Cosa vedere in Val d’Orcia: i borghi, i cipressi e i luoghi da non perdere

La Val d’Orcia è uno di quei posti che riconosci ancora prima di averli visti: le colline pettinate, i cipressi in fila sul crinale, una pieve isolata in fondo a una strada bianca. È un angolo della Toscana meridionale, tra la provincia di Siena e le pendici del Monte Amiata, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2004 come paesaggio culturale, cioè come un disegno fatto a quattro mani da natura e contadini nel corso dei secoli.

Se ti stai chiedendo cosa vedere in Val d’Orcia, la risposta breve è questa: i suoi cinque borghi, Pienza, San Quirico d’Orcia, Castiglione d’Orcia, Montalcino e Radicofani, e i luoghi-simbolo che li tengono insieme, dalla Cappella di Vitaleta ai cipressi di San Quirico, da Bagno Vignoni alla “Balena Bianca” di Bagni San Filippo. Qui sotto trovi il nostro itinerario, frutto di più viaggi in questa terra che resta una delle tappe più amate di tutta la Toscana.

In breve

La Val d’Orcia è un paesaggio agricolo della Toscana meridionale, in provincia di Siena, ai piedi del Monte Amiata. Nel 2004 è stata il primo paesaggio al mondo iscritto tra i Patrimoni dell’Umanità UNESCO. La compongono cinque comuni: Pienza, San Quirico d’Orcia, Castiglione d’Orcia, Montalcino e Radicofani. Si gira in auto, perché in valle non ci sono stazioni ferroviarie, e per i borghi principali bastano due giorni. I luoghi-simbolo sono i cipressi di San Quirico, la Cappella di Vitaleta, le terme di Bagno Vignoni e la “Balena Bianca” di Bagni San Filippo. Passeggiare nei borghi è gratis: si paga solo per fortezze, palazzi storici e terme. Il periodo più bello è la primavera, con le colline verdi, e l’autunno della vendemmia.

Indice dell’Articolo

Cosa vedere in Val d’Orcia: i borghi e i luoghi da non perdere

Prima di entrare nel dettaglio, ecco la mappa mentale della valle. Questi sono i luoghi che, secondo noi, non vanno persi:

Val d'Orcia, la mappa dei luoghi da vedere
Val d’Orcia, la mappa dei luoghi da vedere

La Val d’Orcia si trova nella parte sud della Toscana, lungo la via Cassia e la via Francigena che da Siena scendono verso il lago di Bolsena. Colline dolci, vigneti che raccontano il Brunello, strade bianche dove è bello perdersi: tenete questa cartina come bussola, perché tutte le tappe che seguono distano tra loro pochi chilometri.

BorgoCosa lo rende unicoQuanto tempoDa non perdere
PienzaLa “città ideale” del Rinascimento, patria del pecorinoMezza giornataPiazza Pio II, Palazzo Piccolomini, i vicoli sulla valle
San Quirico d’OrciaIl crocevia della valle e i cipressi più fotografatiMezza giornataHorti Leonini, Collegiata, Cappella di Vitaleta
Castiglione d’OrciaBorgo di pietra con due rocche, porta dell’Amiata2-3 oreRocca di Tentennano, Bagni San Filippo
MontalcinoIl borgo del Brunello, con la Fortezza e Sant’AntimoUn giornoFortezza, cantine, Abbazia di Sant’Antimo
RadicofaniIl borgo-fortezza sulla rupe vulcanica, la frontiera2-3 oreLa Rocca di Ghino di Tacco, il panorama
I cinque borghi della Val d’Orcia a colpo d’occhio.

Pienza, la città ideale del Rinascimento

Se dovessimo indicare un punto di partenza, sceglieremmo Pienza, la perla rinascimentale nel cuore della campagna toscana. È il borgo che papa Pio II, al secolo Enea Silvio Piccolomini, volle ridisegnare da zero a metà del Quattrocento per trasformare il villaggio dove era nato nella sua “città ideale”.

Pienza, un particolare
Pienza, un particolare

Decidere cosa vedere a Pienza è facile, perché il centro è piccolo e tutto ruota intorno a Piazza Pio II: la Cattedrale, il Palazzo Piccolomini con i suoi giardini pensili, il Palazzo Comunale. Bastano pochi passi per affacciarsi dai vicoli sul retro e abbracciare con lo sguardo l’intera valle. Ed è proprio qui che capisci perché Pienza è la risposta più frequente alla domanda su cosa vedere in Val d’Orcia.

A pochi minuti dal centro merita una deviazione la Pieve di Corsignano, di origini antichissime anche se l’aspetto attuale, in stile romanico, risale al XII secolo. È un luogo di pura suggestione, con la cripta retta da un’unica colonna e i bassorilievi misteriosi sul portale.

La Pieve di Corsignano
La Pieve di Corsignano

San Quirico d’Orcia e i cipressi più fotografati

Da Pienza si arriva in pochi minuti a San Quirico d’Orcia, che per la sua posizione baricentrica è anche la base logistica perfetta per chi vuole dormire in zona e muoversi a raggiera.

La Collegiata di San Quirico d'Orcia
La Collegiata di San Quirico d’Orcia

Nel borgo da non perdere ci sono la Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta, con i suoi portali romanici scolpiti, e gli Horti Leonini, un giardino all’italiana cinquecentesco racchiuso dentro le mura. Ma San Quirico è famoso soprattutto per quello che ha intorno: i cipressi di San Quirico, il gruppo di alberi più fotografato della Toscana, in località I Triboli, su una collinetta lungo l’antica via Cassia. Li hai visti mille volte su cartoline e calendari anche senza saperlo.

Una precisazione utile per chi arriva a caccia dell’immagine perfetta: il celebre viale di cipressi a “S”, quello che curva sul nulla, non è qui ma al Podere Baccoleno, nel comune di Asciano, in piena area delle Crete Senesi. È un paesaggio diverso, fatto di argille e calanchi, che spesso viene confuso con la Val d’Orcia ma appartiene a un’altra zona.

Castiglione d’Orcia, la Rocca e Bagni San Filippo

Lasciata San Quirico e puntando verso l’Amiata, arroccato su una collina di pietra incontriamo Castiglione d’Orcia, un paese intimamente legato al suo paesaggio. La piazza principale, in pendenza e lastricata, è dedicata al pittore Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta, e poco sopra svetta la Rocca Aldobrandesca.

Castiglione d'Orcia
Castiglione d’Orcia

Pochi chilometri più in là, su uno sperone che domina la valle, c’è la Rocca d’Orcia con la sua torre pentagonale (la Rocca a Tentennano): la salita ripaga con uno dei panorami più ampi di tutta la zona. E sempre nel territorio di Castiglione si nasconde una delle meraviglie naturali della valle, i Bagni San Filippo: nel bosco del Fosso Bianco scendono cascate di acqua termale che hanno modellato la grande concrezione calcarea bianca chiamata “Balena Bianca“. L’acqua sgorga intorno ai 48°C e l’accesso alle pozze nel bosco è libero e gratuito. Per questa e per le altre cose da fare almeno una volta, dai un’occhiata anche alle nostre cinque esperienze in Val d’Orcia.

Montalcino, il Brunello e l’Abbazia di Sant’Antimo

Sul versante opposto della valle, su un colle che si vede da lontano, c’è Montalcino, il borgo del vino più famoso di Toscana. Il Brunello, ormai conosciuto in tutto il mondo, racconta bene il carattere di questa terra: forte, elegante, che ha bisogno di tempo per diventare unico.

A Montalcino da vedere ci sono la Fortezza trecentesca, da cui si gira sui camminamenti con vista a 360 gradi, e il centro storico raccolto tra enoteche e botteghe. Ma la vera gemma è poco fuori, nella frazione di Castelnuovo dell’Abate: l’Abbazia di Sant’Antimo.

L'Abbazia di Sant'Antimo
L’Abbazia di Sant’Antimo

Bianca e maestosa, costruita in pietra chiara che al tramonto diventa dorata, l’Abbazia di Sant’Antimo è una delle architetture romaniche più belle d’Italia. La leggenda la vuole fondata da Carlo Magno; la realtà è una storia di splendore medievale, decadenza e rinascita. Vista da lontano, in mezzo agli ulivi, vale da sola il viaggio.

Radicofani, il borgo della fortezza

Il quinto comune della Val d’Orcia è anche il più appartato, e per questo spesso dimenticato dagli itinerari veloci: Radicofani. Il paese sorge su una rupe di roccia basaltica vulcanica che si alza isolata sul confine storico tra Toscana e Lazio, ed è dominato dalla sagoma inconfondibile della sua Rocca.

Questa fortezza è legata alla figura di Ghino di Tacco, il “bandito gentiluomo” che alla fine del Duecento si impadronì del castello e che divenne così famoso da finire citato sia da Dante, nel Purgatorio, sia da Boccaccio, nel Decameron. Nel borgo, costruito con la stessa pietra scura della rupe, merita una sosta anche la romanica chiesa di San Pietro. Radicofani era una tappa importante della via Francigena, e ancora oggi si respira quell’aria di frontiera. Gli dedicheremo presto una guida tutta sua.

I luoghi-simbolo: Vitaleta, Bagno Vignoni, Spedaletto e la Quercia

Oltre ai borghi, la Val d’Orcia è fatta di singoli luoghi che ne sono diventati l’immagine. Il primo è la Cappella della Madonna di Vitaleta, la chiesetta più fotografata della valle, incorniciata da due filari di cipressi sulla strada sterrata tra San Quirico e Pienza. Piccola, bianca, perfetta: è il classico panorama toscano da cartolina, restaurata da poco e ancora oggi una delle icone UNESCO della zona.

La Cappella della Madonna di Vitaleta
La Cappella della Madonna di Vitaleta

Imperdibile è poi Bagno Vignoni, frazione di San Quirico unica nel suo genere: al posto della piazza, nel centro del borgo, c’è una grande vasca termale cinquecentesca che fuma nelle mattine fredde. Attenzione a un equivoco diffuso: la vasca monumentale della Piazza delle Sorgenti non è balneabile, si può solo ammirare, e a Bagno Vignoni non esistono pozze libere dove immergersi gratis. Anche nel Parco dei Mulini, sotto il paese, dove l’acqua termale scorre tra i resti degli antichi mulini, il bagno è vietato per ordinanza comunale. Per immergersi ci si affida agli stabilimenti termali del borgo; il bagno gratuito all’aperto, semmai, è quello delle pozze di Bagni San Filippo, poco lontano. L’acqua qui sgorga alla sorgente intorno ai 49°C.

La vasca termale di Bagno Vignoni
La vasca termale di Bagno Vignoni

Lungo la strada che da Pienza porta a Bagno Vignoni si incontra il Castello di Spedaletto, un edificio fortificato del XII secolo nato come “spedale” per accogliere i pellegrini della Francigena. Con la sua pianta quadrata e le torri agli angoli è bellissimo da vedere, e oggi ospita un agriturismo.

Il Castello di Spedaletto
Il Castello di Spedaletto

Per chi ama le storie c’è infine la Quercia delle Checche, vicino a Pienza: un albero messo a dimora oltre tre secoli fa, alto 22 metri, che nel 2017 è stato riconosciuto come primo monumento verde d’Italia. Il nome viene dalle “checche”, le gazze che in Toscana abitavano i suoi rami.

La Quercia delle Checche
La Quercia delle Checche

Ai confini della valle: Montepulciano e la Valdichiana

Una nota utile per orientarsi. Montepulciano, che molti danno per scontato dentro la Val d’Orcia, in realtà appartiene alla Valdichiana Senese, la valle confinante. È vicinissima e la si raggiunge facilmente in giornata, con la sua splendida Piazza Grande e il vino Nobile, ma è un’altra zona e un altro paesaggio.

Piazza Grande a Montepulciano © Roberta Capanni
Piazza Grande a Montepulciano © Roberta Capanni

Se hai tempo, vale la pena abbinarla al viaggio: trovi tutto nella nostra guida su cosa vedere a Montepulciano.

Quanti giorni servono: la Val d’Orcia in uno, due o tre giorni

La domanda che ci facciamo tutti prima di partire è quanto tempo serve. La risposta onesta è che la Val d’Orcia si può assaggiare in un giorno, si gode bene in due e si vive davvero in tre, quando ci si concede anche una cantina, una sosta alle terme e i borghi più defilati. Ecco tre itinerari collaudati, pensati con base a San Quirico d’Orcia o Pienza, che sono al centro di tutto.

Val d’Orcia in un giorno

QuandoTappa
MattinaPienza: Piazza Pio II, il Palazzo Piccolomini e i vicoli affacciati sulla valle
MezzogiornoPranzo con i pici a Pienza o San Quirico
PomeriggioSan Quirico d’Orcia: gli Horti Leonini e la Collegiata, poi Bagno Vignoni
TramontoLa Cappella di Vitaleta o i cipressi de I Triboli con la luce radente
Un giorno per il cuore della valle, senza correre troppo.

Val d’Orcia in due giorni

È la durata ideale. Il primo giorno si dedica al cuore della valle come nell’itinerario sopra (Pienza, San Quirico, Bagno Vignoni, Vitaleta). Il secondo si passa sull’altro versante: la mattina Montalcino con la Fortezza e una degustazione di Brunello, a mezzogiorno l’Abbazia di Sant’Antimo, il pomeriggio Castiglione d’Orcia con la Rocca di Tentennano e, per chiudere, un bagno gratuito nelle pozze calde di Bagni San Filippo.

Val d’Orcia in tre giorni

Con un terzo giorno si aggiungono i luoghi che gli itinerari veloci saltano: Radicofani e la sua fortezza di frontiera, una giornata lenta tra le cantine dell’Orcia DOC e del Brunello, le terme di Bagno Vignoni prese con calma, oppure una puntata a Montepulciano, appena oltre il confine della valle. Tre giorni sono anche il tempo giusto per rallentare sul serio: fermarsi a fotografare una strada bianca, perdersi in un borgo minore come Monticchiello, cenare in un agriturismo guardando il buio scendere sulle colline.

Quando andare in Val d’Orcia: i colori stagione per stagione

La Val d’Orcia cambia faccia con le stagioni, e non esiste un periodo “giusto” in assoluto: esiste quello che stai cercando. In primavera, da aprile a fine maggio, le colline sono di un verde intenso e si accendono di papaveri: è la stagione da cartolina, la mia preferita per la luce. In estate il grano matura e la valle diventa dorata; dopo la mietitura, tra giugno e luglio, le colline si tingono di paglia e poi del marrone dei campi arati. L’autunno regala il foliage dei vigneti, un giallo-oro che dura poche giornate tra fine ottobre e novembre, bellissimo al tramonto. L’inverno, infine, è la valle silenziosa e spesso nebbiosa, perfetta per chi cerca il vuoto.

Consiglio: qualunque sia la stagione, la Val d’Orcia dà il meglio all’alba e al tramonto, quando la luce radente disegna le colline e i cipressi proiettano ombre lunghe. A mezzogiorno, con la luce piatta e i pullman, l’incanto è tutto un altro. Se vieni per le foto, alzati presto: la valle è tua per un’ora.

Come arrivare e come muoversi in Val d’Orcia

In auto. È di gran lunga il modo migliore, perché qui la bellezza sta tanto nei borghi quanto nelle strade che li collegano. Da Siena sono circa 45 km lungo la panoramica Via Cassia SR2 (poco meno di un’ora); da Firenze circa 100 km e un’ora e tre quarti (raccordo Firenze-Siena, poi la Cassia); da Roma circa 180 km e due ore e un quarto (A1 fino all’uscita Chiusi-Chianciano Terme, poi la SP146 verso Pienza). Da nord conviene uscire a Valdichiana e prendere la superstrada Siena-Bettolle.

In treno e in bus. Mettiamo subito in chiaro una cosa: in Val d’Orcia non ci sono stazioni ferroviarie. Le più vicine sono Buonconvento, appena a nord della valle, e Chiusi-Chianciano Terme, la più servita, sulla dorsale Roma-Firenze. Da lì si prosegue con gli autobus di Autolinee Toscane, ma le corse sono poche e pensate per i residenti: senza auto la valle si gira male. Se arrivi in treno, il mio consiglio è noleggiare un’auto in stazione.

In aereo. Gli scali più comodi sono Perugia (circa un’ora e mezza), Firenze (un’ora e tre quarti) e Pisa (due ore e un quarto); da Roma si arriva in circa due ore e mezza. Da tutti conviene noleggiare l’auto direttamente in aeroporto.

Info pratica: qui l’auto fa davvero la differenza. Se arrivi in treno o in aereo e vuoi girare la valle con i tuoi tempi, valuta il noleggio auto con DiscoverCars, che confronta le compagnie e spesso trova le tariffe migliori partendo dagli aeroporti o dalle stazioni vicine.

Biglietti e prezzi: quanto costa visitare la Val d’Orcia

Buona notizia: la Val d’Orcia è economica. Passeggiare nei borghi, ammirare i cipressi, entrare nelle chiese principali e nella vasca-piazza di Bagno Vignoni non costa nulla. Si paga solo per salire su fortezze e camminamenti, per i palazzi-museo e per le terme a pagamento. Ecco un quadro dei biglietti principali, con prezzi indicativi 2026 da verificare sul posto.

LuogoBiglietto (indicativo 2026)Note
Borghi, cipressi, chiese principaliGratisPasseggiare e fotografare non costa nulla
Pienza, circuito “Città di Luce”12 € / ridotto 8 €Palazzo Piccolomini, Museo Diocesano, cripta del Duomo; valido 2 giorni
Montalcino, Fortezza (camminamenti)~4 € / ridotto 2 €Cortile ed enoteca a ingresso libero
Abbazia di Sant’AntimoIngresso liberoAudioguida a pagamento
Castiglione d’Orcia, Rocca di Tentennano6 € / ridotto 3 €Biglietto del circuito Musei Senesi, aperta apr-nov
Fortezza di Radicofani~4 €Aperta tutti i giorni in stagione, weekend d’inverno
Bagni San Filippo, Fosso BiancoGratisPozze termali libere; a pagamento solo il parcheggio
Bagno Vignoni, termeda ~40 €Solo negli stabilimenti; nel borgo il bagno libero è vietato
Prezzi indicativi 2026: verifica gli importi aggiornati prima della visita.

Val d’Orcia in auto e dove dormire

La Val d’Orcia si gira soprattutto in auto, perché la bellezza qui sta tanto nei borghi quanto nelle strade che li collegano, tutte curve, saliscendi e scorci che cambiano a ogni dosso. Se vuoi un itinerario su strada vero e proprio, con i tempi di percorrenza e le strade panoramiche da non perdere, lo abbiamo raccontato nella guida dedicata agli itinerari in auto nella Val d’Orcia. C’è anche chi sceglie di viverla con lentezza, fermandosi dove capita: in quel caso dai un’occhiata al nostro racconto della Val d’Orcia in camper.

Per dormire, il consiglio è fare base a San Quirico d’Orcia o nei dintorni di Pienza, in posizione centrale. La scelta più nello spirito del luogo, però, è uno dei tanti agriturismi tra le colline: svegliarsi con la nebbia che sale dalla valle è un’esperienza che vale il viaggio.

Dove dormire: in quale zona

  • San Quirico d’Orcia: la base più centrale, da cui raggiungi ogni borgo in pochi minuti. Palazzi storici e alberghi diffusi dentro le mura.
  • Pienza e dintorni: perfetta per chi vuole il borgo più scenografico a portata di passeggiata serale.
  • Agriturismi tra le colline: la scelta più nello spirito del luogo, con piscina e vista. Meglio con l’auto.
  • Bagno Vignoni: per unire il soggiorno alle terme e ai bagni serali negli stabilimenti storici.
  • Montalcino: ideale per gli amanti del vino, tra cantine e degustazioni.

Dove e cosa mangiare in Val d’Orcia

La Val d’Orcia è terra di sapori schietti, di cucina contadina fatta di poche cose fatte bene. Il piatto-simbolo sono i pici, grossi spaghettoni tirati a mano con acqua e farina, serviti all’aglione (un sugo di pomodoro e aglione della vicina Valdichiana), cacio e pepe o “alle briciole” di pane tostato. Poi c’è il pecorino di Pienza, il formaggio-icona della valle: una precisazione da fare, perché lo sbagliano in molti, non esiste una DOP “Pecorino di Pienza”, la denominazione tutelata è il Pecorino Toscano DOP e Pienza ne è la capitale. In tavola trovi anche i salumi di cinta senese, la razza suina autoctona, le zuppe povere come la ribollita e la pappa al pomodoro, l’olio e il miele delle colline.

E poi c’è il vino, che qui è un capitolo serio: il Brunello di Montalcino, uno dei più grandi rossi italiani, il più quotidiano Rosso di Montalcino e l’Orcia DOC, la denominazione che riunisce i borghi della valle. Noi, dopo una giornata in giro per colline, non c’è niente che batta un piatto di pici e un bicchiere di rosso del posto in un’osteria di paese. Ecco qualche indirizzo reale, borgo per borgo.

Dove mangiare, borgo per borgo

  • Pienza: la Trattoria La Buca delle Fate, nelle antiche cantine di un palazzo, e il Ristorante dal Falco in piazza.
  • San Quirico d’Orcia: l’Osteria del Leone e la Trattoria al Vecchio Forno, per la cucina toscana di sempre.
  • Montalcino: il Ristorante Il Giglio, storica insegna dei pinci alle briciole, e l’Osteria di Porta al Cassero vicino alla Fortezza.
  • Bagno Vignoni e Castiglione d’Orcia: le osterie sulla piazza della vasca e, a Castiglione, La Cisterna nel Borgo.

Info pratica: nei borghi piccoli, soprattutto fuori stagione, molti locali chiudono un giorno a settimana o vanno in pausa a gennaio e febbraio. Prenota la sera nel weekend e verifica sempre l’apertura prima di metterti a tavola. Per gli indirizzi con la cucina di ciascun borgo trovi il dettaglio nelle nostre guide dedicate a Montalcino e Pienza.

Esperienze, tour e degustazioni in Val d’Orcia

La Val d’Orcia non è solo borghi da vedere: è una valle da vivere lentamente. Le esperienze più belle qui sono una degustazione di Brunello in una cantina tra i vigneti, un tour fotografico all’alba tra i cipressi, una pedalata in e-bike sulle strade bianche, una giornata alle terme o una gita in giornata partendo da Siena o Firenze. Molte si prenotano comodamente online.

Cosa fare in Val d’Orcia

  • Degustazione di Brunello di Montalcino o di Orcia DOC in una cantina del territorio.
  • Tour fotografico all’alba tra i cipressi de I Triboli e la Cappella di Vitaleta.
  • Giornata alle terme, dai bagni storici di Bagno Vignoni alle cascate gratuite di Bagni San Filippo.
  • Giro in e-bike o a piedi sulle strade bianche tra Pienza e San Quirico.
  • Escursione in giornata in Val d’Orcia partendo da Siena o Firenze.

Esperienza fotografica in Val d’Orcia

Non è un caso se questa valle è una calamita per i fotografi. Se cerchi un’esperienza dedicata, con le luci giuste all’alba e al tramonto, ti consigliamo di valutare un viaggio fotografico con i ragazzi di WeShoot, che conoscono questi luoghi palmo a palmo.

Val d'Orcia
Val d’Orcia

Domande frequenti sulla Val d’Orcia

Quali paesi e comuni comprende la Val d’Orcia?

La Val d’Orcia comprende cinque comuni in provincia di Siena: Pienza, San Quirico d’Orcia, Castiglione d’Orcia, Montalcino e Radicofani. Sono gli stessi cinque comuni che formano il sito UNESCO e il Parco della Val d’Orcia. Montepulciano, spesso associato alla valle, appartiene invece alla confinante Valdichiana Senese. Tra le frazioni più note ci sono Bagno Vignoni e Bagni San Filippo, Sant’Antimo, Rocca d’Orcia e Monticchiello.

Qual è il borgo più bello della Val d’Orcia?

È una scelta soggettiva, ma il più amato è quasi sempre Pienza, la “città ideale” rinascimentale voluta da papa Pio II. Chi cerca atmosfera medievale preferisce San Quirico d’Orcia o il piccolo Monticchiello; chi ama il vino sceglie Montalcino. Difficile sbagliare.

Quanti giorni servono per visitare la Val d’Orcia?

Due giorni sono l’ideale per vedere i borghi principali senza correre. In un solo giorno si concentrano Pienza, San Quirico e Bagno Vignoni; con tre giorni si aggiungono Montalcino, Sant’Antimo, Castiglione d’Orcia, Radicofani e una giornata tra cantine e terme. Più su, in questa guida, trovi gli itinerari giorno per giorno.

Quanto dista la Val d’Orcia da Siena, Firenze e Roma?

Il cuore della valle (San Quirico e Pienza) dista circa 45 km da Siena (un’ora d’auto lungo la Via Cassia SR2), circa 100 km da Firenze (un’ora e tre quarti) e circa 180 km da Roma (due ore e un quarto, uscita autostradale Chiusi-Chianciano Terme). Gli aeroporti più comodi sono Perugia, Firenze e Pisa.

Si può visitare la Val d’Orcia senza auto?

Si può, ma è complicato. In Val d’Orcia non ci sono stazioni ferroviarie: le più vicine sono Buonconvento e Chiusi-Chianciano Terme, da cui si prosegue con i bus di Autolinee Toscane, però con corse rade. Per godersi la valle e le sue strade panoramiche l’auto, anche a noleggio, resta di gran lunga la soluzione migliore.

Dove ci si può fare il bagno nelle terme della Val d’Orcia?

Il bagno termale gratuito all’aperto si fa alle pozze del Fosso Bianco di Bagni San Filippo, sotto la “Balena Bianca” di calcare, dove l’accesso è libero tutto l’anno. A Bagno Vignoni, invece, la celebre vasca-piazza non è balneabile e il bagno libero è vietato per ordinanza: per immergersi si va negli stabilimenti termali del borgo, a pagamento.

Quando andare in Val d’Orcia?

Il periodo migliore va da marzo a giugno, quando le colline sono verdi, le giornate lunghe e le temperature ancora gradevoli, con le fioriture di papaveri in primavera. Anche l’autunno, con le brume e il foliage dorato dei vigneti, è splendido. Luglio e agosto sono i mesi più affollati e caldi, con il grano dorato e la mietitura, mentre le terse giornate invernali regalano una valle silenziosa e diversa.

Quanto costa visitare la Val d’Orcia?

Poco: passeggiare nei borghi, ammirare i cipressi ed entrare nelle chiese principali è gratis. Si paga solo per salire su fortezze e camminamenti (intorno ai 4-6 €), per i palazzi-museo come il circuito “Pienza Città di Luce” (12 €) e per le terme a pagamento di Bagno Vignoni (da circa 40 €). Le pozze di Bagni San Filippo, invece, sono gratuite.

Che film sono stati girati in Val d’Orcia?

La Val d’Orcia è un set naturale. Le scene dei Campi Elisi de “Il Gladiatore” sono state girate a Terrapille, vicino a Pienza, mentre la casa del protagonista si trova nella campagna di San Quirico d’Orcia. Il monastero di Sant’Anna in Camprena, sempre presso Pienza, è il convento de “Il paziente inglese”, e Bagno Vignoni è il cuore di “Nostalghia” di Andrej Tarkovskij. Le abbiamo raccontate nella guida sulla Val d’Orcia da cinema.

Cosa mangiare in Val d’Orcia?

I piatti da provare sono i pici tirati a mano (spesso all’aglione o con le briciole), il pecorino di Pienza (che è Pecorino Toscano DOP), i salumi di cinta senese, la carne di chianina e le zuppe povere come la ribollita. Il tutto accompagnato dal Brunello di Montalcino o dall’Orcia DOC.

Dove si trovano i cipressi più famosi della Val d’Orcia?

I gruppi di cipressi più fotografati sono quelli de I Triboli, su una collina lungo la Via Cassia SR2 tra San Quirico d’Orcia e Torrenieri, e il viale che sale verso Poggio Covili, poco a sud di Bagno Vignoni. A questi si aggiungono i due cipressi che incorniciano la Cappella di Vitaleta. Attenzione: sono tutti su terreni privati e si fotografano solo dalla strada, senza avvicinarsi. Il celebre viale a “S” del Podere Baccoleno, invece, non è in Val d’Orcia ma nelle Crete Senesi.

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