Mezz’ora prima del tramonto, nel souq di Khartoum, la strada cambia faccia. Sui marciapiedi si srotolano lunghe strisce di tappeti verdi, al centro compaiono taniche di succo, ciotole di datteri e ceci, tazze di plastica colorata messe in fila a distanza regolare. Nessuno mangia ancora: si aspetta la voce che dà il via alla rottura del digiuno. Io quel mese l’ho vissuto in Sudan, dove abitavo e lavoravo, e di tutto quello che ho imparato la cosa più utile è che il Ramadan, visto da fuori, sembra un elenco di divieti, e visto da dentro è soprattutto un invito.
I divieti però esistono, e conviene conoscerli bene prima di partire. In questa guida trovate le regole del digiuno per chi lo osserva, chi ne è esentato, cosa non si fa in pubblico se siete turisti e, soprattutto, dove queste regole sono legge e dove sono cortesia, paese per paese, secondo le schede della Farnesina. Se state preparando un viaggio in un paese a maggioranza musulmana, nella tabella trovate anche il collegamento alla nostra scheda sull’assicurazione di quel paese, dove esiste.
In breve
Durante il Ramadan chi osserva il digiuno non mangia, non beve (nemmeno acqua), non fuma e non ha rapporti sessuali dall’alba al tramonto, per circa un mese. Sono esentati i malati, gli anziani, le donne in gravidanza, in allattamento o con il ciclo, i bambini prima della pubertà e chi è in viaggio. Il turista non musulmano non deve digiunare, ma di giorno non dovrebbe mangiare, bere o fumare in pubblico: negli Emirati e in Oman è un divieto di legge anche per i non musulmani, in Giordania può portare a sanzioni, in Marocco, Tunisia, Egitto e alle Maldive è una questione di rispetto. Dopo il tramonto le città si riempiono: è il momento dell’iftar, e se vi invitano, accettate.
Indice dell’Articolo
Che cos’è il Ramadan e quando cade
Il Ramadan è il nono mese del calendario islamico, il mese in cui secondo la tradizione ebbe inizio la rivelazione del Corano. Il digiuno di questo mese, il sawm, è uno dei cinque pilastri dell’Islam, insieme alla professione di fede, alla preghiera, all’elemosina e al pellegrinaggio alla Mecca. Per chi lo osserva non è una dieta né una penitenza: è un mese di preghiera, di autocontrollo e di condivisione, che si chiude con la festa dell’Eid al-Fitr, la «festa della rottura del digiuno».

Il calendario islamico è lunare: i suoi dodici mesi durano circa 354 giorni, una decina in meno del nostro anno. Per questo il Ramadan anticipa di circa undici giorni ogni anno e in un ciclo di poco più di trent’anni attraversa tutte le stagioni. Un mese che cade a giugno, con giornate lunghissime e il caldo del Sudan, è un’esperienza molto diversa dallo stesso mese a febbraio.
Ecco quando cade nei prossimi anni, secondo il calendario ufficiale della Diyanet, la presidenza per gli affari religiosi della Turchia, che per questi tre anni coincide con il calendario saudita Umm al-Qura:
| Anno | Primo giorno di digiuno | Ultimo giorno di digiuno | Eid al-Fitr |
|---|---|---|---|
| 2027 | lunedì 8 febbraio | lunedì 8 marzo | martedì 9 marzo |
| 2028 | venerdì 28 gennaio | venerdì 25 febbraio | sabato 26 febbraio |
| 2029 | martedì 16 gennaio | martedì 13 febbraio | mercoledì 14 febbraio |
Attenzione: queste date sono calcolate, e vanno lette con un margine di un giorno, soprattutto per la fine del mese. Molte comunità fanno cominciare e finire il Ramadan solo quando la prima falce di luna, l’hilal, viene avvistata davvero, e il cielo non sempre collabora: nel 2026 il calendario saudita indicava l’inizio al 18 febbraio, quello turco al 19. La data esatta nel paese in cui andate si conosce solo a ridosso, e la annunciano le autorità religiose locali.
Cosa non si può fare durante il Ramadan: le regole del digiuno
Il digiuno comincia all’alba, con la preghiera del fajr, e finisce al tramonto, con la preghiera del maghrib. In quelle ore chi lo osserva si astiene da:
- cibo di qualsiasi tipo, anche un assaggio;
- bevande, compresa l’acqua;
- fumo, sigarette e narghilè compresi;
- rapporti sessuali.
Il digiuno però non riguarda solo il corpo. Durante il Ramadan si cerca di evitare anche le liti, le parole offensive, le bugie e le maldicenze, e di aumentare la preghiera e le opere di carità: un digiuno fatto a stomaco vuoto ma con la lingua tagliente è considerato un digiuno a metà.
Sulle piccole cose le scuole giuridiche non sono sempre d’accordo, ed è lì che nascono le domande più cercate. La gomma da masticare è fortemente sconsigliata, perché è difficile non ingerirne niente. Su dentifricio, colliri e gocce auricolari il parere prevalente è che siano ammessi se non si inghiotte niente, ma molti preferiscono comunque evitarli fino al tramonto, ed è per questo che in Sudan c’era chi rinunciava persino al dentifricio fino al tramonto. Su questi dettagli la risposta giusta la dà la comunità del paese, non un articolo.
Dopo il tramonto i divieti cadono. Si rompe il digiuno con l’iftar, tradizionalmente con qualche dattero e un bicchiere d’acqua o di succo, e prima dell’alba si fa il suhur, l’ultimo pasto prima della nuova giornata di digiuno. Le notti del Ramadan sono lunghe e animate, e le ultime dieci sono le più sentite: in una delle notti dispari di questi ultimi dieci giorni si cerca la Laylat al-Qadr, la «Notte del Destino», che ricorda la prima rivelazione e che il Corano dice «migliore di mille mesi».
Chi è esentato dal digiuno
Il digiuno è obbligatorio per il musulmano adulto e in salute. Ne sono esentati:
- i bambini prima della pubertà, che spesso però cominciano a provare con qualche mezza giornata;
- i malati e gli anziani per i quali digiunare sarebbe un rischio;
- le donne in gravidanza, in allattamento o durante il ciclo;
- chi è in viaggio, il musafir.
Chi è esentato per una condizione temporanea, come una malattia da cui si guarisce, una gravidanza o un viaggio, recupera i giorni persi più avanti nell’anno; chi non potrà mai digiunare, come un malato cronico o un anziano, compensa nutrendo un povero per ogni giorno saltato. L’esenzione del viaggiatore è la più interessante per chi legge un blog di viaggi, perché dice molto dello spirito della regola: rompere il digiuno in viaggio è un permesso, non un obbligo. Le autorità religiose la legano a un viaggio lungo, oltre gli ottanta chilometri circa, e le scuole giuridiche discutono su quanti giorni di sosta la facciano venire meno. Ecco perché vi può capitare di vedere un compagno di viaggio musulmano che mangia regolarmente durante un trasferimento e riprende il digiuno appena arrivato.
Cosa non fare se siete turisti non musulmani
La prima cosa da sapere è anche la più rassicurante: a un turista non musulmano nessuno chiede di digiunare. Quando vivevo in Sudan nessuno, in un mese intero, mi ha mai detto che non potevo mangiare o bere, né ha provato a convincermi a seguire il Ramadan. Quello che vi si chiede è più semplice: non rendere il digiuno più difficile a chi lo sta facendo. Sono piccole accortezze, e una volta capito il principio vengono da sole.
Mangiare, bere e fumare in pubblico
È la regola che conta di più. Di giorno si mangia, si beve e si fuma al chiuso: in albergo, nei ristoranti che restano aperti per i non musulmani, in camera. Per strada, sui mezzi pubblici, nei mercati si evita, e vale anche per la bottiglietta d’acqua e per la gomma da masticare, che sembra un gesto innocuo e per chi non beve da dodici ore non lo è. In alcuni paesi, come vedrete nella tabella più sotto, non è solo una questione di educazione: è un divieto di legge che vale anche per gli stranieri.
Consiglio: tenete sempre con voi acqua e qualcosa da mangiare, e consumateli dove non siete visti, in un bagno pubblico o in auto. Nelle ore calde, con i negozi chiusi e i chioschi fermi, trovare da bere all’improvviso può essere più complicato del previsto, e la disidratazione non fa sconti a nessuno.
Abbigliamento ed effusioni
In un mese di preghiera la sensibilità verso l’abbigliamento cresce, anche nei paesi dove il resto dell’anno è più rilassata. Evitate i capi attillati, scollati o troppo corti, coprite spalle e ginocchia fuori dalle zone balneari e dai resort, e per entrare in moschea (dove l’ingresso è consentito ai non musulmani) portate un foulard. I baci e gli abbracci in pubblico sono sconvenienti tutto l’anno in gran parte dei paesi islamici, e in alcuni sono sanzionabili; durante il Ramadan diventano particolarmente offensivi.
Musica, alcol e tono della voce
La musica ad alto volume, in spiaggia come in auto con i finestrini abbassati, stona con il clima del mese: usate le cuffie. L’alcol è la voce su cui cambia di più da paese a paese: dove è legale lo si trova negli alberghi e nei locali autorizzati, ma durante il mese la disponibilità può ridursi ed è bene informarsi sul posto, e in alcuni luoghi è vietato tutto l’anno, come nell’Emirato di Sharjah e nella provincia indonesiana di Aceh. Portarne in regalo a una famiglia che vi invita all’iftar è un errore da non fare.

Dove è legge e dove è cortesia: paese per paese
È la domanda che nessuno fa abbastanza presto: quello che si sconsiglia è una regola di galateo o un divieto per cui si rischia una multa? La risposta cambia da un paese all’altro, e l’unica fonte affidabile per un viaggiatore italiano sono le schede di Viaggiare Sicuri della Farnesina. Qui sotto trovate cosa dicono sul Ramadan, con il mese in cui ogni scheda è stata aggiornata: prima di partire rileggete quella del vostro paese, perché le schede cambiano.
| Paese | Mangiare, bere e fumare in pubblico di giorno | Cosa aggiunge la Farnesina |
|---|---|---|
| Emirati Arabi Uniti (scheda di luglio 2026) | Vietato per legge anche ai non musulmani, dall’alba al tramonto, acqua compresa | Comportamenti e abbigliamento rispettosi, niente effusioni in pubblico; alcol vietato nell’Emirato di Sharjah. Per le cure, che qui sono carissime: l’assicurazione per Dubai |
| Oman (settembre 2026) | Punito: la scheda lo elenca fra le azioni contrarie alla morale islamica | Abbigliamento adeguato alle usanze locali, niente effusioni o contatti fisici in pubblico |
| Giordania (giugno 2026) | Potenzialmente soggetto a sanzioni | Atteggiamento sobrio e abbigliamento consono, soprattutto nelle zone popolari e vicino ai luoghi di culto. Prima di partire: polizza e Giordania |
| Arabia Saudita (settembre 2026) | Da evitare: la scheda non lo formula come divieto specifico, ma ricorda che molti comportamenti normali da noi sono reati puniti con severità | Tenersi lontani dalle moschee per tutto il Ramadan, coprire spalle e ginocchia, alcol vietato tutto l’anno |
| Qatar (agosto 2026) | Da evitare: le proprie azioni non devono risultare offensive, «specialmente nel mese di Ramadan» | Abbigliamento sobrio e rispettoso delle sensibilità locali |
| Maldive (giugno 2026) | Da evitare fra l’alba e il tramonto, soprattutto fuori dai villaggi turistici | Rispetto rigoroso delle sensibilità locali, in particolare a Malé e nelle guest house sulle isole abitate |
| Marocco (aprile 2026) | Questione di rispetto: la scheda chiede un comportamento rispettoso «specialmente durante il mese del Ramadan» | Negli alberghi il servizio può essere meno attento all’ora della rottura del digiuno. Sulla polizza: il Marocco e l’assicurazione |
| Tunisia (settembre 2026) | Questione di rispetto: la maggior parte della popolazione digiuna, e atteggiamenti in pubblico possono apparire offensivi | Elevare il livello di attenzione durante il Ramadan |
| Egitto (luglio 2026) | Questione di rispetto, con abbigliamento consono agli usi locali | Mantenere un adeguato livello di vigilanza per tutto il Ramadan. Sulla sanità: curarsi in Egitto |
| Indonesia (agosto 2026) | Questione di rispetto, «in particolare in occasione di ricorrenze religiose quali il Ramadan» | Effusioni in pubblico sanzionabili; nella provincia di Aceh vale la sharia e l’alcol è illegale. Sulla polizza: Indonesia e Bali |
| Turchia (luglio 2026) | La scheda non indica regole legate al Ramadan: nelle grandi città la vita di giorno cambia poco | Il buon senso vale lo stesso fuori dai quartieri turistici. Perché qui la polizza serve: Turchia |
| Malesia (gennaio 2026) | La scheda non indica regole legate al Ramadan per i turisti | Nessuna restrizione giuridica sull’abbigliamento delle donne |
Attenzione: «la scheda non lo dice» non vuol dire «è permesso». Le schede della Farnesina segnalano i rischi per il viaggiatore, non codificano il galateo, e dentro lo stesso paese la città turistica e il villaggio di campagna sono due mondi. Nel dubbio vale la regola più prudente: di giorno, in pubblico, niente cibo, acqua e sigarette.
Il Marocco merita un discorso a parte, perché è la meta a maggioranza musulmana più vicina e più frequentata dagli italiani: come cambiano Marrakech, i riad e i siti durante il mese del digiuno lo raccontiamo nella guida pratica al paese. Per un primo assaggio delle sue città c’è il nostro Marocco in quattro luoghi, e per la Tunisia il racconto del nostro viaggio in Tunisia.
Cosa cambia per chi viaggia durante il Ramadan
Al di là dei divieti, il Ramadan cambia il ritmo delle giornate, e chi viaggia se ne accorge subito. Gli orari di negozi, uffici e ristoranti si accorciano e si spostano verso sera: molti locali restano chiusi di giorno e aprono al tramonto, e musei e siti possono avere orari ridotti. Nelle ore che precedono l’iftar le strade si riempiono di chi corre a casa, e al tramonto la città si ferma.
In Sudan l’ho imparato a mie spese. Il traffico nelle ore di punta di una nostra circonvallazione è niente in confronto all’ingorgo di autisti affamati e assetati che cercano di rientrare prima del tramonto; e al tramonto trovare un mezzo di trasporto è impossibile, bisogna aspettare la fine della preghiera. La fame e la sete si fanno sentire anche sull’umore: gli autisti sono più distratti, gli incidenti stradali aumentano, e verso il pomeriggio la pazienza di tutti si accorcia. Non è scortesia, è stanchezza, e capirlo aiuta.
- Spostamenti: evitate di mettervi in viaggio nell’ora che precede il tramonto, e non contate su taxi e mezzi pubblici nel momento esatto della rottura del digiuno.
- Visite: concentrate musei e siti al mattino, verificando gli orari del mese sul sito ufficiale, che spesso pubblica un calendario apposito.
- Moschee: dove i non musulmani possono entrare, durante il Ramadan le visite sono più limitate, soprattutto il venerdì e nelle ore di preghiera.
- Servizi: negli alberghi il personale sta digiunando, e all’ora dell’iftar il servizio rallenta. Mettetelo in conto con un sorriso.
- Sere: dopo il tramonto le città tornano a vivere fino a tardi, con mercati, luci e famiglie in giro. È la parte più bella del mese.
Cosa fare: auguri, iftar e inviti
Se l’elenco dei «non» vi sembra lungo, ecco la parte che lo bilancia. Per fare gli auguri si dice «Ramadan Mubarak» (رمضان مبارك), «Ramadan benedetto», oppure «Ramadan Kareem» (رمضان كريم), «Ramadan generoso»: tutti e due sono accolti con un sorriso, anche detti con un accento improbabile. Alla fine del mese l’augurio diventa «Eid Mubarak».
Il Ramadan non è solo una pratica religiosa, è un mese di comunità, e l’iftar spesso si celebra all’aperto, in strada, sui prati dei parchi. Se passando vi invitano a sedervi e a mangiare, accettate: è un segno di rispetto e di amicizia. Mangiate con moderazione, soprattutto se non avete digiunato, e se l’invito è a casa di qualcuno portate qualcosa da mangiare o da bere, rigorosamente non alcolico. Il Ramadan è anche il mese del dare: condividere il cibo, fare una donazione, dare una mano sono gesti che vengono notati e apprezzati.
Io ho provato anche a digiunare, e ho scoperto che serve un autocontrollo enorme. Non tanto per il cibo, quanto per l’acqua: non bere con temperature fra i 45 e i 50 gradi è durissimo, e il mal di testa e la stanchezza arrivano presto. Ho ripiegato su quello che gli amici e i colleghi hanno bonariamente ribattezzato «digiuno europeo»: niente cibo, ma acqua sì. Non avevo nessun obbligo, eppure il fatto stesso di provarci è sempre stato accolto con simpatia. Se vi va, provate a saltare un pasto: il cibo, dopo, avrà un altro sapore.
Un iftar per strada a Khartoum

Questa è la preparazione dell’iftar nel souq, nel cuore di Khartoum. Quando il sole tramonta arriva il segnale della rottura del digiuno, e i passanti si siedono sui tappeti verdi per il primo pasto della giornata. Chiunque può partecipare, e chiunque passi di lì viene invitato. Si comincia sempre con qualche dattero e un succo: ingozzarsi, dopo un giorno a stomaco vuoto, è la cosa più sconsigliata di tutte.

Gli spazi pubblici, soprattutto quelli verdi, si riempiono. In questo grande parco gli abitanti di Khartoum si ritrovano per chiudere insieme la giornata di digiuno: famiglie, amici, passanti, tutti a mangiare, bere tè, giocare a palla, a carte o a Ludo, il gioco con i dadi più popolare.



Sul vassoio rotondo ci sono pomodori, olive e formaggio, falafel, gli immancabili fagioli e il piatto sudanese per eccellenza, l’asida: una specie di polenta servita con varie salse, fra cui la tagalia, la mia preferita, a base di salsa di pomodoro e burro di arachidi. Sul tappeto verde ci sono falafel, fritti, fagioli, una salsa allo yogurt e dei fagottini simili alla samosa indiana. L’ultima è la versione sudanese degli spaghetti: cotti, poi lasciati cuocere ancora un po’, scolati, conditi con una quantità industriale di zucchero, fatti asciugare e spolverati di cocco. Le posate non ci sono per scelta: si mangia con le mani, aiutandosi con il pane.

Conviene viaggiare durante il Ramadan?
Dipende da cosa cercate. Se il viaggio è breve e volete vedere molti siti in pochi giorni, gli orari ridotti, i ristoranti chiusi di giorno e il traffico prima del tramonto possono pesare, e in quel caso conviene spostarlo. Se invece volete capire un paese e non solo visitarlo, il Ramadan è uno dei momenti migliori: le sere sono piene di vita, l’ospitalità è al massimo e l’iftar condiviso è un’esperienza che nessun itinerario può programmare.
Vivere il Ramadan in Sudan è stato tanto bello quanto difficile. Difficile per le incombenze pratiche, per la sete, per le città che si fermano. Bello perché è difficile spiegare cosa voglia dire condividere un pasto dopo un giorno di digiuno, dividere la stanchezza, la fame e la sete e poi, insieme, rimettere in pace lo spirito e il corpo. L’atmosfera di unione e di solidarietà era palpabile, e mi ha lasciato un rispetto nuovo per la fortuna di avere acqua e cibo sempre a portata di mano.
Consiglio: se il viaggio cade negli ultimi giorni del mese, tenete conto dell’Eid al-Fitr. Sono giorni di festa in famiglia, con uffici chiusi e molti spostamenti interni: voli, treni e alberghi si riempiono, e conviene prenotare con anticipo.
Una nota sulla trasparenza: in questo articolo non ci sono link commerciali, perché il Ramadan non si compra e non si prenota. I soli collegamenti sono quelli alle nostre schede sull’assicurazione di viaggio dei singoli paesi, dove la polizza ha senso per il paese, non per il mese.
Domande frequenti sul Ramadan
Chi fa il Ramadan può bere?
No, dall’alba al tramonto chi osserva il digiuno non beve niente, nemmeno acqua. Dopo il tramonto, con l’iftar, si può di nuovo mangiare e bere, fino al suhur che si consuma prima dell’alba.
A che ora si mangia durante il Ramadan?
Due volte: al tramonto, con l’iftar che rompe il digiuno, di solito cominciando con qualche dattero e un bicchiere d’acqua o di succo, e prima dell’alba, con il suhur. Gli orari esatti cambiano ogni giorno e da città a città, perché seguono il sorgere e il tramontare del sole.
Un turista non musulmano deve fare il Ramadan?
No. A un turista non musulmano nessuno chiede di digiunare. Gli si chiede di non mangiare, bere e fumare in pubblico durante il giorno, per rispetto di chi digiuna, e in alcuni paesi, come gli Emirati Arabi Uniti e l’Oman, questo è un obbligo di legge anche per gli stranieri.
Cosa succede se un turista mangia in pubblico durante il Ramadan?
Dipende dal paese. Negli Emirati Arabi Uniti e in Oman è vietato per legge anche ai non musulmani e può essere punito; in Giordania la Farnesina lo segnala come potenzialmente soggetto a sanzioni. In Marocco, Tunisia, Egitto o alle Maldive è soprattutto una mancanza di rispetto. Prima di partire conviene leggere la scheda del paese su Viaggiare Sicuri.
Durante il Ramadan si può baciare?
Durante le ore di digiuno i rapporti sessuali sono vietati a chi osserva il Ramadan. Per un turista la regola è un’altra e vale tutto l’anno: baci ed effusioni in pubblico sono sconvenienti in gran parte dei paesi a maggioranza musulmana, in alcuni sono sanzionabili, e durante il Ramadan sono considerati particolarmente offensivi.
Chi è esentato dal digiuno del Ramadan?
Sono esentati i bambini prima della pubertà, i malati, gli anziani che non possono digiunare, le donne in gravidanza, in allattamento o durante il ciclo e chi è in viaggio. Chi è esentato per una condizione temporanea recupera i giorni più avanti; chi non potrà mai digiunare compensa nutrendo un povero per ogni giorno.
Si può ascoltare musica durante il Ramadan?
Per un turista non c’è un divieto generale, ma la musica ad alto volume in pubblico stona con il clima del mese: meglio usare le cuffie, in spiaggia come in auto. Il cellulare si usa normalmente.
Quando inizia il Ramadan nel 2027?
Secondo il calendario ufficiale turco della Diyanet, che coincide con quello saudita Umm al-Qura, il primo giorno di digiuno del 2027 è lunedì 8 febbraio e l’ultimo lunedì 8 marzo, con l’Eid al-Fitr martedì 9 marzo. Sono date calcolate: dove si attende l’avvistamento della luna possono slittare di un giorno.

2 risposte
un articolo bello e intelligente. Il rispetto è fondamentale.
Brava Laura!
Grazie mille Luigi! Sono felice che ti sia piaciuto!