Cosa vedere a Bologna: i luoghi da non perdere e cosa fare in città

Aggiornato il 5 Ottobre 2026

Contiene link affiliati

Alcuni link di questa guida sono affiliati: se prenoti da lì il prezzo per te non cambia, e a noi riconoscono una piccola commissione. Scegliamo solo quello che useremmo.

Bologna cosa vedere

Bologna, per me, non è mai stata una meta. È stata un pezzo di gioventù. Ci ho passato così tanto tempo, da ragazzo, che a un certo punto ho smesso di contare le volte, e ancora oggi ci torno perché metà delle persone a cui voglio bene ci abita. La sua storia la adoro, e ci arriviamo. Ma la cosa che mi fa tornare sono i bolognesi: gente che ti parla sotto un portico come se ti conoscesse da vent’anni, e magari è vero.

Questa guida mette in fila i luoghi da vedere e le cose da fare, e lo fa con i prezzi letti uno per uno sui listini dei gestori, perché su Bologna circola parecchia roba scaduta. La Torre degli Asinelli oggi è chiusa e mezza rete vi dice ancora a che ora salire, la terrazza di San Petronio ha chiuso per sempre, il bus per l’aeroporto che tutti citano non esiste più. Trovate anche il conto della Welcome Card, quanti giorni servono e quanto vi costa dormire quando in fiera c’è Cosmoprof. Se state allargando il giro alla regione, c’è la nostra guida ai venti luoghi da vedere in Emilia Romagna.

In breve

Il centro di Bologna si gira a piedi e sotto i portici, patrimonio UNESCO dal 2021. Il nucleo sta in poche centinaia di metri: Piazza Maggiore con il Nettuno e San Petronio (ingresso libero, la meridiana di Cassini si vede gratis), l’Archiginnasio con il Teatro Anatomico (10 € con audioguida), le Sette Chiese di Santo Stefano (libero), il Compianto di Niccolò dell’Arca in Santa Maria della Vita (8 €). Sulle Due Torri oggi non si sale: la Garisenda è in cantiere e l’Asinelli è chiusa; l’unica salita aperta è la Torre dell’Orologio, 10 €, su prenotazione. Fuori dal centro c’è San Luca, 3,6 km di portico in salita fino al santuario. Servono due giorni; con tre si aggiungono i colli o un borgo come Dozza. La Welcome Card EASY (35 €) conviene solo se fate almeno quattro visite a pagamento, e non comprende i bus. Il prezzo degli alberghi lo decidono le fiere: con Cosmoprof le stesse strutture costano in mediana due volte e mezzo il weekend prima.

Indice dell’Articolo

Piazza Maggiore e Piazza del Nettuno: il cuore di Bologna

Tutto parte da qui, e tutto ci ripassa. Piazza Maggiore è il salotto della città, chiusa su quattro lati da San Petronio, Palazzo d’Accursio, Palazzo del Podestà e Palazzo dei Banchi. Accanto, quasi attaccata, c’è Piazza del Nettuno, con la fontana che i bolognesi chiamano semplicemente «il Gigante»: il Nettuno in bronzo è di Giambologna, è lì dalla seconda metà del Cinquecento, e oggi è il bolognese più fotografato di tutti.

Bologna cosa vedere Piazza maggiore
Bologna cosa vedere Piazza maggiore

Il palazzo grande sul lato ovest è Palazzo d’Accursio, il municipio. Dentro ci sono le Collezioni Comunali d’Arte (6 €, ridotto 4 €) e la Torre dell’Orologio, che oggi è l’unica torre del centro dove si sale davvero: ci torniamo fra due sezioni. Sul lato opposto della piazza del Nettuno c’è Palazzo Re Enzo, dove il figlio dell’imperatore Federico II restò prigioniero dei bolognesi per oltre vent’anni, fino alla morte.

Dentro Palazzo d’Accursio, con l’ingresso su Piazza del Nettuno, c’è la Biblioteca Salaborsa, la «piazza coperta» della città. Entrateci anche se non vi interessa leggere: sotto il pavimento di vetro si vedono gli scavi archeologici della Bologna romana e medievale, e la biblioteca li apre alla visita a offerta libera, dal lunedì pomeriggio al sabato.

Bologna cosa vedere Piazza del nettuno
Bologna cosa vedere Piazza del nettuno

L’ultimo pezzo del quadrilatero è il Palazzo del Podestà, e sotto il suo Voltone si nasconde il primo dei sette segreti della città, quello del «telefono senza fili»: lo trovate spiegato nella sezione sui segreti, ma intanto sapete dove andare.

La Basilica di San Petronio e la meridiana di Cassini

San Petronio si riconosce da lontano perché è rimasta a metà: la facciata ha il marmo solo nella parte bassa, e sopra è mattone nudo da secoli. Dentro è enorme, luminosa, e ha una cosa che nessun’altra chiesa ha: una meridiana lunga quasi settanta metri tracciata sul pavimento da Giovanni Domenico Cassini nel 1655. Il sole entra da un foro nella volta e a mezzogiorno vero colpisce la linea di ottone nel punto che corrisponde al giorno dell’anno. È un’opera scientifica, non decorativa, e si vede gratis.

Bologna cosa vedere  Basilica di San Petronio
Bologna cosa vedere Basilica di San Petronio

L’ingresso alla basilica è libero, tutti i giorni dalle 10 alle 18, e libero è anche il piccolo museo. Si paga solo un percorso: la Cappella Bolognini, detta dei Re Magi, con le cappelle di San Sebastiano e San Vincenzo Ferrer, a 5 € (ridotto 3 €, gratis fino a 10 anni), biglietto da comprare sul posto. Gli orari e il resto li pubblica il sito della basilica.

Una cosa che troverete ancora consigliata, e che non c’è più: la terrazza panoramica di San Petronio. Il sito della basilica scrive che è chiusa definitivamente dopo la fine dei restauri. Se volete Bologna dall’alto, oggi le strade sono due: la Torre dell’Orologio in Piazza Maggiore oppure la terrazza di San Luca, che trovate più avanti.

Le Due Torri oggi, e le torri dove si sale davvero

Le Due Torri, Asinelli e Garisenda, stanno in Piazza di Porta Ravegnana e sono il simbolo della città. La Torre degli Asinelli è alta 97,20 metri e ha 498 gradini; la Garisenda, più bassa, pende vistosamente da secoli ed è la torre che Dante cita nell’Inferno. E fin qui c’è tutto, in qualunque guida.

Quello che in giro si legge poco è com’è la situazione adesso. Dal novembre 2023 la Garisenda è chiusa e in cantiere di messa in sicurezza: il Comune ha recintato l’area con una barriera di container alta sei metri e reti paramassi, e nel febbraio 2026 ha stanziato circa 5,5 milioni per montare i tralicci che la sosterranno. Sulla fine dei lavori c’è solo un obiettivo dichiarato dal sindaco, finire nel 2028, che è un’intenzione e non una scadenza. Il perimetro del cantiere cambia con i lavori, quindi com’è il giorno che ci passate lo vedete solo lì.

Bologna cosa vedere  le torri
Bologna cosa vedere le torri

Attenzione, perché qui sbaglia anche chi sembra ufficiale: la Torre degli Asinelli oggi è chiusa. La pagina di Bologna Welcome, che gestisce le salite, ha in alto il banner «Torre Asinelli chiusa per manutenzione nell’area» e la prenotazione online disattivata; ma subito sotto continua a mostrare il prezzo, il regolamento e i 498 gradini, come se si potesse comprare. Non si può, e non c’è una data di riapertura ufficiale. Un sito che si presenta come «Torri di Bologna» pubblica ancora orari e biglietti senza nessun avviso: non è dell’ente, e il suo ultimo articolo è di due anni fa.

Quindi dove si sale? Nella Torre dell’Orologio di Palazzo d’Accursio, che è l’alternativa indicata dalla stessa Bologna Welcome. Il biglietto costa 10 € (ridotto 7 €), comprende l’audioguida e l’ingresso alle Collezioni Comunali d’Arte, si usa entro sette giorni e va prenotato, online sulla pagina della salita o all’infopoint di Piazza Maggiore. Gli ingressi sono ogni venti minuti, e da settembre a dicembre l’ultimo è alle 18.20. Sulla terrazza in cima i bambini sotto gli otto anni non salgono.

Le altre torri si guardano da sotto. La Torre Prendiparte, detta Coronata, non ha visite pubbliche: si prende in uso esclusivo, da 800 € al giorno per due persone con la visita guidata compresa, ed è un’altra faccenda. La Torre Azzoguidi, l’Altabella, è privata e non si visita all’interno. Se le torri medievali vi interessano più del panorama, la cosa più sensata oggi è una visita guidata di un’ora e mezza fra le torri della città: in una città che ne aveva decine, è il modo per capire perché ne sono rimaste in piedi così poche.

L’Archiginnasio e il Teatro Anatomico

Bologna ha l’università più antica del mondo occidentale, e l’Archiginnasio fu la sua sede dal Cinquecento. Lo capite appena entrate nel cortile: le pareti di portici e scalinate sono coperte da migliaia di stemmi degli studenti, uno sull’altro. Oggi il palazzo ospita la Biblioteca comunale, e la parte che si visita sono due sale.

La prima è il Teatro Anatomico, tutto in legno di abete, dove si studiava anatomia sui cadaveri davanti agli studenti seduti a gradoni. Il soffitto è a cassettoni con le costellazioni, e la cattedra del docente è sorretta dai due «Spellati», le statue di legno senza pelle che vi resteranno in testa. La seconda è la Sala dello Stabat Mater, che si visita quando la biblioteca non la usa.

Archiginnasio, Teatro Anatomico e Stabat MaterInteroRidotto
Con audioguida sul proprio smartphone, 40 minuti10 €8 € (13-18 anni, universitari, Card Cultura, Welcome Card)
Visita guidata, 1 ora e un quarto12 €10 € (13-18 anni, universitari, over 65); 7 € con le card
Bambini fino a 12 annigratis, senza audioguida
Bologna cosa vedere Archiginnasio
Bologna cosa vedere Archiginnasio

Si prenota online, si visita dal lunedì al sabato e la domenica è chiuso. Con l’audioguida si entra ogni dieci minuti dalle 10 alle 17.30. Una precisazione che vi evita una delusione: la grande sala di lettura della biblioteca, che compare in tante foto, non si visita. Lo scrive l’Archiginnasio stesso: la parte della biblioteca non è accessibile per le visite turistiche.

Il Quadrilatero e i mercati: Bologna la grassa

Alle spalle di Piazza Maggiore, verso est, c’è il Quadrilatero: un reticolo di vie strette che ricalca il mercato medievale e porta ancora i nomi dei mestieri, via Drapperie, via Pescherie Vecchie, via Clavature, via Orefici. Qui la città fa la spesa da ottocento anni, fra salumerie con le mortadelle appese, banchi di frutta e pesce e tavolini messi dove capita.

Due posti per orientarsi. Il Mercato di Mezzo, in via Clavature, è un mercato coperto trasformato in tre piani di banchi dove si mangia in piedi o seduti alla buona. Il Mercato delle Erbe, in via Ugo Bassi, è il mercato coperto vero dei bolognesi, con i banchi di giorno e le cucine aperte anche la sera. Per mangiare in modo più ragionato, la sezione sulla cucina è più giù; se invece volete che qualcuno vi porti in giro e vi faccia assaggiare, il Quadrilatero è il posto di partenza di quasi tutti i tour gastronomici a piedi con una guida del posto.

Santo Stefano, il complesso delle Sette Chiese

Se a Bologna avessi un posto solo da far vedere a un amico, sarebbe questo. La Piazza Santo Stefano è un triangolo di ciottoli e portici che si allarga davanti a una facciata fatta di chiese attaccate l’una all’altra, e dentro il complesso si passa da un edificio all’altro senza accorgersi di dove finisce uno e comincia il successivo: il Crocifisso, il Santo Sepolcro a pianta ottagonale, la chiesa dei Santi Vitale e Agricola, il Cortile di Pilato, il chiostro medievale. Il nome dice sette, ma è un nome storico: le chiese che si attraversano oggi sono meno.

Santo Stefano Bologna cosa vedere
Santo Stefano Bologna cosa vedere

L’ingresso è gratuito, con un’offerta libera, e il sito della basilica lo scrive senza giri di parole. Gli orari per le visite sono dal martedì al sabato 9.30-12.30 e 14.30-19, la domenica 9.30-12.30 e 15-19. Il lunedì le visite turistiche sono sospese e apre solo la chiesa del Crocifisso la sera. In alcuni pomeriggi i ragazzi di «Pietre vive» fanno visite guidate gratuite.

Gli orari li prendete dal sito della basilica, non dagli aggregatori: su Santo Stefano la pagina di Bologna Welcome dà il sabato fino alle 19.30 e la domenica pomeriggio con due orari diversi nella stessa pagina, uno in tabella e uno nel testo. Il sito del complesso, aggiornato ad agosto 2026, dice 19. In giro si legge anche di un museo a pagamento da 2-5 €: il sito ufficiale non ne parla, e l’ingresso alle zone visitabili è gratuito.

Bologna cosa vedere: Santa Maria della Vita e il Compianto di Niccolò dell’Arca

A due passi dal Quadrilatero, in via Clavature, c’è una chiesa che da fuori non dice niente e dentro custodisce il gruppo scultoreo più drammatico della città. Il Compianto sul Cristo morto di Niccolò dell’Arca è un gruppo di figure in terracotta a grandezza naturale, del Quattrocento: il Cristo disteso e, attorno, chi lo piange. Le Marie urlano. Non è un modo di dire: hanno la bocca spalancata, le vesti che volano via con il movimento, le mani contratte. Di sculture che fanno rumore ce ne sono poche, e questa è la più forte che abbia Bologna.

Compianto Santa Maria della Vita Bologna ©Velvet
Compianto Santa Maria della Vita Bologna ©Di Velvet

Il complesso è gestito da Genus Bononiae e il biglietto è unico per la chiesa con il Compianto e l’Oratorio dei Battuti, al piano di sopra, dove c’è un altro gruppo in terracotta del Cinquecento. Costa 8 € (ridotto 5 €), più 1 € di prevendita, con l’audioguida sul telefono; è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18.30 e lo trovate sul sito di Genus Bononiae.

Il «solo Compianto a 4 €» che leggerete in giro non è nel listino del gestore. Nel listino di Genus Bononiae il Compianto da solo è gratuito per chi ha la Bologna Welcome Card o la Card Cultura e per i residenti con documento; per tutti gli altri si paga il biglietto del complesso. Anche il Museo della Sanità, che diverse guide associano alla visita, nel biglietto attuale non compare.

San Domenico e l’Arca dove ha lavorato il giovane Michelangelo

La Basilica di San Domenico sta in fondo a via d’Azeglio, sulla piazza omonima con le due tombe dei giuristi sollevate su colonne. Dentro c’è la tomba del santo, l’Arca di San Domenico, un monumento in marmo a cui hanno lavorato Nicola Pisano, Niccolò dell’Arca (che da qui prese il nome) e un Michelangelo poco più che ventenne, che scolpì un angelo reggicandelabro e due santi. È uno dei pochi posti in cui si guarda un Michelangelo giovane senza biglietto e senza coda.

San Domenico bologna
San Domenico bologna

L’ingresso è gratuito. La chiesa è aperta tutto il giorno con una pausa a pranzo, dal lunedì al venerdì fino alle 20, il sabato e la domenica fino alle 19-19.30. Il piccolo museo della basilica si visita su richiesta, e un prezzo pubblicato non l’abbiamo trovato.

Strada Maggiore e Santa Maria dei Servi

Strada Maggiore parte dalle Due Torri e va verso est seguendo il tracciato della via Emilia romana. È la strada dei palazzi nobiliari, con portici alti e diversi, e a metà si apre sul portico più elegante della città, il quadriportico di Santa Maria dei Servi, con le colonne sottili e gli archi che girano attorno alla chiesa.

Dentro la chiesa, a ingresso libero, c’è la Maestà di Cimabue, la Madonna in trono che è una delle opere più antiche e più preziose della città. Gli orari sono di chiesa: tutti i giorni la mattina dalle 8.30 alle 12, dal martedì alla domenica anche il pomeriggio dalle 16 alle 19. Lungo la stessa strada, al numero 19, c’è il portico di Casa Isolani con le tre frecce piantate nel soffitto, che è un altro dei sette segreti. E al numero 34 c’è il Museo della Musica, che ritrovate fra i musei.

La zona universitaria, Palazzo Poggi e la Pinacoteca

Dalle Due Torri parte anche via Zamboni, e prenderla vuol dire entrare nella Bologna degli studenti: facoltà, biblioteche, librerie, copisterie, i tavolini di piazza Verdi davanti al Teatro Comunale, scritte sui muri a strati. È la parte della città che la sera si riempie, e la mattina ha una faccia completamente diversa.

Il mio consiglio, e viene da tanti anni di Bologna: venite qui la mattina, non solo la sera. Camminate sotto i portici e perdetevi nelle viuzze del centro quando i locali per studenti stanno «rassettando»: le saracinesche mezze alzate, i tavoli impilati, qualcuno che lava il marciapiede e prepara quello che succederà la sera. È la città che si sveglia dopo la notte e si prepara per quella dopo, ed è il momento in cui Bologna, secondo me, si fa conoscere davvero.

Al numero 33 di via Zamboni c’è Palazzo Poggi, sede del rettorato e dei musei dell’Università: anatomia in cera, ostetricia, navi, mappe e strumenti scientifici in un palazzo affrescato. Costa 10 € (ridotto 6 €), è gratis sotto i vent’anni, chiude il lunedì non festivo. Se volete che la storia dell’Alma Mater ve la racconti qualcuno, c’è una visita di due ore fra i segreti e le curiosità dell’Università.

Poco più avanti, in via delle Belle Arti, c’è la Pinacoteca Nazionale, cioè la pittura emiliana dal Trecento al Settecento, con l’Estasi di Santa Cecilia di Raffaello, i Carracci, Guido Reni, il Guercino. È aperta dal martedì alla domenica, 9-19, e il listino ufficiale oggi dice 12 €, gratis sotto i 18 anni e la prima domenica del mese, e il biglietto vale anche per la sede di Palazzo Pepoli Campogrande entro tre mesi.

Tre cose da sapere prima di andare in Pinacoteca. La prima: i 12 € sono probabilmente legati alla mostra «Il cielo in terra. San Francesco e Bologna», aperta dal 2 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027; la stessa pagina avverte che con le mostre i prezzi cambiano, e i 6 € che si leggono in giro vengono da pagine vecchie. La seconda: il Polittico di Giotto è in prestito all’estero e torna visibile da metà novembre 2026. La terza: Palazzo Pepoli Campogrande è chiuso per lavori, con la riapertura annunciata per il 2026 e non ancora avvenuta.

I canali di Bologna e la finestrella di via Piella

Che Bologna sia stata una città d’acqua è la cosa che sorprende di più chi ci arriva. Per secoli una rete di canali ha mosso mulini, filande e tintorie, e quasi tutto è stato coperto nel Novecento. Ne restano dei tratti visibili, e il più famoso si guarda da un buco nel muro: la finestrella di via Piella, ai numeri 16/a-18/a, una piccola anta di legno che si apre sul Canale delle Moline fra le case. È su strada, quindi si vede a qualunque ora, e quasi sempre c’è la fila per la foto.

Bologna cosa vedere Canali
Bologna cosa vedere Canali

Meno gente e un affaccio più ampio li trovate dai ponti di via Malcontenti e di via Oberdan, da cui si vede però un altro canale, quello di Reno. Gli affacci sono pubblici e la sera vengono illuminati; da via Oberdan c’è anche una proiezione serale sui mestieri dell’acqua. ⚠️ A metà ottobre il Canale di Reno va in secca per la manutenzione annuale, e per qualche settimana lì sotto non scorre niente.

Il Consorzio dei Canali di Bologna è l’ente che li gestisce, ed è da lì che passano anche le visite nei sotterranei, che trovate qui sotto. Per una passeggiata in superficie fra canali, mulini e storie medievali c’è il tour Bologna e i suoi canali, un’ora e mezza dal Medioevo a oggi.

I portici, patrimonio UNESCO: perché a Bologna non serve l’ombrello

I portici di Bologna sono patrimonio mondiale UNESCO dal 28 luglio 2021, iscritti come un sito unico fatto di dodici tratti scelti fra quelli della città, dai più antichi in legno a quelli moderni. Per chi visita, il significato pratico è semplice: si cammina coperti quasi ovunque, e Bologna è una delle poche città d’arte italiane che con la pioggia si gira lo stesso, senza ombrello e senza cambiare programma.

Bologna cosa vedere portico della morte
Bologna cosa vedere portico della morte

Non serve fare un giro apposta, perché ci camminerete sotto per tutto il tempo. Ma tre tratti meritano un’attenzione in più: il portico di legno di Casa Isolani in Strada Maggiore, tra i più antichi; il quadriportico di Santa Maria dei Servi; e soprattutto il portico di San Luca, che è un caso a sé e merita una sezione propria. Il Comune ha un sito dedicato ai portici UNESCO, con la mappa dei dodici tratti.

San Luca: il portico più lungo e il santuario sul colle

Il Santuario della Madonna di San Luca sta sul Colle della Guardia, a sud-ovest della città, e si vede da mezza Bologna. Ci si arriva con il portico più lungo del mondo: secondo il Comune il percorso porticato è di circa 3.600 metri, un chilometro e mezzo in piano lungo via Saragozza dall’omonima porta e poi più di due chilometri in salita fino al santuario. Le «666 arcate» che si leggono ovunque sono un conteggio di tradizione: il Comune stesso scrive che il numero vero è leggermente inferiore, a seconda di come si contano.

A piedi è la cosa più bolognese che possiate fare, e non è una passeggiata: la salita è lunga e costante, e conviene farla la mattina presto. La chiesa è a ingresso libero, tutti i giorni dalle 7 alle 18, e gli orari delle celebrazioni li pubblica il santuario. Lassù c’è anche la San Luca Sky Experience, il percorso panoramico alla base della cupola, che con la terrazza di San Petronio chiusa è diventato il belvedere della città: 5 € (ridotto 3 €), gratis sotto i 10 anni in famiglia, si prenota online o si compra al desk.

Se a piedi non ve la sentite, c’è il San Luca Express, il trenino turistico di City Red Bus, che parte da piazza Galvani (non da Piazza Maggiore, come si legge spesso), costa 15 € andata e ritorno (ridotto 8 €) e viaggia tutti i giorni fino al 6 gennaio 2027. Esiste anche in versione combinata con un giro della città e delle degustazioni. Gli orari del trenino, invece, non li abbiamo trovati in una versione aggiornata: il PDF che circola è del 2022.

I sette segreti di Bologna, e dove trovarli

Ogni bolognese ve li elenca, e quasi nessuna guida vi dice dove stanno esattamente. L’elenco qui sotto è quello che danno, uguale, Bologna Welcome e l’associazione Succede Solo a Bologna, con le posizioni precise.

Il segretoDoveCosa cercare
Il telefono senza filiVoltone del Palazzo del Podestà, Piazza Maggioredue persone negli angoli opposti della volta, faccia al muro: una sussurra, l’altra sente
Il dito del NettunoPiazza del Nettuno, alle spalle della statua, verso Salaborsada una pietra nera vicino alla scala, la «mattonella della vergogna», la mano del Nettuno prende un’altra forma
Panis vita, canabis protectio, vinum laetitiavolta del portico all’inizio di via Indipendenza, angolo via Rizzolila scritta dipinta sotto il portico: pane, canapa e vino, l’economia della città
La finestrellavia Piella 16/a-18/al’anta sul Canale delle Moline
Le tre frecceStrada Maggiore 19, portico di Casa Isolanitre frecce piantate nel soffitto di legno
Il vaso rottoin cima alla Torre degli Asinelliper tradizione non l’ha mai visto nessuno
Panum ResisPalazzo Poggi, via Zamboni 33un’incisione su una cattedra universitaria

Sul settimo c’è confusione: in giro si legge di una scritta «Mi Fur Rigida», ma nelle due fonti l’ultimo segreto è il Panum Resis, inciso su una cattedra. ⚠️ Nessuna fonte dice in quale sala di Palazzo Poggi stia, né se lo vedrete visitando il museo: è l’unico dei sette che non vi garantiamo di trovare. Per farveli raccontare tutti, con le leggende che ci stanno dietro, c’è una visita guidata alla Bologna segreta e misteriosa.

Bologna sotterranea: i Bagni di Mario e i sotterranei del canale

Sotto la città c’è un’altra città, fatta di cisterne, canali coperti e rifugi, e si visita solo in certi giorni e solo con una guida. Il posto più suggestivo sono i Bagni di Mario, che in realtà si chiamano Conserva di Valverde: una cisterna del Cinquecento che raccoglieva l’acqua per la Fontana del Nettuno, a pianta ottagonale, sotto la collina di via Bagni di Mario. Si entra da scale a chiocciola, quindi non è adatta a chi cammina con difficoltà.

Le visite le fanno due associazioni diverse, a date fisse e con regole diverse, ed è per questo che ogni guida vi dà un prezzo diverso:

  • Succede Solo a Bologna: visita di un’ora, gratuita con donazione finale facoltativa, prenotazione sulla loro piattaforma, torcia da portare.
  • Associazione Vitruvio: 12 € a persona più 3 € di ingresso ai Bagni (8 € fino a 11 anni), in contanti, dai 6 anni in su, prenotazione obbligatoria per mail o telefono.

Le date sono poche al mese, e i 10 € che compaiono su qualche pagina vengono da un listino del 2018.

Se siete a Bologna fra metà ottobre e inizio novembre, questa è l’occasione: quando il Canale di Reno va in secca il Consorzio apre «I Sotterranei del Canale Reno», due ore a piedi nel letto del canale dal Guazzatoio di via Righi fino alla finestrella di via Piella. Nel 2026 le visite vanno dal 16 ottobre all’8 novembre, costano 15 € (10 € dai 14 ai 17 anni, gratis dai 9 ai 13, età minima 9 anni) e si prenotano solo sul sito del Consorzio. Lo stesso periodo c’è la Porto Experience nel canale Cavaticcio, il cui prezzo non siamo riusciti a leggere.

Altri sotterranei aprono solo in occasioni rare. Il rifugio antiaereo «Vittorio Putti» sotto il colle del Seminario ha avuto nel 2026 tre giornate di apertura in tutto; il torrente Aposa, che passa sotto il centro, secondo Bologna Welcome si visita «solo con visite guidate saltuarie», e per il 2026 non abbiamo trovato date.

I musei, se avete più tempo

Oltre alla Pinacoteca e a Palazzo Poggi, Bologna ha una rete di musei civici che si gira bene in un terzo giorno o in un pomeriggio di pioggia, anche se, coi portici, la pioggia qui conta meno. Quelli che valgono la deviazione:

  • Museo Civico Archeologico, accanto all’Archiginnasio: la collezione egizia e l’Etruria padana, la Bologna di prima di Bologna. 6 € (ridotto 4 €), più 1 € di prevendita online.
  • MAMbo e Museo Morandi, in via Don Minzoni: l’arte contemporanea e, nello stesso edificio dal 2012, le bottiglie e i paesaggi di Giorgio Morandi. 6 € (ridotto 4 €) per tutti e due.
  • Museo internazionale e biblioteca della musica, Strada Maggiore 34, in Palazzo Sanguinetti: strumenti, partiture e ritratti, compreso quello di un Mozart ragazzino passato da Bologna. 5 € online.
  • Casa di Lucio Dalla, in via d’Azeglio: si entra solo con la visita guidata di un’ora, il lunedì, il venerdì e il sabato, con ritrovo in piazza dei Celestini. 18 € (15 € con la Welcome Card), e i biglietti, per conto della Fondazione Lucio Dalla, li vende Bologna Welcome nella pagina della visita. D’estate la visita va in pausa.
  • Collezioni Comunali d’Arte, in Palazzo d’Accursio: 6 €, oppure comprese nel biglietto della Torre dell’Orologio.

Due buchi che vi dichiariamo invece di riempirli. Il sito dei Musei Civici non si è lasciato leggere, quindi per i civici abbiamo i prezzi e le fasce di vendita della biglietteria ufficiale ma non gli orari d’apertura pubblicati: nel calendario di vendita dell’Archeologico mancano i martedì, in quello del MAMbo i lunedì, ed è probabile che siano i giorni di chiusura. La seconda: la prima domenica gratis vale di sicuro per la Pinacoteca, che è statale. Per i civici non abbiamo trovato conferma, e domenica 4 ottobre 2026 la biglietteria vendeva l’Archeologico e il MAMbo a prezzo pieno.

Cosa fare la sera: la Bologna della musica e degli studenti

Bologna è una città viva, e la sera lo è ancora di più. Ha decine di migliaia di studenti, una tradizione di osterie che non ha mai chiuso, e una scena musicale molto attiva, che non è solo una mia impressione: dal 2006 è Città creativa della musica UNESCO, la prima in Italia, e la città di Lucio Dalla, di Guccini e di mezza canzone d’autore italiana.

Le due zone dove la sera succede qualcosa sono la zona universitaria, fra via Zamboni e piazza Verdi, e via del Pratello, la strada delle osterie a ovest del centro. Il resto lo dice il calendario: concerti, teatro, mostre, rassegne cambiano ogni settimana, ed è per questo che tanta gente non cerca «cosa fare a Bologna» ma «cosa fare a Bologna oggi». L’agenda ufficiale e aggiornata è il calendario di Bologna Cultura del Comune: guardatelo il giorno prima, non un mese prima.

Nei fine settimana, poi, il centro cambia faccia: con i T-Days via Rizzoli, via Indipendenza e via Ugo Bassi diventano pedonali dalle 8 del sabato alle 22 della domenica, e così nei festivi. È il momento in cui i bolognesi si riprendono le strade, e passeggiarci insieme a loro è una delle cose da fare a Bologna che non costano niente.

Quanti giorni servono per visitare Bologna

La risposta onesta è due giorni pieni. Il centro è compatto e si gira a piedi, ma è denso: fra chiese, musei e il portico di San Luca, che da solo si prende una mattina, in un giorno si corre. Con un terzo giorno si esce dalla città, verso i colli o un borgo.

In un giorno si fa il cuore: Piazza Maggiore e San Petronio, l’Archiginnasio, il Quadrilatero a pranzo, le Due Torri da sotto, Santo Stefano e una sera in zona universitaria. Rinunciando a San Luca e ai musei. Al giro di un giorno solo dedicheremo una guida a parte, con l’itinerario minuto per minuto.

In due giorni, invece, l’ordine conta più della quantità, perché i giorni di chiusura non coincidono: l’Archiginnasio chiude la domenica, la Pinacoteca e Palazzo Poggi il lunedì, e il lunedì Santo Stefano sospende le visite. Chi arriva il sabato fa bene a mettere l’Archiginnasio subito; chi arriva il lunedì lascia la Pinacoteca e Santo Stefano al secondo giorno.

GiornoMattinaPomeriggioSera
PrimoPiazza Maggiore, Nettuno, Salaborsa e San Petronio, poi l’Archiginnasiopranzo nel Quadrilatero, Santa Maria della Vita, le Due Torri, Strada Maggiore e Santo Stefanozona universitaria o via del Pratello
SecondoSan Luca a piedi lungo il portico, prestovia Zamboni, Palazzo Poggi e la Pinacoteca, poi la finestrella di via PiellaTorre dell’Orologio prima della chiusura, poi cena
Terzofuori città: Dozza, Rocchetta Mattei o Monteveglio, oppure Ferrara in treno–

Bologna Welcome Card e biglietti: conviene davvero?

Prima i prezzi, letti tutti il 2 ottobre 2026 sui listini dei gestori o sulle loro pagine di acquisto. Così avete un quadro unico e potete fare il conto della card da soli.

LuogoInteroNote
Basilica di San PetroniogratisCappella Bolognini e altre due cappelle 5 € (ridotto 3 €)
Torre dell’Orologio e Collezioni Comunali10 €ridotto 7 €, prenotazione obbligatoria
Torre degli Asinellichiusanessuna data di riapertura
Archiginnasio, Teatro Anatomico10 €12 € con la visita guidata; chiuso la domenica
Santo Stefanogratisofferta libera; il lunedì visite sospese
Santa Maria della Vita, Compianto e Oratorio8 €più 1 € di prevendita; ridotto 5 €
San Domenico e Santa Maria dei Servigratis–
Pinacoteca Nazionale12 €gratis sotto i 18 anni e la prima domenica del mese
Palazzo Poggi10 €ridotto 6 €, gratis sotto i 20 anni
Museo Civico Archeologico6 €più 1 € di prevendita online
MAMbo e Museo Morandi6 €più 1 € di prevendita online
Museo della Musica5 €prezzo della vendita online
Casa di Lucio Dalla18 €solo visita guidata, 15 € con la Welcome Card
Scavi di Salaborsaofferta libera–
San Luca Sky Experience5 €ridotto 3 €
San Luca Express15 €andata e ritorno, ridotto 8 €
Sotterranei del Canale Reno15 €solo dal 16 ottobre all’8 novembre 2026

La Bologna Welcome Card esiste in due versioni. La EASY costa 35 € e comprende la salita alla Torre dell’Orologio, un tour a piedi guidato, il noleggio di una bici, i musei civici (Archeologico, Medievale, MAMbo, Morandi, Musica, Collezioni Comunali e altri), la Pinacoteca e il Compianto di Santa Maria della Vita. La PLUS costa 55 € e aggiunge il City Red Bus, il San Luca Express e le cappelle di San Petronio. Si attiva al primo uso, dura al massimo 15 giorni, e ogni servizio si usa una volta sola.

Adesso la bieca matematica. Prendete le visite a pagamento che fanno quasi tutti: Torre dell’Orologio 10 €, Pinacoteca 12 €, Archeologico 7 € con la prevendita, Santa Maria della Vita 9 €. Fanno 38 €, cioè la EASY si ripaga con quattro visite, e da lì in poi ogni museo civico in più è guadagno. Con tre visite non conviene. E fate attenzione a due cose: l’Archiginnasio non è compreso, avete solo il ridotto, e l’Asinelli, che nella card c’è, oggi è chiusa.

Sulla PLUS il conto è ancora più netto. Costa 20 € in più della EASY, e aggiunge San Luca Express (15 €) e cappelle di San Petronio (5 €): sono esattamente 20 €. Quindi la PLUS conviene solo se usate anche il City Red Bus, il bus panoramico, di cui un prezzo ufficiale non siamo riusciti a leggerlo. Se a San Luca salite a piedi, la PLUS è soldi buttati.

La Welcome Card non comprende i trasporti. Né i bus urbani Tper né il Marconi Express dall’aeroporto: gli unici mezzi dentro la PLUS sono i due bus turistici. E un’avvertenza sui 12 € della Pinacoteca, che nel conto pesano: sono il prezzo di questi mesi, con la mostra in corso fino al 10 gennaio 2027. Se dopo quella data il biglietto torna più basso, la soglia di convenienza della card sale.

Quando andare a Bologna, e i weekend da evitare

Bologna non ha una stagione sbagliata, e con i portici nemmeno il meteo la rovina più di tanto. Le ricerche per organizzare il viaggio piccano ad aprile e a ottobre, che sono anche i mesi più piacevoli per camminare. Ottobre ha un vantaggio in più: è il periodo della secca del canale, e quindi delle visite nei sotterranei.

Quello che pesa davvero non è il mese, è il calendario delle fiere. Bologna è una città fieristica, e quando in fiera c’è un evento grosso gli alberghi del centro si riempiono di espositori e i prezzi salgono, anche se la fiera è chiusa al pubblico. Abbiamo confrontato le stesse strutture del comune di Bologna su weekend diversi, due notti in due:

  • Cosmoprof, 19-21 marzo 2027, contro il weekend precedente: +157% di mediana sulle stesse 46 strutture, con 43 in rialzo. Le stesse stanze, a una settimana di distanza, costano due volte e mezzo.
  • Auto e Moto d’Epoca, 23-25 ottobre 2026, contro il 6-8 novembre: +34,5% su 32 strutture.
  • Fuori dalle fiere, un weekend di metà marzo costa il 21,5% in più di uno di metà gennaio: questa è la stagione, ed è poca cosa al confronto.

I periodi da tenere d’occhio, dal calendario di BolognaFiere: Auto e Moto d’Epoca dal 22 al 25 ottobre 2026, EIMA dal 10 al 14 novembre, la Davis Cup dal 24 al 29 novembre con il WOW dal 26 al 29, Arte Fiera dal 5 al 7 febbraio 2027, Cosmoprof dal 18 al 21 marzo e la Fiera del libro per ragazzi dal 5 all’8 aprile. Se le vostre date sono flessibili, spostarle di una settimana vale più di qualunque sconto.

Come arrivare a Bologna e come muoversi in città

Bologna è il nodo ferroviario d’Italia, e il treno è il modo più comodo per arrivarci: dalla stazione centrale si arriva a Piazza Maggiore a piedi lungo via Indipendenza, e da Milano l’alta velocità impiega poco più di un’ora (il treno più veloce di Italo 1 ora e 2 minuti). L’auto, invece, in centro non serve: il centro storico è zona a traffico limitato, e tutto quello che c’è da vedere sta a distanza di passeggiata.

Dall’aeroporto Marconi alla stazione c’è il Marconi Express, la monorotaia: 12,80 € a corsa, 23,30 € andata e ritorno, un treno ogni 7 minuti nelle ore di punta e ogni 15 nelle altre, dalle 5.40 a mezzanotte. Il biglietto vale anche sui bus urbani per 75 minuti dalla convalida, quindi arrivati in stazione si prosegue senza pagare di nuovo.

Il bus 944 per l’aeroporto non esiste più. Dal 18 maggio 2025 le linee 940, 944 e 949 sono state soppresse e sostituite dalla linea Q di Tper, a tariffa urbana (2,30 €), ogni mezz’ora. Ma attenzione: la Q collega l’aeroporto con l’Ospedale Maggiore, e in stazione centrale passa solo di notte, quando il Marconi Express non c’è. Di giorno, fra aeroporto e stazione, l’unico collegamento diretto è la monorotaia.

In città si cammina. Per il resto ci sono i bus Tper: il biglietto costa 2,30 € e vale 75 minuti, a bordo con le monete 2,50 €, il giornaliero 9 €. Su tutte le linee urbane si paga anche avvicinando la carta contactless al validatore, alla tariffa del biglietto a terra. Per Grand Tour Italia, l’ex FICO, ci sono le linee 35 e 20.

Dove dormire a Bologna: le zone

A Bologna la zona pesa meno che in una capitale, perché dentro i viali di circonvallazione arrivate a piedi dappertutto. Cambia l’atmosfera, e cambia quanto dormite la notte.

Le quattro zone, e a chi servono

  • Piazza Maggiore e il Quadrilatero: il centro del centro, si esce e si è arrivati. Comodissimo e caro, e la sera c’è movimento sotto le finestre.
  • La zona universitaria, fra via Zamboni e piazza Verdi: la più viva e la più rumorosa, con i prezzi più bassi del centro. Per chi la sera esce e la mattina non ha fretta.
  • Santo Stefano e Strada Maggiore: la Bologna elegante e silenziosa, a cinque minuti dalle Due Torri. È la zona giusta per chi vuole dormire bene.
  • Via Indipendenza e la stazione: la più comoda per chi arriva in treno o dall’aeroporto con il Marconi Express, ed è a dieci minuti a piedi da Piazza Maggiore.

Sulle date, il consiglio è uno solo e viene dai numeri della sezione sul quando andare: prima di prenotare guardate il calendario di BolognaFiere. E se puntate a un weekend di metà ottobre muovetevi presto: per il 16-18 ottobre 2026, a due settimane, nel comune di Bologna restavano disponibili soltanto 38 strutture fra quelle con voto alto, contro le 250 del 6-8 novembre.

Quattro strutture su cui abbiamo fatto le verifiche

  • Albergo delle Drapperie (€): dentro il Quadrilatero, in via delle Drapperie, con oltre millecinquecento recensioni. È la scelta contenuta che vi mette in mezzo al mercato.
  • Hotel San Donato (€€): in via Zamboni, a due passi dalle Due Torri e all’inizio della zona universitaria. Più di tremilasettecento recensioni, quindi il voto è un dato e non un’opinione.
  • Touring Hotel (€€): nella parte sud del centro, quella di San Domenico, più tranquilla di sera.
  • Grand Hotel Majestic già Baglioni (€€€): cinque stelle in via Indipendenza, l’albergo storico della città per la grande occasione.

Le fasce indicano il posizionamento relativo dentro la stessa città, misurato su un weekend senza fiere, non una cifra: i prezzi cambiano di settimana in settimana, e a Bologna molto più che altrove. La selezione parte da strutture con voto alto e un numero di recensioni sufficiente a rendere quel voto significativo.

Cosa mangiare a Bologna

Bologna la chiamano «la grassa», e non per cattiveria. Qui si mangiano i tortellini in brodo, le tagliatelle al ragù (che fuori Bologna chiamano spaghetti alla bolognese, e i bolognesi soffrono), le lasagne verdi, la mortadella tagliata spessa, le crescentine con i salumi. Il cibo è uno dei motivi per cui vale la pena venirci, ed è il motivo per cui il Quadrilatero è sempre pieno.

Sul dove, il consiglio generale è di diffidare dei locali con il menu in sei lingue sotto i portici di Piazza Maggiore e di spostarsi di due strade. Ai ristoranti e alle osterie dedicheremo una guida a parte, perché meritano un pezzo intero. E se il viaggio continua verso ovest, l’aceto balsamico tradizionale si va a vedere dove nasce: abbiamo scritto quali acetaie del modenese si visitano e come si prenota.

I dintorni di Bologna e il borgo più bello

A chi chiede qual è il borgo più bello vicino a Bologna, la risposta ufficiale c’è: dei diciotto borghi dell’Emilia-Romagna nel club de «I Borghi più belli d’Italia», l’unico della provincia di Bologna è Dozza. È un borgo medievale su un colle con una rocca, famoso per i muri dipinti: le facciate delle case sono coperte di murales d’autore, aggiunti di edizione in edizione. Sulla distanza le fonti non coincidono: la Fondazione Dozza scrive 25 km da Bologna, il sito turistico della Regione «circa 35 km». In auto è mezz’ora; senza auto ci si arriva con treno e bus, e il bus dell’ultimo tratto va prenotato, quindi è un giro da organizzare.

Bologna cosa vedere Dozza
Bologna cosa vedere Dozza

Le altre uscite che valgono un giorno, sempre in provincia di Bologna:

  • Rocchetta Mattei, a Grizzana Morandi: il castello eclettico, fra moresco e medievale, del conte che inventò l’elettromeopatia. Si visita solo con guida e prenotazione, e nel 2026 l’ala arabo-moresca è in restauro.
  • Monteveglio, oggi frazione di Valsamoggia: l’abbazia sul colle e il parco regionale attorno, per chi vuole camminare fra i colli bolognesi.
  • Grand Tour Italia, l’ex FICO, alla periferia nord-est: un parco dedicato al cibo italiano, a ingresso libero, aperto dal giovedì alla domenica, con il calendario degli orari sul sito del parco.

Se invece volete un’altra città d’arte, Ferrara è a un passo in treno e merita il viaggio: trovate tutto nella nostra guida completa alla città degli Este. E chi ha gambe e una settimana può fare la cosa più bella di tutte, partire a piedi da Piazza Maggiore e arrivare a Firenze: è la Via degli Dei, il cammino sull’Appennino.

Le esperienze che conviene prenotare prima

Info essenziali

  • Quanti giorni: due pieni; tre con un borgo o i colli.
  • Dall’aeroporto: Marconi Express 12,80 € (23,30 € andata e ritorno). ⛔ Il bus 944 non esiste più; la linea Q in stazione passa solo di notte.
  • In città: a piedi. Bus Tper 2,30 € (2,50 € a bordo), giornaliero 9 €, contactless sulle linee urbane.
  • Torri: Garisenda in cantiere, Asinelli chiusa. Si sale solo sulla Torre dell’Orologio, 10 €, su prenotazione.
  • Gratis: San Petronio con la meridiana, Santo Stefano, San Domenico, Santa Maria dei Servi, la chiesa di San Luca, gli scavi di Salaborsa a offerta, i portici.
  • Giorni di chiusura: Archiginnasio la domenica; Pinacoteca e Palazzo Poggi il lunedì; Santo Stefano il lunedì sospende le visite.
  • Welcome Card: EASY 35 €, conviene da quattro visite a pagamento in su. Niente bus.
  • Da evitare per il portafoglio: i weekend con le grandi fiere, Cosmoprof in testa.

Domande frequenti su cosa vedere a Bologna

Quanti giorni servono per visitare Bologna?

Due giorni pieni. Il primo per il centro, cioè Piazza Maggiore, San Petronio, l’Archiginnasio, il Quadrilatero, le Due Torri e Santo Stefano; il secondo per salire a San Luca lungo il portico e per la zona universitaria con Palazzo Poggi e la Pinacoteca. Con un terzo giorno si esce dalla città, verso Dozza, la Rocchetta Mattei o i colli. Attenzione ai giorni di chiusura: l’Archiginnasio chiude la domenica, la Pinacoteca e Palazzo Poggi il lunedì.

Cosa vedere a Bologna in un giorno?

In un giorno si fa il cuore della città, tutto a piedi: Piazza Maggiore con il Nettuno e San Petronio, il Teatro Anatomico dell’Archiginnasio, il pranzo nel Quadrilatero, il Compianto di Santa Maria della Vita, le Due Torri viste da sotto e le Sette Chiese di Santo Stefano, con la sera in zona universitaria. San Luca e i musei restano fuori.

Si può salire sulle Due Torri di Bologna?

Oggi no. La Garisenda è in cantiere di messa in sicurezza dal novembre 2023, e la Torre degli Asinelli è chiusa per manutenzione nell’area, con la prenotazione online disattivata e nessuna data di riapertura ufficiale. L’unica torre del centro dove si sale è la Torre dell’Orologio di Palazzo d’Accursio, 10 euro con la prenotazione obbligatoria.

Qual è la zona più bella di Bologna?

Per passeggiare, quella fra Piazza Santo Stefano e Strada Maggiore, con il complesso delle Sette Chiese e il portico di Santa Maria dei Servi: è la Bologna più elegante e silenziosa. Per l’atmosfera, il Quadrilatero dietro Piazza Maggiore di giorno e la zona universitaria di via Zamboni la sera.

Qual è il borgo più bello vicino a Bologna?

Dozza, che è l’unico borgo della provincia di Bologna nel club de I Borghi più belli d’Italia: un paese medievale su un colle, con la rocca e le facciate delle case coperte di murales d’autore. Sta a mezz’ora d’auto da Bologna; la distanza è 25 km secondo la Fondazione Dozza e circa 35 secondo il sito turistico della Regione.

Per cosa è famosa Bologna?

Per l’università più antica del mondo occidentale, per i portici, che sono patrimonio UNESCO dal 2021, per le torri medievali e per la cucina: tortellini, tagliatelle al ragù, lasagne e mortadella. I suoi tre soprannomi la riassumono: la dotta, la turrita e la grassa. Dal 2006 è anche Città creativa della musica UNESCO, la prima in Italia.

Cosa fare gratis a Bologna?

Parecchio. Sono gratuite la Basilica di San Petronio con la meridiana di Cassini, le Sette Chiese di Santo Stefano, San Domenico con l’Arca, Santa Maria dei Servi con la Maestà di Cimabue e la chiesa di San Luca; gli scavi sotto Salaborsa sono a offerta libera, la finestrella di via Piella si guarda dalla strada, e i portici sono di tutti. La Pinacoteca è gratuita la prima domenica del mese e per chi ha meno di 18 anni.

Cosa possono fare i giovani a Bologna?

Bologna è una città di studenti, e la sera si vive in zona universitaria, fra via Zamboni e piazza Verdi, e lungo via del Pratello con le sue osterie. Nei weekend il centro è pedonale dal sabato mattina alla domenica sera, e la città ha una scena musicale molto attiva: il programma aggiornato di concerti ed eventi è sul calendario di Bologna Cultura del Comune. Palazzo Poggi è gratuito sotto i vent’anni, la Pinacoteca sotto i diciotto.

Se usi Pinterest, condividi questa immagine

Bologna cosa vedere
Bologna cosa vedere
(Visitato 4 volte. Solo oggi ci sono state 1 visite a questo articolo)

Ti ha accompagnato in questa guida

Alberto Macaluso

Nomade digitale con una passione spasmodica per l’archeologia e la storia – quando la storia racconta storie belle da (ri)raccontare – mi occupo dal lontano 1997 di comunicazione web e sono specializzato in progettazione e Seo. La mia passione per il viaggio nasce da una voglia costante di conoscere nuovi luoghi e nuove persone. Nel mio trolley (bagaglio rigorosamente sempre a mano) non mancano mai tutta una serie di device tecnologici e il mio fido Kindle, carico di tantissimi titoli di fantascienza, fantasy ovviamente saggi storici e anche di lavoro. Tutte le mie mete sono il frutto di suggestioni visive, uditive, e perché no anche tattili ed olfattive: un film, un telefilm, un passaggio di un libro, una canzone ascoltata alla radio una ricetta esotica, ogni cosa può essere per me uno stimolo a partire.

Tutte le sue guide →

La prossima guida, nella tua posta

Una mail quando esce una guida che vale il viaggio. Niente spam, ti cancelli con un clic.

Fatto. Se è la prima volta, ti arriva una mail per confermare l'iscrizione.

Iscrivendoti accetti la privacy policy. Ti chiediamo conferma via mail.

Da qui puoi andare anche…

Commenti fai una domanda

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Indice