Siamo arrivati ad Agerola sotto una grandinata. Era dicembre, il vento tirava di traverso sull’altopiano e il giorno dopo avremmo dovuto camminare per ore lungo il crinale che guarda Positano: non era esattamente il presagio che speravo. La mattina seguente il cielo si era aperto, l’aria era quella lavata delle giornate d’inverno in costiera, e ho capito una cosa che non avevo messo in conto: il Sentiero degli Dei fuori stagione è un’altra cosa, e non in peggio.
In questa guida trovate il percorso tappa per tappa da Bomerano a Nocelle, quanto dura davvero e che difficoltà ha, in che direzione conviene affrontarlo, come si arriva alla partenza con i mezzi e soprattutto come si torna indietro se avete lasciato l’auto dall’altra parte della montagna, quanti sono davvero i gradini che scendono a Positano e dove conviene mettere base. Se state costruendo un viaggio più largo in Campania, questo è il pezzo di costiera che si vede solo camminando.
In breve
Il Sentiero degli Dei collega Bomerano, frazione di Agerola, a Nocelle, frazione alta di Positano. È il sentiero CAI 27, lungo circa 9 km fino a Positano, con difficoltà E e 638 metri di dislivello complessivo: 220 da Bomerano a Nocelle, altri 420 nella discesa finale. Si percorre in 4 ore, 4 ore e mezza con le soste. È gratuito, sempre aperto, senza biglietto né prenotazione. La direzione giusta è da Agerola verso Positano, in leggera discesa e con il panorama davanti. Le tappe sono la Grotta del Biscotto (588 m), Colle la Serra (578 m), Cannati (560 m), il Vallone Grarelle e Nocelle (443 m). Da Nocelle scendono 1.700 gradini fino ad Arienzo e a Positano, evitabili con il bus locale. Si arriva a Bomerano con il bus SITA da Amalfi, circa 40 minuti.
Indice dell’Articolo
Cos’è il Sentiero degli Dei e perché si chiama così
Il Sentiero degli Dei è un percorso escursionistico di circa 9 km che corre a mezza costa sopra la Costiera Amalfitana, fra i 580 e i 400 metri di quota, collegando l’altopiano di Agerola a Positano. Il nome non è antico e non ha niente di ufficiale: nasce dalla spettacolarità degli scorci, e si è consolidato perché camminando su quel crinale il punto di vista è letteralmente quello di chi guarda il mondo dall’alto, con Capri all’orizzonte e i Faraglioni che compaiono e scompaiono a seconda della curva.
Prima di essere un sentiero panoramico è stato per secoli l’unica via di collegamento fra i villaggi della costa e gli insediamenti dell’entroterra. Qui passavano, a dorso di mulo o semplicemente a piedi, crusca, carbone, latte, spezie, legname, tessuti, ceramiche, vini e oli: era una strada di lavoro, non di contemplazione. E siccome era inaccessibile, è stata anche la strada di chi doveva sparire, cioè briganti e contrabbandieri che qui trovavano rifugio e nascondiglio.
Le leggende che si raccontano ad Agerola vengono da lì. C’è quella di ‘U Magio, il mago, che custodiva un libro in cui erano scritti insieme i lieti eventi e i nefasti presagi; e c’è quella della scrofa che nelle notti di luna piena si trasformava in una creatura mostruosa e terrorizzava i viandanti. Sono storie che stanno bene in un posto dove, fino a settant’anni fa, l’alternativa al sentiero era non muoversi affatto.

Il tratto che si percorre oggi attraversa il territorio del Parco Regionale dei Monti Lattari, che lo cataloga come sentiero numero 27, e si affaccia su un paesaggio che dal 1997 è patrimonio UNESCO: i terrazzamenti coltivati a vite e a limoni che dalla costiera risalgono la montagna sono parte di quel riconoscimento tanto quanto i paesi affacciati sul mare.
Il percorso da Bomerano a Nocelle, tappa per tappa
Il sentiero parte da Piazza Paolo Capasso, nel centro di Bomerano, che è la frazione di Agerola da cui comincia tutto: ci sono i cartelli, c’è un bar per il caffè prima di partire e c’è l’ultimo bagno pubblico che troverete per quattro ore. Da lì si scende verso valle e in una decina di minuti si è già fuori dal paese.
- Grotta del Biscotto (588 m): una grande cavità sotto una parete strapiombante, con i resti delle costruzioni rupestri che ci si appoggiavano dentro. È il primo punto in cui si capisce che tipo di montagna si sta attraversando.
- Colle la Serra (578 m): il valico che apre la vista sul versante di Praiano. Da qui parte anche la variante che sale da Praiano, più corta ma con molto più dislivello in salita.
- Cannati (560 m): il tratto più pianeggiante e più fotografato, dove il sentiero corre sul filo del crinale e Capri resta davanti per tutto il tempo.
- Vallone Grarelle: la parte più mossa, fatta di saliscendi brevi ma continui, che gira dentro l’incisione della montagna e ne esce dall’altra parte.
- Nocelle (443 m): la frazione più alta e più antica di Positano, il cui nome viene dal latino nova cella. Qui c’è una fontana, c’è una piazzetta con qualche tavolo, e c’è la decisione da prendere su come scendere.
Attenzione: Nocelle e Montepertuso non sono la stessa cosa e non stanno sotto la stessa montagna. Montepertuso è l’altra frazione alta di Positano, più popolosa, e deve il nome al foro che si apre nella roccia sopra l’abitato: la leggenda dice che il diavolo provò a bucare la montagna con le mani senza riuscirci, e che la Madonna la sfiorò con un dito facendola crollare all’istante. Nocelle è più in là lungo il sentiero, ed è il punto in cui il percorso vero finisce.
Info pratica: il tracciato è il sentiero CAI 27, classificato E, cioè escursionistico, con alcuni tratti esposti. Il dislivello complessivo dichiarato dal Parco Regionale dei Monti Lattari è di 638 metri, di cui circa 220 fra Bomerano e Nocelle e circa 420 nella sola discesa finale verso Positano. Il tempo di percorrenza è di 4 ore, che diventano quattro e mezza con le soste e le foto. Sulla lunghezza le fonti divergono perché contano tratte diverse: si leggono 7,8 km quando ci si ferma a Nocelle e 9 km circa quando si arriva fino a Positano.
Quanto è difficile, quanto dura e in che direzione percorrerlo
La direzione giusta è da Agerola verso Positano, e non è un dettaglio di comodo. Andando in quel verso si cammina in leggera discesa per quasi tutto il percorso e si ha il panorama della costiera e di Capri davanti agli occhi invece che alle spalle; nel verso opposto si sale, si fatica il doppio e si guarda la montagna. Chi parte da Positano lo fa quasi sempre perché alloggia lì, non perché sia la scelta migliore.
Sulla difficoltà bisogna essere onesti, perché in rete si legge spesso che è un percorso facile e adatto a tutti, e non è del tutto vero. La classificazione E significa che non servono attrezzatura né tecnica, ma il sentiero è stretto, il fondo è irregolare e ci sono tratti esposti sul vuoto, in alcuni punti senza protezione, con l’aggravante che il vento sull’altopiano non è un’eventualità rara. Chi soffre di vertigini farebbe meglio a saperlo prima di trovarsi a metà.
Consiglio: anche se lo trovate descritto come accessibile a chiunque, io lo consiglio a camminatori mediamente allenati e con calzature serie. Infradito e scarpe da città, che pure ho visto ai piedi di parecchia gente, sono il modo migliore per rovinarsi la giornata. Se avete dubbi sulla vostra tenuta, fate il primo tratto fino al bivio della fontanella, che è prevalentemente pianeggiante e regala già uno scorcio che vale il viaggio, e da lì tornate indietro senza rimpianti.
Sui tempi, le quattro ore del Parco sono realistiche per chi cammina con regolarità e si ferma il giusto. Con bambini, o con soste lunghe ai punti panoramici, si arriva tranquillamente a cinque ore e mezza contando la discesa: se prendete i mezzi per tornare, calcolatelo prima di trovarvi a Nocelle con l’ultima corsa già passata.
I 1.700 gradini per scendere a Positano
Da Nocelle a Positano non c’è strada, c’è una scalinata. Fino a pochi decenni fa era l’unico collegamento del borgo con il mondo di sotto, e ancora oggi è il modo in cui la maggior parte di chi fa il sentiero conclude la giornata: scende fino alla spiaggia di Arienzo e da lì raggiunge la statale amalfitana e il centro di Positano.
Quanti siano quei gradini è una domanda a cui internet risponde in tre modi diversi, e vale la pena metterci ordine. Il Comune di Agerola, il Comune di Positano, il Parco Regionale dei Monti Lattari e la Pro Loco di Agerola concordano tutti e quattro su 1.700 gradini. I portali turistici scrivono spesso 1.500, e qualcuno arriva a 1.800 riferendosi al tratto verso la spiaggia. La cifra che riportano le quattro fonti istituzionali è 1.700, ed è quella su cui conviene regolarsi: in tutti i casi si tratta di una discesa lunga, ripida e continua.
La discesa è più insidiosa della camminata che la precede, perché arriva quando le gambe hanno già quattro ore addosso e perché sui gradini in pietra le ginocchia pagano il conto. Se avete un dubbio, o se siete con qualcuno che non è abituato, da Nocelle parte il bus locale che scende a Positano: costa poco, ci mette una decina di minuti e non toglie niente alla giornata, perché il sentiero vero è finito comunque a Nocelle.
Come arrivare a Bomerano e come si torna indietro
Il problema logistico del Sentiero degli Dei è che parte da un posto e finisce in un altro, a un’ora di curve di distanza. È la cosa che quasi nessuna guida spiega e che decide come organizzate la giornata: se venite in auto e la lasciate a Bomerano, a fine sentiero siete dall’altra parte della montagna e dovete tornare a prenderla.
| Come | Tratta | Tempi | Note |
|---|---|---|---|
| Bus SITA Sud | Amalfi → Agerola Bomerano | circa 40 min | Una ventina di corse al giorno, dalle 7.10 alle 23.00, con orari diversi fra feriali e festivi |
| Bus SITA Sud | Sorrento → Amalfi → Agerola | circa 3 ore | Serve il cambio ad Amalfi |
| Navetta Travelmar | Amalfi → Piazza Capasso, Agerola | n.d. | Solo da aprile a ottobre, in coincidenza con i traghetti |
| Bus locale | Nocelle → Positano | circa 10 min | L’alternativa ai 1.700 gradini |
| Traghetto Travelmar | Positano → Amalfi | n.d. | Solo da aprile a ottobre, il ritorno più comodo |
| Transfer privato | Positano → Bomerano | circa 1 ora | La soluzione per chi ha l’auto alla partenza |
La combinazione che funziona meglio senza auto è arrivare ad Amalfi, salire ad Agerola con il bus SITA, camminare fino a Positano e tornare via mare o in bus fino ad Amalfi. Chi invece l’auto ce l’ha e non vuole rinunciare al sentiero ha due strade: lasciarla a Positano e salire in bus a Bomerano la mattina, oppure prenotare il trasferimento privato da Positano a Bomerano, che copre in un’ora il pezzo che il sentiero non fa. Chi parte da Napoli e non vuole gestire niente può prendere l’escursione con trasferimento e audioguida, che risolve andata e ritorno in giornata: se state costruendo un itinerario di tre giorni a Napoli, il sentiero entra come gita fuori porta senza scombinare il resto.
Info pratica: i biglietti SITA non si comprano a bordo. Si prendono in tabaccheria, in edicola o al bar prima di salire, e ad Agerola la mattina presto non tutti sono aperti: conviene farlo il giorno prima. Esiste il titolo COSTIERASITA da 24 ore a 10 euro, con corse illimitate sulla rete SITA Sud della costiera, che conviene già se fate due tratte. La tariffa della singola corsa per tratta non è pubblicata in modo consultabile: orari aggiornati e titoli di viaggio si controllano sul sito ufficiale di SITA Sud.
Quando andare, e com’è il sentiero fuori stagione
I mesi migliori sono aprile, maggio, settembre e ottobre: la temperatura regge, la luce è lunga e la fioritura primaverile sul crinale è una parte del motivo per cui si viene. Luglio e agosto sono il periodo in cui il sentiero è più affollato e più duro, perché per gran parte del tracciato non c’è un filo d’ombra e il caldo a mezza costa è quello che è: se ci andate d’estate, si parte all’alba e non alle dieci.
Poi c’è la stagione di cui non parla quasi nessuno, ed è quella in cui ci sono stata io. In inverno il Sentiero degli Dei si può fare, ed è un’esperienza diversa: non c’è coda ai punti panoramici, l’aria è tersa e Capri si vede come non si vede a luglio, e ai bar di Bomerano vi trattano da persone e non da flusso. In cambio le giornate sono corte, quindi si parte presto per forza, il vento sull’altopiano è tagliente e il meteo cambia in fretta, come ho imparato arrivando sotto la grandine. Le corse dei bus si diradano e i traghetti non ci sono: da novembre a marzo il ritorno si organizza solo via terra.

Il vantaggio vero del fuori stagione, però, non è sul sentiero: è in tutto quello che ci sta intorno. Ad Amalfi a dicembre si cammina, nei ristoranti si entra senza prenotare tre giorni prima, e i prezzi delle strutture sono un’altra cosa. Se il viaggio d’inverno vi interessa e volete allargarlo, Napoli nel periodo natalizio sta a un’ora e mezza e funziona benissimo come seconda base.
Cosa mettere nello zaino
Il Sentiero degli Dei non richiede attrezzatura da montagna, ma richiede di non partire alla leggera. La cosa più importante è l’acqua: lungo il percorso non ci sono fontane garantite fino a Nocelle, e quattro ore di crinale al sole svuotano una borraccia senza che ve ne accorgiate.
- Almeno un litro e mezzo d’acqua a testa, due in estate.
- Scarpe da trekking o da running con suola scolpita: il fondo è sassoso e in discesa scivola.
- Cappello e crema solare da maggio a settembre, perché l’ombra è quasi assente.
- Una giacca antivento in primavera e autunno, e qualcosa di più d’inverno: sul crinale il vento c’è quasi sempre.
- Qualcosa da mangiare: lungo il sentiero non c’è nulla, i primi tavoli sono a Nocelle.
Dove dormire per fare il Sentiero degli Dei
La scelta della base cambia la giornata più di quanto sembri, perché decide se la mattina siete già alla partenza o se dovete raggiungerla. Le tre opzioni ragionevoli sono l’altopiano, la costa a metà strada e Positano, e non sono equivalenti né per comodità né per prezzo.
In quale zona conviene mettere base
- Agerola e Bomerano: la scelta più logica per il sentiero, perché la partenza è a pochi minuti a piedi e la mattina non dovete spostarvi. È anche la zona più economica della costiera, con una differenza che si sente. In cambio Agerola sta a 600 metri di quota e non ha affaccio sul mare: è un paese di montagna con la costiera sotto, non un paese di mare.
- Praiano: a metà strada fra Amalfi e Positano, sul mare, molto meno caro di Positano e ben servito dai bus. Da qui parte anche la variante del sentiero che sale a Colle la Serra, più corta ma tutta in salita.
- Positano: è l’arrivo del sentiero, quindi a fine giornata siete già a casa, ed è il posto più bello e più caro dei tre. Ha senso se il sentiero è una parte di un viaggio più largo e non il motivo del viaggio; se è il motivo, dormire qui vuol dire fare ogni mattina il trasferimento all’incontrario.
Le strutture qui sotto sono tutte ad Agerola e le abbiamo scelte con lo stesso criterio: punteggio alto su un numero consistente di recensioni, e posizione verificata rispetto alla partenza del sentiero.
Dove dormire ad Agerola: b&b e agriturismi
- Divina Costiera: b&b a conduzione familiare in via Divina Costiera, a Bomerano, a pochi minuti a piedi dalla partenza del sentiero. Otto camere, ognuna con ingresso indipendente e balcone, e una colazione che rispetta la tradizione campana nel senso che dolce e salato ci sono tutti e due. È la struttura in cui abbiamo dormito noi.
- B&B Villa Reginella: tre camere in via Radicosa, nella zona di San Lazzaro, con vista su Capri dalle terrazze e parcheggio gratuito, che ad Agerola non è scontato. Piccolo e gestito dalla proprietaria, per chi preferisce una casa a una struttura.
- Agriturismo Punta San Lazzaro: agriturismo in via Santa Lucia, a tre chilometri dal centro di Agerola e accanto al Castello Lauritano, con terrazza panoramica. La scelta giusta per chi vuole mangiare in casa quello che si produce in zona e non ha problemi a spostarsi in auto.
Escursioni guidate e trasferimenti
Il sentiero si fa benissimo da soli: è segnalato, è frequentato e non si perde. La guida serve per altro, cioè per chi vuole sapere cosa sta guardando, per chi arriva da fuori e non vuole incastrare bus e traghetti, e per chi cerca il pezzo in più che da solo non troverebbe.
Escursioni sul Sentiero degli Dei
- Tour guidato del Sentiero degli Dei con partenza da Agerola (3 ore): il formato base, per chi è già in zona.
- Sentiero degli Dei con pranzo dal pastore (4 ore): la camminata da Agerola a Positano con sosta a tavola in un’azienda agricola dell’altopiano.
- Escursione guidata da Sorrento con trasferimenti inclusi (6 ore): per chi non alloggia in costiera e vuole risolvere andata e ritorno.
- Trasferimento privato da Positano a Bomerano (1 ora): senza guida, solo il passaggio alla partenza.
Una cosa che non serve, invece, è l’auto a noleggio. Al Sentiero degli Dei l’auto è un impiccio e non una comodità: la lasciate da una parte della montagna e arrivate dall’altra, e sulla statale amalfitana in stagione il parcheggio è un problema in sé. Qui i mezzi pubblici sono davvero la soluzione migliore, e non lo diciamo per posa.
Agerola, Amalfi e Minori: cosa resta da vedere
Agerola è un paese che non ha il mare e per questo viene saltato da quasi tutti, il che è esattamente il motivo per cui vale la pena fermarcisi. Si sviluppa dentro una conca coltivata a vigneti terrazzati, e la sua fama in Campania non è turistica ma alimentare: qui si fanno il fiordilatte di Agerola e la provola affumicata, e li si compra nei negozi di prodotti tipici del paese, dove la mozzarella si prende “direttamente dal secchio”, cioè appena sformata.






Sull’altro versante dell’altopiano c’è Furore, il paese che sembra non esserci perché le case sono sparse sui fianchi della montagna. Ci si arriva per una strada che gira intorno al vallone, e la sorpresa è un percorso pedonale punteggiato di maioliche, con pergolati e colonne di ceramica bianca e blu, che scende verso un belvedere affacciato su Praiano. Noi ci siamo capitati perché era il ritrovo di una corsa in montagna, e ci siamo rimasti molto più del previsto.

Amalfi a dicembre è un’altra città rispetto a quella di agosto. Molti negozi erano chiusi e i turisti si contavano, ma l’atmosfera delle piazzette, dei vicoli coperti e delle scalinate ripide si sente molto meglio senza la folla in mezzo. Nei vicoli del centro c’è ancora chi produce il limoncello con lo sfusato amalfitano comprato dai contadini della zona, e in uno dei negozi il laboratorio è visibile dalla sala di vendita: si entra, si assaggia e si guarda come si fa. Quel tipo di degustazione non è a catalogo sulle piattaforme di prenotazione, quindi non c’è niente da prenotare online: si compra sul posto, ed è meglio così.


Pochi chilometri più a est c’è Minori, che ha un porticciolo dentro una baia riparata e una villa marittima romana del I secolo d.C. visitabile nel centro del paese. Era un paese di mulini, attraversato da un torrente che macinava il grano, e da lì viene la sua tradizione di pasta e di dolci: gli scialatielli nascono qui, ed è il motivo per cui Minori si è guadagnata il soprannome di città del gusto. Ci siamo andati a cena su indicazione di un amico del posto, in una locanda sul mare dove il proprietario ci ha portato in tavola quello che c’era quel giorno invece di darci una carta, che è sempre il segno giusto.
A Minori sta anche la pasticceria di Salvatore De Riso, oggi presidente dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani e già proclamato dalla stessa Accademia pasticcere dell’anno nel 2010. Il dolce da prendere è la delizia al limone: pan di spagna, crema al succo di limone e una salsa profumata alle bucce dei limoni Costa d’Amalfi IGP. E se il sentiero vi ha preso gusto, da Minori parte anche il Sentiero dei Limoni verso Maiori, che è molto più corto, cammina fra i terrazzamenti degli agrumi e si fa anche nel pomeriggio.
Se avete più giorni, la costiera si incastra bene con il resto della Campania: gli scavi di Pompei sono a un’ora scarsa da Agerola e sono la tappa che quasi tutti mettono in mezzo al viaggio, e con quella noi avevamo cominciato.
Info essenziali
- Dove parte: Piazza Paolo Capasso, Bomerano di Agerola (NA).
- Quanto è lungo: 7,8 km fino a Nocelle, circa 9 km fino a Positano.
- Quanto dura: 4 ore di cammino, 4 ore e mezza con le soste.
- Difficoltà: sentiero CAI 27, grado E, con tratti esposti. 638 metri di dislivello complessivo.
- Quanto costa: niente. Il sentiero è libero, gratuito e sempre aperto, senza biglietto né prenotazione.
- Come arrivare: bus SITA Sud da Amalfi a Bomerano, circa 40 minuti; navetta Travelmar da Amalfi da aprile a ottobre.
- Quando andare: aprile-maggio e settembre-ottobre. D’inverno si fa, con giornate corte e senza traghetti.
Domande frequenti sul Sentiero degli Dei
Quanto dura il Sentiero degli Dei?
Quattro ore di cammino da Bomerano a Nocelle secondo il Parco Regionale dei Monti Lattari, che diventano quattro ore e mezza con le soste e le foto. Se si aggiunge la discesa dei gradini fino a Positano e si va con i bambini, si arriva tranquillamente a cinque ore e mezza.
Quanto è difficile il Sentiero degli Dei?
È classificato E, cioè escursionistico: non servono attrezzatura né tecnica alpinistica, ma il sentiero è stretto, il fondo è irregolare e ci sono tratti esposti sul vuoto, in alcuni punti senza protezione. Non è adatto a chi soffre di vertigini e non si fa con scarpe da città. Il dislivello complessivo è di 638 metri.
Il Sentiero degli Dei si paga?
No. Il sentiero è libero, gratuito e sempre aperto: non c’è biglietto, non c’è prenotazione e non c’è obbligo di guida. Si paga solo se si sceglie un’escursione guidata o un trasferimento.
Quanti gradini ci sono da Nocelle a Positano?
Sono 1.700, ed è la cifra su cui concordano il Comune di Agerola, il Comune di Positano, il Parco Regionale dei Monti Lattari e la Pro Loco di Agerola. In rete si leggono spesso 1.500 e a volte 1.800, riferiti a tratte leggermente diverse. Chi vuole evitarli può prendere il bus locale che da Nocelle scende a Positano in una decina di minuti.
Come si arriva a Bomerano per il Sentiero degli Dei?
Con il bus SITA Sud da Amalfi, che sale ad Agerola Bomerano in circa 40 minuti con una ventina di corse al giorno, dalle 7.10 alle 23.00. Da Sorrento serve il cambio ad Amalfi e ci vogliono circa tre ore. Da aprile a ottobre c’è anche la navetta Travelmar da Amalfi a Piazza Capasso in coincidenza con i traghetti. I biglietti non si comprano a bordo, ma in tabaccheria, edicola o bar.
In che direzione conviene fare il Sentiero degli Dei?
Da Agerola verso Positano. In quel verso si cammina in leggera discesa per quasi tutto il percorso e si ha davanti il panorama della Costiera Amalfitana e di Capri. Nel verso opposto si sale, la fatica raddoppia e il panorama resta alle spalle.
Si può fare il Sentiero degli Dei in inverno?
Sì, e in cambio si trova un sentiero quasi vuoto e un’aria molto più tersa. Bisogna però tenere conto delle giornate corte, quindi si parte presto per forza, del vento sull’altopiano e di un meteo che cambia in fretta. Da novembre a marzo i traghetti non ci sono e le corse dei bus si diradano: il ritorno va organizzato via terra.
Come si torna al punto di partenza dopo il Sentiero degli Dei?
Il sentiero finisce a un’ora di curve dalla partenza, quindi il ritorno va pianificato. Senza auto si scende a Positano e si torna ad Amalfi in bus SITA o in traghetto Travelmar da aprile a ottobre. Con l’auto conviene lasciarla a Positano e salire in bus a Bomerano la mattina, oppure prenotare un trasferimento privato da Positano a Bomerano.