Firenze e i suoi luoghi romantici

Firenze si visita per le sue bellezze ma visitarla per il giorno degli innamorati può rivelare grandi sorprese. In questa città l’arte  e la cultura furono spesso fu spesso il tramite per la nascita di storie d’amore memorabili.

Quindi perché non programmare un viaggetto per san Valentino con la dolce metà e offrirle un tour nei luoghi degli incontri d’amore? Qui vi diamo spunti e idee e fare un bel figurone raccontando queste storie d’amore.

Dante e Beatrice

Dante e Beatrice sono la coppia “mai accoppiata”  forse più famosa tra quelle letterarie. Anche se molti studiosi pensano che questa storia sia una metafora usata dal poeta per parlare d’amore, sappiamo che Beatrice è esistita davvero.

Dante racconta che il primo incontro fu a soli 9 anni: bastò uno sguardo per far risuonare quell’amore nel suo piccolo cuore. Beatrice cioè Colei che rende beati. Il povero Durante detto detto Dante non potè sfuggire a quel sentimento che lo accompagnò per tutta la vita. Il secondo incontro avvenne nove anni dopo.

( Dante fu  battezzato  con il nome di Durante di Alighiero degli Alighieri nato a Firenze tra il 21 maggio e il 21 giugno 1265 morto a Ravenna nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321),

Un amore impossibile perché i due ragazzi erano di due ceti diversi. Beatrice, figlia di un aristocratico (Folco Portinari) non avrebbe mai potuto convolare a nozze con un Alighieri che era di ceto più basso. Così, come accadeva al tempo, andò in sposa ad un nobile e lei morì giovanissima dando alla luce il primo figlio.

Suggeriamo di camminare nelle strade strette che videro Dante bambino. Anche se la casa detta di Dante non è vera (c’è il museo di Dante) avete sempre un bell’esempio reale di come doveva essere la Firenze del poeta guardando la vicinissima Torre della castagna. Qui vicino anche le chiesa detta di Dante e beatrice perchè vicino c’erano le case dei Donati. Ma Beatrice non può essere stata sepoltà qui perchè era una bardi e quindi la sua destinazione era la tomba di famiglia in Santa Croce.

Firenze – Basilica di Santa Croce – foto di Roberta Capanni

Bianca Cappello

Ecco la love story più famosa di Firenze. Bianca proveniva da una agiatissima famiglia  veneziana e aveva un bel caratterino visto che si era innamorata di un fiorentino ed era fuggita con lui sposandolo intorno al 1563. Abitava tra via dei Banchi e via del Giglio nel cuore della città nel palazzo del Mondragone.  

Il suo amore per il marito, che non era del suo rango, la catapultò in un mondo diverso, senza agi  e senza approvazione.  L’incontro con il giovane  Granduca Francesco De’ Medici  fu amore a prima vista. Lui sposato con una austriaca bruttina e bigotta che non amava Firenze, portò come dama di corte Bianca nel palazzo e assunse il marito compiacente.

  Tra leggenda e realtà, intrighi dell’epoca e storie di corte si sa che il marito di Bianca morì assassinato e che la rigida consorte del granduca morì dopo una caduta durante la sua ottava gravidanza. Così Francesco e Bianca convolarono a nozze anche se Bianca non fu mai ben vista in città. Morirono nella villa di Poggio a Caiano (assolutamente da visitare) a poche ore di distanza probabilmente avvelenati dal cardinale Ferdinando de’ Medici fratello del Granduca.

Firenze vista dal Forte di Belvedere – Foto di Roberta Capanni

Santa Croce galeotta

L’incontro tra l’Alfieri e Louise Maximilienne Caroline Emmanuelle di Stolberg-Gedern moglie del Conte d’Albany   avvenne   a Firenze. O nella Basilica di  Santa Croce, patria dell’Itale glorie, o forse nel salotto che la contessa teneva nel palazzo di San Clemente (via Pier Antonio Micheli 2 all’angolo con via Gino Capponi 15). Questa intellettuale frequentatrice dei salotti fiorentini, parigini e romani divenne amante e convivente di Vittorio Alfieri.

Si era sposata a soli 18 anni per ragioni di stato con il cinquantenne Bonnie Prince Charlie erede del trono scozzese ( e ultimo discendente di Maria Stuarda) cioè Carlo III Stuart  che in Italia preferiva farsi chiamare conte d’Albany. L’amore con il focoso Conte letterato  fu amore a prima vista. Con lui scappò lasciando solo il marito accudito da una figlia illegittima che lo amò per tutta la vita.

Colline intorno a Firenze veduta da Maiano – Foto di Roberta Capanni

La collina di Settignano

La vista di Firenze dall’alto ha sempre ispirato poeti e scrittori e quindi anche tanti amori. Quella di Settignano vide la relazione tra la famosa attrice Eleonora Duse e Gabriele D’Annunzio. La passione corse per le stanze che li ospitarono come si evince dal libro “Il Fuoco”pubblicato nel 1900 dal Poeta.

Alla Capponcina, la villa che era stata la villa del Capponi, il poeta  era in affitto ma mise i suoi arredi e qui scrisse molti delle sue opere. Amava mangiare non solo nei ristoranti di lusso fiorentini ma anche nelle trattorie come quella di Gaetano Picciolo che si trovava in quello che oggi è il Viale Spartaco Lavagnini ed era famoso anche per le sue bistecche.

Qui mangiava con la Duse in uno dei separè (la trattoria era famosa per dare ospitalità all’amore nascosto) e chiedeva che ci fosse  sempre un mazzetto di viole che l’attrice amava.  Ma non fu sempre rosa e fiori. La Duse stava nella villa della “Porziuncola”, vicina alla Capponcina perché quella relazione, iniziata a Pisa nel 1896, era molto tormentata.

tramonto sull’arno foto di Daniela Fallani credit

Villa Medicea de La Petraia

Un’altra villa protagonista di un amore. Siamo nel 1919 e il re passa l’estate sulle colline di Firenze e qui, il re Vittorio Emanuele II vive al meglio la sua storia con la “bella Rosina”. Tutto era iniziato a Racconigi dove il colpo di fulmine era avvenuto.

Rosa Vercellana aveva 14 anni e lui 27. Lei era la figlia di una guardia del corpo di re Carlo Alberto di Savoia, lui era l’erede al trono. Con Firenze Capitale il re Vittorio Emanuele II, si trasferì a Firenze, a Palazzo Pitti nella Palazzina della Meridiana, era il 1865.

Lei lo seguì abitando in quello che divenne il loro ritiro d’amore: la bella villa medicea la Petraia con i suoi giardini e la sua vista.  Una storia un po’ tipo quella di Carlo e Camilla: lui era sposato con Maria Adelaide d’Asburgo e aveva diversi figli e non era certo bello, lei non era elegante e neanche bella anche se veniva chiamata “la bella rosin” perché era paffutella.

Nel 1869 il re si ammalò mentre era a San Rossore e così sposò Rosina con un matrimonio morganatico: solo con rito religioso e quindi senza eredità. Quello civile si svolse solo nel 1877 a Roman poco prima della morte del re.

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