Il Duomo di Firenze

Il duomo di Firenze è Santa Maria del Fiore. La terza chiesa più grande al mondo. Oggi fa parte di un unico complesso con la Cupola del Brunelleschi che la sovrasta,  il Campanile di Giotto che si trova al lato destro della facciata, il Battistero di San Giovanni, Santa Reparata(sotto al duomo stesso) e il Museo dell’Opera del Duomo.

Il Duomo di Firenze è imponente. Soprattutto lo è la sua Cupola che lo rende unico. Una chiesa ampia dove non si può accedere se non facendo una lunga fila. Essendo la terza Chiesa più grande del mondo ha tanta storia da raccontare. Non sarà però la facciata di marmi policromi a farlo. Infatti la facciata è una delle parte più giovani: fu finita solo nel  1884.

Scorcio facciata Santa Maria del fiore campanile . Foto di Roberta Capanni

Prima di iniziare la visita vi consigliamo di prenotarvi. Si fa on line ma la cosa migliore sarebbe farlo con una guida esperta perché le parti più belle e segrete non sono accessibili senza guida. Non costa pochisismo ma ne vale la pena.

La chiesa intitolata alla Madonna


Fu intitolata a Santa Maria del Fiore e sulla destra proprio tra il campanile di Giotto e la chiesa c’è un bassorilievo che raffigura l’angelo che si presenta a Maria con un giglio. Il giglio simbolo di Firenze. Per entrare in questa chiesa bisogna essere vestiti in modo decoroso e con poca pelle scoperta. Non si paga e occorre prenotarsi anche per il “fai da te”.

Santa Maria del Fiore dentro è immensa davvero. Lunga 153 metri, larga 90 e alta che lo sguardo si perde. Sotto questa chiesa se ne trova un’altra. Era la seconda cattedrale di Firenze, quella del periodo Paleocristiano. Santa Maria del Fiore ha alle spalle molta storia. Una costruzione lunga secoli partita l’8 settembre 1296. L’architetto che fece il progetto era il grande Arnolfo di Cambio. Il suo progetto però fu poi rimaneggiato e ci furono vari interventi nei secoli, tra ampliamenti e cambiamenti vari.

Rosone dlla facciata di santa Maria del Fiore . Foto R. Capanni

Il Museo dell’Opera del Duomo

Per comprendere questa cattedrale bisogna vedere il suo museo. Il Museo dell’Opera del Duomo infatti è il racconto di ciò che abbiamo visto. Qui si trova anche una ricostruzione della prima facciata incompiuta del Duomo avviata da Arnolfo di Cambio e rimossa nel 1587. Si vede come doveva essere, come l’aveva pensata alla fine del 1200.

Apro qui una parentesi ma approfondiremo nell’articolo specifico, sul Museo dell’Opera del Duomo. Va assolutamente visitato. 6.000 metri di quadrati distribuiti in 28 sale e suddivisi su tre piani. Racconta non solo la storia della cattedrale di tutto il complesso museale.

Il Granduca Cosimo I la volle bella ed elegante

La chiesa ha un pavimento bellissimo. Pochi ci fanno caso ma questo, fatto su disegno del Cronaca prima e di Giuliano di Baccio d’Agnolo e Francesco da Sangallo poi, a nostro avviso è stupendo. Si vede bene che il Granduca Cosimo I volle dar vita ad una cattedrale elegante e ricca. Non solo fece sostituite con questo lavoro meraviglioso il vecchio pavimento in cotto ma fece costruire  anche gli altari di marmo alle pareti e sostituire il coro ligneo del Brunelleschi. Furono usati marmi policromi della Toscana e il grande lavoro dette l’avvio all fondazione nel 1588 del famoso Opificio delle Pietre Dure.

Questa cattedrale è un racconto della città. Qui Lorenzo il Magnifico fu aggredito e vide la morte dell’amato fratello Giuliano. Era il 26 aprile del 1478. Qui ogni anno a Pasqua arriva la “colombina” che parte dal carro detto il “brindellone” che segnerà come sarà l’annata.

Santa Maria del Fiore vista dal restro. Foto di Roberta Capanni

Da Santa Reparata alle terrazze

Visitare questa chiesa toglie il fiato tanto è grande. Ci vuole tempo, non bisogna perdersi neanche un pezzetto. Da sotto e da sopra.  Alla chiesa sotto, Santa Reparata, detta cripta  si accede fra il primo e il secondo pilastro del lato destro della navata centrale s’imbocca una scala che scende agli scavi. È interessante vedere anche mura dei vecchi edifici e alcuni pavimenti delle case della Firenze romana.

Interessante anche visitare le terrazze che si trovano su Santa Maria del Fiore. L’accesso alle terrazze è un passaggio segreto: una porta nascosta nella parete proprio di fianco alla Porta della Mandorla. Sono  praticamente le coperture delle navate laterali e hanno una balaustra di marmo traforato come quelle del campanile all’ultimo livello. Da qui si posso osservare da vicino dei dettagli marmorei, avere una sita sulla piazza diversa ed è anche una “specie di dietro le quinte” della costruzione. Però se soffrite di vertigini (come per la salita alla Cupola) vi sconsigliamo vivamente di farlo.

Tornando dentro la cattedrale ciò che colpisce sono gli affreschi dell’interno della Cupola. Ideati in un prima tempo da Giorgio Vasari furono completati Federico Zuccari. Ci viene in mente che non deve essere stato facile dipingere a 90 metri di altezza! Comunque sia pare che lo Zuccari abbia abbandonato il progetto di Vasari di stile michelangiolesco che si confaceva al gusto dei fiorentini. Infatti l’opera ricorda più Raffaello e la scuola di Roma e i fiorentini non gradirono!

Visita dall’esterno

Un consiglio è quello di ammirare bene questa chiesa anche dall’esterno.  Va circumnavigata! Questo permette non solo di ammirare la Cupola del Brunelleschi  ma anche i marmi e le porte laterali. Bellissima la Porta della mandorla che si trova a nord con un bassorilevo dell’Assunta di Nanni di Banco del 1421.

Sempre dalla parte nord  si trova la Porta della Balla.  Qui le mura fiorentine di aprivano su Borgo di Balla (Via dei Servi oggi) dove c’erano i famosi tiratoi dell’Arte della Lana.  A sud invece troviamo la Porta dei Canonici.

Insomma Firenze non è certo una città che si visita in poche ore. La sua chiesa più grande prende più di una giornata se si considera  tutta la chiesa compresa Santa Reparata e le terrazze.  A questo si aggiunge  il Museo dell’Opera del Duomo (altamente consigliato), la Cupola del Brunelleschi, il campanile di Giotto. E naturalmente non si può venire via da questa città senza aver visto il Battistero. Il “Bel San Giovanni” di dante, infatti è assolutamente da non perdere. Ma a Firenze sinceramente è tutto “da non perdere”!

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