Chinatown a Londra: cosa vedere, dove mangiare e quando andare

Quando vai a Londra per l’ennesima volta, Chinatown è quella cosa che attraversi. Ci passi in mezzo uscendo da un musical, la fotografi da sotto perché le lanterne vengono bene in foto, e tiri dritto verso Leicester Square convinta di averla vista. L’ho fatto per anni anch’io. Poi, un sabato di gennaio del 2017, ci sono finita dentro nel giorno sbagliato o giustissimo, dipende dai punti di vista: era il capodanno cinese, avevano chiuso al traffico mezzo West End, e mi sono ritrovata a camminare in mezzo a Charing Cross Road senza rischiare la pelle, cosa che a Londra non capita mai.

Quel giorno ho capito che Chinatown non è una via con le lanterne: è un quartiere, con confini precisi, quasi cento ristoranti, una storia che comincia dall’altra parte della città e un giorno all’anno in cui diventa il posto più affollato di Londra. Qui vi porto a vedere com’è fatta davvero, dove si mangia bene senza finire nella trappola per turisti, come funziona il capodanno cinese (e come si fa a vederci qualcosa, che è tutto un altro paio di maniche), e dove conviene dormire se volete svegliarvi qui in mezzo.

In breve

Chinatown sta dentro Soho, fra Shaftesbury Avenue e Leicester Square: il cuore è Gerrard Street, pedonale, più Lisle Street, Newport Place, Macclesfield Street, Rupert Street e la metà bassa di Wardour Street. Quattro gate cinesi fanno da porte; il più grande, in stile Qing, è in Wardour Street dal 2016. Metro: Leicester Square a 150 metri, Piccadilly Circus e Tottenham Court Road (Elizabeth line) attorno al mezzo chilometro. Ci sono quasi 100 ristoranti di tutto l’Estremo Oriente, non solo cinesi. Per una passeggiata basta un’ora, con pranzo due o tre. Il capodanno cinese cade il 6 febbraio 2027 e a Londra si festeggia domenica 7 febbraio, con la parata da Charing Cross Road a Shaftesbury Avenue: ingresso libero.

Dove si trova Chinatown e quali strade la compongono

Chinatown occupa un rettangolo dentro Soho, nella City of Westminster, schiacciato fra Shaftesbury Avenue a nord e Leicester Square a sud. Non è grande: si attraversa a piedi in cinque minuti buoni. Ma ha confini dichiarati, e vale la pena conoscerli, perché sono il modo di non fermarsi alla via principale.

  • Gerrard Street: la spina dorsale, pedonale, quella delle foto con le lanterne.
  • Lisle Street: parallela a Gerrard, più dimessa e per questo più interessante, con le vetrine settecentesche restaurate negli anni Ottanta.
  • Wardour Street (la metà bassa), Rupert Street e Rupert Court: il lato ovest, dove sta il gate grande.
  • Macclesfield Street, Newport Place, Newport Court e Little Newport Street: il lato est, verso Charing Cross Road.
  • Più un tratto di Shaftesbury Avenue, che è già Theatreland: qui i due mondi si toccano, e infatti le lanterne finiscono appese davanti ai cartelloni dei musical.

Le porte del quartiere sono i gate, i paifang: ce ne sono quattro e non sono tutti uguali. Tre, quelli più piccoli e visibilmente occidentalizzati, stanno su Gerrard Street e risalgono agli anni Ottanta. Il quarto è di un’altra categoria: inaugurato il 25 luglio 2016 all’imbocco di Wardour Street, è in stile Qing, l’hanno costruito artigiani cinesi e poi montato a Londra, ed è il più grande del Regno Unito. Se arrivate da Piccadilly Circus è il primo che incontrate, ed è quello da cui conviene entrare.

Info pratica: la fermata più comoda è Leicester Square (linee Piccadilly e Northern), a 150 metri dai gate. In alternativa Piccadilly Circus e Tottenham Court Road, entrambe attorno al mezzo chilometro: la seconda serve anche la Elizabeth line, che è la via più rapida se arrivate da Heathrow o da Canary Wharf. In superficie passano i bus 14, 24, 27, 29, 134, 168 e C2. In auto no, e non è un consiglio: siete dentro la congestion charge e dentro la ULEZ, e non c’è dove parcheggiare.

file di lanterne rosse tese sopra la strada a Chinatown, Londra
Le lanterne restano appese sopra la strada per tutto il periodo del capodanno

Da Limehouse a Soho: perché Chinatown è finita qui

La prima Chinatown di Londra non era qui, ed è la cosa che mi ha sorpreso di più. Stava a Limehouse, nell’East End, dall’altra parte della città: ci si erano stabiliti i marinai cinesi arrivati nel Settecento come dipendenti della Compagnia delle Indie Orientali, e la comunità mise radici nell’Ottocento, quando la Gran Bretagna prese Hong Kong. Nel 1914 a Limehouse c’erano almeno trenta attività cinesi, comprese diverse lavanderie, tutte a servizio di chi lavorava sulle navi.

A spostare tutto sono stati i bombardamenti del 1939-45: l’East End fu colpito così duramente che la comunità cominciò a migrare verso ovest. E qui arriva la coincidenza che spiega perché proprio Soho. Nel dopoguerra i soldati britannici tornavano dall’Estremo Oriente con la voglia di mangiare cinese, e a Soho gli affitti commerciali erano bassi e la vita notturna già fiorente: nel giro di pochi anni aprirono i primi ristoranti e i primi supermercati. Negli anni Sessanta l’arrivo di manodopera da Hong Kong fece il resto, e nel 1970 il Daily Telegraph dedicava un articolo a quella che chiamava «la strana comunità di Gerrard Street», dove ormai c’erano barbieri, contabili, librerie, agenzie di viaggio e perfino una camera di commercio. Il quartiere che vedete oggi, con i gate, l’arredo urbano e Gerrard Street pedonale, è stato disegnato negli anni Ottanta.

Il paradosso è che Gerrard Street è vecchia di tre secoli e mezzo, e per gran parte della sua vita non ha avuto niente a che fare con la Cina. Fu completata nel 1685, dopo il Grande incendio di Londra, sul terreno di Lord Gerrard, ed è di fatto l’atto di nascita di Soho. Un secolo dopo era il ritrovo dell’intellighenzia londinese al Turk’s Head Inn; negli anni Venti al numero 43 c’era il famigerato 43 Club di Kate Meyrick, e al numero 39 Ronnie Scott aprì nel seminterrato il suo primo jazz club. Se vi interessa il pezzo di città da cui la comunità è partita, cioè l’East End, l’ho raccontato altrove: ci ho passato una giornata intera fra i negozi vintage e la street art di Shoreditch e Brick Lane.

Cosa vedere a Chinatown camminando

Diciamolo subito, così ce lo togliamo dai piedi: a Chinatown non c’è niente da visitare. Non ci sono musei, non ci sono monumenti, non c’è un biglietto da fare. È un quartiere che si guarda camminando, e il suo valore sta tutto nella densità: in duecento metri ci stanno le lanterne, le insegne al neon in cinese, i banchi di frutta esotica, le erboristerie con i cassetti di legno, i parrucchieri, le agenzie di viaggio con le offerte per Canton scritte a pennarello e le vetrine delle rosticcerie con le anatre laccate appese in fila.

Il mio consiglio è lo stesso che do per Torino e per mezza Europa: perdetevi. Entrate dal gate di Wardour Street, fate Gerrard Street tutta, ma poi tagliate su Lisle Street, che è la parte che quasi nessuno fa, e infilatevi in Newport Court e in Rupert Court, due vicoli in cui non passa nessuno. È lì che si trova la fauna del posto, e cioè gente che vive e lavora qui, non gente che sta scattando una foto alle lanterne.

Consiglio: venite di sera, e possibilmente in un giorno infrasettimanale. Le insegne accese cambiano completamente il quartiere, la luce rossa delle lanterne fa il resto, e soprattutto i ristoranti si riempiono di famiglie cinesi invece che di turisti in fila. Chinatown è uno dei pochi angoli del West End che alle undici di sera è ancora vivo senza essere un pub: molte cucine tirano tardi apposta.

lanterne rosse davanti alle insegne dei ristoranti cinesi di Chinatown a Londra
Le insegne dei ristoranti sotto le lanterne: il quartiere è quasi tutto piano terra

Dove mangiare a Chinatown

Si mangia in quasi cento posti, e questa è insieme la bella e la brutta notizia. La bella è che c’è tutto l’Estremo Oriente e non solo la Cina: vietnamita, giapponese, coreano, malese, taiwanese. La brutta è che, come in ogni quartiere iper-frequentato, accanto ai posti seri ci sono le trappole, e dall’esterno si somigliano parecchio. La regola che uso io è banale e non sbaglia quasi mai: guardate chi c’è dentro. Se ai tavoli ci sono famiglie cinesi che parlano cinese, siete nel posto giusto; se ci sono solo turisti col menù plastificato in quattro lingue, camminate ancora un po’.

Dove mangiare a Chinatown: gli indirizzi

  • Viet Food (34-36 Wardour Street): street food vietnamita dello chef Jeff Tan, che ha lavorato in cucine stellate. È quello dove ho mangiato io, e ci sono capitata per caso.
  • Four Seasons (12 Gerrard Street): l’indirizzo dell’anatra laccata, quella appesa in vetrina. È il posto per cui la gente fa la fila, e la fila è giustificata.
  • Dumplings’ Legend (15-16 Gerrard Street): xiao long bao, i ravioli in brodo, che si mangiano con una tecnica precisa se non volete ustionarvi il palato (parlo per esperienza).
  • Golden Dragon (28-29 Gerrard Street): dim sum a pranzo, cantonese e pechinese la sera. Grande, rumoroso, con i carrelli che girano fra i tavoli.
  • Orient London (15 Wardour Street): ancora dim sum e pesce, in una sala molto più sobria delle altre.
  • Bun House (26-27 Lisle Street): i bao cantonesi al vapore, da mangiare in piedi. Quello al tuorlo d’uovo è la cosa più vicina a un dolce che troverete in un panino.
  • Chinatown Bakery (7 Newport Place): panetteria cinese con i dolci e la macchina dei taiyaki giapponesi a forma di pesce, che si guarda lavorare dalla vetrina.
  • Wong Kei (41-43 Wardour Street): storicamente noto come «il ristorante più maleducato di Londra», reputazione che si è costruito con gli anni e che oggi ha smesso di meritarsi. Ci si va anche per quello.

Il Viet Food, per la cronaca, l’avevamo scelto a caso io e la mia amica, nel panico dell’ora di pranzo del giorno del capodanno, quando davanti a ogni porta c’era una coda. Non conoscevamo niente e nessuno, siamo entrate perché era l’unica insegna con due posti liberi, e ci è andata benissimo: interni curati sul serio, zuppe, involtini vegetali, piatti di carne e di mare. Se volete allargare il discorso fuori da queste tre strade ho scritto una guida apposta su dove mangiare a Londra, e una sul tè pomeridiano fatto come si deve, che è l’esatto opposto di tutto questo.

zuppa di noodle vietnamita con germogli di soia, erbe fresche e pomodoro
La zuppa di noodle da Viet Food, in Wardour Street
interno di un ristorante di Chinatown visto attraverso una grata di legno intrecciato
Gli interni, visti da dietro una grata di legno

Il capodanno cinese a Chinatown

Il capodanno cinese 2027 cade il 6 febbraio ed è l’anno della Capra. A Londra, però, la festa non si tiene il giorno esatto: la London Chinatown Chinese Association, che la organizza dal 1978, la programma nel fine settimana più vicino, e per il 2027 la data annunciata è domenica 7 febbraio. È la celebrazione del capodanno cinese più grande al mondo fuori dall’Asia, e il programma dettagliato di solito esce solo poche settimane prima, quindi controllate sul sito degli organizzatori prima di comprare i biglietti aerei.

Non è una tradizione antica quanto sembra: le prime celebrazioni organizzate a Chinatown sono del 1985, e solo nel 2002 la festa è uscita dal quartiere per allargarsi a Leicester Square e Trafalgar Square. Oggi funziona così: la mattina parte la parata da Charing Cross Road e arriva fino a Shaftesbury Avenue, poi per tutto il giorno ci sono esibizioni sparse sulle piazze, con danze tradizionali e moderne. Non si paga niente, da nessuna parte.

il gate di Chinatown con lo striscione del capodanno cinese e la folla sotto le lanterne
Il gate con lo striscione della festa: sotto, la folla che non si muove più

Adesso la parte che nessuno vi dice. Io ci sono capitata in mezzo nel 2017, l’anno del Gallo, e la mia esperienza è stata questa: folla immensa, compressa, multiforme e multietnica, dalle dieci di mattina alle sei di sera. I draghi e i leoni danzanti, che sono la cosa per cui uno viene, ballano a scatti al ritmo dei tamburi in mezzo alla gente, e vederli è praticamente impossibile: dalla mia posizione ho colto ogni tanto un guizzo di piume colorate che saltavano verso l’alto, e basta. Il vantaggio, però, è che i mini-spettacoli si ripetono di continuo in punti diversi del quartiere, quindi con un po’ di pazienza e di gambe capita di beccarne uno in prima fila.

Attenzione: non sono draghi tutti quanti, e per anni ho sbagliato anch’io. Il drago è la figura lunga e serpentina, retta da più persone con delle aste, e ondeggia sopra le teste; il leone è tozzo, ha due sole persone dentro (una alla testa e una al posteriore) e si muove a scatti sbattendo le palpebre. Sono due danze diverse, con due significati diversi. Nella parata di Londra vedrete entrambi.

Le strade attorno vengono chiuse al traffico e presidiate: quel giorno ho visto decine di agenti della Metropolitan Police pattugliare a piedi e a cavallo, e devo ammettere che in uniforme fanno il loro effetto. Alla manifestazione partecipano anche associazioni religiose e spirituali, alcune delle quali propongono di provare le loro pratiche: la scena che mi è rimasta più impressa è quella di un signore e una signora che meditavano placidamente seduti a terra a gambe incrociate, con le scarpe posate accanto, nel bel mezzo del caos. Se la vera meditazione è sapersi estraniare dal mondo esterno, chapeau.

Consiglio: se venite apposta per il capodanno, non piazzatevi su Gerrard Street, che è la strada più stretta e la prima a tapparsi. Mettetevi lungo il percorso della parata, su Charing Cross Road o su Shaftesbury Avenue, che sono larghe, oppure puntate direttamente su Trafalgar Square, dove il palco è rialzato e si vede qualcosa anche dal fondo. E arrivate presto: alle dieci di mattina i posti buoni sono già presi.

lo striscione della London Chinatown Chinese Association per l'anno del Gallo 2017
Lo striscione ufficiale della festa: ogni anno cambia animale e cambia il tema dedicato alla Cina
agenti della Metropolitan Police tra la folla di Chinatown durante il capodanno cinese
Le strade chiuse al traffico e presidiate a piedi: è l’unico giorno in cui si cammina in mezzo alla carreggiata

Cosa fare a Chinatown oltre a mangiare

Poco, ed è giusto dirlo invece di gonfiare l’elenco. Chinatown non ha attrazioni proprie: quello che ha da offrire, oltre alla passeggiata e alla tavola, è la sua posizione. Siete a due passi da Leicester Square, dentro Theatreland, e a dieci minuti a piedi da Covent Garden e da Piccadilly Circus, quindi il quartiere funziona benissimo come tappa dentro una giornata più grande. Se invece volete che qualcuno vi spieghi cosa state mangiando, l’unica cosa davvero sensata da prenotare qui è un tour gastronomico a piedi fra Soho e Chinatown: durano circa tre ore, si assaggia in più locali e si entra in posti in cui da soli non entrereste mai, perché dall’esterno sembrano chiusi.

Cosa prenotare a Chinatown

Dove dormire vicino a Chinatown

Dormire qui vuol dire dormire nel mezzo del West End, con tutto quello che comporta: siete a piedi da qualunque teatro, dai musei e da mezza Londra turistica, ma sotto la finestra avete una delle zone più rumorose della città. Chi ha il sonno leggero se ne pentirà. Le zone si dividono più o meno così.

Dove dormire a Chinatown: in quale zona

  • Dentro Chinatown (Gerrard, Wardour, Lisle): la scelta di chi vuole svegliarsi sotto le lanterne e non prendere nessun mezzo. Rumorosa fino a tardi, ed è la zona giusta se venite per il capodanno.
  • Leicester Square e Covent Garden: a due minuti, più curata e più cara, comodissima per i teatri. È la più adatta a chi viaggia senza auto e vuole muoversi solo a piedi.
  • Soho a ovest, verso Piccadilly: stessi tempi di percorrenza, atmosfera diversa, qualche cortile interno dove il rumore non arriva. È il compromesso per chi vuole il centro ma anche dormire.

Qui sotto quattro strutture concrete, tutte a piedi dai gate. Le abbiamo scelte fra quelle sopra 8,5 di punteggio e con almeno cento recensioni, mescolando le fasce: la prima cosa da sapere, però, è che a Chinatown la fascia economica non esiste. Il più conveniente dei quattro, in due, non scende sotto i 280 euro a notte, ed è il prezzo del quartiere, non una nostra selezione di lusso.

Dove dormire a Chinatown: hotel e appartamenti

Dentro il quartiere

  • London Chinatown Apartments (€€): appartamenti al 21-22 di Gerrard Street, cioè letteralmente sopra le lanterne, fino a quattro persone. È l’indirizzo più dentro che si possa avere.
  • Leicester House Hotel (€€): hotel piccolo in Leicester Street, fra i gate e Leicester Square, camere fino a tre persone. Il più contenuto dei quattro.
  • W London (€€€): cinque stelle al 10 di Wardour Street, cioè esattamente all’angolo del gate del 2016. Grande, moderno, con il bar che è una destinazione a sé.

A due minuti, ma più tranquillo

  • Ham Yard Hotel (€€€): cinque stelle del gruppo Firmdale in un cortile chiuso fra Chinatown e Piccadilly, fino a sei persone. Si paga anche il silenzio, e in questa zona è un lusso vero.

Consiglio: se il vostro viaggio ruota attorno al capodanno cinese, sappiate che quel fine settimana costa meno di un weekend qualunque di primavera. Confrontando le stesse strutture, le notti della festa vengono via a un prezzo sensibilmente più basso di quelle di maggio: febbraio a Londra resta bassa stagione anche nel giorno in cui il quartiere è impraticabile. È l’unico caso che conosca in cui l’evento non fa salire le tariffe.

Ultima cosa pratica, che vale per tutto il viaggio e non solo per queste tre strade: dalla Brexit il Regno Unito è fuori dal roaming europeo, quindi il vostro piano dati italiano qui non vale più niente. Se non volete ritrovarvi senza mappe mentre cercate un vicolo largo due metri, una eSIM per il Regno Unito costa meno di quello che vi addebita l’operatore per una settimana.

Info essenziali

  • Dove: Soho, City of Westminster, fra Shaftesbury Avenue e Leicester Square.
  • Come arrivare: metro Leicester Square (Piccadilly, Northern) a 150 m; Piccadilly Circus e Tottenham Court Road (anche Elizabeth line) attorno al mezzo chilometro; bus 14, 24, 27, 29, 134, 168, C2.
  • Quando andare: tutto l’anno, meglio di sera. Per il capodanno cinese, domenica 7 febbraio 2027.
  • Quanto tempo serve: un’ora per la passeggiata, due o tre con il pranzo, mezza giornata piena il giorno della festa.
  • Costo: girare non costa niente e la festa è gratuita. Un pasto va dalle 15 sterline di una ciotola di noodle in su.

Domande frequenti su Chinatown a Londra

Dove si trova Chinatown a Londra?

Chinatown si trova dentro Soho, nella City of Westminster, fra Shaftesbury Avenue e Leicester Square. La via principale è Gerrard Street, pedonale, e il quartiere comprende anche Lisle Street, Macclesfield Street, Newport Place, Newport Court, Little Newport Street, Rupert Street e la metà bassa di Wardour Street.

Qual è la metro più vicina a Chinatown?

Leicester Square, sulle linee Piccadilly e Northern, a circa 150 metri dai gate. In alternativa Piccadilly Circus e Tottenham Court Road, quest’ultima servita anche dalla Elizabeth line, entrambe attorno al mezzo chilometro.

Quando è il capodanno cinese a Londra nel 2027?

Il capodanno cinese 2027 cade il 6 febbraio, anno della Capra, ma a Londra le celebrazioni si tengono domenica 7 febbraio 2027. Le organizza la London Chinatown Chinese Association e il programma dettagliato esce di solito poche settimane prima.

Il capodanno cinese a Londra è gratuito?

Sì. La parata, le esibizioni a Trafalgar Square e a Leicester Square e tutte le celebrazioni in strada sono a ingresso libero e non si prenotano. Non esiste nessun biglietto ufficiale per assistervi.

Quanto tempo serve per visitare Chinatown?

Per la passeggiata basta un’ora: il quartiere si attraversa a piedi in cinque minuti. Con il pranzo o la cena servono due o tre ore, mentre il giorno del capodanno cinese conviene mettere in conto mezza giornata piena.

Dove si mangia bene a Chinatown senza sbagliare?

Il criterio più affidabile è guardare la clientela: se ai tavoli ci sono famiglie cinesi il posto è buono. Fra gli indirizzi storici ci sono Four Seasons in Gerrard Street per l’anatra laccata, Dumplings’ Legend per i ravioli in brodo, Bun House in Lisle Street per i bao e Viet Food in Wardour Street per il vietnamita.

Perché la Chinatown di Londra è a Soho e non nell’East End?

Perché la prima Chinatown londinese era davvero nell’East End, a Limehouse, dove i marinai cinesi si stabilirono nel Settecento. I bombardamenti della Seconda guerra mondiale distrussero quella zona e la comunità si spostò verso Soho, dove negli anni Cinquanta gli affitti erano bassi e i soldati tornati dall’Estremo Oriente avevano creato una clientela per i ristoranti cinesi.

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