Palazzo Vecchio è il municipio di Firenze da sette secoli, e questo è il primo motivo per cui vale la visita: non è un museo nato per essere museo, è il palazzo del potere che la città usa ancora oggi. Ci lavorano gli uffici del Comune, il sindaco riceve in una sala affrescata dai Medici, e tu intanto cammini negli stessi ambienti. Da fuori è austero, quasi una fortezza. Dentro è un forziere, e la distanza tra le due cose è esattamente la sua storia.
Si affaccia su Piazza della Signoria, accanto alla copia del David e alla Loggia dei Lanzi, ed è una tappa imperdibile per chi visita Firenze. Qui sotto trovi cosa vedere dentro, la storia in breve per capire cosa stai guardando, i percorsi segreti che quasi nessuno fa, e le informazioni pratiche per la visita.

Cosa c’era prima di Palazzo Vecchio
Sotto Palazzo Vecchio c’è un’altra Firenze. Dove oggi sta il palazzo, nella città romana sorgeva il teatro: una parte degli scavi si vede ancora oggi, nei sotterranei, ed è una delle visite più sorprendenti. Nell’alto medioevo la zona era un fitto di case-torri, e una di queste, dei Foraboschi, venne poi inglobata nella torre del palazzo.
Quelle case erano degli Uberti, una famiglia ghibellina cacciata da Firenze nel 1266. Sul terreno dei loro palazzi rasi al suolo la città decise di costruire qualcosa che mandasse un segnale: la sede del governo, e insieme un luogo sicuro per i Priori che reggevano la Repubblica. Il primo nome fu Palagio dei Priori, un grosso parallelepipedo con una sola entrata. Praticamente una fortezza, ed è ancora quello che vedi nella parte più antica.
La storia in breve: da Palazzo della Signoria a Palazzo Vecchio

La domanda che si fanno tutti, davanti alla facciata, è perché si chiami “Vecchio”. La risposta è una storia di traslochi.
Il cantiere parte nel 1299 su progetto di Arnolfo di Cambio, il più grande architetto dell’epoca, e viene finito intorno al 1314 dai suoi successori. Nasce come sede della Signoria, il governo della Repubblica fiorentina: per secoli è il Palazzo della Signoria, e a questo serviva, a tenere il potere civile della città.
Nel 1434 arrivano i Medici con Cosimo il Vecchio, ma all’inizio non ci abitano: stanno nel loro palazzo di via Larga. È solo nel 1540 che Cosimo I de’ Medici ci sposta la residenza, e il palazzo diventa Palazzo Ducale. Troppo austero per una corte, però: si riempie di abbellimenti, come il cortile di Michelozzo con la fontana e il putto col delfino del Verrocchio (quella che vedi entrando è una copia, l’originale è al sicuro all’interno).
Nel 1549 Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo, compra dall’altra parte dell’Arno un palazzone abbandonato, quello dei Pitti: serviva qualcosa di più grande e rappresentativo per la famiglia e per il nascente Granducato. E quando nel 1565 la corte trasloca definitivamente a Palazzo Pitti, il vecchio palazzo prende il nome che ha ancora: Palazzo Vecchio, appunto. Lo stesso anno, per spostarsi tra le due residenze senza scendere in strada, Vasari costruisce in soli cinque mesi il Corridoio Vasariano, il passaggio sopraelevato che dagli Uffizi attraversa l’Arno sopra Ponte Vecchio.
La facciata e la Torre d’Arnolfo

La facciata è di pietra forte, severa, con il camminamento di ronda sporgente in alto. Guarda le merlature, è un dettaglio che racconta una guerra civile lunga secoli: quelle sul ballatoio del palazzo sono guelfe, squadrate; quelle in cima alla torre sono ghibelline, a coda di rondine.
La Torre d’Arnolfo, detta anche della Vacca, è alta circa 94 metri e non è centrata rispetto alla facciata: nasce dal riuso di quella vecchia torre dei Foraboschi, ed è per quello che sta spostata di lato. Si può salire, ed è una delle cose che consiglio di più: il panorama da lassù è tra i più belli della città, diverso da quello da Piazzale Michelangelo perché qui sei dentro il centro, sopra i tetti.
Cosa vedere dentro Palazzo Vecchio

Salite le scale dal cortile di Michelozzo si arriva al primo piano, ed è qui che il palazzo cambia faccia.
Il Salone dei Cinquecento è il colpo d’occhio: 54 metri di lunghezza, 23 di larghezza, 18 di altezza, la più grande sala d’Italia costruita per il potere civile. Fu tirata su in sette mesi, tra il 1495 e il 1496, su commissione di Girolamo Savonarola, e poi decorata da Giorgio Vasari e bottega con gli affreschi delle vittorie fiorentine su Pisa e Siena. È la sala dove ancora oggi la città celebra i suoi momenti importanti.
Accanto, nel nucleo più antico, c’è il Salone dei Dugento, dove il Consiglio Comunale si riunisce ancora adesso: la continuità di cui parlavo all’inizio non è un modo di dire.
Poi ci sono gli ambienti più raffinati, quelli che la gran parte dei visitatori salta per fretta e sbaglia:
- Lo Studiolo di Francesco I, lo stanzino privato del granduca, senza finestre, decorato nel 1570: intarsi di pietre preziose, dipinti, una collezione di curiosità. È una delle cose più alte e originali del manierismo fiorentino.
- I Quartieri Monumentali, le stanze dedicate ai grandi della famiglia, da Cosimo il Vecchio a Lorenzo il Magnifico.
- I Quartieri di Eleonora di Toledo, con la Cappella affrescata dal Bronzino, la Sala dei Gigli con i suoi simboli floreali e la magnifica Sala delle Mappe Geografiche, dove una parete intera è coperta di mappamondi cinquecenteschi.
I percorsi segreti e i sotterranei

La parte che mi sento di consigliare di più, se hai già visto le sale, sono i percorsi segreti. Sono visite guidate su prenotazione che ti portano dove di solito non si entra: scale nascoste nello spessore dei muri, soffitti visti da sopra, passaggi pensati per muovere il duca senza farlo incrociare con la corte. Una di queste scale la fece aprire Gualtieri di Brienne, il duca d’Atene chiamato a governare la città nella crisi del Trecento e cacciato in malo modo nel 1343.
E poi giù, nei sotterranei: gli scavi del teatro romano, le antiche cavità chiamate burelle che sotto le arcate servirono a lungo da prigioni. È la visita che fa capire meglio di tutte cosa intendo quando dico che qui ci sono più Firenze sovrapposte.
Come visitare Palazzo Vecchio: biglietti, orari, torre

Palazzo Vecchio è un museo civico del Comune di Firenze, gestito da MUS.E. Il biglietto non è unico: ci sono ingressi separati (e combinati) per il museo, la Torre d’Arnolfo e gli scavi archeologici. Conviene prenotare online, soprattutto in primavera e nei weekend, e ricordarsi che la salita in torre chiude prima del museo e con il maltempo può essere sospesa.
Gli orari cambiano con la stagione e il museo ha aperture serali in certi periodi: controlla sempre il sito ufficiale di MUS.E prima di andare, perché è il tipo di informazione che invecchia in fretta. In auto non ci arrivi: tutta la zona è Zona a Traffico Limitato, quindi la macchina si lascia fuori (te lo racconto per bene nella guida su dove parcheggiare a Firenze).
Palazzo Vecchio con i bambini
È uno dei posti di Firenze dove portare i bambini ha senso davvero. MUS.E organizza il “museo dei ragazzi”: visite teatralizzate in cui un personaggio in costume accompagna i piccoli tra le sale, laboratori, percorsi pensati per loro. Si prenotano a parte e vale la pena guardarli prima di costruire la giornata: trasformano una visita che potrebbe annoiarli in una caccia al tesoro nel palazzo dei duchi.
Domande frequenti su Palazzo Vecchio
Chi ha costruito Palazzo Vecchio?
Il progetto è di Arnolfo di Cambio, lo stesso del Duomo, che avvia il cantiere nel 1299; il palazzo viene completato intorno al 1314 dai suoi successori.
Chi ha affrescato il Salone dei Cinquecento?
Giorgio Vasari con la sua bottega, a metà Cinquecento, con i grandi affreschi delle vittorie fiorentine. Sotto i suoi dipinti si cerca ancora la perduta “Battaglia di Anghiari” di Leonardo da Vinci.
Chi abitava a Palazzo Vecchio?
I Medici: dal 1540 ci visse Cosimo I con Eleonora di Toledo, finché nel 1565 la corte non si trasferì a Palazzo Pitti.
A cosa serviva il Palazzo della Signoria?
Era la sede del governo della Repubblica fiorentina, la Signoria: lì risiedevano e si riunivano i Priori che reggevano la città. “Palazzo della Signoria” e “Palazzo Vecchio” sono lo stesso edificio in due momenti diversi della sua storia.
Chi fu impiccato a Palazzo Vecchio?
Dalle finestre del palazzo furono impiccati i congiurati della congiura dei Pazzi, nel 1478, dopo l’assassinio di Giuliano de’ Medici: tra loro l’arcivescovo Salviati e Francesco de’ Pazzi. Botticelli fu incaricato di dipingerne le figure appese sulla facciata, e Leonardo da Vinci lasciò uno schizzo di uno degli impiccati. Vent’anni dopo, nel 1498, fu Girolamo Savonarola a essere impiccato e poi arso, ma in Piazza della Signoria, davanti al palazzo, non al suo interno.
Chi entra gratis a Palazzo Vecchio?
Le condizioni di gratuità e riduzione (under 18, categorie particolari, eventuali giornate dedicate) le fissa il Comune e cambiano nel tempo: la cosa più sicura è verificarle sul sito di MUS.E prima della visita.
Palazzo Vecchio è il posto da cui capire Firenze, non solo da cui guardarla: dentro c’è la politica, l’arte e la vita quotidiana della città messe una sopra l’altra. Mettilo presto nel tuo giro, è a due passi dagli Uffizi e dal Duomo, e da qui parte il filo per tutto il resto di cosa vedere a Firenze.