Blenheim Palace: biglietti, orari e cosa vedere nel palazzo di Churchill

A Blenheim Palace non ci siamo stati, e lo dico subito perché cambia il peso di tutto quello che segue. Nei nostri cinque giorni fra le Cotswolds e il Wiltshire abbiamo scelto un’altra grande casa, Highclere Castle, e ci siamo arrivati alle nove e mezza del mattino con un piano preciso: presentarsi al cancello prima delle 9:45, perché i biglietti per gli interni online erano esauriti da settimane e l’unico modo di entrare era sperare in un posto liberato all’ultimo. Ha funzionato. Centotrenta euro in quattro, e una mattinata dentro una dimora abitata davvero.

Con Blenheim quel trucco non serve, perché qui funziona tutto al contrario, e la cosa che ho scoperto controllando i biglietti uno per uno sul sito ufficiale è la più utile che possa raccontarvi: il biglietto d’ingresso da un giorno, a Blenheim, vale dodici mesi. Non è un’offerta e non è un abbonamento da comprare a parte: è il modo normale in cui vendono l’ingresso, e nessuna delle guide italiane che ho letto lo spiega. Ne discende una seconda cosa, che è un piccolo tranello: il biglietto più economico è anche il peggior affare del listino. Qui sotto trovate come funziona, il codice che vi fa risparmiare il 20% se non arrivate in macchina, gli orari veri area per area, e la storia dell’architetto a cui vietarono di rimettere piede nel palazzo che aveva costruito.

In breve

Blenheim Palace è a Woodstock, nell’Oxfordshire, otto miglia a nord-ovest di Oxford sulla A44: è patrimonio UNESCO dal 1987, è la casa dei duchi di Marlborough dal 1705 ed è il posto dove Winston Churchill è nato. Il biglietto Palace, Park & Gardens costa 41 £ per un adulto, 24 £ per un bambino e 110 £ per una famiglia, e vale dodici mesi perché il palazzo è una charity e converte l’ingresso in abbonamento annuale. Il Park & Gardens da 31 £ vale invece un giorno solo. Chi arriva in treno, autobus, bici o auto elettrica ha il 20% di sconto con il codice GREEN20. Il parcheggio è gratuito e compreso nel biglietto, ma non si accettano contanti da nessuna parte e i biglietti si comprano solo online, anche il giorno stesso. Le State Rooms aprono 10.30-16.45, il parco 09-18. Per il palazzo e i giardini formali serve mezza giornata, per il parco una giornata intera. La tomba di Churchill, a Bladon, è a pochi minuti ed è gratuita.

Dove si trova Blenheim Palace, e perché non è nelle Cotswolds

Blenheim Palace sta ai margini di Woodstock, una cittadina dell’Oxfordshire di poche migliaia di abitanti, otto miglia a nord-ovest di Oxford sulla A44 Evesham Road. Da Oxford sono venti minuti di macchina, da Londra e da Birmingham circa un’ora e mezza.

Va detta subito una cosa che quasi tutti gli articoli lasciano nel vago: Blenheim non è nelle Cotswolds. Sta nell’Oxfordshire, appena fuori dal bordo orientale dell’area protetta, e per Google stesso appartiene a un’altra famiglia di ricerche. Ci finisce dentro tutti gli itinerari perché è a mezz’ora dai borghi ed è la cosa più grossa che ci sia nel raggio di un’ora, ma se cercate un villaggio di pietra dorata siete nel posto sbagliato: qui c’è un palazzo barocco che ha più stanze di un paese intero. Nel nostro giro, che partiva da Bristol, è rimasto fuori proprio per questo, e nella guida alle Cotswolds l’ho scritto fin dall’inizio.

In auto si arriva dall’uscita 9 della M40, con le indicazioni per il palazzo dalla superstrada. Nel navigatore si mette il codice postale OX20 1UL. Due avvertenze pratiche: dentro la tenuta il limite è di 20 miglia orarie, cioè poco più di trenta all’ora, e vale ovunque; e se è la prima volta che guidate in Inghilterra, il pezzo su come si guida a sinistra vi risparmia mezz’ora di panico ai primi incroci.

Senza auto si arriva benissimo, ed è la scelta che conviene

È uno dei pochi posti di questa parte d’Inghilterra dove non avere la macchina non è un problema, anzi. Gli autobus Stagecoach S3 e S7 collegano il centro di Oxford a Woodstock quattro volte all’ora, sette giorni su sette: partono dalla stazione ferroviaria e caricano in Magdalen Street, e fermano davanti all’ingresso principale, da dove sono dieci minuti a piedi nel parco fino al palazzo. L’S7 fa anche Oxford Parkway e Kidlington ogni mezz’ora, e da Witney passa da Bladon, che è dove Churchill è sepolto. L’S3 arriva ogni ora da Chipping Norton e da Charlbury.

In treno le stazioni di riferimento sono Oxford, Oxford Parkway e Hanborough. Da Londra la via più rapida è Marylebone con Chiltern fino a Oxford Parkway, poi l’S7; da Paddington si arriva a Oxford con GWR e si prende l’S3. Da Bicester, invece, non c’è nessun autobus diretto, e il sito ufficiale lo scrive apertamente.

Il parcheggio è gratis, e questa è una notizia

In un viaggio nelle Cotswolds si passa metà del tempo a cercare parcometri e a scoprire che i contanti non li prendono. A Blenheim no: il parcheggio è compreso nel biglietto e non si paga nulla in più. L’unica eccezione sono alcuni eventi organizzati da terzi, il Natale in particolare, quando una tariffa c’è. Il parcheggio principale è su ghiaia, a 704 yard dall’ingresso, cioè poco più di seicento metri, e c’è una navetta gratuita per chi non se la sente di farli a piedi. I posti per il contrassegno disabili sono davanti, segnalati, e le colonnine per le auto elettriche stanno al Woodstock Gate. Esiste anche un piccolo parcheggio all’ingresso del Walled Garden, a sei metri dal cancello, ma va chiesto all’arrivo se è disponibile quel giorno.

Quanto costa Blenheim Palace, e perché un biglietto di un giorno vale dodici mesi

Qui c’è il meccanismo che decide la spesa della giornata, e che non ho trovato spiegato in nessun articolo italiano. Blenheim Palace è una charity registrata (numero 1166164), e la legge britannica permette agli enti benefici di trattare il biglietto d’ingresso come una donazione. Il palazzo lo fa in modo sistematico: tratta l’ingresso come una donazione e, per ringraziarvi, converte automaticamente il biglietto in un abbonamento annuale, senza farvi pagare un centesimo in più.

Blenheim Palace entrata principale
Blenheim Palace entrata principale

Il risultato è che questi non sono biglietti giornalieri, sono pass da dodici mesi. Sul sito ufficiale di Blenheim Palace trovate il listino aggiornato e il carrello; qui vi metto i numeri in fila, che è la parte che manca ovunque.

BigliettoAdultoBambinoFamigliaValidità
Park & Gardens (senza palazzo)31,00 £15,00 £85,00 £1 giorno
Palace, Park & Gardens41,00 £24,00 £110,00 £12 mesi
Palace & Play (con Adventure Play)51,00 £41,00 £165,00 £12 mesi
Listino verificato sul sito ufficiale a settembre 2026.

Guardate la prima e la seconda riga, perché è lì che sta il tranello. Il biglietto che costa meno, quello da 31 £, non comprende il palazzo e vale un giorno solo. Quello da 41 £ comprende il palazzo, le mostre, gli eventi dell’anno e vale dodici mesi. Dieci sterline di differenza, cioè meno di dodici euro, comprano le State Rooms, la stanza dove è nato Churchill e trecentosessantacinque giorni invece di uno. Chi sceglie il biglietto economico fa l’affare peggiore del listino, e in una famiglia di quattro persone la differenza è di venticinque sterline in tutto.

E se non volete che il vostro biglietto sia una donazione?

Si può, ma è nascosto bene. In fondo alla pagina dei biglietti, in caratteri piccoli, c’è la frase che spiega la conversione automatica in Annual Pass e un collegamento per comprare invece un normale biglietto giornaliero, per chi non vuole che l’ingresso venga trattato come donazione. Vale la pena saperlo, ma per un viaggiatore italiano di passaggio la scelta è semplice: il pass costa uguale e dura un anno, quindi non c’è motivo di rinunciarci. Il vantaggio fiscale del Gift Aid, cioè le 25 pence che la charity recupera per ogni sterlina, riguarda solo chi paga le tasse nel Regno Unito e non cambia niente sul vostro conto.

Ci sono poi due voci che si aggiungono e che conviene decidere al momento dell’acquisto, perché dopo non si possono più aggiungere. La prima è il Privilege Pass: dieci sterline a persona per il 15% di sconto su bar, ristoranti e negozi a ogni visita, valido dodici mesi. Comprato insieme al pass costa un po’ meno che comprato a parte in loco, e ha senso solo se contate di mangiare lì e di tornare: per una visita sola, con un caffè e una fetta di torta, non si rientra della spesa. La seconda è l’Adventure Play, l’area giochi nel Walled Garden, che con il biglietto normale si paga 7 £ a bambino e 5 £ ad adulto in aggiunta, mentre è compresa nel Palace & Play. Sopra le cento sterline il sito accetta anche il pagamento a rate con Klarna.

Due cose da sapere prima di mettervi in strada

  • I biglietti si comprano solo online, in anticipo. Non è un consiglio, è la regola del palazzo: si può prenotare fino al giorno stesso della visita, ma alla biglietteria fisica non contate. Chi ha l’abbonamento annuale non deve prenotare niente.
  • Non si accettano contanti da nessuna parte. Il sito è completamente cashless: biglietterie, negozio, caffè, ristoranti. Solo carta.

Il codice GREEN20, e i due casi in cui non funziona

Questa è la seconda cosa che in italiano non si legge, e vale un quinto del biglietto. Blenheim applica uno sconto del 20% a chi arriva in treno, in autobus, in bicicletta o con un’auto completamente elettrica: si inserisce il codice GREEN20 al momento dell’acquisto online e si mostra la prova del viaggio all’arrivo, cioè il biglietto del treno o del bus. Un pass adulto passa da 41 a poco meno di 33 sterline, e resta comunque convertibile in abbonamento annuale.

Messo insieme a quello che vi dicevo prima, il conto diventa quasi comico: chi arriva in autobus da Oxford paga il palazzo, i giardini e un anno di visite quasi quanto chi arriva in macchina paga il solo parco per un pomeriggio. Con l’S3 che passa quattro volte all’ora, direi che la macchina qui è la scelta meno furba.

Le due eccezioni, però, vanno sapute prima, perché sono esattamente dove uno se le aspetta di meno. Il GREEN20 non vale sul biglietto Park & Gardens, cioè proprio su quello economico, e non vale sul Privilege Pass. E non vale dal 13 novembre 2026 al 3 gennaio 2027, perché il periodo natalizio a Blenheim è un evento a sé, gestito da un operatore esterno, sul quale il palazzo non applica nessuno sconto proprio.

Attenzione ai prezzi che trovate in giro

Facendo il giro degli articoli italiani su Blenheim ho trovato biglietti da 20 e 35 sterline, altri da 42,40 e 100,70, e uno sconto del 30% per chi arriva in treno. Nessuno di questi numeri è quello di oggi. Non è colpa di chi ha scritto, sono pezzi di qualche anno fa che nessuno ha aggiornato: è però il motivo per cui, prima di partire, un occhio al sito ufficiale conviene sempre darlo. I numeri di questa pagina li ho controllati alla fonte a settembre 2026, e anche loro invecchieranno.

Gli orari di Blenheim Palace, che dentro la stessa tenuta non sono uno solo

È l’errore più facile da fare, e me lo sono giocato male anche altrove: si guarda l’orario scritto in cima al sito, si arriva a quell’ora e si scopre che la cosa per cui si è venuti apre più tardi. A Blenheim ogni area ha il suo orario, e la differenza fra la prima e l’ultima ad aprire è di un’ora e un quarto.

AreaOrario
Il parcotutti i giorni 09.00-18.00
Il negozio del palazzotutti i giorni 09.30-17.00
Le State Rooms (l’interno del palazzo)tutti i giorni 10.30-16.45
Adventure Playtutti i giorni 10.15-17.15
Duke’s Tour e Buggy Tour11.00, 12.00, 14.00 e 15.00
Orari verificati sul sito ufficiale a settembre 2026. Il palazzo si riserva di cambiarli senza preavviso.

Il consiglio che ne esce è semplice: arrivate alle nove e cominciate dal parco, che a quell’ora è vuoto e ha la luce migliore, poi entrate nel palazzo verso le dieci e mezza quando le sale aprono. Al contrario, chi si presenta alle dieci convinto di entrare subito si ritrova mezz’ora da riempire nel piazzale.

Sull’attendibilità di questi orari devo però dirvi una cosa, perché la trasparenza vale più della pulizia: la pagina ufficiale del Duke’s Tour, a settembre 2026, porta ancora un avviso che lo dà chiuso “fino a venerdì 10 luglio”. È chiaramente una riga rimasta lì dalla primavera e mai tolta, e non significa che il tour non ci sia. Significa che anche il sito del palazzo, come tutti i siti, ha angoli che nessuno rilegge: se il Duke’s Tour è il motivo per cui andate, una telefonata al numero 01993 810530 è mezzo minuto ben speso.

Due lavori in corso, con una data sopra

Scrivo queste righe sapendo già che invecchieranno, ma nel frattempo servono. Il palazzo avvisa che fino al 6 settembre 2026 l’accesso al South Lawn è limitato per il Salon Privé, il salone delle auto sportive che si tiene lì da ventun anni, e che dal 7 settembre dentro il palazzo ci sarà qualche disagio per lo smontaggio dei ponteggi del restauro. Il tetto è dentro un programma di conservazione da dodici milioni di sterline, quindi qualcosa di transennato è probabile anche più avanti: la pagina degli avvisi si controlla la sera prima.

Cosa si vede dentro il palazzo

Le State Rooms sono il percorso principale, si fanno da soli e occupano il piano terra. Non è un museo con le cordicelle: è una casa in cui vive ancora la famiglia, e si capisce da come sono appese le cose. Vi segnalo le cinque che mi hanno fatto venire voglia di andarci, in ordine di percorso.

  • Il Great Hall. Venti metri sopra la testa c’è il soffitto dipinto da Sir James Thornhill nel 1716: il primo duca di Marlborough, vestito da romano, che presenta a Britannia il piano della battaglia di Blenheim. Gli intagli in pietra sono di Grinling Gibbons, il più grande intagliatore inglese di sempre.
  • Il Saloon. Pareti e soffitto sono opera del francese Louis Laguerre, che nella folla dipinta sulle pareti si è ritratto di persona. Trovarlo è il gioco più divertente della visita.
  • La First State Room. Qui è esposto il biglietto con cui Marlborough annunciò la vittoria di Blenheim, scritto in fretta e furia sul retro del conto di una taverna. Una delle notizie che hanno cambiato l’Europa, su uno scontrino.
  • La Second State Room. C’è un ritratto di Luigi XIV, il Re Sole, appeso volutamente in alto: Marlborough lo mise lì solo perché lo aveva battuto. Trecento anni dopo, la vendetta è ancora appesa al muro.
  • La Long Library. Cinquantasei metri di lunghezza e circa diecimila volumi: si ritiene sia la seconda stanza più lunga di qualunque casa inglese.

Sul percorso c’è anche la stanza in cui Winston Churchill è nato, tenuta com’era nel 1874, e la mostra permanente a lui dedicata, che è compresa nel biglietto insieme alle altre due, The Blenheim Story e quella delle scuderie.

I due tour che si pagano a parte

Se il palazzo vi interessa davvero, il pezzo forte non è il percorso libero ma il Duke’s Tour: quarantacinque minuti negli appartamenti privati della famiglia e nelle cucine di sotto, quelle che il maggiordomo usa ancora oggi. Si vedono le camere da letto usate dai Marlborough da trecento anni, la Boot Room, la stanza della porcellana e il caveau dell’argenteria. Costa 8 £ in più per un adulto e 7 £ per un bambino, serve un biglietto valido, e ci sono parecchie scale, quindi non è per tutti. Parte alle 11, alle 12, alle 14 e alle 15.

Il secondo è il Buggy Tour dei giardini formali: sempre quarantacinque minuti, sempre agli stessi quattro orari, con ritrovo all’ingresso Flagstaff, e costa 6 £ per un adulto e 5 £ per un bambino. È il modo giusto di vedere il parco per chi cammina male, e la guida racconta il paesaggio invece di limitarsi a portarvi in giro.

L’architetto a cui vietarono di entrare nel palazzo che aveva costruito

Questa è la storia per cui, se dovessi scegliere una sola ragione per andare a Blenheim, ci andrei. E non l’ho trovata raccontata in nessuno degli articoli italiani che ho letto.

Il 13 agosto 1704, sul Danubio, John Churchill duca di Marlborough vince la battaglia di Blenheim e distrugge la fama di invincibilità di Luigi XIV. La regina Anna lo ripaga con il maniero di Woodstock e con la promessa di una casa che sia un monumento nazionale. L’architetto scelto è John Vanbrugh, che era anche un commediografo di successo, e il contratto, per una leggerezza che costerà carissima, non viene mai formalizzato.

Vanbrugh, con Nicholas Hawksmoor, tira su quello che è il capolavoro del barocco inglese: una cosa pensata per reggere il confronto con Versailles. Poi, nel 1712, la duchessa Sarah litiga con la regina, i Marlborough cadono in disgrazia e il Tesoro smette di pagare, lasciando a Vanbrugh e alle maestranze 45.000 sterline di crediti, che oggi sarebbero circa quattro milioni. I lavori si fermano, la coppia se ne va in esilio volontario e torna il giorno dopo la morte della regina.

Quando si ricomincia, nel 1716, il duca rifiuta di pagare le tariffe che pagava la Corona e i grandi artigiani, Grinling Gibbons compreso, non tornano più. Nello stesso anno Vanbrugh abbandona il cantiere esasperato dalle critiche di Sarah, parlando apertamente di «trattamento intollerabile». Ma la parte che mi ha colpito è quella dopo: nel 1725, quando prova ad avvicinarsi per dare un’occhiata al palazzo, gli viene negato l’ingresso al parco. Muore l’anno seguente. La Long Library, la sua «nobile stanza di parata», non l’ha mai vista finita.

Quanto è costato davvero

L’iscrizione sull’East Gate dice che Blenheim fu costruito fra il 1705 e il 1722 «sotto gli auspici di un munifico sovrano». La verità dei conti è più prosaica: il Tesoro mise 240.000 sterline e i Marlborough ce ne misero altre 60.000 di tasca propria per finirlo. In tutto 300.000 sterline dell’epoca, che oggi fanno circa 25 milioni. Per un palazzo di queste dimensioni, sarebbe un affare.

Il parco di Capability Brown, e le trenta stanze sotto il ponte

Il parco è la metà di Blenheim che vale il biglietto anche se il palazzo non vi interessa, e ha una firma: Lancelot “Capability” Brown, l’uomo che ha inventato il modo inglese di fare i giardini fingendo che non ci sia nessun giardino. È lo stesso che aveva disegnato i mille acri intorno ad Highclere Castle, dove invece ci siamo stati: là il parco l’abbiamo girato a piedi dopo la visita, e quello che si prova è esattamente la sensazione che Brown cercava, cioè che il paesaggio sia sempre stato così. Blenheim è il suo capolavoro, e vederli tutti e due nello stesso viaggio è un piccolo lusso da appassionati.

Blenheim Palace Parco
Blenheim Palace Parco

Il quarto duca lo chiama nel 1763 e Brown ci lavora undici anni su duemila acri. Il problema che gli viene messo davanti è imbarazzante: c’era un Grand Bridge monumentale sotto il quale scorreva un rigagnolo, tanto che il poeta Alexander Pope scherzava dicendo che i pesciolini, passandoci sotto, «assumevano la grandezza di balene». Brown risolve alla sua maniera, cioè in grande: scava la valle, allarga il fiume Glyme e lo sbarra, creando il lago che oggi è la cartolina del posto. Tutto a mano, con l’argilla compattata dalle zappe e, si racconta, dagli zoccoli delle pecore fatte passare sopra. Il lago ci mise più di un anno a riempirsi.

Sotto il Grand Bridge ci sono trenta stanze, e sono sott’acqua

Il ponte che fotografate dal viale non è tutto lì. I suoi piani inferiori contengono trenta stanze, che quando Brown alzò il livello del lago vennero volutamente sommerse, e dentro ci sono ancora oggetti rimasti intrappolati lì da allora. Quando nel 1786 Giorgio III vide la scena da qui, commentò: «Non abbiamo niente di pari a questo». Aveva davanti un ponte con mezzo palazzo sotto il pelo dell’acqua, e non lo sapeva nemmeno lui.

Brown non toccò solo il lago: rifece duemila acri, coprì d’erba il parterre originale e la Great Court per rendere tutto più naturale, addolcì i pendii e piantò migliaia di alberi già adulti. Guadagnava seimila sterline l’anno, che oggi sarebbero più di ottocentomila, e il suo necrologio diceva che «copiava la natura così da vicino che le sue opere saranno scambiate per essa». Il paesaggio è rimasto praticamente lo stesso per duecentocinquant’anni.

C’è un dettaglio che mi ha fatto sorridere, perché ha a che fare con una cosa che abbiamo visto con i nostri occhi. Ad Highclere, ad agosto, i prati erano gialli e provati da settimane senza pioggia, e sul momento mi era sembrato un peccato. A Blenheim quella stessa siccità ha fatto un regalo: sul South Lawn bruciato sono riaffiorati i contorni delle aiuole seicentesche che Brown aveva coperto d’erba, riapparse come un disegno sotto il prato secco. Il giardino che era stato cancellato torna a farsi vedere proprio quando il prato soffre.

I giardini formali, il labirinto e l’orto del 1707

Accanto al paesaggio “naturale” di Brown c’è il suo contrario, ed è la parte più fotogenica: le Water Terraces sul fronte ovest, disegnate dal francese Achille Duchêne con fontane e simmetrie all’italiana, e il giardino italiano privato del duca, che si guarda dal sentiero. Proseguendo si arriva al roseto, in corso di restauro secondo il disegno originale, al Secret Garden e alla cascata.

Blenheim Palace Vista
Blenheim Palace Vista By Dreilly95

Il Walled Garden, che è la parte più antica sopravvissuta dei giardini originali, fu disegnato da Henry Wise nel 1707 e fa ancora il suo mestiere: dentro quei muri di mattoni rossi si coltivano frutta e verdura che finiscono nei caffè e nel ristorante del palazzo. Lì dentro c’è anche il Marlborough Maze, che è una cosa seria: 1,8 acri e più di tremila tassi, uno dei labirinti simbolici più grandi al mondo, con i vialetti che disegnano cannoni, tamburi e bandiere delle vittorie del primo duca. Il percorso completo è lungo due miglia, ma trenta o quaranta minuti bastano, e se vi perdete davvero ci sono due ponti di legno da cui capire dove siete. Dal palazzo sono dieci minuti a piedi, oppure una fermata del trenino.

Le quattro passeggiate ufficiali, con distanze e tempi

  • Giardini formali: 1,5 miglia, un’ora, adatta a sedie a rotelle e passeggini.
  • Il lago: 0,75 miglia ad anello, 35 minuti. Con passeggino conviene tornare dal roseto una volta arrivati alla cascata.
  • Perimetro del parco: 4,6 miglia, due ore, qualche pendenza ripida. È l’unica dove i cani sono i benvenuti.
  • Audio tour dei giardini formali: 2,2 miglia, un’ora, si segue la numerazione ascoltando la guida gratuita dall’app del palazzo. È lo stesso sistema che avevamo trovato a Stonehenge, dove l’audioguida si scarica sul telefono, e resta uno dei modi migliori di visitare un posto senza sentirsi in gita scolastica.

Churchill è nato qui ed è sepolto a due passi, e la seconda cosa è gratis

Winston Churchill nacque a Blenheim il 30 novembre 1874, per caso: i suoi genitori erano lì in visita. Non ci crebbe, ma ci tornò per tutta la vita, per le feste, per dipingere, per stare con gli amici. E fu qui, al Temple of Diana nel parco, che l’11 agosto 1908 chiese a Clementine Hozier di sposarlo. Sua è la frase che riassume tutto meglio di qualunque guida: «A Blenheim ho preso due decisioni molto importanti: nascere e sposarmi. Sono soddisfatto della decisione presa in entrambe le occasioni».

Morì a Londra il 24 gennaio 1965, a novant’anni, esattamente settant’anni dopo suo padre, giorno per giorno. Ebbe un funerale di Stato a St Paul’s, uno dei quattro concessi a un primo ministro britannico, che lui stesso aveva pianificato con il duca di Norfolk sotto il nome in codice Operation Hope Not. Ma la sepoltura, per volontà di Lady Clementine, fu privata: aveva chiesto di essere messo in un angolo del cimitero di campagna vicino a dove era nato.

Quel posto è la chiesa di St Martin, a Bladon, un paese di neanche ottocento abitanti appena fuori dalla tenuta. È lì che c’è la tomba di famiglia, con suo padre, sua madre, suo fratello, i suoi figli e Clementine, sepolta con lui nel 1977. L’ingresso è libero, la chiesa apre nelle ore di luce e il cimitero è sempre accessibile: ci ferma l’autobus S7, quello che arriva da Witney.

La chiesa dove è sepolto si vede dalle stanze dove è nato

Il palazzo lo scrive senza enfatizzarlo, ed è il dettaglio che mi ha colpito di più di tutta questa storia: il campanile di St Martin si vede dalle State Rooms esposte a sud. Le due estremità della vita di Churchill, il letto in cui è nato e la terra in cui è sepolto, stanno nella stessa inquadratura. Una costa 41 sterline, l’altra non costa niente.

Due cose da sapere prima di andarci. La prima è una richiesta della parrocchia, e va rispettata: non si lasciano fiori né oggetti, perché quella resta una tomba di famiglia privata e non un monumento. La seconda è che, fino al 2015, dentro la chiesa non c’era nessun memoriale a Churchill: per il cinquantenario della morte è stata installata una vetrata sul lato sud, disegnata dall’artista Emma Blount. E ogni anno, il 4 maggio, sulla tomba viene deposta una corona per conto dell’associazione della Resistenza danese.

Il modo di stare a Blenheim senza pagare il biglietto

Esiste, ma non è dentro il parco recintato: è intorno. La tenuta ha aperto al pubblico quattro passeggiate circolari gratuite sui propri terreni, fuori dall’area a pagamento, segnalate con cartelli e paletti direzionali, che vanno da mezz’ora a due ore e attraversano terreni diversi. A queste si aggiungono i permissive path, cioè sentieri concessi dal proprietario che collegano i paesi intorno, e una ciclabile di comunità con ingressi a Long Hanborough e a Bladon, che costeggia il fiume ed entra nei boschi.

È il modo giusto di dare un senso a una mezza giornata di avanzo, o di far vedere il posto a chi non ha voglia di pagare quarantuno sterline per un palazzo. Non aspettatevi però la vista da cartolina: quella, il lago e il Grand Bridge, sta dentro. E dentro il parco, ricordatevelo, in bicicletta non si può andare: si pedala dai cancelli al palazzo e ritorno, e le rastrelliere sono accanto al negozio.

Le regole che conviene sapere prima di partire

Sono tutte scritte, nessuna è capricciosa, e messe insieme evitano tre o quattro brutte sorprese al cancello.

  • Borse: dentro il palazzo si entra con una sola borsa piccola, portata davanti o al fianco. Gli armadietti sono pochi, a pagamento e a disponibilità, e le valigie non si possono lasciare: chi arriva o riparte con i bagagli in macchina lo tenga presente.
  • Fotografie: dentro il palazzo si può fotografare, ma senza flash. Sono vietati treppiedi e bastoni per selfie, e sono vietate le foto professionali di ritratto o di matrimonio in tutta la tenuta.
  • Droni: vietati, per la vicinanza all’aeroporto di Oxford, e il palazzo avvisa che chi li usa rischia una multa pesante e una denuncia. Non è una formula di rito.
  • Cani: benvenuti nel parco, sempre al guinzaglio perché ci pascola il bestiame, ma vietati nei giardini formali e nell’area principale del Walled Garden. Alcune zone sono chiuse da recinti elettrici.
  • Picnic: si possono fare nel parco usando i cestini per i rifiuti. I barbecue sono vietati, compresi quelli usa e getta.
  • Bambini: sotto i tre anni si entra gratis. I passeggini sono ammessi al piano terra del palazzo e si possono anche lasciare fuori; l’ascensore per disabili non è adatto ai passeggini.
  • Accessibilità: chi accompagna un titolare di Blue Badge entra gratis, senza prenotare e senza avvisare: basta dirlo al cancello. C’è un ascensore per le sale di rappresentanza e uno per il ristorante, con un limite di 200 kg. Ma per entrare ci sono venti gradini, con una rampa sulla sinistra del cortile, e all’uscita dalla cappella se ne scendono altri sedici.
  • Wi-Fi: gratuito in tutte le aree aperte al pubblico.
  • Maltempo: con gelo, neve o vento forte alcune aree chiudono, e la decisione si prende giorno per giorno.

Quanto tempo serve, e come si incastra in un viaggio nelle Cotswolds

Per il palazzo e i giardini formali mezza giornata è la misura giusta: tre o quattro ore, contando un’ora abbondante per le State Rooms, un’ora per i giardini e il resto fra caffè e negozio. Se aggiungete il Duke’s Tour, il labirinto e una delle passeggiate lunghe, ci sta tranquillamente una giornata intera, e con dei bambini e l’Adventure Play la giornata non basta.

Per come è messo geograficamente, Blenheim si abbina bene a Oxford, che è a venti minuti di autobus, e a Woodstock stessa, che è graziosa e si gira in mezz’ora. Con i borghi delle Cotswolds funziona come tappa d’apertura o di chiusura di una giornata: da qui si scende verso i borghi passando da Chipping Norton, che è sulla stessa linea di autobus. Se invece state facendo il giro classico da Bristol, come noi, Blenheim resta un po’ defilato: è il motivo per cui l’abbiamo saltato, e con Bibury e Lacock nello stesso giorno non ci saremmo mai arrivati.

Chi non guida ha la vita facile, ed è la ragione per cui questo è uno dei pochi posti della zona che consiglio anche senza macchina: oltre agli autobus di linea ci sono i tour guidati che partono da Oxford con il trasporto incluso, che risolvono la giornata in due ore e mezza, e per chi ha base a Londra le gite di un giorno con l’ingresso compreso. Una precisazione onesta, però: se ci andate con i vostri mezzi, il biglietto conviene comprarlo dal sito ufficiale e non da un rivenditore, perché solo lì avete la conversione in abbonamento annuale e lo sconto GREEN20. I rivenditori vendono un ingresso e basta.

Blenheim Palace info certificate

Tutto quello che avete letto qui sopra sono prezzi, orari e regole controllati alla fonte, cioè cose che si verificano, non cose che si sentono. Quello che non troverete è il giudizio: se le State Rooms valgano le quarantuno sterline, se il labirinto diverta anche gli adulti, se a metà agosto ci sia la fila. Non ve lo dico perché non lo so, e preferisco che ve lo dica io invece di farvelo scoprire da soli.

Quello che ho, e che vale come metro di paragone, è la mattinata passata ad Highclere Castle, che è la stessa cosa in scala minore: una dimora aristocratica ancora abitata, un parco disegnato dallo stesso Capability Brown, un biglietto che si compra con mesi di anticipo. Là mi ha colpito che non fosse un museo freddo ma una casa viva, con le foto di famiglia in vista e gli oggetti personali lasciati dove stanno, e che ogni stanza avesse un cartellino discreto invece di un pannello urlato. Se Blenheim funziona come Highclere, e tutto lascia pensare di sì visto che è la stessa scuola, quello che ci si porta a casa non è l’elenco dei quadri: è la sensazione un po’ impertinente di stare guardando dentro una casa d’altri.

Ci torneremo, e quando ci saremo stati questa pagina cambierà. Nel frattempo, come dico sempre, l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro: qui l’esperienza che vi passo è quella di aver letto tutto il sito ufficiale al posto vostro, e di aver trovato le due cose che vi fanno risparmiare, cioè il biglietto giusto e il codice dello sconto.

Info essenziali

  • Dove: Blenheim Palace, Woodstock, Oxfordshire, OX20 1UL, otto miglia a nord-ovest di Oxford sulla A44, uscita 9 della M40.
  • Quanto costa: Palace, Park & Gardens 41 £ adulto, 24 £ bambino, 110 £ famiglia, valido dodici mesi. Park & Gardens 31 £ adulto, valido un giorno. Duke’s Tour +8 £, Buggy Tour +6 £, Adventure Play +7 £ a bambino.
  • Sconti: 20% con il codice GREEN20 arrivando in treno, autobus, bici o auto elettrica, non valido sul Park & Gardens né dal 13 novembre al 3 gennaio. Under 3 e accompagnatori di Blue Badge gratis.
  • Orari: parco 09-18, State Rooms 10.30-16.45, negozio 09.30-17.
  • Biglietti: solo online e in anticipo, anche il giorno stesso. Nessun pagamento in contanti in tutta la tenuta.
  • Parcheggio: gratuito e compreso nel biglietto, a 704 yard dall’ingresso, con navetta.
  • Quanto tempo: mezza giornata per palazzo e giardini formali, una giornata intera con parco e labirinto.
  • Nei paraggi: Woodstock a due passi, Oxford a venti minuti di autobus, la tomba di Churchill a Bladon a ingresso libero.
  • Dove dormire: Woodstock e Oxford sono le due basi comode; se state girando la regione, conviene ragionare su tutta l’area invece che sul singolo paese.
  • Prima di partire: serve l’autorizzazione ETA per il Regno Unito, e conviene dare un’occhiata al clima inglese nel mese in cui andate.

Domande frequenti su Blenheim Palace

Quanto costa il biglietto per Blenheim Palace?

Il biglietto Palace, Park and Gardens costa 41 £ per un adulto, 24 £ per un bambino e 110 £ per una famiglia, e comprende il palazzo, i giardini, il parco e le mostre. Esiste anche un biglietto Park and Gardens da 31 £ per un adulto, che però non comprende l’interno del palazzo e vale un giorno solo. Il Duke’s Tour costa 8 £ in più per un adulto, il Buggy Tour 6 £ e l’Adventure Play 7 £ a bambino. Chi arriva in treno, autobus, bicicletta o auto elettrica ha il 20% di sconto con il codice GREEN20.

È vero che il biglietto di Blenheim Palace vale un anno?

Sì, ed è il modo normale in cui viene venduto. Blenheim Palace è un ente benefico registrato e tratta il biglietto Palace, Park and Gardens come una donazione, convertendolo automaticamente in un abbonamento annuale senza alcun sovrapprezzo. Chi non vuole che l’ingresso sia considerato una donazione può comprare un normale biglietto giornaliero attraverso un collegamento in fondo alla pagina dei biglietti. Il Park and Gardens da 31 £, invece, vale un giorno soltanto.

Quanto tempo serve per visitare Blenheim Palace?

Per l’interno del palazzo e i giardini formali bastano tre o quattro ore, cioè mezza giornata. Aggiungendo il Duke’s Tour, il Marlborough Maze e una delle passeggiate nel parco si arriva comodamente alla giornata intera, e con bambini che vogliono l’Adventure Play la giornata non basta. Le State Rooms aprono alle 10.30 e chiudono alle 16.45, mentre il parco è aperto dalle 9 alle 18: il modo migliore di organizzarsi è arrivare presto e cominciare dal parco.

Come si arriva a Blenheim Palace senza auto?

Molto facilmente. Gli autobus Stagecoach S3 e S7 collegano il centro di Oxford a Woodstock quattro volte all’ora, sette giorni su sette, partendo dalla stazione ferroviaria e fermando davanti all’ingresso principale, da cui sono dieci minuti a piedi. Da Londra la via più rapida è il treno Chiltern da Marylebone a Oxford Parkway, poi l’autobus S7. Arrivando con i mezzi pubblici si ha anche il 20% di sconto sul biglietto. In alternativa ci sono tour guidati con trasporto incluso che partono da Oxford e gite di un giorno da Londra.

Si può entrare a Blenheim Palace gratis?

Nel parco recintato no, serve il biglietto. Ma la tenuta ha aperto al pubblico quattro passeggiate circolari gratuite sui propri terreni fuori dall’area a pagamento, che vanno da mezz’ora a due ore, più una rete di sentieri concessi e una ciclabile con ingressi a Long Hanborough e a Bladon. Sono gratuiti anche il parcheggio, compreso nel biglietto, e la visita alla tomba di Winston Churchill nella chiesa di St Martin a Bladon.

Si possono fare foto dentro Blenheim Palace?

Sì, la fotografia all’interno del palazzo è permessa, ma senza flash per non danneggiare le opere. Sono vietati i treppiedi e i bastoni per selfie dentro il palazzo, e sono vietate le foto professionali di ritratto, fidanzamento o matrimonio in tutta la tenuta. I droni non si possono usare in nessun caso, per la vicinanza all’aeroporto di Oxford, e chi lo fa rischia una multa consistente e una denuncia.

Dov’è sepolto Winston Churchill?

Nel cimitero della chiesa di St Martin a Bladon, un paese di poco meno di ottocento abitanti appena fuori dalla tenuta di Blenheim, dove riposa nella tomba di famiglia insieme al padre, alla madre, al fratello, ai figli e alla moglie Clementine, sepolta con lui nel 1977. L’ingresso è libero, la chiesa apre nelle ore di luce e ci ferma l’autobus S7. La parrocchia chiede di non lasciare fiori né oggetti, perché resta una tomba privata di famiglia.

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Blenheim palace oxfordshire
Blenheim palace oxfordshire
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