Di Praga mi aspettavo il Ponte Carlo. Quello che mi è rimasto addosso, anni dopo, è un cortile di pietre storte.
Il Vecchio Cimitero Ebraico non somiglia a nessun cimitero che avessi visto. Le lapidi non sono in fila, sono appoggiate una sull’altra come denti cresciuti male, inclinate, sovrapposte, alcune quasi orizzontali. Non è disordine. È che per tre secoli e mezzo la comunità ebraica di Praga ha avuto quel rettangolo di terra e nient’altro, e quando lo spazio finiva si portava sopra altra terra e si ricominciava. Sotto ci sono strati. Il museo dice fino a dieci. Ci sono entrato da solo, in una mattina qualsiasi, e sono rimasto lì dentro molto più di quanto avessi previsto, in silenzio, senza fare foto. Non capita spesso di trovarsi davanti a una cosa che ti spiega quattro secoli di storia senza una didascalia.
Ecco perché questa guida parte da Josefov e non dal Castello. Poi arriva anche il Castello, con il Vicolo d’Oro che vale il biglietto, la città che si gira a piedi e l’arte che ti aspetta a ogni angolo, antica e contemporanea nello stesso pomeriggio. Ma trovate anche una cosa che nelle altre guide non c’è: i prezzi 2026 letti alle biglietterie ufficiali, uno per uno, con la data che ogni listino dichiara. E l’elenco di quello che a Praga è cambiato quest’anno, che non è poco: c’è un monumento simbolo con otto statue smontate, una funicolare famosa che è ferma, una fermata di metro chiusa e un aumento dei trasporti che nessuno ha ancora recepito.
In breve
Praga si visita in 3 giorni pieni a piedi, con la metropolitana per gli spostamenti lunghi. Tappe: il quartiere ebraico di Josefov (circuito unico 600 CZK, valido 3 giorni, chiuso il sabato), il Castello con la Cattedrale di San Vito e il Vicolo d’Oro (circuito principale 450 CZK, valido 2 giorni), il Ponte Carlo, l’orologio astronomico e la torre del Municipio della Città Vecchia (350 CZK a piedi), la Malá Strana, Petřín e Vyšehrad, che è gratuito. Biglietto dei mezzi da 90 minuti a 50 CZK: a Praga gli over 65 e i bambini fino a 15 anni viaggiano gratis. Dall’aeroporto si arriva con il filobus 59 più la metro A in poco meno di mezz’ora. Si paga in corone ceche: al cambio dell’11 agosto 2026, 1 euro fa 24,245 CZK.
Indice dell’Articolo
Cosa vedere a Praga: le tappe che non si saltano
Praga è una città piccola per come è famosa. Il centro storico si attraversa a piedi in mezz’ora, e questa è la prima cosa da sapere: non serve organizzare spostamenti, serve organizzare le ore. Le tappe vere sono sette, e stanno tutte dentro tre giorni senza correre.

- Josefov, il quartiere ebraico: sei sinagoghe e il Vecchio Cimitero, tutto con un biglietto unico. È la parte più intensa della città e la tratto per prima.
- Staroměstské náměstí, la piazza della Città Vecchia: l’orologio astronomico, la chiesa di Santa Maria di Týn con le sue guglie nere, la torre del Municipio da cui si vede il tetto rosso di tutto il centro.
- Il Ponte Carlo: gratis, sempre aperto, e completamente diverso a seconda dell’ora. Alle sette del mattino ci passano i corridori e due fotografi. Alle undici è una fiumana.
- Il Castello di Praga con la Cattedrale di San Vito, l’Antico Palazzo Reale, la Basilica di San Giorgio e il Vicolo d’Oro.
- Malá Strana, la città piccola sotto il castello: vicoli, il Muro di Lennon, i giardini, la chiesa di San Nicola.
- Petřín, la collina con la torre panoramica che somiglia alla Eiffel e il labirinto degli specchi.
- Vyšehrad, la cittadella sull’altra ansa della Moldava: quasi nessuno ci va e l’area si visita gratis.
Se avete un giorno solo, il giro è Josefov, la piazza, il Ponte Carlo e il Castello, in quest’ordine, partendo presto. Se ne avete tre, aggiungete Malá Strana e Petřín il secondo giorno e Vyšehrad il terzo, magari con una gita fuori: Kutná Hora e la sua cappella fatta di ossa umane sta a un’ora di strada e non assomiglia a niente.
Consiglio: tenete la piazza della Città Vecchia per la sera. Di giorno è un imbuto di gruppi in fila davanti all’orologio, di notte le facciate sono illuminate, i tavolini si svuotano e vi accorgete che è una delle piazze più belle d’Europa. La stessa cosa vale per il Ponte Carlo all’alba: è l’unica ora in cui potete fermarvi in mezzo senza essere spinti.
Il quartiere ebraico di Josefov, la parte che mi ha segnato
Josefov è un pezzo di città dentro la Città Vecchia, a due passi dalla piazza. Non è grande: si gira in un pomeriggio. Ma è l’unico posto a Praga dove il turismo non riesce a coprire quello che è successo, e si sente entrando.
Il circuito è unico e comprende sei luoghi: le sinagoghe Maisel, Pinkas, Klausen, Spagnola, la Sinagoga Vecchia-Nuova e il Vecchio Cimitero Ebraico. Il cimitero è stato in uso dal 1439 al 1787 e conserva oltre dodicimila lapidi, con sepolture su più strati sovrapposti, fino a dieci secondo il museo. Ci si cammina dentro su un sentiero stretto, con le pietre a un palmo dalle scarpe. La tomba più visitata è quella del rabbino Loew, morto nel 1609, e ci trovate sopra decine di bigliettini piegati con richieste, tenuti giù da sassolini.

La Sinagoga Pinkas è un’altra cosa ancora. Le pareti sono coperte da settantasettemila nomi scritti a mano, uno accanto all’altro, gli ebrei di Boemia e Moravia deportati e uccisi. Non c’è un pannello, non c’è una voce registrata. Ci sono i nomi, il cognome in rosso e i nomi propri in nero, e il rumore dei passi degli altri visitatori.
Una cosa che ho capito solo tornando: la Sinagoga Vecchia-Nuova, quella dell’ultimo terzo del Duecento, è la più antica ancora attiva d’Europa secondo il museo stesso, e nel suo sottotetto la leggenda mette i resti del Golem, la creatura d’argilla che il rabbino Loew avrebbe animato per proteggere la comunità. Vale la pena sapere come stanno le cose, perché è una storia raccontata come se fosse medievale e non lo è: il legame fra il Golem e il rabbino di Praga nasce nell’Ottocento, e la versione che tutti conoscono viene da un libro del 1909 che il suo autore, Yudl Rosenberg, presentò come un manoscritto antico dopo averlo scritto lui. Il museo la etichetta per quello che è, una leggenda. Che poi è più interessante così, perché racconta cosa Praga ha voluto raccontare di sé.

Info pratica: il circuito della Città Ebraica costa 600 CZK (circa 24,75 €), 400 per gli studenti sotto i 26 anni, 200 per i bambini dai 7 ai 15, gratis sotto i 6. Il biglietto vale tre giorni di apertura e ogni luogo si visita una volta sola. Dal 1° gennaio 2024 la Sinagoga Vecchia-Nuova non ha più un biglietto separato: è dentro il circuito, e le guide che vi propongono di pagarla a parte sono vecchie. Chiuso ogni sabato e nelle festività ebraiche: nell’autunno 2026 cade una sola chiusura, il 4 ottobre. Gli orari scendono a 9-16.30 dal 18 ottobre. Verificate sul sito del Museo Ebraico di Praga.
Consiglio: fate Josefov la mattina presto e mettetelo all’inizio del viaggio, non alla fine. Al cimitero e alla Pinkas serve la testa fresca, e se ci arrivate stanchi dopo tre giorni di guglie li attraversate senza vederli. E non pianificatelo di sabato: è il giorno in cui è chiuso tutto il circuito, ed è l’errore più comune.
Il Castello di Praga e il Vicolo d’Oro
Il Castello non è un castello, è un quartiere fortificato su una collina: cortili, palazzi, una cattedrale gotica, una basilica romanica, giardini, vicoli. L’area esterna è aperta dalle 6 alle 22 e non si paga: potete salire, girare i cortili, affacciarvi sul panorama e scendere senza spendere una corona. Si pagano gli interni.
La Cattedrale di San Vito è il pezzo forte, e dentro c’è la cappella di San Venceslao con le pareti incrostate di pietre semipreziose. La Torre Sud, 287 gradini in una scala a chiocciola strettissima, si paga a parte: è il biglietto che tutti sbagliano, perché lo credono compreso. L’Antico Palazzo Reale ha la sala Vladislao, una navata civile enorme con volte a nervature intrecciate, e la stanza da cui nel 1618 vennero buttati dalla finestra due governatori imperiali e un segretario. Sopravvissero tutti e tre, e cominciò la Guerra dei Trent’anni.

Il Vicolo d’Oro, Zlatá ulička, è la fila di casette basse e colorate incastrate nelle mura, e sì, va visto: è dentro il circuito principale, non è una cosa a parte. Ci si passa uno per volta perché le stanze sono minuscole, e al numero 22 oggi c’è una libreria.


Attenzione: quello che vi racconteranno al Vicolo d’Oro 22 è mezzo falso. Kafka non ci abitava. Il Franz Kafka Museum classifica quell’indirizzo fra le dimore temporanee, fra novembre 1916 e aprile 1917, e la Società Franz Kafka spiega che ci andava la sera dopo il lavoro, scriveva a lume di lampada a petrolio e tornava a casa verso mezzanotte, perché lì non c’era nemmeno un letto. La casetta l’aveva affittata sua sorella Ottla e gliela lasciò. In quei mesi Kafka dormiva prima in Dlouhá e poi al palazzo Schönborn. La confusione non nasce dai blog: è il sito turistico ufficiale della città a scrivere che lì “visse e lavorò”, e tutti ricopiano quello.
Info pratica: il circuito principale costa 450 CZK (circa 18,60 €), ridotto 300, famiglia 950, e comprende Antico Palazzo Reale, Basilica di San Giorgio, Vicolo d’Oro e Cattedrale di San Vito. Vale due giorni, con un solo ingresso per edificio. La Torre Sud della cattedrale è un biglietto a sé, 200 CZK. Il secondo biglietto, “esposizioni permanenti”, costa 300 e comprende la Pinacoteca, il Palazzo Rosenberg e la storia del castello. ⚠️ I circuiti A, B e C non esistono più dal 1° marzo 2024: se leggete “circuito A 350 corone” state leggendo un articolo vecchio. Il listino ufficiale in vigore è quello che dichiara la validità dal 1° marzo 2024, quindi i prezzi possono cambiare senza preavviso: controllate su hrad.cz. Da novembre a marzo gli interni chiudono alle 16 e la cattedrale pure, e i giardini restano chiusi dal 1° novembre al 28 febbraio.
Sul primato, tanto lo troverete scritto: il Castello di Praga ha un record Guinness, ma è “largest ancient castle“, il castello antico più grande, con un asse di 570 metri e una superficie di 7,28 ettari. Non è “il castello più grande del mondo”, e la confusione la alimenta il sito ufficiale del castello, che a Guinness attribuisce una formula che Guinness non usa.

Un dettaglio pratico che vale i suoi soldi: la vendita online dei biglietti del castello passa ufficialmente da GetYourGuide, lo dichiara hrad.cz. Se volete evitare la coda alla biglietteria del secondo cortile, il biglietto d’ingresso ufficiale si prende da lì, ed è lo stesso circuito principale.
Quanto costa visitare Praga nel 2026
Questa è la sezione che ho fatto più fatica a mettere insieme, e anche il motivo per cui questa guida esiste. Su dodici articoli italiani su Praga che ho letto, sei non riportano un solo prezzo d’ingresso, e nessuno dei dodici dichiara a che anno si riferiscono i prezzi che scrive. Uno pubblica solo euro, che in Repubblica Ceca non sono la valuta di nessuna biglietteria. Un altro, aggiornato a luglio 2026, dà il castello a 460 corone in un punto e a 450 in un altro, nella stessa pagina.

Qui sotto ci sono i prezzi letti uno per uno sulle biglietterie ufficiali, in corone, con l’euro indicativo al cambio ufficiale della Banca Nazionale Ceca dell’11 agosto 2026, quando un euro faceva 24,245 CZK. Accanto c’è la data che ogni listino dichiara di sé, che è un’informazione diversa da “prezzi 2026” e più onesta.
| Luogo | Intero | In euro | Listino dichiarato |
|---|---|---|---|
| Castello, circuito principale | 450 CZK | ~18,60 € | dal 1.3.2024 |
| Castello, Torre Sud (a parte) | 200 CZK | ~8,25 € | dal 1.3.2024 |
| Città Ebraica, circuito unico | 600 CZK | ~24,75 € | non dichiarato |
| Municipio e orologio, a piedi | 350 CZK | ~14,45 € | dal 1.4.2025 |
| Municipio e orologio, con ascensore | 450 CZK | ~18,60 € | dal 1.4.2025 |
| Torre del Ponte Carlo | 250 CZK | ~10,30 € | dal 1.4.2025 |
| Torre di Petřín, a piedi | 250 CZK | ~10,30 € | dal 1.4.2025 |
| Klementinum, solo con guida | 380 CZK | ~15,70 € | dal 1.4.2025 |
| Loreta | 280 CZK | ~11,55 € | dal 1.1.2026 |
| Biblioteca di Strahov | 220 CZK | ~9,10 € | non dichiarato |
| Museo Nazionale | 360 CZK | ~14,85 € | non dichiarato |
| Museo Mucha (Panská 7) | 300 CZK | ~12,40 € | non dichiarato |
| Vyšehrad, area | gratis | gratis |
Due trucchi che nessuno scrive e che valgono più di un pass. Il primo: su tutti i monumenti gestiti da Prague City Tourism, cioè il Municipio con l’orologio, le torri del ponte, Petřín, il labirinto, la Torre delle Polveri e il Klementinum, c’è lo sconto del 50% ogni giorno nella prima ora dopo l’apertura. Al Klementinum vale sulle prime due visite guidate, quella delle 9 in inglese e quella delle 9.30 in ceco. Il secondo: se pensate di salire su più di tre torri, esiste il multibiglietto da 990 CZK valido 365 giorni su nove monumenti, ascensori compresi.

Attenzione: sulla Biblioteca di Strahov mettete via l’immagine che avete in testa. Con il biglietto normale, 220 CZK, nella Sala Filosofica e nella Sala Teologica non si entra: si guardano dalla soglia, per ragioni di microclima. Per entrarci davvero serve una visita guidata prenotata a posti limitati, che costa quattro volte tanto. Ogni articolo che vi promette “la biblioteca più bella del mondo per 150 corone” vi sta vendendo un’esperienza che non è più acquistabile né a quel prezzo né in quella forma. E quel superlativo, per la cronaca, non viene da National Geographic come si legge in giro: viene da un sondaggio fra i lettori di un sito di intrattenimento del 2014.
Il pass ufficiale della città si chiama Prague Visitor Pass e costa 2.700 CZK per 48 ore, 3.300 per 72, 3.900 per 120. Comprende il trasporto pubblico illimitato, aeroporto compreso, e l’ingresso a una lista lunga di monumenti fra cui il castello, Josefov e il Municipio. Conviene? A conti fatti sì, ma meno di quanto dica l’ente: rifacendo il suo esempio con i prezzi veri di biglietteria, due voci sono valorizzate più del listino (il Municipio è messo a 600 quando la base è 350, Petřín con il labirinto a 550 quando il combinato ufficiale è 300) e il risparmio dichiarato scende da 2.710 a circa 2.230 corone, sempre a condizione di visitare tredici cose in tre giorni. Se il vostro giro è più lento, i biglietti singoli più il 72 ore dei mezzi costano meno.
Attenzione: la “Prague Card” non è la carta ufficiale della città, e diverse guide italiane la descrivono come se lo fosse, listino incluso. Oggi è un prodotto privato ribrandizzato CoolPass, senza alcun legame con Prague City Tourism. La carta della città è il Visitor Pass e basta.
Cosa è cambiato a Praga nel 2026 (e le altre guide non lo dicono)
Questa è la parte che vi fa risparmiare una giornata buttata. Sono tutte cose verificate ad agosto 2026 sui siti degli enti che le gestiscono, e sono tutte in corso adesso.

- L’orologio astronomico ha otto statue smontate. Il restauro è partito l’11 maggio 2026 con lo smontaggio del Filosofo, dell’arcangelo Michele, dell’Astronomo e del Cronista, poi tocca alle quattro superiori, e la fine è prevista in autunno. Le originali tornano al loro posto, non vengono sostituite da copie. Il corteo degli apostoli funziona comunque, ogni ora dalle 8 alle 23, ma alcune nicchie sono vuote e l’orologio si ferma tre volte per qualche ora.
- La funicolare di Petřín è ferma. Non da poco: dal 13 settembre 2024, per i danni delle piogge estreme sommati a una ricostruzione integrale. Le vetture nuove sono state messe sul tracciato il 22 aprile 2026, la macchina originale del 1932 è stata conservata, e l’esercizio di prova con passeggeri è atteso “fra fine estate e inizio autunno 2026”, senza una data. Torre e labirinto sono aperti regolarmente: si sale a piedi dal parco o con l’ascensore della torre. Tre delle guide più aggiornate in italiano la consigliano ancora, e una le dà anche il prezzo.
- Il Ponte Carlo non è in cantiere, al contrario di quello che trovate scritto. Dal 20 luglio 2026 c’è solo una pulizia dei pilastri da alghe e vegetazione, con rocciatori appesi alle corde e una barca sulla Moldava, e finisce il 31 agosto. Il ponte è percorribile senza limitazioni e senza ponteggi. Le cifre su una “ricostruzione ventennale da centinaia di milioni” che escono per prime dai motori di ricerca sono articoli del 2001, del 2006 e del 2018.
- La stazione della metro Flora è chiusa dal 2 febbraio 2026, per circa dieci mesi, e i treni della linea A la attraversano senza fermare. Se il vostro alloggio è da quelle parti, scendete a Želivského o a Jiřího z Poděbrad.
- Il Museo Mucha è doppio, e c’è una sentenza. Quello storico è in Panská 7 e non si è mai spostato; nel 2025 ne è nato un secondo al palazzo Savarin, e ad aprile 2026 il tribunale di Praga gli ha vietato di usare il nome “Mucha Museum”, ordinandogli di togliere la scritta dalla facciata e di dichiarare pubblicamente che quello di Panská è sempre stato lì. Se cercate il museo che conoscete, l’indirizzo è Panská.
- Il Muzeum Prahy ha riaperto il 6 dicembre 2025 dopo cinque anni di chiusura, ed è la sorpresa della città: dentro c’è il modello di Praga di Antonín Langweil, un plastico ottocentesco diviso in dodici settori sotto cupole di vetro, con l’illuminazione che accende un quartiere o un singolo edificio.
- Chiuso e da non mettere in programma: la Müllerova vila di Adolf Loos, senza data di riapertura; la cripta gotica di Vyšehrad, con l’esposizione spostata alla Prachárna; e il passaggio pedonale che da Podolí sale a Vyšehrad, chiuso per lavori fino a fine 2026.
Consiglio: se andate in ottobre, guardate le date del Signal Festival: dal 15 al 18 ottobre 2026 il centro e Vinohrady si riempiono di installazioni luminose e videomapping, la sezione pubblica è gratuita ogni sera dalle 19 a mezzanotte, e la città cambia faccia. Il programma completo esce il 2 settembre: prima di quella data qualsiasi elenco di installazioni che trovate in giro è inventato.
Come muoversi a Praga
Tre linee di metropolitana, tram che passano ogni pochi minuti, e un centro che si fa a piedi. La rete è ottima e costa poco, ma il 1° gennaio 2026 le tariffe sono aumentate dopo tre anni ferme, e questo rende sbagliati tutti i prezzi che leggete altrove.
| Biglietto | Cartaceo | In app | Prima del 2026 |
|---|---|---|---|
| 30 minuti | 39 CZK | 36 CZK | 30 CZK |
| 90 minuti | 50 CZK | 46 CZK | 40 CZK |
| 24 ore | 150 CZK | 140 CZK | 120 CZK |
| 72 ore | 350 CZK | 340 CZK | 330 CZK |
Il biglietto da 90 minuti è quello giusto per quasi tutto, compreso il tragitto dall’aeroporto con un cambio. Per la prima volta il cartaceo costa più dell’app, quindi se scaricate PID Lítačka risparmiate qualche corona a viaggio. Sui tram e nella metro ci sono anche i terminali contactless, che stampano un biglietto già valido: quello non va obliterato, ed è trasferibile.
Info pratica: a Praga gli over 65 viaggiano gratis con la carta d’identità di un paese dell’Unione Europea o il passaporto, e i bambini dai 6 ai 15 anni pure, con un documento con foto; sotto i 6 anni è gratis su tutta la rete. Non serve nessuna tessera, ma senza documento il diritto non vale e si paga la tariffa intera. Fuori dal comune di Praga invece pagano il 50%. Il bagaglio più grande di 25x45x70 cm costa 25 CZK, ma è gratis se avete il 24 o il 72 ore. Tariffe complete su dpp.cz.
Attenzione: il biglietto cartaceo va obliterato subito appena salite, o all’ingresso della zona tariffaria in metro, e i biglietti non obliterati sono nulli. Non si riconvalida al cambio di mezzo. I controllori esistono, sono in borghese e sono efficienti: la multa è di 1.200 CZK pagando subito, 1.500 entro quindici giorni, 2.000 dopo. E il 24 ore vale ventiquattro ore d’orologio dalla convalida, non la giornata di calendario.
Dall’aeroporto Václav Havel al centro ci sono tre modi. Il migliore è il filobus 59 fino al capolinea della metro A a Nádraží Veleslavín, diciassette minuti più il metrò, con il normale biglietto da 90 minuti. In alternativa il bus 100 fino a Zličín sulla linea B. Poi c’è l’Airport Express, che porta diretti alla stazione centrale in una quarantina di minuti, costa 200 CZK, ha i bagagli gratis e i biglietti dei mezzi ordinari non valgono.
Attenzione: se leggete “prendete il bus 119 dall’aeroporto” state leggendo una guida vecchia. Oggi quella linea è il filobus 59, lo dicono sia l’azienda dei trasporti sia l’aeroporto, e tre delle guide italiane più lette scrivono ancora 119. Sui taxi: le tariffe massime regolate sono 60 CZK di scatto, 36 al chilometro e 7 al minuto di attesa, e una corsa dall’aeroporto al centro sta intorno alle 800 corone. L’unico servizio ufficiale dentro l’aeroporto è Uber Airport, con prenotazione e codice a sei cifre da dare al conducente.
Praga insolita: le curiosità che valgono una deviazione
Praga ha una vena strana che non si esaurisce nel gotico. Ha statue che si prendono in giro, muri che sono diventati monumenti, e una quantità di leggende raccontate con una faccia serissima. Ho tenuto solo quelle che stanno in piedi, con la fonte, distinguendo i fatti dalle storie.
- Il Muro di John Lennon, a Velkopřevorské náměstí. È proprietà del Sovrano Militare Ordine di Malta, ed è diventato un memoriale spontaneo pochi giorni dopo l’omicidio di Lennon, nel dicembre 1980. ⚠️ Dal novembre 2019 è un luogo memoriale ufficiale con una mappa del mondo e la parola “FREEDOM” in trenta lingue, e le regole sono cambiate: si può ancora scrivere, ma a matita, pennarello o gesso. Lo spray è vietato e ci sono le telecamere. Se un tour vi mette in mano una bomboletta, vi sta mettendo nei guai.
- I bebè giganti di David Černý arrampicati sulla torre televisiva di Žižkov. Sono lì dal 2001, ma quelli che vedete oggi sono copie: le originali sono state smontate nel 2017 per restauro e sostituite nel marzo 2019 con fusioni nuove, che pesano 350 chili contro i 190 delle prime. Le originali sono tornate all’artista. E se qualcuno vi dice che il Golem di Černý è a Praga, non è vero: è a Poznań, in Polonia.
- La testa rotante di Kafka, davanti al centro Quadrio: 42 pannelli d’acciaio inox che girano indipendenti, 39 tonnellate, un chilometro di cavi. Si chiama K. ed è del 2014. Curiosità nella curiosità: il sito dell’artista dà due altezze diverse nella stessa pagina.
- Le defenestrazioni sono almeno tre, non una. Il 30 luglio 1419 al Municipio della Città Nuova, dopo una predica infuocata, la folla buttò giù dieci persone fra cui il borgomastro, e chi non morì per la caduta fu finito di sotto. Poi il 24 settembre 1483, stesso posto. Poi la famosa, quella del 23 maggio 1618 al Castello, con due governatori e un segretario che sopravvissero tutti. Il mucchio di letame che li avrebbe salvati è la versione protestante dei fatti: i cattolici sostenevano che li avesse salvati la Vergine, e il sito del castello non dà nessuna altezza.
- Il braccio mummificato appeso in San Giacomo, e sono i frati stessi a smontare la storia. La tradizione la data al 1400: un ladro tentò di rubare la statua della Madonna, che lo afferrò per il braccio e non lo lasciò più, e il braccio gli fu tagliato. Solo che, come scrivono sul loro sito, secondo gli storici dell’arte quella statua è di circa il 1500, cioè un secolo dopo il fatto che dovrebbe spiegare.
- La Casa Danzante (Tančící dům), è stata una delle tappe che ci ha stupito di più durante il nostro giro a Praga. Si trova lungo la riva della Moldava, nel quartiere di Nové Město, e basta alzare lo sguardo per capire perché tutti si fermano a fotografarla: le sue due torri sembrano davvero muoversi, una curva e avvolgente, l’altra slanciata e decisa, come una coppia di ballerini abbracciati. Non a caso in tanti la chiamano “Fred e Ginger”.
Progettata da Vlado Milunić e Frank Gehry e inaugurata nel 1996, spicca in mezzo ai palazzi storici della città proprio per il suo stile fuori dagli schemi. Consigliamo di passarci davanti al tramonto, quando la luce esalta le sue forme sinuose, e se avete tempo salire al ristorante panoramico all’ultimo piano: la vista su Praga da lassù vale la sosta.con vista sulla città.
E poi c’è la leggenda più bella e più falsa di tutte, quella di mastro Hanuš accecato dai consiglieri perché nessun’altra città potesse avere un orologio come quello. L’orologio è del 1410 e lo costruì Mikuláš z Kadaně. Hanuš, che si chiamava Jan Růže, nel 1490 lo riparò e ci aggiunse il calendario. Nel 1552 un custode dell’orologio scrisse che era stato lui a costruirlo, ammettendo di non aver trovato fonti più antiche; nel Seicento un erudito ci aggiunse una cattedra universitaria mai esistita; l’accecamento arriva in un libro del 1883 e diventa celebre con Jirásek nel 1894. La stessa storia si racconta di Olomouc e di Strasburgo. Il sito turistico della città, a suo merito, lo scrive: la storia è per fortuna solo un’invenzione.

A Praga le leggende non sono un’aggiunta per i turisti: sono il modo in cui la città ha deciso di raccontarsi. Sapere quando sono nate non le rovina, le rende più interessanti.
Un’ultima cosa sull’orologio, perché è il pezzo di Praga su cui circolano più imprecisioni. Non è il più antico orologio astronomico del mondo: lo sono Padova nel 1344, Strasburgo nel 1352 e Lund nel 1380, e a elencarli sono gli orologiai cechi stessi, che rivendicano una cosa più modesta e più difendibile, il meglio conservato. Gli apostoli che vedete sfilare sono del 1948, intagliati da Vojtěch Sucharda dopo che l’8 maggio 1945, a guerra quasi finita, una granata incendiaria bruciò il municipio e l’orologio, montato su una struttura di legno, crollò. E il calendario dipinto in basso non è l’originale di Josef Mánes: quello è al Museo della Città di Praga, e la copia in loco è così contestata che la città ne ha già commissionata un’altra.
Cosa fare a Praga
- Biglietto d’ingresso ufficiale per il Castello di Praga, valido due giorni: è il canale di vendita online dichiarato dal castello stesso.
- Crociera serale di 50 minuti sulla Moldava: il Ponte Carlo visto da sotto, con le luci accese.
- Concerto di musica classica nella Cappella degli Specchi del Klementinum, un’ora dentro una sala barocca che di giorno si visita solo con la guida.
- Kutná Hora e la Cappella delle Ossa, sei ore, sito UNESCO: l’ossario decorato con i resti di quarantamila persone.
- Escursione a Český Krumlov e České Budějovice, dieci ore, per chi ha un giorno in più e vuole vedere la Boemia fuori città.
- Salire sulla torre del Municipio nella prima ora dopo l’apertura, per lo sconto del 50%: si compra solo in cassa, non esiste un prodotto prenotabile.
In che zona dormire a Praga
A Praga la scelta della zona conta più che in altre città, perché il centro storico è compatto ma la differenza fra dormirci dentro e dormirci fuori si paga in tempo e in rumore. Le sere d’estate la Città Vecchia è animata fino a tardi, e questo è un dato da mettere nel conto, non un dettaglio.
Dove dormire a Praga: in quale quartiere
- Staré Město, la Città Vecchia: tutto a piedi, la piazza e Josefov sotto casa. La scelta più comoda e la più cara, e la più rumorosa nelle notti del fine settimana.
- Malá Strana: sull’altra sponda, sotto il castello. Più quieta, vicoli e giardini, e la sensazione di stare in un paese dentro una capitale. Qualche salita.
- Nové Město, la Città Nuova intorno a piazza San Venceslao: prezzi più bassi, metro e tram ovunque, architettura ottocentesca. Meno cartolina, molto pratica.
- Vinohrady: residenziale, palazzi liberty, caffè di quartiere e ristoranti dove mangiano i praghesi. Due o tre fermate di metro dal centro, e si spende meno.
- Karlín e Holešovice: gli ex quartieri industriali, oggi quelli con le gallerie e i locali nuovi. Buoni se il viaggio non è solo monumenti.
Dove dormire a Praga: hotel e appartamenti in centro
Le abbiamo cercate tutte entro due chilometri e mezzo dalla piazza della Città Vecchia, scartando quelle sotto l’8,5 di punteggio e sotto le cento recensioni.
- Hotel Lippert: quattro stelle a pochi passi dalla piazza, camere per due o tre persone. È l’opzione da hotel classico per chi vuole tutto sotto casa.
- Old Town Square Residence By Emblem: residence cinque stelle affacciato sulla piazza, fino a cinque ospiti. La scelta di categoria alta senza rinunciare alla posizione.
- Mikulášská, Old Town Square View Residence: appartamenti per sei con vista sulla piazza, comodi per una famiglia o due coppie che vogliono una cucina.
- Elegant Paris Ave apartment with a Terrace: appartamento con terrazza su Pařížská, la via dei palazzi liberty che porta a Josefov, per sei persone.
Info pratica: sul conto dell’alloggio si aggiunge la tassa di soggiorno di 50 CZK per persona a notte, circa 2 euro, esclusa la notte di arrivo. È uguale in tutta Praga, centro storico compreso, e i minori di 18 anni sono esenti per legge. Nessuna delle guide italiane che ho letto la menziona: su una famiglia di quattro con due figli, tre notti, sono 300 corone e non 600.
Praga d’inverno, fra mercatini di Natale e Capodanno
Praga a dicembre è la versione di sé stessa che tutti hanno in mente, e ha un vantaggio pratico: i mercatini stanno nelle due piazze principali, quindi non serve organizzare niente. Le date del 2026 sono già uscite, e questo è un buon modo per capire se una guida è aggiornata o no.

| Sede | Date 2026 | Orari |
|---|---|---|
| Staroměstské náměstí (Città Vecchia) | 28.11.2026 – 6.1.2027 | 10-22 |
| Václavské náměstí (San Venceslao) | 28.11.2026 – 6.1.2027 | 10-22 |
| náměstí Míru | 20.11 – 24.12.2026 | il primo che apre |
| náměstí Republiky, lato V Celnici | 25.11 – 24.12.2026 | |
| Tylovo náměstí | 26.11 – 24.12.2026 |
Il meccanismo è semplice: si apre il sabato che precede la prima domenica d’Avvento, e l’albero si accende quel sabato, non la domenica. Nel 2026 la prima domenica d’Avvento cade il 29 novembre, quindi tutto parte il 28. Se leggete che i mercatini di Praga aprono il 29 novembre, state leggendo l’articolo dell’anno scorso. Il calendario ufficiale sta su trhypraha.cz.
Due cose che quasi nessuno dice. La prima: al Castello il mercatino non esiste più, e la pagina che lo annuncia sul sito ufficiale è un residuo di undici anni fa; oggi al suo posto c’è un percorso natalizio gratuito. La seconda: a náměstí Republiky i mercatini sono due, gestiti da soggetti diversi, e chiudono in giorni diversi. E soprattutto: chi arriva a Capodanno o all’Epifania trova aperte solo Staroměstské e Václavské, perché le altre chiudono il 24 dicembre.
Attenzione: se andate a Praga per il Capodanno, mettete via l’idea dei fuochi d’artificio. La città non organizza più il suo spettacolo dal 2019, e dall’8 luglio 2026 un’ordinanza vieta la pirotecnica tutto l’anno e senza eccezioni in venti municipi su 57, cioè in tutto il centro storico e in tutte le zone turistiche. Negli altri quartieri la deroga per Capodanno dura nove ore, dalle 17 del 31 alle 2 del 1°. Vietate anche le lanterne volanti. Le multe partono da 10.000 corone sul posto. Il programma per il 2026-27 non è ancora stato annunciato.
Se il Natale nell’Europa centrale vi interessa come tema e non come singola città, abbiamo raccontato lo stesso periodo a Berlino, con i suoi mercatini e un itinerario di tre giorni, e più in generale trovate le nostre mete stagionali nelle pagine su dove andare a novembre e dove andare a dicembre. Sulla città più vicina a Praga per atmosfera e prezzi, invece, la nostra guida è quella su cosa vedere a Budapest.
Quando andare a Praga
Praga funziona in tutte le stagioni, ma cambia molto. Da maggio a settembre le giornate sono lunghe, i giardini aperti e i tavolini fuori; in cambio la Città Vecchia è piena e i prezzi degli alloggi salgono. Da novembre a febbraio fa freddo davvero, con medie intorno allo zero e possibilità di neve, e in cambio la città torna a essere una città: le stesse strade con un decimo della gente, la luce bassa sui tetti, i tram che passano nel buio alle quattro del pomeriggio.

I due periodi migliori, secondo me, sono fine settembre e inizio ottobre, quando c’è ancora luce e i parchi cambiano colore, e la prima metà di dicembre, per i mercatini prima della calca di Natale. Aprile e maggio sono belli ma piovosi, e in luglio e agosto il caldo in centro si sente più di quanto ci si aspetti da una città boema.
Info pratica: chi va d’inverno tenga presente due cose. Dal 1° novembre al 28 febbraio i giardini del Castello sono chiusi e gli interni chiudono alle 16, cattedrale compresa, quindi la mattina è l’unico momento utile. E la Loreta è chiusa il 1° novembre: nel 2026 la sua mostra per i quattrocento anni dalla fondazione si chiude proprio quel giorno. Gli orari aggiornati sono su loreta.cz.
Tre cose da sapere prima di partire
Questa è la parte che avrei voluto leggere io. Non sono avvertimenti generici: sono tre regole ceche precise che cambiano il modo in cui vi muovete.
Uno. Si paga in corone, e dal cambio si può tornare indietro. La Repubblica Ceca non è nell’euro, e nessuna biglietteria ufficiale pubblica prezzi in euro: chi vi mostra un listino in euro sta convertendo, spesso a un cambio suo. Nel centro di Praga i cambiavalute con la vetrina invitante e il tasso vero scritto piccolo sono un classico, e qui arriva la cosa che quasi nessuno sa: per legge si può recedere da un cambio entro tre ore, tornando nella stessa filiale, fino all’equivalente di mille euro. Se l’operatore ostacola il recesso o vi ha ingannato, il termine diventa sei mesi e vale anche altrove. Il listino esposto deve indicare questo diritto, e chi non rimborsa rischia sanzioni fino a cinque milioni di corone e la revoca della licenza. Tenete la ricevuta, che deve riportare l’orario di apertura della filiale.
Due. In strada non si beve. Un’ordinanza del 2022 vieta il consumo di alcol in ottantadue vie e piazze della sola Praga 1, fra cui la piazza della Città Vecchia, piazza San Venceslao, Pařížská, Nerudova e il Ponte Carlo, più tutta la città entro cento metri da parchi gioco, scuole, strutture sanitarie e ingressi della metropolitana. E non serve bere: basta sostare con una bottiglia aperta. Le eccezioni sono i tavolini dei locali, le feste autorizzate e i due giorni di Capodanno.
Tre. I pub crawl notturni sono vietati. Dal 1° novembre 2024 l’accompagnamento commerciale di gruppi è consentito solo dalle 6 alle 22, su tutto il territorio di Praga e non solo nel centro storico come si legge nelle fonti in inglese: fra le 22 e le 6 quei giri organizzati sono fuori legge, con sanzioni fino a centomila corone. Nella stessa famiglia di regole: i beer bike sono stati eliminati con un divieto per le biciclette più larghe di 1,2 metri, i monopattini condivisi sono stati aboliti il 1° gennaio 2026, e nella riserva monumentale non si può fare l’artista di strada travestito da personaggio o dentro un costume fuori misura. Praga si è stufata del turismo dell’alcol, e lo ha messo per iscritto.
E una quarta, che sui viaggi in Europa si tende a saltare. La Repubblica Ceca è nell’Unione Europea, quindi con la tessera sanitaria europea l’assistenza del servizio pubblico ce l’avete già. Quello che la tessera non copre è tutto il resto: il rimpatrio sanitario, le prestazioni fuori dal servizio pubblico, l’annullamento del viaggio, i bagagli. Su tre notti costa una cifra ridicola e serve una volta su cento, solo che quella volta costa come dieci viaggi: un’assicurazione di viaggio io la faccio anche per un weekend dietro l’angolo.
Info essenziali
- Come arrivare: aeroporto Václav Havel, poi filobus 59 più metro A, meno di mezz’ora con il biglietto da 90 minuti (50 CZK).
- Quando andare: fine settembre e inizio ottobre, oppure la prima metà di dicembre per i mercatini.
- Durata consigliata: 3 giorni pieni per la città, 4 con una gita a Kutná Hora.
- Valuta: corona ceca. All’11 agosto 2026, 1 euro fa 24,245 CZK secondo il cambio ufficiale della Banca Nazionale Ceca.
- Biglietti da mettere in conto: 450 CZK il Castello, 600 il circuito della Città Ebraica, 350 la torre del Municipio con l’orologio.
- Da sapere: tassa di soggiorno 50 CZK a notte, esenti gli under 18; over 65 e ragazzi fino a 15 anni viaggiano gratis sui mezzi.
Di quel cortile di pietre storte non ho una fotografia. Ho il ricordo di essere uscito da Josefov e di aver camminato per venti minuti senza decidere dove andare, con Praga intorno che continuava a fare la sua vita.
Domande frequenti su Praga
Quanti giorni servono per visitare Praga?
Tre giorni pieni bastano per il centro storico: Josefov e la Città Vecchia il primo, il Castello e Malá Strana il secondo, Petřín e Vyšehrad il terzo. Con un quarto giorno si aggiunge una gita fuori città, per esempio Kutná Hora.
Quanto costa il biglietto del Castello di Praga?
Il circuito principale costa 450 CZK, circa 18,60 euro, ridotto 300 e famiglia 950, e comprende Antico Palazzo Reale, Basilica di San Giorgio, Vicolo d’Oro e Cattedrale di San Vito. Vale due giorni. La Torre Sud della cattedrale è un biglietto separato da 200 CZK. I circuiti A, B e C sono stati aboliti nel marzo 2024.
Come si va dall’aeroporto di Praga al centro?
Con il filobus 59 fino al capolinea della metro A a Nádraží Veleslavín, circa 17 minuti, poi la metropolitana: basta il biglietto da 90 minuti a 50 CZK. In alternativa il bus 100 verso la linea B, oppure l’Airport Express fino alla stazione centrale a 200 CZK, sul quale i biglietti ordinari non sono validi. La vecchia linea 119 oggi si chiama 59.
Conviene il Prague Visitor Pass?
Conviene se visitate molti monumenti in pochi giorni: costa 3.300 CZK per 72 ore e comprende i trasporti, aeroporto incluso. Rifacendo il conto con i prezzi reali di biglietteria il risparmio è di circa 2.230 CZK e non i 2.710 dichiarati, e solo visitando tredici luoghi in tre giorni. Con un giro più lento convengono i biglietti singoli più il 72 ore dei mezzi.
Quando aprono i mercatini di Natale a Praga nel 2026?
I due mercatini principali, in piazza della Città Vecchia e in piazza San Venceslao, aprono sabato 28 novembre 2026 e chiudono il 6 gennaio 2027, ogni giorno dalle 10 alle 22. L’albero si accende il 28. Gli altri, fra cui náměstí Míru che apre già il 20 novembre, chiudono il 24 dicembre.
Praga è cara?
Meno delle capitali dell’Europa occidentale, ma non è più la città a buon mercato di vent’anni fa. I trasporti costano poco (50 CZK per 90 minuti) e gli ingressi ai monumenti stanno fra 200 e 600 CZK. Sul conto va aggiunta la tassa di soggiorno di 50 CZK per persona a notte, dalla quale i minori di 18 anni sono esenti.
Kafka abitava nel Vicolo d’Oro?
No. Il Franz Kafka Museum classifica il numero 22 del Vicolo d’Oro fra le dimore temporanee, fra novembre 1916 e aprile 1917: la casetta era affittata dalla sorella Ottla e Kafka ci andava la sera a scrivere, tornando a casa verso mezzanotte perché lì non c’era un letto. In quei mesi abitava in Dlouhá e poi al palazzo Schönborn.
Si può ancora scrivere sul Muro di John Lennon?
Sì, ma solo a matita, pennarello o gesso: dopo la ristrutturazione del 2019 lo spray è vietato e l’area è videosorvegliata. Il muro è proprietà del Sovrano Militare Ordine di Malta ed è stato dichiarato luogo memoriale il 7 novembre 2019.
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