Fare trekking a Viareggio, città definita la perla del Tirreno, è una cosa che nessuno pensa ma può riservare grosse sorprese. Viareggio è conosciuta per le sue spiagge, i meravigliosi vialoni a mare, il Carnevale ed ancora i cantieri navali, famosi in tutto il mondo per la costruzione di yacht ma anche gli aspetti naturalistici sono ben rappresentati e tutelati dal Parco naturane di Migliarino, S. Rossore, Massaciuccoli.

La Darsena, la Pineta di Levante, il Sentiero della Lipu, il Vialone, la fioritura dei camucioli e il molo.

Con questo articolo vorrei raccontarvi di una parte di città meno conosciuta, più defilata dal centro ma non per questo meno attraente anzi, più che di altre zone, molto affascinante e con una natura rimasta fortunatamente intatta che riesce a regalare forti emozioni.

Trekking a Viareggio tra dune costiere e pinete infinite.

Si tratta della zona a sud della città, quella che dalla Darsena arriva quasi fino a Torre del Lago, quartiere della città che ne delimita i confini meridionali, una passeggiata semplice e non impegnativa alla portata di tutti, da fare quando la primavera ci spinge ad uscire di casa, in una bella giornata di sole meglio se nei mesi di maggio e giugno, quando la fioritura dei camucioli raggiunge il suo massimo.

Quindi zaini in spalla, in compagnia di famiglia e amici, bambini e cani al seguito, partiamo.

Lasciate l’auto in Darsena, nel parcheggio dello stadio o nelle vie limitrofe, oppure lungo le banchine del porto, qui si trovano molte zone parking free e, se avete optato per la zona portuale, intanto che ci siete, gettate uno sguardo agli imponenti yacht che sfarzosi galleggiano sulle acque immobili e tranquille delle darsene. Perché è risaputo: guardare, ammirare e sognare un poco, almeno per il momento, non costa niente.

La chiesa dei pescatori e il canale della Burlamacca

Se arrivate presto vi consiglio di raggiungere la Chiesina dei Pescatori, un piccolo gioiello di semplicità e umiltà. Da questo luogo vi apparirà una vista insolita e deliziosa del canale Burlamacca e di una parte di porto; poi aggirate la minuscola chiesa, sulla parete dietro ad essa il murales che il maestro Lazzarini realizzò in regalo alla città di Viareggio, appena restaurato, vi lascerà piacevolmente sorpresi.

 

 

Viareggio e il canale della Burlamacca

Il viale dei Tigli tra Viareggio e Torre del Lago Puccini

Ma ora è il momento di raggiungere il Viale dei Tigli, punto di partenza per la nostra escursione.

Il Viale è lungo circa 5 km, ma noi ne percorreremo solo la metà. Intanto che camminiamo, i tigli, in piena fioritura primaverile, ci regalano un profumo dolce che riempie le narici.

Villa Borbone

Dall’inizio abbiamo percorso 2,5 km. quando, sulla nostra sinistra troviamo Villa Borbone. Se il cancello è aperto spingetevi all’interno. I giardini della tenuta di caccia voluta da Maria Luisa di Borbone, allora duchessa di Lucca, ma terminata dalla nipote Margherita molti anni dopo, sono ben tenuti.

La Villa viene aperta solo poche volte all’anno, in occasioni particolari come fiere e matrimoni. Merita visitare la cappella, dove riposano molti Borboni, dignitari e nativi di Parma a cui piaceva già allora l’aria salmastra di questo litorale.

Ma ritorniamo sui nostri passi, cioè imbocchiamo la pineta dalla parte opposta alla villa. È qui che si trova l’inizio del sentiero della Lipu.

Sentiero Lipu di Viareggio

Il percorso è ben delineato, una staccionata di legno ne segue la direzione.

Sentiero Lipu Viareggio

Vari cartelli ci indicano la flora e la fauna che abitano questa pineta, il Parco Naturale di Migliarino San Rossore.

Cinghiali, cervi, daini, tassi… è molto facile avvistare la ghiandaia con i suoi bellissimi piumaggi colorati sul blu e, se siamo fortunati, possiamo sentire il rumore del picchio che ha incastrato un pinolo nella corteccia di un pino per spaccarne il guscio e mangiarne il seme custodito all’interno.
Furbo e ingegnoso, il picchio!

 

Proseguite.

Pineta di Viareggio

Ad un certo punto si incrocia un viottolo più grande del nostro, la staccionata di legno finisce e sembra che anche il sentiero sia finito… l’indicazione di svolta rimane un poco nascosta dalla vegetazione ma niente paura, dobbiamo solo girare a sinistra e proseguire. Fatti una trentina di metri, sulla destra, ritroverete la staccionata di legno e il sentiero.

La duna costiera di Viareggio

Da qui, ancora circa un chilometro e già l’aria e la luce cambiano, entriamo nei paesaggi della duna costiera. Ci stiamo avvicinando al mare!

Per prima incontreremo una zona lacustre,  rane e ranocchie al vostro passaggio smetteranno di gracidare per alcuni momenti.

 

Paesaggio lacustre sulla duna costiera di Viareggio

Poi troveremo le dune di sabbia ricoperte di vegetazione, dune rimaste intatte dalla cementificazione che tanto hanno deturpato le coste di molte altri litorali italiani e non.

Nostro vanto e fortuna che siano così e che così devono rimanere.

I profumi che vi arriveranno saranno molteplici, i pini, la terra, la sabbia, ma sopratutto vi arriverà il salmastro e quello intenso dei camucioli in piena fioritura.

Nella tarda primavera le dune saranno colorate di giallo, colore di questa pianta selvatica, così piccola, così forte da resistere ai venti e così tenace a nutrirsi di sabbia, così bella, così selvaggia e impavida.

Non cercate nelle foto che accludo i camucioli, non ci sono. Ho scattato queste foto a marzo, in un giorno non particolarmente bello, in anticipo rispetto alla fioritura dei camucioli perché volevo darvi il tempo di organizzare questa gita, vorrei che fossero i vostri occhi a scoprire questo fiore in questi luoghi.

La spiaggia di Viareggio, Dopo le dune si apre la spiaggia e il mare.

Intanto si è fatta l’ora di pranzo… o prima ci stanno due calci ad un pallone?

Se vi siete portati il pranzo al sacco non c’è niente di meglio che una spiaggia assolata, immensa e relativamente deserta.

Ma se il panino non fa per voi riprendete subito il viottolo che ritorna verso Viareggio e fatti circa un chilometro iniziano gli stabilimenti balneari della Darsena con vari ristorantini e trattorie.

Cosa c’è di meglio che gustarsi un buon piatto di spaghetti ai frutti di mare seduti comodamente a tavola sotto al sole?

Ma la nostra gita non è ancora finita. Ci aspetta ancora un ultimo punto prima di tornare verso l’auto: il molo esterno, o diga foranea, di Viareggio.

Percorrete tutto il viale degli stabilimenti balneari, arrivati in fondo girate a sinistra. Salite gli scalini del molo e raggiungete la cima.

Da qui la vista della città è sorprendente e bellissima. Si possono notare l’orologio di Piazza Mazzini, si distinguono benissimo le strutture principesche, opere d’arte del Liberty, del Principe di Piemonte e del Grande Hotel Royal.

Sugli scogli, a salutarci, ci accolgono le statue in peltro di una bambina che salta, un cagnolino e due bambini, uno che fa pipì e l’altro, faccia al sole, si gode il sole.

 

Il faro indica la rotta alle imbarcazioni e l’altro molo segna l’imbocco del canale Burlamacca, i panfili luccicano sotto al sole che cala, e i pennoni delle vele svettano nel cielo.

Il mare si stende lontano, fin dove lo sguardo può spaziare.

È un luogo di pace, questo. Di respiri lunghi, di silenzi. Di rispetto.

Prima di ritornare indietro un ultimo saluto alle maestose e imponenti Apuane, da sempre, alle spalle del litorale, stanno di guardia.

 

 

 

Trekking a Viareggio tra pineta e dune costiere

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