San Gimignano: cosa vedere nella Manhattan del Medioevo

Ci sono profili che riconosci da lontano, prima ancora di arrivare. San Gimignano è uno di questi: un grappolo di torri di pietra che spunta sopra le colline coltivate a vite e olivo della Val d’Elsa, un’idea di città medievale così intatta da sembrare disegnata. Non a caso la chiamano la “Manhattan del Medioevo“: quelle torri, viste da lontano, fanno lo stesso effetto di uno skyline. Solo che qui i grattacieli hanno ottocento anni e raccontano una storia di rivalità tra famiglie, vino e pellegrini.

In questa guida ti raccontiamo cosa vedere a San Gimignano: le piazze, la Collegiata con i suoi affreschi, l’unica torre su cui si può salire, le chiese, la Vernaccia e il gelato che ha reso famoso il borgo, più tutte le informazioni pratiche per arrivarci, parcheggiare e visitarlo senza stress. È una delle tappe simbolo di cosa vedere in provincia di Siena, perfetta anche solo per mezza giornata, e uno di quei posti che vale la pena vivere appena fuori dagli orari di punta.

San Gimignano, il centro storico - Foto di R. Capanni
San Gimignano, il centro storico – Foto di R. Capanni

Dove si trova San Gimignano e perché è famosa

San Gimignano sorge in provincia di Siena, nella Val d’Elsa, su un colle a metà strada tra Siena e Firenze. Ci si arriva risalendo una campagna di vigneti e strade bianche, ed è già parte dell’esperienza: il borgo si annuncia da chilometri di distanza con le sue torri.

La sua fama nasce da tre cose. La prima sono proprio le torri, simbolo di un Medioevo che altrove è stato cancellato dai secoli successivi e qui invece si è conservato quasi per intero. La seconda è il riconoscimento UNESCO: il centro storico è Patrimonio Mondiale dell’Umanità dal 1990. La terza è il gusto, perché San Gimignano è anche la patria della Vernaccia, primo vino italiano a ottenere la DOC, e di un gelato che ha fatto il giro del mondo. Tre buoni motivi per salire, e nessuno esclude gli altri.

Una nota sul nome, perché genera spesso confusione: la città prende il nome da San Gimignano vescovo di Modena, che secondo la tradizione la protesse dalle invasioni barbariche. La santa più amata e venerata in città è però un’altra, Santa Fina, una ragazza del Duecento di cui parleremo arrivando alla Collegiata. Vescovo di Modena e santa locale: due figure diverse, da non confondere.

Le torri di San Gimignano: quante sono e perché

Il vero monumento di San Gimignano è il suo skyline di torri. Oggi se ne contano tredici principali superstiti, anche se diverse guide turistiche arrivano a quattordici a seconda di come le si conta: tronconi, torri mozzate e torri inglobate nei palazzi rendono il conteggio una questione di soglie. Il dato delle fonti cittadine è tredici. Ma il numero che fa impressione è un altro: si racconta che nel periodo di massimo splendore, nel Trecento, le torri fossero oltre settanta.

Perché tante? Perché una torre, nel Medioevo, era prima di tutto una dichiarazione di potere. Più la tua famiglia era ricca e influente, più alta poteva essere la tua torre. Era una vera e propria gara tra i casati, al punto che nel 1255 uno statuto del comune vietò di costruire torri più alte della Torre Rognosa, la torre del Podestà, che allora era la più alta di tutte con i suoi 51 metri. Una legge per mettere pace tra le ambizioni delle famiglie, che peraltro non tutti rispettarono. Camminare oggi con il naso all’insù tra queste pietre significa leggere, in altezza, una mappa di antiche rivalità.

Le torri di San Gimignano - Foto di R. Capanni
Le torri di San Gimignano – Foto di R. Capanni

San Gimignano e la sua storia

San Gimignano nasce lungo la Via Francigena, la grande strada dei pellegrini che dal nord Europa portava a Roma, e a quella posizione deve la sua fortuna. Il primo documento che la cita è del 929, quando Ugo di Provenza donò al vescovo di Volterra il monte della Torre. Nel 1199 si proclamò libero comune, e crebbe ricca commerciando lana, prestando denaro e soprattutto vendendo due prodotti della sua terra: la Vernaccia e lo zafferano, oro giallo della Val d’Elsa.

Poi arrivò il declino, ed è paradossalmente la ragione per cui oggi possiamo vederla così. La peste del 1348 decimò la popolazione, e poco dopo, intorno al 1354, la città si assoggettò a Firenze. Senza più ricchezza e senza più autonomia, San Gimignano smise di trasformarsi: niente nuovi palazzi rinascimentali, niente rimaneggiamenti barocchi che altrove hanno coperto il Medioevo. Il borgo è rimasto, in un certo senso, congelato. Quello che vediamo, tra restauri ottocenteschi sulle torri crollate e pietra autentica, è uno dei racconti più sinceri di come fosse davvero una città medievale.

Cosa vedere a San Gimignano

Il bello di San Gimignano è che si visita tutta a piedi, in un percorso quasi obbligato che attraversa il borgo da porta a porta. Ti proponiamo di seguirlo nell’ordine naturale della passeggiata, entrando da Porta San Giovanni, l’ingresso principale a sud.

Piazza della Cisterna

La prima grande emozione è Piazza della Cisterna, forse la piazza più bella del borgo. Ha una forma triangolare, è lastricata a mattoni ed è dominata al centro dal pozzo ottagonale in travertino che le dà il nome, datato 1346. Tutto intorno si affacciano palazzi e torri medievali, tra cui la cosiddetta Torre del Diavolo e i palazzi dei casati Ardinghelli, le due torri “gemelle” che furono tra le più alte. È il salotto del borgo, il punto dove ci si ferma, e dove si trova anche la gelateria di cui parleremo più avanti.

Piazza del Duomo

Da Piazza della Cisterna si passa, quasi senza accorgersene, nella contigua Piazza del Duomo, il cuore monumentale di San Gimignano. Qui si concentrano gli edifici del potere religioso e civile: la Collegiata, il Palazzo Comunale con la Torre Grossa, e diverse torri che fanno da quinta scenografica. Poco dietro, defilata e più intima, c’è la piccola Piazza delle Erbe, che merita una deviazione di pochi passi per il suo scorcio raccolto.

San Gimignano, panorama dalla Rocca - Foto di R. Capanni
San Gimignano, panorama dalla Rocca – Foto di R. Capanni

La Collegiata di Santa Maria Assunta

Quello che da fuori sembra una chiesa sobria, all’interno è uno scrigno. La Collegiata, il Duomo di San Gimignano, custodisce uno dei cicli di affreschi più ricchi della Toscana. Sulla navata sinistra le Storie dell’Antico Testamento di Bartolo di Fredi (1367); sulla destra le Storie del Nuovo Testamento della scuola senese di Simone Martini; sulla controfacciata il Giudizio Universale con Paradiso e Inferno di Taddeo di Bartolo. Ma il gioiello è la Cappella di Santa Fina, affrescata da Domenico Ghirlandaio: racconta la vita di quella ragazza malata e devota, alla cui morte, dice la leggenda, fiorirono ovunque viole bianche, le “viole di Santa Fina” che ancora oggi spuntano sulle torri a marzo.

Il Palazzo Comunale e la Torre Grossa

Accanto alla Collegiata si trova il Palazzo Comunale (o Palazzo del Popolo), che ospita il Museo Civico e la Pinacoteca, con opere di Pinturicchio, Filippino Lippi e Benozzo Gozzoli, oltre alla celebre Sala di Dante. Da qui si sale sulla Torre Grossa, completata nel 1311: con i suoi 54 metri è la torre più alta della città e, soprattutto, l’unica su cui si può salire. Tutte le altre torri si ammirano solo da fuori. La fatica della scala ripida è ripagata dal panorama: dall’alto lo skyline di torri si apre sulle colline della Val d’Elsa fino all’orizzonte. È l’unico punto da cui puoi vedere San Gimignano “dall’interno delle sue torri”, e vale ogni gradino.

Sant’Agostino e la Rocca di Montestaffoli

All’estremità nord del borgo, in una piazza tranquilla lontana dalla folla, c’è la chiesa di Sant’Agostino, e non è una visita secondaria: il coro è interamente affrescato da Benozzo Gozzoli con le Storie della vita di Sant’Agostino (1464-65), un capolavoro che molti visitatori frettolosi si perdono. Poco distante, la Rocca di Montestaffoli, l’antica fortezza trecentesca, è oggi un parco pubblico ad ingresso libero: ci si arriva in pochi minuti e regala una delle viste più belle sul profilo del borgo. Dentro la Rocca ha sede anche la “Vernaccia di San Gimignano Wine Experience“, il museo-enoteca del vino locale. Per chi ama il genere, c’è infine il Museo della Tortura, un classico richiamo turistico (verifica sede e orari, perché cambiano).

San Gimignano, una strada interna - Foto di R. Capanni
San Gimignano, una strada interna – Foto di R. Capanni

La Vernaccia, il gelato e cosa mangiare

A San Gimignano si beve Vernaccia, e non è un dettaglio da poco: la Vernaccia di San Gimignano è stata, nel 1966, il primo vino italiano in assoluto a ottenere la DOC, e dal 1993 è DOCG. Un bianco fresco e minerale che racconta queste colline meglio di tante parole. Lo si assaggia nelle enoteche del centro o, in modo più strutturato, alla Wine Experience della Rocca.

E poi c’è il gelato. In Piazza della Cisterna c’è la Gelateria Dondoli, storica “Gelateria di Piazza” di Sergio Dondoli, più volte campione del mondo di gelateria: la coda è quasi una certezza, ma i gusti che giocano con i sapori del territorio, dalla Vernaccia allo zafferano, valgono l’attesa. È, a tutti gli effetti, il “borgo del gelato” che molti cercano.

A tavola la Toscana fa il resto: si mangia bene davvero, tra salumi di cinta senese, finocchiona DOP, pecorino, paste fatte in casa e carni, spesso con il bonus di una terrazza affacciata sui vigneti. Lo zafferano, oltre che nei dolci, lo ritrovi in diversi piatti del territorio.

Informazioni pratiche: come arrivare, parcheggi e biglietti

San Gimignano non ha una stazione ferroviaria, quindi qualunque mezzo si scelga c’è sempre un ultimo tratto da fare su gomma. Mettiamo in fila le opzioni reali.

  • In auto: dal raccordo autostradale Firenze-Siena si esce a Poggibonsi Nord e si prosegue per pochi chilometri sulla SP1 fino al borgo. È il modo più comodo, soprattutto per chi vuole poi esplorare i dintorni.
  • In treno + bus: si arriva alla stazione Poggibonsi-San Gimignano (sulla linea Empoli-Siena) e da lì si prende il bus 130 di Autolinee Toscane fino al centro. Comodo da Firenze e da Siena, ma controlla gli orari, soprattutto delle ultime corse serali, perché cambiano di stagione in stagione.

Il centro storico è zona a traffico limitato (ZTL) e chiuso alle auto: non si entra in macchina dentro le mura. I parcheggi sono a pagamento e si trovano appena fuori dalle mura, vicino alle porte principali; sono numerati e segnalati lungo la strada di accesso. Conviene lasciare l’auto al primo che si trova libero e fare gli ultimi metri a piedi.

Per i musei, infine, due possibilità: il biglietto cumulativo dei Musei Civici (Palazzo Comunale con Pinacoteca, Torre Grossa e altri spazi) e il più completo San Gimignano Pass, che aggiunge la Collegiata e il Museo d’Arte Sacra. Se hai intenzione di salire sulla Torre Grossa e di entrare in più di un museo, il cumulativo ripaga in fretta. I prezzi cambiano ogni anno, quindi verificali sul sito ufficiale dei musei prima della visita.

Quanto tempo serve e quando andare

Per i punti principali, piazze, Collegiata e Torre Grossa, basta una mezza giornata. Se vuoi entrare con calma nei musei, salire sulla torre senza fretta e concederti una degustazione, mettine in conto una giornata intera.

Sul quando, un consiglio sincero: San Gimignano è bellissima ma molto affollata in estate e nei weekend, quando i pullman riversano comitive nelle due piazze. Il borgo cambia completamente volto la mattina presto o nel tardo pomeriggio, quando i gruppi se ne vanno e le strade tornano silenziose. E se puoi scegliere, la primavera e l’autunno regalano la stessa luce con metà della gente.

San Gimignano e i suoi dintorni

Il bello di San Gimignano è anche dove si trova: in un raggio di pochi chilometri c’è alcuni dei borghi più belli della Toscana, perfetti da abbinare in giornata.

  • Certaldo (circa 15 minuti): il borgo di Boccaccio, con la sua parte alta in mattoni rossi raggiungibile in funicolare.
  • Colle di Val d’Elsa (circa 20 minuti): la “città del cristallo”, con uno splendido borgo alto poco frequentato.
  • Monteriggioni (circa 25-30 minuti): la corona di torri lungo la Francigena, una delle soste più scenografiche del senese. Trovi tutto nella nostra guida su cosa vedere a Monteriggioni.
  • Volterra (circa 40 minuti): l’austera città etrusca dell’alabastro, già in provincia di Pisa.
  • Siena (circa 50 minuti) e Firenze (circa un’ora): le due capitali tra cui San Gimignano ha sempre vissuto.

San Gimignano è anche una tappa storica della Via Francigena, e si lega naturalmente a un itinerario tra i borghi del Chianti e a un giro più ampio tra i luoghi Patrimonio UNESCO in Italia.

E se vuoi alternare i borghi con una grande città d’arte, Siena e la sua piazza del Campo sono a meno di un’ora di strada.

Domande frequenti su San Gimignano

Quante torri ci sono a San Gimignano?

Oggi se ne contano tredici principali superstiti, anche se alcune guide arrivano a quattordici a seconda di come si conta tronconi e torri inglobate negli edifici. Nel Trecento, al massimo splendore, si racconta ce ne fossero oltre settanta.

Si può salire sulle torri di San Gimignano?

Sì, ma solo su una: la Torre Grossa, alta 54 metri, la più alta della città, a cui si accede dal Palazzo Comunale e dal Museo Civico. Tutte le altre torri si ammirano solo dall’esterno. Dalla cima si gode il panorama più bello sul borgo e sulla Val d’Elsa.

Quanto tempo serve per visitare San Gimignano?

Per le piazze, la Collegiata e la Torre Grossa basta mezza giornata. Per visitare i musei con calma, salire sulla torre e fare una degustazione di Vernaccia, conviene dedicarle una giornata intera.

Come si arriva a San Gimignano da Firenze e da Siena?

In auto, dal raccordo Firenze-Siena si esce a Poggibonsi Nord e si prosegue sulla SP1. Non essendoci una stazione in paese, con i mezzi pubblici si arriva in treno a Poggibonsi-San Gimignano e si prende poi il bus 130 fino al centro. Da entrambe le città il borgo dista circa tra i 40 e i 55 chilometri.

Dove si parcheggia a San Gimignano?

Il centro storico è in ZTL e chiuso al traffico. I parcheggi, a pagamento, si trovano appena fuori dalle mura, vicino alle porte di accesso, e sono numerati e segnalati. Da lì si entra a piedi.

Per cosa è famosa San Gimignano?

Per le sue torri medievali, che le hanno dato il soprannome di “Manhattan del Medioevo”, per essere Patrimonio UNESCO dal 1990, per la Vernaccia (primo vino italiano DOC) e per il gelato pluripremiato della Gelateria Dondoli in Piazza della Cisterna.

Si scrive San Gimignano o San Giminiano?

Si scrive San Gimignano. “San Giminiano”, così come “San Gimigliano”, è uno degli errori di scrittura più comuni, ma il nome corretto del borgo è San Gimignano, dedicato a San Gimignano vescovo di Modena, che secondo la tradizione protesse la città dalle invasioni barbariche.

Conviene il San Gimignano Pass?

Se hai intenzione di salire sulla Torre Grossa e di entrare in più di un museo, sì: il biglietto cumulativo dei Musei Civici, e ancor più il San Gimignano Pass che include anche la Collegiata, ripagano rispetto ai singoli ingressi. I prezzi cambiano ogni anno, meglio verificarli sul sito ufficiale dei musei.

Cosa si mangia di tipico a San Gimignano?

Su tutto la Vernaccia di San Gimignano, il vino bianco DOCG del borgo, e lo zafferano locale. A tavola salumi di cinta senese, finocchiona DOP, pecorino, paste fatte in casa e carni. E come dolce, immancabile, il gelato della Gelateria Dondoli.

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