Ci sono città che si capiscono solo a piedi, e Siena è la prima della lista. Qui non c’è una grande arteria da percorrere in macchina, non c’è un lungomare, non c’è quasi niente di pianeggiante: c’è un centro storico medievale arrampicato su tre colline, fatto di vicoli in salita, mattoni rossi e archi, che dal 1995 è patrimonio dell’umanità UNESCO. È una delle città più belle e meglio conservate d’Italia, e per visitarla davvero bisogna accettare le sue regole: lasciare l’auto fuori dalle mura e camminare.
In questa guida ti raccontiamo cosa vedere a Siena senza perderti i pezzi importanti e senza fare il triplo dei passi necessari: i monumenti da non saltare, come funziona il famoso biglietto unico del Duomo, dove si parcheggia visto che il centro è zona a traffico limitato, quanto tempo serve e in che ordine conviene muoversi a piedi. Siena è anche il punto di partenza ideale per esplorare il resto della zona: se stai costruendo un giro più ampio, parti dalla nostra guida su cosa vedere in provincia di Siena.
In breve
Siena si visita a piedi: un giorno pieno per l’essenziale, due con calma. Il cuore è Piazza del Campo con la Torre del Mangia (circa 400 gradini) e il Palazzo Pubblico con il Museo Civico. Il capolavoro è il complesso del Duomo, che si visita con l’OPA SI Pass (circa 18 euro, valido 3 giorni): include Cattedrale, Libreria Piccolomini, Cripta, Battistero, Museo dell’Opera e il panorama dal Facciatone. Da non perdere Santa Maria della Scala e la città di Santa Caterina. Il Palio corre il 2 luglio e il 16 agosto. In auto non si entra nel centro (ZTL): si parcheggia fuori dalle mura e si sale con le scale mobili.
Indice dell’Articolo
Piazza del Campo, il cuore di Siena
Si comincia da qui, perché tutto a Siena converge verso Piazza del Campo. È una delle piazze più scenografiche d’Europa e ha una forma che non ha eguali: una conchiglia in pendenza, inclinata verso il Palazzo Pubblico, divisa in nove spicchi di mattoni. Quei nove settori non sono un capriccio estetico, ma il ricordo del Governo dei Nove, la magistratura di mercanti che resse Siena nel periodo del suo massimo splendore, tra fine Duecento e metà Trecento.

Ci si siede sul lastricato come fanno tutti, si guarda in alto la Torre del Mangia e ci si rende conto di essere arrivati nel salotto della città. Sul lato opposto al Palazzo c’è la Fonte Gaia, la fontana monumentale: quella che vedi in piazza è una copia ottocentesca scolpita da Tito Sarrocchi, mentre gli originali quattrocenteschi di Jacopo della Quercia, ormai consumati, sono conservati al complesso di Santa Maria della Scala (te ne parlo più avanti). Due volte l’anno, il 2 luglio e il 16 agosto, questa piazza si trasforma nella pista del Palio: ma di quello parliamo dopo.
La Torre del Mangia e il Palazzo Pubblico
A dominare la piazza c’è lei, la Torre del Mangia, la torre civica simbolo di Siena. È alta circa 88 metri ai merli (oltre cento se si conta l’asta in cima) ed è una delle torri medievali più alte d’Italia. Il nome curioso viene dal suo primo campanaro, un tale soprannominato “Mangiaguadagni” per la facilità con cui spendeva il suo stipendio.
Si può salire, ed è un’esperienza che vale la fatica: circa 400 gradini stretti e ripidi portano in cima, dove si apre uno dei panorami più belli sulla città, sui tetti rossi e sulle colline del Chianti. Due avvertenze pratiche: l’accesso è a turni contingentati (gruppi di poche persone ogni tre quarti d’ora circa) e non si prenota, i biglietti si comprano solo alla biglietteria e nei giorni di punta finiscono. Conviene arrivare presto.
Ai piedi della torre c’è il Palazzo Pubblico, sede storica del governo cittadino, che ospita il Museo Civico. Qui dentro c’è uno dei vertici dell’arte italiana: la Sala del Mappamondo con la Maestà di Simone Martini (1315) e, soprattutto, la Sala della Pace con l’Allegoria ed effetti del Buono e del Cattivo Governo di Ambrogio Lorenzetti (1338-1339), il più importante ciclo di affreschi a tema civile e politico del Medioevo. Il biglietto del solo Museo Civico costa intorno ai 10 euro; c’è anche un cumulativo che mette insieme Museo Civico, Santa Maria della Scala e la salita alla Torre del Mangia, intorno ai 20 euro. Come per tutti i prezzi di questa guida, conviene una verifica veloce sui canali ufficiali prima della visita, perché le tariffe cambiano di stagione in stagione.
Il Duomo di Siena e come funziona l’OPA SI Pass
Se Piazza del Campo è il cuore civile della città, il Duomo di Siena è il suo capolavoro religioso, e per molti il monumento più bello in assoluto. È una cattedrale gotica a fasce bianche e nere, con una facciata ricchissima e un interno che lascia senza fiato: il pavimento a tarsie marmoree, considerato il più bello d’Italia, la cupola, il pulpito di Nicola Pisano e la splendida Libreria Piccolomini, affrescata da Pinturicchio con colori ancora vividissimi.

Un dettaglio che vale la pena conoscere per programmare il viaggio: il prezioso pavimento del Duomo viene scoperto solo per alcune settimane all’anno, di solito tra fine estate e inizio autunno. Nel 2026 le finestre di scopertura annunciate sono dal 27 giugno al 31 luglio e dal 18 agosto al 15 novembre; nel resto dell’anno gran parte delle tarsie è coperta per proteggerle. In quel periodo il biglietto della cattedrale costa un po’ di più. Le date possono variare ogni anno, quindi se è la tua ragione principale per venire, verificale sul sito ufficiale dell’Opera prima di partire.
Consiglio: se il pavimento del Duomo è il motivo del tuo viaggio, punta alle finestre di scopertura del 2026: dal 27 giugno al 31 luglio e dal 18 agosto al 15 novembre. Sono gli unici periodi in cui le tarsie sono tutte visibili; nel resto dell’anno la maggior parte resta coperta per proteggerle.
Attorno al Duomo c’è tutto un complesso di monumenti, ed è qui che entra in gioco il biglietto che ti conviene capire prima di arrivare: l’OPA SI Pass. È il biglietto cumulativo del complesso del Duomo e, con un unico ingresso valido tre giorni, ti dà accesso a:
- la Cattedrale con la Libreria Piccolomini
- la Cripta sotto il Duomo, riscoperta solo negli anni Duemila
- il Battistero di San Giovanni, con il fonte battesimale a cui lavorarono Donatello, Ghiberti e Jacopo della Quercia
- il Museo dell’Opera, che custodisce la Maestà di Duccio
- il Facciatone, la terrazza panoramica sul “Duomo Nuovo” mai finito, con una delle viste più belle della città
- l’Oratorio di San Bernardino
Il prezzo di base è intorno ai 18 euro, con una tariffa maggiorata nei periodi in cui il pavimento è scoperto, e, se conti quante cose include, è uno dei biglietti turistici con il miglior rapporto qualità-prezzo della Toscana. Una cosa che molti confondono: la Porta del Cielo, il percorso che sale sui tetti e sui camminamenti interni della cattedrale, non è compresa nell’OPA SI Pass, ha un biglietto a parte e va prenotata. Anche qui, tariffe e modalità vanno confermate sul sito ufficiale alla data della visita.
| Biglietto | Cosa include | Prezzo 2026 (indicativo) |
|---|---|---|
| OPA SI Pass | Cattedrale, Libreria Piccolomini, Cripta, Battistero, Museo dell’Opera, Facciatone, Oratorio di San Bernardino (valido 3 giorni) | circa 18 € (maggiorato con pavimento scoperto) |
| Museo Civico (Palazzo Pubblico) | sale affrescate, Maestà di Simone Martini, Buon Governo di Lorenzetti | 10 € |
| Cumulativo civico | Museo Civico + Santa Maria della Scala + Torre del Mangia | 20 € (family 40 €) |
| Torre del Mangia | salita panoramica (~400 gradini), non prenotabile | compresa nei cumulativi |
| Bottini di Siena | visita guidata all’acquedotto sotterraneo, su prenotazione | 20 € / 10 € ridotto |
| Basilica di San Domenico | reliquia di Santa Caterina | gratis |
| Fontebranda, Orto de’ Pecci | fonte medievale, orto-parco nel verde | gratis |
Info pratica: per il complesso del Duomo l’OPA SI Pass è il biglietto giusto, perché vale tre giorni e puoi spezzare le visite; per la parte civile (Piazza del Campo, Museo Civico e salita alla Torre) conviene il cumulativo da 20 euro, che aggiunge anche Santa Maria della Scala. Verifica prezzi e orari aggiornati su opasipass.com e sulla biglietteria del Museo Civico.
Santa Maria della Scala, il museo dentro l’antico ospedale
Proprio di fronte al Duomo, dall’altra parte della piazza, c’è uno dei luoghi più affascinanti e meno scontati di Siena: Santa Maria della Scala. Per quasi mille anni è stato uno dei più antichi ospedali d’Europa, costruito lungo la Via Francigena per accogliere pellegrini e malati. Oggi è un grande complesso museale che si sviluppa su più piani scavati nella collina.
Il pezzo da non perdere è il Pellegrinaio, l’antica corsia dell’ospedale, interamente affrescata nel Quattrocento con scene di vita quotidiana che raccontano l’assistenza ai malati e ai trovatelli: un documento storico unico, perché mostra la città reale e non solo santi e madonne. Dentro Santa Maria della Scala sono conservati anche gli originali della Fonte Gaia di Jacopo della Quercia. È il posto giusto per chi ha mezza giornata in più e vuole capire Siena oltre i monumenti da cartolina. Allestimenti e sezioni aperte cambiano nel tempo, conviene controllare il sito ufficiale.
San Domenico, Santa Caterina e San Francesco
Siena è anche la città di Santa Caterina, patrona d’Italia e una delle figure più importanti della spiritualità medievale. Sul colle di fronte al Duomo si erge la grande e severa Basilica di San Domenico, in mattoni nudi: al suo interno, nella cappella dedicata alla santa, è custodita la reliquia della sua testa. L’ingresso è gratuito ed è una tappa che vale la pena anche solo per la vista che si apre da lì sul Duomo.
Poco sotto si trova il Santuario e Casa di Santa Caterina, la sua casa natale trasformata in luogo di culto, un insieme di oratori raccolti uno dentro l’altro. È un angolo silenzioso, fuori dai flussi turistici principali.
Una chicca che quasi nessuna guida cita: la Basilica di San Francesco, grande chiesa gotica vicino all’omonima risalita, con accanto l’Oratorio di San Bernardino. Se ti avanza tempo e vuoi vedere una Siena più autentica, lontana dalla ressa, è il posto giusto.

Siena insolita e gratis: Fontebranda, i Bottini e l’Orto de’ Pecci
Oltre ai grandi monumenti, Siena ha una faccia più nascosta che quasi nessuna guida racconta, e che in buona parte non costa nulla. Se hai già visto il Campo e il Duomo e vuoi capire la città più in profondità, sono tre tappe che valgono la deviazione.
Fontebranda è la più celebre delle fonti medievali di Siena: tre grandi arcate gotiche e tre vasche in sequenza, ricostruite nella forma attuale nel 1246. Serviva per bere, abbeverare gli animali e lavare i panni, e alimentava le concerie del rione. La cita perfino Dante, nell’Inferno, e si trova nel territorio della Contrada dell’Oca, a due passi dalla casa di Santa Caterina. È all’aperto, sempre accessibile e gratuita.
Sotto la città corre invece la Siena che non si vede: i Bottini, una rete di acquedotti sotterranei medievali scavati nel tufo, circa 25 chilometri di gallerie che per secoli hanno alimentato le fonti cittadine. Un tratto si può visitare con una visita guidata su prenotazione, in piccoli gruppi: è un’esperienza rara, con numeri davvero contingentati (nell’arco dell’anno i visitatori si contano a poche centinaia). L’organizzazione è dell’associazione La Diana per conto del Comune; non è adatta a chi soffre di claustrofobia.
Info pratica: la visita ai Bottini costa 20 euro (10 ridotto), in gruppi di massimo 10 persone e su prenotazione obbligatoria al Comune di Siena (tel. 0577 292614, ticket@comune.siena.it). Le date sono poche e di solito nei weekend: verifica disponibilità e tratto aperto sul momento su ladianasiena.it.
Infine, appena sotto Piazza del Campo si apre una valle verde inaspettata: l’Orto de’ Pecci, nella Valle di Porta Giustizia. È un parco con un orto medievale ricostruito (diviso in quadranti di piante tintorie, aromatiche e officinali), animali, prato e un’osteria. Lo gestisce una cooperativa sociale che dà lavoro a persone in difficoltà, e l’ingresso è gratuito: un pezzo di campagna dentro le mura, a cinque minuti dal Campo. Poco lontano, chi ama la musica può curiosare al Palazzo Chigi Saracini, sede dell’Accademia Musicale Chigiana, che d’estate trasforma le sue sale affrescate in una sala da concerto.
Le Contrade e il Palio
Non si può capire Siena senza capire le sue Contrade. La città è divisa in 17 contrade, veri e propri rioni con un nome, uno stemma, un animale simbolo, una chiesa, un museo e un sentimento di appartenenza che si eredita alla nascita e dura tutta la vita: Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre e Valdimontone. Camminando per il centro le riconosci dalle bandiere appese e dalle targhe agli angoli delle strade: è un dettaglio che rende la passeggiata molto più ricca, una volta che sai cosa stai guardando.

Tutto questo esplode due volte l’anno con il Palio, la corsa di cavalli che si disputa in Piazza del Campo. Non è una rievocazione per turisti, ma una cosa serissima e profondamente sentita dai senesi. Si corre due volte: il Palio di Provenzano il 2 luglio e il Palio dell’Assunta il 16 agosto (nel 2026 cadono rispettivamente di giovedì e di domenica). A ogni Palio corrono 10 contrade su 17 e i cavalli fanno tre giri della piazza, in una manciata di secondi di pura tensione, preceduti da quattro giorni di prove e da uno spettacolare Corteo Storico.
Assistere dal centro della piazza è gratuito, ma va messo in conto che si entra nel primo pomeriggio e non si può più uscire fino a fine corsa, sotto il sole e in mezzo a una folla enorme. I posti su palchi e balconi sono a pagamento e molto costosi. In quei giorni la città è in stato di grazia ma anche presa d’assalto: se vieni per il Palio, prenota l’alloggio con largo anticipo.
La Pinacoteca e l’arte senese (nota per il 2026)
Siena ha una scuola pittorica tutta sua, una delle più importanti del Medioevo, con nomi come Duccio di Buoninsegna, Simone Martini e i fratelli Lorenzetti. Il luogo che la racconta meglio è la Pinacoteca Nazionale. Una nota di servizio importante per chi programma la visita nel 2026: la Pinacoteca è attualmente chiusa al pubblico per un’ampia ristrutturazione finanziata dal PNRR, senza una data di riapertura ancora annunciata. Nel frattempo una parte delle opere e delle sedi collegate resta visitabile, in particolare Palazzo Chigi Piccolomini alla Postierla. Prima di metterla in programma, controlla lo stato sul sito ufficiale: è esattamente il tipo di informazione che le guide datate sbagliano.
Informazioni pratiche: come arrivare, parcheggi e quanto tempo
Come arrivare. In auto da Firenze si arriva in circa un’ora con il Raccordo Firenze-Siena, una superstrada gratuita; da Roma si prende l’A1 fino all’uscita Valdichiana e poi il raccordo Siena-Bettolle. In treno si arriva alla stazione, che però sta in basso, fuori dalle mura: dalla stazione il centro si raggiunge comodamente con una lunga risalita di scale mobili o con i bus urbani. In autobus l’autostazione di Piazza Gramsci è spesso più comoda del treno, perché lascia a due passi dal centro.
ZTL e parcheggi. Questo è il punto che fa sbagliare più visitatori: il centro storico di Siena è una zona a traffico limitato, in auto non ci si entra e si rischia la multa. La cosa migliore è lasciare l’auto in uno dei grandi parcheggi attorno alle mura, molti dei quali sono collegati al centro da scale mobili e risalite meccanizzate:
- Santa Caterina (verso Fontebranda), con la lunga risalita del Costone: comodo per il Duomo e San Domenico
- Il Campo (appena dentro Porta Tufi): il più vicino a Piazza del Campo
- San Francesco, con scala mobile verso l’omonima piazza
- Stadio-Fortezza, attorno alla Fortezza Medicea, a pochi minuti a piedi dal centro
- il parcheggio della stazione, collegato anch’esso con risalita
Le tariffe e il numero di posti cambiano, conviene verificare i parcheggi attivi prima di partire.
Quanto tempo serve. Siena si vede bene in un giorno pieno: basta e avanza per Piazza del Campo, la Torre del Mangia, il complesso del Duomo con l’OPA SI Pass e una passeggiata nel centro. Con due giorni ci si aggiunge Santa Maria della Scala, San Domenico e i luoghi di Santa Caterina, con molta più calma e senza correre. Se hai solo poche ore, concentrati su Piazza del Campo e il Duomo, e tieni il resto per un’altra volta.
Quando andare. I periodi migliori sono la primavera e l’inizio autunno, per il clima e la luce. L’estate è calda e affollata, e i giorni del Palio (2 luglio e 16 agosto) sono un’esperienza unica ma con la città piena e i prezzi alle stelle.
| Quanto tempo hai | Cosa vedi |
|---|---|
| Poche ore / mezza giornata | Piazza del Campo, complesso del Duomo con l’OPA SI Pass, salita al Facciatone |
| Un giorno pieno | + Torre del Mangia, Palazzo Pubblico e Museo Civico, passeggiata tra le contrade |
| Due giorni | + Santa Maria della Scala, San Domenico e la Casa di Santa Caterina, la Siena insolita (Fontebranda, Bottini, Orto de’ Pecci) e magari un borgo vicino |
L’itinerario a piedi nell’ordine giusto
Siena è tutta saliscendi, e il modo più stupido di visitarla è fare e rifare le stesse salite. Ecco un percorso a piedi che tiene insieme i monumenti principali risparmiando le gambe, partendo dalla parte bassa e salendo gradualmente:
- Parcheggio Santa Caterina o stazione, e su con la risalita meccanizzata
- Fontebranda e la Casa di Santa Caterina, nella parte bassa della città
- Basilica di San Domenico, sullo stesso colle, con la prima vista d’insieme sul Duomo
- Complesso del Duomo: Cattedrale, Libreria Piccolomini, Cripta, Battistero, Museo dell’Opera e salita al Facciatone (qui usi l’OPA SI Pass)
- Santa Maria della Scala, proprio di fronte, attraversando la piazza del Duomo
- Piazza del Campo e la Fonte Gaia, scendendo verso il cuore della città
- Palazzo Pubblico e Museo Civico, e a chiudere la salita alla Torre del Mangia, meglio nel pomeriggio quando la luce è più calda
- se hai ancora energie, Basilica di San Francesco verso est, lontano dalla folla
È un giro che si fa in una giornata con i tempi giusti per fermarsi a mangiare e a guardarsi intorno, senza la sensazione di una marcia forzata.
Cosa mangiare a Siena
La cucina senese è quella toscana di terra, schietta e saporita. Da provare almeno una volta i pici, gli spaghettoni fatti a mano tipici della zona, di solito conditi all’aglione (un sugo di pomodoro e aglio dolce) o con le briciole; i salumi, il pecorino delle Crete e la ribollita. Sul dolce, Siena è una piccola capitale: i ricciarelli (i biscotti morbidi alle mandorle), il panforte, i cavallucci e i cantucci sono nati o si sono affermati qui. È il souvenir gastronomico perfetto da portarsi a casa.
Dove dormire a Siena e quali tour scegliere
Siena è piccola e si gira a piedi, quindi la zona in cui dormi conta più della categoria dell’hotel. Ecco come orientarsi.
Dove dormire a Siena: in quale zona
- Dentro le mura, vicino a Piazza del Campo (Terzo di Città e Terzo di San Martino): il modo più bello per vivere Siena, con tutto a piedi. Costa di più ed è in ZTL, quindi accordati con la struttura per il carico bagagli.
- Verso Camollia e Porta Camollia: sempre dentro le mura ma più tranquilla e in genere più economica, comoda arrivando da nord.
- Fuori Porta (zona stazione, Fortezza, viali esterni): la scelta più pratica se arrivi in auto, prezzi più bassi e centro raggiungibile con le risalite meccanizzate o i bus.
- In campagna, tra Crete Senesi e Chianti: agriturismi e casali per chi si sposta in auto e vuole il paesaggio, con Siena a portata di giornata.
Tour ed esperienze a Siena
- Visita guidata del centro storico con Duomo e Libreria Piccolomini, per non perderti i dettagli.
- Degustazione di prodotti tipici (pici, pecorino, salumi) e di vino nel centro.
- Escursione di una giornata nelle Crete Senesi o nel Chianti partendo da Siena.
Siena e i suoi dintorni
Siena è bellissima da sola, ma è anche la base perfetta per scoprire alcuni dei borghi più famosi della Toscana, tutti a breve distanza. A pochi chilometri ci sono Monteriggioni, il borgo-castello dalla corona di torri, e San Gimignano, la “Manhattan del Medioevo” con le sue torri svettanti. Verso sud-ovest c’è la suggestiva Abbazia di San Galgano, la chiesa senza tetto con la spada nella roccia. A sud-est, invece, si stendono le Crete Senesi, il paesaggio di argille e calanchi più scenografico del territorio, e appena più a sud si apre la Val d’Orcia con i suoi borghi patrimonio UNESCO. Per il quadro completo di cosa c’è da vedere intorno alla città, fai riferimento alla nostra guida su cosa vedere in provincia di Siena.
Info essenziali
- Come arrivare: in auto dal Raccordo Firenze-Siena o dall’A1 (uscita Valdichiana); in treno o in bus fino al centro con le risalite meccanizzate.
- Quando andare: primavera e inizio autunno per clima e luce; luglio-agosto caldi e affollati, con il Palio il 2 luglio e il 16 agosto.
- Quanto tempo: un giorno pieno per l’essenziale, due per vedere Siena con calma.
- Biglietto chiave: OPA SI Pass per il Duomo (circa 18 €, valido 3 giorni); centro in ZTL, auto fuori dalle mura.
Domande frequenti
Cosa vedere a Siena in un giorno a piedi?
In un giorno pieno si vede l’essenziale: Piazza del Campo con la Fonte Gaia, la salita alla Torre del Mangia, il Palazzo Pubblico con il Museo Civico e il complesso del Duomo (Cattedrale, Libreria Piccolomini, Cripta, Battistero, Museo dell’Opera e il panorama dal Facciatone) con l’OPA SI Pass. Tutto si fa comodamente a piedi, perché il centro è raccolto, basta mettere in conto le tante salite.
Cosa vedere a Siena in poche ore?
Se hai solo mezza giornata, concentrati su Piazza del Campo e sul Duomo, i due simboli assoluti della città. Se resta tempo, sali sulla Torre del Mangia per la vista dall’alto. Il resto (musei, basiliche, Santa Maria della Scala) richiede più tempo e si tiene per una seconda visita.
Cosa vedere a Siena gratis?
Si può godere molto di Siena senza spendere: Piazza del Campo è all’aperto e gratuita, così come la passeggiata nel centro storico tra le contrade, le loro bandiere e le targhe. L’ingresso alla Basilica di San Domenico, con la reliquia di Santa Caterina, è gratuito. Anche affacciarsi dai punti panoramici della città, come la zona della Fortezza Medicea, non costa nulla.
Come funziona il biglietto del Duomo (OPA SI Pass)?
L’OPA SI Pass è il biglietto cumulativo del complesso del Duomo: con un unico ingresso valido tre giorni include la Cattedrale con la Libreria Piccolomini, la Cripta, il Battistero, il Museo dell’Opera, il panorama dal Facciatone e l’Oratorio di San Bernardino. Costa intorno ai 19-20 euro. La Porta del Cielo, il percorso sui tetti della cattedrale, non è compresa e va prenotata a parte. Verifica sempre prezzi e orari aggiornati sul sito ufficiale dell’Opera.
Quanto è alta la Torre del Mangia e si può salire?
La Torre del Mangia è alta circa 88 metri ai merli ed è una delle torri civiche più alte d’Italia. Si può salire affrontando circa 400 gradini, con accessi a turni e per piccoli gruppi. Non si prenota: i biglietti si comprano in biglietteria e nei giorni di punta si esauriscono, quindi conviene arrivare presto.
Quando si corre il Palio di Siena nel 2026?
Il Palio si corre due volte l’anno in Piazza del Campo: il Palio di Provenzano il 2 luglio e il Palio dell’Assunta il 16 agosto, date fisse per tradizione. A ogni edizione corrono 10 contrade sulle 17 totali, con tre giri della piazza. Assistere dal centro della piazza è gratuito, ma richiede molte ore di attesa e una grande sopportazione di sole e folla.
Come vedere Siena dall’alto?
I due punti panoramici migliori sono la cima della Torre del Mangia, che domina la piazza e i tetti della città, e il Facciatone del Duomo, la terrazza sull’incompiuto “Duomo Nuovo”, inclusa nell’OPA SI Pass. Entrambi regalano una vista a 360 gradi su Siena e sulle colline circostanti.
Quanti giorni servono per visitare Siena?
Un giorno pieno basta per i monumenti principali. Con due giorni si aggiungono Santa Maria della Scala, i luoghi di Santa Caterina e una visita più rilassata, ed è anche il tempo giusto per usare Siena come base per i borghi vicini come Monteriggioni e San Gimignano.
La Pinacoteca Nazionale di Siena è aperta?
Nel 2026 la Pinacoteca Nazionale è chiusa al pubblico per un’ampia ristrutturazione finanziata dal PNRR, senza una data di riapertura ancora annunciata. Una parte delle opere e alcune sedi collegate, come Palazzo Chigi Piccolomini alla Postierla, restano comunque visitabili. Conviene verificare lo stato aggiornato sul sito ufficiale prima della visita.