Place des Vosges e la casa di Victor Hugo: cosa vedere

Ci sono piazze che si attraversano e piazze in cui ci si ferma. Place des Vosges appartiene alla seconda categoria, e ve ne accorgete nei primi dieci passi: si entra da un portico basso, il rumore del Marais si spegne alle spalle e davanti si apre un quadrato di mattoni rossi e ardesia grigia, con i tigli potati a cubo e i bambini che corrono sul prato. È la piazza più antica di Parigi, ha più di quattrocento anni, ed è ancora, prima di ogni altra cosa, il giardino di quartiere di chi ci abita.

Al numero 6, secondo piano, Victor Hugo ha vissuto sedici anni e ha scritto qui dentro buona parte dei Miserabili. Oggi quella casa è un museo, e sul suo biglietto quasi tutte le guide italiane vi danno in questo momento un’informazione sbagliata. In questa guida trovate cosa vedere sotto i portici e nel giardino, come si visita la Maison de Victor Hugo con orari e prezzi verificati, l’itinerario sulle tracce dei Miserabili che parte proprio da questa piazza, e cosa c’è nel Marais a due passi. Se state ancora costruendo il viaggio, il quadro d’insieme è nella nostra guida completa alla città.

In breve

Place des Vosges è nel 4° arrondissement di Parigi, nel cuore del Marais (metro Saint-Paul, Bastille o Chemin-Vert). Fu costruita fra il 1605 e il 1612 per volontà di Enrico IV e si chiamava Place Royale: 36 padiglioni identici in mattone e pietra, un portico continuo su tutti e quattro i lati e un giardino quadrato al centro. La piazza e i portici sono sempre accessibili e gratuiti. Al numero 6 c’è la Maison de Victor Hugo, aperta da martedì a domenica dalle 10 alle 18: la collezione permanente è di norma gratuita, ma fino al 22 novembre 2026 l’ingresso è interamente a pagamento (11€ intero, 9€ ridotto) per via della mostra in corso. Per piazza e museo con calma bastano due ore.

Place des Vosges, la piazza più antica di Parigi

Place des Vosges si trova nel 4° arrondissement, a cavallo fra il quartiere Saint-Paul e la Bastiglia, nel cuore del Marais. È un quadrato quasi perfetto, chiuso da 36 padiglioni identici in mattone rosso e pietra, con i tetti ripidi in ardesia e un portico continuo che gira su tutti e quattro i lati. La regolarità è il punto: prima di lei Parigi non aveva niente del genere, e dopo di lei l’idea di piazza progettata a tavolino è diventata un modello che si è propagato in mezza Europa.

La volle Enrico IV e il cantiere partì nel 1605, su un terreno carico di storia: lì sorgeva l’Hôtel des Tournelles, residenza reale che Caterina de’ Medici fece demolire dopo che il marito Enrico II vi morì nel 1559, ferito a un occhio durante un torneo. L’inaugurazione arrivò nel 1612, con tre giorni di caroselli per il fidanzamento di Luigi XIII e Anna d’Austria. Allora si chiamava Place Royale.

Place des Vosges a Parigi, i padiglioni in mattone rosso e il portico che gira sui quattro lati
Place des Vosges, la piazza più antica di Parigi

Il nome attuale arriva molto dopo, nel 1800, e con Parigi non c’entra nulla. Il dipartimento dei Vosgi fu il primo in Francia a versare per intero le imposte al governo post-rivoluzionario, e il governo lo ringraziò intitolandogli la piazza più elegante della capitale. È il motivo per cui una piazza nel Marais porta il nome di un massiccio montuoso che sta a quattrocento chilometri di distanza: un premio fiscale, non un legame geografico.

Attenzione: se trovate scritto che la piazza più antica di Parigi è Place Dauphine, il motivo del contendere è la data che si sceglie. Place des Vosges fu iniziata nel 1605 e inaugurata nel 1612; Place Dauphine, voluta dallo stesso Enrico IV sull’Île de la Cité, partì nel 1607. Il primato di Place des Vosges si regge sull’avvio del cantiere, non sull’inaugurazione.

Cosa vedere sotto i portici e nel giardino

La prima cosa da fare è girare il quadrato intero sotto il portico, che è coperto e continuo. I 36 padiglioni sembrano tutti uguali e non lo sono del tutto: due spiccano sugli altri e interrompono la simmetria. Sul lato sud c’è il Pavillon du Roi, sotto cui passa rue de Birague; di fronte, sul lato nord, il Pavillon de la Reine. Sono più alti, hanno tre arcate di passaggio e servivano a segnare gli ingressi solenni. Curiosità che spiega bene il carattere del posto: nonostante i nomi, nessun sovrano ci ha mai abitato stabilmente.

Al centro c’è il square Louis XIII, il giardino recintato con le quattro fontane simmetriche, i tigli e la statua equestre di Luigi XIII. Anche qui una nota storica utile: la statua che vedete non è quella originale in bronzo, fusa durante la Rivoluzione, ma un rimpiazzo ottocentesco in marmo. Sotto i portici oggi si alternano gallerie d’arte, antiquari, librerie e qualche caffè con i tavolini sotto le arcate: è la parte in cui la piazza smette di essere un monumento e torna a essere un pezzo di quartiere.

Consiglio: il portico è coperto su tutti e quattro i lati, quindi Place des Vosges è una delle poche cose da vedere a Parigi che funziona anche con la pioggia battente. Se invece cercate la foto, il lato est prende il sole di prima mattina ed è l’ora in cui il giardino è ancora quasi vuoto: verso mezzogiorno, nel fine settimana, il prato è pieno di gente che pranza.

La casa di Victor Hugo al numero 6

All’angolo sud-est della piazza c’è l’Hôtel de Rohan-Guéménée, costruito fra il 1605 e il 1607 insieme al resto del quadrato. Victor Hugo ne affittò il secondo piano dal 1832 al 1848, e ci visse con la moglie Adèle e i figli per sedici anni. Qui dentro ha scritto Ruy Blas e una parte consistente dei Miserabili; da queste finestre ha attraversato gli anni delle sommosse popolari che nel romanzo diventano le barricate. Nel 1848 lasciò l’appartamento, e poco dopo cominciarono i diciannove anni di esilio fra Bruxelles, Jersey e Guernsey.

Dal 1903 l’appartamento è un museo comunale, ed è organizzato in modo intelligente: il percorso segue tre tempi della vita dello scrittore, prima dell’esilio, durante l’esilio e dopo il ritorno a Parigi. Il pezzo che sorprende tutti è il salone cinese, che Hugo progettò e decorò di suo pugno per la casa di Juliette Drouet a Guernsey e che è stato rimontato qui. Ci sono poi centinaia di suoi disegni, che sono la parte meno nota della sua opera e forse la più bella.

Attenzione: l’Hôtel de Rohan-Guéménée non è, e non è mai stato, la sede dell’Archivio nazionale francese. La confusione nasce dal nome: l’Hôtel de Rohan di rue Vieille-du-Temple, un altro palazzo del Marais a un chilometro da qui, fa parte del polo degli Archives nationales. Al 6 di Place des Vosges c’è solo la casa museo.

Info pratica: la Maison de Victor Hugo è al 6 di Place des Vosges, aperta da martedì a domenica dalle 10 alle 18 e chiusa il lunedì. La collezione permanente è di norma a ingresso gratuito, ma fino al 22 novembre 2026 l’ingresso al museo è interamente a pagamento, 11€ intero e 9€ ridotto, perché la visita include la mostra in corso sull’architettura nell’opera di Hugo. È il punto in cui diverse guide italiane sono rimaste indietro e continuano a dare il museo come gratuito. Il regime cambia a ogni mostra, quindi la cosa più sensata è controllare la pagina delle informazioni pratiche sul sito ufficiale del museo il giorno prima di andare. L’ingresso si fa alla biglietteria all’entrata.

Sulle orme dei Miserabili, da Place des Vosges alla Parigi di Hugo

Visitare Parigi seguendo un romanzo è un gioco che con i Miserabili ha una difficoltà in più: la città del libro, quella del 1832, è in buona parte scomparsa. Trent’anni dopo il barone Haussmann ha sventrato i quartieri stretti in cui la storia si muove, e i vicoli malsani attorno a cui ruotano Valjean, Cosette, Javert e i Thénardier sono diventati boulevard. Non è tutto perduto, però: qualche indirizzo regge ancora, e sapere cosa è rimasto e cosa no è metà del divertimento.

La prima tappa è dove siete già. Da questa piazza Hugo ha visto la Parigi in rivolta che avrebbe raccontato, e la casa al numero 6 è il punto di partenza naturale del giro.

Il Jardin du Luxembourg, dove Marius vede Cosette

È il luogo dell’incontro, uno dei più citati del romanzo: Marius, studente squattrinato e repubblicano, nota Cosette al parco. Il Jardin du Luxembourg è a una quarantina di minuti a piedi da Place des Vosges, sull’altra riva della Senna, ed è uno dei pochi posti di questo itinerario in cui la scena si può ancora immaginare senza sforzo: viali, sedie di metallo, il bacino d’acqua. È rimasto un parco in cui la gente si guarda.

Il Jardin du Luxembourg a Parigi, il parco dove Marius incontra Cosette nei Miserabili
Jardin du Luxembourg

Rue Plumet, la casa col giardino che oggi ha un altro nome

Uscito dal convento, Valjean sistema Cosette in una villetta con un grande giardino selvatico al civico 7 di rue Plumet, ed è in quel giardino che avvengono gli incontri notturni con Marius. Se la cercate sulla mappa non la trovate: rue Plumet è stata ribattezzata rue Oudinot nel 1851, in onore del generale Oudinot, e si trova nel 7° arrondissement. Il convento Petit-Picpus da cui i due arrivano, invece, non è mai esistito: è un’invenzione di Hugo, anche se il quartiere Picpus esiste davvero nel 12° arrondissement. Il nonno arcigno di Marius, monsieur Gillenormand, abitava in rue des Filles-du-Calvaire, che è a un quarto d’ora a piedi da Place des Vosges ed è ancora lì con lo stesso nome.

La Bastiglia, l’elefante e Gavroche

A Place de la Bastille, cinquecento metri da qui, c’era davvero il gigantesco elefante in gesso voluto da Napoleone come modello di un monumento in bronzo mai realizzato. Nel romanzo è la casa di Gavroche, il monello che ci dorme dentro insieme ad altri bambini di strada. Non cercatelo: il modello in gesso, ormai marcio, fu abbattuto nel 1846. Al suo posto oggi c’è la colonna di Luglio.

La prigione della Force, di cui restano due pietre

La prigione della Force, da cui Thénardier evade in modo rocambolesco con l’aiuto di Gavroche, era proprio nel Marais, con gli ingressi su rue du Roi-de-Sicile e rue Pavée. Fu demolita nel 1845 e oggi ne sopravvivono due frammenti, tutelati come monumenti storici dal 1935: un tratto di muro su rue Malher e una finestra murata nel cortile della caserma dei Sévigné. È da qui che nasce la confusione, molto diffusa in rete, che colloca la prigione “in rue Sévigné”: l’indirizzo giusto è l’altro, quello che resta è nel cortile della caserma.

Le fognature, la vera protagonista sotterranea

Le fogne di Parigi non sono uno sfondo, nel romanzo sono un personaggio: è lì dentro che Valjean trascina Marius ferito per chilometri, ed è allo sbocco della rete che si consuma l’ultimo faccia a faccia con Javert. Vale la pena sapere che la città aveva scavato il primo condotto fognario coperto già nel 1370, sotto rue Montmartre per volontà del prevosto Hugues Aubriot, e che con Napoleone la rete arrivò a una trentina di chilometri. Oggi una parte si visita: il Musée des Égouts sta vicino al Pont de l’Alma e il percorso si snoda per qualche centinaio di metri sottoterra, sopra l’acqua che scorre davvero.

Info pratica: per il Musée des Égouts la biglietteria è in loco e la prenotazione online non è prevista, quindi non cercate biglietti sui portali di rivendita: si paga all’ingresso. Le tariffe non sono pubblicate in modo univoco e cambiano con le fasce di età e le gratuità, perciò conviene controllarle sul sito ufficiale del museo prima di andare. Conviene presentarsi all’apertura, verso le 11: è una visita molto richiesta e nei fine settimana si fa coda.

La Senna e l'Île de la Cité a Parigi, fra Pont au Change e Pont Notre-Dame
La Senna all’altezza dell’Île de la Cité, dove esce di scena Javert

Il tratto di Senna da guardare è quello fra il Pont au Change e il Pont Notre-Dame, all’altezza dell’Île de la Cité: è lì che Javert, incapace di far coesistere la legge che ha servito per tutta la vita con l’uomo buono che ha inseguito per un decennio, esce di scena buttandosi nell’acqua.

Il matrimonio a Saint-Paul e la tomba al Panthéon

Cosette e Marius si sposano nella chiesa gesuita di Saint-Paul-Saint-Louis, su rue Saint-Antoine, che da Place des Vosges si raggiunge in cinque minuti a piedi. È la stessa chiesa in cui si era sposata Léopoldine, la figlia di Hugo morta annegata a diciannove anni: una coincidenza che chi conosce la biografia dello scrittore fatica a leggere come casuale.

Il Panthéon di Parigi, dove è sepolto Victor Hugo dal 1° giugno 1885
Il Panthéon, ultima dimora di Victor Hugo

Il giro si chiude al Panthéon, dove Hugo riposa accanto a Émile Zola e ad Alexandre Dumas padre. E qui va corretta una cosa che si legge quasi ovunque: Victor Hugo non è mai stato sepolto al Père-Lachaise e non è stato “traslato” da lì al Panthéon. La famiglia aveva effettivamente acquistato una tomba al Père-Lachaise ed era quella la destinazione prevista, ma il 27 maggio 1885, cinque giorni dopo la morte, un decreto dirottò lo scrittore al Panthéon e sconsacrò l’edificio per l’occasione. La bara passò la notte fra il 31 maggio e il 1° giugno sotto l’Arco di Trionfo, vegliata da una folla che le cronache stimarono in due milioni di persone, e il 1° giugno il corteo lo portò al Panthéon. Al Père-Lachaise ci sono moltissime tombe che valgono da sole il viaggio, ma la sua non è fra queste.

Se il gioco di girare una città dietro a un libro vi ha preso, a Parigi si può rifare con un autore molto più recente: lo abbiamo fatto con i romanzi di Fred Vargas e il commissario Adamsberg.

Il Marais intorno a Place des Vosges

Place des Vosges è l’angolo più fotografato del Marais, ma sarebbe un peccato arrivarci e ripartire. Il quartiere è uno dei pochi in cui la Parigi pre-Haussmann è sopravvissuta quasi intatta, con gli hôtels particuliers secenteschi, le strade strette e i cortili che si aprono dietro i portoni. Tutto quello che segue sta nel raggio di dieci minuti a piedi dalla piazza.

  • Hôtel de Sully (62 rue Saint-Antoine): il modo più bello di entrare o uscire da Place des Vosges. Nel padiglione destro dell’orangerie, in fondo al giardino, c’è una porticina discreta che collega il cortile del palazzo direttamente alla piazza. Cortile e giardino sono gratuiti e aperti al pubblico, e quasi nessuno la usa.
  • Musée Carnavalet: il museo della storia di Parigi, a pochi minuti. La collezione permanente è a ingresso gratuito ed è uno dei musei più sottovalutati della città.
  • Musée National Picasso: dentro l’Hôtel Salé, a una decina di minuti verso nord.
  • Rue des Rosiers: il cuore del quartiere ebraico, le botteghe storiche e i banchi di falafel con la coda sul marciapiede.
  • Saint-Paul-Saint-Louis: la chiesa del matrimonio dei Miserabili, su rue Saint-Antoine, cinque minuti a piedi.
I tetti in zinco e i comignoli del Marais, il quartiere storico attorno a Place des Vosges
I tetti del Marais

Se poi volete un giro più largo della città, senza correre dietro a un romanzo, ne abbiamo raccontato uno in un fine settimana a Parigi.

Visite guidate del Marais e di Place des Vosges

Il Marais è uno dei quartieri di Parigi in cui una guida cambia davvero la visita, perché quasi tutto quello che conta sta dietro un portone o dentro un cortile. Queste sono le formule che coprono la piazza e i dintorni.

Come arrivare a Place des Vosges

La piazza è servita da tre stazioni della metropolitana, tutte a pochi minuti a piedi. La più comoda è Saint-Paul (linea 1), da cui si risale rue de Birague ed è la via che vi fa entrare sotto il Pavillon du Roi, che è l’ingresso più scenografico. Le alternative sono Bastille (linee 1, 5 e 8) e Chemin-Vert (linea 8). In superficie passano gli autobus 20, 29, 69, 76 e 96. Da Notre-Dame si arriva a piedi in un quarto d’ora abbondante, attraversando l’Île Saint-Louis, ed è una delle passeggiate più belle del centro.

Info essenziali

  • Dove: Place des Vosges, 4° arrondissement, quartiere Marais, Parigi.
  • Come arrivare: metro Saint-Paul (1), Bastille (1, 5, 8), Chemin-Vert (8); bus 20, 29, 69, 76, 96.
  • Quanto costa la piazza: niente, portici e giardino sono ad accesso libero.
  • Maison de Victor Hugo: al numero 6, da martedì a domenica 10-18, chiusa il lunedì. Permanente di norma gratuita, ma 11€ intero e 9€ ridotto fino al 22 novembre 2026.
  • Durata consigliata: un’ora per la piazza, due ore contando il museo, mezza giornata se si allarga al Marais.
  • Quando andare: prima mattina per la luce e la calma, evitando il mezzogiorno del fine settimana.

Domande frequenti su Place des Vosges

Perché Place des Vosges si chiama così?

Perché nel 1800 il dipartimento dei Vosgi fu il primo in Francia a versare per intero le imposte al governo post-rivoluzionario, e la piazza gli fu intitolata come riconoscimento. Prima si chiamava Place Royale. Il nome non ha quindi alcun legame geografico con il massiccio dei Vosgi.

Quanto costa visitare Place des Vosges?

Nulla. La piazza, i portici e il giardino centrale sono ad accesso libero. Si paga solo per entrare alla Maison de Victor Hugo, al numero 6, quando è in corso una mostra a pagamento.

Dove abitava Victor Hugo a Parigi?

Al secondo piano dell’Hôtel de Rohan-Guéménée, al 6 di Place des Vosges, dal 1832 al 1848. In quell’appartamento ha scritto Ruy Blas e buona parte dei Miserabili. Dal 1903 la casa è un museo comunale.

Quanto costa entrare alla casa di Victor Hugo?

La collezione permanente è di norma gratuita, ma fino al 22 novembre 2026 l’ingresso al museo è interamente a pagamento, 11€ intero e 9€ ridotto, perché comprende la mostra in corso. Il regime cambia a ogni mostra: conviene verificarlo sul sito ufficiale prima di andare.

Quanto tempo serve per visitare Place des Vosges?

Un’ora basta per girare i portici e il giardino con calma. Contando anche la Maison de Victor Hugo servono circa due ore. Se si allarga la visita al resto del Marais, con Carnavalet e rue des Rosiers, si arriva a mezza giornata.

Qual è la metro più vicina a Place des Vosges?

Saint-Paul, sulla linea 1, è la più comoda: da lì si risale rue de Birague e si entra in piazza sotto il Pavillon du Roi. In alternativa Bastille (linee 1, 5 e 8) e Chemin-Vert (linea 8).

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