Castagne in Piemonte: dove raccoglierle, da Torino a Cuneo

Aggiornato il 29 Ottobre 2026

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Castagne Piemonte alberi

Le castagne, per me, hanno l’odore delle caldarroste in piazza ad Alba. In Langa e nel Roero le ho raccolte, e in Garfagnana, dove ho casa, ci vado a castagne spessissimo. Quindi, quando ho cominciato a preparare questa guida, pensavo di sapere più o meno cosa avrei trovato.

Poi ho letto le pagine che Google mette in cima quando si cerca «castagne Piemonte». Sono quasi tutte la stessa lista, divisa per province e ricopiata da un sito all’altro con gli stessi errori. Vi mandano a raccogliere in Val Pellice, dove i produttori hanno piantato nei boschi tremila cartelli di «proprietà privata». Vi promettono 2 kg a testa ai Lagoni di Mercurago, con una legge che non esiste più dal 2012. E nessuna vi dice la cosa più semplice: in Piemonte una castagna per terra ha sempre un padrone.

Così ho fatto il lavoro al contrario. Invece di chiedermi dove ci sono i castagni, che in Piemonte stanno quasi ovunque, ho cercato dove le castagne si possono raccogliere davvero, leggendo le leggi regionali, i regolamenti dei Comuni e le pagine di chi i boschi li gestisce. Qui sotto trovate il risultato, zona per zona: vicino a Torino, nel Cuneese, in Langa, nel Biellese e verso il Lago Maggiore. Le regole che valgono in tutta Italia stanno nella guida su dove raccogliere le castagne, questa è la parte piemontese.

In breve

In Piemonte le castagne appartengono al proprietario del castagneto, anche quando sono cadute a terra o sulla strada: nessuna legge regionale le mette fra i prodotti del sottobosco. In Val di Susa i Comuni lo scrivono nei regolamenti di polizia rurale: a Mattie chi si prende le castagne altrui, anche quelle cadute sulla strada, rischia una sanzione da 25 a 250 euro, e a Bussoleno, Condove e Chianocco il divieto vale anche sui terreni abbandonati. Il limite di 2 kg a persona dei Lagoni di Mercurago è abrogato dal 1° gennaio 2012. I modi legali sono tre: le raccolte organizzate (Garessio, in Val Tanaro, ne ha fatta una gratuita il 24 e 25 ottobre 2026), il permesso del proprietario, e i posti dove chi gestisce il bosco lo consente, come alcune zone dell’Oasi Zegna. La stagione va da settembre, con le castagne precoci del Roero, a metà novembre.

Prima di partire: in Piemonte le castagne hanno sempre un padrone

La regola di base è nel codice civile, all’articolo 821: i frutti naturali appartengono al proprietario della cosa che li produce. Una castagna caduta dal riccio resta del proprietario dell’albero, che il bosco sia recintato o no, curato o lasciato andare.

Il Piemonte non fa eccezione. La legge regionale sui prodotti del sottobosco (la n. 32 del 1982, all’articolo 19) elenca muschi, fragole, lamponi, mirtilli e bacche di ginepro: le castagne non ci sono. Quella sui funghi nomina i castagneti solo per vietarci la ricerca dei funghi, «nei castagneti coltivati per la raccolta del frutto». E nei parchi regionali la legge sulle aree protette vieta la raccolta delle specie vegetali, facendo salve quelle commestibili più consumate: nessuna di queste norme toglie al proprietario i suoi frutti.

I Comuni di montagna, poi, lo scrivono nero su bianco. In Val di Susa ho letto i regolamenti di polizia rurale di quattro paesi, e dicono tutti la stessa cosa con parole diverse:

  • A Mattie il regolamento vieta di prendere senza il permesso del proprietario anche i frutti caduti sulle strade aperte al pubblico, «in quanto i frutti caduti dalle piante appartengono al proprietario delle piante», con una sanzione da 25 a 250 euro.
  • A Bussoleno, Condove e Chianocco è vietato ai non proprietari «raccogliere frutti anche su terreni abbandonati (es. castagne, noci ecc.)», e a Bussoleno e Condove il permesso, se il proprietario non è lì con voi, deve essere scritto.

E Mattie quest’anno ha fatto un passo in più. Con l’ordinanza n. 2 del 2026, dal 1° ottobre al 2 novembre, ha chiuso alle auto dalle 7 alle 18.30 quattro strade che salgono ai castagneti, lasciandole solo a residenti e proprietari. Il motivo è scritto nell’ordinanza: troppi gitanti che salgono per «impossessarsi dei frutti», in mezzo a chi lavora.

Attenzione: la regola dei «2 kg a persona ai Lagoni di Mercurago», che trovate in quasi tutte le liste, è morta da quasi quindici anni. Stava nell’articolo 3 della legge regionale n. 25 del 1993, che permetteva ai visitatori di raccogliere castagne in ottobre e novembre, e già allora «fatto salvo il rispetto delle norme vigenti a salvaguardia della proprietà». Quella legge è stata abrogata dalla legge sulle aree protette del 2009, con effetto dal 1° gennaio 2012. Oggi ai Lagoni non c’è nessun limite in chili, e non c’è nessuna regola che vi autorizzi a raccogliere sui fondi altrui.

Le pene, la differenza fra furto e spigolatura e le regole delle altre regioni le trovate nella guida nazionale su dove raccogliere le castagne. Qui basta tenere a mente una cosa: il bosco non è un supermercato aperto, è il lavoro di qualcuno.

Dove si possono raccogliere davvero: i tre modi

Tolte le leggende, i modi puliti per tornare a casa con un sacchetto di castagne raccolte da voi sono tre.

Le raccolte organizzate. Sono poche, ma ci sono. Le organizza un Comune, una Pro Loco o un’azienda agricola, di solito durante le feste d’autunno, e vi portano in un castagneto dove il proprietario è d’accordo. Quest’anno la più chiara è stata quella di Garessio, in Val Tanaro, di cui parlo più sotto.

Il permesso del proprietario. È il modo più vecchio e il più semplice: chiedere. Nei paesi di castagne qualcuno che ha più alberi di quanti riesca a raccoglierne c’è quasi sempre, e un agriturismo o un b&b della zona è il posto giusto per chiedere chi. Se il proprietario non viene con voi, fatevi dare due righe scritte: in alcuni Comuni, come Bussoleno e Condove, è il regolamento a pretenderlo.

I posti dove chi gestisce il bosco lo consente. Sono le zone che un ente o un’area turistica indica apertamente come posti dove andare a castagne, come l’Oasi Zegna nel Biellese. Anche lì, però, gli alberi privati restano privati, e lo dicono loro stessi.

Tutto il resto, cioè fermarsi lungo una strada di montagna e riempire il cestino, in Piemonte non è un diritto. È una cosa che a volte si tollera, e che sempre più spesso si multa.

Castagne vicino a Torino: Val di Susa, Val Pellice e Canavese

Da Torino i castagni più vicini sono a meno di un’ora di macchina, ed è proprio qui, intorno al capoluogo, che la lista copiata fa più danni.

Val di Susa: il marrone IGP e i boschi della Sacra

La Val di Susa è la valle del Marrone della Valle di Susa IGP, prodotto in 28 Comuni da Avigliana a Exilles, e i castagneti coltivati sono quasi tutti privati, curati e spesso senza recinzione. È qui che stanno i regolamenti che vi ho raccontato sopra: Mattie, Bussoleno, Condove, Chianocco.

Castagne Piemonte Val di Susa
Castagne Piemonte Val di Susa

Chi vuole camminare in mezzo ai castagni ha comunque un’ottima meta: i boschi attorno alla Sacra di San Michele e al Colle Braida, a 55 minuti da piazza Castello (38 km). La passeggiata che parte dal piazzale Croce Nera e scende fra faggi, querce e castagni verso la borgata Bennale, passando per Pian Pomè, è facile e con poco dislivello. È una passeggiata, non un’autorizzazione: anche Visit Val di Susa, che la consiglia, ricorda che i castagneti coltivati sono privati e soggetti a ordinanze, anche quando non sono recintati.

Se volete le castagne della valle senza raccoglierle, la strada giusta passa dalle feste di ottobre, che trovate nella guida alle sagre delle castagne in Piemonte. Quelle del resto d’Italia stanno nella mappa delle sagre della castagna regione per regione.

Val Pellice: il sentiero sì, la raccolta no

La Val Pellice ha circa diecimila castagni storici e un’associazione di produttori che li difende. La pagina dell’associazione turistica Invalpellice, un testo di qualche anno fa che però nessuno ha mai smentito, racconta che i produttori hanno messo nei boschi tremila cartelli di «proprietà privata», proprio per difendersi dai raccoglitori. La stessa pagina dice che si tollera la raccolta delle castagne cadute lungo le vie e nei boschi abbandonati, e niente di più.

Castagne Piemonte Val Pelice ©cicloweb
Castagne Piemonte Val Pelice ©cicloweb

Il Sentiero dei Castagneti esiste, ed è una bella camminata: parte da Villar Pellice, in località Castagneto, vicino alla casa per ferie omonima, e attraversa il versante dell’inverso fino a Torre Pellice e poi verso Bibiana. Villar Pellice è a 1 ora e 17 minuti da Torino (59 km), Bibiana a poco più di un’ora (49 km).

Attenzione: molte liste scrivono che il Sentiero dei Castagneti «comincia presso il comune di Castagneto Po». Castagneto Po sta sulla collina torinese, dall’altra parte di Torino: il sentiero parte da Villar Pellice. E il «Sentiero del Castagno di Bibiana» che compare negli stessi elenchi non l’ho trovato in nessuna fonte ufficiale: con ogni probabilità è il tratto di Bibiana del sentiero della valle.

Nomaglio e il Canavese

A Nomaglio, in Valchiusella, c’è l’Ecomuseo della Castagna, con un mulino ad acqua ancora funzionante in via del Mulino 28 e un percorso segnalato che dalla piazza del paese sale ai castagneti secolari. È a 1 ora e 11 minuti da Torino (72 km), e la visita al mulino si prenota con il Comune.

Castagne Piemonte Ecomuseo castagne Normaglio
Castagne Piemonte Ecomuseo castagne Normaglio

Qui la regola ve la dice il Comune in persona: sulla pagina dei castagneti secolari c’è scritto che «la raccolta delle castagne non è consentita ai visitatori nelle aree di proprietà o conduzione privata». Si cammina, si guarda, si impara come si faceva la farina. Le castagne si comprano alla sagra, che nel 2026 è stata domenica 18 ottobre.

Nelle Valli di Lanzo e nel resto del Canavese i castagni non mancano, ma non ho trovato nessuna raccolta organizzata né un castagneto aperto al pubblico: qui vale il permesso del proprietario.

La collina torinese: il Bosco del Vaj

Il bosco di castagni più comodo da Torino è la Riserva naturale del Bosco del Vaj, a Castagneto Po, a 46 minuti da piazza Castello (32 km). È un bosco di castagni e querce gestito dall’Ente di gestione delle aree protette del Po piemontese. Le vecchie leggi della riserva, abrogate anche loro dal 2012, non parlavano di castagne, e sulle pagine dell’ente non c’è nessuna indicazione sulla raccolta. È un posto per passeggiare nel foliage, non per riempire il cestino.

Nel Cuneese e in Langa

Garessio, in Val Tanaro: l’unica raccolta gratuita del 2026

La notizia migliore dell’anno arriva da Garessio. Nell’ambito della Fiera regionale della Castagna Garessina, che quest’anno va dal 4 ottobre al 15 novembre, l’amministrazione comunale ha organizzato una raccolta gratuita di castagne nei boschi di frazione Mindino, nel pomeriggio di sabato 24 e la mattina di domenica 25 ottobre 2026. Secondo l’assessore che l’ha seguita, con una buona affluenza.

Per quest’anno è passata, e non so dirvi se diventerà un appuntamento fisso: non ho trovato edizioni precedenti. Il consiglio è tenere d’occhio a fine settembre il programma dell’autunno a Garessio, sul sito del Comune. Nel programma 2026 resta la castagnata di domenica 1° novembre a frazione Mursecco. Garessio è a 1 ora e 39 minuti da Torino (118 km).

Le valli della Castagna Cuneo IGP

La Castagna Cuneo IGP comprende ventidue varietà locali, dalla Bracalla al Garrone nero, coltivate nelle valli cuneesi. Val Maira, Val Varaita, Valle Pesio e le altre sono piene di castagneti, e proprio per questo sono tutti di qualcuno: non ho trovato castagneti aperti al pubblico né raccolte organizzate nel 2026.

sagre castagne Piemonte
fiera del marrone cuneo

L’unica esperienza a pagamento che ho trovato in provincia è quella dell’agriturismo La Botalla, a Scagnello, in Valle Mongia: si chiama «Dal castagneto alla tavola», costa 35 euro a persona sulla piattaforma Agriexperience, va prenotata con tre giorni di anticipo e comprende la raccolta tradizionale nel castagneto e la visita all’essiccatoio. La pagina non ha date: prima di partire chiedete se è attiva.

E se cercate le castagne di Cuneo più che la raccolta, a metà ottobre c’è la Fiera del Marrone di Cuneo.

Il Roero di Montà e le castagne della Madonna

A Montà, nel Roero, c’è il Sentiero del Castagno dell’Ecomuseo delle Rocche del Roero: un anello di 11,5 km, non 9,2 come si legge in giro, con circa tre ore di cammino e 470 metri di dislivello, classificato per escursionisti esperti e sconsigliato alle famiglie con bambini. Parte da piazza Vittorio Veneto, dove si lascia l’auto, e va percorso nel senso indicato. Montà è a un’ora da Torino (49 km).

Il suo punto di forza è la castagna della Madonna, una varietà a maturazione precoce, settembrina: al bric Torniola ci sono i castagni più grandi che la producono. Ma il percorso, lo dice l’Ecomuseo, è un omaggio ai contadini della frazione San Rocco che quei castagneti li tengono in vita: nessuna fonte vi autorizza a raccogliere. E nel Roero i proprietari lo fanno sapere: il Bosco Fatato di Montaldo Roero, proprietà privata, chiude al pubblico proprio durante la raccolta.

Langhe: le caldarroste prima della raccolta

In Langa le castagne le ho raccolte, ma ve lo dico subito: oggi non ho trovato una sola raccolta aperta al pubblico, né nelle Langhe né in Alta Langa. L’esperienza di raccolta che un resort della zona proponeva fino a poco tempo fa non c’è più nel suo catalogo. Qui si va a castagne se si conosce qualcuno, o se si chiede all’agriturismo dove si dorme.

Quello che non manca sono le caldarroste. Il mio ricordo è quello della piazza di Alba in autunno, e il periodo giusto per trovarle è quello della Fiera del Tartufo, che nel 2026 va dal 10 ottobre al 6 dicembre. Nel programma di quest’anno le caldarroste compaiono a Neive, sabato 31 ottobre dalle 14 alle 18, fra le degustazioni gratuite dell’accensione dell’82° fiammifero alla distilleria Levi Serafino. Alba è a 1 ora e 12 minuti da Torino (76 km).

Nel Biellese: l’Oasi Zegna

L’Oasi Zegna, sopra Trivero, è il posto del Piemonte dove andare a castagne è più alla luce del sole, perché è l’Oasi stessa a indicarvi dove. Le zone che consiglia sono tre:

  • Il sentiero della Brughiera, con le passeggiate facili attorno al Santuario della Brughiera, a pochi minuti d’auto da Trivero.
  • La zona fra Castagnea e il Santuario della Novareia.
  • I boschi intorno alla Cascina Caruccia, con il percorso che parte da Baso, dove si lascia l’auto, e arriva a un’area picnic.
Castagne Piemonte oasi Zegna
Castagne Piemonte oasi Zegna

Il periodo che l’Oasi indica come ideale va da metà ottobre a metà novembre. E la stessa pagina mette l’avvertenza che vale ovunque: «alcuni alberi sono all’interno di proprietà private ed è vietato raccoglierne i frutti». Le pagine dell’Oasi non hanno una data, quindi prima di partire controllate che le indicazioni siano ancora quelle.

La festa del paese, «Castagnea e le sue castagne», si tiene la terza domenica di ottobre: nel 2026 è stata il 17 e il 18 ottobre. Trivero è a 1 ora e 40 minuti da Torino (104 km).

Lago Maggiore, Valsesia e Ossola

I Lagoni di Mercurago, fra Arona e Dormelletto, a 1 ora e 32 minuti da Torino (123 km), sono un parco bellissimo per camminare fra castagni e zone umide. Per la raccolta vale quello che vi ho detto sopra: la regola dei 2 kg non c’è più dal 2012.

In Valsesia, al Monte Fenera, la legge del parco del 1995 consentiva la raccolta delle castagne solo al proprietario del fondo, ai familiari e a chi aveva il suo permesso. È abrogata anche lei, ma il principio è rimasto quello del codice civile. Il sentiero 753a, il «Sentiero del Bosco dei Castagni» di Valduggia (1 ora e 36 minuti da Torino), esiste nel catasto del CAI di Varallo, che però annota che ha perso il suo fascino per l’abbandono del bosco e della frazione di Cerchiera.

Castagne Piemonte val d'Ossola
Castagne Piemonte val d’Ossola

In Ossola il castagno da vedere è la Pianta di Maria Bona, a monte della frazione Maglioggio di Crodo, in Valle Antigorio: è negli elenchi degli alberi monumentali della Regione e del Ministero, con una circonferenza di 8,70 metri, e il Comune le dà più di 350 anni. Non sta vicino a Villadossola, come scrivono le liste.

Attenzione: nelle liste in rete trovate anche la Panigà e San Michele, nel Novarese, come «boschi ricchi di castagni», e il Trekking del Nizza, fra Asti e Nizza Monferrato, con «boschi che si riempiono di castagne». Delle prime due località non ho trovato traccia in nessuna fonte ufficiale. Il trekking esiste, 40 km fra le colline astigiane, ma nella sua pagina la parola castagne non compare mai.

Monferrato, Ovadese e Val Borbera

Nel sud della provincia di Alessandria la meta per camminare fra i castagni è la Val Borbera. Il sentiero 271, da Grondona a Lemmi e alla Costa dei Gatti, è lungo 5,88 km, si fa in circa due ore e mezza e sale dai 303 metri di Grondona ai 750 del bivio di Costa dei Gatti, attraversando boschi di castagno. Lungo il percorso si passa davanti agli «aberghi», i vecchi essiccatoi delle castagne, come l’Abegu Porta, e altri ne trovate sul 281, verso Pian dei Poggi. Grondona è a 1 ora e 53 minuti da Torino (144 km).

Castagne Piemonte Monferrato
Castagne Piemonte Monferrato

Anche qui, però, non ho trovato né castagneti aperti né raccolte organizzate, e nell’Ovadese le feste d’autunno sono castagnate dove le castagne si mangiano, come quella di Tagliolo, la terza domenica di ottobre. Per raccoglierle, vale il permesso del proprietario.

Quando si raccolgono le castagne in Piemonte

La stagione piemontese è lunga perché il Piemonte va dalle colline del Roero alle valli alpine:

  • Da settembre, nel Roero, con le varietà precoci come la castagna della Madonna di Montà.
  • Dal 20 settembre al 10 novembre, in Val di Susa, è il periodo di raccolta che il disciplinare fissa per il Marrone della Valle di Susa IGP.
  • Da metà ottobre a metà novembre, nel Biellese, secondo l’Oasi Zegna.
  • Fra metà ottobre e inizio novembre si concentrano le feste e, quando ci sono, le raccolte organizzate, come quella di Garessio del 24 e 25 ottobre.

Le castagne mature sono quelle che cadono da sole. L’Oasi Zegna lo dice chiaramente: non appendetevi ai rami per staccare i ricci, perché vi fate male e prendete frutti ancora acerbi.

Come organizzare la giornata

Da Torino quasi tutte le zone di questa guida si fanno in giornata. La collina del Bosco del Vaj e la Sacra di San Michele stanno sotto l’ora, Montà e Bibiana intorno all’ora, Nomaglio, Alba e Villar Pellice fra l’ora e dieci e l’ora e venti. Biellese, Lago Maggiore e Valsesia chiedono un’ora e mezza abbondante, la Val Borbera quasi due.

Due cose da mettere in macchina: guanti da lavoro e un paio di scarpe con la suola buona, perché i ricci pungono anche attraverso la tela e sulle foglie bagnate si scivola. Un sacchetto di tela o un cestino, non la plastica: le castagne chiuse nella plastica sudano e si rovinano in fretta.

Consiglio: vestitevi a strati. Quando andavamo a castagne si partiva sempre così, ben coperti, e appena con il movimento cominciava a fare caldo si toglieva uno strato alla volta. Nel bosco ci si china e si sale di continuo: il giubbotto unico pesante è il modo più sicuro di sudare e poi prendere freddo.

E prima di raccogliere anche una sola castagna, chiedetevi di chi è l’albero. Se non lo sapete, la risposta è: di qualcun altro.

Dove dormire per andare a castagne in Piemonte

Dove dormire per andare a castagne in Piemonte: in quale zona

  • Bassa Val di Susa, fra Avigliana e Sant’Ambrogio: ai piedi della Sacra di San Michele, a mezz’ora dai paesi del marrone e a meno di un’ora da Torino.
  • Alba: la base per le Langhe e per il Roero di Montà, con la Fiera del Tartufo fino a inizio dicembre.
  • Trivero e la Valsessera: per chi vuole fare l’Oasi Zegna con calma, in due giorni.
  • Torino: per chi vuole girare le valli in giornata, quasi tutte entro un’ora e venti.

Dove dormire in Val di Susa e ad Alba: hotel e b&b

Le abbiamo scelte fra le strutture con un voto alto e almeno cento recensioni, vicine ai castagni.

In Val di Susa, sotto la Sacra

  • Certosa 1515: quattro stelle ad Avigliana, sulla strada che sale alla Sacra di San Michele, con il ristorante.
  • La Rosseria B&B: b&b in via Umberto I a Sant’Ambrogio di Torino, il paese ai piedi della Sacra.

Ad Alba

  • Il Seminario: casa di ospitalità nel Seminario vescovile, nel centro storico di Alba.
  • Agriturismo Da Mamma: agriturismo nella frazione Scaparoni, sulle colline appena fuori Alba.

Domande frequenti sulle castagne in Piemonte

Si possono raccogliere le castagne in Piemonte?

Solo con il permesso del proprietario o dove chi gestisce il bosco lo consente. Le castagne appartengono al proprietario dell’albero anche quando cadono a terra o su una strada, e nessuna legge regionale le mette fra i prodotti del sottobosco liberi. In Val di Susa diversi Comuni lo scrivono nei regolamenti di polizia rurale, e a Mattie la sanzione va da 25 a 250 euro.

Quanti chili di castagne si possono raccogliere in Piemonte?

Non esiste un limite in chili, perché non esiste un diritto di raccolta. Il famoso limite di 2 kg a persona valeva solo per il Parco dei Lagoni di Mercurago, con una legge del 1993 abrogata dal 1° gennaio 2012. Oggi la quantità la decide il proprietario che vi dà il permesso, o chi organizza la raccolta.

Dove raccogliere castagne vicino a Torino?

Vicino a Torino ci sono castagni ovunque, dalla collina di Castagneto Po alla Val di Susa, alla Val Pellice e al Canavese, ma quasi tutti i castagneti sono privati: Nomaglio e la Val Pellice lo dicono apertamente. Per camminare fra i castagni vanno benissimo i boschi della Sacra di San Michele (55 minuti) e il Bosco del Vaj (46 minuti), per raccogliere serve il permesso del proprietario o una raccolta organizzata.

Quando si raccolgono le castagne in Piemonte?

Da settembre a metà novembre. Nel Roero le varietà precoci maturano già a settembre, il Marrone della Valle di Susa IGP si raccoglie dal 20 settembre al 10 novembre, e nel Biellese il periodo migliore va da metà ottobre a metà novembre.

Ci sono raccolte di castagne organizzate in Piemonte?

Poche. Nel 2026 il Comune di Garessio ne ha organizzata una gratuita nei boschi di frazione Mindino, il 24 e 25 ottobre, e a Scagnello, in Valle Mongia, l’agriturismo La Botalla propone un’esperienza a pagamento con la raccolta nel castagneto. Le altre si trovano chiedendo agli agriturismi delle zone di castagne.

Si possono raccogliere le castagne all’Oasi Zegna?

L’Oasi Zegna indica tre zone dove andare a castagne, la Brughiera, la zona fra Castagnea e il Santuario della Novareia e i boschi intorno a Cascina Caruccia, ma avverte che alcuni alberi sono in proprietà privata e che lì è vietato raccoglierne i frutti.

Le castagne cadute sulla strada si possono prendere?

No, se non c’è il permesso del proprietario. Le castagne cadute su una strada aperta al pubblico restano del proprietario dell’albero, e alcuni Comuni lo scrivono espressamente: a Mattie, in Val di Susa, il regolamento di polizia rurale lo vieta con una sanzione da 25 a 250 euro.

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Alberto Macaluso

Nomade digitale con una passione spasmodica per l’archeologia e la storia – quando la storia racconta storie belle da (ri)raccontare – mi occupo dal lontano 1997 di comunicazione web e sono specializzato in progettazione e Seo. La mia passione per il viaggio nasce da una voglia costante di conoscere nuovi luoghi e nuove persone. Nel mio trolley (bagaglio rigorosamente sempre a mano) non mancano mai tutta una serie di device tecnologici e il mio fido Kindle, carico di tantissimi titoli di fantascienza, fantasy ovviamente saggi storici e anche di lavoro. Tutte le mie mete sono il frutto di suggestioni visive, uditive, e perché no anche tattili ed olfattive: un film, un telefilm, un passaggio di un libro, una canzone ascoltata alla radio una ricetta esotica, ogni cosa può essere per me uno stimolo a partire.

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