Cosa vedere a Miami: spiagge, quartieri e gite fino a Key West

Aggiornato il 29 Ottobre 2026

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cosa vedere a Miami

Un amico che si è trasferito in Florida, una camera degli ospiti libera e una settimana di ferie a maggio: come quasi tutti i miei viaggi anche questo è nato un po’ per caso, e dire di no era impossibile. Palme altissime, spiagge sconfinate, un mare dai colori caraibici e feste a qualsiasi ora fanno di Miami una delle mete più desiderate del mondo, e io volevo capire cosa ci fosse dietro la cartolina.

La prima cosa che ho capito, appena arrivato, è che Miami e Miami Beach sono due città diverse, divise da una baia e collegate da lunghi ponti. In questa guida trovate cosa vedere in tutte e due: South Beach e l’Art Deco District, Wynwood, Little Havana, Downtown e la baia, poi le gite alle Everglades e la strada sul mare fino a Key West, e i due giorni che ho rubato a Orlando e al Kennedy Space Center. Se invece state ancora scegliendo dove andare negli Stati Uniti, partite da lì e tornate qui quando la Florida avrà vinto.

In breve

A Miami servono almeno 3 giorni, 5 con le gite. A Miami Beach: South Beach, Ocean Drive e gli oltre 800 edifici dell’Art Deco District, il South Pointe Pier. In città: i murales di Wynwood (Wynwood Walls 12 $), Little Havana e la Calle Ocho, il PAMM (18 $), Vizcaya (32 $, 25 $ durante i restauri). Fuori: le Everglades (35 $ a veicolo più 100 $ a persona per i non residenti) e l’Overseas Highway fino a Key West. Il periodo migliore va da dicembre ad aprile; gli uragani vanno dal 1° giugno al 30 novembre, con il picco a metà settembre. Il Metromover e il trolley di Miami Beach sono gratuiti; per l’ingresso negli USA serve l’ESTA (40,62 $).

Miami e Miami Beach: come è fatta la città

Miami è fatta di due città: Miami sulla terraferma, con Downtown, Brickell e i quartieri come Wynwood e Little Havana, e Miami Beach, che è un comune a sé su un’isola lunga e stretta fra la Biscayne Bay e l’oceano. Le collegano le causeway, i ponti stradali che attraversano la baia, e quando qualcuno vi dice «andiamo a Miami» quasi sempre intende la spiaggia, cioè Miami Beach.

La punta sud di Miami Beach è South Beach, quella delle cartoline: Ocean Drive, l’Art Deco, le torrette colorate dei bagnini. Salendo verso nord si passa per Mid-Beach e North Beach, più tranquille e fatte di grandi alberghi. Sulla terraferma i grattacieli di Brickell e Downtown guardano la baia; a nord ci sono Wynwood e il Design District, a ovest Little Havana, a sud Coconut Grove e Coral Gables. Più in là, oltre il ponte di Rickenbacker, c’è l’isola di Key Biscayne.

Una torretta dei bagnini arancione e verde sulla spiaggia di South Beach, con i grattacieli di Miami Beach sullo sfondo
South Beach, una delle torrette colorate dei bagnini

Attenzione: Miami non è la capitale della Florida. La capitale è Tallahassee, nel nord dello Stato, scelta nel 1824 a metà strada fra St. Augustine e Pensacola. Nel 2019 qui vi avevo scritto «la calda capitale della Florida»: era un modo di dire, ma sbagliato, e lo correggo.

South Beach e l’Art Deco District

South Beach è la prima cosa da vedere a Miami, e il suo cuore è Ocean Drive, il lungomare che corre dalla 1st alla 15th Street. Da una parte hotel, ristoranti e bar uno dietro l’altro, dall’altra il prato di Lummus Park pieno di palme che fa da ingresso alla spiaggia. È sempre affollata, a qualsiasi ora, ed è letteralmente tappezzata di alberghi per ogni gusto e ogni tasca.

Il marciapiede di Ocean Drive fra le palme di Lummus Park e gli hotel art déco bianchi di South Beach
Cosa vedere a Miami: spiagge, quartieri e gite fino a Key West 11

Gli edifici color pastello che vedete lungo Ocean Drive e Collins Avenue sono l’Art Deco Historic District: oltre 800 costruzioni degli anni fra il 1923 e il 1943, entrate nel Registro nazionale dei luoghi storici nel 1979 dopo una battaglia per salvarle dalle ruspe. Hotel bassi, linee arrotondate, insegne al neon, oblò e piccole torri: guardatele la sera, quando le luci si accendono, ed è un’altra città.

Info pratica: il tour a piedi della Miami Design Preservation League, l’associazione che ha salvato il quartiere, parte tutti i giorni dal Welcome Center al 1001 di Ocean Drive, dura circa 2 ore e costa 50 $ (40 $ per gli over 65, gratis sotto i 12 anni), cuffie comprese. È in inglese. Per lo stesso prezzo c’è anche il tour di una guida locale che mescola l’architettura con la cronaca, da Miami Vice agli anni dei cocaine cowboys, sempre in inglese.

Nel quartiere ci sono altre due passeggiate da fare. Española Way è una stradina in stile mediterraneo, con ristoranti all’aperto e lucine appese, e Lincoln Road è il viale pedonale dei negozi, che taglia l’isola da una baia all’altra. Io ci sono passato per caso tornando dalla spiaggia, ed è il posto giusto per l’ora in cui il sole picchia troppo.

Attenzione: il tratto più famoso di Ocean Drive, fra la 5th Street e la 14th Place, è da anni conteso fra chi lo vuole pedonale e chi lo rivuole aperto alle auto. Chiuso al traffico durante la pandemia, nel gennaio 2025 un giudice ha ordinato al Comune di Miami Beach di riportarlo com’era prima; a maggio 2026 la contea ha aperto alla pedonalizzazione, che però non è ancora decisa. Potreste trovarlo diverso a seconda del tratto e del periodo.

Il South Pointe Pier, in fondo all’isola

La passeggiata che vi consiglio di più a South Beach è quella fino all’estremità sud della spiaggia, dove c’è il South Pointe Park con il suo molo, il South Pointe Pier, lungo circa 137 metri. Il parco è aperto dall’alba al tramonto e attraversandolo arrivate in cima al molo, da dove si vede tutto il lungomare con lo skyline dei grattacieli alle spalle. Per me è stata la vista più bella di Miami Beach, e non costa niente.

Nicola sul South Pointe Pier, con la scogliera, il mare turchese e i grattacieli di South Beach alle spalle
Cosa vedere a Miami: spiagge, quartieri e gite fino a Key West 12

Consiglio: andateci a piedi lungo la spiaggia, non in macchina. Il parcheggio del parco è a pagamento e a South Beach trovare posto è un’impresa; la camminata invece, partendo da Lummus Park, vi fa vedere tutta la spiaggia e i suoi giardini.

Le spiagge e il mare di Miami

Il mare è una delle ragioni principali per venire qui, e la spiaggia di Miami Beach è larghissima e in gran parte libera: ad ombreggiarla ci sono solo le mitiche torrette dei bagnini, a distanza regolare, e qualche struttura che noleggia ombrelloni e lettini. L’acqua ha i colori dei Caraibi, dal verde all’azzurro, ed è spesso mossa dal vento, ma resta sempre pulita. Resistere al tuffo è impossibile!

Nicola in un selfie davanti a una torretta dei bagnini di Miami Beach dipinta a stelle e strisce
Cosa vedere a Miami: spiagge, quartieri e gite fino a Key West 13

Ai più sportivi come me non mancheranno le palestre all’aperto, direttamente sulla spiaggia e gratuite: a Lummus Park ci si allena con vista oceano. Per tutti c’è ogni attività acquatica immaginabile, dalle lezioni di surf ai giri in motoscafo. Se cercate più calma, salite verso Mid-Beach e North Beach, dove la spiaggia è la stessa ma la gente molto meno.

Fuori da Miami Beach la spiaggia più bella è quella di Key Biscayne, nel parco statale Bill Baggs Cape Florida, con il suo faro: l’acqua lì è più riparata, ed è la scelta di chi viaggia con i bambini.

Attenzione: fate caso alle bandiere sulle torrette. Con il vento l’oceano qui forma correnti che tirano verso il largo anche a pochi metri dalla riva, e alcune torrette restano senza bagnino: lo dice il cartello «No lifeguard on duty», come nella prima foto di questa guida. Nuotate davanti alle torrette presidiate.

Wynwood e il Design District

Wynwood è stata la sorpresa più bella del viaggio, e vi consiglio di non perderla. Quello che fino a una ventina d’anni fa era un quartiere di magazzini e poco raccomandabile oggi è una galleria d’arte a cielo aperto: i vecchi edifici industriali sono coperti da murales enormi e coloratissimi, e gli spazi sono pieni di gallerie, locali e birrifici.

Il cuore del quartiere sono le Wynwood Walls, un museo all’aperto di street art con murales, sculture e una galleria al coperto. I murales nelle strade intorno li vedete gratis camminando; dentro le Walls si entra con il biglietto.

Info pratica: il biglietto delle Wynwood Walls costa 12 $ per gli adulti (10 $ over 65, 5 $ dai 13 ai 17 anni, gratis sotto i 12) e si compra sul sito ufficiale. Aprono tutti i giorni dalle 10:30 alle 18:30, con l’ultimo ingresso mezz’ora prima. Il secondo sabato del mese c’è la Art Walk del quartiere, con le gallerie aperte la sera, e le Walls sono gratuite dalle 17 alle 22. Se volete che qualcuno vi racconti i murales e gli artisti, il tour guidato dentro le Wynwood Walls, con l’ingresso compreso, costa intorno ai 22 $: per il solo biglietto conviene il sito ufficiale.

Appena a nord c’è il Design District, il quartiere delle grandi firme della moda e dell’arredamento, con architetture e installazioni da vedere anche senza comprare niente. Sono due anime diverse, una accanto all’altra: Wynwood è vernice spray e birra artigianale, il Design District vetrine e cemento lucidato.

Little Havana e la cucina cubana

Little Havana è il quartiere cubano di Miami, e la sua strada è la Calle Ocho, cioè la SW 8th Street: botteghe di sigari, caffè con la finestrella sulla strada, musica che esce dai locali. È il posto dove sentirete più spagnolo che inglese, e dove Miami smette di sembrare una cartolina.

La tappa più famosa è il Domino Park, che in realtà si chiama Máximo Gómez Park (1444 SW 8th Street): i tavolini all’ombra dove gli anziani del quartiere giocano a domino, aperto tutti i giorni dalle 9 alle 18. L’ultimo venerdì del mese la Calle Ocho fa festa con i Viernes Culturales, musica, arte e bancarelle da mezzogiorno alla sera.

Cosa mangiare a Little Havana

  • Il cafecito alla ventanita: il caffè cubano, piccolo, dolcissimo e fortissimo, servito dalla finestrella che dà sulla strada.
  • Il Cuban sandwich: pane cubano pressato con maiale arrosto, prosciutto, formaggio svizzero, sottaceti e senape.
  • Croquetas e pastelitos: le crocchette di prosciutto e le sfoglie ripiene di guava e formaggio, da mangiare in piedi.
  • Versailles, sulla Calle Ocho: il ristorante cubano più famoso di Miami, dove si va per la ropa vieja e per vedere il quartiere che si ritrova.

Downtown, Brickell e la baia

Downtown e Brickell sono la Miami dei grattacieli, quella degli uffici e delle banche, e si girano bene senza macchina grazie al Metromover, il trenino sopraelevato senza conducente che fa il giro del centro ed è gratuito, sette giorni su sette. Salirci è già un modo di vedere la città dall’alto.

Sul lungomare della baia ci sono il Bayside Marketplace, con negozi e ristoranti sull’acqua e il molo da cui partono i giri in barca, e il Pérez Art Museum Miami, il PAMM, dedicato all’arte moderna e contemporanea, in un edificio con grandi terrazze e giardini pensili affacciati sulla baia.

Info pratica: il PAMM costa 18 $ (14 $ dai 7 ai 18 anni, over 62 e studenti, gratis sotto i 6 anni), è gratuito il giovedì dopo le 17 ed è chiuso il martedì e il mercoledì. Il lunedì e dal venerdì alla domenica apre dalle 11 alle 18, il giovedì fino alle 21. I biglietti possono esaurirsi: meglio comprarli online.

Dal Bayside partono le crociere nella Biscayne Bay, che passano davanti a Star Island e alla fila delle ville dei milionari, la Millionaire’s Row. La crociera di un’ora e mezza fra le case dei milionari costa intorno ai 20 $, con la guida a bordo: è il modo più economico per vedere lo skyline dall’acqua.

Coral Gables, Coconut Grove e Key Biscayne

A sud del centro la città cambia faccia: niente grattacieli, solo viali alberati e ville. Coconut Grove è uno dei quartieri più verdi e più antichi di Miami, con i suoi caffè e i parchi sulla baia; Coral Gables è la città giardino in stile mediterraneo progettata negli anni Venti, con l’hotel Biltmore e la Venetian Pool, una piscina pubblica ricavata da una vecchia cava di pietra corallina.

Fra i due quartieri, sulla baia, c’è Vizcaya, la villa all’italiana che l’industriale James Deering si fece costruire negli anni Dieci del Novecento, con le sale piene di arredi europei e i giardini all’italiana che scendono verso l’acqua. È la visita più elegante di Miami, e anche la più inattesa in una città così giovane.

Info pratica: Vizcaya costa 32 $ per gli adulti (10 $ dai 6 ai 12 anni, gratis sotto i 5), ma durante i lavori di restauro il biglietto è scontato: 20 $ fino a fine ottobre 2026 e 25 $ dal 1° novembre. È aperta dalle 9:30 alle 16:30 e chiusa il martedì; la visita guidata della casa padronale è sospesa per i lavori.

Oltre il ponte di Rickenbacker, che è a pedaggio, c’è Key Biscayne: un’isola di spiagge e parchi dove finisce la città. In fondo, il parco statale Bill Baggs Cape Florida custodisce il faro più antico dell’area di Miami e una delle spiagge più belle della zona. Per arrivarci serve la macchina, o un Uber.

La sera e le feste a Miami

Delle feste di Miami è impossibile non parlare: la città offre la possibilità di far festa in ogni modo. Ci sono i pool party organizzati dai grandi alberghi di Miami Beach nei fine settimana, i locali di Ocean Drive e di Collins Avenue che hanno una serata diversa per ogni gusto, e quelli di Wynwood e Brickell, dove si esce di più fra residenti.

Io l’ultimo pool party l’ho dovuto lasciare sul più bello, per prendere l’aereo del ritorno (la faccia che avevo mentre uscivo dalla piscina ve la lascio immaginare…). Se volete un consiglio nato da quell’errore: l’ultimo giorno non incastrate niente fra la festa e il volo, perché da Miami Beach all’aeroporto con il traffico del pomeriggio il tempo non è mai quello che pensate.

Attenzione: a marzo, nei fine settimana dello spring break, Miami Beach applica regole speciali. Nel 2026 i parcheggi in strada costavano 20 $ l’ora fino a 100 $ al giorno, i garage del distretto Art Deco una tariffa fissa da 40 a 100 $, e la rimozione dell’auto per i non residenti 548 $; gli accessi alla spiaggia erano limitati, con divieto di frigo, vetro e tende, e i negozi di alcolici chiudevano alle 20. Se potete, a marzo evitate i fine settimana.

Le gite da Miami: le Everglades, le Florida Keys e Key West

Le due gite da non perdere partendo da Miami sono le Everglades, la palude più grande degli Stati Uniti, e la strada sul mare delle Florida Keys fino a Key West. Per tutte e due la cosa più comoda è l’auto, oppure un tour con il trasferimento da Miami.

Le Everglades, a un passo dalla città

L’Everglades National Park comincia praticamente dove finisce la città, e ha due ingressi comodi da Miami: Shark Valley, lungo la US-41, la Tamiami Trail (che in città è proprio la Calle Ocho, la stessa strada di Little Havana), e l’Ernest F. Coe Visitor Center vicino a Homestead, a sud. Lì si cammina sulle passerelle sopra la palude e si vedono gli alligatori da vicino, come i grandi parchi dell’Ovest che vi ho raccontato nel giro dei parchi nazionali americani.

Info pratica: l’ingresso alle Everglades costa 35 $ a veicolo (20 $ a persona a piedi o in bici), vale 7 giorni consecutivi e non si paga in contanti. Dal 2026 i visitatori non residenti negli Stati Uniti pagano in più 100 $ a persona dai 16 anni in su: una coppia di italiani in auto spende quindi 235 $. La sovrattassa non si paga con il pass annuale America the Beautiful. Shark Valley è aperta dalle 8:30 alle 18.

L’immagine classica delle Everglades, l’airboat che vola sull’erba della palude spinto da un’elica gigante, la offrono gli operatori privati lungo la Tamiami Trail. Senza macchina, il tour in airboat con il trasferimento da Miami dura circa quattro ore e mezza e comprende già gli ingressi.

L’Overseas Highway e Key West

Per un viaggiatore incallito come me non esiste paradiso che possa trattenere la voglia di esplorare… Dopo tre giorni il mio amico è dovuto tornare al lavoro, e io mi sono ritrovato in un autonoleggio da cui sono uscito con una Mustang GT decappottabile rosso fuoco. La prima meta era Key West.

Nicola alla guida della Mustang decappottabile sull'Overseas Highway, con il mare delle Keys sullo sfondo
Cosa vedere a Miami: spiagge, quartieri e gite fino a Key West 14

A rendere imperdibile questa gita, però, è la strada per arrivarci. L’Overseas Highway attraversa le isole dell’arcipelago delle Keys e le collega con 42 ponti che corrono a pelo d’acqua su un mare dai colori fantastici: 113 miglia da Key Largo a Key West. Il più lungo è il Seven Mile Bridge, aperto nel 1982, quasi 11 chilometri sul mare; accanto corre il vecchio ponte, l’Old Seven, riaperto a pedoni e bici fino all’isoletta di Pigeon Key. È uno spettacolo che vale da solo tutto il viaggio.

Le distanze si contano con i mile marker, i cippi verdi che partono dal 127 vicino a Florida City e scendono fino allo zero di Key West: dal centro di Miami a Florida City si aggiunge una cinquantina di chilometri, e in tutto sono intorno ai 260 km. Fatela con calma, perché sulla strada delle Keys il limite si rispetta e le soste fanno metà della bellezza.

Consiglio: la Mustang l’ho presa a viaggio iniziato, al banco, e l’ho pagata come si paga una cosa decisa all’ultimo. Se pensate di fare le Keys in macchina, prenotate prima di partire: con un comparatore come DiscoverCars si confrontano le offerte e si vedono subito le coperture, e potete confrontare le tariffe del noleggio all’aeroporto di Miami prima di atterrare. Prima di partire leggete anche i nostri trucchi per il noleggio e le regole di guida americane, che non sono le nostre.

Key West è l’ultima isola dell’arcipelago, e per me è stata una piccola oasi molto curata, piena di storia e con un mare stupendo. Si gira a piedi o in bici fra le case di legno bianche, il porto e il tramonto di Mallory Square, che è il rito serale di tutta l’isola.

Nicola nell'acqua trasparente di una spiaggia di Key West
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Senza macchina, la gita di un giorno a Key West in pullman da Miami fa tutta l’Overseas Highway e vi lascia qualche ora sull’isola. Sappiate però che è una giornata lunghissima, e che la strada si gode meglio con le soste che decidete voi. Se guidate, invece, ripassate anche cosa fare se vi ferma la polizia: sulle Keys i controlli di velocità non mancano.

Palme, prato e mare turchese delle Florida Keys con un vecchio ponte sullo sfondo, in una grafica verticale
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Cosa fare a Miami e dintorni

Più lontano: Orlando, Disney World e il Kennedy Space Center

Orlando e la Space Coast non sono gite da Miami in giornata: sono un viaggio a sé, a poco più di tre ore di strada verso nord. Io ci sono andato con la Mustang dopo le Keys, e vi racconto le due cose che ho visto perché, se avete qualche giorno in più, sono il modo più naturale di allungare il viaggio.

Walt Disney World, contro ogni mio pronostico

Quando mi sono messo alla guida verso Orlando avevo deciso di non fermarmi ai parchi Disney. Cosa ci va a fare un ragazzone di 35 anni, da solo, in mezzo a una marmaglia di ragazzini urlanti? E poi il prezzo, più di 100 dollari per un solo parco: a mio parere decisamente troppi…

La statua di Walt Disney e Topolino davanti al castello di Cenerentola, al Magic Kingdom di Walt Disney World
Cosa vedere a Miami: spiagge, quartieri e gite fino a Key West 17

Le tre ore di strada mi hanno fatto cambiare idea, per fortuna, perché mi sarei perso una delle giornate più belle della mia vita. Con un giorno solo ho scelto il Magic Kingdom, la scelta più classica, con il castello di Cenerentola e tutto il resto: i ragazzini non mi hanno dato nessun fastidio e dopo pochi minuti, come per magia, ero tornato uno di loro. La giornata si è chiusa al tramonto con uno spettacolo di fuochi d’artificio che non dimenticherò.

Info pratica: Walt Disney World ha quattro parchi a tema (Magic Kingdom, EPCOT, Hollywood Studios e Animal Kingdom) e due parchi acquatici, Blizzard Beach e Typhoon Lagoon. Nel 2019 vi avevo scritto cinque parchi: mi ero sbagliato. Dall’Italia il sito Disney rimanda al portale europeo, che vende biglietti da due giorni in su, a partire da circa 130 € al giorno a persona nei periodi di bassa stagione.

Il Kennedy Space Center di Cape Canaveral

Poco lontano da Orlando, sulla costa, c’è Cape Canaveral con il Kennedy Space Center, la base della NASA da cui il 16 luglio 1969 partì l’Apollo 11, la missione che portò Armstrong e Aldrin sulla Luna. La parte aperta al pubblico, il Visitor Complex, è un museo enorme: quando ci sono stato io, oltre al tour a prenotazione nelle sale di controllo di quegli anni, ho provato un decollo nel simulatore e sono arrivato davanti allo shuttle Atlantis, l’unico esposto come se fosse in volo.

Nicola davanti al grande globo con il logo della NASA all'ingresso del Kennedy Space Center Visitor Complex
Cosa vedere a Miami: spiagge, quartieri e gite fino a Key West 18

Attenzione: nel 2019 qui vi avevo scritto che da Cape Canaveral era partita l’Apollo 13 «che portò il primo uomo sulla Luna». Sbagliato due volte: sulla Luna ci arrivò l’Apollo 11, nel luglio 1969, mentre l’Apollo 13 (aprile 1970) è la missione dell’allunaggio fallito per un guasto, quella di «Houston, abbiamo un problema». E gli shuttle conservati non sono due ma quattro: Atlantis qui, Discovery in Virginia, Endeavour a Los Angeles e il prototipo Enterprise a New York.

Lo shuttle Atlantis esposto con il portellone aperto nel padiglione del Kennedy Space Center
Cosa vedere a Miami: spiagge, quartieri e gite fino a Key West 19

La cosa che mi è rimasta di più è stato l’incontro con un astronauta: sentirlo raccontare cosa vuol dire fluttuare in assenza di gravità, e potergli fare domande, mi ha fatto sentire per un po’ come se lassù ci fossi stato anch’io. Vi avviso: serve un discreto inglese.

Info pratica: il biglietto di un giorno del Kennedy Space Center Visitor Complex, comprato online, costa 77 $ per gli adulti e 67 $ dai 3 agli 11 anni. L’incontro con l’astronauta oggi è un programma a parte, «Chat with an Astronaut»: circa un’ora, da prenotare, 50 $ per gli adulti oltre al biglietto d’ingresso.

Quando andare a Miami

Il periodo migliore per andare a Miami va da dicembre ad aprile: l’estate qui dura tutto l’anno, ma in inverno il caldo è sopportabile, piove meno e il rischio di uragani è fuori stagione. Quella atlantica degli uragani va ufficialmente dal 1° giugno al 30 novembre, con l’attività concentrata fra metà agosto e metà ottobre e il picco intorno al 10 settembre, secondo il National Hurricane Center.

Io ci sono stato a maggio, e per i miei gusti è un mese limite: le temperature cominciano a essere alte, anche se si respira ancora senza doversi rifugiare in un locale con l’aria condizionata. Da giugno a settembre il caldo umido e i temporali del pomeriggio sono la regola, e in quei mesi una polizza con l’annullamento del viaggio non è un dettaglio.

Tenete d’occhio anche il calendario: a marzo c’è lo spring break, con le regole speciali di Miami Beach che vi ho raccontato sopra, e nei giorni dei grandi eventi (l’Art Basel a dicembre, il Miami Open in primavera) gli alberghi si riempiono e i prezzi salgono.

Come muoversi a Miami

A Miami ci si muove con un mix di mezzi pubblici gratuiti, Uber e, per le gite, la macchina. Dall’aeroporto MIA il bus 150 Miami Beach Airport Express parte dalla stazione della metropolitana dell’aeroporto e arriva a Miami Beach per 2,25 $ (il tetto giornaliero dei mezzi è 5,65 $); la Metrorail, la linea arancione, porta invece verso Brickell e il centro. Alla stazione dell’aeroporto si arriva con il trenino interno, il MIA Mover.

In città due cose sono gratis: il Metromover di Downtown e Brickell, sempre, e il trolley di Miami Beach, dalle 8 alle 23 con un passaggio ogni 20 minuti circa. Per tutto il resto, nel 2019 io ho usato Uber e non ho trovato nessun’altra città al mondo dove costasse così poco: con le corse condivise pagavamo 4-5 dollari in due per tragitti di 10-15 minuti.

Attenzione: quelle corse condivise nel 2019 le avevo chiamate «UberX», ma UberX è la corsa privata, fino a 4 passeggeri. La versione condivisa oggi si chiama UberX Share, e la pagina di Uber dedicata a Miami non la elenca fra i servizi disponibili: i prezzi di allora non contateci.

La macchina in città non serve, anzi: a Miami Beach il parcheggio è caro e difficile. Diventa indispensabile per le Everglades, per le Keys e per Key Biscayne, ed è lì che conviene noleggiarla, magari solo per i giorni delle gite.

Quanti giorni servono per vedere Miami

Per vedere Miami servono almeno 3 giorni, che diventano 5 con le Everglades e Key West, e una settimana se volete anche Orlando e il Kennedy Space Center. Io ne ho avuti sette, e li ho usati quasi tutti.

GiorniCosa vedereCome muoversi
2 giorniSouth Beach, Ocean Drive e l’Art Deco, il South Pointe Pier; Wynwood e Little HavanaA piedi, trolley e Uber
3 giorniCome sopra, più Downtown con il Metromover, il PAMM o Vizcaya e la crociera nella baiaMetromover gratuito, Uber
5 giorniCome sopra, più le Everglades e una giornata (o una notte) a Key WestAuto a noleggio o tour con trasferimento
7 giorniCome sopra, più Orlando, Disney World e il Kennedy Space CenterAuto a noleggio

E qui sotto i prezzi d’ingresso delle visite di cui vi ho parlato, verificati sui siti ufficiali.

VisitaAdultiDa sapere
Wynwood Walls12 $Gratis il secondo sabato del mese dalle 17 alle 22
Tour Art Deco della MDPL50 $2 ore, in inglese, dal 1001 di Ocean Drive
PAMM18 $Gratis il giovedì dopo le 17; chiuso martedì e mercoledì
Vizcaya32 $25 $ durante i restauri, dal 1° novembre 2026; chiuso il martedì
Everglades35 $ a veicoloPiù 100 $ a persona per i non residenti dai 16 anni
Kennedy Space Center77 $Online, 1 giorno; l’incontro con l’astronauta è a parte
South Pointe Pier, Domino Park, MetromoverGratisIl parcheggio del South Pointe Park è a pagamento

Dove dormire a Miami

Per dormire a Miami la scelta è fra la spiaggia e la città: South Beach per chi vuole il mare e la sera a piedi, Brickell o Wynwood per chi preferisce la città e i prezzi un po’ più bassi in bassa stagione. Essendo stato ospite del mio amico, sugli hotel non posso darvi un consiglio da cliente, ma vi posso dire che Ocean Drive ne è letteralmente tappezzata, con soluzioni per ogni gusto.

Dove dormire a Miami: in quale zona

  • South Beach: la spiaggia, l’Art Deco e la vita notturna tutti a piedi. È la zona più comoda per un primo viaggio e la più cara in alta stagione; la sera, vicino a Ocean Drive, è anche la più rumorosa.
  • Mid-Beach e North Beach: la stessa spiaggia, molto più tranquilla, con i grandi resort. Per South Beach si usa il trolley gratuito.
  • Brickell e Downtown: grattacieli, ristoranti e il Metromover gratuito sotto casa. Comodi per Little Havana, la baia e le gite in macchina; per il mare serve un Uber o il bus.
  • Wynwood: per chi viene per i murales, i locali e la sera fuori dai circuiti della spiaggia. Gli alberghi sono pochi e recenti.

Dove dormire a Miami: hotel a South Beach, Brickell e Wynwood

Le abbiamo scelte fra le strutture con un voto medio da 8 in su e almeno 100 recensioni, e le fasce di prezzo sono relative a queste quattro.

In spiaggia, a South Beach

  • Pelican Hotel (€€ in alta stagione, €€€ in bassa): un albergo art déco direttamente su Ocean Drive, al 826, davanti a Lummus Park e alla spiaggia.
  • The Kent Hotel (€): un tre stelle su Collins Avenue, al 1131, a un isolato dalla spiaggia e da Ocean Drive, nel cuore dell’Art Deco District.

In città, a Brickell e Wynwood

  • citizenM Miami Brickell (€€€ in alta stagione, €€ in bassa): un albergo moderno nel centro di Brickell, al 11 della SE 10th Street, con camere doppie compatte.
  • Arlo Wynwood (€€): un quattro stelle nel cuore di Wynwood, al 2217 di NW Miami Court, a pochi passi dai murales e dalle Wynwood Walls.

Prima di partire: ESTA, assicurazione e voli

Per entrare negli Stati Uniti con un passaporto italiano serve l’ESTA, l’autorizzazione di viaggio che si chiede online prima di partire: dal 16 ottobre 2026 costa 40,62 $, e si fa sul sito ufficiale del governo americano, non sui siti che la rivendono a prezzi gonfiati.

La seconda cosa da non dimenticare è l’assicurazione sanitaria: negli Stati Uniti la sanità è privata e le cure si pagano care, anche quelle di un pronto soccorso, quindi partire scoperti non è un’opzione. Vi abbiamo spiegato perché in dettaglio nella guida all’assicurazione per gli Stati Uniti; se volete farvi subito un’idea dei costi, potete fare un preventivo per un viaggio negli USA con Heymondo, con le spese mediche e l’annullamento.

Per restare connessi, che vi servirà per Uber e per le mappe, il roaming fuori dall’Unione Europea costa caro: con una eSIM di Saily per gli Stati Uniti avete internet appena atterrati, senza cambiare scheda.

Quanto ai voli, da Roma Fiumicino ITA Airways vola diretto a Miami tutti i giorni, e American Airlines ha aggiunto un volo diretto da Milano Malpensa, annunciato tutto l’anno da marzo 2026. Da Miami, poi, gli altri Stati Uniti sono a un volo interno di distanza.

Info essenziali

  • Come arrivare: voli diretti da Roma Fiumicino (ITA Airways) e da Milano Malpensa (American Airlines); dall’aeroporto MIA il bus 150 per Miami Beach costa 2,25 $.
  • Quando andare: da dicembre ad aprile; uragani dal 1° giugno al 30 novembre, picco a metà settembre.
  • Quanti giorni: 3 per la città, 5 con le Everglades e Key West, 7 con Orlando.
  • Muoversi: Metromover e trolley di Miami Beach gratuiti, Uber per il resto, auto solo per le gite.
  • Documenti: passaporto ed ESTA (40,62 $ dal 16 ottobre 2026); assicurazione sanitaria indispensabile.

Domande frequenti su Miami

Quanti giorni servono per vedere Miami?

Almeno 3 giorni per la città: South Beach e l’Art Deco, Wynwood, Little Havana e Downtown. Con le Everglades e Key West ne servono 5, e una settimana se volete aggiungere Orlando e il Kennedy Space Center.

Qual è la zona più bella di Miami?

Per un primo viaggio South Beach, con Ocean Drive, gli edifici dell’Art Deco District e la spiaggia. In città Wynwood per i murales, Little Havana per l’atmosfera cubana, Coconut Grove e Coral Gables per il verde e la villa di Vizcaya.

Che differenza c’è tra Miami e Miami Beach?

Sono due città diverse. Miami è sulla terraferma, con Downtown, Brickell, Wynwood e Little Havana; Miami Beach è un comune a sé, su un’isola fra la Biscayne Bay e l’oceano, con South Beach e la spiaggia. Le collegano i ponti delle causeway.

Cosa si mangia di tipico a Miami?

La cucina cubana di Little Havana: il cafecito servito dalla finestrella sulla strada, il Cuban sandwich, le croquetas, i pastelitos di guava e formaggio e la ropa vieja.

Come ci si muove a Miami?

Il Metromover di Downtown e Brickell e il trolley di Miami Beach sono gratuiti; dall’aeroporto il bus 150 arriva a Miami Beach per 2,25 $. Per il resto si usa Uber, e l’auto serve solo per le gite alle Everglades, alle Keys e a Key Biscayne.

Com’è il mare a Miami?

Ha i colori dei Caraibi, dal verde all’azzurro, e la spiaggia è larga e in gran parte libera, ma l’oceano è spesso mosso dal vento e forma correnti: si nuota davanti alle torrette dei bagnini presidiate. Per l’acqua più calma c’è Key Biscayne.

Cosa fare a Miami a novembre?

Novembre è l’ultimo mese della stagione degli uragani, ma il picco di metà settembre è passato e il caldo cala: si possono fare le spiagge, la città e le Everglades, dove comincia la stagione secca. L’ultimo venerdì del mese, il 27 novembre nel 2026, la Calle Ocho fa festa con i Viernes Culturales.

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A Miami

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Nicola Fiorentini

Operaio in un'azienda grafica divido il mio tempo libero fra gli amici, la palestra e naturalmente i viaggi. Fiero di aver messo piede in tutti i continenti (quasi tutti, l'Antartide ancora manca all'appello) sono sempre alla ricerca di nuove mete da esplorare! Per tutte le mie foto nicola_s_world su Instagram!

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