San Quirico d’Orcia è uno di quei borghi che, da toscano, ho sempre dato per scontato. La Val d’Orcia è la mia Toscana, quella delle domeniche in macchina con Ornella e gli amici di sempre, eppure per anni a San Quirico ci sono passato accanto sulla Cassia senza fermarmi, tirando dritto verso Pienza o Montalcino. Ho fatto male, e ve lo dico subito così non aspettate quanto ho aspettato io: questo paese racchiuso nelle sue mura merita molto più di una sosta al volo.
Siamo in provincia di Siena, nel cuore di quella Val d’Orcia che è Patrimonio dell’Umanità UNESCO, tra le colline pettinate e i cipressi che avete visto su mille cartoline. In questa guida vi porto dentro il borgo a scoprire gli Horti Leonini e la Collegiata, poi vi racconto la Cappella di Vitaleta e i cipressi più fotografati della Toscana, dove mangiare e dormire, gli eventi e i dintorni, con tutte le informazioni pratiche per organizzare la visita senza sorprese, o quasi.
In breve
San Quirico d’Orcia si visita a piedi in mezza giornata: le tappe sono la Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta con i suoi portali romanici, gli Horti Leonini (giardino all’italiana del 1581, ingresso gratuito), il Palazzo Chigi Zondadari e le chiese del borgo. Poco fuori c’è la celebre Cappella di Vitaleta, l’icona della Val d’Orcia, che si fotografa solo dall’esterno e si raggiunge a piedi. Il borgo è tappa della Via Francigena e base perfetta per la valle: Bagno Vignoni è a 8 minuti, Pienza a 15, Montalcino a mezz’ora. Ingresso ai monumenti quasi sempre gratuito, serve l’auto per muoversi tra i dintorni.
Indice dell’Articolo

Dove si trova San Quirico d’Orcia
San Quirico d’Orcia si trova in provincia di Siena, a circa 45 chilometri dal capoluogo, adagiato su un poggio della Val d’Orcia, lungo il tracciato della vecchia Via Cassia (la SR2). È il crocevia naturale della valle: da qui in pochi minuti si scende a Bagno Vignoni, si sale a Pienza o si punta verso Montalcino e il Monte Amiata.
Il borgo ha una storia antica e nobile, legata a un cammino che ha attraversato l’Europa per secoli: la Via Francigena. Nel suo diario di ritorno da Roma, redatto tra il 990 e il 994, l’arcivescovo di Canterbury Sigerico annota le tappe del viaggio e cita San Quirico, chiamandolo “Sce Quiric”, come dodicesima sosta. Non è un dettaglio da poco: significa che qui i pellegrini si fermavano, mangiavano, dormivano, mille anni fa esattamente come facciamo noi oggi. E infatti nel borgo esisteva un ospedale per accoglierli, di cui vi racconto più avanti.
Il nome viene dai due santi a cui è dedicata la chiesa principale, Quirico e la madre Giulitta, martiri cristiani. Il paese si sviluppò proprio attorno alla pieve e al passaggio della Francigena, e ancora oggi la sua forma allungata dentro le mura racconta questa vocazione di luogo di sosta e di strada.
Cosa vedere a San Quirico d’Orcia: il centro storico
Il bello di San Quirico è che si gira tutto a piedi, con calma, in un paio d’ore. Il centro storico è raccolto dentro la cinta muraria e l’asse principale è Via Dante Alighieri, la strada dritta che lo taglia da porta a porta. Ecco le cose da vedere assolutamente.
La Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta
Si comincia dal monumento più importante del borgo, la Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta, una chiesa romanica del XII secolo costruita su una pieve ancora più antica, in piazza Chigi. La prima cosa che colpisce sono i suoi tre portali, tra i più belli del romanico senese. Il portale principale ha un protiro, cioè un avancorpo sporgente, con colonnine in arenaria annodate al centro che poggiano su leoni scolpiti: un’immagine potente, di ambito pisano. Il portale laterale, del 1288, è tradizionalmente attribuito a Giovanni Pisano o alla sua scuola, negli anni in cui l’artista lavorava al Duomo di Siena.
Dentro vale la pena entrare per due opere. La prima è una grande pala di Sano di Pietro, una Madonna col Bambino su fondo oro dipinta intorno al 1470. La seconda è il magnifico coro ligneo intarsiato di Antonio Barili, realizzato tra il 1482 e il 1502: una curiosità che pochi conoscono è che quel coro non fu fatto per questa chiesa, ma per il Duomo di Siena, e solo in seguito venne acquistato dai marchesi Chigi e portato qui.
Info pratica: la Collegiata è un luogo di culto a ingresso gratuito. Le fonti turistiche indicano un orario di massima 9:00-19:00, ma gli orari delle chiese minori cambiano spesso e non sono garantiti: se ci tenete a vedere il coro del Barili, conviene capitare in mattinata ed evitare gli orari delle funzioni.
Gli Horti Leonini, il giardino all’italiana
Il cuore verde di San Quirico, e forse il motivo per cui il borgo è famoso, sono gli Horti Leonini, uno splendido giardino all’italiana del Cinquecento. Li creò intorno al 1581 Diomede Leoni, da cui prendono il nome, su un terreno che gli aveva donato Francesco I de’ Medici. Il giardino è rimasto intatto ed è un piccolo capolavoro di geometria: nella parte bassa le aiuole triangolari disegnate dalle siepi di bosso, con al centro la statua di Cosimo III de’ Medici (opera di Bartolomeo Mazzuoli del 1688); nella parte alta un bosco di lecci potati, più naturale e ombroso.
La cosa migliore è che si entra gratis, direttamente dal centro del paese. Ci si passeggia in silenzio, ci si siede su una panchina all’ombra dei lecci, e in un attimo si capisce perché questo posto piaceva così tanto ai viaggiatori di ogni epoca. D’estate gli Horti ospitano anche Forme nel Verde, una rassegna di scultura contemporanea all’aperto che va avanti dal 1971.

Info pratica: gli Horti Leonini sono gratuiti e in genere aperti dalle 8:00 alle 20:00, con orario ridotto d’inverno quando le giornate si accorciano. Sono il posto giusto per una pausa a metà visita, e la luce del tardo pomeriggio tra i lecci è bellissima per le foto.
Il Palazzo Chigi Zondadari
Accanto alla Collegiata, sulla stessa piazza Chigi, si affaccia il Palazzo Chigi Zondadari, l’edificio più monumentale del borgo. Fu costruito tra il 1679 e il 1684 per volere del cardinale Flavio Chigi, dopo che Cosimo III aveva concesso San Quirico in feudo alla famiglia Chigi con titolo marchesale, su progetto dell’architetto Carlo Fontana. Oggi è la sede del Comune e ospita spazi espositivi; gli interni, decorati con le Storie di Alessandro Magno, sono stati oggetto di importanti restauri.
Le chiese e le porte del borgo
San Quirico ha altre due chiese che vale la pena cercare. La Chiesa di San Francesco, detta anche della Madonna, è ottocentesca (1867-1870) e custodisce un tesoro: la Madonna Annunciata attribuita ad Andrea della Robbia, in terracotta invetriata. La cosa curiosa è che questa statua stava originariamente proprio nella cappella di Vitaleta, quella isolata tra i cipressi, e nel 1870 fu portata qui in paese per proteggerla. C’è poi la Chiesa di Santa Maria Assunta, romanica, dell’XI secolo, piccola e sobria, con un portale decorato da minuscole sculture di animali: sorgeva lungo la Via Francigena, a servizio dei pellegrini.
Del sistema difensivo restano le mura medievali, ricostruite nel 1472. Le porte un tempo erano diverse, ma la guerra si è portata via quasi tutto: oggi ne rimane una sola, la bellissima Porta ai Cappuccini (1473), l’unica porta-torre a pianta poligonale del territorio senese. Nel giugno del 1944 le mine tedesche distrussero la Porta Romana e la grande Torre del Cassero, alta una quarantina di metri, che dominava il borgo e che oggi possiamo solo immaginare.
Attenzione: di fronte alla Collegiata, accanto al Palazzo Pretorio, cercate le due caratteristiche “porte dei morti”, piccole aperture murate a fianco dei portoni principali. Sempre qui sorgeva l’Ospedale della Scala, filiale del celebre Santa Maria della Scala di Siena, costruito nel Duecento per curare e ospitare i pellegrini della Francigena. Oggi il Palazzo Pretorio ospita il Welcome Center del Parco della Val d’Orcia.
| Cosa vedere | Tempo di visita | Ingresso |
|---|---|---|
| Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta | 20-30 min | Gratuito |
| Horti Leonini | 30-45 min | Gratuito |
| Palazzo Chigi Zondadari (esterno e mostre) | 15-20 min | Gratuito / secondo la mostra |
| Chiese di San Francesco e Santa Maria Assunta | 15 min | Gratuito |
| Mura e Porta ai Cappuccini | 15 min | Gratuito |
La Cappella di Vitaleta, l’icona della Val d’Orcia
Se avete in mente una sola immagine della Val d’Orcia, con ogni probabilità è lei: la Cappella della Madonna di Vitaleta, una piccola chiesa isolata su una collina, con due cipressi ai lati e le colline ondulate tutto intorno. È una delle immagini più fotografate della Toscana, e si trova proprio lungo la direttrice tra San Quirico e Pienza.
Qui bisogna mettere subito le cose in chiaro, perché è la domanda che tutti si fanno. La cappella è privata e non si visita all’interno: si ammira e si fotografa solo dall’esterno. E soprattutto non ci si arriva in auto: l’ultimo tratto si fa obbligatoriamente a piedi. Ci si avvicina lungo la SP146, dove ci sono due piccole aree di sosta gratuite lungo la strada, una a est e una a ovest della cappella; da quella più vicina restano circa dieci minuti di cammino su sterrato. Chi ama camminare può invece raggiungerla con l’anello a piedi tra San Quirico e Pienza, un percorso ben segnato di una decina di chilometri.
Consiglio: per la foto perfetta andateci all’alba o al tramonto, quando la luce radente accende le colline e i due cipressi si stagliano contro il cielo. A mezzogiorno, con la luce piatta e i pullman, l’incanto è tutto un altro. Abbiamo dedicato una guida a parte alla Cappella della Madonna di Vitaleta, con tutti i punti da cui fotografarla.

I cipressi di San Quirico d’Orcia
L’altra cartolina della zona sono i cipressi di San Quirico d’Orcia, quei gruppi di alberi isolati su una collinetta rotonda che tutti abbiamo visto almeno una volta. Si trovano in località I Triboli, sul podere Casaltina, nella parte settentrionale del territorio comunale, a circa 6 chilometri dal centro verso nord-est, in un punto che domina la vecchia Via Cassia. Sono in realtà due gruppi distinti: uno più fitto, a forma quasi romboidale, e uno che accompagna una strada bianca. Il bello è che si vedono direttamente dalla statale: si accosta l’auto a lato strada e li si raggiunge con una breve camminata.
Attenzione: i cipressi de “I Triboli” sulla Cassia NON sono i cipressi del Gladiatore. La doppia fila di cipressi del film di Ridley Scott è alla tenuta di Poggio Manzuoli, mentre il campo di grano con la strada sterrata (“i Campi Elisi”) è alla tenuta Terrapille, vicino a Pienza. È un equivoco diffusissimo: se volete i luoghi del cinema, li abbiamo raccontati tutti nella Val d’Orcia da cinema.

Prodotti tipici e dove mangiare a San Quirico d’Orcia
La Val d’Orcia è terra di sapori forti e schietti, e San Quirico non fa eccezione. Qui il vino è quello della Orcia DOC, la denominazione che riunisce i cinque comuni della valle e che ha nel Sangiovese la sua base; e a due passi ci sono giganti come il Brunello di Montalcino e il Nobile di Montepulciano. In tavola trovate i pici fatti a mano, la pasta simbolo del senese, conditi con il ragù di cinta senese o all’aglione; il pecorino di Pienza, che si produce nel comune accanto; salumi, tartufi e l’olio extravergine delle colline. Una curiosità storica: nel Medioevo San Quirico era famoso per il suo zafferano, “l’oro” del borgo, che veniva esportato fino in Germania; la coltivazione, interrotta per secoli, è stata ripresa in tempi recenti.
Noi, dopo la passeggiata nel borgo, ci siamo goduti un piatto di pici e un bicchiere di rosso del posto seduti in un vicolo, ed è di quelle cose semplici che ti restano addosso. Ecco qualche indirizzo reale dove fermarsi.
Dove mangiare a San Quirico d’Orcia
- Trattoria Osenna: cucina toscana storica, con pasta fatta a mano e carni della propria azienda agricola.
- Trattoria al Vecchio Forno: la cucina schietta dell’hotel Palazzo del Capitano, dentro le mura.
- Taverna da Ciacco: rustica e tradizionale, per i pici e la fiorentina di chianina.
- Braditoscani: a conduzione familiare, formaggi e salumi di produzione propria, cinta senese compresa.
Info pratica: come sempre, verificate giorni di chiusura e apertura stagionale prima di mettervi a tavola, soprattutto fuori stagione. In un borgo piccolo un lunedì di novembre può cambiare i piani, e prenotare la sera nel weekend estivo non è mai una cattiva idea.
Dove dormire a San Quirico d’Orcia e in Val d’Orcia
Il modo più bello di vivere San Quirico è dormirci, e la scelta è ampia. Dentro le mura ci sono palazzi storici e alberghi diffusi, come le strutture della Capitano Collection (il Palazzo del Capitano con la sua spa, la Villa del Capitano, il Borgo San Quirico), perfetti per svegliarsi nel borgo e girarlo a piedi. Nella campagna intorno, tra i vigneti e le colline UNESCO, ci sono gli agriturismi con la vista che sognate, ideali se avete l’auto e volete la piscina e la quiete. E c’è chi sceglie di appoggiarsi alla vicina Bagno Vignoni per unire il borgo alle terme.
Dove dormire: in quale zona
- Centro storico di San Quirico: palazzi storici e alberghi diffusi dentro le mura, a piedi tra Collegiata e Horti Leonini. La scelta più comoda per vivere il borgo la sera.
- Campagna e colline della Val d’Orcia: agriturismi e case coloniche tra i vigneti, con panorami aperti. Meglio con l’auto.
- Bagno Vignoni: a pochi minuti, per chi vuole abbinare il borgo alle terme naturali. Vedi anche la nostra guida su Bagno Vignoni e le sue terme.
Eventi e feste a San Quirico d’Orcia
Se riuscite a far coincidere la visita con una festa, il borgo dà il meglio di sé. L’appuntamento più sentito è la Festa del Barbarossa, che nel 2026 si tiene dal 17 al 21 giugno: è una rievocazione medievale con corteo storico in costume e le sfide tra i quattro quartieri del paese, il Borgo, i Canneti, il Castello e il Prato, che si contendono la vittoria con giochi di bandiere e gare. Rievoca il passaggio dell’imperatore Federico Barbarossa e riempie di torce e figuranti gli Horti Leonini e le vie del centro.
D’estate, poi, gli Horti Leonini ospitano Forme nel Verde, la storica rassegna di scultura contemporanea, di solito da luglio a ottobre.
Info pratica: le date degli eventi cambiano ogni anno. Prima di partire controllate il programma sui siti ufficiali della Festa del Barbarossa e del Comune, così non rischiate di trovare il borgo in versione feriale quando lo sognavate in festa.
Cosa fare a San Quirico d’Orcia e in Val d’Orcia
San Quirico è la base ideale per vivere la valle, e le cose da fare intorno non mancano: una degustazione in una cantina dell’Orcia DOC, un tour fotografico all’alba tra i cipressi e la Cappella di Vitaleta, una sosta alle terme di Bagno Vignoni, un giro in e-bike tra le strade bianche. Molte di queste esperienze si prenotano comodamente online.
Esperienze in Val d’Orcia
- Degustazione di vino Orcia DOC o Brunello in una cantina della zona.
- Tour fotografico all’alba tra i cipressi e la Cappella di Vitaleta.
- Giornata alle terme, dai bagni storici di Bagno Vignoni alle cascate naturali di Bagni San Filippo.
- Escursione in e-bike o a piedi sulle strade bianche della valle.
Cosa vedere nei dintorni di San Quirico d’Orcia
Qui viene il bello, perché San Quirico è piantato nel mezzo della valle e in un raggio di pochi chilometri c’è il meglio della Toscana. A un passo c’è Bagno Vignoni, il borgo termale con la celebre piazza-vasca al posto della piazza, dove l’acqua calda fuma anche d’inverno. Salendo si arriva a Pienza, la “città ideale” del Rinascimento voluta da Pio II, patria del pecorino. Verso ovest c’è Montalcino con il suo Brunello, e a sud le terme naturali di Bagni San Filippo con la “Balena Bianca” di calcare. Più lontano ma alla portata di una gita ci sono Castiglione d’Orcia, Montepulciano e il Monte Amiata.
| Da San Quirico a… | Distanza | In auto |
|---|---|---|
| Bagno Vignoni | ~6 km | ~8-10 min |
| Pienza | ~9 km | ~15 min |
| Castiglione d’Orcia | ~10 km | ~15-20 min |
| Montalcino | ~18 km | ~25-30 min |
| Bagni San Filippo | ~20 km | ~25-30 min |
| Montepulciano | ~35 km | ~40-45 min |
Se avete più di una giornata, il consiglio è di prendere San Quirico come campo base e allargarvi a cerchi concentrici: la valle si gode così, senza fretta. Trovate tutte le tappe nel nostro itinerario in Val d’Orcia, e se amate l’arte non perdetevi Montalcino e il Brunello e Pienza, la città ideale.
Informazioni pratiche: come arrivare e dove parcheggiare
Come arrivare in auto. San Quirico è comodissima da raggiungere: da Siena sono circa 45 km lungo la panoramica Via Cassia SR2 (poco meno di un’ora), la stessa strada che attraversa le Crete Senesi. Da Firenze si mette in conto meno di due ore (A1 fino a Valdichiana, poi verso Torrenieri), da Roma circa due ore e mezza (A1 uscita Chiusi-Chianciano, poi SP146 via Pienza).
Come arrivare in treno. San Quirico non ha stazione. La più vicina è Buonconvento (a una quindicina di chilometri, sulla linea Siena-Grosseto), mentre la più servita è Chiusi-Chianciano Terme (a circa 40 km, sulla dorsale Roma-Firenze); c’è anche la piccola fermata di Torrenieri-Montalcino a pochi chilometri. Dalle stazioni si prosegue con gli autobus di Autolinee Toscane, il gestore unico regionale. Vi avviso però: le corse extraurbane in Val d’Orcia sono rade e pensate per i residenti. Senza auto la valle si gira male, e il mio consiglio resta il noleggio.
Dove parcheggiare e la ZTL. Il centro storico è a traffico limitato: dentro le mura, lungo Via Dante, non si circola liberamente. L’auto si lascia nei parcheggi appena fuori le mura, in genere gratuiti e a pochi minuti a piedi dal centro, nelle zone di Porta ai Cappuccini a nord e verso viale Dante a sud. In alta stagione e durante gli eventi riempiono in fretta: arrivate presto.
Quando andare. Il periodo più bello è la primavera, da metà aprile a fine maggio, quando le colline sono verdi e i campi si accendono di papaveri e di giallo. Anche settembre e ottobre sono ottimi, con la vendemmia e la luce dorata. L’estate è la stagione degli eventi ma è calda e affollata; per le foto puntate sempre sulle prime ore del mattino e sul tramonto.
Info essenziali
- Dove: San Quirico d’Orcia (SI), Val d’Orcia, Patrimonio UNESCO.
- Come arrivare: da Siena 45 km sulla SR2 Cassia; stazioni di Buonconvento (~15 km) o Chiusi-Chianciano (~40 km), poi bus Autolinee Toscane.
- Quando andare: primavera (aprile-maggio) e settembre-ottobre; estate per gli eventi ma affollata.
- Durata: mezza giornata per il borgo, una giornata o più con la Cappella di Vitaleta e i dintorni.
- Da non perdere: Horti Leonini, Collegiata, Cappella di Vitaleta, i cipressi de I Triboli.
San Quirico d’Orcia è di quei borghi che non gridano, e proprio per questo ti restano dentro. Io ci sono arrivato tardi, ma come dico sempre, l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro: voi andateci prima, fermatevi con calma tra gli Horti e le colline, e lasciate che la Val d’Orcia faccia il suo lavoro.
Domande frequenti su San Quirico d’Orcia
Cosa vedere a San Quirico d’Orcia?
Le tappe da non perdere sono la Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta con i suoi portali romanici, gli Horti Leonini (il giardino all’italiana del 1581, a ingresso gratuito), il Palazzo Chigi Zondadari, le chiese di San Francesco e Santa Maria Assunta e la Porta ai Cappuccini. Poco fuori dal borgo c’è la celebre Cappella di Vitaleta, l’icona della Val d’Orcia.
Quanto tempo ci vuole per visitare San Quirico d’Orcia?
Il centro storico si gira a piedi in un paio d’ore, mezza giornata con calma. Se aggiungete la Cappella di Vitaleta, i cipressi de I Triboli e una tappa nei dintorni come Bagno Vignoni o Pienza, mettete in conto una giornata intera.
Quanto costa visitare gli Horti Leonini e la Collegiata?
Entrambi sono a ingresso gratuito. Gli Horti Leonini sono in genere aperti dalle 8 alle 20 (orario ridotto d’inverno); la Collegiata, luogo di culto, in genere segue orari 9-19, che però possono variare. Conviene verificare sul posto o con il Comune.
Dove si trova la Cappella di Vitaleta e come si raggiunge?
La Cappella della Madonna di Vitaleta si trova su una collina tra San Quirico d’Orcia e Pienza, lungo la SP146. È privata e si visita solo dall’esterno, e non si arriva in auto: si lascia la macchina in una delle due aree di sosta gratuite lungo la strada e si prosegue a piedi per circa dieci minuti su sterrato.
Dove parcheggiare a San Quirico d’Orcia?
Il centro storico è a traffico limitato. L’auto si lascia nei parcheggi appena fuori le mura, in genere gratuiti, nelle zone di Porta ai Cappuccini (a nord) e verso viale Dante (a sud), a pochi minuti a piedi dal centro. In alta stagione conviene arrivare presto.
Come arrivare a San Quirico d’Orcia senza auto?
San Quirico non ha stazione ferroviaria. Le più vicine sono Buonconvento (~15 km) e Chiusi-Chianciano Terme (~40 km), da cui si prosegue con i bus di Autolinee Toscane. Le corse sono però poche: per girare la Val d’Orcia in libertà l’auto, anche a noleggio, resta la soluzione migliore.
Dove mangiare a San Quirico d’Orcia?
Nel borgo si mangia toscano: pici fatti a mano, cinta senese, pecorino di Pienza e vino Orcia DOC. Tra gli indirizzi ci sono la Trattoria Osenna, la Trattoria al Vecchio Forno del Palazzo del Capitano, la Taverna da Ciacco e Braditoscani, a conduzione familiare.
Quando andare a San Quirico d’Orcia?
I periodi migliori sono la primavera (da metà aprile a fine maggio), con le colline verdi e le fioriture, e i mesi di settembre e ottobre, con la vendemmia e la luce dorata. L’estate è la stagione degli eventi come la Festa del Barbarossa, ma è più calda e affollata.