C’è una Toscana che tutti hanno in testa, fatta di colline verdi e morbide, filari di cipressi e cappelle isolate, ed è quella della Val d’Orcia, la più fotografata del mondo. E poi c’è il suo rovescio, a pochi chilometri di distanza ma con un carattere opposto: un paesaggio spoglio, ondulato, quasi lunare, di argille nude che cambiano colore con le stagioni e con un silenzio che a tratti sembra quello di un deserto. Sono le Crete Senesi, e sono uno dei posti più sorprendenti e meno scontati di tutta la regione.
In questa guida ti raccontiamo cosa vedere nelle Crete Senesi: cosa sono e perché hanno questa forma così particolare, quali borghi e quali luoghi visitare, dove fermarsi a fotografare, qual è il periodo migliore e come organizzare un itinerario in auto nell’ordine giusto. Le Crete fanno parte del grande ventaglio di cose da scoprire intorno al capoluogo: se stai pianificando un giro più ampio, parti dalla nostra guida su cosa vedere in provincia di Siena.
Crete Senesi o Val d’Orcia? Mettiamo subito ordine
È la prima cosa da chiarire, perché perfino molte guide le confondono. Le Crete Senesi non sono la Val d’Orcia. Sono due aree contigue, separate da un confine sfumato, ma con due anime diverse:
- la Val d’Orcia è morbida, verde, ordinata, con i borghi rinascimentali (Pienza, San Quirico, Montalcino) ed è Patrimonio dell’Umanità UNESCO. È la “cartolina” della Toscana.
- le Crete Senesi sono il loro contrario: colline spoglie d’argilla, severe, poco abitate, un paesaggio quasi astratto che vive di luce e di silenzio. Non sono UNESCO e proprio per questo sono molto meno battute.
Tieni a mente questa distinzione, perché serve anche per non sbagliare i luoghi: i celebri cipressi di San Quirico e la Cappella di Vitaleta, per esempio, sono Val d’Orcia, non Crete. Se cerchi quella Toscana lì, abbiamo una guida dedicata a cosa vedere in Val d’Orcia. Se invece ti incuriosisce il paesaggio più nudo e silenzioso, sei nel posto giusto.
Cosa sono le Crete Senesi e perché sembrano la luna
Il nome dice già tutto: “crete” sta per argilla, ed è l’argilla a dare a questo paesaggio la sua forma. Milioni di anni fa, tra circa 2,5 e 4,5 milioni di anni fa, nel Pliocene, tutta questa zona era coperta da un mare. Quando il mare si ritirò lasciò sul fondo uno strato di sedimenti, un’argilla grigio-azzurra mista a sale e gesso che qui ha un nome tutto suo: il mattaione. È questo che vedi affiorare ovunque, ed è questo che dà alle colline il loro colore innaturale, tra il grigio e l’azzurro.
L’acqua e il vento, nei secoli, hanno modellato questa argilla in due forme tipiche che imparerai a riconoscere:
- le biancane, piccole cupole biancastre e spoglie, lisce sul versante esposto al sole
- i calanchi, i solchi profondi scavati dall’erosione lungo i fianchi delle colline
Nei punti dove questi fenomeni sono più concentrati, il paesaggio diventa davvero spettrale, brullo, lunare: è la zona che storicamente viene chiamata il “deserto di Accona”. Non è un deserto in senso climatico, ma l’effetto a occhio è quello, soprattutto in piena estate quando i campi sono arati e la terra è nuda. Capire questa geologia non è un dettaglio da geologi: è la chiave per goderti davvero ciò che stai guardando.
Dove si trovano e quali paesi comprendono
Le Crete Senesi si estendono nella fascia di colline immediatamente a sud-est di Siena. Non sono un comune unico, ma un’area che attraversa più territori: i paesi che di solito si considerano parte delle Crete sono Asciano, Buonconvento, Monteroni d’Arbia, Rapolano Terme, Trequanda e una parte del comune di Montalcino, che dal 2017 comprende anche l’ex comune di San Giovanni d’Asso.

Asciano è il cuore geografico e culturale dell’area, ed è il punto di partenza naturale per esplorarla. Vediamo allora i luoghi da non perdere, uno per uno.
Asciano, il cuore delle Crete
Asciano è il borgo principale delle Crete Senesi, un paese medievale raccolto dentro le mura, attraversato dal lungo corso Matteotti su cui si affacciano i palazzi e le botteghe. È un posto vivo e autentico, non un borgo-vetrina, e ha due musei che vale la pena conoscere.
Il primo è il Museo di Palazzo Corboli (nome completo Museo Civico Archeologico e d’Arte Sacra), ospitato in un palazzo medievale di inizio Duecento: raccoglie reperti etruschi e romani e una bella sezione di arte sacra senese, con opere di Ambrogio Lorenzetti e del Maestro dell’Osservanza. Il secondo è il Museo Cassioli, dedicato alla pittura senese dell’Ottocento. Di solito i due musei si visitano con un biglietto combinato, con la reception centrale a Palazzo Corboli: orari e tariffe cambiano con le stagioni, quindi conviene una verifica veloce prima di andare.
L’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore
A pochi chilometri da Asciano, immersa in un bosco di cipressi che spicca sul giallo delle colline, c’è uno dei luoghi più belli di tutte le Crete: l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, la casa madre della congregazione benedettina degli Olivetani. Già l’arrivo è un’esperienza: si lascia il paesaggio brullo e di colpo ci si immerge nel verde, in un’oasi monastica che è ancora abitata e attiva.
Il tesoro dell’abbazia è il Chiostro Grande, decorato con un grande ciclo di affreschi che racconta le Storie di San Benedetto in trentasei scene. Le iniziò Luca Signorelli alla fine del Quattrocento e le portò a termine, pochi anni dopo, il Sodoma (Giovanni Antonio Bazzi): è uno dei capolavori del Rinascimento toscano, ed è qui, lontano dalle folle dei musei di città. L’ingresso all’abbazia è libero; gli orari di apertura sono ampi ma seguono il ritmo del monastero e cambiano tra estate e inverno, quindi controlla sul sito ufficiale, soprattutto se viaggi fuori stagione.
Buonconvento, uno dei borghi più belli d’Italia
Scendendo verso la Val d’Arbia si arriva a Buonconvento, inserito tra “I Borghi più Belli d’Italia”. È un borgo di pianura, cosa rara da queste parti, racchiuso dentro una cinta muraria del Trecento ancora perfettamente conservata, in mattoni rossi. Si entra dalla porta, si percorre la via centrale e si respira un’aria tranquilla, fuori dal tempo.

Da vedere c’è il Museo della Mezzadria Senese, ricavato in un’antica fattoria a ridosso delle mura: racconta il mondo contadino e il sistema della mezzadria che per secoli ha disegnato questo paesaggio, ed è un modo intelligente per capire perché le Crete hanno l’aspetto che hanno. Buonconvento è anche una buona base per fermarsi a mangiare lungo l’itinerario.
San Giovanni d’Asso e il tartufo bianco
Le Crete Senesi sono terra di tartufo bianco, e la sua capitale è San Giovanni d’Asso, oggi frazione di Montalcino. Il borgo è dominato da un castello trecentesco, e nelle sue cantine è ospitato un piccolo e curioso Museo del Tartufo, un percorso anche sensoriale dedicato al “diamante” delle Crete.
Il momento clou è l’autunno, quando San Giovanni d’Asso ospita la Mostra Mercato del Tartufo Bianco (di solito a novembre); c’è anche una festa del tartufo marzuolo in primavera. Il museo ha aperture stagionali, spesso concentrate nei periodi delle fiere, quindi verifica prima se trovi aperto.
I luoghi del paesaggio: Chiusure, le biancane di Leonina e il Site Transitoire
Qui veniamo al motivo per cui molti vengono nelle Crete: non i monumenti, ma il paesaggio in sé. Ci sono alcuni punti dove la magia del posto si concentra.
- Chiusure, minuscola frazione di Asciano, è un balcone naturale affacciato proprio sui calanchi del deserto di Accona: una delle viste più ampie e suggestive dell’area.
- le biancane di Leonina, un geosito dove le cupole d’argilla bianca affiorano spoglie dalla terra, raggiungibili lungo la strada bianca fiancheggiata da cipressi che porta verso il borgo di Leonina.
- il Site Transitoire, una scultura in pietra dell’artista francese Jean-Paul Philippe realizzata nel 1993, piantata in cima a una collina nuda tra Mucigliani e Leonina. È una sorta di portale che incornicia il paesaggio, ed è diventata un simbolo delle Crete: al tramonto del solstizio d’estate, il sole si allinea e scende esattamente dentro la sua “finestra”. Il nome popolare è “Porta del Sole”, ma quello vero è Site Transitoire.
Rapolano Terme, per chiudere in relax
A nord-est, ai margini delle Crete, c’è Rapolano Terme, paese delle acque termali. Qui ci sono due stabilimenti, le Terme Antica Querciolaia e le Terme San Giovanni, con acque sulfuree calde e vasche all’aperto da cui si guardano le colline. È il modo perfetto per chiudere una giornata di strade bianche e borghi: orari, prezzi e giorni di apertura cambiano con la stagione, conviene controllare sui siti dei due stabilimenti.
I punti migliori per fotografare le Crete Senesi
Le Crete sono uno dei paesaggi più fotografati d’Italia, e per buoni motivi. Se ami fare foto, questi sono i posti dove fermarti, idealmente all’alba o al tramonto, quando la luce radente disegna le ondulazioni delle colline:
- la strada bianca di Leonina e le sue biancane, con i cipressi in fila
- il celebre viale di cipressi presso l’agriturismo Baccoleno, vicino ad Asciano: è il “cipresso solitario” delle Crete, da non confondere con quelli di San Quirico che sono Val d’Orcia
- il Site Transitoire, spettacolare in controluce al tramonto
- il belvedere di Chiusure sul deserto di Accona
- le ondulazioni lungo la strada Lauretana, ovunque tu ti fermi
Un consiglio: la luce del mezzogiorno appiattisce tutto. Le Crete danno il meglio nelle prime ore del mattino e nell’ultima luce della sera.
Qual è il periodo migliore per visitare le Crete Senesi
Le Crete cambiano completamente faccia con le stagioni, e non esiste un periodo “giusto” in assoluto: dipende da cosa vuoi vedere.
- in primavera le colline sono verdi e punteggiate di papaveri: è il momento più dolce e colorato
- a inizio estate, indicativamente tra giugno e luglio, i campi di grano diventano oro prima della mietitura, e per qualche settimana spuntano i girasoli
- in piena estate e inizio autunno, dopo la mietitura, la terra è arata e nuda: è il momento del paesaggio più “lunare” e grafico, quello che ha reso famose le Crete
Le date di mietitura e fioritura cambiano ogni anno con il meteo, quindi prendi queste indicazioni come orientamento, non come un calendario fisso.
Come arrivare e come muoversi
La via d’accesso più bella è da Siena lungo la strada Lauretana (SR438), che taglia in pieno le Crete verso Asciano ed è già di per sé un’esperienza panoramica. Asciano ha anche una stazione ferroviaria sulla linea Siena-Grosseto, comoda per arrivare senza auto fino al borgo.
Detto questo, mettiamo le cose in chiaro: nelle Crete l’auto è quasi indispensabile. I luoghi sono sparsi nella campagna, collegati spesso da strade bianche, e il bello sta proprio nel fermarsi dove vuoi sui belvedere. Senza un mezzo proprio si vede poco. L’area è amatissima anche dai ciclisti (sono le stesse strade bianche dell’Eroica e della Strade Bianche) e dai motociclisti. In certi periodi dell’anno, soprattutto autunno e primavera, circola anche il Treno Natura, un treno storico con fermate ad Asciano e San Giovanni d’Asso: un modo suggestivo di attraversare il paesaggio, da verificare però sul calendario stagionale.
Un itinerario in auto nell’ordine giusto
Per non girare a vuoto, ecco un itinerario logico che mette in fila i luoghi principali partendo da Siena, da fare con calma in una giornata piena (o, ancora meglio, in un weekend):
- da Siena, imbocca la strada di Leonina e fermati al belvedere delle biancane
- raggiungi il Site Transitoire tra Mucigliani e Leonina
- arriva ad Asciano, visita il borgo e i suoi musei, e fermati a pranzo
- sali a Chiusure per la vista sul deserto di Accona
- visita l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore
- scendi a Buonconvento, il borgo murato
- fai una deviazione a San Giovanni d’Asso, terra di tartufo
- chiudi la giornata a Rapolano Terme, in una vasca calda con vista sulle colline
È un anello che si percorre senza fretta, fermandosi spesso a guardare e a fotografare: del resto, nelle Crete, la lentezza non è un sacrificio ma il senso stesso del viaggio.
Le Crete Senesi e i dintorni
Le Crete sono al centro di una delle aree più ricche della Toscana e si combinano facilmente con le altre tappe del senese. A nord, sulla via per Firenze, c’è il borgo-castello di Monteriggioni con la sua corona di torri; verso ovest la suggestiva Abbazia di San Galgano, la chiesa senza tetto. E naturalmente c’è Siena, a un passo, con cui costruire facilmente un weekend completo tra città e campagna.
Domande frequenti
Cosa sono le Crete Senesi?
Le Crete Senesi sono un’area collinare a sud-est di Siena caratterizzata da un paesaggio spoglio e ondulato, fatto di argille grigio-azzurre affioranti. La loro forma deriva dai sedimenti di un antico mare del Pliocene (tra circa 2,5 e 4,5 milioni di anni fa): l’erosione ha modellato le tipiche biancane (cupole bianche) e i calanchi (solchi), creando un paesaggio quasi lunare noto come “deserto di Accona”.
Dove si trovano le Crete Senesi?
Si trovano in Toscana, nella provincia di Siena, nella fascia di colline immediatamente a sud-est del capoluogo. La via d’accesso più panoramica è la strada Lauretana (SR438) che da Siena porta verso Asciano, il borgo principale dell’area.
Quali sono i paesi delle Crete Senesi?
I principali sono Asciano (il centro più importante), Buonconvento, Monteroni d’Arbia, Rapolano Terme, Trequanda e una parte del comune di Montalcino, che comprende l’ex comune di San Giovanni d’Asso. Asciano è il punto di partenza naturale per visitare la zona.
Che differenza c’è tra Crete Senesi e Val d’Orcia?
Sono due aree vicine ma distinte. La Val d’Orcia, Patrimonio UNESCO, è il paesaggio morbido e verde dei borghi rinascimentali come Pienza e Montalcino, con i celebri cipressi e la Cappella di Vitaleta. Le Crete Senesi sono il suo opposto: colline spoglie d’argilla, severe e poco abitate, con un aspetto quasi lunare. Spesso vengono confuse, ma i luoghi-icona sono diversi.
Qual è il periodo migliore per visitare le Crete Senesi?
Dipende da cosa vuoi vedere. La primavera regala colline verdi e papaveri; l’inizio dell’estate i campi di grano dorati prima della mietitura e i girasoli; la fine dell’estate e l’autunno la terra arata e nuda, il paesaggio più “lunare” e grafico. Per fotografare, la luce migliore è all’alba e al tramonto.
Quanti giorni servono per visitare le Crete Senesi?
Una giornata piena basta per i luoghi principali (Asciano, Monte Oliveto Maggiore, Buonconvento e i belvedere). Con un weekend si gira con più calma, ci si aggiunge San Giovanni d’Asso e le terme di Rapolano, e si ha il tempo di aspettare la luce giusta per le foto.
Come ci si muove nelle Crete Senesi?
L’auto è praticamente indispensabile: i luoghi sono sparsi nella campagna e spesso collegati da strade bianche, e il bello sta nel fermarsi liberamente sui belvedere. L’area è perfetta anche in bici (sono le strade dell’Eroica e della Strade Bianche) e in moto. Asciano ha una stazione ferroviaria, e in alcuni periodi circola il Treno Natura.
Dove si fotografano i cipressi delle Crete Senesi?
Il punto più celebre è il viale di cipressi presso l’agriturismo Baccoleno, vicino ad Asciano, insieme ai cipressi lungo la strada bianca di Leonina. Attenzione a non confonderli con i cipressi di San Quirico d’Orcia e con la Cappella di Vitaleta, che sono in Val d’Orcia e non nelle Crete.
Cosa si coltiva nelle Crete Senesi?
Soprattutto grano, che a inizio estate colora le colline d’oro prima della mietitura, e girasoli nei mesi caldi; per gran parte dell’anno si vedono i campi arati, con la terra nuda grigio-bruna. È anche terra di tartufo bianco, la cui capitale è San Giovanni d’Asso.
Il Gladiatore è stato girato nelle Crete Senesi?
È un equivoco diffuso: la celebre scena finale del film “Il Gladiatore” (i campi di grano dei Campi Elisi) fu girata in località Terrapille, vicino a Pienza, che si trova in Val d’Orcia e non nelle Crete Senesi. Le due aree confinano e si somigliano per certi versi, ma sono distinte.