Quartieri di Praga: quali visitare e cosa vedere in ognuno

Aggiornato il 24 Settembre 2026

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i Ponti di Praga al crepuscolo

Praga ha fama di città piccola, e non lo è: ci vive più di un milione di persone e i confini comunali vanno lontano. Quello che è piccolo è il pezzo che si viene a vedere. Sta tutto in cinque quartieri storici stretti intorno alla Moldava, più una cittadella sull’altra ansa del fiume, e chi capisce come sono fatti ha già capito come organizzare il viaggio.

La prima versione di questa pagina l’aveva scritta Nicola Fiorentini, che a Praga era stato a cavallo di un Capodanno, con la neve sui tetti e una bufera che gli rovinò l’unico panorama che aveva conquistato a fatica. Le foto innevate che trovate qui sono sue, e alcune delle sue scoperte le ho tenute, dicendo di chi sono. Il resto l’ho riscritto quartiere per quartiere: cosa c’è, che aria tira, quanto tempo chiede e se conviene dormirci. Il giro completo della città, con i prezzi di tutti i monumenti, sta invece nella nostra guida a Praga.

In breve

I quartieri storici di Praga sono cinque: Staré Město (la Città Vecchia), Josefov (il quartiere ebraico), Malá Strana (la Città Piccola sotto il castello), Hradčany (il quartiere del Castello) e Nové Město (la Città Nuova di piazza San Venceslao). A sud c’è la cittadella di Vyšehrad. Fuori dal centro i quartieri che valgono il viaggio sono Vinohrady, Žižkov, Karlín e Holešovice. Praga 1 è il distretto amministrativo che contiene il centro storico, ma non coincide con un quartiere. Per i cinque storici servono tre giorni pieni a piedi, con un quarto giorno si aggiungono quelli fuori dal centro.

Indice dell’Articolo

Come è divisa Praga: quartieri storici e distretti numerati

Il primo equivoco da togliere di mezzo è il numero. Sulle mappe, sui cartelli e negli annunci degli alloggi leggerete Praga 1, Praga 2, Praga 3 e così via fino a 22: sono i distretti amministrativi, e con i quartieri che si visitano c’entrano poco. La città è divisa in 22 distretti numerati, 57 municipi e 112 aree catastali, e sono queste ultime a portare i nomi storici che interessano a chi viaggia.

La storia spiega la geografia. Fino al Settecento Praga non era una città sola ma quattro, ognuna con il suo municipio: Staré Město, Nové Město, Malá Strana e Hradčany, unite in un’unica città nel 1784. Josefov, il ghetto ebraico, entrò nel 1850, e Vyšehrad nel 1883, secondo la ricostruzione dell’Ufficio statistico ceco. Per questo ogni quartiere storico ha ancora una faccia sua, e passare dall’uno all’altro si sente anche senza guardare la mappa.

Il fiume fa il resto e divide Praga in due. Sulla riva destra stanno Staré Město, Josefov e Nové Město, in piano, con le piazze e i negozi. Sulla riva sinistra stanno Malá Strana e Hradčany, in salita verso il Castello. Praga 1 li contiene quasi tutti: comprende per intero Josefov e Staré Město e in parte Hradčany, Malá Strana e Nové Město. Quando un alloggio si presenta come «Praga 1», sta dicendo che siete in centro, non in quale quartiere.

Staré Město, la Città Vecchia

Staré Město è il quartiere più famoso di Praga e il cuore della riva destra: una rete di vicoli storti che converge sulla piazza della Città Vecchia (Staroměstské náměstí), la più antica della città. Sulla piazza stanno il Municipio con l’orologio astronomico, la chiesa di Santa Maria di Týn con le due torri gotiche, la chiesa barocca di San Nicola e il monumento a Jan Hus. Intorno, a pochi minuti a piedi, ci sono il Klementinum, la Torre delle Polveri e la torre che fa da porta al Ponte Carlo.

Orologio astronomico di Praga sulla torre del Municipio della Città Vecchia, con il quadrante astronomico e sotto il calendario dorato

Nicola aveva scelto l’albergo qui, ed è da qui che era partito. Aveva aspettato lo scoccare dell’ora sotto l’orologio, con la sfilata degli apostoli, e poi aveva fatto la cosa che consiglio anch’io: salire sulla torre del Municipio. Era il giorno dopo una nevicata, e dall’alto i tetti rossi della Città Vecchia erano ancora spolverati di bianco. Il colpo d’occhio spiega il quartiere meglio di qualsiasi mappa: si vede il reticolo dei vicoli che si allarga dalla piazza, si vede il Castello dall’altra parte del fiume, e nelle giornate limpide all’orizzonte spunta perfino la torre della televisione di Žižkov.

I tetti rossi della Città Vecchia di Praga spolverati di neve, visti dalla torre del Municipio, con la torre della televisione di Žižkov all'orizzonte
Il Castello di Praga all'orizzonte, inquadrato da un'arcata della torre del Municipio della Città Vecchia al tramonto

Consiglio: salite sulla torre del Municipio nella prima ora dopo l’apertura, quando il biglietto costa la metà. L’intero è di 350 CZK e l’ascensore si paga a parte, 100 CZK. La torre apre alle 9 da aprile a dicembre e alle 10 da gennaio a marzo: controllate sul sito di Prague City Tourism prima di andare, perché gli orari dei monumenti cambiano con le stagioni.

La piazza della Città Vecchia di Praga vista dall'alto durante il mercatino di Natale, con il monumento a Jan Hus e l'albero

Due cose che chi arriva per la prima volta non sa. Le chiese di San Nicola a Praga sono due, e quella sulla piazza della Città Vecchia non è la famosa: la cupola verde che vedete qui è di una chiesa barocca che dal 1920 appartiene alla Chiesa hussita, mentre la San Nicola che tutti fotografano sta dall’altra parte del fiume, a Malá Strana. E la piazza cambia faccia a seconda dell’ora: di giorno è un imbuto di gruppi in fila davanti all’orologio, la sera si svuota e torna a essere una delle piazze più belle d’Europa. In dicembre ospita il mercatino di Natale più grande della città, che è il motivo per cui Praga sta in cima alle mete per le vacanze di dicembre.

La chiesa di Santa Maria di Týn con le due torri gotiche, vista dall'alto sopra le case della piazza della Città Vecchia
La chiesa barocca di San Nicola in piazza della Città Vecchia, con le cupole verdi, e via Pařížská che porta verso Josefov

La Città Vecchia si gira a piedi, e le distanze lo permettono: i vicoli vanno esplorati tutti, anche quelli che non portano da nessuna parte. Per chi vuole la storia raccontata da qualcuno che la sa, il tour a piedi di tre ore fra Città Vecchia e Castello tiene insieme le due rive in una mattina. È anche il quartiere più comodo per dormire, e il più caro: nelle notti del fine settimana, intorno alla piazza, è pure il più rumoroso.

Josefov, il quartiere ebraico dentro la Città Vecchia

Josefov non ha confini che si notino: è un pezzo di Città Vecchia a due passi dalla piazza, raggiungibile lungo via Pařížská, quella dei palazzi liberty. Il vecchio ghetto fu quasi tutto demolito fra Otto e Novecento, e quello che resta sono sei luoghi: le sinagoghe Maisel, Pinkas, Klausen, Spagnola, la Sinagoga Vecchia-Nuova e il Vecchio Cimitero Ebraico, con le lapidi appoggiate una sull’altra perché per secoli la comunità ebbe quel rettangolo di terra e nient’altro.

È la parte di Praga che mi è rimasta più addosso, e per un motivo preciso: è l’unico posto della città dove il turismo non riesce a coprire quello che è successo. Si gira in un pomeriggio, ma è un pomeriggio che va messo all’inizio del viaggio, con la testa fresca. Il circuito del Museo Ebraico è unico, vale tre giorni e chiude ogni sabato: il biglietto, i prezzi e il racconto completo stanno nella guida a Praga. Chi preferisce entrare con una guida trova il tour a piedi del quartiere ebraico con i biglietti d’ingresso compresi, che è anche il modo più semplice per non sbagliare il giorno.

Malá Strana, il caratteristico quartiere sotto il Castello

Per arrivare a Malá Strana, la «Città Piccola», la strada è una sola e vale il viaggio: il Ponte Carlo. Si entra dalla torre della Città Vecchia, pietra scura annerita dal tempo, e si attraversa la Moldava fra due file di statue barocche, musicisti di strada e venditori di acquerelli. Nicola ci era passato a gennaio e lo aveva trovato gremito di turisti di ogni nazionalità: se volete il ponte senza la folla, l’unica ora è l’alba.

La torre della Città Vecchia all'ingresso del Ponte Carlo, con la folla dei visitatori in inverno
Il Ponte Carlo affollato in una giornata d'inverno, con le statue barocche sui parapetti

Dall’altra parte il ritmo cambia. Malá Strana è cresciuta alle pendici della collina del Castello, fra palazzi nobiliari, giardini chiusi da muri alti e strade in salita: è il quartiere caratteristico per eccellenza, quello che sembra un paese dentro una capitale. Il centro è la piazza con la chiesa di San Nicola, quella famosa, barocca dentro e fuori: l’ingresso intero costa 150 CZK e il campanile è una visita a parte, come dice il sito della chiesa. Da lì via Nerudova sale verso il Castello, e scendendo verso il fiume si arriva all’isola di Kampa, il posto più tranquillo del centro.

Il Muro di Lennon sta qui, in Velkopřevorské náměstí. Negli anni Ottanta, sotto il regime, i giovani praghesi cominciarono a coprirlo di scritte e di frasi ispirate alla musica dei Beatles, come un piccolo spazio di libertà. Oggi è un luogo memoriale ufficiale, e si può ancora scrivere, ma a matita, pennarello o gesso: lo spray è vietato.

Il Muro di Lennon a Malá Strana coperto di scritte colorate, con il simbolo della pace e la parola Imagine

Sopra Malá Strana si alza la collina di Petřín, con la torre panoramica costruita per l’esposizione giubilare del 1891 sul modello della Tour Eiffel, 299 gradini fino in cima. Nicola li aveva saliti tutti, e nell’esatto istante in cui aveva messo il piede sull’ultimo si era scatenata la bufera di neve più fitta della sua vita: niente panorama. La bufera era finita, naturalmente, appena tornato giù. Oggi la torre costa 250 CZK e ha l’ascensore a pagamento, e la funicolare che sale da Malá Strana ha riaperto il 22 settembre 2026 dopo due anni di fermo, con vetture nuove e una tariffa sua: 100 CZK a corsa, mentre è gratuita con i biglietti da 24 e 72 ore dei trasporti, come spiega il comunicato dell’azienda dei trasporti.

Malá Strana di sera è un’altra cosa ancora, e le sue leggende di alchimisti si prestano a essere raccontate a lume di lampione: il tour serale fra Malá Strana e Nový Svět le mette in fila in due ore scarse. Per dormire è la scelta più quieta del centro, con qualche salita da mettere in conto.

Hradčany, il quartiere del Castello

Hradčany è il quartiere in cima alla collina, e il suo centro è il Castello di Praga, che più che un castello è un quartiere fortificato: cortili, palazzi, una cattedrale gotica, una basilica romanica, giardini e vicoli. Quando ci sono stato mi è sembrato bello e mastodontico insieme, di quelli che non si riescono a inquadrare in una foto sola. Gli interni sono incredibili, e le viuzze lì intorno, che molti saltano correndo verso l’uscita, sono assolutamente da vedere. L’area esterna è aperta e non si paga: il biglietto serve per gli interni, e come funziona il circuito lo trovate nella guida a Praga.

L'abside gotica della Cattedrale di San Vito al Castello di Praga, con l'albero di Natale e i visitatori nel cortile

La Cattedrale di San Vito è il pezzo che lascia a bocca aperta, e il Vicolo d’Oro, la fila di casette colorate incastrate nelle mura, è quello che si ricorda. La leggenda ci mette gli alchimisti di Rodolfo II d’Asburgo impegnati a cercare il modo di trasformare il metallo in oro; la storia ci mette artigiani e guardie del castello, che è meno romantico e più vero.

Le casette colorate del Vicolo d'Oro al Castello di Praga, con il selciato e un lampione

Attenzione: nella prima versione di questa pagina si leggeva che al Castello si visita «la sala del Trono che ospita i gioielli della corona». Non è così, e lo correggo qui invece di cancellarlo in silenzio. I gioielli della corona boema sono custoditi in modo permanente nella Camera della Corona della Cattedrale di San Vito, che si apre con sette chiavi, e non fanno parte di nessun circuito: si espongono al pubblico di rado e per pochi giorni, negli ultimi anni a fine settembre. Le date le annuncia il sito del Castello.

Uscendo dal Castello verso ovest, Hradčany diventa silenziosa. Il Loreto custodisce una copia della Santa Casa, un carillon del 1693 che suona ogni ora e un tesoro con il «Sole di Praga», un ostensorio con oltre seimila diamanti: l’intero costa 280 CZK sul sito del Loreto. Poco più in là c’è Nový Svět, il «Nuovo Mondo», un ex sobborgo di case basse e vicoli acciottolati dove un tempo abitava la gente povera che serviva al Castello: oggi è l’angolo più appartato della collina. E in cima alla salita c’è il monastero di Strahov, con la vista su tutta la città.

Nové Město e piazza San Venceslao

Nové Město, la Città Nuova, di nuovo ha poco: la fondò Carlo IV nel Trecento, e dei cinque quartieri storici è il più grande. Il suo centro è piazza San Venceslao (Václavské náměstí), che più che una piazza è un viale lungo e largo che sale verso il Museo Nazionale. È stata il teatro della storia recente del paese: qui nel gennaio 1969 si diedero fuoco Jan Palach e Jan Zajíc contro l’occupazione sovietica, e qui si riempì la piazza nei giorni della Rivoluzione di Velluto.

Oggi è la piazza dei negozi, dei pub e dei ristoranti, sempre piena di gente. Nicola aveva trovato uno dei locali più buoni del viaggio proprio qui, e non si ricordava più il nome: vi capiterà lo stesso, e va bene così. Nel resto del quartiere ci sono la Casa Danzante di Vlado Milunić e Frank Gehry, finita nel 1996 sulla riva della Moldava, e il Municipio della Città Nuova, dove il 30 luglio 1419 la folla gettò dalle finestre i consiglieri: la prima delle defenestrazioni di Praga.

Per dormire Nové Město è la scelta più pratica: prezzi più bassi della Città Vecchia, metropolitana e tram ovunque, e il centro storico a dieci minuti a piedi. È meno da cartolina, ma molto comoda.

Vyšehrad, la cittadella che quasi nessuno visita

A sud di Nové Město, su una rupe sopra la Moldava, c’è Vyšehrad, la cittadella che la leggenda considera il luogo di fondazione di Praga. Ci arrivano pochi turisti, ed è un peccato: l’area è a ingresso libero tutto l’anno, dai bastioni si vede il fiume che scende verso il centro, e dentro le mura ci sono la Rotonda di San Martino, romanica, della seconda metà dell’XI secolo, e il cimitero di Vyšehrad, dove sono sepolti Smetana, Dvořák e Mucha.

L’unica cosa che si paga sono i sotterranei. Le casematte portano alla sala Gorlice, dove sono custodite sei statue originali del Ponte Carlo, quelle che sul ponte sono state sostituite da copie: l’intero costa 330 CZK sul sito di Vyšehrad. Chi vuole la storia della rupe raccontata per bene trova il tour guidato di Vyšehrad con la Gorlice e i biglietti compresi.

Fuori dal centro: i quartieri dove vivono i praghesi

Dopo tre giorni fra guglie e gruppi organizzati, la Praga che manca è quella normale. Sta a due o tre fermate di metro o di tram dal centro, in quartieri dove i monumenti sono pochi e la vita è tutta: è lì che si capisce com’è la città quando non recita.

Vinohrady

Vinohrady è il quartiere residenziale elegante, con i palazzi liberty, i viali alberati e i caffè di quartiere. Il centro è náměstí Míru, la piazza della Pace, con la chiesa neogotica di Santa Ludmilla. Due parchi danno il meglio: i Riegrovy sady, con la vista sulla città al tramonto, e la Grébovka, un giardino all’italiana con tanto di vigna. Il nome, del resto, significa «vigneti».

Žižkov

Žižkov è il vicino ruvido di Vinohrady, famoso per il numero di pub per abitante e per la torre della televisione: 216 metri, un osservatorio a 93 metri che costa 350 CZK, e i bebè giganti di David Černý che si arrampicano lungo il fusto. Sul colle di Vítkov, sopra il quartiere, la statua equestre di Jan Žižka è una delle più grandi al mondo in bronzo, e l’area si visita gratis.

Karlín

Karlín è la storia di una rinascita. Nell’alluvione del 2002 l’acqua superò i tre metri sul livello delle strade, tre edifici crollarono e molti altri furono danneggiati. Da lì il quartiere è ripartito: ex fabbriche recuperate, facciate restaurate, edifici nuovi al posto di quelli perduti, uffici, locali e ristoranti. Oggi è una delle zone più vive della città, e ci si va per mangiare e bere, non per i monumenti.

Holešovice

Holešovice è il quartiere dell’arte contemporanea, dentro un’ansa della Moldava a nord del centro. Ci sono il DOX, il centro d’arte contemporanea (330 CZK l’intero sul sito del DOX), la sede della Galleria Nazionale al Veletržní palác e il vecchio mattatoio diventato mercato di Holešovice, con la Hala 22 dei prodotti freschi. Sopra il quartiere c’è il parco di Letná, con il metronomo gigante messo dove un tempo stava il monumento a Stalin, fatto saltare nel 1962: dal belvedere si vedono i ponti sulla Moldava uno dopo l’altro.

Per metterli insieme in una mezza giornata senza perdersi, il tour a piedi alternativo di Praga porta fuori dai percorsi dei gruppi. Nessun link invece per la torre della TV: il biglietto dell’osservatorio conviene prenderlo sul posto o dal sito ufficiale della torre.

Quale quartiere di Praga scegliere, in base al viaggio

Non tutti i quartieri servono a tutti. Questa è la tabella che avrei voluto avere la prima volta: cosa trovate in ognuno, per chi è, quanto tempo chiede e se ha senso dormirci.

QuartiereCosa trovatePer chi èQuanto tempoPer dormire
Staré Městopiazza, orologio, Týn, vicolitutti, alla prima voltaun giornocomodissimo, caro e rumoroso nel weekend
Josefovsinagoghe e Vecchio Cimitero Ebraicochi vuole capire la storia della cittàmezza giornatadentro la Città Vecchia, stessi pro e contro
Malá StranaPonte Carlo, San Nicola, Muro di Lennon, Petřínchi cerca atmosfera e giardinimezza giornata, più Petřínquieto e bellissimo, con salite
HradčanyCastello, San Vito, Vicolo d’Oro, Loreto, Nový Světtuttiun giornopochi alloggi e lontani dai mezzi
Nové Městopiazza San Venceslao, Casa Danzantechi vuole comodità e prezzi più bassiqualche orala scelta più pratica
Vyšehradcittadella, cimitero, casemattechi ha già visto il centromezza giornatano
Vinohrady e Žižkovliberty, parchi, pub, torre della TVchi vuole la Praga dei praghesimezza giornatasì, si spende meno e si vive meglio
Karlín e Holešoviceex quartieri industriali, arte contemporanea, localichi torna a Praga una seconda voltamezza giornatasì, se il viaggio non è solo monumenti

Sulla scelta dell’alloggio la regola è una: più state vicini alla piazza della Città Vecchia, più pagate e meno dormite. Le zone e gli alberghi che abbiamo selezionato stanno nella parte della guida a Praga dedicata a dove dormire, quartiere per quartiere.

E la domanda che molti fanno prima di partire, cioè quali quartieri di Praga evitare. La risposta onesta è che non ce ne sono da evitare: la scheda della Farnesina su Viaggiare Sicuri definisce il livello di sicurezza paragonabile a quello delle altre grandi città europee. Il problema vero sono i borseggi, e hanno un indirizzo preciso.

Attenzione: la Farnesina indica una microcriminalità alta contro i turisti, concentrata nelle zone vicine a piazza San Venceslao, sul Ponte Carlo e alla stazione della metropolitana di Můstek, oltre che sui mezzi pubblici. Tenete lo zaino davanti nella calca. I taxi presi per strada possono applicare tariffe gonfiate: meglio prenotarli. E i soldi si cambiano in banca, non negli uffici di cambio con i cartelli più attraenti.

Come girare i quartieri: a piedi e in tram

I cinque quartieri storici si girano a piedi: la Città Vecchia, Josefov e Nové Město stanno in piano, e l’unica vera fatica è la salita al Castello. Per quella c’è il tram 22, che è quasi una linea turistica: attraversa Nové Město a Národní třída, passa sotto Malá Strana a Malostranské náměstí e sale fino alle fermate Pražský hrad e Pohořelec, sopra il Castello. Conviene prenderlo in salita e fare la discesa a piedi, per Nerudova e Malá Strana. Lo stesso tram arriva anche a náměstí Míru, nel cuore di Vinohrady.

Dal 1° gennaio 2026 il biglietto da 30 minuti costa 39 CZK e quello da 90 minuti 50 CZK, un po’ meno in app: le tariffe aggiornate sono sul sito dei trasporti di Praga. Per Žižkov, Karlín e Holešovice la metropolitana e il tram fanno il resto, in meno di un quarto d’ora dal centro.

Quartiere per quartiere, con una guida

E se Praga è una tappa di un giro più lungo nell’Europa centrale, i quartieri si prestano al confronto con le città vicine: Vienna, Budapest e Cracovia hanno tutte un centro storico da cartolina e, a qualche fermata di distanza, un quartiere dove la città vive davvero.

Dove dormire a Praga: un indirizzo per quartiere

Le abbiamo scelte sopra l’8 di punteggio, con almeno cento recensioni ciascuna, e controllate sull’indirizzo. Uno per ciascuno dei tre quartieri storici più comodi per girare a piedi; altri indirizzi stanno nella nostra guida a Praga.

Domande frequenti sui quartieri di Praga

Qual è il quartiere più famoso di Praga?

Staré Město, la Città Vecchia, con la piazza, l’orologio astronomico e la chiesa di Týn. Il quartiere più caratteristico è invece Malá Strana, la Città Piccola sotto il Castello, che si raggiunge attraversando il Ponte Carlo.

Quanti quartieri ha Praga?

Praga è divisa in 22 distretti amministrativi numerati, 57 municipi e 112 aree catastali. I quartieri storici che si visitano sono cinque: Staré Město, Josefov, Malá Strana, Hradčany e Nové Město, più la cittadella di Vyšehrad.

Cosa vuol dire Praga 1?

Praga 1 è il distretto amministrativo del centro storico. Comprende per intero Josefov e Staré Město e in parte Hradčany, Malá Strana e Nové Město. Negli annunci degli alloggi indica che si è in centro, non in quale quartiere.

Come si chiamano le due parti di Praga?

La Moldava divide la città in due rive. Sulla riva destra stanno la Città Vecchia, Josefov e la Città Nuova, in piano. Sulla riva sinistra stanno Malá Strana e Hradčany, in salita verso il Castello.

Quali quartieri di Praga evitare?

Nessuno in particolare. La Farnesina definisce il livello di sicurezza paragonabile a quello delle altre grandi città europee, e segnala soprattutto i borseggi vicino a piazza San Venceslao, sul Ponte Carlo, alla stazione della metro Můstek e sui mezzi pubblici.

Qual è il quartiere migliore dove dormire a Praga?

Dipende dal viaggio. La Città Vecchia è la più comoda ma anche la più cara e rumorosa, Malá Strana la più quieta, Nové Město la più pratica e meno costosa. Vinohrady è la scelta di chi preferisce spendere meno e vivere la città dei praghesi.

Quanti giorni servono per vedere i quartieri di Praga?

Tre giorni pieni per i cinque quartieri storici, girati a piedi: Città Vecchia e Josefov il primo, Malá Strana e il Castello il secondo, Nové Město e Vyšehrad il terzo. Con un quarto giorno si aggiungono Vinohrady, Žižkov o Holešovice.

Grafica verticale per Pinterest con i ponti sulla Moldava al crepuscolo e la scritta Praga tra fascino e mistero
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Ti ha accompagnato in questa guida

Alberto Macaluso

Nomade digitale con una passione spasmodica per l’archeologia e la storia – quando la storia racconta storie belle da (ri)raccontare – mi occupo dal lontano 1997 di comunicazione web e sono specializzato in progettazione e Seo. La mia passione per il viaggio nasce da una voglia costante di conoscere nuovi luoghi e nuove persone. Nel mio trolley (bagaglio rigorosamente sempre a mano) non mancano mai tutta una serie di device tecnologici e il mio fido Kindle, carico di tantissimi titoli di fantascienza, fantasy ovviamente saggi storici e anche di lavoro. Tutte le mie mete sono il frutto di suggestioni visive, uditive, e perché no anche tattili ed olfattive: un film, un telefilm, un passaggio di un libro, una canzone ascoltata alla radio una ricetta esotica, ogni cosa può essere per me uno stimolo a partire.

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