Spunti di viaggio: i miei luoghi da rivedere

Oggi ripensavo ai miei viaggi più belli. Tralasciando l’America e l’Asia mi sono concentrata sulle mete vicine che ho visto ma che avrei voglia di rivedere e che non richiedono una grande programmazione. Ognuna di queste mete mi ha lasciato qualcosa, mi ha arricchito più di altre. Non chiedetemi il perché, so solo che ricordo quei viaggi con piacere.

Sardegna:  le due sponde

La Sardegna si sa ti lascia spesso senza fiato per la sua bellezza. Devo dire che l’ho girata “abbastanza” anche se questa parola è sempre riduttiva per una regione grande e spettacolare.
Dalla costa che guarda l’Italia a quella ovest, meno frequentata ma bellissima con le gigantesche falesie che affiorano dal mare blu intenso.

Cosa avrei voglia di rivedere in Sardegna? Alghero e la sua costa, la Riviera del Corallo, perché il blu di quel mare era un blu intenso, profondo. La grotta del Nettuno con i suoi riflessi, sul promontorio di Capo Caccia per esempio. Ricordo di una Malvasia inimitabile bevuta al tramonto. C’è una terra forte che parla, un sapore antico e una natura selvaggia che ti riconnette alle radici.


Oppure ci sono luoghi come il Golfo di Orosei che mi hanno colpito con i colori che ho visto solo alle Maldive…Però devo dire che io la Sardegna l’ho fatta anche in barca e così te la godi veramente.


Eppure il ricordo va alla Barbagia, alle strade deserte, ad Orgosolo con le signore vestite di nero e, sotto il caldo torrido di un agosto di anni fa, il profumo della macchia mediterranea.
Questa è la Barbagia che mi ha affascinato, percorsa nei boschi con una guida, con la fermata dal pastore “per turisti” con il suo gregge e il cappello nero.
E infine, le cene negli agriturismo più sperduti, sotto un tetto di canniccio, una lampadina che si muoveva alla brezza serale e sul tavolo fichi, formaggio, pane carasau, malloreddus, seadas, pecora e Cannonau a fiumi. E le stelle, che sembravano vicine, vicine.

Sicilia- panorama da Taormina – Foto R.C.

Sicilia: bella tutta

Che devo dirvi? A me la Sicilia manca sempre. Se un anno non riesco a vederla sento che mi manca qualcosa. Catania con i suoi ricordi, le Isole Eolie e in particolare Vulcano da cui guardavo lo Stromboli fare scintille.

La Sicilia per me è San Vito Lo Capo e la Riserva dello Zingaro, è Castellammare con il suo mercatino pieno di melanzane e le sue brioches ripiene di crema al pistacchio, è Segesta con il tempio e il teatro, ma anche Ragusa Ibla, Siracusa.

Sotto il sole cocente mi son goduta la visita al teatro di Siracusa, sotto il sole sono entrata nella penombra dell’orecchio di Dioniso. E che dire di Agrigento?
Ho il ricordo netto di aver attraversato la Sicilia diretta verso questa città, godendo di un panorama giallo oro, di colline dove il frumento era stato appena tagliato molti anni fa.

Riserva dello Zingaro – Foto di R.C.

Poi ho goduto di un “Grillo” spumantizzato eccezionale in una delle tante moderne e perfette cantine che oggi questa regione ci regala.
Mi sono immanorata della cassata, il dolce che prima odiavo, ma che fatto dalle abili mani dei pasticceri siciliani si è trasformata inn uno dei miei dolci preferiti.
E ancora i tramonti a Taormina, la passeggiata nel corso a guardare boutique, gustando cannoli mai assaggiati prima.

Capri – Foto di DEZALB da pixabay

Capri: grotte e blu

Capri se vista in agosto è un caos ma se ve la potete godere in mesi caldi ma non affollati, non potrete che innamorarvene. Si capisce bene perché tanti personaggi famosi qui avevano casa, qui amavano riposare. Capri è natura, bellezza e vita.
Faraglioni, mare blu intenso, altezze e altipiani come Anacapri. E poi fichi d’india e profumi mediterranei. Piccoli mezzi per spostarsi e angoli di silenzio.


Siamo davanti all’penisola sorrentina e il panorama, la sera, è immenso.
Poi a Capri ci sono le grotte. Una in particolare La famosa Grotta  Azzurra. Ricordo che la prima volta non volevo neanche andarci, c’era troppa gente, troppi barchini appostati in attesa di entrare. Poi una volta entrata, mi son dimenticata di tutto, i colori son talmente belli, i riflessi azzurri sono intensi, e pensi che solo sei su un pianeta bellissimo.

Cracovia – Foto di Konrad Krajewski da Pixabay

Cracovia

Cracovia è la capitale culturale della Polonia. Ci eravamo arrivati diretti verso amici nel nord della Polonia e doveva essere una meta di passaggio. Ma passare da Cracovia, per me è stato come ritrovare casa. Posso solo dirvi che nella piazza del Mercato ho sentito il desiderio irrefrenabile di mettermi seduta a gambe incrociate nel mezzo…e non riuscivo ad alzarmi. Mi sentivo a casa.


Non avevo mai visto questa piazza, la più grande a livello europeo di origine medievale, fulcro delle attività, dove si affacciano i più importanti monumenti della città vecchia. Il centro storico di Cracovia è uno dei siti Unesco segnati come Patrimonio dell’Umanità.

Oggi la piazza sarà un po’ cambiata sicuramente, mi dicono che hanno aperto birrerie e luoghi di ristoro e io ho una grande voglia di rivederla e di mangiare una delle famose torte che si fanno in questa città. Sotto c’è la Cracovia antica che è possibile visitare.
La città si gira bene, leggende, miti, favole e castelli questa è la Cracovia da vivere. Cracovia è cultura, qui c’è la seconda più antica università  dell’ Europa era, infatti, il 1364 quando Re Casimiro il Grande fondò l’Università Jagellonica.

Corfù -Foto di Jan W. da Pixabay

Corfù

Eppure sembra un’isola normale, una delle tante della Grecia ma non è così. Corfù è greca ma c’è ancora Italia dentro. La Grecia è arrivata molto dopo e fa fatica a farsi spazio. C’è Italia nelle persiane, nei colori pastello, nella pavimentazione stradale. Poi c’è un’anima francese e il gusto dei commerci inglesi insomma Corfù è un’isola internazionale.


Mare bellissimo, siamo nello Ionio, e spiagge. Si è costruito molto ma il rapporto con la natura dell’isola è rimasto. Chissà se a Isson ci sono ancora le dune sabbiose…sicuramente ci saranno quelle scogliere che mi ricordavano Dover quelle vicino a Loggas Beach. Mi piacerebbe rivedere i ponti del piccolo paese di Lefkimmi e Pontikonisi con il suo monastero.


Corfù è anche i viaggi fatti alla sera per andare al casinò dove era obbligatoria la giacca, che immancabilmente il nostro amico dimenticava!
E Corfù è anche Sissi, qui Elisabetta d’Austria amava rifugiarsi nella sua bellissima villa Achilleion. Come darle torto?

Montecarlo

Montecarlo

I Principato è il principato. Può piacere o non piacere ma va visto. Sono diversi anni che non torno a Monaco ma non credo che sia cambiato molto, non credo che abbia trovato altri spazi per costruire sul “costruito”. Per me Monaco era ristoranti e casinò, vedute e bevute al tramonto.

Il Principato nato nel 1215 da una famiglia genovese è per me un mistero. io che odio i palazzi alti e i condomini non capisco come si possa costruire e vivere così l’uno sull’altro. I miei ricordi son piacevoli ma davvero non potrei vivere qui però mi piacerebbe rivederlo.

La mirabile ciaspolata nella Valle dei Mocheni

Valle dei Mocheni

Ho visto e goduto della Valle dei Mocheni in inverno e mi piacerebbe rivederla in estate. La Valle dei Mòcheni, o Valle del Fèrsina (in mòcheno Bersntol) è una valle in provincia di Trento che è rimasta isolata per lungo tempo dove si parla una lingua particolare di origine medievale.
Come detto me la son goduta in inverno, con una mirabile ciaspolata in notturna, dove mi son ritrovata da sola, in mezzo al bosco al buio completo sentendo respiare la natura. Alla fine ristoro caldo in alto con vin brulè, con una passeggiata solitaria dietro l’hotel alle sei del mattino, con delle degustazioni niente male.

 In questa valle a soli 20 chilometri da Trento, si entra in un mondo magico. Le vette del Lagorai la circondano. E si mangia benissimo, nei rifugi, negli hotel, ovunque e abbiamo trovato tanta gentilezza.
Ci sono molte cose da fare in questa valle dove il relax è il protagonista e credo che presto presto ci tornerò.

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