Medici. Quelle che vedete sono copie: gli originali di Donatello, per proteggerli, sono al Bargello (il Marzocco) e dentro Palazzo Vecchio, nella Sala dei Gigli (la Giuditta). Ai lati del portone d’ingresso, infine, due erme di marmo, i Termini, opera di Bandinelli e Vincenzo de’ Rossi: rappresentano Filemone e Bauci, la coppia di anziani che per la loro ospitalità furono trasformati dagli dèi in quercia e tiglio.
Consiglio: se le statue vi hanno preso, completate il discorso al Bargello, a cinque minuti a piedi. È il museo dove sono gli originali di Donatello e il basamento originale del Perseo di Cellini, ed è quasi sempre vuoto: uno dei posti più sottovalutati di Firenze.
La Loggia dei Lanzi: la galleria all’aperto
La Loggia dei Lanzi, il porticato a tre grandi arcate sul lato sud della piazza, è la parte più ricca di tutta la Signoria: una vera galleria di scultura aperta giorno e notte. Fu costruita tra il 1376 e il 1382 da Benci di Cione e Simone Talenti per le cerimonie pubbliche della Repubblica, e prese il nome dai lanzi, cioè i lanzichenecchi, i mercenari tedeschi che formavano il corpo di guardia del granduca Cosimo I e che qui stazionavano.
Sotto le arcate trovate due capolavori assoluti, ed entrambi, sorpresa, sono gli originali. Il Perseo con la testa di Medusa di Benvenuto Cellini (1554) è un bronzo che è insieme un capolavoro d’arte e un’impresa tecnica di fusione, con l’eroe che solleva la testa mozzata della Gorgone: fu commissionato da Cosimo I come allegoria del potere mediceo che pietrifica i nemici. Il Ratto delle Sabine del Giambologna (1583) è tre figure avvitate una sull’altra, ricavate da un solo blocco di marmo, ed è pensato per essere girato tutt’intorno, perché non ha un fronte: cambia a ogni passo che fate. È considerato uno dei vertici del manierismo e uno dei primi gruppi scultorei concepiti per una visione a 360 gradi.
Attenzione: il Perseo di Cellini e il Ratto delle Sabine che vedete nella Loggia sono gli originali, non copie. È una delle poche piazze al mondo dove potete stare a pochi centimetri, gratis e senza vetri, da bronzi e marmi di questo livello. Del Perseo, in loggia, è copia solo il basamento: l’originale di Cellini è al Bargello.
Accanto ai due protagonisti, la Loggia ospita altre sculture notevoli: l’Ercole e il centauro Nesso, sempre del Giambologna; il gruppo romano antico noto come Menelao che sostiene Patroclo (l’identificazione dei personaggi è discussa: gli Uffizi lo registrano anche come Aiace e Achille); il Ratto di Polissena di Pio Fedi (1865), unica scultura ottocentesca del gruppo; e sul fondo, allineate lungo la parete, sei statue romane femminili, le “matrone”, arrivate a Firenze dalla Villa Medici di Roma nel 1789.
Palazzo Vecchio: il palazzo del potere
Tutta la piazza è costruita intorno a lui. Palazzo Vecchio è il municipio di Firenze da oltre sette secoli: lo cominciò Arnolfo di Cambio alla fine del Duecento come sede del governo cittadino, e la sua torre è il segno che riconoscete da mezza città. Davanti, sull’arengario, si affacciavano i governanti per parlare al popolo.
Dentro è un mondo a parte: il Salone dei Cinquecento, gli appartamenti monumentali dei Medici, i passaggi segreti, la Giuditta originale di Donatello. È una visita che vale mezza giornata da sola, e ve l’ho raccontata tutta, con orari e biglietti, nella guida dedicata a Palazzo Vecchio. Dalla piazza, intanto, godetevi la facciata, la torre e un dettaglio che sfugge a tutti, di cui vi parlo tra poco.
La storia: dalla Repubblica ai Medici, il rogo di Savonarola
Per capire perché questa piazza conta, dovete sapere cos’era la Signoria. Era il governo della Repubblica fiorentina: i Priori delle Arti, i rappresentanti delle corporazioni, guidati dal Gonfaloniere di Giustizia, che vivevano rinchiusi nel palazzo per tutti i due mesi del loro mandato. Da qui si decidevano le sorti della città, e la piazza era il luogo dove la politica diventava pubblica, tra assemblee, proclami ed esecuzioni. La piazza stessa nacque dopo il 1268, quando i Guelfi vittoriosi rasero al suolo le case e le torri della famiglia ghibellina degli Uberti: lo spiazzo restò a lungo irregolare e fu pavimentato solo nel 1385. Poi arrivarono i Medici, la Repubblica diventò ducato e granducato con Cosimo I, e l’equestre in bronzo al centro della piazza è lì proprio a ricordarvelo.
L’episodio che la gente cerca di più è il rogo di Savonarola. Il frate domenicano che aveva infiammato Firenze con le sue prediche, e che in questa stessa piazza aveva organizzato il “falò delle vanità” bruciando libri, quadri e oggetti di lusso, finì lui stesso sul rogo il 23 maggio 1498, impiccato e arso insieme a due confratelli, le ceneri disperse in Arno per evitarne il culto. Una lastra rotonda di porfido nel selciato, davanti alla Fontana del Nettuno, segna il punto. Ci passate sopra senza accorgervene: fermatevi a leggerla. Ogni anno, il 23 maggio, il Comune vi depone dei fiori nella cerimonia della Fiorita, con il corteo storico che poi getta petali di rosa in Arno da Ponte Vecchio.
Attenzione: sulla facciata di Palazzo Vecchio, a destra del portone, nella zona dietro l’Ercole e Caco, cercate un piccolo profilo umano inciso nella pietra: è il celebre “Importuno di Michelangelo”. La tradizione lo attribuisce a Michelangelo, che l’avrebbe inciso di nascosto, ma non c’è alcuna prova: è una leggenda fiorentina, e studi recenti hanno riaperto il dibattito senza chiuderlo. Vero o no, è una piccola caccia al tesoro che rende viva la facciata.
C’è poi una Firenze che sta letteralmente sotto la piazza. Durante i lavori di ripavimentazione degli anni Ottanta, gli scavi archeologici hanno riportato alla luce, uno strato sotto l’altro, case e chiese medievali, una basilica paleocristiana e, più in profondità, strutture romane di età adrianea: terme imperiali, una grande latrina e una fullonica, cioè una tintoria di tessuti. Dopo le proteste di residenti e commercianti gli scavi furono richiusi e ripavimentati, e oggi non sono visibili: ma sapere che ci camminate sopra cambia il modo di guardare questo lastricato.
Informazioni pratiche: come arrivare, orari e quando andare
Piazza della Signoria è nel cuore del centro storico, a cinque minuti dal Duomo e a due passi da Ponte Vecchio e dagli Uffizi. La cosa più importante da sapere è che la piazza in sé è sempre aperta e gratuita: è uno spazio all’aperto, ci girate a qualsiasi ora, di giorno e di notte, senza biglietto. Il biglietto serve solo per entrare nei musei che vi si affacciano, come Palazzo Vecchio.
Info pratica: la piazza è dentro la ZTL di Firenze, nella zona più restrittiva: in auto non ci si arriva. Il modo giusto è a piedi. Dalla stazione di Firenze Santa Maria Novella sono circa 15 minuti a piedi, e da qui tutto il centro monumentale (Duomo, Uffizi, Ponte Vecchio) è raggiungibile camminando. Chi arriva in auto lascia la macchina in un garage fuori ZTL, in genere in zona stazione, e prosegue a piedi.
Consiglio: andateci presto la mattina, prima delle nove, o la sera dopo cena. Nelle ore centrali, soprattutto in primavera, è una delle piazze più affollate d’Italia. Ma la sera, quando i gruppi se ne vanno, si svuota e resta illuminata: è il momento in cui la Signoria è più bella, e in cui la vivevo io quando abitavo a due passi.
Se la piazza vi fa venire voglia di entrare nei musei intorno, conviene comprare i biglietti online con orario, sia per Palazzo Vecchio sia per gli Uffizi che sono qui di fianco: in alta stagione è la differenza tra entrare e perdere la mattina in coda. Prezzi e orari dei musei civici cambiano spesso, quindi verificateli sul sito ufficiale dei Musei Civici Fiorentini prima di andare.
Cosa vedere nei dintorni di Piazza della Signoria
Il bello della Signoria è che è il centro esatto di Firenze: da qui raggiungete tutto a piedi in pochi minuti. Gli Uffizi sono attaccati, appena oltre la Loggia dei Lanzi. Il Duomo di Firenze, con la cupola del Brunelleschi, è a cinque minuti verso nord. Ponte Vecchio è a due passi verso il fiume, e attraversandolo entrate nell’Oltrarno. Se avete tempo, la piazza è anche una delle tante piazze che fanno Firenze, ognuna con il suo carattere, da Piazza della Repubblica a Santo Spirito.
Tour ed esperienze da Piazza della Signoria
- Tour a piedi del centro storico con guida, per leggere le statue e la storia della piazza senza perdere i dettagli.
- Ingresso salta-fila per gli Uffizi e per Palazzo Vecchio, i due musei che si affacciano sulla piazza.
- Visita guidata alle statue della Loggia dei Lanzi e ai capolavori dei Medici.
Dove dormire vicino a Piazza della Signoria: in quale zona
- Centro storico / Signoria-Duomo: nel cuore di tutto, a piedi da ogni monumento. La scelta più comoda e la più cara; ideale per una prima volta a Firenze e per chi resta poco.
- Santa Croce / Sant’Ambrogio: a pochi minuti dalla piazza ma più vissuta e con prezzi più umani, tra mercati e trattorie fiorentine.
- Oltrarno (San Frediano, Santo Spirito): dall’altra parte del fiume, la Firenze artigiana e più autentica, comoda per Palazzo Pitti e Boboli, a un ponte di distanza dal centro.
Domande frequenti su Piazza della Signoria
Cos’è Piazza della Signoria?
È la piazza principale del centro storico di Firenze e il suo cuore politico da oltre sette secoli: qui aveva sede la Signoria, il governo della Repubblica fiorentina. Oggi è un museo di scultura a cielo aperto, con Palazzo Vecchio, la Loggia dei Lanzi e una serie di statue famose, all’aperto e gratuite.
Cosa c’è da vedere in Piazza della Signoria?
Palazzo Vecchio con la sua torre, la Loggia dei Lanzi con il Perseo del Cellini e il Ratto delle Sabine del Giambologna, la copia del David di Michelangelo, l’Ercole e Caco del Bandinelli, la Fontana del Nettuno, il monumento equestre di Cosimo I, il Marzocco e la Giuditta di Donatello.
Quanto costa visitare Piazza della Signoria?
Niente: la piazza è uno spazio pubblico all’aperto, sempre accessibile e gratuito, comprese la Loggia dei Lanzi e tutte le statue esterne. Il biglietto serve solo per entrare nei musei che vi si affacciano, come Palazzo Vecchio.
Le statue in Piazza della Signoria sono originali?
In parte. Il Perseo di Cellini, il Ratto delle Sabine, la Fontana del Nettuno, l’equestre di Cosimo I e l’Ercole e Caco sono gli originali. Sono invece copie il David di Michelangelo (l’originale è alla Galleria dell’Accademia), il Marzocco e la Giuditta di Donatello (gli originali sono al Bargello e dentro Palazzo Vecchio).
Chi ha fatto il David in Piazza della Signoria?
Il David originale lo scolpì Michelangelo tra il 1501 e il 1504 e rimase in piazza fino al 1873, quando fu spostato alla Galleria dell’Accademia per proteggerlo. Quello che vedete oggi in piazza è una copia in marmo, collocata nel 1910 nel punto originario.
Perché la Fontana del Nettuno si chiama “il Biancone”?
Per il grande Nettuno in marmo bianco di Carrara, alto quasi sei metri, che domina la fontana. Il soprannome nacque come critica bonaria dei fiorentini, a cui la statua dell’Ammannati non piacque mai, mentre apprezzavano molto i bronzi che la circondano.
Perché si chiama Loggia dei Lanzi?
Dai “lanzi”, cioè i lanzichenecchi, i mercenari tedeschi che formavano il corpo di guardia del granduca Cosimo I e che stazionavano sotto le sue arcate. La loggia era stata costruita nel Trecento per le cerimonie pubbliche della Repubblica.
Chi fu messo al rogo in Piazza della Signoria?
Girolamo Savonarola, il frate domenicano che aveva dominato la vita politica e religiosa di Firenze. Fu impiccato e bruciato in piazza il 23 maggio 1498 insieme a due confratelli. Una lastra rotonda nel selciato, vicino alla Fontana del Nettuno, ne ricorda il punto.
Chi ha costruito Palazzo Vecchio?
La costruzione fu avviata alla fine del Duecento su progetto attribuito ad Arnolfo di Cambio, come sede del governo cittadino. Nei secoli successivi il palazzo fu ampliato e trasformato, soprattutto sotto i Medici.
Piazza della Signoria è il posto dove Firenze ha sempre messo in scena sé stessa, il suo potere e la sua arte, e dove ancora oggi capite la città guardando in alto. Fatela con calma, leggete la targa di Savonarola, girate intorno al Ratto delle Sabine, cercate l’Importuno sul muro. È la tappa centrale di tutto quello che c’è da vedere in città, e il resto del centro lo trovate nella guida completa su cosa vedere a Firenze.
E quando ci andate, ditemi quale statua vi ha fermato più a lungo. Su questa piazza non si finisce mai di guardare.