Hotel particolari in Italia: dove dormire in un posto insolito

C’è un libro che mi porto dietro da quando avevo sedici anni, e non è un libro di viaggi: è Gita al faro di Virginia Woolf, dove per tutto il romanzo qualcuno promette a un bambino che domani, forse, andranno al faro. Da lì mi è rimasta un’idea storta e tenace: che certi posti valga la pena raggiungerli non per quello che ci si fa dentro, ma per il fatto stesso di dormirci. Poi ho scoperto che in Italia si può davvero dormire dentro un faro, e anche dentro un trullo, dentro una grotta scavata nel tufo, dentro una bolla trasparente piantata in mezzo a un campo. Ecco.

Questa è la guida che avrei voluto trovare io: non l’ennesima galleria di posti bellissimi e irraggiungibili, ma l’elenco di quelli che si prenotano davvero, con quanto costano, dove si trovano e soprattutto con quali domande bisogna farsi prima di dire di sì. Perché la parte che nessuno racconta è che metà degli alloggi insoliti d’Italia non compare sui portali di prenotazione, e l’altra metà ha un dettaglio pratico che scoprirete solo arrivando, se nessuno ve lo dice prima. Credetemi: il bagno di una bolla trasparente è una di quelle cose.

In breve

In Italia le tipologie di alloggio insolito prenotabili sono sei: trulli in Valle d’Itria, grotte nei Sassi di Matera e sulle falesie di Polignano, fari in Sardegna, case galleggianti a Rimini e sul Gargano, bolle trasparenti in Toscana e in Piemonte, glamping in Chianti e in Maremma. Si va dai 100 euro circa a notte per un trullo ad Alberobello agli oltre 1.200 di una camera sulla grotta a Polignano. Case sull’albero e igloo esistono ma quasi mai sui portali: si prenotano dal sito della struttura. Il periodo più difficile è agosto, con i weekend di primavera subito dopo.

Cosa rende un alloggio davvero insolito

Un alloggio è insolito quando la struttura in sé è l’esperienza, non la cornice di qualcos’altro. È la differenza fra dormire dentro un trullo del Seicento e dormire in un albergo di Alberobello con la carta da parati a tema trullo: nel primo caso la volta in pietra a secco sopra la testa è il motivo per cui siete lì, nel secondo è arredamento.

Il confine si vede da tre cose. La prima è se quella forma esisteva prima del turismo: i trulli, i dammusi e le grotte dei Sassi erano case, e sono diventate alloggi dopo. La seconda è se la struttura è una sola o è una serie: una bolla in mezzo a un campo è un’esperienza, quaranta bolle in fila sono un villaggio con un altro nome. La terza, la più prosaica, è se state pagando la struttura o la vista. Un resort con la piscina a sfioro è meraviglioso e non è insolito: è un resort con una bella piscina.

Attenzione: “glamping” non è una categoria protetta e vuol dire tutto e niente. Sotto la stessa parola trovate tende safari con il letto matrimoniale e il bagno in muratura, e piazzole di campeggio con una tenda già montata sopra. Guardate sempre le foto della vostra sistemazione, non quelle della struttura: è lì che la differenza si vede.

Dormire in una bolla trasparente

Le bolle trasparenti sono la tipologia più cercata d’Italia e insieme la più difficile da prenotare, perché quasi nessuna sta sui portali. Sono cupole gonfiabili o semirigide, di solito con il letto rivolto verso la parte trasparente, piantate in mezzo a un terreno privato: si dorme guardando il cielo, che è esattamente il motivo per cui le si prenota.

L’unica che ho trovato prenotabile attraverso i circuiti normali è la Bubble Room Tuscany, a Marina di Bibbona, sulla Costa degli Etruschi: due posti letto, dentro il perimetro di una struttura ricettiva più grande, quindi con i servizi a portata. Tutte le altre, dal Piemonte alla Puglia, si prenotano scrivendo direttamente alla struttura o passando da Airbnb.

Info pratica: le due domande da fare prima di prenotare una bolla sono sempre le stesse, e sono dove si trova il bagno e come si riscalda. Ci sono bolle con il bagno privato ricavato nell’unica porzione non trasparente della cupola, e bolle in cui il bagno è un edificio a qualche metro di distanza, condiviso con gli altri ospiti. Sulla temperatura vale lo stesso: una cupola trasparente in luglio senza aria condizionata è una serra.

Le case sull’albero, e perché non le trovate sui portali

Le case sull’albero italiane esistono, sono parecchie e sono quasi tutte fuori dai circuiti di prenotazione. Ho cercato su quattro chiavi diverse e l’inventario è praticamente vuoto: si prenotano dal sito della struttura, per telefono o via Airbnb, e non c’è modo di aggirare la cosa. Le concentrazioni maggiori sono in Piemonte fra Monferrato e Langhe, in Toscana fra Chianti e Maremma, e nel Lazio nell’alta Tuscia viterbese.

Siccome non posso mandarvi da nessuna parte, vi do la cosa che serve di più: la domanda che distingue una casa sull’albero vera da una casetta su palafitta. Chiedete se la struttura poggia sull’albero o accanto all’albero. Le seconde sono più comode, più stabili e spesso più belle, ma sono chalet rialzati, e se avete in testa l’immagine dell’infanzia resterete delusi. Chiedete anche l’altezza da terra e se il bagno è dentro o si scende: scendere una scala di legno alle tre di notte, sotto la pioggia, è un’esperienza che è meglio avere scelto.

Trulli, grotte e dammusi: dormire dentro l’architettura del posto

Questa è la famiglia più ricca d’Italia e anche la più facile da prenotare, perché sono case vere diventate alloggi, quindi stanno su tutti i portali. Il vantaggio non è solo pratico: dormendoci dentro capite in una notte cosa vi ha raccontato la guida in mezz’ora, cioè perché una volta in pietra a secco resta fresca ad agosto e perché una grotta scavata nel tufo ha la temperatura costante tutto l’anno.

In Valle d’Itria, fra Alberobello, Cisternino e Locorotondo, i trulli abitabili sono centinaia. Ad Alberobello, dentro il rione monumentale, i Trulli Arco Antico sono un gruppo di coni comunicanti per cinque persone, a pochi passi dai monumenti: se state programmando il resto del viaggio, il quadro completo della regione è nella nostra guida su cosa vedere in Puglia.

A Matera la grotta è letteralmente la camera. Il Sextantio Le Grotte della Civita è l’albergo diffuso che ha aperto la strada a tutti gli altri: camere ricavate nelle grotte del rione Civita, arredate per sottrazione, con le candele al posto dei lampadari. È il posto che ha reso normale una cosa che quarant’anni fa sarebbe stata inconcepibile, visto che i Sassi erano stati sfollati per legge. Se non conoscete ancora la città, partite da Matera e i suoi Sassi quartiere per quartiere.

Sulla costa pugliese la variante più teatrale è la Grotta Palazzese di Polignano a Mare, l’albergo affacciato sulla cavità naturale che ospita il ristorante più fotografato d’Italia. E poi ci sono i dammusi di Pantelleria, le case in pietra lavica con il tetto a cupola che raccoglie l’acqua piovana, a cui abbiamo dedicato una guida a parte: dormire in un dammuso a Pantelleria.

Consiglio: in un trullo o in una grotta chiedete sempre da che parte guarda l’unica finestra, perché spesso è davvero una sola. Sono strutture nate per proteggere dal caldo, non per prendere luce: la differenza fra una camera che ad agosto è una benedizione e una che a novembre è un pozzo sta tutta lì.

Fari, torri e case sull’acqua

Il faro è l’alloggio insolito più desiderato e il meno disponibile: in Italia se ne contano pochissimi convertiti all’ospitalità, e il più noto è il Faro Capo Spartivento, sulla costa di Chia, nel sud della Sardegna. Sta su un promontorio isolato, con la strada che finisce prima e l’ultimo tratto a piedi, ed è di gran lunga la sistemazione più cara di questa guida. Per il resto dell’isola, la nostra guida alla Sardegna zona per zona.

Attenzione: di Capo Spartivento leggerete ovunque che è “l’unico faro italiano trasformato in hotel, riconosciuto dalla Marina Militare”. Sul sito ufficiale della struttura quella frase non c’è. Quello che si legge è che la Residenza Semaforisti è il primo esempio in Italia di architettura militare destinata all’accoglienza, che è una cosa diversa e più precisa. Vale la pena saperlo, perché è il tipo di dettaglio che passa da un articolo all’altro senza che nessuno lo verifichi.

Sull’acqua, invece, l’offerta è più larga di quanto sembri. Le case galleggianti sono barche ormeggiate stabilmente in porto, con la cabina attrezzata come un appartamento: non si naviga, si dorme a pelo d’acqua. La più strutturata è la House Boat Rimini Resort, nel porto canale di Rimini, cinque posti letto e la città a piedi. Ce ne sono anche a Manfredonia, sul Gargano, e sui laghi lombardi.

Igloo, rifugi e chalet d’alta quota

Gli igloo italiani sono strutture stagionali che aprono da dicembre a marzo e chiudono con la neve: sui ghiacciai alpini, soprattutto sul Presena e in alcune località dell’arco alpino occidentale. Si dorme in un sacco a pelo tecnico dentro una cupola di ghiaccio a temperatura costante intorno allo zero, il che è meno romantico e più freddo di come lo si immagina, e quasi sempre si prenota solo dal gestore dell’impianto: sui portali non ci sono.

Lo stesso vale per le camere-bivacco sospese, quelle appese a una parete o montate su una cabinovia dismessa: sono singole, gestite da chi le ha costruite, e vanno prenotate con mesi di anticipo scrivendo direttamente. Se cercate qualcosa di alto e insolito ma prenotabile normalmente, la via praticabile è un’altra: gli chalet e le baite in quota, che stanno sui portali e danno l’80% della stessa sensazione con il 20% della complicazione.

Glamping, yurte e tende: il campeggio che non è campeggio

Il glamping è la porta d’ingresso più economica al mondo degli alloggi insoliti, e anche la più affollata di equivoci. Le forme sono tre: la tenda safari in legno e telo, con veranda e bagno interno, che è la più simile a una casa; la yurta, la tenda circolare di origine centroasiatica, che ha il fascino maggiore e il comfort minore; la lodge tent montata su pedana, che è una via di mezzo.

In Toscana la concentrazione è massima fra Chianti e Maremma. Il Chianti Glamping Resort è quello con più riscontri in assoluto fra tutte le strutture di questa guida, sette posti letto, in mezzo ai vigneti. Tenete presente che quasi tutto il glamping italiano è stagionale: da novembre a marzo gran parte di queste strutture chiude, e la disponibilità sparisce dai portali senza che sia un errore.

Quanto costa e dove si prenota, tipologia per tipologia

Questa è la parte che manca a tutte le guide sull’argomento, ed è quella che serve davvero per decidere. I riferimenti di prezzo qui sotto vengono da due rilevazioni reali sulle strutture citate, una a settembre e una a novembre, per una notte in camera doppia. Sono indicativi e cambiano con la stagione: servono a capire l’ordine di grandezza, non a fare un preventivo.

TipologiaIndicativamente a notteDove si prenotaDa sapere
Trullo (Valle d’Itria)100-140 €portalila scelta più economica e la più disponibile
Glamping / tenda safarida circa 100 €portalistagionale: chiude in inverno
Casa galleggiante200-300 €portalisi dorme in porto, non si naviga
Grotta nei Sassida circa 400 €portalitemperatura costante tutto l’anno
Bolla trasparenteda circa 500 €quasi solo diretta o Airbnbverificare bagno e climatizzazione
Faro580-730 €portali e direttaposizione isolata, ultimo tratto a piedi
Camera sulla grotta (Polignano)oltre 1.200 €portalila più cara della guida
Casa sull’alberonon rilevabilesolo diretta o Airbnbchiedere se poggia sull’albero
Igloonon rilevabilesolo dal gestoreaperto dicembre-marzo

Come si sceglie e con quanto anticipo prenotare

La regola che vale per tutte queste strutture, e che non vale per un albergo normale, è che sono quasi sempre pezzi unici. Un hotel ha trenta camere e se ne libera una; un trullo, una bolla, un faro sono una cosa sola, e quando è occupata è occupata. Questo cambia completamente il calcolo dell’anticipo: per un weekend di primavera o per agosto si ragiona in mesi, non in settimane, e nei giorni di ponte le strutture singole vanno via per prime.

Il secondo criterio è la stagione giusta per quella forma, che raramente coincide con la stagione turistica. Trulli, grotte e dammusi danno il meglio nel caldo, perché sono nati per quello. Le bolle e le tende vogliono le mezze stagioni. Gli igloo esistono solo d’inverno. Un faro d’inverno, con il mare grosso, è probabilmente l’esperienza più bella di questo elenco, ed è anche il momento in cui costa di più, come si vede dalla tabella qui sopra. Se volete un metodo più generale, vale anche qui quello che abbiamo scritto su come scegliere un hotel, un agriturismo o un alloggio.

In quale parte d’Italia si trova cosa

  • Puglia e Basilicata: la maggiore concentrazione in assoluto. Trulli in Valle d’Itria, grotte nei Sassi di Matera, alberghi sulle falesie a Polignano. È l’area dove si prenota con meno difficoltà.
  • Toscana: il regno del glamping e delle poche bolle prenotabili, fra Chianti, Maremma e Costa degli Etruschi. Buona disponibilità da aprile a ottobre, quasi nulla d’inverno.
  • Piemonte: case sull’albero e bolle fra Monferrato e Langhe, ma quasi sempre fuori dai portali. Qui conviene contattare direttamente le strutture.
  • Isole: fari in Sardegna e dammusi a Pantelleria, cioè le forme più legate al paesaggio e le più stagionali. Si prenotano prestissimo.
  • Arco alpino: igloo, bivacchi sospesi e chalet in quota, aperti d’inverno. Le prime due categorie non stanno sui portali, la terza sì.

Le strutture di questa guida, in un elenco solo

Le abbiamo scelte così: strutture reali e prenotabili, con un giudizio degli ospiti alto e un numero di recensioni che lo renda solido. Non ci abbiamo dormito e non facciamo finta del contrario: quello che leggete sono dati verificabili, non ricordi.

  • Sextantio Le Grotte della Civita, Matera: camere scavate nel tufo del rione Civita, arredate per sottrazione. Fino a 6 ospiti.
  • Trulli Arco Antico, Alberobello: coni comunicanti nel rione monumentale, a piedi da tutto. Fino a 5 ospiti.
  • Faro Capo Spartivento, Chia: il faro sul promontorio isolato della costa sud sarda. 3 ospiti, la sistemazione più cara della guida.
  • House Boat Rimini Resort: casa galleggiante ormeggiata nel porto canale, con la città a piedi. Fino a 5 ospiti.
  • Grotta Palazzese, Polignano a Mare: l’albergo affacciato sulla cavità naturale sul mare. 2 ospiti.
  • Chianti Glamping Resort: tende in mezzo ai vigneti, la struttura con più riscontri di tutta la guida. Fino a 7 ospiti.
  • Bubble Room Tuscany, Marina di Bibbona: l’unica bolla italiana prenotabile sui portali. 2 ospiti.
  • Case sull’albero, igloo e bivacchi sospesi: nessun link, perché non esiste un prodotto da prenotare. Si contattano le strutture direttamente.

Info essenziali

  • Tipologie prenotabili sui portali: trulli, grotte, fari, case galleggianti, glamping.
  • Tipologie da contattare direttamente: case sull’albero, bolle (tranne una), igloo, bivacchi sospesi.
  • Quando prenotare: mesi di anticipo per agosto, i ponti e i weekend di primavera. Sono strutture uniche, non camere di un albergo.
  • Fascia di prezzo: dai 100 euro circa a notte di un trullo agli oltre 1.200 di una camera sulla grotta.
  • Le tre domande da fare sempre: dov’è il bagno, come si riscalda o si raffresca, che stagione è quella giusta per quella struttura.

Domande frequenti sugli hotel particolari in Italia

Quanto costa dormire in una bubble room in Italia?

Una bolla trasparente parte indicativamente da circa 500 euro a notte per due persone in alta stagione. La forbice è ampia perché quasi tutte si prenotano direttamente dalla struttura, con tariffe che cambiano in base al giorno, al periodo e al trattamento scelto.

Si può davvero dormire in un faro in Italia?

Sì, ma le occasioni sono pochissime. La più nota è il Faro Capo Spartivento sulla costa di Chia, nel sud della Sardegna, dove l’ospitalità è ricavata nell’ex Residenza Semaforisti. È anche la sistemazione più cara fra quelle di questa guida.

Le bolle trasparenti hanno il bagno privato?

Dipende dalla struttura, ed è la prima cosa da chiedere. Alcune hanno il bagno privato ricavato nell’unica porzione non trasparente della cupola, altre lo hanno in un edificio a pochi metri, condiviso con gli altri ospiti.

Dove si trovano le case sull’albero in Italia?

Le concentrazioni maggiori sono in Piemonte fra Monferrato e Langhe, in Toscana fra Chianti e Maremma e nel Lazio nell’alta Tuscia viterbese. Quasi nessuna è prenotabile dai portali: si contatta la struttura direttamente o si passa da Airbnb.

Con quanto anticipo si prenota un alloggio insolito?

Molto più di un albergo normale, perché queste strutture sono pezzi unici e non hanno camere di scorta. Per agosto, per i ponti e per i weekend di primavera si ragiona in mesi di anticipo, non in settimane.

Qual è l’alloggio insolito più economico in Italia?

Il trullo in Valle d’Itria e la tenda in un glamping, entrambi intorno ai 100-140 euro a notte. Il trullo ha il vantaggio di essere disponibile tutto l’anno, mentre gran parte del glamping italiano chiude da novembre a marzo.

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