Cosa vedere a Firenze: cosa visitare e cosa fare, la guida completa

Firenze si visita a piedi, in un fazzoletto di centro che entra in mezza giornata di cammino e in cui ci puoi passare una settimana senza annoiarti. Il Duomo, gli Uffizi, Ponte Vecchio, Palazzo Vecchio, il panorama da Piazzale Michelangelo: il nucleo di cose da non perdere è piccolo e concentrato, tutto dentro l’area pedonale. Il resto, le basiliche, i mercati, l’Oltrarno, i dintorni, è quello che separa chi “ha visto Firenze” da chi l’ha capita.

Questa guida ti serve per la seconda cosa. Sotto trovi le 10 tappe da cui parte chiunque, come muoverti senza impazzire con l’auto, e poi ogni luogo aperto nel suo approfondimento, perché su Firenze un paragrafo non basta mai.

Ci sono stato tante volte, in giornata e per più giorni, d’inverno con le mani gelate sul parapetto dell’Arno e ad agosto con la fila per il Duomo che girava intorno all’isolato. Quello che ho imparato te lo metto qui, in ordine.

In breve

Tappe imperdibili: Duomo con la Cupola del Brunelleschi e il Battistero, Palazzo Vecchio e Piazza della Signoria, gli Uffizi, Ponte Vecchio, le basiliche di Santa Croce, Santa Maria Novella e San Lorenzo, il Bargello, Palazzo Pitti con il Giardino di Boboli, Piazzale Michelangelo al tramonto. Il David originale è alla Galleria dell’Accademia.

Quanto tempo: 1 giorno per l’essenziale, 2 per aggiungere basiliche e Oltrarno, 3 per i dintorni come Fiesole e Montaione.

Biglietti: per salire in Cupola serve il Brunelleschi Pass, 30€, con prenotazione obbligatoria.

Spostamenti: il centro si gira camminando; la tramvia serve solo per arrivare da stazione e parcheggi, dove conviene lasciare l’auto perché in centro vige la ZTL.

Le 10 cose da non perdere a Firenze

Se è la prima volta e hai poco tempo, queste sono le dieci che non puoi saltare. In rigoroso ordine di vicinanza, così le fai quasi tutte camminando.

  1. Il Duomo, Santa Maria del Fiore, con la cupola del Brunelleschi e il Battistero
  2. Palazzo Vecchio e Piazza della Signoria
  3. La Galleria degli Uffizi
  4. Ponte Vecchio
  5. La Basilica di Santa Croce
  6. Santa Maria Novella
  7. Il Bargello, il museo che quasi nessuno mette in lista e sbaglia
  8. Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli
  9. La Basilica di San Lorenzo, la chiesa dei Medici, e il Mercato Centrale a due passi
  10. Il tramonto da Piazzale Michelangelo

Tienila come spina dorsale. Il resto della guida la riempie.

Come muoversi a Firenze: a piedi, senza auto, dove parcheggiare

Prima regola, e te la do subito perché è quella che rovina più giornate: a Firenze l’auto non ti serve, dentro ti serve solo a litigare. Il centro è quasi tutto Zona a Traffico Limitato, le telecamere sono ovunque e ti arriva la multa a casa settimane dopo, quando ti eri già dimenticato di esserci passato.

Se arrivi in macchina, la lasci fuori e entri a piedi. Ho messo le indicazioni precise, parcheggi scambiatori, costi, dove conviene davvero, nella guida su dove parcheggiare a Firenze. Vale la lettura prima di partire, non dopo.

Dentro le mura ti muovi con le gambe. Le distanze sono corte: dal Duomo a Ponte Vecchio sono dieci minuti, da Santa Maria Novella a Santa Croce un quarto d’ora. La tramvia è comoda per arrivare dalla stazione o dai parcheggi, in centro la userai poco. Per i musei principali compra i biglietti online con orario, soprattutto Uffizi e cupola del Duomo: in alta stagione la differenza è tra entrare e passare la mattina in coda.

Attenzione: il centro di Firenze è quasi tutto Zona a Traffico Limitato sorvegliata da telecamere. Entrare in auto senza permesso vale una multa che arriva a casa settimane dopo, anche per un solo passaggio. Lascia la macchina in un parcheggio scambiatore fuori dall’anello ed entra a piedi o in tramvia.

Il Duomo e il cuore di Firenze

Si parte da qui, sempre. Non perché lo dicano le guide, ma perché quando sbuchi in Piazza del Duomo e ti trovi davanti quella mole di marmi bianchi, verdi e rosa, capisci in un secondo dove sei.

Il complesso è tre cose in una: la cattedrale di Santa Maria del Fiore, la Cupola del Brunelleschi che ancora oggi nessuno ha capito del tutto come stia in piedi, e il Battistero di San Giovanni con le porte del Ghiberti, quelle che Michelangelo chiamò la Porta del Paradiso. Salire in cupola costa fatica, 463 gradini stretti e niente ascensore, e una piccola dose di coraggio se gli spazi chiusi ti mettono ansia. Lassù però hai Firenze in mano, e l’affresco del Giudizio Universale lo guardi da vicino, cosa che da terra non puoi.

Nell’approfondimento sul Duomo di Firenze trovi orari, biglietti cumulativi e il giro giusto per non rifare la fila tre volte.

Info pratica: per salire sulla Cupola del Brunelleschi serve il Brunelleschi Pass (30€ intero, 12€ ridotto 7-14 anni, gratis fino a 6 anni), l’unico dei tre pass che include la cupola. Gli altri due, il Giotto Pass (20€) e il Ghiberti Pass (15€), danno accesso a Campanile, Battistero, Museo dell’Opera e Santa Reparata ma non alla cupola. La salita in cupola va prenotata con giorno e ora e va spesso esaurita due o tre settimane prima: muoviti per tempo. Il pass vale 3 giorni, con un ingresso per monumento. Verifica prezzi e disponibilità sul sito ufficiale prima di partire.

Le grandi basiliche di Firenze

Firenze è una città di chiese, e qui non sono solo luoghi di culto: sono musei, pantheon, cantieri dove hanno lavorato i nomi che studiavi a scuola. Quattro le metto in fila perché valgono il tempo, una la tengo per il finale perché è la mia preferita.

Santa Croce è il pantheon degli italiani: dentro ci sono le tombe di Michelangelo, Galileo, Machiavelli, Foscolo. Ci entri per la facciata e ne esci pensando a quanta storia stia in una sola navata.

Santa Maria Novella, quella che vedi appena uscito dalla stazione, ha una facciata in marmo che è già arte di per sé e affreschi che ti tengono lì col naso all’insù. Come visitarla senza correre te lo spiego nell’articolo dedicato.

San Lorenzo è la chiesa dei Medici, con le Cappelle Medicee e la Sagrestia Nuova di Michelangelo. La facciata è rimasta grezza, mai finita, e ha un suo fascino strano, da cosa lasciata a metà di proposito.

Santo Spirito, in Oltrarno, è la Firenze vera, quella di chi ci abita. La piazza davanti la sera si riempie, la chiesa dentro è un Brunelleschi pulito e perfetto. Se vuoi sentire il battito della città e non solo fotografarla, è qui che devi andare.

E poi San Miniato al Monte, in cima alla collina sopra Piazzale Michelangelo. Salire fino a lassù all’ora del tramonto, sentire i monaci che cantano i vespri in gregoriano, con Firenze che si accende sotto, è una di quelle cose che non costano niente e ti restano addosso per anni.

A Firenze le chiese non sono solo luoghi di culto: sono il pantheon, il museo e la memoria di un’intera civiltà.

Palazzi e musei: l’arte dei Medici

Qui si concentra il grosso dell’arte, e qui rischi anche di fare l’errore classico: gli Uffizi e basta, perché “è il museo famoso”. Sbagliato. Te lo spiego tappa per tappa.

Palazzo Vecchio è il municipio della città da sette secoli, e dentro è un viaggio nel cuore del potere fiorentino: il Salone dei Cinquecento, gli appartamenti, i passaggi segreti. La copia del David di Michelangelo è qui davanti, in piazza, dove stava l’originale; l’originale vero è alla Galleria dell’Accademia, ed è l’unica grande tappa che a Firenze si trova fuori dal nucleo che ti sto raccontando.

Gli Uffizi restano gli Uffizi: Botticelli, Leonardo, Caravaggio, una concentrazione di capolavori che da nessun’altra parte. Se ci vai con i bambini o sotto le feste, l’ho raccontato in un pezzo a parte, perché si può fare e si può fare bene, basta sapere come.

Palazzo Pitti, oltre l’Arno, è la reggia dei Medici diventata poi dei Lorena e dei Savoia. Cinque musei dentro un palazzo solo, e dietro il Giardino di Boboli, dove dopo tre ore di sale ti siedi all’ombra e respiri.

E il Bargello, che quasi tutti saltano. È il museo della scultura, il David di Donatello, i marmi, i bronzi. Niente file, niente ressa, e capolavori che altrove farebbero da soli la fama di una città. Se ami l’arte e vuoi un’ora di pace, è il mio consiglio meno scontato.

Consiglio: se ami l’arte e vuoi un’ora senza ressa, infila il Bargello tra le tappe. È il museo della scultura, dal David di Donatello ai bronzi, e quasi nessuno lo mette in lista: niente file, niente folla, capolavori che altrove farebbero da soli la fama di una città.

Cosa fare a Firenze

  • Ingresso salta-fila per la Galleria degli Uffizi.
  • Ingresso salta-fila per la Galleria dell’Accademia, dove c’è il David di Michelangelo.
  • Salita alla Cupola del Brunelleschi con accesso riservato.
  • Walking tour del centro storico con una guida.
  • Gite in giornata in Toscana: il Chianti con degustazione, Siena e San Gimignano, Pisa.

Ponti, piazze e panorami

Firenze la guardi dall’alto e la attraversi sull’acqua, e sono due esperienze diverse che vanno fatte tutte e due.

Ponte Vecchio è il ponte che conosci anche se non ci sei mai stato: le botteghe degli orafi sospese sull’Arno, il Corridoio Vasariano che ci passa sopra. È pieno di gente a ogni ora, vero, ma alle sette di mattina, con la luce che taglia l’acqua e i negozi ancora chiusi, te lo godi quasi da solo.

E il panorama. Quello vero, da cartolina, è Piazzale Michelangelo: tutta Firenze davanti, il Duomo, le torri, le colline dietro. Ci si arriva a piedi salendo dalle rampe, o in autobus se le gambe hanno già dato. Vacci al tramonto, mettiti in conto la folla, e portati qualcosa da bere: è il punto in cui la città ti saluta.

E le piazze, che a Firenze sono il salotto di tutti, dalla Signoria con le sue statue a Santo Spirito la sera: le ho raccolte una per una nella guida dedicata alle piazze di Firenze.

Consiglio: Ponte Vecchio è affollato a ogni ora, ma alle sette di mattina, con le botteghe degli orafi ancora chiuse e la luce radente sull’Arno, te lo godi quasi da solo. Per Piazzale Michelangelo vale l’opposto: vacci al tramonto mettendo in conto la folla, e portati qualcosa da bere.

Vivere Firenze come un fiorentino

I monumenti li hai sistemati. Ora la parte che le guide veloci non ti dicono, e che è quella che ti fa tornare.

Il Mercato Centrale di San Lorenzo è dove vai a mangiare sul serio. Sotto le bancarelle dello storico mercato, sopra una food hall che lavora fino a tardi: lampredotto, schiacciata, vino della casa. È turistico, certo, ma il lampredotto è quello giusto e l’atmosfera vale il biglietto.

E poi c’è la Firenze che si vive in coppia. I luoghi romantici della città li ho raccolti in un pezzo a parte, perché Firenze al tramonto, con la luce dorata sui palazzi e l’Arno fermo, è una delle città più belle d’Italia in cui prendere per mano qualcuno. Io e Valerio ci torniamo apposta.

Dove mangiare a Firenze

  • Mercato Centrale di San Lorenzo: al piano terra Da Nerbone, storico dal 1872, per il panino col lampredotto e il bollito; al piano sopra la food hall fino a tardi.
  • All’Antico Vinaio (Via dei Neri): le schiacciate farcite più famose di Firenze, code lunghe ma scorrono in fretta.
  • Trattoria Mario (vicino a San Lorenzo): cucina toscana solo a pranzo, niente prenotazione, ci si siede anche con sconosciuti.
  • I banchini del lampredotto: i trippai per strada, lo street food fiorentino per eccellenza, in piedi e con pochi euro.
  • Gelato: una gelateria storica come Vivoli (zona Santa Croce) o La Carraia (in Oltrarno).

Dove dormire a Firenze: in quale zona

  • Centro storico (Duomo-Signoria): tutto a piedi, la zona più comoda e più cara, anche la più turistica.
  • Santa Maria Novella: intorno alla stazione, pratica per chi arriva in treno e di solito più economica.
  • Santa Croce e Sant’Ambrogio: viva e autentica, con il mercato e i locali dei fiorentini, prezzi più umani.
  • Oltrarno e Santo Spirito: la riva sinistra dell’Arno, atmosfera artigiana e bohémien, la sera la più vivace.
  • San Niccolò, verso Piazzale Michelangelo: tranquilla e panoramica, un po’ defilata ma a due passi dal centro.

Quanti giorni servono: Firenze in 1, 2 o 3 giorni

La domanda più frequente, e la risposta onesta è: dipende da te. Il centro lo “vedi” in un giorno, lo vivi in tre.

Con un giorno solo si fa, a patto di non disperdersi. Ho costruito un itinerario pensato apposta per chi ha un solo giorno a Firenze: le tappe in ordine, i tempi reali, dove fermarsi a mangiare senza perdere mezza giornata. Se sei di passaggio, parti da lì.

Con due giorni aggiungi le basiliche con calma, un museo in più, l’Oltrarno e una salita a Piazzale Michelangelo al tramonto. Con tre giorni ci infili anche i dintorni e ti concedi il lusso di sederti in piazza senza guardare l’orologio, che a Firenze è il modo migliore di spenderla.

Tempo a disposizioneCosa riesci a fare
1 giornoLe tappe principali in fila a piedi: Duomo, Piazza della Signoria e Palazzo Vecchio, Uffizi, Ponte Vecchio e il tramonto da Piazzale Michelangelo.
2 giorniAggiungi le basiliche con calma, un secondo museo, l’Oltrarno e Santo Spirito.
3 giorniCi infili i dintorni come Fiesole e Montaione e il lusso di sederti in piazza senza guardare l’orologio.

Oltre il centro: cosa vedere nei dintorni di Firenze

Se hai il tempo, esci dalle mura. Le colline intorno a Firenze sono parte della città quanto i suoi musei.

Fiesole è la gita classica, mezz’ora di autobus e sei in un borgo etrusco affacciato sulla valle, con l’area archeologica romana e il panorama che da lassù prende tutta Firenze in un colpo solo. È la fuga di un pomeriggio quando la città ti ha stancato.

Più lontano, verso l’Empolese, c’è Montaione: tartufo, colline, silenzio. Un’altra Toscana, quella di campagna, a un’ora di macchina dal Duomo. Se Firenze è il piatto forte, questi sono il digestivo giusto.

Info essenziali

  • Come arrivare: aeroporto di Firenze-Peretola (Amerigo Vespucci), collegato al centro dalla tramvia T2 in una ventina di minuti; in treno la stazione di Santa Maria Novella è in pieno centro, con l’alta velocità da Roma e Milano.
  • Quando andare: primavera (aprile-maggio) e inizio autunno (settembre-ottobre); estate calda e affollata, inverno tranquillo.
  • Durata consigliata: 1 giorno per l’essenziale, 2-3 per viverla con calma e arrivare ai dintorni.
  • Come muoversi: a piedi nel centro, tramvia per stazione e parcheggi; l’auto resta fuori per via della ZTL.

Domande frequenti su Firenze

Quali sono le 10 cose da non perdere a Firenze?

Duomo e cupola del Brunelleschi, Palazzo Vecchio, Uffizi, Ponte Vecchio, Santa Croce, Santa Maria Novella, il Bargello, Palazzo Pitti con Boboli, San Lorenzo con il Mercato Centrale, e il tramonto da Piazzale Michelangelo. Sono tutte raggiungibili a piedi.

Cosa si può vedere a Firenze a piedi?

Praticamente tutto il centro storico. Il nucleo dei monumenti sta dentro l’area pedonale, le distanze sono di dieci o quindici minuti l’una dall’altra. L’unica grande tappa fuori dal nucleo è la Galleria dell’Accademia, dove c’è il David originale, comunque a venti minuti a piedi dal Duomo.

Quanti giorni servono per visitare Firenze?

Uno per vedere l’essenziale senza fermarsi, due per farlo con calma aggiungendo basiliche e Oltrarno, tre per viverla davvero e arrivare ai dintorni.

Come muoversi a Firenze senza auto?

A piedi dentro il centro, con la tramvia per arrivare dalla stazione o dai parcheggi scambiatori. L’auto in centro è inutile e costosa: quasi tutto è Zona a Traffico Limitato con telecamere.

Cosa vedere a Firenze gratis?

Le piazze, i ponti, l’esterno del Duomo, il panorama da Piazzale Michelangelo e da San Miniato al Monte, le chiese a ingresso libero. Molti musei statali hanno inoltre la domenica gratuita una volta al mese.

Quando conviene andare a Firenze?

La primavera è il periodo migliore per clima e luce, ed è anche il più affollato. Aprile è il mese di punta. Se cerchi tranquillità, novembre e gennaio ti danno la città quasi vuota, basta mettere in conto il freddo e qualche giornata di pioggia.


Firenze è una di quelle città che non finisci mai di vedere, e ogni volta ci torni trovi un dettaglio che la prima volta avevi mancato. Mettila nel posto giusto, dentro un viaggio più largo: è la tappa più ricca della Toscana, e di cose da vedere in Toscana ce ne sono tante altre, tutte a un’ora o due da qui.

Quando ci vai, scrivici com’è andata. La Firenze migliore è sempre quella che ti racconta qualcun altro.

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