Quattro giorni nella Sicilia Barocca

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A metà del mese di maggio, Ornella ed io abbiamo siamo tornati in Sicilia e precisamente nella Sicilia Barocca, una terra che amiamo e che ci sorprende in tutte le stagioni.
Abbiamo deciso di farvi ritorno proprio in questo periodo per approfittare dell’occasione di assistere ad un’altra tragedia al Teatro greco di Siracusa, per poi spostarci a Noto per l’annuale Infiorata.

Viaggiare facendo Short Break di 3 – 4 giorni, ci permette di visitare a fondo luoghi che desideravo vedere, si riesce molte volte ad approfittare delle occasioni del fuori stagione e cosa più importante riusciamo a passare un po’ di tempo insieme dato che le nostre giornate lavorative sono molto lunghe e i momenti di condivisione.

In un periodo così breve però non è facile a staccare la spina completamente. Seppur la utilissima opzione Non Disturbare del mio smartphone mi dia una mano, la data del rientro è subito dietro l’angolo e la nostra voglia di cogliere tutte le particolarità di un luogo ci fa tornare a casa più stanchi di come siamo partiti.
Però la soddisfazione è tanta e l’emozione di poterci raccontare molte più esperienze ci da la carica fino al prossimo viaggio.


 

 Il viaggio verso Siracusa

Abbiamo preso un volo Ryanair da Pisa per Catania molto comodo perché l’arrivo nella terra della Trinacria è avvenuto alle 9 del mattino (euro 60 a persona andata e ritorno), il che ci ha permesso di espletare le formalità al desk dell’autonoleggio in fretta (Leggi anche: Come noleggiare una macchina) e di cominciare il nostro viaggio on the road con ancora tutta la giornata davanti. Ci hanno assegnato una nuovissima Fiat Panda con la quale mi sono da subito trovato bene.

Per districarsi nelle strade siciliane, consiglio di utilizzare il navigatore del vostro cellulare, è il metodo più economico in alternativa di quello da noleggiare con l’auto. Le applicazioni più utilizzate sono Waze e Google Maps.
Personalmente utilizzo Google Maps off line: prima di partire scarico sul cellulare la mappa dei luoghi che dovrò visitare. Occupa un po’ di memoria, ma mi permette di risparmiare spazio dati della SIM, prezioso in viaggio e inoltre non avrò mai problemi in caso di mancanza di connessione di rete telefonica nella zona dato che il sistema gps del cellulare funziona anche senza linea.

La distanza dall’aeroporto Fontanarossa di Catania e l’isola di Ortigia a Siracusa è di circa 60 chilometri che copriamo in un’ora.


 Visitare Siracusa

Anche nel precedente viaggio in terra siciliana eravamo stati a vedere una rappresentazione del teatro greco di Inda, ma non avevamo mai avuto il tempo di visitare Siracusa.
Il nostro viaggio stavolta parte proprio da quella che è definita una delle città d’arte d’origine greca più belle della regione nata più di 2800 fa.

La storia di Siracusa parte con i Siculi, poi sono arrivati i greci,  i romani, i bizantini, i normanni, gli arabi, gli svevi, gli aragonesi, i catalani e i borbonici. Tutte queste culture sovrapposte si trovano tutte i città, ma quella che che risalta maggiormente è la cultura della sicilia Barocca.

Ortigia e i suoi tesori

Abbiamo deciso di fare tappa nell’isola di Ortigia a Siracusa perché era una delle poche mete che ancora ci mancava della Sicilia barocca. Abbiamo prenotato al bed and breakfast Magnolia nel centro storico per una notte.
Non cercavamo niente di speciale all’infuori di un punto d’appoggio, la camera di modeste dimensioni e non troppo curata era situata ad un piano terra che si apriva su una corte interna condivisa con altre abitazioni. Si accede al B&B da un piccolo vicolo.
Disponeva però di parcheggio privato a 50 metri dalla struttura, cosa indispensabile dato che Ortigia è zona a traffico limitato. Nel complesso il rapporto qualità prezzo è stato giusto, camera doppia con colazione 62 euro.

Giusto il tempo di lasciare le valige e siamo andati a scoprire questo splendido angolo di Sicilia.
Lo stile barocco la fa da padrone e perdersi nei vicoli è stata davvero una bella esperienza.
Ortigia è pensata unicamente per il turismo: locali, ristoranti e i negozi di articoli caratteristici sono ovunque e stridono un po’ – nelle strade fuori dal circuito turistico – con le molte strutture abbandonate o da ristrutturare.
Abbiamo proseguito giù per la centralissima via Roma – piena di negozzietti di prodotti tipici e souvenir – fino a dove il vicolo si apre all’immensa piazza che ospita il Duomo e molti edifici imponenti, rigorosamente in stile barocco.

 

Il duomo di Ortigia

La piazza antistante al Duomo di Ortigia è veramente uno spettacolo nella giornata assolata che abbiamo avuto la fortuna di trovare.
La monocromia della pietra siciliana, usata sia per gli edifici che per la pavimentazione, è un vero respiro per gli occhi e un sussulto di emozioni.

 

Il Duomo è lì, imponente, a dominare su tutto, seppur a differenza della maggioranza delle chiese dello stesso tipo, non sia isolato sui quattro lati bensì adiacente ad una serie di altri edifici che, presi tutti assieme, delimitano l’enorme piazza. Dopo aver vagato abbiamo deciso di entrare (euro 2,00 a persona).
Non appena all’interno, si ha subito l’idea di cosa potesse essere un tempio greco: infatti, la struttura della chiesa è interamente costruita sui resti di un tempio preesistente. La navata centrale è  stata ricavata facendo enormi aperture arcate nella cella dell’edificio pagano, mentre le navate laterali sono state ottenute trasformando il colonnato dorico perimetrale.

Così Lawrence Durrel, scrittore inglese, descrive il duomo:

Prendete un tempio greco, incorporatelo per intero in un edificio cristiano, successivamente le modifiche per il culto cristiano adoperate dai normanni, ricostruite la facciata abbattuta dal grande terremoto del 1693. Poi, senza scoraggiarvi vi rimettete all’opera e, cambiando completamente direzione, sostituite la vecchia facciata con una deliziosa composizione barocca

Lawrence Durrell

 

seppellimento di santa Lucia Caravaggio

seppellimento di santa Lucia Caravaggio

In fondo alla piazza, si trova la chiesa di Santa Lucia alla Badia che, seppur non eccezionale dal punto di vista architettonico abbiamo voluto visitare per la comune passione per il Caravaggio.
All’interno si trova infatti “Il Seppellimento di Santa Lucia”, tra le opere minori di Michelangelo Merisi, dipinta dopo la sua ennesima fuga che lo portò da Malta in Sicilia. Opera giudicata minore, perché definita abbozzata, ma comunque imponente e tra le prime realizzate in Sicilia nel luogo dove la tradizione vuole che Santa Lucia sia stata martirizzata.

 

La Fonte Aretusa

Fonte aretusa

Dopo aver ammirato il nostro ennesimo Caravaggio, il nostro girvagare ci porta alla Fonte Aretusa. Molte sono le leggende legate a questa sorgente di acqua dolce: il mito di Aretusa e Alfeo, quello di Ciane e Anapo e quello di Damone e Finzia di età Greca fino a quello di Pillirina.

Ciò che comunque mi ha veramente sorpreso è di trovare una polla di acqua dolce con tanto di laghetto, separata dal mare aperto solamente dalle mura della città. Per di più nella fonte Aretusa a Ortigia, si trova anche l’unico papireto naturale d’Europa

 

Il Castello Maniace

A poche centinaia di metri dalla fonte Aretusa, scorgiamo il Castello Maniace. Gli interni erano in fase di ristrutturazione e non abbiamo potuto visitarli, gli esterni, molto belli ma “nudi” valgono comunque una visita. Imponenti, trasudano storia, ma soprattutto godono di una vista sul mare e sulla città molto bella.
Tutto il percorso è allo scoperto, il riverbero del sole è incredibile. Non avendo con noi né dell’acqua, né un cappello abbiamo effettuato la visita molto velocemente.

Castello di Maniace

Castello di Maniace

 

Il castello Maniace, realizzato in onore del generale Bizzantino che liberò Siracusa dai Saraceni, viene costruito fra il 1232 e 1240 ed è originariamente di proprietà di Federico II.

La guerra fra gli Angioini e gli Aragonesi per il dominio del Regno lo vede opposto a difesa della città, quale punto nodale delle fortificazioni cittadine.
Tuttavia viene distrutto nel 1704 a causa dell’esplosione della polveriera. In età napoleonica rivive con funzioni militari e viene munito di bocche da cannone. Inoltre, a salvaguardia dei moti scatenati in tutto il regno nel 1838, i Borboni vi innalzano una casamatta.

Negli anni a venire, il Castello fu consegnato al Regno di Savoia ed utilizzato fino alla Seconda Guerra Mondiale come deposito di materiale militare.
Attualmente è in restauro.

 


Dopo aver girovagato per le vie di Ortigia, la fame comincia a farsi sentire e come mia abitudine, mi collego a Tripadvisor per farmi un’idea sui  ristoranti più quotati della zona.
Ne abbiamo scelto uno con vista mare, Al Levante. Sebbene le auto passino molto vicino al luogo dove si mangia, si gode di un’ottima vista sul mare di Ortigia e l’esperienza è stata molto positiva.
Io ho preso l’insalata di Polpo, piatto bello da vedere e buono da mangiare; Ornella ha ordinato invece una pasta con pesce spada, crema di pistacchio e limone, piatto veramente squisito. Prezzo giusto, ristorante da provare.

Teatro greco di Siracusa

Rientrati al B&B ci siamo preparati per una delle tappe principali del nostro tour: assistere ad una rappresentazione classica al teatro greco di Siracusa. Non è la prima volta, siamo già venuti due anni prima e siamo rimasti davvero estasiati dallo spettacolo. Personalmente pensavo di annoiarmi, ma dopo solo 10 minuti sono stato rapito dal contesto, dalla storia e dalla bravura degli attori.

Spalti teatro inda sette contro tebe

Spalti teatro inda Sette contro Tebe

La volta precedente avevamo visto Edipo Re di Sofocle, stavolta Sette contro Tebe di Eschilo. Abbiamo scelto uno spettacolo a posto unico così da contenere i costi (20 euro a persona), non considerando che molti altri avrebbero fatto la stessa scelta. Circa 5000 persone hanno avuto la nostra stessa idea, ma dopo un po’ di coda per entrare lo spettacolo è stato magnifico.

Leggi l’artricolo completo: Sette contro Tebe al teatro greco di Siracusa

Dopo la fine dello spettacolo siamo tornati nella Piazza del Duomo per cena. Siamo andati al ristorante La Volpe e l’Uva, abbiamo mangiato una buona pizza, assaggiato degli arancini spettacolari, ma soprattutto abbiamo goduto di una vista fantastica su questa magnifica Piazza.

 

Ortigia Piazza duomo 2

Vista dal tavolo del ristorante della piazza del Duomo di Ortigia


Noto, Ragusa Ibla e la Sicilia Barocca

Il giorno dopo ci siamo messi in viaggio verso Noto per vedere la tradizionale infiorata che si svolge ogni anno. È una città che amiamo e utilizziamo sempre come punto tappa per le nostre scorribande nell’isola perché rimane centrale a tutte le attrazioni della Sicilia barocca.

Infiorata di Noto Principato di monaco

Infiorata di Noto Principato di Monaco

L’infiorata di Noto è la seconda tappa chiave del nostro viaggio, è un grande evento che comincia il venerdì con la preparazione e finisce la domenica sera, ma siamo convinti che sia un evento che viene vissuto tutto l’anno dagli abitanti locali. Moltissime persone da tutta la Sicilia vengono per ammirarla, e sconsiglio – se deciderete di andarla a vedere – di farlo di domenica. Molta, troppa gente!

I genitori di Josè una nostra carissima amica sono di Noto e ci hanno prenotato un B&B molto centrale Il Giardino di Pietra (60 euro camera doppia). La camera che ci avevano assegnato non era enorme, ma nel complesso siamo stati bene.

 

Il venerdì è giorno di preparazione per l’infiorata, ma invece di rimanere in città abbiamo deciso di farci un giro verso sud: Vendicari, Portopalo e Marzamemi sono posti che abbiamo già visitato, ma sono tra i nostri preferiti.

Torneremo a sera per non perderci lo spettacolo della realizzazione vera e propria.

Leggi tutti i dettagli: Infiorata di Noto. Evento da non Perdere

Riprendiamo la nostra Panda in direzione sud, ma appena usciti da Noto vediamo le indicazioni per la Villa Romana del Tellaro e decidiamo di fare una deviazione.
Ci troviamo di fronte ad una villa che aveva in origine una dimensione di 5000 mq distrutta da un incendio della quale oggi rimangono alcuni ambienti dove si trovano dei pavimenti a mosaico straordinari che alcuni definiscono tra i più belli d’Italia, che rappresentano scene di caccia, il riscatto del corpo di Ettore ed altri temi. (Ingresso Gratuito)


 

L’oasi di Vendicari e Marzamemi

Proseguendo verso sud arriviamo all’oasi di Vendicari per fare anche un po’ di mare nella natura dell’oasi naturale. Ci hanno detto che la spiaggia di Calamosche è quella più bella da visitare, e decidiamo di dirigercii lì. Mi sono un po’ preoccupato perché la strada per raggiungerla è una stretta sterrata di campagna, ma con fiducia siamo arrivati ad un parcheggio a pagamento.
Non era ancora niente! Per raggiungere la spiaggia non ci sono strade carrabili e abbiamo percorso 20 minuti nella macchia mediterranea sotto il sole.
Il mare è splendido, la spiaggia è isolata e assolata.  Per fortuna, a differenza del giorno prima a Ortigia, eravamo attrezzati con cappello, occhiali da sole, acqua e cibo. Stoicamente ho fatto anche il bagno ma la temperatura dell’acqua non era assolutamente nella confort zone.


Vendicari torre di avvistamento

Vendicari torre di avvistamento

 

 

Dopo un po’ di meritato riposo, abbiamo ripreso il nostro viaggio verso lo splendido paese di Marzamemi, antico villaggio di pescatori sede di una vecchia tonnara che oggi, parzialmente ristrutturata, è incastonata in una caratteristica piazzetta spettacolo per gli occhi e per l’anima.

 

Il pranzo sulla piazza di Marzamemi “vale il prezzo del biglietto”, direbbe qualcuno e, dopo aver respirato la bellezza, abbiamo ripreso il nostro viaggio verso Portopalo e l’isola delle Correnti, estremo meridionale dell’isola siciliana, geograficamente più a sud di Tunisi. Anche qui alcuni temerari facevano il bagno, ma sinceramente non ci sarei riuscito. Comunque il luogo è molto suggestivo!


Si è fatto tardi e ci rimettiamo in auto per il viaggio di ritorno, ci vuole circa un ora per tornare a Noto.  La via centrale della città è già immersa nella preparazione dell’Infiorata sin dal pomeriggio. Abbiamo cenato di fronte alla cattedrale, per non farci mancare niente, al ristorante L’Opera, cibo buono e la vista ottima; abbiamo speso qualche euro in più della media, ma ne è valsa la pena.
Dopo aver cenato ci siamo goduti la preparazione dell’infiorata in via Nicolaci: è meraviglioso osservare le tecniche che i tappetari utilizzano per realizzare questi enormi quadri colorati con migliaria di petali di fiori sminuzzati. Preparazione andrà avanti tutta la notte, ma per noi è giunto il momento di andare a letto e ricaricare le batterie per il giorno dopo.

 

Donnafugata e i luoghi di Montalbano

Il mattino seguente siamo tornati in via Nicolaci per vedere i tappeti di fiori finalmente completati e poi siamo partiti alla volta dei luoghi dove è stata girata una delle serie che amiamo di più in assoluto: Il commissario Montalbano.
Avevamo già fatto un viaggio nei luoghi di Montalbano incastonati nella Sicilia Barocca alcuni anni fa, ma la nostra passione è così grande che abbiamo voluto completarlo.
La prima tappa è il castello di Donnafugata, la casa del boss Balduccio Sinagra (nei film).
Come per molti dei luoghi più interessanti della Sicilia, non c’è da spaventarsi se per raggiungerli si debba passare attraverso la campagna, con piccole strade delimitate da muretti a secco e profumati dal finocchio selvatico.

Arrivati al castello, la mente va subito alla Sicilia del settecento, al Gattopardo rappresentato da Zeffirelli. Due ali di costruzioni rurali ora occupate da negozzietti tipici, un caseificio con prodotti locali e alcuni ristoranti, ci accompagnano fino all’entrata. Personalmente mi piace molto questo effetto monocromatico della pietra locale, rilassa gli occhi ed è compito del contrasto fra luce e ombre a far risaltare tutti i dettagli ornamentali che risultano così diversi durante tutto il giorno col mutare della stessa.

Il Castello di Donnafugata è aperto solo al mattino fino alle 12.30. Siamo riusciti a visitarlo –  non serve a mio avviso più tempo – in circa due ore.

Gli interni sono molto belli e curati, e ancor di più ci hanno fatto immergere nell’atmosfera gattopardesca. I Giardini dovevano essere altrettanto belli, ma già alla fine di maggio sono arsi dal sole e perciò molto brulli.


 

Abbiamo deciso di visitare di nuovo due dei nostri luoghi preferiti dove Montalbano è ambientato: Ragusa Ibla e la casa del commissario a Marinella (Marina di Ragusa).
I vicoli di Ragusa Ibla sono magici e la cattedrale di San Giorgio domina la piazza centrale con tutta la sua eleganza barocca. Gli interni ci sono piaciuti molto e meritano una visita.

 

Dopo aver preso l’immancabile granita alle mandorle, con la nostra inseparabile auto, ci siamo diretti verso la casa del Commissario a Punta Secca, Marinella nei film di Sironi per una passeggiata sulla spiaggia e per una buona pizza in riva al mare.

Avremmo voluto pranzare da Enzo a Mare, uno dei ristoranti preferiti da Montalbano, ma ahimè fino alla metà di giugno è chiuso… forse gli affari vanno anche troppo bene!
Abbiamo optato per la Pizzeria A Musciara, non saprei dirvi come abbiamo mangiato, suppongo bene altrimenti mi sarei lamentato, ma vi assicuro che il cibo in quel luogo passa sicuramente in secondo piano. Pranzare a due passi (veri) dal mare, il panorama della piccola spiaggia di Punta Secca con il faro e la casa di Montalbano sullo sfondo è sicuramente un’esperienza da non perdere.

La veranda onnipresente nei film della serie è lì. Emozionante, anche se l’avevamo vissuta a pieno in un nostro precedente viaggio. Quando non è occupata dal cast per girare gli episodi La Casa di Montalbano è un Bed and Breakfast nel quale abbiamo dormito per ben due notti.
L’immancabile colazione sulla veranda con lo sciabordio del mare mi ha fatto commuovere più di una volta.

Avendo letto tutti i libri e visto tutti gli episodi televisivi, vivere quella casa e fare colazione al mattino sulla veranda per noi è stata l’apoteosi.

Saziati nel corpo e nell’anima la giornata è finita, di nuovo in viaggio per l’ultima notte a Noto.
Al mattino seguente in città c’è grande festa, visitare i tappeti alla domenica è praticamente impossibile per le migliaia di visitatori che si riversano in via Nicolaci. Consiglio di dedicarvi all’infiorata nel giorno precedente. Assaporata l’atmosfera è giunta l’ora di metterci in viaggio verso l’aeroporto di Catania per tornare alla nostra vita fino al prossimo viaggio.

Quattro Giorni nella Sicilia Barocca

 

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By | 2018-05-29T19:12:25+00:00 aprile 16th, 2018|Sicilia|1 Comment

About the Author:

Curioso di natura, mi piace sperimentare, scoprire, innovare. In viaggio molto spesso per lavoro, qualche volta per diletto insieme a mia moglie Ornella. Ci piace fare viaggi che ci sorprendano anche in zone vicine a noi. Il nostro modo di condividere l'esperienza è portare a casa le specialità gastronomiche dei luoghi e gustarle insieme agli amici più cari.

One Comment

  1. […] Quattro giorni nella Sicilia Barocca – dovevado.net marzo 5, 2018 at 2:11 pm – Reply […]

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