Isola di Spargi: spiagge, Cala Corsara e come arrivare

All’isola di Spargi ci sono arrivato come ci si arriva sempre da queste parti: dal mare. Ricordo ancora la prima volta che abbiamo buttato l’ancora davanti a una delle sue cale, l’acqua di un verde che sembrava finto e, alle spalle della spiaggia, niente. Non una casa, non una strada, non un bar. Solo granito rosato, macchia mediterranea e quel silenzio che in Sardegna, ad agosto, è quasi un lusso. Spargi è così: selvaggia, disabitata, e proprio per questo una delle isole più belle dell’arcipelago di La Maddalena.

In questa guida vi racconto cosa vedere a Spargi: le sue spiagge, a partire dalla celebre Cala Corsara, come si arriva (perché non è banale come sembra), cosa c’è oltre il mare e quando conviene andarci. È un’isola che si visita in giornata, di solito durante una gita in barca tra le isole, magari la stessa che tocca le spiagge della Maddalena e Caprera: ecco come sfruttarla al meglio.

In breve

Spargi è un’isola disabitata di circa 4 km², la terza più grande del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, di fronte alla costa occidentale dell’isola della Maddalena. Si raggiunge solo via mare: con le gite in barca giornaliere da Palau, La Maddalena, Santa Teresa Gallura o Cannigione (in genere 55-70€ a persona, 7-9 ore, 4-5 cale), oppure con un gommone a noleggio. La spiaggia più famosa è Cala Corsara, sulla costa sud, sabbia bianca finissima. Periodo migliore: da giugno a settembre. Si paga una piccola tassa di sbarco al Parco (2,50-5€).

Dov’è Spargi e perché è un’isola così speciale

Spargi sorge proprio di fronte alle coste occidentali dell’isola della Maddalena, in mezzo all’arcipelago, a un tiro di schioppo da Budelli e Santa Maria. Con i suoi quattro chilometri quadrati abbondanti è la terza isola più grande del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, e una delle poche rimaste completamente disabitate: la sua natura granitica e aspra non ha mai permesso che ci si stabilisse davvero. Oggi è questo il suo fascino. Niente paesi, niente lungomare, niente stabilimenti: solo coste frastagliate, rocce scolpite dal vento e una manciata di cale che sembrano disegnate apposta per chi arriva in barca.

Spargi, isola selvaggia e bellissima
Spargi, isola selvaggia e bellissima

Tutto intorno c’è quel granito rosa che è la firma dell’arcipelago, modellato dal maestrale in forme che paiono sculture. Accanto a Spargi c’è anche il piccolo Spargiotto, scoglio prediletto dagli uccelli marini. Vi avverto subito: a Spargi non si viene per fare la vita da spiaggia con l’ombrellone e il chiosco. Si viene per il mare, per il silenzio e per una bellezza che non è stata addomesticata.

Le spiagge e le cale di Spargi

Le spiagge sono il vero motivo per cui si mette piede a Spargi. Sono tutte piccole, raccolte tra le rocce, e cambiano carattere a seconda di come tira il vento: con il maestrale conviene cercare le cale riparate sul versante opposto. Ecco quelle che vale la pena conoscere.

Le spiagge dell'isola di Spargi
Le cale e le spiagge dell’isola di Spargi

Cala Corsara, la regina di Spargi

Cala Corsara è la spiaggia simbolo dell’isola, sulla costa meridionale, ed è la sosta che praticamente tutte le gite in barca prevedono. In realtà non è una spiaggia sola, ma quattro spiaggette di sabbia bianca finissima, quasi impalpabile, affacciate su un’acqua bassa e trasparente che vira dal turchese allo smeraldo. È stata eletta più volte tra le spiagge più belle d’Italia, e quando la vedete capite il perché.

Quello che la rende inconfondibile, però, sono le rocce. Sul lato occidentale della cala c’è un masso di granito che l’erosione ha modellato fino a fargli assumere il profilo di un volto: è la celebre Testa della Strega, il naso adunco e il mento sporgente che spuntano dalla macchia. Poco distante ce n’è un’altra a forma di stivale. Sono diventate il gioco preferito di chi sbarca qui: cercarle, riconoscerle, fotografarle.

Consiglio: arrivate a Cala Corsara la mattina presto, con le prime barche. Verso mezzogiorno, in piena estate, la cala si riempie e l’incanto si attenua un po’. Nelle prime ore invece l’acqua è uno specchio, la luce taglia di lato la Testa della Strega ed è il momento giusto per una nuotata e per le foto, prima che arrivi la flotta delle gite.

Attenzione: Cala Corsara non è la famosa “spiaggia rosa”, e non è di sabbia rosa: la sua sabbia è bianca finissima. La Spiaggia Rosa che tutti cercano si trova sull’isola di Budelli, lì accanto, ed è interdetta da anni: si può solo ammirare da lontano, dalla barca, senza scendere né calpestare l’arenile. A Spargi, invece, a Cala Corsara si sbarca e ci si bagna senza problemi.

Le altre cale: Granara, Soraya, Conneri e Ferrigno

Spargi non è solo Cala Corsara. Tutto il perimetro dell’isola è una sequenza di insenature, molte delle quali si raggiungono comodamente solo con un mezzo proprio o con un gommone, lontano dalle rotte delle motonavi. Cala Granara, sul versante meridionale, è forse la più scenografica dopo Corsara, con i suoi graniti rosati e i fondali bassi. Cala Soraya e Cala Conneri sono più nascoste e regalano angoli di tranquillità anche in alta stagione, quando le spiagge principali si affollano. Cala Ferrigno, sul lato opposto, è una delle baie usate come alternativa di sbarco quando il Parco regola gli accessi a Corsara. Se avete la fortuna di girare l’isola in barca, chiedete di fermarvi anche in una di queste: è lì che Spargi mostra il suo lato più selvaggio.

Come arrivare a Spargi

Qui sta il punto che spiazza chi non conosce l’arcipelago: a Spargi si arriva solo via mare. Non c’è un traghetto di linea che ci porta, perché l’isola è disabitata. Le strade sono sostanzialmente due, e dipendono da che tipo di viaggiatori siete.

La prima, la più comoda e la più scelta, è la gita in barca giornaliera tra le isole. Partono ogni mattina da diversi porti: soprattutto Palau e La Maddalena (Cala Gavetta), ma anche Santa Teresa Gallura e, dal lato del golfo, Cannigione e Baja Sardinia. Sono escursioni di una giornata intera, in genere dalle 7 alle 9 ore, che toccano quattro o cinque cale tra Spargi, Budelli, Santa Maria e l’isola della Maddalena, con tempo per il bagno a ogni sosta. È la soluzione ideale se è la prima volta che venite, perché pensano a tutto loro e voi vi godete il panorama.

La seconda, per chi ama l’autonomia come la amo io, è il gommone a noleggio. A Palau e a La Maddalena ci sono diversi noleggiatori, e con un motore fino a 40 cavalli si va anche senza patente nautica. Costa di più ed è più impegnativo, ma vi lascia liberi di scegliere le cale, gli orari e di infilarvi nelle insenature dove le motonavi non arrivano. Se siete un gruppo, dividendo la spesa torna anche nei conti.

Info pratica: una gita in barca di una giornata costa indicativamente tra i 55 e i 70€ a persona secondo la stagione (meno per i bambini), spesso con tassa di sbarco del Parco già inclusa. La tassa, se a parte, è di 2,50€ a persona nei mesi spalla e 5€ in giugno-luglio-agosto, da pagare in contanti. I prezzi del noleggio gommoni in genere si fanno a preventivo, e variano molto con la stagione: chiedete in anticipo e mettete in conto carburante e tassa di sbarco a parte. Verificate sempre tariffe e orari aggiornati sul sito dell’operatore prima di prenotare.

Gite in barca e tour per Spargi

  • Gita in barca giornaliera nell’arcipelago da Palau o La Maddalena, con soste a Spargi e Cala Corsara.
  • Tour in gommone in piccolo gruppo, per raggiungere anche le cale meno battute.
  • Escursione in barca a vela o catamarano da Cannigione e Baja Sardinia.

Cosa vedere a Spargi oltre le spiagge

Spargi non è soltanto mare. Chi ha voglia di camminare un po’, oltre l’asciugamano, trova un’isola che racconta storie di guerra e di antichità, e questo per uno come me, che del viaggio ama la parte storica quanto quella balneare, fa la differenza.

Sulla punta nord-occidentale dell’isola si trova l’Opera antinave di Punta Zanotto, conosciuta anche come Batteria Zanotto: una grande fortificazione militare costruita tra le due guerre, descritta come la prima opera di ingegneria militare di grosso calibro realizzata in Italia dopo la Grande Guerra. Edifici mimetizzati, una stazione di tiro rivestita in pietra locale e perfino le targhe in marmo originali col loro motto in latino. Si raggiunge via mare e poi a piedi con un sentiero in salita: mettete in conto qualche ora e scarpe adatte, non infradito. C’è anche una seconda fortificazione più antica, la Batteria Zavagli del 1912, vicino a Cala Corsara.

La storia più affascinante, però, è sott’acqua. Nel 1939, nella Secca Corsara, davanti all’isola, fu individuato il relitto di una nave da carico romana lunga 35 metri, affondata intorno al 120 a.C. con un carico di centinaia di anfore vinarie e vasellame di produzione campana. Sul finire degli anni Cinquanta l’archeologo Nino Lamboglia vi condusse alcune delle prime campagne di archeologia subacquea della storia, tecniche pionieristiche per l’epoca. Oggi i reperti e una ricostruzione di una sezione dello scafo si possono vedere al Museo Archeologico Navale “Nino Lamboglia” di La Maddalena: il museo ha avuto periodi di chiusura, quindi conviene verificarne l’apertura prima di organizzare la visita.

Per il resto, l’isola è un piccolo paradiso per lo snorkeling, con fondali limpidi e ricchi di vita, e per qualche camminata lungo i sentieri esistenti, tra la macchia profumata e i punti panoramici sull’arcipelago. Portate maschera e boccaglio: davanti alle cale c’è molto da guardare.

Quando andare a Spargi e le regole del Parco

Il periodo migliore va da giugno a settembre, quando le gite in barca sono operative tutti i giorni e l’acqua invita al bagno. Maggio e l’inizio di ottobre regalano un’isola più tranquilla e luce bellissima, ma le partenze si diradano. Tenete d’occhio il maestrale: quando soffia forte cambia la cala dove conviene fermarsi, e a volte le escursioni invertono l’itinerario o saltano qualche sosta. È normale da queste parti, fa parte del gioco.

Spargi è dentro un parco nazionale, e questo va rispettato. Non si può ancorare sulle praterie di posidonia (l’ancoraggio è consentito solo sui fondali sabbiosi, entro le boe di delimitazione), non si pernotta a terra, e l’accesso ad alcune zone è regolato per proteggere l’ambiente. La già citata Spiaggia Rosa di Budelli resta off-limits. Le regole su sbarchi, ancoraggi e soste notturne cambiano di stagione in stagione con le ordinanze: prima di partire con un mezzo proprio, date un’occhiata al sito ufficiale del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, dove trovate le disposizioni aggiornate.

Dove dormire per visitare Spargi

Su Spargi non si dorme: è disabitata e non si può pernottare. La base per visitarla si sceglie quindi sulla terraferma o sull’isola della Maddalena, a seconda del tipo di vacanza che cercate.

Dove dormire per visitare Spargi: in quale zona

  • La Maddalena: l’isola-paese, vivace e con i traghetti per Palau ogni mezz’ora. Comoda per imbarcarsi sulle gite da Cala Gavetta e per godersi il centro la sera. La scelta più “isolana”.
  • Palau: sulla terraferma, il porto da cui parte il maggior numero di escursioni e da cui salpano i traghetti. Pratica per chi arriva in auto e vuole muoversi anche nel resto della Gallura.
  • Cannigione e Baja Sardinia: sul golfo di Arzachena, più orientate alla vacanza balneare e vicine alla Costa Smeralda, con partenze di gite verso l’arcipelago.

Domande frequenti su Spargi

Spargi si visita insieme alle altre isole dell’arcipelago di La Maddalena: nella guida trovi il paese, le spiagge e come muoversi nella zona.

Spargi è una di quelle isole che non si dimenticano, perché ti restituisce il mare com’era prima che lo riempissimo di ombrelloni. Ci si arriva dal mare, si riparte dal mare e per qualche ora si ha la sensazione di aver trovato un posto ancora intatto. Io, l’ancora davanti a Cala Corsara, la butterei di nuovo anche domani. E sono certo che, dopo esserci stati una volta, lo direte anche voi.

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