Gradara il borgo murato che guarda l’Adriatico

Gradara è un piccolo borgo murato che si trova a ridosso della via Flaminia, l’antica strada romana per Ravenna. Gradara si trova su un colle, a poca distanza dalla Riviera Adriatica tra Rimini e Pesaro.

La cinta muraria chiude tutto l’abitato ed è circa di 700 metri. Il percorso non molto regolare e ci sono ben 16 torri. Un perimetro piccolo con tante torri non distanti l’una dall’altra,  che segue la conformazione del terreno. Che sono poco distanti l’una dall’altra.

Gradara e la sua doppia cinta di mura

Il girone. Come viene chiamata la cinta muraria, è la prima cerchia con la Rocca che la Torre Antica

Per entrare a Gradara c’è una porta centrale si passa quindi sotto la torre con l’orologio e poi si va dritti. La strada sale leggermente e taglia in due metà esatte il borgo.  Si arriva alla famosa cinta muraria interna, sotto la torre di San Giovanni, punto oggi murato, ma dove un tempo c’era un ponte levatoio.

Ovviamente non era il solo e quindi, poi ne troviamo un altro, in legno,  che ci permette di entrare nella Rocca.

La Rocca di Gradara ha un aspetto molto omogeneo proprio per come è stata costruita, con i mattoni rossi tutti uguali. Fu edificata, in pochi anni, durante il 1400.Il perno centrale di tutto è la torre del maschio che si trova proprio all’interno della Rocca. Questa torre è documentata già dal 1182 ed è la parte più antica. Interessante notare come alla base della torre, che ha un’ altezza di 38 metri, ci siano  delle pietre delle pietre con delle scritte in latino. Infatti, come era uso, per costruirla si presero anche dei monumenti Romani funebri che erano in zona.

La Rocca dei Malatesta

La rocca di Gradara, inizialmente appartenuta a famiglie minori della zona, per circa 200 anni fu dominio della famiglia potente dei Malatesta.

E in questo periodo, diciamo nel 1400, l’ultimo dei Malatesta, portò degli ammodernamenti all’interno trasformandola da struttura difensiva in una specie di reggia che è ciò che oggi ammiriamo..

Per questa, chiamiamola, ristrutturazione, chiamò artisti e architetti più famosi del momento e ti troviamo all’interno troviamo opere come grande affresco di Piero della Francesca.

Tra l’altro anche Filippo Brunelleschi e Matteo Nuti, probabilmente sono passati anche a Gradara. durante il periodo dei Malatesta

Paolo e Francesca

Intorno al 1275 la famiglia del Malatesta di Rimini e quella dei Da Polenta da Ravenna erano le più potenti della zona. Malatesta da Verrucchio, chiamato da Dante Alighieri “Mastin Vecchio”, attraverso matrimoni combinati aveva accresciuto il suo potere.

Si inserisce qui la tragica storia di Paolo e Francesca, rispettivamente fratello di Giangiotto Malatesta e bellissima figlia di Guido Da Polenta signore di Ravenna. Ricordiamo che la giovane Francesca andò in sposa a  GianGiotto, zoppo e ormai in là con gli anni,  ma lo fece per procura. Il giorno del matrimonio, Paolo fu mandato fratello Paolo che era bello e giovane gentile di cui ovviamente Francesca si innamorò.

Il tradimento che ovviamente ne scaturì portò alla vendetta di Giangiotto visto che a quel tempo non si guardava tanto per il sottile.

Da dire è che pare che il tutto sia avvenuto in un altro maniero dei malatesta anche se ormai, Gradara, si è unita nell’immaginario comune alle sorti dei due amanti che Dante ha inserito nel girone dei Lussuriosi.

Gradara accoglie questo amore che dura nei secoli ed è uno dei borghi più belli d’Italia con le sue due cinte murarie.

Passeggiare per Gradara e catapultarsi nel medioevo

A Gradara sembra di essere in un altro periodo storico, di tornare indietro nel tempo. C’è una via principale e poi ci sono tanti vicoli dove si trovano botteghe locande e ovviamente prodotti tipici.

Visitare Gradara è molto piacevole e nel centro storico, c’è anche la casa del mercante che è un luogo dove ci sono arredi e oggetti degli usi del Quattrocento.

Il centro storico va percorso tutto, va gustato, e poi si può andare anche verso il camminamento di Ronda. Che si trova dove c’è la porta dell’orologio.

Ci sono delle scale da salire e circa 400 m da fare su questa che è la cinta esterna del quattordicesimo secolo. Il Panorama è ampio e arriva fino al mare. Per godere di una vista che spazi ancora di più consiglio di salire anche sull’altra Torre, quella più alta, e da lì, ovviamente il panorama è splendido. C’è un biglietto da pagare, ovviamente.

Ringraziamo l’ingener Zanvettori

A Gradara, poi va vista la Rocca che dicevamo è la parte più antica con il maschio la torre del maschio. Se oggi il castello lo possiamo vedere in splendido stato, è grazie al restauro fatto dal bellunese Umberto Zanvettori perché per secoli era rimasto in stato di abbandono.

L’ingegnere lo acquistò nel 1920 dopo che un terremoto del 1918 aveva ulteriormente danneggiato il maniero. 3milioni di lire impiegò nel  recupero del manufatto;, poco prima di morire, e nel 1928 vendette il bene allo Stato ma con la clausola che la vedova, Alberta Di Porta Natale, potesse godere dell’usufrutto fino alla morte avvenuta nel 1983.

Così oggi all’interno del Castello si possono vedere sale diverse e, ovviamente, la camera di Francesca che è molto suggestiva. C’è anche un leggio dove, la leggenda,  fosse posato il libro che fu galeotto. E ancora ci sono le sale del Leone, del cardinale,  del Consiglio, dei Putti, la sala rossa.

Una sala è dedicata a Sigismondo e Isotta. I soffitti sono finemente decorati in tutte le sale. Alla base del maschio troviamo la sala della tortura e c’è anche la cisterna per l’approvvigionamento dell’acqua.

Da vedere anche il loggiato la cappella dove ci sono una terracotta di Andrea della Robbia e la sala di Giusti.

Gradara tra chiese e grotte

Prima di entrare al castello c’è una piccola chiesa. La chiesa di San Giovanni,  ha una facciata trecentesca e va vista. È stata ricostruita nel XVII secolo perché era crollata a casa di un terremoto, però è interessante perché c’è un crocifisso ligneo del 1500 molto particolare.

Altre cose da vedere sono un’antica grotta, usata nel medioevo, del quarto e quinto secolo dopo Cristo visitabile a pagamento.

Un’altra chiesa da vedere in questo luogo a quella del Santissimo Sacramento. Fondata nel 1597 dalla Compagnia del Santissimo Sacramento della Duchessa Vittoria Farnese, oggi la chiesa ha un aspetto settecentesco perché è stata riedificata nel 1750. Belli gli stucchi che ricoprono soffitto e pareti. C’è un organo importante,  opera del maestro Callido. Qui, poi,  sono conservate anche le spoglie di un martire romano del II secolo:  San Clemente.

Passeggiare con Paolo e Francesca

Ovviamente a Gradara Tutto ruota intorno a Paolo e Francesca. Quindi c’è il bosco di Paolo e Francesca a cui si arriva con la passeggiata degli Innamorati che parte dall’inizio del camminamento di ronda e fa giro delle Mura. Ci sono dei cuori per terra che segnano, passo per passo, questo percorso.

La strada circonda tutto il castello e quindi sono circa 3 km e passa anche attraverso il piccolo bosco di Paolo e Francesca e quello dove si pensa che due amanti si rifugiassero. Il bosco è una ricchezza naturalistica molto importante perché ci sono tante varietà botaniche.

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