Dove mangiare a Bologna: osterie, trattorie e quanto si spende

Aggiornato il 12 Ottobre 2026

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Dove mangiare a Bologna

A Bologna sono stato decine di volte, e da giovane ci ho passato così tanto tempo che certe strade le farei a occhi chiusi. Ci torno perché ci abitano amici a cui voglio bene, e perché i bolognesi sono la cosa più bella della città, più delle torri. Il mio momento preferito è la mattina presto sotto i portici, quando i locali della zona universitaria tirano su le serrande e rassettano per la sera: la città che ha fatto le ore piccole si rimette in ordine, e intanto dalle botteghe del Quadrilatero esce l’odore della mortadella appena tagliata. È una città viva, piena di musica e di eventi, e per chi ama il cibo è difficile trovarne una migliore in Italia. Il problema è che lo sanno tutti, e sotto i portici del centro oggi convivono le trattorie dei bolognesi e i locali costruiti per chi passa una volta sola.

Questa guida serve a distinguere le une dagli altri con i fatti, non con i «fidatevi». Abbiamo controllato una per una le trattorie e le osterie che le guide citano di più, sul loro sito o sui loro profili ufficiali: se sono aperte, che giorno chiudono, come si prenota. Poi abbiamo fatto la cosa che nessuno fa, cioè leggere i menu pubblicati dai locali per sapere quanto costa davvero un piatto di tortellini in brodo. In più ci sono i mercati dove si cena fino a mezzanotte, l’osteria dove il cibo lo portate voi, i locali fuori dal centro e quello che dice oggi la Guida Michelin, che non è quello che si legge in giro. Se state ancora organizzando il resto del viaggio, tutto quello che c’è da vedere fra un pasto e l’altro lo trovate nella nostra guida alla città.

In breve

  • Le trattorie storiche del centro: Da Me in via San Felice, Da Cesari in via de’ Carbonesi, Vicolo Colombina dietro Piazza Maggiore, Dal Biassanot in via Piella, Da Bertino in via delle Lame, la Trattoria del Rosso in via Righi.
  • Le osterie: l’Osteria dell’Orsa in zona universitaria, aperta tutto il giorno, senza prenotazioni e senza coperto; l’Osteria del Sole nel Quadrilatero, dove si beve vino e il cibo lo portate da fuori.
  • Quanto costa: sui menu pubblicati dalle trattorie un piatto di tortellini in brodo va da 14 a 20 euro, con una mediana di 17,50; le tagliatelle al ragù da 13 a 18. Il coperto, dove è scritto, va da 2,90 a 5 euro.
  • Per spendere poco: il Mercato delle Erbe, dove la sera si cena fino a mezzanotte, il panino con la mortadella da 4 euro, la pasta fresca al banco dietro le Due Torri.
  • Fuori dal centro: la Trattoria di Via Serra in Bolognina, la Gigina a Corticella, Bertozzi in via Andrea Costa, Da Vito in Cirenaica, l’osteria Dal Nonno sulla collina di San Luca.
  • Michelin: nel comune c’è un solo ristorante stellato, I Portici, e quattro Bib Gourmand. La Stella Verde non esiste più.

Indice dell’Articolo

Osteria, trattoria e bottega: come si mangia a Bologna

A Bologna le parole sulle insegne contano, ma non come vi aspettate. In origine l’osteria era il posto dove si andava a bere vino, e da mangiare si portava qualcosa da casa o si comprava al banco; la trattoria era il posto dove si sedeva a tavola e si mangiava la cucina di casa, con la pasta tirata a mano. Oggi le due parole si sono mescolate: ci sono osterie dove si mangia benissimo e trattorie che hanno l’aria del ristorante elegante. Il caso più chiaro è proprio uno dei locali più famosi della città: quella che quasi tutti chiamano «Osteria Amedeo», in via Saragozza, sul suo sito si chiama Trattoria Amedeo e si definisce «un’autentica osteria bolognese». Tutte e due le cose insieme.

Esiste però ancora un’osteria nel senso antico, e vale la visita da sola: l’Osteria del Sole, in vicolo dei Ranocchi, nel Quadrilatero. Fuori non c’è un’insegna, solo la scritta «Vino». Dentro si serve solo vino e birra, niente bevande analcoliche, e il cibo lo portate voi: il locale lo scrive così, «noi mettiamo il vino, voi il cibo». È aperta dal lunedì al sabato dalle 11 alle 21:30 e la domenica dalle 12 alle 16, e nel regolamento appeso sul sito ci sono le regole della casa: la consumazione è obbligatoria, gli alcolici devono essere comprati lì, il tavolo si può prenotare con una consumazione minima di 10 euro a persona, e non è gradito cantare o suonare. Il locale si presenta con la data del 1465, che è l’anno dei primi documenti trovati negli archivi.

Il consiglio: all’Osteria del Sole il pranzo si costruisce prima di entrare. Le salumerie e i banchi del Quadrilatero sono a due minuti a piedi: comprate mortadella, crescentine e formaggio, poi sedetevi con un bicchiere di vino. È il modo più bolognese che esista di mangiare spendendo poco.

Due cose pratiche valgono per quasi tutti i locali che abbiamo controllato. Il coperto c’è quasi sempre, e dove è scritto nel menu va da 2,90 a 5 euro; l’Osteria dell’Orsa è l’eccezione e lo dichiara apertamente. E la cucina chiude presto: a pranzo fra le 14:15 e le 14:30, la sera fra le 21:45 e le 22:30. Arrivare alle 14:20 in una trattoria bolognese vuol dire, di solito, sentirsi dire di no con molta gentilezza.

Cosa ordinare: i piatti da non perdere

La regola numero uno la sapete già: a Bologna gli spaghetti alla bolognese non esistono, e il ragù va sulle tagliatelle, fatte con l’uovo e tirate a mano. Poi ci sono i tortellini, che la tradizione vuole in brodo di carne, e i tortelloni, più grandi e ripieni di ricotta. Le lasagne verdi sono un piatto della domenica, e c’è chi lo rispetta alla lettera: la Trattoria Da Me le serve solo quel giorno, «come da tradizione», lo scrive nel menu. Fra i primi meno noti fuori città, la gramigna alla salsiccia, una pasta corta e arricciata che si trova nelle trattorie di quartiere.

Dove mangiare a Bologna tortelloni
Dove mangiare a Bologna tortelloni

Fra i secondi c’è la cotoletta alla bolognese, impanata, ricoperta di prosciutto e parmigiano e cotta nel brodo, e il bollito misto, che in alcune trattorie arriva ancora al tavolo sul carrello. Fuori dai pasti si mangia la crescentina, la pasta fritta che qui si accompagna a salumi e formaggi, e la mortadella, che a Bologna si taglia spessa o a dadini. Per chiudere, la zuppa inglese, che di inglese ha solo il nome, e la torta di riso. Il prezzo di tutto questo, menu alla mano, lo trovate più avanti.

Le trattorie storiche del centro

Queste sono le trattorie dentro i viali che le guide citano di più. Per ciascuna abbiamo cercato il sito o i profili ufficiali: dove c’erano, abbiamo letto orari, giorni di chiusura e menu; dove non c’erano, lo diciamo, perché è un’informazione utile anche quella. Un locale senza sito non è un locale peggiore, è un locale dove si telefona.

Trattoria Da Me

In via San Felice 50, sul lato ovest del centro, è una trattoria di famiglia aperta nel 1937 e oggi guidata da Elisa, la nipote del fondatore. Le sfogline tirano la pasta a mano tutti i giorni, il menu cambia con le stagioni e le lasagne si fanno solo la domenica. Nel 2018 ha vinto la puntata di «4 Ristoranti» dedicata alla migliore osteria di Bologna. È chiusa il lunedì, e si prenota sul sito, cosa rara fra le trattorie storiche della città. Ha anche una seconda sede in una torre medievale, in Corte de’ Galluzzi, a pochi passi da Piazza Maggiore.

Da Cesari

In via de’ Carbonesi 8, a due passi da Piazza Maggiore verso Saragozza, era un’osteria con rivendita di vino già all’inizio del Novecento ed è della famiglia Cesari dal 1955. Cucina bolognese classica, con una carta dei vini curata dalla famiglia e un piatto che dice molto di come si ragiona qui: le polpette fatte con il ripieno dei tortellini. Apre dal lunedì al sabato a pranzo e a cena, chiude la domenica, e la prenotazione per telefono è gradita.

Vicolo Colombina

Nell’omonimo vicolo, al civico 5/B, dietro Piazza Maggiore verso il Quadrilatero. Si presenta come «una casa emiliana in centro a Bologna», e ha due vantaggi pratici rari: è aperta tutti i giorni, a pranzo e a cena, e pubblica il menu con i prezzi. Fra i piatti della casa, oltre ai classici, una lasagna bianca al ragù di cortile, che non è la lasagna verde della tradizione, e un dolce che chiamano «latte in piedi». Si prenota dal sito.

Dal Biassanot

In via Piella 16/a, la via della finestrella sul canale. Il nome in dialetto vuol dire «tiratardi», e la cucina gioca in casa: fra i piatti segnalati c’è un tris con tortellini, lasagne e tagliatelle per chi non riesce a scegliere. Apre dal lunedì al sabato e chiude la domenica; si prenota per telefono, per email o dal sito. È uno dei pochi siti di trattoria che compaiono nella prima pagina di Google quando si cerca dove mangiare a Bologna.

Da Bertino

In via delle Lame 55, ancora dentro i viali, verso Porta Lame. Aperto nel 1957 da Alberto Roda, detto Bertino, oggi lo portano avanti i figli. È la trattoria del carrello dei bolliti e degli arrosti, cioè di un modo di servire che si vede sempre meno. Gli orari sono da segnare: chiuso la domenica, e il lunedì e il giovedì solo a pranzo. La prenotazione è gradita.

Trattoria del Rosso, Serghei, Anna Maria e Collegio di Spagna

Quattro nomi che tornano in quasi tutte le guide, e che hanno in comune una cosa: nessuno dei quattro ha un sito ufficiale che funzioni. La Trattoria del Rosso, in via Augusto Righi 30, si presenta sul suo profilo Instagram come «una delle trattorie storiche di Bologna dal 1860». Serghei, in via Piella 12/A, è una trattoria bolognese dal 1967. La Trattoria Anna Maria è in zona universitaria, in via Belle Arti, e la Trattoria Collegio di Spagna nella via omonima, verso Saragozza, con la sua «cucina casalinga». Per tutte e quattro gli orari che si leggono in giro non vengono dai locali e spesso si contraddicono: telefonate prima di andare.

Le trattorie del centro in breve

  • Trattoria Da Me, via San Felice 50A: dal 1937, chiusa il lunedì, prenotazione online.
  • Da Cesari, via de’ Carbonesi 8: dal 1955, chiusa la domenica.
  • Vicolo Colombina, vicolo Colombina 5/B: aperta tutti i giorni.
  • Dal Biassanot, via Piella 16/a: chiusa la domenica.
  • Da Bertino, via delle Lame 55: carrello dei bolliti, chiuso la domenica, lunedì e giovedì solo a pranzo.
  • Trattoria del Rosso, via Augusto Righi 30, e Serghei, via Piella 12/A: senza sito, si telefona.

Le osterie storiche, dalla zona universitaria a Saragozza

Osteria dell’Orsa

In via Mentana 1, in piena zona universitaria, è nata nel 1979 e negli anni ha ospitato concerti punk e poi jazz. Oggi è l’osteria degli studenti e di chi vuole mangiare la cucina bolognese a un prezzo popolare, ed è famosa per la cotoletta. Ha tre caratteristiche che la rendono diversa da tutte le altre di questa guida: è aperta tutti i giorni con orario continuato, dalle 12:30 alle 23; non accetta prenotazioni, e lo scrive; e non fa pagare il coperto. I primi cambiano ogni giorno e per questo nel menu non hanno un prezzo fisso. Chiude solo fra Natale e Capodanno.

Trattoria Amedeo

In via Saragozza 88, a due passi da Porta Saragozza, è l’osteria delle feste di laurea degli studenti di Ingegneria, che sta proprio lì vicino. Accanto ai piatti bolognesi fa le tagliatelle al cinghiale e ogni giorno anche il pesce. Apre dal lunedì al sabato a pranzo e a cena, chiude la domenica, e si prenota per telefono.

All’Osteria Bottega, Broccaindosso e la Drogheria della Rosa

All’Osteria Bottega, in via Santa Caterina, sul lato di Saragozza, è l’osteria dei salumi e dei tortellini in brodo di cappone, ed è fra i locali segnalati dalla Guida Michelin; un sito ufficiale non l’abbiamo trovato, e secondo la Michelin chiude la domenica e il lunedì. L’Osteria Broccaindosso, nella via omonima vicino a Strada Maggiore, è piccola, con pochi tavoli e il menu del giorno, e anche lei non ha un sito: si telefona. La Drogheria della Rosa, in via Cartoleria 10, zona Santo Stefano, è un’antica bottega sotto i portici medievali trasformata in ristorante nel 1994, con la pasta fatta in casa; secondo la pagina orari del locale chiude il lunedì e la domenica fa solo il pranzo.

Il Quadrilatero e i mercati, anche la sera

Il Quadrilatero è il reticolo di vie strette alle spalle di Piazza Maggiore che ricalca il mercato medievale: via Drapperie, via Pescherie Vecchie, via Clavature, via Caprarie. È il posto dove Bologna fa la spesa da secoli, e dove oggi molte botteghe hanno messo tavolini e banconi. Le due più note hanno ciascuna un posto dove sedersi, e conviene saperlo perché molti pensano che si mangi solo in piedi.

  • Antica Salsamenteria Tamburini, in via Caprarie 1: il negozio di salumi e pasta fresca apre tutti i giorni, e accanto c’è il wine bar con tre sale e il dehor, aperto a pranzo e la sera fino alle 22:30, il venerdì e il sabato fino alle 23, la domenica solo fino alle 16:30.
  • Salumeria Simoni, in via Drapperie 5/2a, è la salumeria storica; per sedersi c’è il Laboratorio Simoni, in via Pescherie Vecchie 3/b, che è il loro ristorante con cucina.
  • Il Mercato di Mezzo, in via Clavature, è il vecchio mercato coperto trasformato in uno spazio dove si compra e si mangia sul posto. Non ha un sito ufficiale, e orari ufficiali non ne abbiamo trovati: è il posto più turistico del Quadrilatero, comodo per uno spuntino.

Il mercato che vale davvero la deviazione però è un altro, e sta poco più a ovest: il Mercato delle Erbe, in via Ugo Bassi. È il mercato coperto dove fanno la spesa i bolognesi, con i banchi di frutta, carne, pesce e formaggi aperti dal lunedì al sabato dalle 7 alle 19:30. La cosa che quasi nessuna guida dice è che dentro il mercato ci sono anche le cucine, e che la sera si cena fino a mezzanotte: secondo il Consorzio che lo gestisce, i punti ristoro aprono a pranzo dalle 12 alle 15:30 e la sera dalle 18 alle 24, la domenica fino alle 23. Si mangia al coperto, sotto la tettoia del mercato, il che d’inverno è un argomento in più.

Attenzione: La Piazzola, il grande mercato del venerdì e del sabato in Piazza VIII Agosto, non è un mercato alimentare. Il Comune lo classifica come mercato non alimentare: abbigliamento, scarpe, oggetti per la casa. Se cercate cibo, lì non c’è; il mercato contadino in quella piazza è un altro, e si tiene il lunedì pomeriggio.

Street food e mortadella

A Bologna lo street food ha due protagonisti: la mortadella, dentro un panino, e la crescentina, la pasta fritta. Negli ultimi anni sono nati locali specializzati, alcuni da asporto puro, e almeno uno pubblica i prezzi.

  • Mò Mortadella Lab, in via de’ Monari 1/c, vicino a via Indipendenza: rosette ripiene di mortadella, da asporto. Il listino è pubblicato e parte da 4 euro per la rosetta con la sola mortadella, fino a 8 per quelle farcite. Chiuso il lunedì; ha altre due sedi, in via Volturno e in via San Vitale.
  • Bottega Portici, in Piazza di Porta Ravegnana 2, cioè ai piedi delle Due Torri: pasta fresca servita in modo veloce, si ordina alle casse automatiche e ci si siede nelle sale ai piani o in terrazza. Tagliatelle alla bolognese 9 euro, tortellini in brodo 10,50 quando sono in stagione, crescentine e mortadella 3,90. Aperto tutti i giorni dalle 8.
  • Indegno La Crescentina, in via del Pratello, fa crescentine fritte farcite, e Pigro, in via de’ Pignattari, accanto a San Petronio, panini con la mortadella con pochissimi posti a sedere. Nessuno dei due ha un sito ufficiale, quindi orari e prezzi non li possiamo darvi.

Se volete farvi raccontare la mortadella e la pasta da qualcuno che le conosce, i tour gastronomici partono quasi tutti dal Quadrilatero: c’è il giro di due ore fra mortadella, lasagne e vino, e c’è il tour dello street food nel centro storico, sempre di due ore.

Dove mangiano i bolognesi, lontano dai portici di Piazza Maggiore

La regola che vi daranno tutti è di non mangiare sotto i portici di Piazza Maggiore e spostarvi di due strade. È giusta, ma da sola serve a poco, perché i locali per turisti non stanno solo lì. Più utile è sapere riconoscerli, e per farlo bastano tre segnali. Il primo è il menu: se ci trovate gli spaghetti alla bolognese, è un menu scritto per chi non è di qui, perché a Bologna quel piatto non esiste. Il secondo è il menu in sei lingue con le fotografie dei piatti, appeso fuori con qualcuno che vi invita a entrare. Il terzo sono gli orari: una cucina che vi serve le tagliatelle alle quattro del pomeriggio sta lavorando per i turisti, perché le trattorie dei bolognesi, a quell’ora, sono chiuse.

Al contrario, i segnali buoni sono quelli che abbiamo trovato nei locali di questa guida: un menu corto che cambia con le stagioni, i primi che variano ogni giorno, le lasagne solo la domenica, la prenotazione per telefono. E le zone: oltre al Quadrilatero, i bolognesi mangiano in zona universitaria, fra via Belle Arti e via Mentana, in via del Pratello e verso Saragozza, sul lato ovest del centro, e fuori dai viali, in Bolognina e in Cirenaica, che sono i quartieri di cui parliamo più avanti.

Quanto costa mangiare a Bologna: i prezzi sui menu

I prezzi che si leggono nelle guide sono quasi sempre stime, del tipo «primi fra 10 e 15 euro», e le guide si contraddicono fra loro: lo stesso locale per una è economico e per un’altra sta fra 30 e 60 euro a persona. Per questa pagina abbiamo fatto una cosa diversa: abbiamo preso i menu pubblicati dai locali stessi, sul loro sito, e abbiamo scritto i prezzi dei tre piatti che si ordinano di più. Non è un listino ufficiale della città, è un censimento: sette locali che il menu lo pubblicano, letti tutti nello stesso giorno.

LocaleTortellini in brodoTagliatelle al ragùCoperto
Bottega Portici, pasta veloce alle Due Torri10,50 €9,00 €non indicato
Da Bertino, via delle Lame14,00 €13,00 €2,90 € con pane e servizio
Sartoria Gastronomica, Piazza Aldrovandi15,00 €15,00 €non indicato
Trattoria Da Me, via San Felice17,00 €17,00 €non indicato
Vicolo Colombina, centro18,00 €16,00 €3,00 €
Trattoria Bertozzi, via Andrea Costa18,00 €15,00 €3,00 €
Al Cambio, via Stalingrado20,00 € in doppio brodo18,00 €5,00 € con il pane
Prezzi letti sui menu pubblicati dai locali l’11 ottobre 2026. Il menu di Da Bertino porta la data dell’11 novembre 2024: i prezzi possono essere cambiati. L’Osteria dell’Orsa non fa pagare il coperto, e i suoi primi cambiano ogni giorno senza un prezzo fisso.

Il conto, fatto sui sei locali seduti con il servizio al tavolo, dice che un piatto di tortellini in brodo costa fra 14 e 20 euro, con una mediana di 17,50, e un piatto di tagliatelle al ragù fra 13 e 18, con una mediana di 15,50. Il coperto, dove è scritto, va da 2,90 a 5 euro. Aggiungendo un secondo, che nei menu letti costa fra 20 e 23 euro per la cotoletta o il carrello dei bolliti, primo, secondo e coperto superano i 40 euro a testa prima del vino. Bottega Portici sta a parte, ed è giusto così: è un servizio veloce, con le casse automatiche, e infatti costa quasi la metà.

Il vino della casa, che a Bologna è spesso un Sangiovese o un Pignoletto dei colli, sui menu che abbiamo letto compare una volta sola: da Bertozzi mezzo litro costa 9 euro e un calice 5. La maggior parte dei locali non lo scrive, e allora conviene chiederlo prima di ordinarlo.

Il consiglio: se il locale non pubblica il menu, chiedete il prezzo dei primi al telefono quando prenotate. Nella nostra tabella fra il locale più caro e quello meno caro ci sono sei euro su un piatto di tortellini: per due persone, primo e coperto, la differenza fra due trattorie a cinquecento metri l’una dall’altra può arrivare a venti euro.

Dove mangiare a Bologna spendendo poco

Spendere poco a Bologna si può, ma bisogna cambiare formula: le trattorie con il servizio al tavolo, come abbiamo visto, non sono economiche. Le strade che funzionano sono queste.

  • Il panino con la mortadella: da Mò Mortadella Lab si parte da 4 euro, ed è un pranzo vero.
  • La pasta veloce: da Bottega Portici le tagliatelle costano 9 euro e la crescentina con la mortadella 3,90, ai piedi delle Due Torri.
  • Il menu pranzo: la Sartoria Gastronomica, in Piazza Aldrovandi, dal lunedì al venerdì fa un piatto a 13 o 16 euro con acqua, un calice di vino e il caffè compresi.
  • L’Osteria dell’Orsa: niente coperto, orario continuato e prezzi da studenti. Non si prenota, quindi a pranzo arrivate presto.
  • Il pranzo al sacco all’Osteria del Sole: comprate il cibo nel Quadrilatero e pagate solo il vino.
  • Fuori dal centro: le trattorie di quartiere, come Le Golosità di Nonna Aurora in via Fioravanti, dietro la stazione, sono la scelta delle guide per chi vuole la cucina di casa a prezzi più bassi. Non pubblicano il menu: telefonate.

Fuori dal centro: Bolognina, Cirenaica e i colli

Uscire dai viali per mangiare è una cosa che a Bologna fanno in tanti, e che i visitatori quasi mai. Eppure due dei quattro locali della città premiati con il Bib Gourmand della Michelin stanno fuori dal centro storico, e la collina, d’estate, è il posto dove i bolognesi vanno a cena all’aperto. Per ciascun locale abbiamo verificato il quartiere sui dati del Comune.

Trattoria di Via Serra, in Bolognina

In via Luigi Serra 9/b, nel quartiere Bolognina, oltre la stazione. La aprono Flavio e Tommaso dopo dieci anni in un’osteria dell’Appennino, e si sente: i fornitori sono della montagna bolognese e modenese, dai formaggi di Vacca Bianca Modenese alle patate di Castel d’Aiano. Ha circa trentacinque posti in tre sale ed è uno dei quattro Bib Gourmand della città. Orari da segnare: chiusa la domenica e il lunedì, il martedì solo a pranzo. E una cosa che dice tutto: non è su nessuna piattaforma di prenotazione online, si prenota solo per telefono.

Antica Trattoria della Gigina, a Corticella

In via Stendhal 1, nel quartiere Navile, zona Corticella. Molte guide la mettono in Bolognina, ma è più a nord. L’ha fondata nel 1956 Aldina Fava, detta Gigina, ed è la trattoria della gramigna e della torta di riso, con una carta dei vini da oltre trecento etichette. Chiude il lunedì, salvo nelle settimane di fiera, e si prenota solo per telefono: il sito dice testualmente che le prenotazioni per email non si accettano.

Trattoria Bertozzi, fuori Porta Saragozza

In via Andrea Costa 84, oltre i viali dal lato di Saragozza, è aperta dal 2007 ed è la trattoria della gramigna «Bertozzi». Pubblica il menu con i prezzi, e infatti è nella nostra tabella: tortellini in brodo di manzo e cappone a 18 euro, tagliatelle al ragù a 15, cotoletta alla bolognese a 22. Gli orari sono particolari: dal martedì al giovedì solo a cena, il lunedì, il venerdì e il sabato a pranzo e a cena, la domenica chiuso.

Trattoria Da Vito, in Cirenaica

In via Mario Musolesi 9, nel quartiere della Cirenaica, appena fuori Porta San Vitale. La stampa locale la racconta come l’osteria di fuori porta dove passavano le serate Guccini e Dalla, e in cucina ci sono crescentine, gramigna e stinco. Non ha un sito ufficiale e le guide si contraddicono sugli orari, quindi la telefonata qui non è un consiglio, è obbligatoria.

Osteria Dal Nonno, sulla collina

In via di Casaglia 62, sulla collina di San Luca, è la classica osteria di collina dove si va per la «merenda» con crescentine, tigelle e salumi, e d’estate si mangia nel grande giardino. Le guide la danno aperta dal 1901 e gestita dalla stessa famiglia. Non ha un sito ufficiale: orari e prenotazione si chiedono al telefono, e conviene farlo soprattutto nei fine settimana di bel tempo.

Se il giro fuori porta vi piace, la collina bolognese è anche il posto dove si sale a piedi lungo il portico di San Luca, e da Bologna parte a piedi la Via degli Dei, il cammino che arriva a Firenze. Per chi si sposta in auto verso ovest, invece, l’aceto balsamico tradizionale merita la deviazione: abbiamo raccontato dove si va a vedere come nasce, nelle acetaie del modenese.

Ristoranti stellati e alta cucina a Bologna

Qui c’è da fare un po’ di pulizia, perché in giro si leggono cose che non sono più vere. Nella Guida Michelin 2026, quella in vigore oggi, il Comune di Bologna ha un solo ristorante con la stella: I Portici, in via dell’Indipendenza 69. Nessun due stelle, nessun tre stelle. Le altre stelle che si associano a Bologna stanno in provincia: San Domenico a Imola ha due stelle, Iacobucci a Castel Maggiore, dentro Villa Zarri, e Casa Mazzucchelli a Sasso Marconi ne hanno una ciascuno.

Più interessanti, per chi cerca la cucina bolognese fatta bene a un prezzo giusto, sono i Bib Gourmand, il riconoscimento della Michelin per il rapporto fra qualità e prezzo. In città sono quattro: Ahimè, in via San Gervasio vicino al Mercato delle Erbe, un ristorante dove il protagonista del piatto è la verdura del territorio, anche se la carne in carta c’è; l’Osteria Bartolini, in Piazza Malpighi; la Trattoria di Via Serra in Bolognina; e Al Cambio, in via Stalingrado, fuori dalle mura, dove in cucina c’è Matteo Poggi e la lasagna ha sette strati. Altri tredici locali sono «selezionati» dalla guida senza un riconoscimento, fra cui la Trattoria Da Me e All’Osteria Bottega.

Attenzione: la Stella Verde, quella della Michelin per la sostenibilità, non esiste più. La guida l’ha abolita nel 2026 e l’ha sostituita con un programma che premia le persone e non i ristoranti; sulle pagine dei locali bolognesi non ce n’è più traccia. Se leggete che un ristorante di Bologna «ha la Stella Verde», la notizia è vecchia. E la prossima edizione della guida, la 2027, è attesa per il 12 novembre 2026: stelle e Bib Gourmand possono cambiare.

4 Ristoranti a Bologna: chi ha vinto

Fra le domande che la gente fa a Google su dove mangiare a Bologna, una delle più ricorrenti non riguarda un piatto: riguarda la televisione. Il programma di Alessandro Borghese ha dedicato a Bologna e dintorni due puntate, e una terza volta un locale bolognese ha gareggiato in una puntata nazionale.

PuntataMessa in ondaChi ha vinto
La migliore osteria di Bolognagennaio 2018Trattoria Da Me, via San Felice
Il miglior ristorante per una fuga sui Colli Bolognesidicembre 2022Agriturismo Ca’ Lunati, in Valsamoggia
Il miglior ristorante con laboratorio di pasta fresca d’Italiamaggio 2025un’osteria di Cerignola; il bolognese Da Cesarina è arrivato secondo
Fonti: Resto del Carlino del 31 gennaio 2018 per la puntata sulle osterie; Sky TG24 per le puntate del 2022 e del 2025.

Tutti e due i vincitori sono ancora in attività, con il sito aggiornato. Un’altra domanda che torna spesso è dove sia il ristorante di Bruno Barbieri a Bologna: oggi a Bologna non ce n’è uno. Il locale nato nel 2016 in via Murri si è trasferito a Milano, e sul suo sito Barbieri non compare più.

Orari, prenotazione e giorni di chiusura

Il giorno di chiusura è la cosa che rovina più cene a Bologna, perché non c’è una regola: alcune trattorie chiudono la domenica, altre il lunedì, altre ancora fanno solo il pranzo certi giorni. Ecco quello che dicono i siti dei locali che li pubblicano.

LocaleGiorno di chiusuraCome si prenota
Osteria dell’Orsaaperta tutti i giorni, 12:30-23non si prenota
Vicolo Colombinaaperta tutti i giornidal sito o per telefono
Trattoria Da Melunedìdal sito o per telefono
Da Cesaridomenicaper telefono
Dal Biassanotdomenicatelefono, email o sito
Trattoria Amedeodomenicaper telefono
Da Bertinodomenica; lunedì e giovedì solo pranzoper telefono
Trattoria di Via Serradomenica e lunedì; martedì solo pranzosolo per telefono
Antica Trattoria della Giginalunedì, salvo fieresolo per telefono
Trattoria Bertozzidomenica; da martedì a giovedì solo cenaper telefono
Al Cambiodomenica; sabato solo cenadal sito o per telefono
Osteria del Solenessuno; la domenica solo dalle 12 alle 16tavolo con consumazione minima di 10 € a testa
Orari letti sui siti ufficiali dei locali l’11 ottobre 2026. Per i locali senza sito, come la Trattoria del Rosso, Serghei, Da Vito e Dal Nonno, non ci sono orari ufficiali: telefonate.

Sugli orari dei pasti, la regola che esce da questi siti è chiara: il pranzo si serve fra le 12 e le 14:30, la cena fra le 19:30 e le 22:30, con qualche cucina che chiude già alle 21:45. Nel fine settimana, nelle trattorie più note, senza prenotazione si rischia di non trovare posto, e nelle settimane delle grandi fiere vale anche nei giorni feriali.

Info essenziali

  • Orari: pranzo dalle 12 alle 14:30, cena dalle 19:30 alle 22:30. Il Mercato delle Erbe serve la sera fino a mezzanotte.
  • Chiusure: la domenica o il lunedì, a seconda del locale. Aperte tutti i giorni l’Osteria dell’Orsa e Vicolo Colombina.
  • Prezzi: tortellini in brodo fra 14 e 20 euro nelle trattorie, tagliatelle al ragù fra 13 e 18, coperto fra 2,90 e 5 euro.
  • Prenotazione: consigliata nel fine settimana; all’Orsa non si prenota, in via Serra e alla Gigina solo per telefono.
  • Michelin: una stella in città, I Portici; quattro Bib Gourmand. La guida 2027 esce il 12 novembre 2026.

Vegetariani e intolleranze

Diciamolo senza girarci intorno: la cucina bolognese è di carne. Il ragù è di carne, il brodo dei tortellini è di carne, e il ripieno dei tortellini anche. Il primo che di solito si salva sono i tortelloni di ricotta, conditi con burro e salvia o con il pomodoro, insieme alle crescentine con i formaggi. Se cercate un posto dove la verdura sia il centro del piatto, il nome da fare è Ahimè, il Bib Gourmand vicino al Mercato delle Erbe, che dichiara di non voler essere vincolato a pasta e carne come portata principale. Per celiachia e intolleranze dichiaratelo quando prenotate, perché la pasta fresca all’uovo è la base di quasi tutto.

Food tour e corsi di pasta

Se al ristorante preferite il giro con qualcuno che vi spieghi cosa state mangiando, a Bologna l’offerta è ampia, e si divide in due: i tour a piedi fra le botteghe del centro e i corsi in cui la pasta la tirate voi. Il tour gastronomico a piedi con un esperto del posto dura tre ore e parte dal Quadrilatero; per imparare a fare le tagliatelle c’è la lezione di cucina con tagliatelle al ragù e vino, oppure la lezione di pasta a casa di un bolognese, che è la versione più domestica.

Le esperienze di cibo da prenotare

Dove dormire per mangiare bene a Bologna

Se il viaggio è soprattutto a tavola, le zone giuste sono quelle dove le trattorie le avete sotto casa: il Quadrilatero e Piazza Maggiore, la zona universitaria, via del Pratello e Saragozza. Da lì si torna a piedi anche dopo la seconda bottiglia. Abbiamo scritto in quale zona dormire e quanto costa nelle settimane di fiera, con i prezzi misurati zona per zona; qui sotto quattro strutture scelte fra quelle con il voto più alto e molte recensioni, una per fascia di prezzo.

Dove dormire a Bologna: hotel e b&b vicino alle trattorie

  • Almarossa (€): in via Irnerio, sul bordo della zona universitaria, la zona dell’Osteria dell’Orsa.
  • Residenza Rialto (€€): in via Rialto, zona Santo Stefano, la stessa della Drogheria della Rosa.
  • Zanhotel Regina (€€): in via Indipendenza, a metà strada fra la stazione e Piazza Maggiore.
  • La Corte del Pratello (€€€): proprio in via del Pratello, la via delle osterie sul lato ovest del centro.

E se dopo tanta tavola vi serve una scusa per camminare, il resto della regione si gira in treno: le altre città della via Emilia, da Parma a Rimini, partono tutte dalla stazione centrale, e ognuna ha il suo piatto da difendere.

Domande frequenti su dove mangiare a Bologna

Dove si mangia bene a Bologna in centro?

Nelle trattorie storiche dentro i viali: Trattoria Da Me in via San Felice, Da Cesari in via de’ Carbonesi, Vicolo Colombina dietro Piazza Maggiore, Dal Biassanot in via Piella e Da Bertino in via delle Lame. Per un’osteria più popolare, l’Osteria dell’Orsa in zona universitaria, aperta tutto il giorno e senza coperto. Conviene evitare i locali sotto i portici di Piazza Maggiore e quelli con gli spaghetti alla bolognese nel menu.

Dove mangiare a Bologna spendendo poco?

Con il panino con la mortadella da Mò Mortadella Lab, da 4 euro; con la pasta veloce di Bottega Portici alle Due Torri, tagliatelle a 9 euro; con il menu pranzo della Sartoria Gastronomica, 13 o 16 euro con acqua, vino e caffè, dal lunedì al venerdì; all’Osteria dell’Orsa, che non fa pagare il coperto. Oppure comprando il cibo nel Quadrilatero e mangiandolo all’Osteria del Sole, dove si paga solo il vino.

Quanto costa mangiare a Bologna?

Sui menu pubblicati dalle trattorie che abbiamo letto, un piatto di tortellini in brodo costa fra 14 e 20 euro, con una mediana di 17,50, e un piatto di tagliatelle al ragù fra 13 e 18. Il coperto va da 2,90 a 5 euro. Con un secondo, che costa fra 20 e 23 euro, primo, secondo e coperto superano i 40 euro a testa prima del vino.

Cosa mangiare assolutamente a Bologna?

Le tagliatelle al ragù, i tortellini in brodo, le lasagne verdi, la gramigna alla salsiccia, la cotoletta alla bolognese, la mortadella e le crescentine fritte, e per dolce la zuppa inglese o la torta di riso. Gli spaghetti alla bolognese a Bologna non esistono: il ragù va sulle tagliatelle.

Dove mangiare a Bologna fuori dal centro?

In Bolognina c’è la Trattoria di Via Serra, uno dei quattro Bib Gourmand della città; a Corticella l’Antica Trattoria della Gigina, aperta dal 1956; fuori Porta Saragozza la Trattoria Bertozzi; in Cirenaica la Trattoria Da Vito; sulla collina di San Luca l’osteria Dal Nonno, con il giardino e le crescentine. Al Cambio, in via Stalingrado, è l’altro Bib Gourmand fuori dalle mura.

Dove mangiare a Bologna in un giorno?

A pranzo nel Quadrilatero, con i salumi di una bottega storica o un piatto di pasta in una trattoria del centro come Da Cesari o Vicolo Colombina. Nel pomeriggio un panino con la mortadella o una crescentina. La sera il Mercato delle Erbe, dove le cucine restano aperte fino a mezzanotte, oppure un’osteria in zona universitaria. Ricordate che le cucine delle trattorie chiudono verso le 14:30 a pranzo e le 22:30 la sera.

Chi ha vinto 4 Ristoranti a Bologna?

La puntata sulla migliore osteria di Bologna, andata in onda nel gennaio 2018, l’ha vinta la Trattoria Da Me di via San Felice. Quella sui Colli Bolognesi, del dicembre 2022, l’ha vinta l’Agriturismo Ca’ Lunati in Valsamoggia. Nella puntata nazionale sulla pasta fresca del maggio 2025 il bolognese Da Cesarina è arrivato secondo.

Quanti ristoranti stellati ci sono a Bologna?

Nella Guida Michelin 2026 il Comune di Bologna ha un solo ristorante con la stella, I Portici, in via dell’Indipendenza. In provincia ci sono San Domenico a Imola con due stelle, Iacobucci a Castel Maggiore e Casa Mazzucchelli a Sasso Marconi con una. In città ci sono poi quattro Bib Gourmand: Ahimè, Osteria Bartolini, Trattoria di Via Serra e Al Cambio. La guida 2027 esce il 12 novembre 2026.

Bisogna prenotare nelle trattorie di Bologna?

Nel fine settimana sì, soprattutto nelle trattorie più note e nelle settimane delle fiere. Alcuni locali si prenotano dal sito, come la Trattoria Da Me e Vicolo Colombina; la Trattoria di Via Serra e la Gigina solo per telefono. L’Osteria dell’Orsa invece non accetta prenotazioni.

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Alberto Macaluso

Nomade digitale con una passione spasmodica per l’archeologia e la storia – quando la storia racconta storie belle da (ri)raccontare – mi occupo dal lontano 1997 di comunicazione web e sono specializzato in progettazione e Seo. La mia passione per il viaggio nasce da una voglia costante di conoscere nuovi luoghi e nuove persone. Nel mio trolley (bagaglio rigorosamente sempre a mano) non mancano mai tutta una serie di device tecnologici e il mio fido Kindle, carico di tantissimi titoli di fantascienza, fantasy ovviamente saggi storici e anche di lavoro. Tutte le mie mete sono il frutto di suggestioni visive, uditive, e perché no anche tattili ed olfattive: un film, un telefilm, un passaggio di un libro, una canzone ascoltata alla radio una ricetta esotica, ogni cosa può essere per me uno stimolo a partire.

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