Ci sono borghi che scopri piano, girando un angolo, e altri che ti vengono incontro da lontano. Radicofani è del secondo tipo. Molto prima di arrivarci, mentre sali lungo la Cassia tra le colline della Val d’Orcia, vedi spuntare in cima a un cono di roccia scura una torre nera che domina tutto: è la Fortezza di Ghino di Tacco, il bandito gentiluomo che Dante e Boccaccio hanno reso immortale. Radicofani è il borgo più alto della Val d’Orcia, un paese di pietra lavica aggrappato a quasi novecento metri, ed è uno di quei posti che i pullman non conoscono e che per questo restano veri.
In questa guida vi porto a scoprire cosa vedere a Radicofani con calma: la fortezza e il suo panorama a 360 gradi, la storia del brigante che qui teneva in scacco papi e mercanti, il centro storico in pietra scura con le sue chiese e le terrecotte robbiane, il misterioso Bosco Isabella con i suoi simboli massonici, e poi tutto il pratico che serve davvero, dove mangiare, dove dormire, come arrivare, quanto tempo serve e come incastrarlo nel resto della Val d’Orcia. Se state costruendo il vostro giro tra questi borghi, tenete a portata anche il nostro itinerario in Val d’Orcia.
In breve
Radicofani (SI) si visita in mezza giornata. Il cuore è la Fortezza di Radicofani, la Rocca di Ghino di Tacco, con il Museo del Cassero, i camminamenti sotterranei e la terrazza panoramica a quasi 900 metri che domina Val d’Orcia, Monte Amiata e Monte Cetona; il biglietto costa pochi euro e in inverno apre solo nel weekend. Nel borgo di pietra lavica ci sono la chiesa di San Pietro con le terrecotte di Andrea della Robbia, Sant’Agata, il Palazzo Pretorio e la scenografica Posta Medicea. Poco fuori le mura, il Bosco Isabella è un giardino romantico dai simboli massonici, gratuito. Radicofani è tappa della Via Francigena e base tranquilla per la valle: Bagni San Filippo è a 20 minuti, San Quirico d’Orcia e Bagno Vignoni a mezz’ora. Per muoversi serve l’auto.
Indice dell’Articolo

Dove si trova Radicofani, il borgo più alto della Val d’Orcia
Radicofani si trova in provincia di Siena, all’estremo sud della Val d’Orcia, in una posizione che è già di per sé un pezzo di storia. Il paese sorge su un cono di roccia basaltica a circa 814 metri di quota, mentre la fortezza in cima tocca i 896 metri: è il punto più alto della valle, e non a caso. Per secoli Radicofani è stato la sentinella del confine tra la Repubblica di Siena e lo Stato Pontificio, l’ultimo avamposto prima di scendere verso il Lazio. Chi controllava questa rocca controllava la strada, cioè la vecchia Via Cassia (oggi la SR2) e con essa il traffico dei pellegrini e dei mercanti che salivano e scendevano verso Roma.
Questa doppia natura, di frontiera e di strada, spiega Radicofani meglio di qualsiasi cartolina. È un borgo di confine tra due mondi, la dolce Val d’Orcia delle colline pettinate e il Monte Amiata boscoso e vulcanico che gli fa da sfondo. La pietra con cui è costruito il paese, scura, quasi nera, non è la solita arenaria toscana: è basalto, e dà a Radicofani un carattere severo e diverso da tutti gli altri borghi della valle. Siamo dentro il territorio Patrimonio dell’Umanità UNESCO, ma qui l’atmosfera è più aspra, più di montagna, e secondo me è proprio questo il suo fascino.
La Fortezza di Radicofani, la Rocca di Ghino di Tacco
Se c’è una cosa da vedere a Radicofani, è la sua fortezza. La Rocca di Radicofani, conosciuta anche come la Rocca di Ghino di Tacco dal nome del brigante che la rese celebre, è una delle fortificazioni più imponenti e panoramiche di tutta la Toscana. Nacque come castello altomedievale, passò all’abbazia del Monte Amiata e poi a Siena, che la trasformò nel Cinquecento in una macchina da guerra moderna: una cinta esterna a pianta pentagonale con i bastioni per l’artiglieria, e al centro il cassero, il mastio triangolare che ancora oggi svetta sul paese.
Dopo un lungo restauro la fortezza è tornata visitabile. Si sale al Museo del Cassero, allestito su tre piani dentro la torre, con reperti che raccontano il territorio dall’età del bronzo fino al Cinquecento, e dal 1999 si percorrono anche i camminamenti sotterranei e le postazioni di tiro che collegano i bastioni. Ma il momento che vale il viaggio è quando si arriva in cima, sulla terrazza dei merli a quasi mille metri: da lassù il panorama è a 360 gradi e abbraccia tutta la Val d’Orcia, il cono del Monte Amiata, il Monte Cetona e, nelle giornate limpide, si spinge lontano fino agli Appennini e ai laghi. È il punto più alto e più scenografico della valle, il posto giusto per capire con un solo sguardo dove ci si trova.

Info pratica: il biglietto della fortezza costa pochi euro (in genere 4-5 € a persona) e comprende cassero, museo e camminamenti. Gli orari sono stagionali: d’inverno la Rocca apre di solito solo il sabato e la domenica, mentre da aprile a fine estate è aperta tutti i giorni, indicativamente dalle 10 fino al tardo pomeriggio o alla sera. Prezzo e orari non sono sempre pubblicati online e cambiano con la stagione: prima di salire conviene verificare sui canali ufficiali del Comune o all’ufficio turistico di Visit Radicofani. Mettete scarpe comode: dal parcheggio alla fortezza si sale a piedi.
Ghino di Tacco, il bandito gentiluomo tra Dante e Boccaccio
Non si capisce Radicofani senza Ghino di Tacco. Fu un nobile ghibellino senese di fine Duecento che, cacciato e privato dei suoi beni, si fece signore-bandito e trasformò la rocca di Radicofani nel suo quartier generale. Da qui, in posizione perfetta sul confine, taglieggiava chi passava sulla Via Francigena: mercanti, prelati, viaggiatori. Ma la leggenda ne ha fatto una specie di Robin Hood della Val d’Orcia, il brigante che rubava ai potenti con modi da gentiluomo, e questa fama gliela diedero due dei più grandi scrittori italiani.
Dante lo cita nel canto VI del Purgatorio, dove tra le anime dei morti di morte violenta compare quella di Benincasa da Laterina, il giudice che Ghino uccise per vendetta. Boccaccio, invece, gli dedica un’intera novella del Decameron, la seconda della decima giornata: Ghino cattura un ricco abate di Cluny diretto alle terme di Siena, lo tiene prigioniero nella rocca curandogli il mal di stomaco a pane, fave e Vernaccia, e alla fine se lo fa amico a tal punto che l’abate ottiene per lui il perdono del papa. È una storia di furbizia e cavalleria che ha reso Ghino di Tacco il personaggio-simbolo del borgo, quello a cui oggi sono dedicati la fortezza, le rievocazioni e perfino una statua nel centro storico.
Il brigante che teneva in scacco papi e mercanti dall’alto della sua rocca è finito nella Divina Commedia e nel Decameron: pochi borghi possono dire di avere un cattivo così illustre.
Il centro storico di Radicofani a piedi
Salita alla fortezza a parte, il bello di Radicofani è perdersi tra i suoi vicoli in pietra lavica. Il borgo è piccolo e si gira tutto a piedi in un’ora o poco più, in un saliscendi di case scure, archi e scorci sulla valle. Il centro è raccolto intorno a due piazze e alle sue chiese, e conserva più tesori di quanto ci si aspetti da un paese così fuori dalle rotte.
La chiesa più importante è San Pietro, che custodisce un piccolo museo di terrecotte robbiane invetriate, opere di Andrea della Robbia, della sua bottega e degli allievi Buglioni: una pala con la Madonna incoronata dagli angeli tra i santi, una Crocifissione, una Madonna con Sant’Antonio Abate. È il genere di sorpresa che non ti aspetti in un borgo di montagna, e da sola vale la sosta. Poco distante c’è la chiesa di Sant’Agata, dedicata alla patrona del paese, anch’essa con una notevole terracotta robbiana. Nel cuore del borgo trovate poi il Palazzo Pretorio, con gli stemmi dei podestà sulla facciata, la statua di Ghino di Tacco e gli scorci del vecchio quartiere.
Attenzione: scendendo verso la Cassia si incontra la scenografica Posta Medicea, un imponente edificio voluto da Ferdinando I de’ Medici alla fine del Cinquecento su disegno del Buontalenti, l’antica “Osteria Grossa” dove sostavano lungo la Francigena viaggiatori illustri come Montaigne, Dickens e Casanova. Attenzione però: oggi la Posta Medicea non è un hotel e non si visita. È proprietà privata ed è in corso un lungo restauro, quindi la si ammira solo dall’esterno, insieme alla fontana medicea che le sta davanti.
| Cosa vedere a Radicofani | Tempo di visita | Ingresso |
|---|---|---|
| Fortezza / Rocca di Ghino di Tacco (con Museo del Cassero) | 1-1,5 ore | ~4-5 € (stagionale) |
| Chiesa di San Pietro (terrecotte robbiane) | 20-30 min | Gratuito |
| Chiesa di Sant’Agata | 15 min | Gratuito |
| Centro storico e Palazzo Pretorio | 1 ora | Gratuito |
| Bosco Isabella | 30-45 min | Gratuito |
| Posta Medicea (solo esterno) | 10 min | Gratuito |
Il Bosco Isabella, il giardino esoterico di Radicofani
Ecco la cosa di Radicofani che quasi nessuno racconta bene, ed è un peccato perché è la più curiosa. Appena fuori dalle mura, lungo Via della Fonte, si apre il Bosco Isabella, un giardino romantico di circa due ettari e mezzo che nasconde una storia affascinante. Lo realizzò tra fine Ottocento e i primi del Novecento la famiglia Luchini: Odoardo, garibaldino e senatore, la moglie Isabella Andreucci, da cui il parco prende il nome, e la figlia Matilde, pittrice. Dal 1983 è di proprietà del Comune ed è aperto a tutti, gratuitamente.
Quello che rende speciale il Bosco Isabella è che i Luchini erano legati alla massoneria, e il giardino è disseminato di simboli esoterici. Al centro c’è una piramide di pietra a base triangolare; gli alberi sono piantati a gruppi di tre; due grandi pietre richiamano le colonne del tempio di Salomone, Boaz e Jachin; una siepe circolare di bosso rappresenta l’occhio che tutto sovrintende. Passeggiarci dentro, con la fortezza che spunta tra le fronde, è un’esperienza diversa da qualsiasi altra cosa in Val d’Orcia: un pezzo di simbolismo ottocentesco perso tra i boschi dell’Amiata.
Consiglio: il Bosco Isabella è un parco pubblico all’aperto e l’ingresso è libero, ma gli orari di apertura non sono sempre indicati e possono variare con la stagione. Se ci tenete a vederlo, chiedete conferma all’ufficio turistico del paese prima di salire fin qui, così non rischiate di trovare il cancello chiuso.
Radicofani sulla Via Francigena
Radicofani è una tappa importante della Via Francigena, il grande cammino che dall’Inghilterra portava i pellegrini fino a Roma. Nel tracciato toscano il borgo si trova tra due tappe ufficiali: la tappa 36, che sale da San Quirico d’Orcia a Radicofani (circa 33 chilometri, con l’ultima faticosa salita al paese), e la tappa 37, che scende da Radicofani verso Acquapendente e il Lazio. Per chi cammina, arrivare quassù dopo ore di colline e vedere finalmente la fortezza stagliarsi contro il cielo è uno dei momenti più belli dell’intero cammino.
Attenzione: si legge spesso che Radicofani sarebbe la sosta “Sce Petir in Pail” dell’itinerario dell’arcivescovo Sigerico (anno 990). Non è così: quel toponimo indica San Pietro in Paglia, un monastero oggi scomparso presso il guado del fiume Paglia, non il borgo. La mansio di Sigerico ben identificata su questa tratta è Le Briccole (“Abricula”), l’antico ospitale sulla salita verso Radicofani. Il paese resta comunque un caposaldo storico della Francigena per la sua posizione di controllo. I dettagli e gli orari delle tappe ufficiali sono sul sito della Regione Toscana.
Dove mangiare a Radicofani
La cucina di Radicofani è quella schietta di confine tra la Val d’Orcia e l’Amiata, fatta di sapori forti e di poche cose fatte bene. In tavola trovate i pici fatti a mano, la pasta simbolo del Senese, conditi all’aglione o con ragù di cinta senese; il pecorino delle Crete e della Val d’Orcia; salumi, zuppe di legumi, funghi e cacciagione dai boschi dell’Amiata. Il dolce identitario del paese è il corollo, una ciambella semplice legata alla festa di Sant’Agata, che qui si prepara ancora come una volta. È cucina di sostanza, perfetta dopo la salita alla fortezza.
Radicofani è un borgo piccolo, ma qualche buon indirizzo dove fermarsi a tavola non manca, tra il centro e i dintorni.
Dove mangiare a Radicofani
- Ristorante La Grotta: nel cuore del borgo, il più citato del paese, cucina toscana tipica.
- Trattoria Le Ginestre da Mimmo: trattoria di paese, piatti della tradizione della Val d’Orcia e dell’Amiata.
- Albergo La Torre: con ristorante, comodo se cercate anche dove dormire nel borgo.
- Locanda del Ciabattino e Al Tocco: piccoli indirizzi del centro per un pasto informale.
Info pratica: in un borgo così piccolo e defilato, i giorni di apertura cambiano molto con la stagione e alcuni locali chiudono d’inverno o nei giorni feriali. Prima di salire fin qui per pranzo, una telefonata per verificare apertura e prenotare, soprattutto nel weekend estivo, vi evita brutte sorprese.
Dove dormire a Radicofani e in Val d’Orcia
Radicofani è una base tranquilla e defilata per chi vuole vivere la Val d’Orcia lontano dalla folla, e chi cammina sulla Francigena ci arriva a fine tappa. Dentro e attorno al borgo trovate piccole locande e alberghi a gestione familiare, mentre nella campagna intorno, tra le colline e i boschi dell’Amiata, ci sono gli agriturismi e i casali, ideali se avete l’auto e cercate quiete e panorami. Chi preferisce stare più al centro della valle può appoggiarsi ai borghi vicini come San Quirico d’Orcia o Bagno Vignoni e salire a Radicofani in giornata.
Dove dormire: in quale zona
- Borgo di Radicofani: piccole locande e alberghi dentro o accanto al centro storico, per vivere il paese la sera e partire a piedi verso la fortezza. La scelta più comoda anche per i pellegrini della Francigena.
- Campagna e colline dell’Amiata: agriturismi e casali immersi nel verde, con vista sulla valle. Meglio con l’auto.
- Val d’Orcia centrale: appoggiandosi a San Quirico d’Orcia o alle terme di Bagno Vignoni, con Radicofani a circa mezz’ora.
Cosa fare a Radicofani e in Val d’Orcia
Radicofani si vive con lentezza, e nei dintorni le cose da fare non mancano: una passeggiata sulla Via Francigena, una giornata alle terme naturali dell’Amiata, una degustazione di vini della valle, un tour tra i borghi UNESCO. Molte esperienze e visite guidate in Val d’Orcia si prenotano comodamente online.
Esperienze in Val d’Orcia
- Un tratto della Via Francigena a piedi tra San Quirico, Le Briccole e Radicofani.
- Giornata alle terme naturali di Bagni San Filippo, con la “Balena Bianca” di calcare.
- Degustazione di vini della Val d’Orcia e visita alle cantine della zona.
- Tour fotografico tra i borghi e le colline UNESCO al tramonto.
Come arrivare a Radicofani e dove parcheggiare
In auto. Radicofani si raggiunge comodamente dall’Autostrada del Sole (A1): l’uscita più usata è Chiusi-Chianciano Terme, da cui si prosegue verso Sarteano e poi si sale al borgo (circa mezz’ora), in alternativa l’uscita di Fabro. Il paese si trova anche lungo la SR2 Cassia, la storica strada Siena-Roma che passa ai suoi piedi. Le distanze: da Siena circa 100 km (1 ora e mezza), da Firenze circa 170 km (2 ore), da Roma circa 170 km (2 ore). È la classica meta da mettere in un itinerario in auto tra la Toscana e il Lazio.
In treno e in autobus. A Radicofani non c’è la stazione: la più vicina è Chiusi-Chianciano Terme, sulla linea Firenze-Roma, da cui si prosegue con gli autobus di Autolinee Toscane (le linee che collegano Chiusi, Sarteano e l’Amiata al borgo). Vi avviso però che le corse sono poche e pensate per i residenti: per girare la Val d’Orcia in libertà l’auto, anche a noleggio, resta la soluzione migliore.
Parcheggio. Il borgo è medievale e in salita: l’auto si lascia negli spazi di sosta appena fuori dal centro e si prosegue a piedi, con una breve camminata in salita fino alla parte alta e alla fortezza. In alta stagione e durante gli eventi conviene arrivare presto.
Info pratica: quassù l’auto fa davvero la differenza. Se arrivate da fuori regione e volete girare la Val d’Orcia e l’Amiata con i vostri tempi, valutate il noleggio auto con DiscoverCars, che confronta le compagnie e spesso trova tariffe migliori partendo dagli aeroporti o dalle stazioni vicine.
Quando andare a Radicofani ed eventi
Radicofani sta in alto, e si sente: gli inverni sono più freddi e ventosi del resto della valle, le estati più fresche e ariose. Il periodo migliore per visitarlo va da maggio a settembre, quando le colline della Val d’Orcia danno il meglio e il clima in quota è piacevole. Anche l’autunno, con i boschi dell’Amiata che cambiano colore, regala giornate bellissime. Portate comunque una giacca a vento: sulla terrazza della fortezza, a quasi mille metri, il vento soffia quasi sempre.
Se potete far coincidere la visita con una festa, il borgo si accende. L’appuntamento più sentito è la festa di Sant’Agata, la patrona, il 5 febbraio, con la processione e la merenda contadina a base di corollo e salumi. D’estate va in scena “I giorni di Ghino”, un festival di musica, cultura e spettacoli dedicato al brigante, con la Festa Medievale alla Rocca di Ghino di Tacco, tra armigeri, arcieri e sbandieratori. C’è anche la Festa degli Antichi Mestieri, che rievoca la vita contadina dell’epoca.
Info pratica: le date degli eventi estivi cambiano ogni anno e di solito si concentrano tra fine luglio e agosto. Prima di partire apposta per una rievocazione, controllate il programma aggiornato sui canali del Comune e dell’ufficio turistico di Radicofani.
Quanto tempo serve e cosa vedere nei dintorni
Per Radicofani basta una mezza giornata: un’ora abbondante per la fortezza, un’altra per il borgo e le chiese, il tempo di una passeggiata al Bosco Isabella e di un pranzo con calma. Diventa una giornata intera se lo unite ai dintorni, ed è quello che vi consiglio, perché quassù ci si arriva apposta e vale la pena godersela senza fretta.
Il bello è che Radicofani è a due passi da alcuni dei posti più belli della Toscana del sud. Le più vicine sono le terme naturali di Bagni San Filippo, sul versante dell’Amiata, a una ventina di minuti. Poco più in là c’è il cuore della Val d’Orcia con San Quirico d’Orcia, Bagno Vignoni e la sua piazza-vasca, Pienza la città ideale del Rinascimento e Montalcino con il suo Brunello. Verso l’Amiata si sale a Castiglione d’Orcia, Abbadia San Salvatore e fino alla vetta del monte.
| Da Radicofani a… | Distanza | In auto |
|---|---|---|
| Bagni San Filippo | ~12 km | ~20 min |
| Bagno Vignoni | ~22 km | ~30 min |
| San Quirico d’Orcia | ~25 km | ~30-35 min |
| Castiglione d’Orcia | ~25 km | ~35 min |
| Abbadia San Salvatore | ~28 km | ~40 min |
| Pienza | ~30 km | ~40 min |
Il modo migliore di vivere questa zona è prendere un borgo come campo base e allargarsi a cerchi concentrici, senza fretta. Trovate tutte le tappe nel nostro itinerario in Val d’Orcia, e se cercate spunti nei dintorni non perdetevi San Quirico d’Orcia, Pienza, la città ideale e Montalcino e il Brunello.
Info essenziali
- Dove: Radicofani (SI), Val d’Orcia, il borgo più alto della valle (896 m alla fortezza).
- Come arrivare: A1 uscita Chiusi-Chianciano o Fabro, poi SR2 Cassia; niente stazione in paese, bus Autolinee Toscane da Chiusi.
- Quando andare: da maggio a settembre; primavera e autunno per i colori, estate per gli eventi.
- Durata: mezza giornata per borgo e fortezza, una giornata con i dintorni.
- Da non perdere: la Fortezza di Ghino di Tacco, le robbiane di San Pietro, il Bosco Isabella.
Radicofani non è un borgo da mordi e fuggi, e forse è questo il suo bello. Ci si arriva apposta, si suda l’ultima salita alla rocca, e in cambio si ha uno dei panorami più larghi della Toscana e una storia da bandito gentiluomo che nessun altro paese può raccontare. Se cercate la Val d’Orcia meno battuta, quella che i pullman saltano, salite quassù: il vento sui merli della fortezza vi ripagherà del viaggio.
Domande frequenti su Radicofani
Cosa vedere a Radicofani?
Le tappe da non perdere sono la Fortezza di Radicofani (la Rocca di Ghino di Tacco) con il Museo del Cassero e la terrazza panoramica, la chiesa di San Pietro con le terrecotte di Andrea della Robbia, la chiesa di Sant’Agata, il centro storico in pietra lavica con il Palazzo Pretorio e, appena fuori le mura, il Bosco Isabella, un giardino romantico dai simboli massonici.
Quanto costa e quali sono gli orari della Fortezza di Radicofani?
Il biglietto costa pochi euro, in genere 4-5 € a persona, e comprende il cassero, il museo e i camminamenti. Gli orari sono stagionali: d’inverno la fortezza apre di solito solo nel weekend, mentre da aprile all’estate è aperta tutti i giorni. Prezzo e orari cambiano con la stagione e non sono sempre online: conviene verificarli sui canali ufficiali del Comune o all’ufficio turistico prima di salire.
Chi era Ghino di Tacco?
Ghino di Tacco fu un nobile-bandito senese di fine Duecento che fece della rocca di Radicofani il suo quartier generale, controllando il confine tra Siena e lo Stato Pontificio. La leggenda ne ha fatto una sorta di Robin Hood della Val d’Orcia. È citato da Dante nel canto VI del Purgatorio e da Boccaccio in una novella del Decameron, ed è il personaggio-simbolo del borgo.
Quanto tempo serve per visitare Radicofani?
Per il borgo e la fortezza basta una mezza giornata. Se aggiungete il Bosco Isabella, un pranzo con calma e una tappa nei dintorni come Bagni San Filippo o San Quirico d’Orcia, mettete in conto una giornata intera.
Come si arriva a Radicofani?
In auto dall’A1, uscita Chiusi-Chianciano Terme o Fabro, poi verso il borgo lungo la SR2 Cassia; da Siena è circa un’ora e mezza. Radicofani non ha stazione ferroviaria: la più vicina è Chiusi-Chianciano Terme, da cui proseguono i bus di Autolinee Toscane, ma le corse sono poche e per girare la valle conviene l’auto.
Cos’è il Bosco Isabella?
È un giardino romantico di fine Ottocento appena fuori dalle mura di Radicofani, realizzato dalla famiglia Luchini e legato alla massoneria. È disseminato di simboli esoterici, come una piramide a base triangolare, alberi piantati a gruppi di tre e pietre che richiamano le colonne del tempio di Salomone. È di proprietà comunale e l’ingresso è gratuito.
Dove mangiare a Radicofani?
Nel borgo si mangia toscano di confine tra Val d’Orcia e Amiata: pici, cinta senese, pecorino, zuppe e il dolce tipico, il corollo. Tra gli indirizzi ci sono il Ristorante La Grotta, la Trattoria Le Ginestre da Mimmo, il ristorante dell’Albergo La Torre e piccoli locali del centro come la Locanda del Ciabattino. Conviene verificare l’apertura, soprattutto fuori stagione.
Radicofani è tappa della Via Francigena?
Sì. Radicofani si trova tra la tappa 36 (da San Quirico d’Orcia a Radicofani) e la tappa 37 (da Radicofani ad Acquapendente) del tracciato toscano della Via Francigena, ed è storicamente un caposaldo del cammino grazie alla sua posizione di controllo sulla strada per Roma.