C’è una Toscana che tutti hanno in testa, fatta di colline verdi e morbide, filari di cipressi e cappelle isolate, ed è quella della Val d’Orcia, la più fotografata del mondo. E poi c’è il suo rovescio, a pochi chilometri di distanza ma con un carattere opposto: un paesaggio spoglio, ondulato, quasi lunare, di argille nude che cambiano colore con le stagioni, con un silenzio che a tratti sembra quello di un deserto. Sono le Crete Senesi, e sono uno dei posti più sorprendenti e meno scontati di tutta la regione. Ci sono passato in tutte le stagioni, e ti assicuro che è uno di quei luoghi che non si vedono, si guardano: cambia la luce e cambia tutto.
In questa guida ti racconto cosa vedere nelle Crete Senesi: cosa sono e perché hanno questa forma così particolare, quali borghi e quali luoghi visitare, dove fermarsi a fotografare, come muoversi (l’auto qui conta), cosa si mangia, dove dormire e come organizzare un itinerario nell’ordine giusto. Le Crete fanno parte del grande ventaglio di cose da scoprire intorno al capoluogo: se stai pianificando un giro più ampio, parti dalla nostra guida su cosa vedere in provincia di Siena.
In breve
Le Crete Senesi sono l’area collinare a sud-est di Siena dal caratteristico paesaggio spoglio e “lunare”, da non confondere con la Val d’Orcia. Cosa vedere: il borgo di Asciano con i suoi musei, l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore con gli affreschi del Sodoma e di Signorelli, Buonconvento tra i Borghi più Belli d’Italia, San Giovanni d’Asso terra di tartufo, le terme di Rapolano; e poi i luoghi del paesaggio, le biancane di Leonina, il belvedere di Chiusure e il Site Transitoire. Serve l’auto, basta una giornata piena (meglio un weekend) e la luce migliore è all’alba e al tramonto.
Indice dell’Articolo
Crete Senesi o Val d’Orcia? Mettiamo subito ordine
È la prima cosa da chiarire, perché perfino molte guide le confondono. Le Crete Senesi non sono la Val d’Orcia. Sono due aree contigue, separate da un confine sfumato, ma con due anime diverse:
- la Val d’Orcia è morbida, verde, ordinata, con i borghi rinascimentali (Pienza, San Quirico, Montalcino) ed è Patrimonio dell’Umanità UNESCO. È la “cartolina” della Toscana.
- le Crete Senesi sono il loro contrario: colline spoglie d’argilla, severe, poco abitate, un paesaggio quasi astratto che vive di luce e di silenzio. Non sono UNESCO e proprio per questo sono molto meno battute.
Tieni a mente questa distinzione, perché serve anche per non sbagliare i luoghi: i celebri cipressi di San Quirico e la Cappella di Vitaleta, per esempio, sono Val d’Orcia, non Crete. Se cerchi quella Toscana lì, abbiamo una guida dedicata a cosa vedere in Val d’Orcia. Se invece ti incuriosisce il paesaggio più nudo e silenzioso, sei nel posto giusto.
Cosa sono le Crete Senesi e perché sembrano la luna
Il nome dice già tutto: “crete” sta per argilla, ed è l’argilla a dare a questo paesaggio la sua forma. Milioni di anni fa, tra circa 2,5 e 4,5 milioni di anni fa, nel Pliocene, tutta questa zona era coperta da un mare. Quando il mare si ritirò lasciò sul fondo uno strato di sedimenti, un’argilla grigio-azzurra mista a sale e gesso che qui ha un nome tutto suo: il mattaione. È questo che vedi affiorare ovunque, ed è questo che dà alle colline il loro colore innaturale, tra il grigio e l’azzurro.
L’acqua e il vento, nei secoli, hanno modellato questa argilla in due forme tipiche che imparerai a riconoscere:
- le biancane, piccole cupole biancastre e spoglie, lisce sul versante esposto al sole
- i calanchi, i solchi profondi scavati dall’erosione lungo i fianchi delle colline
Nei punti dove questi fenomeni sono più concentrati, il paesaggio diventa davvero spettrale, brullo, lunare: è la zona che storicamente viene chiamata il “deserto di Accona”. Non è un deserto in senso climatico, ma l’effetto a occhio è quello, soprattutto in piena estate quando i campi sono arati e la terra è nuda. Capire questa geologia non è un dettaglio da geologi: è la chiave per goderti davvero ciò che stai guardando.

Dove si trovano e quali paesi comprendono
Le Crete Senesi si estendono nella fascia di colline immediatamente a sud-est di Siena. Non sono un comune unico, ma un’area che attraversa più territori: i paesi che di solito si considerano parte delle Crete sono Asciano, Buonconvento, Monteroni d’Arbia, Rapolano Terme, Trequanda e una parte del comune di Montalcino, che dal 2017 comprende anche l’ex comune di San Giovanni d’Asso.
Asciano è il cuore geografico e culturale dell’area, ed è il punto di partenza naturale per esplorarla. Vediamo allora i luoghi da non perdere, uno per uno.
Cosa vedere nelle Crete Senesi: i borghi e i monumenti
Le Crete non sono solo paesaggio: tra un’ondulazione e l’altra si nascondono borghi murati, un’abbazia che è un capolavoro del Rinascimento e piccoli musei che valgono la sosta. Partiamo dai luoghi “costruiti”, poi passiamo a quelli fatti solo di terra e cielo.
Asciano, il cuore delle Crete
Asciano è il borgo principale delle Crete Senesi, un paese medievale raccolto dentro le mura, attraversato dal lungo corso Matteotti su cui si affacciano i palazzi e le botteghe. È un posto vivo e autentico, non un borgo-vetrina, e ha due musei che vale la pena conoscere.
Il primo è il Museo di Palazzo Corboli (nome completo Museo Civico Archeologico e d’Arte Sacra), ospitato in un palazzo medievale di inizio Duecento: raccoglie reperti etruschi e romani e una bella sezione di arte sacra senese, con opere di Ambrogio Lorenzetti e del Maestro dell’Osservanza. Il secondo è il Museo Cassioli, dedicato alla pittura senese dell’Ottocento. Di solito i due musei si visitano con un biglietto combinato, con la reception centrale a Palazzo Corboli.
Info pratica: orari e tariffe dei musei di Asciano cambiano con le stagioni e spesso il museo apre solo in alcuni giorni della settimana. Conviene una verifica veloce sul sito del Comune di Asciano o al numero dei musei civici prima di partire, soprattutto se viaggi fuori stagione o in settimana.
L’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore
A pochi chilometri da Asciano, immersa in un bosco di cipressi che spicca sul giallo delle colline, c’è uno dei luoghi più belli di tutte le Crete: l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, la casa madre della congregazione benedettina degli Olivetani. Già l’arrivo è un’esperienza: si lascia il paesaggio brullo e di colpo ci si immerge nel verde, in un’oasi monastica ancora abitata e attiva.
Il tesoro dell’abbazia è il Chiostro Grande, decorato con un grande ciclo di affreschi che racconta le Storie di San Benedetto in trentasei scene. Le iniziò Luca Signorelli alla fine del Quattrocento e le portò a termine, pochi anni dopo, il Sodoma (Giovanni Antonio Bazzi): è uno dei capolavori del Rinascimento toscano, ed è qui, lontano dalle folle dei musei di città. Da non perdere anche la chiesa abbaziale, con il coro ligiato intarsiato da Fra Giovanni da Verona, un lavoro di intarsio strabiliante.
Info pratica: l’ingresso all’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore è libero; gli orari di apertura sono ampi ma seguono il ritmo del monastero e cambiano tra estate e inverno (di norma con una pausa a metà giornata). Controlla sul sito ufficiale dell’abbazia, soprattutto se viaggi fuori stagione. Dentro c’è anche una farmacia storica e i monaci producono liquori e prodotti di erboristeria.
Buonconvento, uno dei borghi più belli d’Italia
Scendendo verso la Val d’Arbia si arriva a Buonconvento, inserito tra “I Borghi più Belli d’Italia”. È un borgo di pianura, cosa rara da queste parti, racchiuso dentro una cinta muraria del Trecento ancora perfettamente conservata, in mattoni rossi. Si entra dalla porta, si percorre la via centrale e si respira un’aria tranquilla, fuori dal tempo.
Da vedere c’è il Museo della Mezzadria Senese, ricavato in un’antica fattoria a ridosso delle mura: racconta il mondo contadino e il sistema della mezzadria che per secoli ha disegnato questo paesaggio, ed è un modo intelligente per capire perché le Crete hanno l’aspetto che hanno. Buonconvento è anche una buona base per fermarsi a mangiare lungo l’itinerario.

Monteroni d’Arbia e Trequanda
Ai margini delle Crete ci sono due paesi che spesso si saltano e che invece raccontano bene questa terra. Monteroni d’Arbia, sulla via Cassia a sud di Siena, conserva una grancia fortificata trecentesca (una fattoria-magazzino dei granai di Siena) e un antico mulino ad acqua: era uno dei punti dove si raccoglieva il grano di tutte queste colline. Trequanda, verso il confine con la Val di Chiana, è un piccolo borgo con un castello dei Cacciaconti, una bella chiesa con la facciata a scacchi di pietra bianca e rossa, ed è legato all’olio extravergine e a una varietà di oliva locale. Sono deviazioni brevi, perfette se hai un giorno in più e vuoi uscire dai luoghi più battuti.
San Giovanni d’Asso e il tartufo bianco
Le Crete Senesi sono terra di tartufo bianco, e la sua capitale è San Giovanni d’Asso, oggi frazione di Montalcino. Il borgo è dominato da un castello trecentesco, e nelle sue cantine è ospitato un piccolo e curioso Museo del Tartufo, un percorso anche sensoriale dedicato al “diamante” delle Crete.
Il momento clou è l’autunno, quando San Giovanni d’Asso ospita la Mostra Mercato del Tartufo Bianco (di solito nei fine settimana di novembre); in primavera c’è anche una festa dedicata al tartufo marzuolo. Il museo ha aperture stagionali, spesso concentrate nei periodi delle fiere, quindi verifica prima se trovi aperto.
Rapolano Terme, per chiudere in relax
A nord-est, ai margini delle Crete, c’è Rapolano Terme, paese delle acque termali. Qui ci sono due stabilimenti, le Terme Antica Querciolaia e le Terme San Giovanni, con acque sulfuree calde e vasche all’aperto da cui si guardano le colline. È il modo perfetto per chiudere una giornata di strade bianche e borghi.
Info pratica: orari, prezzi e giorni di apertura delle due terme di Rapolano cambiano con la stagione e prevedono spesso aperture serali estive e ingressi a fasce orarie. Le Terme San Giovanni sono note per le grotte naturali e i fanghi; l’Antica Querciolaia per le tante vasche a temperature diverse. Verifica e, in alta stagione, prenota sui siti dei due stabilimenti.
I luoghi del paesaggio: biancane, cipressi e il Site Transitoire
Qui veniamo al motivo per cui molti vengono nelle Crete: non i monumenti, ma il paesaggio in sé. Ci sono alcuni punti dove la magia del posto si concentra, e imparare i loro nomi è il modo migliore per non perderli.
- Chiusure, minuscola frazione di Asciano, è un balcone naturale affacciato proprio sui calanchi del deserto di Accona: una delle viste più ampie e suggestive dell’area, spettacolare al tramonto.
- le biancane di Leonina (il geosito è quello del “Deserto di Accona”): cupole d’argilla bianca che affiorano spoglie dalla terra, raggiungibili lungo la strada bianca fiancheggiata da cipressi che porta verso il piccolo borgo di Leonina.
- il Site Transitoire, una scultura in pietra dell’artista francese Jean-Paul Philippe realizzata nel 1993, piantata in cima a una collina nuda tra Mucigliani e Leonina. È una sorta di portale che incornicia il paesaggio, ed è diventata un simbolo delle Crete: al tramonto del solstizio d’estate, il sole si allinea e scende esattamente dentro la sua “finestra”. Il nome popolare è “Porta del Sole”, ma quello vero è Site Transitoire. Ci si arriva solo a piedi, con una breve camminata su sterrato dalla strada.
Un altro simbolo assoluto sono i cipressi: non un bosco, ma piccoli gruppi isolati piantati sulle creste nude, che creano quelle composizioni quasi giapponesi che hai visto mille volte in foto senza sapere dov’erano. Il più celebre è il gruppo di cipressi presso l’agriturismo Baccoleno, vicino ad Asciano. Occhio a non confonderli con i cipressi di San Quirico d’Orcia: quelli, di nuovo, sono Val d’Orcia.
I punti migliori per fotografare le Crete Senesi
Le Crete sono uno dei paesaggi più fotografati d’Italia, e per buoni motivi. Se ami fare foto, questi sono i posti dove fermarti, idealmente all’alba o al tramonto, quando la luce radente disegna le ondulazioni delle colline:
- la strada bianca di Leonina e le sue biancane, con i cipressi in fila
- il celebre gruppo di cipressi presso l’agriturismo Baccoleno, vicino ad Asciano: sono i “cipressi solitari” delle Crete
- il Site Transitoire, spettacolare in controluce al tramonto
- il belvedere di Chiusure sul deserto di Accona
- le ondulazioni lungo la strada Lauretana, ovunque tu ti fermi
Un consiglio da chi ci è tornato apposta con la macchina fotografica: la luce del mezzogiorno appiattisce tutto. Le Crete danno il meglio nella prima mezz’ora dopo l’alba e nell’ultima luce della sera, quando le ombre allungano ogni collina. E se capiti in inverno con la nebbia bassa nelle valli, non lamentarti del meteo: sono le condizioni migliori in assoluto.
Le Crete Senesi in bici e a piedi
C’è un modo di vivere le Crete che non passa dall’auto, ed è forse il più autentico: la lentezza. Queste sono le colline delle strade bianche, gli sterrati bianchi di ghiaia che il grande ciclismo ha reso famosi in tutto il mondo. Proprio sopra Asciano corre il settore di Monte Sante Marie, 11,5 chilometri di sterrato durissimo che sono il tratto-simbolo della Strade Bianche, la classica di inizio primavera: è qui che nel 2024 Pogačar lanciò la fuga solitaria da lontano, ed è un pezzo di leggenda del ciclismo. Il settore è dedicato a Fabian Cancellara, che questa corsa l’ha vinta tre volte.
Non serve essere professionisti: la zona è un paradiso per il cicloturismo e la bici gravel, e in vari borghi si noleggiano anche e-bike per affrontare i saliscendi senza soffrire. A piedi, invece, ci sono i sentieri tra le biancane e i tratti della Via Lauretana, l’antica strada che collegava Siena a Roma e che oggi si può percorrere a tappe come un cammino, tra pievi e panorami.
E poi c’è il modo più romantico di tutti: il Treno Natura, un treno storico che percorre la panoramica ferrovia della Val d’Orcia con un anello che tocca Siena, Asciano e Monte Antico. Circola in alcune date di primavera e autunno, spesso in occasione delle sagre, e attraversa le Crete a passo lento affacciandosi su calanchi e biancane. Le date cambiano ogni anno, quindi controlla il calendario stagionale prima di organizzarti.
Cosa mangiare nelle Crete Senesi
Girare le Crete mette fame, e per fortuna qui si mangia da dio. La cucina è quella senese di campagna, povera nelle origini e ricchissima nel gusto. Il re della tavola è il tartufo bianco di San Giovanni d’Asso, che in autunno finisce sui tagliolini e sulle uova. Ma il piatto simbolo di ogni giorno sono i pici, spaghettoni grossi fatti a mano tirati uno a uno, serviti all’aglione (un sugo di pomodoro e aglione della Valdichiana) o con le briciole di pane (i “pici alle briciole”).
Da provare la cinta senese DOP, il maiale dal caratteristico anello bianco, ottima nei salumi e arrosto; il pecorino delle crete e la ricotta; e in autunno i piatti di cacciagione. Da bere, siamo a un passo dai grandi vini senesi: qui la fanno da padrone i rossi del territorio e, poco più in là, il Brunello di Montalcino. Fermati nelle osterie dei borghi, ad Asciano, a Buonconvento e nelle frazioni: è lì che trovi la cucina vera, non nei posti da cartolina.
Cosa assaggiare nelle Crete Senesi
- Pici fatti a mano, all’aglione o alle briciole.
- Tartufo bianco di San Giovanni d’Asso, protagonista in autunno.
- Cinta senese DOP, nei salumi e negli arrosti.
- Pecorino e ricotta di pecora del territorio.
- Cacciagione e zuppe di campagna nelle osterie dei borghi.
Qual è il periodo migliore per visitare le Crete Senesi
Le Crete cambiano completamente faccia con le stagioni, e non esiste un periodo “giusto” in assoluto: dipende da cosa vuoi vedere.
- in primavera le colline sono verdi e punteggiate di papaveri: è il momento più dolce e colorato
- a inizio estate, indicativamente tra giugno e luglio, i campi di grano diventano oro prima della mietitura, e per qualche settimana spuntano i girasoli
- in piena estate e inizio autunno, dopo la mietitura, la terra è arata e nuda: è il momento del paesaggio più “lunare” e grafico, quello che ha reso famose le Crete
- in autunno inoltrato e inverno arrivano le nebbie basse e le prime brume, e per i fotografi è oro colato; è anche la stagione del tartufo
Le date di mietitura e fioritura cambiano ogni anno con il meteo, quindi prendi queste indicazioni come orientamento, non come un calendario fisso.
Come arrivare e come muoversi
La via d’accesso più bella è da Siena lungo la strada Lauretana (SR438), che taglia in pieno le Crete verso Asciano ed è già di per sé un’esperienza panoramica. Asciano ha anche una stazione ferroviaria sulla linea Siena-Grosseto, comoda per arrivare senza auto fino al borgo.
Detto questo, mettiamo le cose in chiaro: nelle Crete l’auto è quasi indispensabile. I luoghi sono sparsi nella campagna, collegati spesso da strade bianche, e il bello sta proprio nel fermarsi dove vuoi sui belvedere. Senza un mezzo proprio si vede poco: se arrivi in treno o in aereo, valuta di noleggiare un’auto per la giornata, è la scelta che ti cambia il viaggio. L’area è amatissima anche dai ciclisti e dai motociclisti, che vengono apposta per gli sterrati. In certi periodi dell’anno circola anche il Treno Natura, di cui ti ho parlato sopra.
Consiglio: imposta il navigatore sulle mete (Asciano, Leonina, Chiusure, Monte Oliveto) ma poi lascia perdere il percorso più veloce e prendi le strade bianche minori: è lì che le Crete danno il meglio. Fai il pieno prima di partire e tieni conto che sugli sterrati la media è bassa e il tempo di percorrenza raddoppia rispetto a quanto dice l’app.
Un itinerario in auto nell’ordine giusto
Per non girare a vuoto, ecco un itinerario logico che mette in fila i luoghi principali partendo da Siena, da fare con calma in una giornata piena (o, ancora meglio, in un weekend):
- da Siena, imbocca la strada di Leonina e fermati al belvedere delle biancane
- raggiungi a piedi il Site Transitoire tra Mucigliani e Leonina
- arriva ad Asciano, visita il borgo e i suoi musei, e fermati a pranzo
- sali a Chiusure per la vista sul deserto di Accona
- visita l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore
- scendi a Buonconvento, il borgo murato
- fai una deviazione a San Giovanni d’Asso, terra di tartufo
- chiudi la giornata a Rapolano Terme, in una vasca calda con vista sulle colline
È un anello che si percorre senza fretta, fermandosi spesso a guardare e a fotografare. Se hai poco tempo o vuoi restare più a lungo, regolati così:
| Quanto tempo | Cosa vedere |
|---|---|
| Mezza giornata | La strada di Leonina con le biancane e il Site Transitoire, poi Asciano. |
| 1 giorno | Aggiungi l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, Chiusure e Buonconvento. |
| Weekend | Aggiungi San Giovanni d’Asso, le terme di Rapolano e il tempo per aspettare la luce giusta per le foto. |
Dove dormire nelle Crete Senesi
Il modo più bello di vivere le Crete è dormirci dentro, in un agriturismo isolato tra le colline, così hai l’alba e il tramonto tutti per te. La zona è piena di casali ristrutturati e aziende agricole che affittano camere; la scelta della base dipende da cosa vuoi fare.
In quale zona e dove dormire
- Intorno ad Asciano: il cuore delle Crete e dei belvedere. Qui ci sono agriturismi molto amati come l’Agriturismo Baccoleno (quello dei cipressi celebri), l’Agriturismo Mocine e l’Agriturismo Dipinture, tutti immersi nel paesaggio.
- Buonconvento e la Val d’Arbia: comodo per unire Crete e Val d’Orcia, con casali come l’Agriturismo Percenna, il Podere Sant’Antonio e I Casali di Bibbiano.
- Rapolano Terme: ideale se vuoi chiudere le giornate alle terme, con hotel e strutture legate agli stabilimenti termali.
- Siena: se preferisci una base cittadina e usare le Crete come gita giornaliera, dormi in città e parti la mattina.
Esperienze e tour nelle Crete Senesi
Se vuoi vivere le Crete senza pensare all’organizzazione, o aggiungere qualcosa che da solo non faresti (una degustazione, un giro in e-bike sugli sterrati, un tour fotografico all’alba), ci sono esperienze guidate che partono da Siena e dai borghi.
Esperienze ed escursioni nelle Crete Senesi
- Tour in auto o in e-bike sulle strade bianche tra Asciano e le biancane di Leonina.
- Degustazioni di vino, pecorino e prodotti tipici in un’azienda agricola delle Crete.
- Caccia al tartufo con il cavatore e il cane a San Giovanni d’Asso.
- Tour fotografico all’alba o al tramonto tra cipressi, calanchi e Site Transitoire.
Le Crete Senesi e i dintorni
Le Crete sono al centro di una delle aree più ricche della Toscana e si combinano facilmente con le altre tappe del senese. A nord, sulla via per Firenze, c’è il borgo-castello di Monteriggioni con la sua corona di torri; verso ovest la suggestiva Abbazia di San Galgano, la chiesa senza tetto con la spada nella roccia. A sud si scivola nella Val d’Orcia, l’altra faccia di questo paesaggio. E naturalmente c’è Siena, a un passo, con cui costruire facilmente un weekend completo tra città e campagna: trovi tutto nella nostra guida su cosa vedere in provincia di Siena.
Domande frequenti
Cosa vedere nelle Crete Senesi?
Nelle Crete Senesi si vedono il borgo medievale di Asciano con i suoi musei, l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore con gli affreschi di Signorelli e del Sodoma, Buonconvento tra i Borghi più Belli d’Italia, San Giovanni d’Asso con il Museo del Tartufo e le terme di Rapolano. A questi si aggiungono i luoghi del paesaggio: le biancane di Leonina, il belvedere di Chiusure sul deserto di Accona e il Site Transitoire. Bastano una giornata piena o un weekend.
Cosa sono le Crete Senesi?
Le Crete Senesi sono un’area collinare a sud-est di Siena caratterizzata da un paesaggio spoglio e ondulato, fatto di argille grigio-azzurre affioranti. La loro forma deriva dai sedimenti di un antico mare del Pliocene (tra circa 2,5 e 4,5 milioni di anni fa): l’erosione ha modellato le tipiche biancane (cupole bianche) e i calanchi (solchi), creando un paesaggio quasi lunare noto come “deserto di Accona”.
Dove si trovano le Crete Senesi?
Si trovano in Toscana, nella provincia di Siena, nella fascia di colline immediatamente a sud-est del capoluogo. La via d’accesso più panoramica è la strada Lauretana (SR438) che da Siena porta verso Asciano, il borgo principale dell’area.
Quali sono i paesi delle Crete Senesi?
I principali sono Asciano (il centro più importante), Buonconvento, Monteroni d’Arbia, Rapolano Terme, Trequanda e una parte del comune di Montalcino, che comprende l’ex comune di San Giovanni d’Asso. Asciano è il punto di partenza naturale per visitare la zona.
Che differenza c’è tra Crete Senesi e Val d’Orcia?
Sono due aree vicine ma distinte. La Val d’Orcia, Patrimonio UNESCO, è il paesaggio morbido e verde dei borghi rinascimentali come Pienza e Montalcino, con i celebri cipressi e la Cappella di Vitaleta. Le Crete Senesi sono il suo opposto: colline spoglie d’argilla, severe e poco abitate, con un aspetto quasi lunare. Spesso vengono confuse, ma i luoghi-icona sono diversi.
Qual è il periodo migliore per visitare le Crete Senesi?
Dipende da cosa vuoi vedere. La primavera regala colline verdi e papaveri; l’inizio dell’estate i campi di grano dorati prima della mietitura e i girasoli; la fine dell’estate e l’autunno la terra arata e nuda, il paesaggio più “lunare” e grafico. Per fotografare, la luce migliore è all’alba, al tramonto e nelle mattine di nebbia autunnale.
Quanti giorni servono per visitare le Crete Senesi?
Una giornata piena basta per i luoghi principali (Asciano, Monte Oliveto Maggiore, Buonconvento e i belvedere). Con un weekend si gira con più calma, ci si aggiunge San Giovanni d’Asso e le terme di Rapolano, e si ha il tempo di aspettare la luce giusta per le foto.
Come ci si muove nelle Crete Senesi? Si possono visitare senza auto?
L’auto è praticamente indispensabile: i luoghi sono sparsi nella campagna e spesso collegati da strade bianche, e il bello sta nel fermarsi liberamente sui belvedere. Senza auto si può raggiungere in treno il solo borgo di Asciano (stazione sulla linea Siena-Grosseto) e, in alcune date, usare il Treno Natura; ma per vedere biancane, Site Transitoire e abbazia serve un mezzo proprio, un tour organizzato o la bici.
Dove dormire nelle Crete Senesi?
La scelta più bella è un agriturismo tra le colline. La zona di Asciano è la più centrale per i belvedere (agriturismi come Baccoleno, Mocine e Dipinture); Buonconvento è comoda per unire Crete e Val d’Orcia; Rapolano è l’ideale per chi vuole le terme. In alternativa si può dormire a Siena e visitare le Crete in giornata.
Dove si fotografano i cipressi delle Crete Senesi?
Il punto più celebre è il gruppo di cipressi presso l’agriturismo Baccoleno, vicino ad Asciano, insieme ai cipressi lungo la strada bianca di Leonina. Attenzione a non confonderli con i cipressi di San Quirico d’Orcia e con la Cappella di Vitaleta, che sono in Val d’Orcia e non nelle Crete.
Cosa si mangia nelle Crete Senesi?
La cucina è quella senese di campagna: pici fatti a mano all’aglione o alle briciole, tartufo bianco di San Giovanni d’Asso in autunno, cinta senese DOP, pecorino e ricotta, cacciagione e zuppe. Da bere, i rossi del territorio senese, a un passo dal Brunello di Montalcino.
Il Gladiatore è stato girato nelle Crete Senesi?
È un equivoco diffuso: la celebre scena finale del film “Il Gladiatore” (i campi di grano dei Campi Elisi) fu girata in località Terrapille, vicino a Pienza, che si trova in Val d’Orcia e non nelle Crete Senesi. Le due aree confinano e si somigliano per certi versi, ma sono distinte.
Info essenziali
- Dove: colline a sud-est di Siena; borgo principale Asciano.
- Come arrivare: da Siena lungo la strada Lauretana (SR438); treno fino ad Asciano.
- Come muoversi: auto quasi indispensabile; ottime anche bici e moto sugli sterrati.
- Quando andare: primavera per i papaveri, inizio estate per il grano dorato, fine estate e autunno per il paesaggio lunare.
- Durata consigliata: una giornata piena, meglio un weekend.
- Da non perdere: Asciano, Monte Oliveto Maggiore, biancane di Leonina, Site Transitoire, Chiusure.