Foliage in Veneto: dove vederlo, dal Cansiglio ai Colli Euganei

Il Veneto in autunno è una regione che si accende a rate. L’ho girato tutto, dalle Dolomiti bellunesi fino ai Colli Euganei, e se c’è una cosa che ho imparato è che chi cerca «il foliage in Veneto» sta cercando in realtà quattro cose diverse: i larici d’alta quota che virano per primi, le faggete delle Prealpi, i castagni dei colli e le vigne del Prosecco, che chiudono la stagione quando in montagna è già tutto a terra. Stessa regione, sei settimane di distanza fra il primo e l’ultimo.

Ho letto le guide che stanno in cima a Google prima di scrivere questa, e sono quasi tutte elenchi: un nome, una foto, «da metà ottobre a novembre». Nessuna vi dice che il Cansiglio e il Lago Coldai non girano nella stessa settimana, nessuna scrive un sentiero con i chilometri presi dall’ente che lo gestisce, nessuna vi dice cosa si paga. Ecco, qui trovate le zone in ordine di calendario, i percorsi ufficiali con le loro schede, gli eventi d’autunno con le date di quest’anno e i pochi posti dove si tira fuori il portafoglio. Il quadro nazionale sta nella nostra guida al foliage in Italia, e il giro completo della regione, città d’arte comprese, in cosa vedere in Veneto: qui si parla solo di boschi e di colori.

In breve

Il foliage in Veneto va dall’alto verso il basso. Tra fine settembre e i primi di ottobre girano i larici delle Dolomiti bellunesi (Croda da Lago, Lago Coldai, Val di Zoldo); a metà ottobre le faggete della Foresta del Cansiglio, dell’Altopiano di Asiago, del Monte Grappa e della Lessinia; da fine ottobre a metà novembre i castagni dei Colli Euganei e dei Colli Berici e le vigne delle colline del Prosecco. Il Cansiglio è la meta più citata e la più facile: Veneto Agricoltura pubblica cinque percorsi segnati, da un’ora a poco più di tre. Nei boschi si entra gratis; si pagano il Museo dell’Uomo del Cansiglio, i Cadini del Brenton nel Parco delle Dolomiti Bellunesi e la funivia del Monte Baldo.

Quando gira ogni zona del Veneto, quota per quota

La domanda giusta non è dove vedere il foliage in Veneto, è quando. La regione va dalla pianura alle Dolomiti, e il colore ci mette più di un mese a scendere da una all’altra. Non lo decide il calendario, lo decide l’albero: il larice vira per primo e in alto, il faggio dopo e a mezza montagna, il castagno e la vite per ultimi e in collina.

Mettete il fine settimana che avete libero sopra questa tabella, e la scelta si fa da sola.

FasciaChe alberoSettimana tipicaDove, in Veneto
Alta quota, dolomiticalariceda fine settembre ai primi di ottobreCroda da Lago e Lago Federa, Lago Coldai, Val Pramper, Cadore
Media montagna e altopianifaggio, acero, sorbometà ottobreForesta del Cansiglio, Altopiano di Asiago, Monte Grappa, Lessinia, Val Barance
Pedemontana e fondovallefaggio basso, carpino, castagnoseconda metà di ottobreParco delle Dolomiti Bellunesi, Recoaro, Valli del Pasubio, Monte Baldo
Collicastagno, bosco mistoda fine ottobre a metà novembreColli Euganei, Colli Berici, Montello
Colline del vino e pianuravite, alberaturenovembrecolline del Prosecco, parchi e giardini di pianura

Due cose, per usarla bene. La prima: l’anno sposta tutto di una settimana avanti o indietro, e un versante nord anticipa quello a sud della stessa montagna. La seconda è la regola che salva più gite di qualunque previsione: se salite e trovate i larici già spogli, scendete. Il colore che avete perso sopra lo ritrovate cinquecento metri più in basso, e in Veneto le strade che dalle valli salgono agli altopiani passano quasi sempre da tutte e due le fasce.

Il Cansiglio: dove vedere il foliage nella foresta

È la meta che citano quasi tutti, e ha senso: è una faggeta enorme su un altopiano fra le province di Belluno e Treviso, ci si arriva in macchina fino in mezzo al bosco e i sentieri facili partono da lì. È il foliage che si vede senza fare fatica, e per questo è anche quello più affollato.

La foresta è demaniale e la gestisce Veneto Agricoltura, che è l’unica fonte da cui ho preso i numeri. La sua scheda dà una superficie di 3.932 ettari, di cui 3.147 boscati, e colloca l’optimum del faggio fra i 1.100 e i 1.400 metri, che è esattamente la fascia della foresta: il punto più basso delle conche è a Cornesega, 898 metri, e i rilievi attorno stanno sui 1.300, con il Pizzoc a 1.565 e il Millifret a 1.577. Una quota ufficiale unica del «Pian del Cansiglio», invece, non la pubblica nessuno, e quindi non ve la scrivo: quella che trovate in giro è a occhio.

Dove si vede il foliage, allora? Sui percorsi segnati che Veneto Agricoltura pubblica sul portale del Cansiglio, che sono cinque:

PercorsoDistanzaTempoDifficoltà
Giardino Botanico4,1 km1 hbassa
Casoni I Pich4,1 km1 hbassa
Villaggio Cimbro5,7 km1 h 30media
Le Code6,7 km1 h 45media
Anello del Cansiglio13,4 km3 h 15alta

L’Anello del Cansiglio lo trovate nelle guide anche a 14 o a 18 chilometri: per l’ente sono 13,4, ed è la misura da cui partire. Se avete bambini o poco tempo, il Giardino Botanico e i Casoni I Pich sono i due da un’ora; se volete il bosco pieno, quello che vi lascia dentro la faggeta per mezza giornata, è l’anello.

Attenzione: il Giardino Botanico «G. Lorenzoni» chiude a fine settembre, quindi nella stagione del foliage lo trovate chiuso.

L’altra ragione per salire in Cansiglio in autunno non è un colore, è un suono. Fra fine settembre e ottobre è il periodo del bramito dei cervi, e all’alba e al tramonto lo si sente da tutto l’altopiano. Veneto Agricoltura, in una nota che risale a qualche anno fa ma che vale ancora, chiede quattro cose: non avvicinarsi agli animali, niente rumore, niente luci né fari puntati nei prati, niente postazioni fisse. Sembra ovvio, ma i prati del Cansiglio al tramonto di un sabato di ottobre non sono un posto tranquillo, e il cervo non è uno spettacolo organizzato. Per chi vuole andarci accompagnato, il programma autunnale pubblicato dall’Associazione Lorenzoni prevede per domenica 4 ottobre un’uscita sul Croseraz dedicata proprio a colori e bramiti.

Se piove, o se avete bambini che a un certo punto non ne possono più di foglie, c’è il Museo dell’Uomo in Cansiglio “Anna Vieceli”: secondo la tabella di Veneto Agricoltura a ottobre è aperto la domenica, dalle 10 alle 12:30 e dalle 14 alle 18, con un biglietto intero di 3 euro, ridotto a 1 euro fra i 14 e i 18 anni e gratuito sotto i 14.

Le Dolomiti bellunesi: i larici che girano per primi

Qui la stagione comincia prima che altrove, e finisce prima. Il larice è l’unica conifera dei nostri boschi che perde gli aghi, e prima di perderli diventa oro: lo fa fra la fine di settembre e i primi di ottobre, e una settimana di vento può chiudere tutto. Chi aspetta «la metà di ottobre» perché l’ha letta in una lista, qui arriva spesso a spettacolo finito.

I nomi che ritornano in tutte le guide sono tre. Croda da Lago e il Lago Federa, sopra Cortina, dove il lariceto si specchia nel lago sotto le pareti. Il Lago Coldai, sopra Alleghe, raggiungibile dai Piani di Pezzè o da Palafavera, che è il più alto dei tre e il primo a girare. E la Val di Zoldo, per cui il Consorzio turistico della valle tiene una pagina dedicata al foliage con due indicazioni precise: la Val Barance per le faggete, che diventano rosse e arancio, e la Val Pramper per i larici.

Più in basso, e con un calendario più tardo, c’è il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, che è il posto in cui la faggeta la racconta l’ente meglio di chiunque altro: il faggio occupa il 30% della superficie boschiva del parco, distribuito su tre fasce fra i 600 e i 1.600 metri. Due cose da fare, qui, con i dati del parco:

  • i Cadini del Brenton, in Valle del Mis: un sentiero di un chilometro, mezz’ora, difficoltà turistica, fra marmitte d’acqua smeraldo e bosco. L’ingresso costa 4 euro, gratis sotto i 12 anni e sopra i 65, e si paga solo quando il punto informazioni è aperto, cioè nei fine settimana; negli altri giorni l’accesso è libero;
  • l’anello della Val Canzoi, attorno al Lago della Stua: 8,4 chilometri, quattro ore, difficoltà escursionistica, dentro un bosco di carpino nero e faggio che gira fra la seconda metà di ottobre e i primi di novembre.

Il parco pubblica anche un calendario di escursioni gratuite con le guide: per l’autunno ci sono l’anello dei castagni domenica 18 ottobre e un’uscita a San Felice domenica 25 ottobre.

Consiglio: prima di partire per un sentiero del Parco delle Dolomiti Bellunesi, aprite la pagina degli avvisi sul sito dell’ente. Quest’anno c’è almeno un sentiero chiuso per ordinanza del Sindaco di Sospirolo, e altri avvisi risalgono ancora alla tempesta Vaia: meglio saperlo a casa che al cartello.

Se avete una giornata in più e volete sapere cosa c’è da vedere in città quando non si va solo per i colori, a Belluno abbiamo dedicato un pezzo a sé: Belluno e dintorni.

L’Altopiano di Asiago e il Monte Grappa

L’Altopiano dei Sette Comuni è il foliage di chi non ha voglia di fare montagna vera: pascoli larghi, boschi di faggio e abete che si alternano, strade comode, e una quota che la Regione descrive semplicemente come «a mille metri di altezza». Gira a metà ottobre, più o meno insieme al Cansiglio, e ha il vantaggio che in quelle settimane i paesi si riempiono di feste.

Foliage Veneto altopiano di Asiago
Foliage Veneto altopiano di Asiago

La più adatta a chi va per i colori è Asiago Foliage, che il Comune indica per il 17 e 18 ottobre. Vi dico la verità: sulla pagina del Comune l’anno non è scritto e il programma risulta ancora «in arrivo», quindi prima di organizzarci un weekend verificatelo. Nelle stesse settimane la Fondazione Asiago 7 Comuni mette in calendario il Vèrben a Roana (3-4 e 10-11 ottobre), l’Oktober Ghenebe a Enego e il Pomo Pero a Lusiana Conco (entrambi 10-11 ottobre): sono feste di paese d’autunno, non eventi sul foliage, ma sono il pretesto giusto per restare a pranzo.

Il Monte Grappa è l’altra montagna di mezzo del Veneto, a 1.775 metri, e dal 2021 è Riserva della Biosfera UNESCO. Le guide lo citano spesso per la salita al Rifugio Bassano; quello che non vi dicono è che nessun ente pubblica schede tecniche ufficiali per i suoi sentieri, quindi qui mi fermo al consiglio generale: il Grappa gira insieme agli altopiani, a metà ottobre, e la strada che sale da Romano d’Ezzelino attraversa tutte le fasce, dal castagno in basso al faggio in cima.

La Lessinia e il Monte Baldo

Sopra Verona c’è la Lessinia, che per me è il foliage più sottovalutato del Veneto: altopiano carsico, contrade in pietra, faggete che secondo il Parco Naturale Regionale hanno l’optimum fra i 1.000 e i 1.400 metri. Le mete che ritornano sono il Corno d’Aquilio, la Valle delle Sfingi e il Ponte di Veja.

Foliage Veneto Lessinia Monte Baldo
Foliage Veneto Lessinia Monte Baldo

Il Parco della Lessinia organizza un programma di escursioni guidate gratuite, il Camminaparco, e tre cadono dritte nella stagione dei colori: sabato 10 ottobre a Crespadoro (6 km, 330 metri di dislivello, tre ore), sabato 24 ottobre a Breonio (7 km, 300 metri, tre ore) e sabato 14 novembre a Camposilvano (8 km, 300 metri, tre ore e mezza). La prenotazione è obbligatoria.

Attenzione: il sentiero E5 che porta al Ponte di Veja risultava chiuso dall’aprile 2026, e non ho trovato una comunicazione di riapertura. Se il Ponte è nel vostro giro, controllate prima con il Parco o con il Comune di Sant’Anna d’Alfaedo.

Il Monte Baldo, sul lato veronese del Garda, è l’unica zona del foliage veneto con un impianto che vi porta in quota senza camminare. La funivia Malcesine-Monte Baldo pubblica la stagione fino al 1° novembre, con l’andata e ritorno a 30 euro (28 comprando online), e un dettaglio che vale oro: dal 5 ottobre l’ultima risalita è alle 16, non più alle 18. Anche qui la pagina non riporta l’anno, quindi un’occhiata prima di partire. Ed è l’unico posto di questo elenco da cui il foliage si guarda con il lago sotto: nessuna delle guide che ho letto lo mette in lista.

I Colli Euganei: il foliage dei castagni

Quando in montagna è finito, sui Colli Euganei comincia. Sono l’altra metà del foliage veneto, quella che le guide di montagna trattano come un’appendice, e invece sono la scelta migliore per chi vuole i colori a fine ottobre e ai primi di novembre, senza neve e senza strade di passo.

Foliage Veneto Colli Euganei
Foliage Veneto Colli Euganei

Qui il bosco è di castagno, e il castagno non fa il rosso del faggio: fa il giallo e il ruggine, e di sera sembra acceso da dentro. La cima più alta è il Monte Venda, 601 metri secondo il Parco Regionale dei Colli Euganei, che è anche l’ente che pubblica le schede ufficiali dei sentieri. Queste sono quelle che passano dai castagneti:

Sentiero del ParcoLunghezzaDislivelloTempoDifficoltà
N.9 Sentiero del Monte Venda5,7 km50 m2 hT
N.14 Monte Grande4,1 km150 m1 h 30E
N.17 Monte della Madonna4,0 km300 m1 h 30E
N.11 Monte Cinto4,9 km267 m1 h 30E
N.4 Monte Venda “Lorenzoni”6 km250 m2 hEE

Il Parco avverte che i tempi sono calcolati per un escursionista allenato, e io aggiungo che con la stagione giusta ci mettete il doppio, perché vi fermate ogni cento metri. Il N.9 è quello da scegliere se volete il castagneto senza salite: cinquanta metri di dislivello in tutto.

E poi ci sono le feste, che sui Colli sono parte del paesaggio d’autunno quanto il bosco. La Festa dei Maroni di Teolo cade domenica 18 e domenica 25 ottobre, in Piazza Perlasca, e la regola fissa del comitato («terza e quarta domenica di ottobre») conferma le date della Pro Loco. La Festa delle Giuggiole di Arquà Petrarca si fa domenica 4 e domenica 11 ottobre, nel borgo dove Petrarca ha passato gli ultimi anni: ecco, se dovessi scegliere un solo posto dei Colli per una domenica d’ottobre, sarebbe questo.

Il foliage senza fare montagna: Colli Berici, Montello e colline del Prosecco

C’è un pezzo di Veneto che il foliage lo fa a quattrocento metri, o anche meno, e che serve a chi non ha scarponi, ha bambini piccoli o semplicemente non vuole passare la domenica su un tornante.

Foliage Veneto Colli berici
Foliage Veneto Colli berici

I Colli Berici, a sud di Vicenza, hanno il Lago di Fimon ad Arcugnano: un anello in piano attorno all’acqua, con il bosco dei colli che si rispecchia, facile per tutti e percorribile anche da chi si muove con difficoltà. Il Montello, sopra il Piave, è una collina intera coperta di bosco, attraversata da strade a pettine: si gira in macchina o in bici, e si scende a piedi dove il colore chiama.

Le colline del Prosecco, fra Conegliano e Valdobbiadene, sono l’ultimo capitolo della stagione. Qui il foliage è la vite, e la vite gira dopo la vendemmia, cioè quando tutto il resto è finito: la settimana buona cade quasi sempre a novembre. Dal 2019 queste colline sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO, e il motivo si capisce in trenta secondi da uno qualunque dei crinali: i filari seguono le curve di livello come le righe di un’impronta digitale. Il vigneto, però, va guardato dall’alto e da lontano, non dentro: salite su un poggio che guarda le altre colline, e aspettate la luce bassa del pomeriggio.

E il treno del foliage, in Veneto?

È una delle domande che Google mette in cima quando si cerca il foliage veneto, e la risposta onesta è che un treno del foliage in Veneto non c’è. Quello famoso, la Vigezzina-Centovalli, sta fra il Piemonte e la Svizzera, e ne parliamo nella guida al foliage in Italia.

La Fondazione FS, che organizza i treni storici, non ha in calendario corse d’autunno interamente venete, nemmeno sulla linea delle Dolomiti verso Calalzo. L’unica che parte da qui è il treno storico Treviso-Venzone di domenica 25 ottobre, che però vi porta in Friuli e per cui, al momento in cui scrivo, prezzo e orari non sono ancora pubblicati. Il foliage veneto, insomma, si fa in macchina o a piedi.

Come organizzare la gita, e cosa mettere in conto

Il foliage dipende dal meteo delle due settimane prima più che da quello del giorno. Una perturbazione con vento forte butta giù le foglie in quarantott’ore, soprattutto quelle dei larici, e nessuna previsione vi avvisa: se la settimana precedente è passato un fronte deciso, il culmine che aspettavate può essere già finito. È il motivo per cui conviene avere sempre un piano B più in basso.

La domenica di ottobre è piena ovunque. In Cansiglio, ai laghi dolomitici, sulle strade degli altopiani, i parcheggi migliori sono pieni a metà mattina, e il bosco con cento persone dentro non è lo stesso bosco. Il sabato mattina presto e i giorni infrasettimanali cambiano completamente la gita.

La luce è l’altra cosa che si sottovaluta. Il colore rende nella prima e nell’ultima ora, a mezzogiorno il bosco è piatto; e a novembre, nelle valli bellunesi, il sole sparisce dietro il versante molto prima del tramonto ufficiale.

Per quasi tutte le zone di questa guida l’auto non è una comodità, è la condizione per esserci: i treni arrivano a Belluno, Vicenza, Padova e Verona, ma non in Cansiglio, non ai laghi dolomitici e non sugli altopiani, e le corriere di montagna fuori stagione diradano parecchio. Chi arriva in treno o in aereo e vuole fare le zone alte parte quasi sempre da un noleggio, e per quello noi confrontiamo le tariffe su DiscoverCars, che mette in fila le compagnie dello stesso aeroporto: a Venezia e a Verona, nei fine settimana d’ottobre, la differenza fra due noleggiatori sullo stesso ritiro può essere grossa.

Info essenziali

  • Quando andare: fine settembre e primi di ottobre per i larici delle Dolomiti, metà ottobre per Cansiglio, Asiago, Grappa e Lessinia, da fine ottobre a metà novembre per Colli Euganei, Colli Berici e colline del Prosecco.
  • La passeggiata più facile: in Cansiglio il percorso del Giardino Botanico o quello dei Casoni I Pich (4,1 km, un’ora, difficoltà bassa); sui Colli Euganei il N.9 del Monte Venda (5,7 km, 50 m di dislivello).
  • Quanto costa: boschi e sentieri a ingresso libero. Si pagano il Museo dell’Uomo in Cansiglio (3 euro), i Cadini del Brenton nei fine settimana (4 euro) e la funivia del Monte Baldo (30 euro andata e ritorno).
  • Eventi d’autunno: Giuggiole ad Arquà Petrarca il 4 e l’11 ottobre, Asiago Foliage il 17 e 18 ottobre, Maroni a Teolo il 18 e il 25 ottobre.
  • Come muoversi: auto quasi indispensabile per le zone di montagna e gli altopiani.
  • Da controllare prima di partire: gli avvisi di chiusura dei sentieri sul sito del parco e gli orari degli impianti, che a ottobre cambiano.

Domande frequenti sul foliage in Veneto

Qual è il periodo migliore per vedere il foliage in Veneto?

Dipende dalla zona. I larici delle Dolomiti bellunesi girano fra fine settembre e i primi di ottobre; le faggete di Cansiglio, Altopiano di Asiago, Monte Grappa e Lessinia a metà ottobre; i castagni dei Colli Euganei e dei Colli Berici e le vigne delle colline del Prosecco da fine ottobre a metà novembre.

Dove si può vedere il foliage del Cansiglio?

Sui cinque percorsi segnati che Veneto Agricoltura pubblica per la foresta: Giardino Botanico e Casoni I Pich (4,1 km, un’ora, difficoltà bassa), Villaggio Cimbro (5,7 km), Le Code (6,7 km) e l’Anello del Cansiglio (13,4 km, 3 ore e 15, difficoltà alta), che è quello che attraversa la faggeta per intero. Il periodo migliore è la metà di ottobre.

Cosa visitare in Veneto a ottobre?

A inizio ottobre le Dolomiti bellunesi, con Croda da Lago, Lago Coldai e Val di Zoldo; a metà mese la Foresta del Cansiglio e l’Altopiano di Asiago, dove si tiene Asiago Foliage; a fine mese i Colli Euganei, con la Festa dei Maroni di Teolo e la Festa delle Giuggiole di Arquà Petrarca.

C’è un treno del foliage in Veneto?

No. Il treno del foliage più noto in Italia è la ferrovia Vigezzina-Centovalli, fra Piemonte e Svizzera. In Veneto la Fondazione FS non ha treni storici d’autunno interamente regionali: l’unico in partenza dalla regione è il Treviso-Venzone del 25 ottobre, che va in Friuli.

Dove vedere il foliage in Veneto senza camminare molto?

Nella Foresta del Cansiglio, dove si arriva in auto fino in mezzo al bosco; sul Monte Baldo, con la funivia da Malcesine; al Lago di Fimon sui Colli Berici, con un anello in piano; sul Montello, che si gira in macchina o in bicicletta.

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foliage veneto
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