L’Emilia-Romagna ha un problema di reputazione, in autunno: la gente la pensa piatta. Pianura, città, tortellini e via. Poi sali da Bologna verso il crinale, o da Reggio verso la Pietra di Bismantova, e ti ritrovi in un Appennino che a ottobre fa concorrenza a regioni molto più raccontate. Bologna la conosco e alla Pietra di Bismantova ci sono stato; il resto di questa guida l’ho costruito sui siti dei parchi e degli enti, e ve lo dico subito perché preferisco un atlante onesto a uno finto.
Ho letto le pagine che oggi stanno in cima a Google sul foliage in Emilia-Romagna, e la cosa che salta all’occhio è che rispondono quasi tutte alla stessa domanda, quella su Bologna, e lasciano scoperte le altre: nessuna dice dove andare in provincia di Modena, nessuna dice quando girano i Colli Piacentini, e metà sono ferme al 2023. Qui trovate le zone provincia per provincia, i sentieri con le schede ufficiali, le feste d’autunno con le date di quest’anno e le cose chiuse che le guide continuano a consigliare. Il quadro nazionale sta nella nostra guida al foliage in Italia, il giro completo della regione in cosa vedere in Emilia-Romagna: qui si parla solo di boschi e di colori.
In breve
Il foliage in Emilia-Romagna si vede quasi tutto sull’Appennino, e gira dall’alto verso il basso: le faggete del crinale (Corno alle Scale, Cimone, Lago Santo parmense, Campigna) a inizio e metà ottobre, i castagneti di media collina (Castel del Rio, Zocca, Monte Moria) a fine ottobre, le vigne dei Colli Piacentini e i calanchi vicino a Bologna a novembre. Vicino a Bologna le passeggiate più facili sono i Gessi della Croara (2,2 km) e l’anello di Monte Sole (6 km). La più facile in quota è l’anello delle Cascate del Dardagna e della Madonna dell’Acero (5 km, difficoltà turistica). Nei parchi si entra gratis; si pagano la Diga di Ridracoli (5 euro) e le escursioni guidate.
Indice dell’Articolo
Quando gira ogni zona dell’Emilia-Romagna, quota per quota
La domanda giusta non è dove vedere il foliage in Emilia-Romagna, è a che altezza andare la settimana in cui ci andate. Fra i 2.165 metri del Monte Cimone, che la Regione indica come la vetta più alta dell’Appennino settentrionale, e le colline sopra Bologna ci sono quasi duemila metri di dislivello, e il colore ci mette più di un mese a scenderli tutti.
| Fascia | Che albero | Settimana tipica | Dove, in Emilia-Romagna |
|---|---|---|---|
| Crinale, sopra i 1.300 m | faggio | inizio e metà ottobre | Corno alle Scale, Lago della Ninfa e Cimone, Lago Santo parmense, Campigna e Monte Falco |
| Media montagna, 900-1.300 m | faggio basso, acero, cerro | seconda metà di ottobre | Pietra di Bismantova, Cerreto, Suviana e Brasimone, Acquacheta |
| Castagneti, 400-900 m | castagno | fine ottobre e inizio novembre | Castel del Rio, Zocca, Montecreto, Monte Moria nel Piacentino |
| Colline e calanchi | vite, roverella, bosco misto | novembre | Colli Piacentini, colline del Grasparossa, Gessi Bolognesi, Monte Sole |
| Città e parchi storici | alberature e specie ornamentali | novembre | Villa Ghigi e Giardini Margherita a Bologna, Giardini Ducali a Modena |
Prendetela per quello che è, una regola pratica: un anno caldo sposta tutto avanti di una settimana, e un versante nord gira prima di quello a sud della stessa montagna. Ma vi dice cosa fare la mattina in cui partite: se in alto è già finito, scendete. Il colore che avete perso sul crinale lo ritrovate nei castagneti, mezz’ora di strada più in basso.
Il foliage vicino a Bologna
È la domanda che si fa più spesso, e ha una risposta che i bolognesi a volte non si aspettano: non serve andare in montagna. Bologna ha le colline attaccate alla città, e due parchi regionali a portata di autobus o di mezz’ora di macchina.
Il primo è il Parco dei Gessi Bolognesi e dei Calanchi dell’Abbadessa, che l’Ente Parchi Emilia Orientale definisce il più grande parco carsico della regione. Il sentiero da fare in autunno è quello dei Gessi della Croara: 2,2 chilometri, cento metri di dislivello, un’ora e mezza, difficoltà escursionistica, partenza dall’area di sosta La Palazza. Chi vuole camminare una giornata intera ha l’anello dei Calanchi di Sant’Andrea da Ozzano, 12,2 chilometri e 450 metri di dislivello, che passa sotto i calanchi dell’Abbadessa; il Parco avverte che dopo la pioggia è fangoso, e in autunno la pioggia c’è.

Il secondo è il Parco Storico di Monte Sole, fra Marzabotto, Monzuno e Grizzana Morandi, che non arriva agli ottocento metri ma ha boschi e calanchi in un paesaggio carico di memoria. Qui l’anello giusto è quello di Poggiolo, San Martino, Caprara e Casaglia: 6 chilometri, un’ora e mezza, difficoltà turistica. Per domenica 18 ottobre l’Ente Parchi organizza un’escursione gratuita sui calanchi di Monte Sole (6 km, 200 metri di dislivello), con prenotazione entro il venerdì.
In città c’è Villa Ghigi, circa trenta ettari di collina dentro Bologna, raggiungibile con gli autobus 29 e 52. Dentro c’è un piccolo faggeto, ed è recintato: si visita solo con le visite guidate della Fondazione.

Attenzione: il Sentiero dei Bregoli, al Parco della Chiusa di Casalecchio, compare ancora in diverse liste del foliage bolognese. Secondo il sito del Parco è chiuso dall’alluvione di maggio 2023, «fino a data da destinarsi». Al Parco della Chiusa si può andare, ma quel sentiero no.
Un po’ più su, verso il confine toscano, ci sono i Laghi di Suviana e Brasimone: due bacini fra i boschi, il più alto dei rilievi del parco è il Monte Calvi a 1.283 metri, e Suviana secondo l’ente misura circa 1,5 chilometri quadrati e arriva a 70 metri di profondità. Il posto da segnarsi è il Museo del Bosco di Poranceto, nel castagneto: domenica 18 ottobre c’è Castagna in Festa, con mercatino, passeggiata nel castagneto e laboratori per bambini, tutto gratuito. Per tutto quello che a Bologna non è bosco c’è la nostra guida su cosa vedere a Bologna.

Corno alle Scale: le Cascate del Dardagna e la Madonna dell’Acero
Se dovessi mandare un amico in un posto solo dell’Appennino bolognese per il foliage, lo manderei qui. Il Parco Regionale del Corno alle Scale sta sotto la cima che gli dà il nome, 1.944 metri secondo l’Ente Parchi, e ha la passeggiata d’autunno più facile e più bella di tutta la provincia.
Si parte dal santuario della Madonna dell’Acero, a 1.190 metri, e si fa l’anello delle Cascate del Dardagna: 5 chilometri, due ore e mezza secondo la scheda dell’ente, difficoltà turistica, adatto a tutti. Le cascate sono una serie di salti e, dal ciglio di quella più alta alla pozza in fondo, l’acqua supera un dislivello complessivo di oltre cento metri. Fra le faggete gialle è il posto più fotografato del parco, e la domenica di metà ottobre si vede.
Chi cammina sul serio ha l’anello della Nuda e del Corno alle Scale, dal Centro Visita di Pian d’Ivo: 10,5 chilometri, cinque ore e mezza, ma per escursionisti esperti e con tratti esposti. Non è una gita d’autunno improvvisata.

L’Ente Parchi organizza in stagione alcune uscite guidate: sabato 24 ottobre «Le castagne dei sette casoni» da Lizzano in Belvedere (6 km, 300 metri, 5 euro, annullata se piove) e domenica 8 novembre «Luoghi Magici», da Monteacuto delle Alpi al Santuario della Madonna del Faggio (8 km, 350 metri, 10 euro). Per tutte la prenotazione si fa entro il venerdì prima.
Dove vedere il foliage in provincia di Modena
È la domanda che Google mette in cima e a cui oggi nessuna delle pagine in prima posizione risponde. La risposta è l’alto Frignano, cioè il Parco del Frignano, che va dai 500 metri fino al Cimone e si porta dietro tutto il passaggio dal castagneto alla faggeta.
Il posto più facile è il Lago della Ninfa, sopra Sestola: il Comune lo dà a 1.500 metri, con accesso libero, e consiglia la visita proprio in autunno per i colori di faggi, larici e abeti. VisitModena indica come finestra migliore il periodo che va da inizio ottobre a inizio novembre. Dal lago parte la salita al Monte Cimone, 5 chilometri e quasi settecento metri di dislivello: la scheda del Parco la dà per escursionisti esperti, e in alto la faggeta finisce e resta il crinale.

Il secondo posto è il Lago Santo modenese, sopra Pievepelago, che il Parco descrive come il più grande lago del Frignano, con la faggeta sulla sponda orientale. Da lì parte l’anello dei laghi di origine glaciale (Turchino, Torbido, Baccio): 8,2 chilometri, oltre novecento metri di dislivello, cinque ore abbondanti, per escursionisti esperti. Per chi vuole solo il lago e il bosco, basta il giro della sponda.
Più in basso, dove il bosco diventa castagneto, ci sono Montecreto, con il suo parco dei castagni, e Zocca, dove VisitModena segnala il castagno di Monteombraro, circa tredici metri d’altezza e circa seicento anni. E a Zocca le castagne non sono solo da guardare: la Sagra della Castagna e del Marrone tipico si tiene le domeniche di ottobre, con le ultime due il 18 e il 25 ottobre.
Consiglio: se andate al Lago Santo modenese o al Cimone a fine ottobre, controllate il meteo in quota e non solo quello di Modena. Sopra i 1.500 metri la prima neve può arrivare quando in pianura è ancora autunno pieno, e le schede del Parco valgono per il sentiero pulito.
Parma e Reggio: Lago Santo, Cerreto e la Pietra di Bismantova
Il lato emiliano del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano è quello con le faggete più compatte di tutta la regione, e due mete che da sole valgono il viaggio.
La prima è il Lago Santo parmense, a 1.508 metri secondo il Parco, sopra Corniglio. Si sale dal Rifugio Lagdei con il sentiero 723A: 1,85 chilometri, 310 metri di dislivello, un’ora, difficoltà escursionistica, sentiero aperto. Attorno al lago il Parco segnala grandi faggi contorti, ed è lì che a metà ottobre il bosco diventa di rame.
La seconda è il Cerreto. Dal Passo del Cerreto (1.253 metri) e da Cerreto Alpi partono i giri dei laghi: quello che il Parco chiama «Cerreto Alpi e i Laghi» tocca il Lago Pranda, il Lago Scuro e il Lago delle Gore, sta sotto i 1.300 metri e ha difficoltà turistica, quattro ore con 450 metri di dislivello. Il Parco lo consiglia da aprile a novembre, ed è uno dei pochi giri di quota ancora sensati a inizio novembre.
E poi c’è la Pietra di Bismantova, che è uno dei due posti di questa guida dove sono stato davvero. È uno sperone di roccia che spunta dal niente sopra Castelnovo ne’ Monti, 1.047 metri in cima, e in autunno la base è tutta bosco che cambia colore mentre la pietra resta grigia. Il percorso del Parco parte da Piazzale Dante, a 881 metri, sale per il sentiero 697 e richiede due ore e mezza con 280 metri di dislivello, difficoltà turistica con un tratto più impegnativo; lo IAT di Castelnovo ne’ Monti segnala anche un sentiero natura ad anello attorno alla pietra, circa 5 chilometri e due ore. Il Parco dà il percorso come praticabile da marzo a novembre.

I Colli Piacentini: il foliage delle vigne
Qui bisogna essere onesti, perché è la domanda che Google fa e a cui nessuno risponde davvero: qual è il periodo migliore per vedere il foliage nei Colli Piacentini? Nessun ente piacentino pubblica una finestra. Quello che si può dire con certezza è come funziona la vite, che è il colore di queste colline: gira dopo la vendemmia, quindi più tardi del bosco, e il momento buono cade in genere fra fine ottobre e novembre. VisitPiacenza, sui colli di Castell’Arquato, consiglia infatti l’autunno «quando le vigne sulle colline si colorano di giallo e di rosso».
La vite non si guarda da dentro il filare: si guarda dall’alto. In Val d’Arda il belvedere naturale è Castell’Arquato, e poco più in là Vigoleno con il suo camminamento di ronda. In Val Trebbia c’è Bobbio, con il Ponte Gobbo sul fiume. Il bosco vero, invece, sta più in alto: i castagneti del Parco provinciale del Monte Moria, sopra Morfasso, dove domenica 18 ottobre si fa l’Agricastagnata nel bosco.

Il calendario d’autunno piacentino è fitto: castagnate in piazza a Bobbio tutte le domeniche di ottobre, la Fiera Fredda e Sagra della Castagna a Lugagnano Val d’Arda il 24 e 25 ottobre, il November Wine a Bacedasco Basso (Vernasca) il 7-8 e il 14-15 novembre. Sui castelli, sui giorni d’apertura e su quello che è chiuso quando, abbiamo scritto una guida a sé: cosa vedere nel Piacentino.
La Romagna: Ridracoli, Campigna e l’Acquacheta
La Romagna in autunno ha un nome solo, e sono le Foreste Casentinesi. Il parco nazionale sta a cavallo dell’Appennino, e più della metà della sua superficie è romagnola: 18.900 ettari su circa 36.800, secondo l’ente. Del lato toscano, del Casentino e del programma Autunno Slow abbiamo parlato nel foliage in Toscana; qui resto sul versante di Forlì-Cesena.

Dentro c’è la Riserva Integrale di Sasso Fratino, la prima d’Italia, con faggi che il Parco dà oltre i cinquecento anni e che dal 2017 sono patrimonio UNESCO. Vale una sola regola, e la scrive l’ente: a Sasso Fratino non si entra. L’area intorno, anch’essa riconosciuta, si gira dai sentieri.
La porta d’ingresso più comoda è Ridracoli. La diga è alta 103,5 metri e in autunno è aperta solo sabato, domenica e festivi: fino al 18 ottobre dalle 10 alle 18, dal 19 ottobre all’8 dicembre dalle 10 alle 17, con il 1° novembre compreso. Il biglietto per diga e museo IDRO costa 5 euro, 4 il ridotto, 14 la famiglia. Una cosa da sapere prima di partire: il battello sul lago in autunno non c’è, la stagione è finita il 6 settembre. Il Sentiero Natura Ridracoli è 3,5 chilometri, due ore, cento metri di salita, e chi arriva a piedi da lì entra gratis nell’area della diga.
Più in alto c’è Campigna, la foresta di abeti e faggi sotto il Monte Falco, che a 1.658 metri è la cima più alta del parco. Il Sentiero Natura Campigna, nell’abetina del Fosso Abetio, è 3,5 chilometri e due ore. E poi l’Acquacheta, la cascata di Dante, che fa un salto di oltre settanta metri sopra San Benedetto in Alpe: il Sentiero Natura è 9 chilometri e quattro ore e mezza.
Attenzione: sull’Acquacheta il Parco segnala il sentiero 427 da Bocconi a San Benedetto chiuso per ordinanza del dicembre 2025, e classifica il sentiero 409 per escursionisti esperti. Prima di partire, aprite la pagina sullo stato dei sentieri del Parco.
L’appuntamento della stagione è il Festival del Fall Foliage di Bagno di Romagna, da venerdì 23 a domenica 25 ottobre, nel programma del Parco: due serate al Palazzo del Capitano e un’escursione la domenica mattina. Più a nord, in collina, c’è Brisighella con la Vena del Gesso, che è il borgo romagnolo da mettere in coda a una giornata di boschi. Della foresta in sé, vista fuori stagione, avevamo scritto anche il Parco delle Foreste Casentinesi.
I borghi dell’Emilia-Romagna da visitare in autunno
Google lo chiede, e nessuna delle guide in prima pagina fa un elenco. Eccolo, con un criterio solo: borghi dove in autunno il colore e la festa capitano nello stesso fine settimana.
- Castel del Rio, nella valle del Santerno: il ponte Alidosi e la Sagra del Marrone, le domeniche di ottobre;
- Zocca, nell’Appennino modenese: castagneti e la Sagra della Castagna, il 18 e il 25 ottobre;
- Castell’Arquato, sui Colli Piacentini: il borgo che si vede arrivare da lontano, in mezzo alle vigne;
- Bobbio, in Val Trebbia: il Ponte Gobbo e le castagnate in piazza;
- Sant’Agata Feltria, in Valmarecchia: la Fiera nazionale del tartufo bianco pregiato, le domeniche fino al 1° novembre;
- Savigno, in Valsamoggia: il Tartófla, festival del tartufo, nei weekend dal 24 ottobre al 15 novembre;
- Bagno di Romagna: il Festival del Fall Foliage e le Foreste Casentinesi a un passo;
- Brisighella: i tre colli e la Vena del Gesso, per chi in autunno vuole restare in collina.
Le feste d’autunno da mettere in calendario
Le date le ho prese dai siti di comuni, pro loco ed enti turistici, e ho controllato che il giorno della settimana tornasse, che è il modo più semplice per accorgersi di una pagina rimasta all’anno prima.
| Festa | Dove | Quando, nel 2026 |
|---|---|---|
| Sagra del Marrone | Castel del Rio (BO) | domeniche 18 e 25 ottobre, 1° novembre |
| Sagra della Castagna e del Marrone tipico | Zocca (MO) | domeniche 18 e 25 ottobre |
| Castagna in Festa | Museo del Bosco di Poranceto (BO) | domenica 18 ottobre |
| Agricastagnata nel bosco | San Michele di Morfasso (PC) | domenica 18 ottobre |
| Fiera e Sagra del Tartufo | Dovadola (FC) | domeniche 18 e 25 ottobre |
| Fiera nazionale del tartufo bianco pregiato | Sant’Agata Feltria (RN) | domeniche 18 e 25 ottobre, 1° novembre |
| Festival del Fall Foliage | Bagno di Romagna (FC) | da venerdì 23 a domenica 25 ottobre |
| Fiera Fredda e Sagra della Castagna | Lugagnano Val d’Arda (PC) | sabato 24 e domenica 25 ottobre |
| Tartófla, festival del tartufo | Savigno, Valsamoggia (BO) | weekend dal 24 ottobre al 15 novembre |
| November Wine | Bacedasco Basso, Vernasca (PC) | 7-8 e 14-15 novembre |
Una nota su Castel del Rio: Bologna Welcome e Turismo imolese mettono in calendario anche il 1° novembre, l’elenco riassuntivo della Città metropolitana si ferma al 25 ottobre. Se puntate sull’ultima data, verificatela. Il quadro nazionale delle feste di stagione sta nelle nostre guide alle sagre della castagna e alle sagre del tartufo.
Come organizzare la gita, e cosa mettere in conto
Il foliage dipende dal meteo delle due settimane prima più che da quello del giorno. Una perturbazione con vento forte spoglia una faggeta in quarantott’ore, e nessun bollettino ve lo dice: se la settimana prima è passato un fronte deciso, puntate sui castagneti più in basso, che tengono meglio.
La domenica di metà ottobre, al Dardagna, al Lago Santo e a Ridracoli, i parcheggi si riempiono presto, e nei giorni di sagra i paesi piccoli vanno in tilt. Il sabato mattina e i giorni infrasettimanali cambiano la gita da così a così. Ricordatevi però che molte cose, in autunno, aprono solo nel fine settimana: la diga di Ridracoli, i centri visita romagnoli, le escursioni dei parchi.
La luce è l’altra cosa che si sottovaluta. Il colore rende nella prima e nell’ultima ora; a novembre nelle valli strette il sole sparisce dietro il versante molto prima del tramonto ufficiale.
E l’auto, qui, conta più che altrove. Bologna, Modena, Parma e Piacenza hanno i treni; il Corno alle Scale, il Lago Santo, Campigna e Ridracoli no, e le corriere di montagna in bassa stagione diradano. Chi arriva in treno a Bologna e vuole fare il crinale parte quasi sempre da un noleggio, e per quello noi confrontiamo le tariffe su DiscoverCars, che mette in fila le compagnie dello stesso ritiro: a Bologna, nei weekend di fiera, la differenza fra due noleggiatori può essere grossa.
Info essenziali
- Quando andare: inizio e metà ottobre per le faggete del crinale, fine ottobre per i castagneti, novembre per le vigne dei Colli Piacentini e i calanchi vicino a Bologna.
- Le passeggiate più facili: Cascate del Dardagna e Madonna dell’Acero (5 km, difficoltà turistica), Gessi della Croara (2,2 km), Sentiero Natura Ridracoli (3,5 km).
- Quanto costa: parchi e sentieri a ingresso libero. Si pagano la diga di Ridracoli con il museo IDRO (5 euro) e le escursioni guidate dei parchi.
- Cosa è chiuso: il Sentiero dei Bregoli al Parco della Chiusa, il battello di Ridracoli, la riserva di Sasso Fratino.
- Come muoversi: treno per le città, auto quasi indispensabile per il crinale.
- Da controllare prima di partire: lo stato dei sentieri sul sito del parco, e le prenotazioni delle escursioni guidate, che di solito chiudono il venerdì.
Domande frequenti sul foliage in Emilia-Romagna
Dove vedere il foliage vicino a Bologna?
Senza uscire dalla città, al parco di Villa Ghigi, raggiungibile con gli autobus 29 e 52. A mezz’ora di strada, al Parco dei Gessi Bolognesi con il sentiero della Croara (2,2 km, un’ora e mezza) e al Parco Storico di Monte Sole con l’anello di Poggiolo (6 km). Più in alto, ai Laghi di Suviana e Brasimone e al Corno alle Scale.
Dove vedere il foliage in provincia di Modena?
Nel Parco del Frignano: il Lago della Ninfa sopra Sestola, a 1.500 metri e ad accesso libero, il Lago Santo modenese sopra Pievepelago e la salita al Monte Cimone. Più in basso, i castagneti di Montecreto e di Zocca. Il periodo migliore va da inizio ottobre a inizio novembre.
Qual è il periodo migliore per vedere il foliage nei Colli Piacentini?
Nessun ente piacentino pubblica una data. Il colore dei colli è quello della vite, che gira dopo la vendemmia: in genere fra fine ottobre e novembre. I castagneti del Monte Moria, più in alto, girano prima, nella seconda metà di ottobre.
Quali borghi dell’Emilia-Romagna visitare in autunno?
Castel del Rio per la Sagra del Marrone, Zocca per le castagne, Castell’Arquato e Bobbio sui Colli Piacentini, Sant’Agata Feltria e Savigno per il tartufo, Bagno di Romagna per il Festival del Fall Foliage, Brisighella per la Vena del Gesso.
C’è un treno del foliage in Emilia-Romagna?
No. Nel calendario 2026 della Fondazione FS non ci sono treni storici d’autunno in Emilia-Romagna. Il treno del foliage più noto in Italia è la Vigezzina-Centovalli, fra Piemonte e Svizzera, di cui parliamo nella guida al treno del foliage.
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