Firenze e il suo Palazzo Vecchio

Palazzo Vecchio è la sede del Comune di Firenze ma è anche un palazzo che nasconde tanti segreti e ha visto tanta storia. Per parlare di questo palazzo ci vorrebbe un’enciclopedia ma ceercherò di darvi alcune diritte storiche per invogliarvi a questa visita che vi lascerà stupefatti.

Architettura civile, si dice, ma questo imponente Palazzo è qualcosa di unico, costruito strato su strato, strati quasi tutti visibili con le visite guidate. L’aspetto è austero da fuori e dentro ha sale magnifiche che non corrispondono all’esterno: per questo è bene sapere perchè.

Avendo visto il palazzo da dentro e non solo con le visite guidate posso assicurare che vale la pena passare un po’ di tempo qui dentro.

palazzo vecchio phj r. capanni
Palazzo Vecchio ph. R. Capanni

Cosa c’era prima di Palazzo Vecchio

Nella Firenze romana, dove sorge Palazzo Vecchio c’era l’anfiteatro che potete vedere nelle visite guidate che si fanno nel sottosuolo. Nell’alto medioevo qui c’erano molte case-torri e una di queste fu inglobata nella torre di Palazzo Vecchio chiamata la Torre del Vacca: 95 metri che si vedono da tutte le parti della città.
Qui c’erano le case degli Uberti, ghibellini cacciati nel 1266. Sui loro palazzi si decise di creare qualcosa che potesse dare il segnale forte della potenza della città e nello stesso tempo di tenere in sicurezza i Priori che governavano la città. Il Palagio dei Priori o  “Palagio Novo” era un grosso parallelepipedo con una sola entrata: praticamente una fortezza.

Palazzo_vecchio,_porticciola – Di sailko – Fotografia autoprodotta, CC BY 2.5, httpscommons.wikimedia.orgwindex.phpcurid=2009056la

Gli strati di Palazzo Vecchio e le prigioni

Palazzo Vecchio è fatto a strati e anche la sua dimensione odierna non è quella dell’origine. Iniziato nel 1299 dal maggior architetto dell’epoca, Arnolfo di Cambio, fu finito nel 1314 dai i suoi successori. I sotterranei all’epoca erano usati come prigioni le antiche cavità, dette burelle, sotto le arcate del teatro romano dell’antica  Florentia.

I fiorentini non son mai stati un popolo facile.  Nel 1300 c’era crisi e una grande insoddisfazione , così per governare la città fu chiamato un nobile francese Gualtieri VI di Brienne, duca nominale di Atene. Fu lui ad allargare il palazzo, a far costruire una scala segreta e ad aprire una porta su quella che oggi è via delle Ninna. Fu cacciato nel 1343.

Foto di Eagleeye56 da Pixabay 

L’arrivo dei Medici

Quando arrivarono i Medici , con Cosimo nel 1434, il palazzo aveva ancora le sue funzioni pubbliche, i Medici infatti,  abitavano nel loro Palazzo di Via Larga (sicuramente d avedere). Solo nel 1540, Palazzo Vecchio, divenne Palazzo Ducale, quando il duca Cosimo I de’ Medici ne fece la sua residenza. Però era troppo austero per le esigenze ducali. Furono fatti abbellimenti come quello del cortile di Michelozzo, con affreschi e la fontana con la  scultura bronzea quattrocentesca di Andrea Verrocchio raffigurante un putto alato con delfino.

Troppo austero per Eleonora di Toledo

Nel 1549 da Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I de’ Medici comprò un palazzo dall’altra parte dell’Arno che era stato abbandonato con la morte del mercante Luca Pitti. Serviva qualcosa di maggior rappresentanza e  degno della famiglia (avevano 11 figli) e della grandezza del nascente Granducato.

Piazza della Signoria oggi con la statua dle Biancone cioè il Nettuno, prima fontana pubblica di Firenze

Quando divenne Palazzo Vecchio

Così Il palazzo della Signoria, poi ducale, divenne Palazzo Vecchio nel 1565 quando la corte del Duca Cosimo si spostò nel “nuovo” Palazzo Pitti. Sempre nel 1565 però per andare tranquillamente dalla sede di Governo della città alla comoda nuova abitazione, e per il matrimonio del figlio Francesco I con Giovanna d’ Austria, in soli 5 mesi fu costruito dal Vasari il passaggio che collegava Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti. Quella che oggi è la galleria degli Uffizi e il Corridoio Vasariano che attraversa l’Arno.

Visitare Palazzo Vecchio è come fare un giro nella storia di Firenze

Visitare Palazzo Vecchio è come fare un giro nella storia. C’è chi dice che la sua bellezza sta all’esterno. Sicuramente domina la piazza con quella sua torre non centrale ma dentro è un forziere pieno di tesori.

La facciata con gli stemmi, sotto il ballatoio, racconta ancora la Repubblica fiorentina. Curioso vedere le merlature che sono guelfe sul ballatoio, ghibelline sulla torre.

Salone dei 500 – foto Roberta Capanni

Dentro il palazzo

Entrando dentro il palazzo si respira l’aria possente. Godere del cortile di Michelozzo con la fontana e la statua del Verrocchio (una copia l’altra è protetta nel museo), sentire il “peso” della storia.
la visita vi porterà non solo nei sotterranei ma anche vi farà rivivere gli splendori della vita di corte, i bambini potranno giocare come facevano i piccoli duchi.

Il Salone dei Cinquecento

Salendo le scale che si trovano all’uscita del cortile di Michelozzo (una destra e una sinistra ma i visitatori hanno un percorso obbligato) si sale al primo piano. Qui si trova Il Salone dei 500. Davanti altre scale che portano al Salone dei Dugento che fa parte del nucleo più antico del palazzo, edificato tra il 1299, dove si tiene il consiglio Comunale ancora oggi.

Il leone simbolo di Firenze

Il salone dei 500  è lungo 54 metri, una larghezza di 23 e alto 18 metri. Per volume è la più grande sala in Italia realizzata per la gestione del potere civile. Fa parte di un corpo aggiunto in secondo momento, adiacente alla parte originaria dell’epoca di Arnolfo di Cambio. Fu costruita in soli sette mesi, tra il luglio 1495 e il febbraio 1496, da Simone del Pollaiolo detto il Cronaca e da Francesco di Domenico su commissione di Girolamo Savonarola.

Personalmente l’ho visto in tutte le ore del giorno e da tutte le prospettive ma posso assicurare che è una meraviglia sempre.
La veduta dal ballatoio in alto è sicuramente la migliore e c’è un comodo ascensore per accedere ma sempre accompagnati.

Il Corridio Vasariano che collega Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti e che passa sul Ponte Vecchio -Foto di Rangoni-Gianluca da Pixabay 

I quartieri monumentali

Prima di salire però ci sono altre cose da vedere al primo piano. Ci sono i  Quartieri Monumentali, cioè le  stanze decorate per celebrare la famiglia Medici.  Le sale dedicate a Leone X, Cosimo il Vecchio, Lorenzo il Magnifico, Cosimo I, Giovanni dalle Bande Nere e Clemente VII dove sta il Sindaco di Firenze.

E ancora lo Studiolo di Francesco l, la Terrazza di Saturno al secondo piano, il Quartiere degli Elementi e i Quartieri di Eleonora di Toledo.  Una volta ho cenato (era una cena in onore non ricordo di quale ambasciatore) nella Sala dei Gigli e vi consiglio anche di non perdervi i soffitti de La Sala dell’Udienza o  la magnifica Sala delle Mappe Geografiche, con una bellissima collezione di mappamondi

Il palazzo che ospita tanti uffici ammninistrativi e politici, è fatto di stanze grandi e piccole, anche delle specie di sgabuzzini dove centinaia di fiorentini che hanno lavorato e lavorano per questa amministrazione vivono ogni giorno. Personalmente posso assicurare che questo palazzo ha magia vera, che ci crediate o no.

Visitatelo prenotando  a questi numeri del Comune di Firenze

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