Ho passato due giorni a cercare i numeri veri sull’aurora boreale, e ne è uscita una cosa che non mi aspettavo: Rovaniemi, la meta che sceglie quasi ogni italiano, è il posto peggio piazzato di tutta la Lapponia. Non per una questione di gusti o di atmosfera. Per la bieca matematica: sta più a sud di Tromsø sull’unica scala che conta davvero, e per vedere l’aurora sopra la testa le serve circa il doppio dell’attività solare.
Il problema è che nessuno lo scrive. Ho letto le prime pagine di Google in italiano su questa ricerca, comprese quelle dei blog che stimo, e fanno tutti la stessa cosa: la lista dei quattro paesi nordici, una bella foto verde, il consiglio di andare fra settembre e marzo. Nessuna tabella, nessun numero, nessun criterio per scegliere fra un posto e l’altro. E allora eccola qui: dove vedere l’aurora boreale, quando andare, e soprattutto perché un posto funziona meglio di un altro, con i dati presi dove stanno davvero e non copiati dal sito accanto.
In breve
L’aurora si vede dentro l’ovale aurorale, una fascia centrata sul polo magnetico e non su quello geografico: conta la latitudine geomagnetica, non quella della carta. In Europa le posizioni migliori sono Tromsø e Alta (67,3° e 67,4° geomagnetici, aurora possibile anche con attività zero), poi Abisko e le Lofoten. Rovaniemi sta a 63,8° e Reykjavík a 64,2°: si vedono, ma serve più attività. Il cielo sereno conta quanto la posizione, e lì Tromsø misura il 35,6% di ore limpide contro il 24,4% di Rovaniemi e il 13,8% di Reykjavík. Stagione da fine agosto a inizio aprile, ore migliori fra le 22 e le 2. L’inverno 2026-27 è l’ultimo forte di questo ciclo solare.
Table of Contents
Dove vedere l’aurora boreale: le destinazioni a confronto
Questa tabella è il motivo per cui ho scritto l’articolo. Mette insieme le due sole cose che decidono se vedrete l’aurora o no: quanto siete dentro l’ovale aurorale e quante notti il cielo è limpido. La prima colonna è la latitudine geomagnetica calcolata con il modello AACGM-v2, la seconda è l’indice Kp minimo che serve per avere l’ovale sopra la testa, la terza è la quota di ore serene misurata dalle stazioni meteo su dieci inverni, fra le 20 e le 2, da settembre a marzo.
| Destinazione | Paese | Lat. geografica | Lat. geomagnetica | Kp minimo | Notti serene |
|---|---|---|---|---|---|
| Nuuk | Groenlandia | 64,2° | 68,5° | 0 | — |
| Yellowknife | Canada | 62,5° | 68,5° | 0 | 54,6% |
| Alta | Norvegia | 70,0° | 67,4° | 0 | — |
| Tromsø | Norvegia | 69,6° | 67,3° | 0 | 35,6% |
| Kirkenes | Norvegia | 69,7° | 67,0° | 0 | 27,5% |
| Kilpisjärvi | Finlandia | 69,0° | 66,6° | 0 | 20,7% |
| Lofoten (Svolvær) | Norvegia | 68,2° | 65,9° | 0 | — |
| Abisko | Svezia | 68,3° | 65,9° | 0 | 31,0% |
| Enontekiö | Finlandia | 68,4° | 65,8° | 0,1 | 24,2% |
| Akureyri | Islanda | 65,7° | 65,4° | 0,3 | 16,5% |
| Kiruna | Svezia | 67,9° | 65,4° | 0,3 | — |
| Levi | Finlandia | 67,8° | 65,2° | 0,4 | 26,2% |
| Fairbanks | Alaska | 64,8° | 65,2° | 0,4 | 54,7% |
| Sodankylä | Finlandia | 67,4° | 64,7° | 0,7 | 24,8% |
| Reykjavík | Islanda | 64,1° | 64,2° | 0,9 | 13,8% |
| Rovaniemi | Finlandia | 66,5° | 63,8° | 1,1 | 24,4% |
| Kuusamo | Finlandia | 66,0° | 63,2° | 1,4 | 18,4% |
Le righe con il trattino non sono dimenticanze. Sono i posti dove la stazione meteo non misura davvero la copertura del cielo, e ho preferito lasciare la casella vuota piuttosto che riempirla con una stima. Su Kiruna, per dire, il dato grezzo diceva che ha il cielo sereno il 100% delle notti: ovviamente falso, e ci arrivo fra poco.
Tre cose saltano fuori appena si guardano le colonne insieme.
- Levi batte Rovaniemi su entrambi i fronti, ed è a due ore di macchina: 1,4 gradi geomagnetici più a nord e 5 punti di cielo sereno in più. Se l’aurora è il motivo del viaggio, dormire a Levi invece che a Rovaniemi è la scelta migliore a parità di tutto il resto.
- Yellowknife sta quattro gradi più a sud di Rovaniemi sulla carta e cinque più a nord sull’ovale. È l’esempio più netto del perché la latitudine geografica non serve a niente: il polo magnetico è in Canada, e il Nord America parte avvantaggiato.
- L’Islanda è sopravvalutata per l’aurora, e non è un’opinione: le sue due città hanno i due cieli peggiori di tutta la tabella, il 13,8% di Reykjavík e il 16,5% di Akureyri. E a Reykjavík si somma una latitudine geomagnetica di 64,2°, più bassa di quattro delle sei basi lapponi; Akureyri sta meglio in latitudine, 65,4°, ma non abbastanza da compensare il cielo. Ci si va per mille altri motivi ottimi, ma se il viaggio è per le luci del nord c’è di meglio.
Perché la latitudine che conta non è quella della carta geografica
L’aurora non si accende a caso sopra il nord del mondo. Si accende dentro una fascia a forma di anello, l’ovale aurorale, che sta lì permanentemente e che è centrata sul polo geomagnetico, non sul Polo Nord geografico. E i due poli non coincidono: quello magnetico se ne sta dalle parti del Canada artico, il che sposta tutto l’anello verso il Nord America e lo allontana dalla Siberia.
Da qui viene il ribaltamento della tabella. Un posto vale per la sua latitudine geomagnetica, che è la distanza da quel polo lì, e che può essere molto diversa dalla latitudine che leggete sull’atlante. Yellowknife è alla stessa latitudine geografica di Oslo e vede l’aurora come Tromsø. Rovaniemi è quasi sul Circolo Polare Artico, che suona benissimo in una brochure, ma il Circolo Polare è una linea astronomica che con il campo magnetico terrestre non c’entra niente.
La seconda metà del ragionamento è l’indice Kp, la scala da 0 a 9 che misura quanto è disturbato il campo magnetico terrestre. Più sale, più l’ovale si allarga verso sud. Il NOAA lo mette in una regola semplice: con Kp 0 il bordo inferiore dell’ovale sta intorno ai 66 gradi geomagnetici, e scende di circa due gradi per ogni punto di Kp. È esattamente il calcolo della colonna “Kp minimo”: Tromsø a 67,3° è dentro l’anello anche a mare calmo, Rovaniemi a 63,8° ha bisogno che il Kp arrivi almeno a 1, e per starci comoda a 2.
Attenzione: quei valori dicono da dove l’aurora si vede sopra la testa, non da dove si vede e basta. Il NOAA precisa che l’aurora si osserva spesso a centinaia di chilometri più a sud del bordo dell’ovale, bassa sull’orizzonte verso nord. Tradotto: da Rovaniemi con Kp 0 l’aurora non è impossibile, è semplicemente più bassa, più pallida e più facile da perdere dietro un albero o una collina.
Quando vedere l’aurora boreale: stagione, ore e ciclo solare
L’aurora c’è tutto l’anno, anche a luglio: quello che manca d’estate è il buio. Quindi la stagione utile è quella in cui le notti sono abbastanza scure, e alle latitudini della tabella va da fine agosto a inizio aprile. Dentro quella finestra non tutti i mesi sono uguali, ma non per il motivo che si sente ripetere.
I due picchi statistici dell’attività geomagnetica cadono intorno agli equinozi, quindi fine settembre e fine marzo: è l’effetto Russell-McPherron, per cui l’orientamento del campo magnetico terrestre rispetto al vento solare favorisce le tempeste in quei periodi. Dicembre e gennaio hanno più ore di buio, ma non più aurora: se state ragionando su dove andare in vacanza a dicembre, l’aurora non è un buon motivo per scegliere proprio quel mese. Marzo, in Lapponia, mette insieme il picco di attività, la neve ancora alta e giornate già decenti per fare altro: se dovessi sceglierne uno solo, sceglierei quello, e non è un caso che sia il mese in cui l’aurora tocca il suo picco.
Sull’orario il NOAA è netto: le ore migliori stanno fra le 22 e le 2, con il centro intorno alla mezzanotte locale. Non perché l’aurora “esca” a quell’ora, ma perché è quando il posto in cui vi trovate ruota sotto la parte più attiva dell’ovale. Uscire alle 21 e rientrare alle 23 delusi è il modo più comune di non vedere niente.
Il ciclo solare: perché questo inverno conta più dei prossimi
Il Sole ha un ciclo di circa undici anni, e siamo nella discesa del ciclo 25 dopo il massimo del 2024-2025. Le previsioni ufficiali del NOAA sul numero di macchie solari, che è l’indicatore standard dell’attività, danno una traiettoria che vale la pena guardare prima di decidere quando andare.
| Inverno | Macchie solari previste (media dei mesi da novembre a marzo) |
|---|---|
| 2026-27 | circa 92 |
| 2027-28 | circa 60 |
| 2028-29 | circa 36 |
Detto in modo pratico: chi rimanda di due inverni troverà circa un terzo dell’attività solare di quest’anno. Non significa che nel 2029 l’aurora non si vedrà, significa che servirà più fortuna e più notti a disposizione per vederla bene. Se avete in testa questo viaggio da un po’, questo è l’anno buono, e non ve lo sto dicendo per farvi fretta: ve lo sto dicendo perché la curva ce l’ho davanti.
Norvegia: Tromsø, Alta e le Lofoten
Sulla carta della tabella la Norvegia del nord è il posto migliore d’Europa, e lo è per una combinazione difficile da battere: Tromsø e Alta stanno sopra i 67 gradi geomagnetici, cioè dentro l’ovale anche quando il Sole è tranquillo, e ci si arriva con un volo di linea e un cambio.

Tromsø è la scelta più comoda, ed è il punto di partenza classico di un viaggio nel nord della Norvegia: 70.000 abitanti, un aeroporto vero, ristoranti aperti d’inverno, e una quantità di operatori che ogni sera partono a caccia di cielo sereno. Ed è proprio questo il suo vantaggio nascosto. Tromsø è sulla costa, quindi ha le nuvole dell’Atlantico, ma sta anche a un’ora e mezza di macchina dall’interno e dal confine finlandese: quando sopra la città è chiuso, le guide si spostano dove è aperto. Il 35,6% di ore serene della tabella è il dato della città, non quello del viaggio.
Alta è più a nord ancora come posizione geomagnetica, più piccola e più continentale, con meno nuvole della costa aperta. È la scelta di chi vuole meno gente e non gli importa di avere meno alternative se la serata va male. Le Lofoten sono un caso a parte: 65,9 gradi geomagnetici, quindi ancora dentro l’anello, ma ci si va per il paesaggio, perché l’aurora sopra le montagne che cadono nel mare è un’altra cosa rispetto all’aurora sopra un parcheggio. Il prezzo da pagare è il meteo atlantico, che lì è più capriccioso che ovunque. Quasi tutti i voli passano comunque da Oslo, e se avete mezza giornata di scalo vale la pena sapere cosa si riesce a vedere in città.

Consiglio: in Norvegia del nord l’auto cambia il viaggio più che altrove, perché vi permette di inseguire il buco nelle nuvole invece di subirlo. Se non ve la sentite di guidare sul ghiaccio, la seconda scelta è un tour serale con una guida che si sposta davvero: chiedetelo prima di prenotare, perché alcuni operatori portano tutti sempre nello stesso punto panoramico a venti minuti dalla città.
Svezia: Abisko e il buco blu
Abisko è il posto che tutti citano come “il migliore del mondo”, per via del cosiddetto buco blu: un microclima secco creato dalle montagne che stanno fra il parco e l’Atlantico, che asciugano l’aria prima che arrivi sul lago Torneträsk. Qui la storia si fa interessante, perché è proprio dove per poco non prendevo un granchio.
Il numero che circola su ogni sito è “70% di notti serene”, e non ha una fonte: è ripetuto identico dappertutto senza che nessuno dica da dove viene. Quando sono andato a misurarlo con i dati atmosferici a griglia, il risultato era il contrario: Abisko risultava il posto più nuvoloso della lista, al 6%. Poi sono andato a prendere le osservazioni della stazione meteorologica che sta dentro il parco, ed erano il 31,0%. Cinque volte tanto.

La spiegazione è che il buco blu è largo poche decine di chilometri, e il modello a griglia mediava la valle con le montagne intorno, cancellando esattamente il fenomeno che stavo cercando di misurare. Morale: il buco blu esiste davvero, e i numeri della tabella lo confermano, ma vale il 31% di notti limpide, non il 70%. È comunque il secondo miglior cielo d’Europa dopo Tromsø, in un posto con la posizione geomagnetica giusta e senza inquinamento luminoso.
Info pratica: ad Abisko si arriva in treno notturno da Stoccolma (e se ci fate una sosta, il clima della capitale svedese mese per mese vi dice cosa aspettarvi), con la linea che prosegue fino a Narvik in Norvegia, oppure volando a Kiruna e proseguendo per un’ora e mezza. Dentro il parco c’è l’Aurora Sky Station, che si raggiunge con una seggiovia e resta il punto di osservazione più famoso della Svezia: orari e tariffe cambiano ogni stagione, quindi verificateli sul loro sito prima di contarci.
Finlandia: la Lapponia oltre Rovaniemi
Qui devo dire una cosa impopolare, e la tabella me la fa dire con i numeri in mano invece che a sensazione. Per l’aurora Rovaniemi è la penultima delle basi lapponi, e a stare peggio c’è solo Kuusamo: 63,8 gradi geomagnetici contro i 63,2 di Kuusamo, e un Kp minimo di 1,1, cioè serve una tempesta solare più forte perché l’ovale scenda fin qui, mentre a Kilpisjärvi basta lo zero. Il cielo, invece, non è il suo problema, ed è la cosa che sorprende: con il 24,4% di notti serene Rovaniemi sta a metà del gruppo e ne batte tre su cinque, compresa Kilpisjärvi con il suo 20,7% e compresa Kuusamo, che con il 18,4% è l’unica a stare peggio di Rovaniemi su tutte e due le colonne. Il che non rende Rovaniemi un posto sbagliato dove andare, perché ha il Villaggio di Babbo Natale, l’aeroporto con i voli diretti e tutta la macchina turistica che rende il viaggio semplice. La rende un posto dove l’aurora è un extra, non il piatto principale.

Se il piatto principale è l’aurora, in Finlandia si sale. Levi è la sorpresa della tabella: 65,2 gradi geomagnetici e il 26,2% di cielo sereno, cioè meglio di Rovaniemi su tutte e due le colonne, a due ore e mezza di strada più a nord. Kilpisjärvi, nel braccio che si incunea fra Svezia e Norvegia, arriva a 66,6 gradi ed è il punto più dentro l’ovale di tutta la Finlandia, ma è un villaggio piccolissimo dove d’inverno si va per quello e basta. In mezzo ci sono Enontekiö, Saariselkä e il lago Inari, che uniscono una posizione buona a qualcosa da fare di giorno.
Consiglio: se volete Rovaniemi per le renne, le slitte e Babbo Natale ma anche l’aurora, la soluzione non è scegliere: è dormire due notti più a nord. Da Rovaniemi a Levi ci sono circa 170 km di strada dritta e ben tenuta, e quelle due notti spostano le probabilità dalla vostra parte molto più di qualsiasi tour serale comprato in centro.
Un’ultima nota sulla Lapponia finlandese, perché è il malinteso più diffuso che mi sia capitato di correggere: a Rovaniemi la notte polare non c’è. La città sta appena sotto il Circolo Polare Artico, e il sole sorge tutti i giorni dell’anno, anche il 21 dicembre. Quello che si accorcia drasticamente è la giornata, non il sole che sparisce del tutto.
Islanda: bellissima, ma non per questo
L’Islanda è il paese che compare in ogni lista di “dove vedere l’aurora boreale”, e sui numeri è il più debole d’Europa. Reykjavík sta a 64,2 gradi geomagnetici, quindi le serve un Kp intorno a 1 per avere l’ovale sopra la testa, e soprattutto ha il 13,8% di ore serene: la percentuale più bassa che ho misurato. Akureyri, sulla costa nord, va un po’ meglio su entrambe le voci ma non cambia la sostanza: semmai è una buona ragione per spingersi fino all’Islanda del nord, che merita per conto suo.

Il motivo è che l’Islanda sta in mezzo all’Atlantico del nord, dove le perturbazioni passano una dietro l’altra. Chi ci va e vede l’aurora spesso ha avuto la pazienza di restare una settimana e di spostarsi, non la fortuna di essere nel posto giusto. Se l’Islanda è nella vostra lista per i vulcani, le cascate e i ghiacciai, andateci senza pensarci e partite dalla nostra guida di viaggio all’Islanda: l’aurora sarà un premio in più. Se ci andate solo per l’aurora, la tabella dice che state scegliendo la strada più difficile.
Fuori dall’Europa: Canada, Alaska e Groenlandia
Se guardate solo i numeri, il posto migliore del mondo per vedere l’aurora non è in Scandinavia. Yellowknife, nei Territori del Nord-Ovest canadesi, mette insieme 68,5 gradi geomagnetici e il 54,6% di notti serene: quasi il doppio di Tromsø, perché sta lontanissima dagli oceani e l’aria d’inverno è secca e ferma. Fairbanks, in Alaska, ha lo stesso profilo con il 54,7%.

Il prezzo di quel cielo è tutto il resto: due o tre scali dall’Italia, temperature che a gennaio scendono regolarmente sotto i trenta gradi sotto zero, e molto meno da fare intorno rispetto alla Lapponia. La Groenlandia ha la stessa posizione privilegiata (Nuuk sta a 68,5 gradi geomagnetici) ma logistica e costi da spedizione. Sono destinazioni per chi ha già fatto la Scandinavia e vuole alzare l’asticella, non per il primo viaggio.
Quanto costa andare a vedere l’aurora
Il costo di questo viaggio dipende poco dalla destinazione e molto da quando ci andate. La settimana di Natale e Capodanno in Lapponia costa il doppio o il triplo dello stesso viaggio a fine gennaio o a marzo, e paradossalmente sono i periodi in cui l’aurora non è nemmeno più probabile. Se avete flessibilità sulle date, spostarvi di tre settimane è il singolo risparmio più grosso che potete fare.
La seconda voce che pesa è come vi muovete. Con l’auto potete inseguire il cielo sereno, e su un viaggio dedicato all’aurora quella libertà vale più di quanto costa: se decidete per il noleggio conviene guardare le tariffe con largo anticipo, perché nel nord i mezzi disponibili d’inverno sono pochi e i prezzi salgono presto. Io le tariffe le confronto su DiscoverCars, che mette a confronto anche i noleggiatori locali e non solo le grandi catene, e in Lapponia la differenza si sente. Verificate che il mezzo abbia gomme chiodate, che lassù sono obbligatorie d’inverno e non sono sempre incluse.
Terza voce, quella che nessuno mette in preventivo: l’assicurazione. Non è un dettaglio burocratico in un viaggio dove si guida su strade ghiacciate, si sta fuori di notte a venti sotto zero e si prenotano escursioni con mesi di anticipo. La tessera sanitaria europea copre il pronto soccorso in Norvegia, Svezia e Finlandia, ma non copre l’annullamento del viaggio né un eventuale rientro sanitario, che ai quei costi lassù sono la parte che fa male. Noi usiamo Heymondo, e su un viaggio del genere conviene controllare che la polizza copra l’annullamento e il rientro sanitario: dai nostri lettori ha uno sconto del 10% e ha l’assistenza in chat dall’app, comoda quando sei in mezzo al nulla e non vuoi fare una telefonata internazionale.
Come vestirsi e come fotografarla senza rovinarsi la serata
L’aurora si guarda stando fermi al freddo per ore, ed è questa la differenza fra una bella serata e una serata da dimenticare. Vestirsi a strati è il consiglio ovvio, ma il punto vero è un altro: ci si raffredda dai piedi e dalle mani, cioè dalle parti che non si muovono mentre aspettate. Scarponi con una taglia in più per far stare il calzino di lana senza stringere, sottoguanti sottili da tenere quando togliete i guantoni per toccare la macchina fotografica, e qualcosa di caldo da bere. Molti tour serali forniscono la tuta termica: chiedete se è inclusa, perché comprarla per una settimana non ha senso.
Sulla fotografia, la regola è che l’aurora è molto meno luminosa di come la vedete nelle foto. Quelle immagini verdissime sono esposizioni lunghe: a occhio nudo, un’aurora debole sembra spesso una nuvola grigiastra che si muove in modo strano, e il verde compare solo quando è forte. Sapere questo prima di partire evita la delusione più comune di tutte. Serve un treppiede, un obiettivo luminoso, tempi fra i 2 e i 15 secondi e la messa a fuoco manuale su una stella. Il telefono recente in modalità notturna fa il suo lavoro; quello che non si può fare è tenerlo in mano.
Attenzione: le batterie al freddo si scaricano in fretta e possono sembrare morte pur essendo cariche. Tenete quelle di scorta in una tasca interna, vicino al corpo, e rimettetele dentro quando la macchina si spegne: nove volte su dieci riparte.
Le app e i dati da guardare prima di uscire
Prima di mettervi il piumino, servono due informazioni e stanno in due posti diversi. La prima è quanto è attivo il campo magnetico, cioè il valore di Kp previsto per le prossime ore, che trovate sul sito del NOAA e su tutte le app di previsione aurora. La seconda, che è quella che decide davvero la serata, è dove ci sono buchi nelle nuvole: e per quello serve una mappa meteo della nuvolosità, non un’app di aurora.
Confrontando la tabella con il Kp previsto sapete già quanto vi serve: da Tromsø o da Alta anche uno 0 può bastare, da Rovaniemi sotto il 2 conviene non farsi troppe illusioni, da Reykjavík servono le sere buone. È l’uso pratico di quella colonna: non dice se vedrete l’aurora, dice quando vale la pena uscire e quando è meglio restare al caldo.
Tutto questo però presuppone che abbiate internet mentre siete fuori città, di notte, a caccia di un cielo sereno. In Lapponia il roaming europeo funziona e la copertura è sorprendentemente buona anche lontano dai centri, quindi con una SIM italiana siete a posto: il problema semmai è il tetto di giga che quasi tutte le tariffe impongono all’estero, che con le mappe meteo aperte tutta la sera si consuma in fretta. Se il vostro piano è stretto o se il viaggio tocca anche la Norvegia, una eSIM con un pacchetto dati dedicato si attiva dal telefono in cinque minuti e vi toglie il pensiero di restare senza dati proprio nella notte giusta.
Info essenziali
- Dove: in Europa Tromsø e Alta hanno la posizione migliore, Abisko il cielo più limpido dopo Tromsø, Levi la scelta più furba in Finlandia. Nel mondo, Yellowknife e Fairbanks.
- Quando: da fine agosto a inizio aprile, con i picchi di attività intorno agli equinozi (fine settembre e fine marzo).
- A che ora: fra le 22 e le 2, con il centro intorno alla mezzanotte locale.
- Quante notti: almeno tre o quattro nello stesso posto, meglio cinque. Con una notte sola si gioca a testa o croce.
- Quest’anno o fra due: l’inverno 2026-27 è l’ultimo forte del ciclo solare 25.
Domande frequenti sull’aurora boreale
Qual è il periodo migliore per vedere l’aurora boreale?
La stagione va da fine agosto a inizio aprile, quando le notti sono abbastanza buie. I picchi statistici di attività cadono intorno agli equinozi, quindi fine settembre e fine marzo. Dicembre e gennaio hanno più ore di buio ma non più aurora.
Dove si vede meglio l’aurora boreale in Europa?
Tromsø e Alta, in Norvegia, hanno la migliore posizione geomagnetica europea (67,3° e 67,4°) e l’aurora è possibile anche con attività zero. Tromsø ha anche il cielo più limpido misurato, con il 35,6% di ore serene nella stagione aurorale, seguita da Abisko in Svezia con il 31,0%.
A che ora si vede l’aurora boreale?
Le ore migliori sono fra le 22 e le 2, con il centro intorno alla mezzanotte locale, perché è quando ci si trova sotto la parte più attiva dell’ovale aurorale. Uscire per un’ora sola e rientrare è il modo più comune di non vedere niente.
Quanti giorni servono per vedere l’aurora boreale?
Almeno tre o quattro notti nello stesso posto, meglio cinque. Il fattore che fa fallire i viaggi non è l’attività solare ma le nuvole, e con una notte sola non c’è modo di recuperare una serata coperta.
Si vede l’aurora boreale a Rovaniemi?
Sì, ma è la base lappone messa peggio: sta a 63,8 gradi di latitudine geomagnetica e le serve un indice Kp di almeno 1 per avere l’ovale aurorale sopra la testa, contro lo 0 di Tromsø. Dormire più a nord, per esempio a Levi, migliora le probabilità sia per posizione sia per cielo sereno.
Che cos’è l’indice Kp e quale serve per vedere l’aurora?
È la scala da 0 a 9 che misura quanto è disturbato il campo magnetico terrestre. Secondo il NOAA, con Kp 0 il bordo dell’ovale aurorale sta intorno ai 66 gradi geomagnetici e scende di circa due gradi per ogni punto di Kp. Il valore che serve dipende quindi da dove siete: a Tromsø basta 0, a Reykjavík serve circa 1.
L’aurora boreale si vede a occhio nudo come nelle foto?
No. Le foto sono esposizioni lunghe e saturano i colori. A occhio nudo un’aurora debole sembra spesso una nuvola grigiastra che si muove in modo insolito, e il verde diventa evidente solo quando l’attività è forte.
Conviene andare a vedere l’aurora nel 2026 o aspettare?
Conviene andare presto. Siamo nella discesa del ciclo solare 25: le previsioni NOAA danno una media di circa 92 macchie solari per l’inverno 2026-27, circa 60 per il 2027-28 e circa 36 per il 2028-29. Chi rimanda di due inverni troverà circa un terzo dell’attività.
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