Foliage vicino a Milano: dove vederlo, in città e in giornata

Aggiornato il 27 Ottobre 2026

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foliage vicino milano Giardini Montanelli

Il foliage, a Milano, non serve andarlo a cercare lontano. Il Comune lo scrive nero su bianco a proposito del cipresso calvo dei Giardini Montanelli, in via Palestro: in autunno la sua chioma «regala uno degli spettacoli più suggestivi della natura». Un albero alto fino a trenta metri che diventa color ruggine a due fermate di metro dal Duomo. Il resto del colore sta tutto intorno alla città, a mezz’ora, a un’ora, a due: il Parco di Monza, il lago di Como, Bergamo e il lago d’Iseo li conosco bene, e sono quattro delle gite d’autunno più belle che si possano fare partendo da qui.

Ho letto le pagine che oggi stanno in cima a Google sul foliage vicino a Milano, e la cosa che salta all’occhio è che nessuna vi dice quanto ci si mette. Elenchi di posti, foto di boschi gialli, e quasi mai un tempo di viaggio o un treno. Metà sono articoli di qualche anno fa con la data ritoccata. Qui trovate i posti in ordine di distanza, quanto ci vuole in auto e in treno, cosa diventa giallo o rosso in ognuno e le date di quest’autunno verificate sui siti di chi le organizza. Il quadro nazionale sta nella nostra guida al foliage in Italia, la regione intera in viaggio in Lombardia: qui si parla solo di colori, e di come arrivarci.

In breve

Intorno a Milano il colore scende dall’alto verso il basso: i larici della Valtellina e dell’Engadina girano fra ottobre e inizio novembre, i boschi di Varese, Canzo e Montevecchia fra fine ottobre e metà novembre, i parchi della città e il Parco di Monza fino all’estate di San Martino, l’11 novembre. Senza auto si va al Parco di Monza (11 minuti di treno da Centrale), a Montevecchia (S8 fino a Cernusco-Merate), al Sacro Monte di Varese e a Bergamo Città Alta (48 minuti da Centrale). In giornata con il treno arriva anche il Bernina Express, da Tirano. I parchi sono a ingresso libero. Si pagano le funicolari, la funivia di Laveno (14 euro andata e ritorno) e Villa Carlotta (17,50 euro).

I posti del foliage vicino a Milano, in ordine di distanza

I tempi in auto sono quelli che Google Maps dà partendo dal Duomo una domenica alle nove del mattino, e la forbice è quella fra una strada libera e una strada piena. I tempi del treno vengono dagli orari Trenord in vigore. Chi parte da un’altra zona della città aggiunga o tolga un quarto d’ora.

DoveIn auto dal DuomoIn trenoCosa cambia coloreCosa fare
Giardini Montanelli e parchi di Milanoin cittàM1 Palestro, M3 Turaticipresso calvo, alberate dei vialipasseggiata in città
Boscoincittà22-40 minbus 80bosco di pianuraanelli segnati nel bosco
Parco Nord Milano26-50 minM5 Bignamiboschi del parcogiro a piedi o in bici
Parco di Monza26-50 minCentrale-Monza 11 min, poi bus Z221tigli, carpini, liquidambar, ginkgo, quercei viali della mappa foliage, passeggiate guidate di domenica
Bosco della Fagiana (Ticino)40-55 minS6 fino a Magenta, 36 minfarnie, cerri, nocciolianelli da 2 a 4 km
Montevecchia e Valle del Curone40-60 minS8 fino a Cernusco-Merate, 36 mincastagno e bosco mistosentiero 2 da Cernusco, 8,5 km
Sacro Monte di Varese e Campo dei Fiori55-90 minCadorna-Varese FN 53-61 min, poi bus Cfaggio in alto, castagno sotto i 600 mViale delle Cappelle, 2 km
Canzo e Corni di Canzo55-90 minCadorna-Canzo 78 mincarpino nero, acero, faggio, larice giapponesesentiero dello Spirito del Bosco
Bergamo Città Alta e Parco dei Colli55-85 minCentrale-Bergamo 48 mincastagni e boschi di collinaCittà Alta, funicolari, Roccolo della Tavernella
Franciacorta55-80 min–vitei tre itinerari del Consorzio
Oltrepò Pavese65-85 minPorta Garibaldi-Broni 1 h 20 minvite in collina, bosco in quotaSentiero dei Briganti, fiere d’autunno
Alpe del Vicerè65-90 min–bosco sopra Albavillabelvedere sul lago
Val Brembana65-100 min–bosco di valleciclabile da Zogno a Piazza Brembana, 22 km
Laveno e Sasso del Ferro70-110 minCadorna-Laveno 91 minbosco sul lago Maggiorefunivia fino a 1.000 m
Lago d’Iseo e Monte Isola70-110 min–olivi, castagni, cannetiMonte Isola, Torbiere del Sebino
Bellagio e Villa Carlotta75-130 minfino a Como, poi battellogiardini storici e bosco sul lagoVilla Carlotta e il festival d’autunno
Val di Mello110-150 minCentrale-Morbegno 1 h 40 min, poi busfaggio, larice, acerola valle a piedi da San Martino
Tirano e Bernina130-190 minCentrale-Tirano 2 h 30 minlarici dell’EngadinaBernina Express fino a St. Moritz

Il quando dipende dalla quota più che dal calendario. YesMilano dà il foliage in città «da metà settembre all’estate di San Martino, l’11 novembre», la Regione dà l’Oltrepò «da metà ottobre a metà novembre, con l’autunno che arriva prima alle quote più alte», e i larici dell’Engadina sono quelli che la Ferrovia Retica mette sul manifesto della sua promozione d’autunno, fino a fine novembre. Tradotto: a fine ottobre si va in alto, a novembre si scende verso i laghi, la collina e la città.

Il foliage dentro Milano

Il posto da cui partire è quello dell’apertura, i Giardini Indro Montanelli. Il cipresso calvo è un albero monumentale censito dal Comune e può arrivare a trenta metri. È una conifera che perde gli aghi, e prima di perderli li fa diventare color ruggine. Si arriva con la M1 a Palestro o con la M3 a Turati e Repubblica, oppure con i tram 1, 5 e 9. YesMilano ha costruito un intero itinerario sui luoghi del foliage in città, ed è un buon modo per mettere in fila una domenica senza uscire dalla circonvallazione.

foliage vicino milano Giardini Montanelli 2
foliage vicino milano Giardini Montanelli 2

Chi vuole il bosco vero senza prendere l’auto ha due possibilità. Il Boscoincittà, a ovest, è un parco pubblico di 120 ettari, raggiungibile con l’autobus 80. Il parco è sempre aperto, e l’area centrale a novembre ha orario 7.30-17.30. La mappa del gestore segna tre anelli colorati nel bosco, ed è quella da seguire. Il Parco Nord Milano, a nord, si dichiara oggi di circa mille ettari: si arriva con la M5 fino al capolinea Bignami e si entra a piedi. Non sono boschi di montagna, ma a novembre, quando in quota è già finito tutto, sono proprio quelli che restano accesi.

Il Parco di Monza

Se dovessi scegliere un posto solo per un amico che arriva a Milano a novembre e ha mezza giornata, lo manderei a Monza. Il Parco della Reggia misura 720 ettari, e la Regione gli conta 110.000 alberi ad alto fusto. Il bello è che non si va a caso: la Reggia ha pubblicato una mappa del foliage, punto per punto, con il colore che fa ogni albero.

Sulla mappa ci sono il Viale dei Carpini e il Viale dei Tigli in giallo, il Viale dei Liquidambar in rosso, il Rondò dei Tulipiferi, due ginkgo biloba gialli, i tassodi color ruggine, le querce gemelle e la quercia secolare in arancio, il viale delle noci, quello degli ippocastani e il Viale Mirabello con le sue querce. Il punto che tutti cercano è la Cattedrale, due filari di tigli che la Regione descrive come volte che «tra ottobre e novembre si accendono di un giallo intenso», poco distante dall’ingresso di via Lecco. La mappa è fatta di punti e non di un percorso: si collegano come si vuole, a piedi o in bicicletta.

foliage vicino milano Parco di Monza
foliage vicino milano Parco di Monza

Il parco è a ingresso libero, con gli ingressi pedonali aperti dalle 7 alle 20.30. I Giardini Reali in orario invernale chiudono alle 18.30. Per chi vuole qualcuno che spieghi gli alberi, a novembre la Reggia organizza una passeggiata foliage con guida naturalistica tutte le domeniche, l’1, l’8, il 15, il 22 e il 29 novembre, alle 10.30 e alle 14.30, con partenza dall’ingresso delle Grazie Vecchie e prenotazione obbligatoria: il contatto sta sulla pagina della Reggia di Monza.

In treno ci si mette meno che in auto: 11 minuti da Milano Centrale con il regionale per Lecco, 16 da Porta Garibaldi con la S8, poi dalla stazione di Monza il bus Z221, che arriva agli ingressi principali del parco.

Attenzione: fino a lunedì 9 novembre il parcheggio di Porta Vedano è chiuso al pubblico per gli eventi in autodromo. Chi arriva in auto guardi gli altri accessi sulla pagina informazioni della Reggia, o lasci la macchina a casa.

Montevecchia e la Valle del Curone

È il posto più vicino a Milano dove il bosco diventa collina, e uno dei pochi che si fanno bene con il treno. Il Parco di Montevecchia e della Valle del Curone ha undici sentieri, e quello da fare senza auto è il sentiero 2, che parte dalla stazione di Cernusco Lombardone: 8,5 chilometri, tre ore, circa 380 metri di salita fino a Montevecchia Alta, che sta sui 450 metri. Il primo tratto, da Cernusco a Montevecchia, è un’ora. La S8 da Porta Garibaldi ci mette 36 minuti, ogni mezz’ora.

foliage vicino milano Valle del Curone
foliage vicino milano Valle del Curone

Chi arriva in auto ha il sentiero 10, quello del castagneto: circa 6 chilometri, due ore, 150 metri di salita, quasi tutto in un bosco di castagno. Parte però da Sirtori, località Ceregallo, e il Parco avverte che non è servito da stazioni ferroviarie. Su tutti e due vale l’avviso del Parco: in primavera e in autunno c’è fango, perché i terreni sono molto argillosi.

Le Guardie ecologiche del Parco organizzano domenica 1 novembre la visita guidata «L’abito autunnale del bosco», la mattina, con un contributo Pro Parco di 5 euro (10 a famiglia, gratis i minori). Ci si iscrive per mail all’indirizzo gev@parcocurone.it, e le iscrizioni chiudono il giorno prima, sabato 31 ottobre.

Il Ticino e il Bosco della Fagiana

Il Parco del Ticino non parla di foliage, ma il Bosco della Fagiana, a Pontevecchio di Magenta, è un bosco di pianura vero, e in autunno si vede. Dentro ci sono farnie, cerri, noccioli e biancospini, più un grande pino silvestre che il Parco segnala apposta. Gli anelli vanno dai 2 ai 4 chilometri, si parte dal cancello del Centro Parco La Fagiana, vicino alla cascina Bullona, con il parcheggio in via Valle. In treno: S6 da Porta Garibaldi a Magenta, 36 minuti.

Due cose da sapere. Nella riserva i cani non entrano, nemmeno al guinzaglio. E dopo gli schianti della tempesta Poppea il Parco ha aperto diversi cantieri forestali: l’avviso era per l’inverno scorso, la pagina del Centro Parco chiede ancora di fare attenzione ai mezzi che trasportano legname.

Varese, il Sacro Monte e la funivia di Laveno

Il Sacro Monte di Varese è il posto dove il foliage si fa insieme a una salita da pellegrini. Il Viale delle Cappelle è lungo 2 chilometri, ha 14 cappelle e 250 metri di dislivello, è ad accesso libero e solo a piedi, con il fondo acciottolato. Il Parco del Campo dei Fiori, che sta sopra, descrive il bosco così: in vetta prevale il faggio, con un vasto rimboschimento di conifere, e sotto i 600 metri al faggio si sostituisce il castagno. È esattamente la salita del Viale: si parte nel castagneto e si arriva nella faggeta.

Per salire c’è la funicolare, che in questo periodo, secondo ATM che la gestisce, è chiusa il lunedì, va dal martedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17.10, e il sabato, la domenica e i festivi dalle 10 alle 17.10, ogni dieci minuti. Il biglietto costa 1,60 euro, 3,20 andata e ritorno, e i biglietti dei bus urbani non valgono. Alla funicolare si arriva con il bus C da Varese, mentre per il Campo dei Fiori c’è la linea CF, che però gira solo il sabato, la domenica e i festivi. Da Milano Cadorna a Varese FN il treno ci mette fra 53 e 61 minuti.

foliage vicino milano Varese
foliage vicino milano Varese

Un’ora più in là, sul lago Maggiore, c’è la funivia del Sasso del Ferro a Laveno Mombello, che sale a mille metri sopra il lago. Fino a domenica 8 novembre è aperta tutti i giorni (dal lunedì al venerdì 11-16, sabato e domenica 10-17), dal 9 novembre al 6 dicembre solo il sabato e la domenica, dalle 10 alle 16. L’andata e ritorno costa 14 euro, e i biglietti si fanno solo alla biglietteria dell’impianto. Il gestore avverte che gli orari dipendono dal meteo: con il vento la funivia non parte. Da Cadorna a Laveno il treno ci mette un’ora e mezza.

Il Triangolo Lariano e il lago di Como

Il lago di Como in autunno è un’altra cosa rispetto all’estate: meno gente, la luce bassa sull’acqua e i boschi sopra i paesi che cambiano colore uno dopo l’altro. Ci sono due modi di viverlo, dall’alto sui sentieri del Triangolo Lariano o dal basso, sul lago e nei giardini delle ville.

Canzo e lo Spirito del Bosco

La Foresta regionale dei Corni di Canzo sta fra i 550 metri del fondovalle della Ravella e i 1.372 del Corno Occidentale. ERSAF, che la gestisce, la descrive come un bosco di latifoglie naturali, carpino nero, frassino, acero montano, tiglio e faggio, con i rimboschimenti degli anni Cinquanta di abete rosso, pino e larice giapponese: il larice, a differenza degli altri due, in autunno diventa giallo.

foliage vicino milano Corni di Canzo
foliage vicino milano Corni di Canzo

Il sentiero da fare è lo Spirito del Bosco, con le sculture in legno lungo il percorso: da Prim’Alpe a Terz’Alpe sono circa 1,5 chilometri, facili, un’ora di cammino lento secondo ERSAF, più mezz’ora di mulattiera da Gajum per arrivare a Prim’Alpe. È la gita giusta con i bambini. Il treno da Milano Cadorna arriva alla stazione di Canzo in un’ora e 18 minuti, con partenze ogni ora. In primavera e in estate, nei festivi, la strada per Gajum sta dentro una ZTL: quest’anno è finita il 25 ottobre, quindi a novembre si sale.

E se avete in mano una bella foto, il Comune di Canzo ha aperto il concorso fotografico «Canzo e il suo autunno»: al massimo due foto, da consegnare in Comune entro venerdì 13 novembre.

L’Alpe del Vicerè

Sopra Albavilla, a 903 metri secondo il Comune, l’Alpe del Vicerè è il belvedere del Triangolo Lariano più facile da raggiungere: ci si arriva in auto per una strada carrozzabile, e da lì partono i sentieri verso il Monte Bolettone e il bosco che guarda la Brianza e i laghi.

Villa Carlotta e Bellagio

Dal basso, il posto è Villa Carlotta, a Tremezzina, con il suo giardino botanico sulla riva. Fino a domenica 8 novembre è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 18, con l’ultimo biglietto alle 17, e c’è il festival d’autunno: il campo di zucche nella parte alta del parco e un’esplicita promessa di «foliage autunnale», compreso nel biglietto. Gli ultimi laboratori per bambini sono venerdì 30 e sabato 31 ottobre (le zucche di Halloween), domenica 1 e domenica 8 novembre. Dopo, la villa apre solo nei weekend del 14-15, 21-22 e 28-29 novembre, dalle 10 alle 16. L’intero costa 17,50 euro, e chi ha in tasca un biglietto Trenord del giorno ha lo sconto in biglietteria.

Da Como ci si arriva in battello. Con il servizio rapido, che ha un supplemento, da Como a Tremezzo ci vogliono una quarantina di minuti e fino a Bellagio poco meno di un’ora, con il battello normale più di un’ora e mezza. Attenzione però: l’orario d’autunno di Navigazione Laghi vale fino al 1° novembre, e quello di dopo oggi non è ancora pubblicato. Chi non vuole pensare a battelli e coincidenze può prendere una gita di un giorno da Milano a Bellagio e Varenna con il giro in barca, che risolve il viaggio e lascia solo da guardare.

Bergamo, Città Alta e il Parco dei Colli

Bergamo è la gita d’autunno che a Milano si sottovaluta di più, ed è un peccato, perché sta a 48 minuti di treno da Centrale, con un diretto ogni ora e il biglietto da 6,30 euro. Città Alta in novembre, con le mura veneziane e i colli tutto intorno che cambiano colore, è uno dei posti più belli della Lombardia, e Bergamo la conosco abbastanza da dirlo.

Il bosco vero sta subito fuori le mura, nel Parco dei Colli di Bergamo, che va dai 244 ai 1.146 metri e oggi supera i 5.000 ettari. Il modo più comodo per salire è la funicolare: quella di Città Alta e quella di San Vigilio, gestite da ATB, si prendono con il normale biglietto urbano, 1,70 euro per 75 minuti, oppure con il biglietto turistico da 4,90 euro per 24 ore. Da San Vigilio, il colle più alto di Città Alta, si vede la città vecchia dall’alto con i boschi dietro.

foliage vicino milano Parco dei Colli di Bergamo
foliage vicino milano Parco dei Colli di Bergamo

Il Parco a novembre apre le visite guidate al Roccolo della Tavernella, uno degli antichi impianti per l’uccellagione dei colli: sabato 7 e domenica 8 novembre alle 10, circa un’ora, gratuite con iscrizione, ritrovo in via Felice Cavagnis, fermata 484 della linea 21. E se volete fermarvi a dormire, dal 13 al 29 novembre c’è il Donizetti Opera, il festival dedicato al compositore che a Bergamo è nato.

Il lago d’Iseo e la Franciacorta

Il lago d’Iseo in autunno è il lago più tranquillo della Lombardia, e Monte Isola è il posto dove andare. Da Sulzano parte la navetta per Peschiera Maraglio: cinque minuti di traversata, partenze ogni 15-20 minuti, 24 ore su 24 tutto l’anno, 2,60 euro a corsa più il contributo di sbarco di 1,50 euro a persona che chiede il Comune (gratis i bambini sotto i sei anni). Sull’isola gli olivi e i castagni fanno il paesaggio, e in questa stagione c’è un motivo in più: il frantoio comunale La Masna de l’Isola è aperto tutti i giorni dalle 8 alle 18 fino a fine dicembre. Una cosa da sapere: la navetta bus che sale da Peschiera al santuario della Madonna della Ceriola si ferma dopo domenica 1 novembre, e da lì in poi si sale a piedi.

foliage vicino milano Franciacorta
foliage vicino milano Franciacorta

Sulla sponda bresciana, fra Iseo e Provaglio, ci sono le Torbiere del Sebino, la riserva naturale dove fra agosto e novembre passano e si fermano migliaia di uccelli migratori. Si entra dall’alba al tramonto con un contributo di 3 euro, gratis fino a 12 anni, e agli ingressi di Iseo e Corte Franca si paga solo con carta. La passerella centrale, chiusa per problemi strutturali, quest’estate è stata riaperta solo in parte. In battello, d’inverno il giro lago turistico è ridotto a Iseo, Monte Isola e Tavernola: l’orario invernale vale dal 12 ottobre.

Alle spalle del lago c’è la Franciacorta, dove il colore è quello della vite. Il Consorzio propone tre itinerari d’autunno con visita in cantina: un anello dal santuario della Madonna di Santo Stefano, a Rovato, verso Coccaglio e il Monte Orfano, una pedalata fra i vigneti e le castagne a Gussago, nelle frazioni di Quarone e Civine. Quest’anno la vendemmia è partita il 30 luglio, la prima volta di sempre a luglio: a novembre le vigne sono vuote, ed è proprio quando girano.

La Valtellina: la Val di Mello e la strada per il Bernina

La Val di Mello è la gita più lunga di questa guida e la più spettacolare: una valle di granito con il torrente in mezzo, che la Regione ha fatto riserva naturale nel 2009. Va dai 1.000 metri del fondovalle ai 3.400 del Monte Pioda, e la Riserva descrive un bosco a strati: l’acero-frassineto nelle parti fresche, una fascia estesa di faggio, poi peccete e lariceti, con faggi, larici e abeti bianchi monumentali sul fondovalle. A fine ottobre e nei primi giorni di novembre, quando i larici diventano d’oro sopra i faggi rossi, è difficile trovare di meglio in Lombardia.

Si parte da San Martino, in Val Masino. Le auto in valle sono ammesse al massimo in quaranta al giorno, con un pass da 12 euro al parcometro del parcheggio dell’Infopoint. La navetta non c’è più dal 2019. Il periodo di validità del pass la Riserva non lo pubblica, quindi a novembre conviene metterlo in conto e controllare prima di partire. A piedi dal parcheggio all’ingresso della valle ci vogliono 25 minuti, circa due chilometri con cento metri di dislivello. Chi vuole camminare sul serio sale fino all’Alpe Pioda, a 1.560 metri: circa due ore solo andata, con 400 metri di dislivello nel tratto finale.

Senza auto si fa così: il regionale da Milano Centrale a Morbegno ci mette un’ora e 40 minuti, poi nei festivi c’è il bus STPS A020 per la Val Masino, con partenze da Morbegno alle 8.10, alle 12.10 e alle 16.10 e ritorni da San Martino alle 9.05, alle 13 e alle 17. Sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre i ristoranti della valle chiudono «Sapori d’autunno» con il weekend dei funghi.

Attenzione: per la frana di settembre sul versante dello Scaiun il Comune di Val Masino tiene ancora evacuate alcune case di Cataeggio, il paese che si attraversa salendo. La strada provinciale per San Martino oggi non ha ordinanze di chiusura, ma prima di partire guardate gli avvisi sul sito del Comune.

L’Oltrepò Pavese

A sud di Milano il foliage è un’altra storia: colline, vigne e, in alto, i boschi dell’Appennino. La Regione lo dice chiaro, il periodo va da metà ottobre a metà novembre, e il colore arriva prima in quota. Il sentiero da fare è quello dei Briganti, che parte da Bralello, sopra Brallo di Pregola, intorno ai mille metri, e va verso il Bosco dei Giganti: fino a Fego sono circa 4,3 chilometri, con 400 metri di salita e difficoltà media.

Novembre in Oltrepò è anche il mese delle fiere: domenica 8 novembre a Casteggio c’è la quarantesima Fiera del Tartufo e del Miele, dalle 9 alle 19 all’area OltrExpo, e mercoledì 11 novembre a Godiasco Salice Terme l’Antica Fiera di San Martino. In treno, da Porta Garibaldi a Broni ci vuole un’ora e 20 minuti, ma per salire fino al Brallo serve l’auto.

I treni del foliage da Milano

Google lo chiede, e la risposta va data con onestà: da Milano, quest’autunno, il treno del foliage che si può prendere davvero è uno, ed è il Bernina Express. Il resto o è già passato, o non parte.

foliage vicino milano Bernina Express
foliage vicino milano Bernina Express

Il Bernina si prende a Tirano. Da Milano Centrale ci si arriva con il regionale Trenord in due ore e mezza, senza cambi, con una partenza ogni ora e il biglietto da 12,50 euro in seconda classe. Da Tirano a St. Moritz la Ferrovia Retica dà circa due ore e un quarto, attraverso il passo del Bernina e la Valposchiavo. In seconda classe la tratta costa 33 franchi, più la prenotazione del posto, che sul Bernina Express è obbligatoria e costa 32 franchi. Sui regionali della stessa linea la prenotazione è facoltativa, cinque franchi. Dal 26 ottobre al 29 novembre la Ferrovia Retica vende la carta giornaliera «Carlina bianca», 56 franchi in seconda classe, con i larici dorati dell’Engadina come motivo del viaggio: supplementi e prenotazioni sono a parte.

Chi preferisce non pensare a coincidenze e prenotazioni ha i tour organizzati: c’è per esempio il tour di un giorno da Milano con il trenino del Bernina e St. Moritz, che organizza tutto il viaggio.

Il treno del foliage più famoso d’Italia, la Vigezzina-Centovalli fra Domodossola e Locarno, sta in Piemonte e ha una guida sua: il nostro treno del foliage.

Attenzione: il Sebino Express, il treno storico della Fondazione FS da Milano al lago d’Iseo, ha fatto le ultime corse dell’anno domenica 25 ottobre, e a novembre il calendario non ha treni storici verso il lago. Il Treno dei Sapori, sulla Brescia-Iseo, scrive sul suo sito che per il 2026 la programmazione non può essere garantita: molte guide lo danno ancora per certo.

Come organizzare la gita, e cosa mettere in conto

Il foliage dipende dal meteo delle due settimane prima più che da quello del giorno. Un fronte con vento forte spoglia un bosco in due giorni, e nessun bollettino ve lo dice: se la settimana prima è passata una perturbazione decisa, lasciate perdere la quota e puntate su Monza, sul Ticino o sui colli di Bergamo, che tengono di più.

La domenica è il giorno di tutti. A Monza e a Montevecchia si trova posto con il treno meglio che con l’auto, e a Bellagio e in Val di Mello conviene arrivare presto, perché in valle le auto ammesse sono quaranta. Ricordatevi poi che molte cose, d’autunno, vanno solo nel fine settimana: la linea CF del Campo dei Fiori, la funivia di Laveno dal 9 novembre, Villa Carlotta dopo l’8, i bus festivi della Val Masino.

La luce è l’altra cosa che si sottovaluta. A novembre il colore rende nella prima e nell’ultima ora, e nelle valli strette, come la Val di Mello, il sole sparisce dietro il versante molto prima del tramonto.

E l’auto, qui, conta solo in metà dei posti. Monza, Montevecchia, Varese, Canzo, Bergamo e Tirano sono gite da treno, e viaggiare leggeri ha i suoi vantaggi. Per la Val di Mello di sabato, per il Brallo, per l’Alpe del Vicerè e per la Val Brembana l’auto invece serve: chi a Milano non ce l’ha di solito la noleggia per un giorno, e per quello noi confrontiamo le tariffe su DiscoverCars, che mette in fila le compagnie dello stesso ritiro. Se la ritirate in città, prima di partire leggete come funzionano la ZTL di Milano e l’auto a noleggio.

Se volete fermarvi a dormire

Per fare due giorni invece di uno. Le abbiamo scelte fra le strutture con un punteggio alto e oltre cento recensioni, una per ognuno dei posti dove ha senso passare la notte.

  • Hotel Piazza Vecchia, a Bergamo: un quattro stelle in via Colleoni, dentro Città Alta, a pochi passi dalla piazza che gli dà il nome.
  • Hotel Bellagio, a Bellagio: un albergo piccolo in salita Grandi, nel cuore del borgo, per chi vuole il lago di sera quando le gite sono ripartite.
  • Grand Hotel Villa Serbelloni, a Bellagio: il cinque stelle storico sulla punta del promontorio, per chi la gita d’autunno la vuole fare in grande.
  • Hotel Ristorante Miramonti, in Val Masino: un tre stelle con ristorante, per dormire in valle ed essere in Val di Mello la mattina presto, prima delle altre auto.

Info essenziali

  • Quando andare: fine ottobre e inizio novembre in quota (Val di Mello, Bernina), fine ottobre e metà novembre per i boschi di Varese, Canzo e Montevecchia, fino all’11 novembre per i parchi di Milano e Monza.
  • Le gite più facili senza auto: Parco di Monza (11 minuti di treno da Centrale), Montevecchia (S8 fino a Cernusco-Merate), Sacro Monte di Varese, Bergamo Città Alta.
  • Quanto costa: parchi e sentieri a ingresso libero. Si pagano la funicolare del Sacro Monte (1,60 euro), quelle di Bergamo (1,70 euro), la funivia di Laveno (14 euro andata e ritorno), Villa Carlotta (17,50 euro), le Torbiere del Sebino (3 euro), il pass auto della Val di Mello (12 euro).
  • Cosa non c’è più quest’anno: il Sebino Express e il Treno dei Sapori, la navetta della Val di Mello, la navetta bus per il santuario di Monte Isola dopo l’1 novembre.
  • Da controllare prima di partire: gli orari dei battelli del lago di Como dopo l’1 novembre, gli avvisi del Comune di Val Masino, il meteo per la funivia di Laveno.

Domande frequenti sul foliage vicino a Milano

Dove vedere il foliage più bello vicino a Milano?

Per mezza giornata, il Parco di Monza, con la Cattedrale di tigli e i viali della mappa foliage della Reggia. Per una giornata intera, la Val di Mello in Valtellina, dove a fine ottobre i larici diventano d’oro sopra i faggi, oppure il lago di Como fra Bellagio e Villa Carlotta. Più vicino e senza auto, il Sacro Monte di Varese e Bergamo Città Alta.

Ci sono treni del foliage da Milano?

Quest’autunno sì, uno: il Bernina Express, che si prende a Tirano, due ore e mezza di regionale da Milano Centrale, e arriva a St. Moritz. Il Sebino Express verso il lago d’Iseo ha fatto le ultime corse il 25 ottobre, e il Treno dei Sapori nel 2026 non è garantito. La Vigezzina-Centovalli parte da Domodossola, in Piemonte.

Dove vedere il foliage vicino a Milano senza auto?

Dentro Milano ai Giardini Montanelli, al Boscoincittà (bus 80) e al Parco Nord (M5 Bignami). Fuori, al Parco di Monza (11 minuti da Centrale, poi bus Z221), a Montevecchia (S8 fino a Cernusco-Merate e sentiero 2), al Sacro Monte di Varese (treno per Varese e bus C), a Canzo e a Bergamo Città Alta (48 minuti da Centrale).

Qual è il periodo migliore per il foliage vicino a Milano?

Dipende dalla quota. In montagna, in Val di Mello e sul Bernina, fine ottobre e inizio novembre. Nei boschi di collina di Varese, Canzo, Montevecchia e Oltrepò da metà ottobre a metà novembre. Nei parchi della città e a Monza fino all’estate di San Martino, l’11 novembre.

Dove vedere il foliage a Bergamo?

In Città Alta e nel Parco dei Colli di Bergamo, che va dai 244 ai 1.146 metri. Si sale con le funicolari di Città Alta e di San Vigilio, con il normale biglietto urbano da 1,70 euro, e sabato 7 e domenica 8 novembre il Parco organizza visite guidate gratuite al Roccolo della Tavernella.

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foliage vicino milano pin
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Alberto Macaluso

Nomade digitale con una passione spasmodica per l’archeologia e la storia – quando la storia racconta storie belle da (ri)raccontare – mi occupo dal lontano 1997 di comunicazione web e sono specializzato in progettazione e Seo. La mia passione per il viaggio nasce da una voglia costante di conoscere nuovi luoghi e nuove persone. Nel mio trolley (bagaglio rigorosamente sempre a mano) non mancano mai tutta una serie di device tecnologici e il mio fido Kindle, carico di tantissimi titoli di fantascienza, fantasy ovviamente saggi storici e anche di lavoro. Tutte le mie mete sono il frutto di suggestioni visive, uditive, e perché no anche tattili ed olfattive: un film, un telefilm, un passaggio di un libro, una canzone ascoltata alla radio una ricetta esotica, ogni cosa può essere per me uno stimolo a partire.

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