In Cina non ci sono mai stato, e ve lo dico alla prima riga, perché su un tema come questo fare finta di esserci stato sarebbe l’ultima cosa da fare. Nella mia guida su come organizzare un viaggio ho scritto due cose che ripeto ancora a chiunque mi chieda un consiglio: che la più grande ricchezza oggi non sono i soldi ma il tempo, e quello manca sempre; e che bisogna lasciare un po’ di spazio per l’imprevisto, perché, come diceva Ferris Bueller, la vita si muove piuttosto velocemente.
Leggendo da cima a fondo la scheda della Cina della Farnesina mi sono accorto che lì quel consiglio diventa una regola scritta. In Cina il tempo è stampato sul passaporto: si entra senza visto per trenta giorni, e chi li supera anche di un solo giorno rischia sanzioni che arrivano alla detenzione. In questa guida vi spiego che cosa trovate negli ospedali cinesi e quanto costano, perché il calendario conta quanto il massimale, cosa succede se perdete il passaporto, perché un rimpatrio dalla Cina può essere più complicato del previsto, e che cosa deve coprire un’assicurazione sanitaria per la Cina.
In breve
Per entrare in Cina l’assicurazione non è obbligatoria: fino al 31 dicembre 2026 i cittadini italiani con passaporto ordinario possono restare fino a 30 giorni senza visto, per turismo, affari, visite o transito. La polizza però la raccomandano la Farnesina e il Consolato d’Italia a Chongqing, con un massimale che copra le cure, il trasferimento aereo in un altro Paese e il rimpatrio. La sanità cinese di buon livello si trova solo nelle metropoli, con poco inglese, e la degenza per gli stranieri arriva a 500 euro al giorno a Pechino. Due righe della scheda pesano più delle altre: chi supera i 30 giorni, anche di un solo giorno, rischia dall’ammenda alla detenzione amministrativa; e chi perde il passaporto deve ottenere un visto d’uscita che richiede almeno 5 giorni lavorativi. In caso di rimpatrio sanitario, Air China non accetta bombole di ossigeno a bordo. In Cina non si guida con la patente italiana né con quella internazionale.
Indice dell’Articolo
Serve un’assicurazione sanitaria per andare in Cina?
Rispondo subito, perché è la prima cosa che si chiedono tutti: per entrare in Cina l’assicurazione non è obbligatoria. Serve il passaporto con almeno sei mesi di validità residua e, fino al 31 dicembre 2026, niente visto per soggiorni fino a 30 giorni. Prima di arrivare si può compilare online la Carta di Ingresso per stranieri, in vigore dal 20 novembre 2025; chi non ci riesce la compila al valico con un codice QR.
La raccomandazione invece c’è, e arriva da due fonti. La scheda della Cina di Viaggiare Sicuri chiede di stipulare prima della partenza una polizza che copra le spese mediche e l’eventuale rimpatrio aereo sanitario o il trasferimento in un altro Paese. Il Consolato d’Italia a Chongqing va nella stessa direzione e parla di un «adeguato massimale». Tutte e due aggiungono un dettaglio che vale per chi parte con un viaggio organizzato: controllate cosa copre davvero la polizza compresa nel pacchetto, e se non basta fatene una individuale.
La tessera sanitaria europea qui non serve: vale nell’Unione europea e in pochi altri Stati, e la Cina non è fra questi. Se volete prima capire come funziona in generale la voce spese mediche, ne abbiamo parlato nella guida all’assicurazione sanitaria di viaggio.
Ospedali in Cina: cosa trovate se state male, e quanto costa
La Farnesina usa parole poco diplomatiche: «la qualità del servizio sanitario in Cina non è elevata». Solo nelle metropoli si trova personale medico competente, ed è personale che parla poco l’inglese o altre lingue veicolari. Nelle aree rurali la scheda segnala pesanti carenze, strutture inadeguate e medici non abbastanza specializzati.
Poi c’è il conto. Per gli stranieri i costi di degenza sono elevati, fino a 500 euro al giorno nella capitale, ed è la stessa Farnesina a dare la cifra. Le cliniche gestite da associazioni straniere, che nelle grandi città sono l’alternativa più comoda per un occidentale, sono definite «molto onerose». Fate il conto su una settimana di ricovero e capite perché il massimale non è un dettaglio da leggere per ultimo.
E c’è una riga che dice molto senza alzare la voce: «l’Ambasciata italiana non può sostenere, né garantire pagamenti di carattere privato». Tradotto: se l’ospedale vuole essere pagato, nessuno in Cina lo farà al posto vostro. L’Ambasciata e i Consolati possono invece indicarvi un medico di fiducia, ed è una cosa da sapere.
Il consiglio: la scheda raccomanda di portare con sé, in quantità sufficiente per tutta la durata del viaggio, i farmaci che si usano abitualmente, più antibiotici e antipiretici dietro consiglio del medico. Nella borsa dei medicinali di viaggio di casa nostra un digestivo non manca mai, e ci ha salvato più di una cena. In Cina vale il doppio, perché in farmacia la confezione che cercate potrebbe non esserci, e spiegare in mandarino cosa vi serve è un’impresa.
I 30 giorni senza visto: il calendario che la polizza non allunga
Eccoci al punto che mi ha fatto pensare alla frase di Ferris Bueller. L’esenzione dal visto è comodissima e ha un confine netto. La Farnesina lo scrive così: «il superamento, anche di un solo giorno, del periodo di permanenza massima consentito può comportare sanzioni significative, che vanno dall’ammenda sino alla detenzione amministrativa». E subito dopo raccomanda di pianificare l’uscita dal Paese con anticipo, così da avere margine «in caso di imprevisti logistici a ridosso della partenza».
Ora pensate a cosa può succedere negli ultimi giorni di un viaggio lungo. Una febbre che vi tiene a letto, un ricovero di tre giorni, un volo cancellato per un tifone. Un’assicurazione seria vi paga l’ospedale, il medico e magari l’albergo in più. Il calendario, invece, non lo sposta nessuna polizza: i giorni passano anche in corsia, e il trentesimo arriva comunque.
La scheda prevede la proroga del visto turistico, fino a un massimo di 30 giorni, chiedendola all’Ufficio per l’Amministrazione delle Entrate e Uscite della Questura locale, direttamente o tramite agenzie autorizzate. Se però siete entrati senza visto, come quasi tutti i turisti italiani oggi, la scheda non dice come si applica al vostro caso, e io non ve lo invento: in una situazione così la prima telefonata va fatta all’Ambasciata o al Consolato.
Attenzione al passaporto: se ve lo rubano o lo perdete, la procedura è lunga. Prima la denuncia al più vicino Ufficio di Pubblica Sicurezza; poi, con la denuncia e due foto, alla nostra Ambasciata o al Consolato per un documento di viaggio valido solo per il rientro, oppure per un nuovo passaporto, che richiede più tempo; infine il visto d’uscita cinese, per il quale possono servire almeno 5 giorni lavorativi. Se siete lontani da Pechino, Shanghai, Canton o Chongqing, dove ci sono le nostre sedi, aggiungete qualche giorno. Tenete una copia delle pagine del passaporto separata dall’originale, e non pianificate il viaggio fino all’ultimo dei trenta giorni.
Ecco perché, quando leggete una polizza per la Cina, oltre al massimale cercate due voci: le spese di prolungamento del soggiorno, cioè chi paga le notti in più se dovete restare per malattia o per un imprevisto coperto, e l’anticipo di denaro per le spese urgenti. Sono le voci che servono proprio quando il calendario si stringe. E una cosa ancora, che vale fino a quando la regola resta questa: l’esenzione dal visto è prevista fino al 31 dicembre 2026, quindi se partite dopo quella data verificate prima sulla scheda che cosa è cambiato.
Rimpatrio dalla Cina: la regola dell’ossigeno e chi fa i trasferimenti
Questa è la riga della scheda che non ho trovato in nessuno degli articoli che ho letto sull’argomento: «in caso di rimpatrio sanitario l’AIR CHINA non consente il trasporto a bordo di bombole ad ossigeno». Sembra un dettaglio tecnico, e invece cambia il modo in cui si rientra. Un paziente che durante il volo ha bisogno di ossigeno non può tornare a casa con un volo di linea di quella compagnia, e serve un’alternativa: un altro vettore o un aereo sanitario.
La Farnesina dice anche chi fa questo mestiere sul posto. In Cina operano grandi compagnie internazionali come SOS International e Global Doctor, che organizzano il trasferimento sanitario dei pazienti fuori dal Paese, e la scheda precisa che lo fanno «a prezzi elevati». È esattamente il tipo di spesa che, senza una polizza, ricade per intero su chi sta male o sulla sua famiglia.
E c’è un’ultima avvertenza, che scrivo con il garbo che merita. La Farnesina sconsiglia il viaggio, se non accompagnate, alle persone che soffrono di patologie psichiatriche, perché in caso di crisi durante il soggiorno è molto complesso farsi curare in una struttura cinese, ed è «ancor più complesso il rimpatrio per via aerea». La scheda segnala anche le barriere architettoniche, presenti pure nei luoghi turistici più famosi: chi viaggia con una persona con disabilità fa bene a saperlo prima.
Quello che NON so, e come lo scoprite voi: le condizioni complete delle polizze di viaggio quasi mai sono pubblicate per intero sul sito, si ricevono in fase di preventivo. Quelle di Heymondo non le ho trovate online, quindi non vi dico che cosa prevedono sul rimpatrio dalla Cina: vi dico che cosa chiedere. Le domande sono tre: se il rimpatrio sanitario può avvenire anche con un aereo sanitario, oltre che con un volo di linea, se è previsto il trasferimento in un Paese vicino, e se ci sono spese di prolungamento del soggiorno per chi non può ancora partire. Vale per qualunque compagnia scegliate.
Tibet, alta quota e zone di confine
Il Tibet merita un paragrafo a parte, perché è il sogno di molti e ha regole sue. Il visto o l’esenzione per la Cina non bastano: serve un permesso speciale, rilasciato con criteri restrittivi ad agenzie autorizzate e solo per visite di gruppo. Chi prova a entrare senza rischia l’arresto, e gli stranieri possono dormire solo in alcuni alberghi autorizzati.
Poi c’è la quota. La Farnesina avverte che l’altitudine può causare problemi alle persone anziane e a chi soffre di disturbi cardiaci o polmonari, e consiglia di sentire un medico prima di partire. Per la polizza, la domanda da fare è se ci sono limiti di altitudine o esclusioni per i trekking in quota.
Sulle zone di confine la scheda è netta: sconsiglia di attraversare i confini con Afghanistan, Birmania e Pakistan, e invita a evitare quelli con Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan. Nello Xinjiang ci sono stati in passato disordini ed episodi di violenza, e nelle aree meno frequentate dello Yunnan, verso Birmania, Laos e Vietnam, pesa il contrabbando di droga. Alcuni luoghi della Cina sono ancora interdetti ai turisti stranieri, e il Governo può chiuderne altri senza preavviso: prima di fissare l’itinerario, chiedetelo a chi vi organizza il viaggio.
Tifoni, alluvioni e smog: quando conta l’annullamento
La Cina è grande quanto un continente, e il meteo cambia da una regione all’altra. La stagione delle piogge va da giugno a novembre, e d’estate le alluvioni possono essere gravi nei bacini dello Yangtse e del Fiume Giallo e nel Guangxi. Fra giugno e settembre i tifoni, anche molto intensi, colpiscono la costa sud-orientale: Hong Kong, Macao, il Fujian, il Guangdong orientale e lo Zhejiang, con agosto e settembre come mesi più instabili. Ci sono anche diverse zone sismiche, fra cui il Sichuan, lo Hebei e la regione di Pechino.
Qui la voce della polizza che vi riguarda è l’annullamento e l’interruzione del viaggio, cioè quella che risponde quando è il viaggio a saltare e non voi a stare male. Non date per scontato che un tifone sia di per sé un motivo di annullamento: la polizza risponde agli eventi scritti nelle condizioni, e quelli vanno letti prima. E ricordate i trenta giorni: un volo cancellato a ridosso della scadenza è proprio l’imprevisto logistico di cui parla la Farnesina.
Il terzo rischio non si vede nelle previsioni del tempo. A Pechino, Shanghai, Canton, Chongqing e Tianjin si registrano livelli altissimi di polveri sottili, peggiori con l’alta pressione e senza vento. Nei giorni di picco la scheda consiglia di evitare l’attività fisica all’aperto e di usare mascherine con filtro antiparticolato, e chiede attenzione particolare a bambini, donne incinte, anziani e a chi ha malattie respiratorie o cardiovascolari. L’indice si controlla sul sito aqicn.org, città per città.
Il consiglio sulla salute: non c’è nessuna vaccinazione obbligatoria, salvo la febbre gialla per chi arriva da un Paese a rischio, anche solo in transito. La scheda segnala però tubercolosi ed epatite A e B molto diffuse, encefalite giapponese d’estate nelle aree rurali e umide, dengue nel Guangdong, circa mille casi di rabbia all’anno e un rischio minimo di malaria nello Yunnan e a Hainan. Un mese prima di partire passate da un ambulatorio di medicina dei viaggi. E acqua solo in bottiglia, frutta e verdura lavate, prudenza con il cibo di strada.
Le regole del paese che una polizza non risolve
Questa sezione riguarda i guai, e nessuna assicurazione vi toglie da un guaio legale. Comincio dalla cosa che a me, che appena atterrato cerco sempre il banco del noleggio, è saltata all’occhio per prima: in Cina non sono riconosciute né la patente italiana né quella internazionale. Si può chiedere una patente temporanea all’ufficio della motorizzazione dell’aeroporto di arrivo, con la traduzione in cinese della propria patente, ma per un turista la scelta più semplice resta quella che consiglia la stessa scheda: voli interni sulle lunghe distanze e una rete ferroviaria che arriva ovunque.

Sulle droghe la legge cinese è durissima, e la scheda contiene un’avvertenza che va letta due volte: i test antidroga possono rilevare tracce di sostanze assunte anche alcuni giorni prima, quindi si può risultare positivi per un consumo avvenuto prima di entrare nel Paese, e la pena è comunque detentiva. Dal 1° maggio 2026 a Pechino non si può entrare né transitare con un drone o con i suoi componenti principali, che possono essere confiscati, e dal 15 settembre 2026 sono possibili controlli più intensi in frontiera, anche sui dispositivi elettronici.
Infine due avvertimenti pratici. Se dormite a casa di qualcuno e non in albergo, dovete registrarvi entro 24 ore al commissariato di zona. E non accettate inviti da sconosciuti gentilissimi che vi propongono un tè, un bar o un giro della città per fare pratica d’inglese: la Farnesina descrive proprio questa truffa, che finisce con un conto enorme da pagare con la carta di credito.
Cosa deve coprire un’assicurazione sanitaria per la Cina
Metto in una tabella quello che è emerso fin qui, perché è il modo più rapido per confrontare due preventivi con lo stesso metro. La colonna da leggere è la terza: il perché, per la Cina nello specifico.
| Voce | Come deve essere | Perché in Cina |
|---|---|---|
| Spese mediche | Massimale alto, per tutta la durata del soggiorno | La degenza per gli stranieri arriva a 500 euro al giorno a Pechino, e le cliniche straniere sono molto care |
| Pagamento | Diretto alla struttura, non a rimborso | L’Ambasciata non può sostenere né garantire pagamenti privati |
| Rimpatrio sanitario | Anche con aereo sanitario, oltre al volo di linea | Air China non accetta bombole di ossigeno nei rimpatri sanitari |
| Trasferimento in altro Paese | Previsto esplicitamente | Lo raccomandano sia la Farnesina sia il Consolato di Chongqing |
| Prolungamento del soggiorno | Presente, con le notti in più coperte | Con 30 giorni senza visto, un ricovero o un passaporto perso stringono il calendario |
| Centrale operativa | 24 ore, in italiano, con consulto medico a distanza | Fuori dalle metropoli l’inglese è raro anche fra i medici |
| Annullamento e interruzione | Presente, con i motivi coperti letti prima | Tifoni da giugno a settembre, alluvioni estive, voli che saltano |
| Attività in quota | Verificare limiti di altitudine ed esclusioni | Tibet e trekking in alta quota |
| Bagaglio e documenti | Presente | Furti di passaporto in aumento nei luoghi affollati |
Perché scelgo Heymondo per la Cina
Sul blog usiamo Heymondo e lo diciamo apertamente: se comprate dai nostri link noi prendiamo una commissione e voi avete il 10% di sconto già applicato, senza codici da ricordare. Il motivo per cui per la Cina la consiglio però è pratico, e riguarda la lingua. La Farnesina scrive che persino nelle metropoli il personale sanitario conosce poco l’inglese, e che la polizia raramente lo parla.
Con l’app di Heymondo potete scrivere a un medico in chat, in italiano, a qualunque ora, e capire se quello che avete è una cosa da farmacia o da pronto soccorso prima di infilarvi in un taxi senza saper spiegare dove volete andare. Poi c’è l’assistenza ventiquattr’ore in italiano e il pagamento diretto delle strutture sanitarie, che vi evita di anticipare. Il quadro completo, con quello che ci convince e quello che ci convince meno, lo trovate nella nostra recensione di Heymondo. Per rimpatrio e prolungamento del soggiorno vale quello che vi ho scritto sopra: le condizioni si leggono prima, anche le sue.
Potete vedere le coperture per la Cina e fare un preventivo qui, con lo sconto già dentro il link.
Quando comprarla, e come fare il preventivo giusto
Sul quanto costa non vi do cifre, e non è reticenza: il premio dipende da quanti siete, da quanti giorni state via, dall’età di chi parte e dalle garanzie che scegliete, quindi qualunque numero scrivessi qui sarebbe sbagliato per quasi tutti. Il metodo invece ve lo do: fate due preventivi sullo stesso identico viaggio, stesse date, stesse persone, stesse garanzie, e confrontateli riga per riga con la tabella qui sopra, invece che guardando il totale in fondo.
Sul quando invece sono categorico: la polizza si compra quando si prenota, non la settimana prima di partire. L’annullamento copre proprio quello che succede fra la prenotazione e la partenza, e per un viaggio in Cina, che di solito si prenota con mesi di anticipo, è in quei mesi che si concentra il rischio. Se invece in Asia ci tornate più volte l’anno, guardate anche la polizza annuale multiviaggio.
Il consiglio: quando fate il preventivo, mettete come date quelle esatte del volo di andata e di ritorno, e controllate che il ritorno cada con qualche giorno di margine dentro i trenta concessi. È il momento giusto per lasciare quello spazio per l’imprevisto: costa niente sulla carta e vi evita la corsa contro il calendario, che in Cina non perdona.
Quando avete deciso, il preventivo per la Cina si fa da qui: cinque minuti, e poi potete tornare a studiare l’itinerario.
Domande frequenti sull’assicurazione sanitaria per la Cina
L’assicurazione sanitaria è obbligatoria per andare in Cina?
No. Fino al 31 dicembre 2026 i cittadini italiani con passaporto ordinario possono entrare in Cina senza visto per soggiorni fino a 30 giorni, e non è richiesta alcuna polizza. La Farnesina e il Consolato d’Italia a Chongqing la raccomandano però con un massimale adeguato, che copra cure, trasferimento in un altro Paese e rimpatrio.
Quanto costa un ricovero in ospedale in Cina?
Secondo la Farnesina i costi di degenza per i cittadini stranieri sono elevati, fino a 500 euro al giorno nella capitale, e sono molto onerose anche le cliniche gestite da associazioni straniere nelle grandi città. La qualità delle cure è buona solo nelle metropoli, e nelle aree rurali ci sono pesanti carenze.
Cosa succede se resto in Cina più di 30 giorni senza visto?
La Farnesina avverte che il superamento del periodo di permanenza consentito, anche di un solo giorno, può comportare sanzioni che vanno dall’ammenda alla detenzione amministrativa, e raccomanda di pianificare l’uscita con margine per gli imprevisti. Se un ricovero o un altro problema vi trattiene, contattate subito l’Ambasciata o il Consolato.
Cosa devo fare se perdo il passaporto in Cina?
Bisogna sporgere denuncia al più vicino Ufficio di Pubblica Sicurezza, poi andare con la denuncia e due foto all’Ambasciata o a un Consolato italiano per un documento di viaggio o un nuovo passaporto, e infine ottenere il visto d’uscita cinese, che può richiedere almeno 5 giorni lavorativi.
Si può fare un rimpatrio sanitario con Air China?
La Farnesina segnala che in caso di rimpatrio sanitario Air China non consente il trasporto a bordo di bombole di ossigeno. Per un paziente che ne ha bisogno serve quindi un’alternativa, come un altro vettore o un aereo sanitario. In Cina i trasferimenti fuori dal Paese li organizzano compagnie come SOS International e Global Doctor, a prezzi elevati.
Posso guidare in Cina con la patente italiana?
No. In Cina non sono riconosciute né le patenti nazionali straniere né quelle internazionali. Si può chiedere una patente temporanea all’ufficio della motorizzazione dell’aeroporto di arrivo, con la traduzione in cinese della propria patente. Per gli spostamenti lunghi la scheda indica voli interni e treno.
La tessera sanitaria europea vale in Cina?
No. La tessera sanitaria europea vale solo nei paesi dell’Unione europea e in pochi altri Stati, e la Cina non è fra questi. Le cure e i trasferimenti sono interamente a carico del viaggiatore o della sua polizza.
Una raccomandazione finale, ed è quella che faccio sempre: le schede paese cambiano, e questo articolo fotografa quello che c’è scritto oggi, a cominciare dall’esenzione dal visto, che ha una data di scadenza. Prima di partire riaprite la scheda della Cina su Viaggiare Sicuri e registrate il viaggio su Dove Siamo Nel Mondo. Poi lasciatevi davvero un po’ di spazio per l’imprevisto: in Cina non è un modo di dire, è un margine sul calendario.
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