Ci sono alberi, e poi c’è la Quercia delle Checche. La prima volta che la incontri, isolata in mezzo a un campo della Val d’Orcia con la sua chioma enorme che si allarga come una cupola verde, capisci perché la chiamano “la signora degli alberi”. È una quercia secolare talmente imponente e amata da essere diventata, nel 2017, il primo monumento verde d’Italia: un albero tutelato per legge come si tutela un dipinto o una cattedrale.
In questa guida ti racconto tutto quello che rende speciale questa quercia: la sua età di oltre tre secoli, il doppio nome che porta con sé (checche e streghe), la storia che l’ha vista testimone di matrimoni, partigiani e pellegrini, e le informazioni pratiche per andarla a vedere, perché sorge lungo la strada, all’aperto, ed è visitabile liberamente in qualsiasi momento. È una delle tappe più poetiche di tutta la Val d’Orcia.
In breve
La Quercia delle Checche è una quercia monumentale di oltre tre secoli che sorge in Val d’Orcia, in località Le Checche, nel comune di Pienza (Siena). Alta circa 19-22 metri, con un tronco di quasi 5 metri di circonferenza e una chioma che supera i 30 metri di diametro, nel giugno 2017 è stata dichiarata primo “monumento verde” d’Italia. È nota anche come “quercia delle streghe” per le leggende locali. Si trova lungo la strada, isolata in un campo, ed è visitabile gratuitamente e in qualsiasi momento: c’è spazio per fermarsi a bordo strada e ammirarla.

Dove si trova e come arrivare
La Quercia delle Checche sorge in località Le Checche, nel territorio del comune di Pienza, in piena Val d’Orcia, il paesaggio della Toscana meridionale riconosciuto patrimonio dell’umanità UNESCO. Si raggiunge in auto lungo la strada provinciale che attraversa la valle: l’albero è isolato in un campo, proprio a ridosso della carreggiata, quindi è impossibile non vederlo.
Non c’è biglietto né orario: la quercia è all’aperto e visibile sempre. C’è spazio per accostare l’auto a bordo strada e avvicinarsi a piedi per qualche metro. È una sosta veloce che si incastra bene in un itinerario tra i borghi della valle, ma vale la pena concedersi qualche minuto in più per girarle intorno e rendersi conto delle sue dimensioni.
Info pratica: l’albero è tutelato e sostenuto da puntelli che ne reggono i rami più pesanti. Ammiralo e fotografalo, ma non arrampicarti né appoggiarti alla struttura: è un monumento fragile, ferito da due crolli di rami negli ultimi anni, e ogni sollecitazione conta.
Perché si chiama Quercia delle Checche (e delle Streghe)
Il nome curioso ha una spiegazione semplice e tutta toscana: la checca (o cecca) è il nome dialettale della gazza, l’uccello dal piumaggio bianco e nero. La località si chiama Le Checche proprio perché frequentata da questi uccelli, e l’albero ha preso il nome dal luogo. Quindi “Quercia delle Checche” significa, alla lettera, “quercia delle gazze”.
C’è però un secondo nome con cui questa quercia è conosciuta, più suggestivo: quercia delle streghe. La tradizione popolare racconta che sotto la sua chioma immensa si radunassero le streghe per i loro riti notturni. È una leggenda che si ritrova spesso attorno agli alberi monumentali, luoghi che per secoli hanno segnato il paesaggio e acceso l’immaginazione delle comunità contadine. Se cerchi la “quercia delle streghe” della Val d’Orcia, insomma, è proprio questa.
Un albero di tre secoli e mezzo: età e dimensioni
Quantificare con precisione una quercia così antica non è facile, e le fonti danno numeri leggermente diversi. Mettendoli in fila, ecco il quadro più attendibile delle sue misure:
| Caratteristica | Valore |
|---|---|
| Età stimata | tra i 300 e i 370 anni |
| Altezza | circa 19-22 metri |
| Circonferenza del tronco | circa 4,9 metri |
| Diametro della chioma | oltre 30 metri (fino a ~35) |
| Specie | quercia (roverella / rovere, a seconda delle classificazioni) |
Al di là dei numeri, è la chioma a lasciare senza parole: un ombrello vegetale largo quanto un campo da tennis, che d’estate proietta un’ombra fresca e profonda. Si racconta che sotto quei rami trovassero riparo generazioni di contadini, e che l’albero fosse un punto di ritrovo per la comunità, teatro persino di matrimoni celebrati alla sua ombra.
Il primo monumento verde d’Italia
Il riconoscimento più importante è arrivato nel giugno 2017, quando la Quercia delle Checche è stata dichiarata monumento nazionale dal Ministero dei Beni Culturali: il primo “monumento verde” d’Italia, cioè il primo albero a ricevere questa forma di tutela come bene culturale a tutti gli effetti. Nel 2019 è stata anche tra le candidate italiane al concorso europeo “Tree of the Year”, segno di quanto la sua fama abbia superato i confini della valle.
La tutela è arrivata anche grazie a una lunga battaglia per la sua salvaguardia. Negli anni la quercia ha perso due grossi rami, nell’agosto 2014 e di nuovo nel 2017: crolli attribuiti alla mancanza di sostegni adeguati più che al maltempo. Da allora l’albero è stato messo in sicurezza con una struttura di puntelli che ne regge i rami più imponenti, permettendogli di continuare a vivere e a farsi ammirare.
Non è un albero qualunque in un campo qualunque: è un monumento vivo, che ha attraversato tre secoli di storia della Val d’Orcia standosene fermo nello stesso punto.
Storia e leggende
La forza di questa quercia sta anche in tutto ciò di cui è stata testimone. Oltre alla leggenda delle streghe che vi si radunavano, la tradizione la lega a momenti concreti della vita della valle: matrimoni celebrati sotto la chioma, soste di pellegrini e viandanti, e persino un capitolo della Seconda guerra mondiale, quando la cavità del tronco e la sua ombra avrebbero fatto da nascondiglio e punto di ritrovo per i partigiani della zona.
È questo intreccio di natura e memoria a rendere la Quercia delle Checche molto più di una curiosità botanica. È un pezzo di identità della Val d’Orcia, un albero che le comunità locali hanno voluto difendere e che oggi appartiene, simbolicamente, a tutti.
Quando andare e cosa vedere nei dintorni
La quercia è bella in ogni stagione, ma cambia volto lungo l’anno: in primavera e in estate è nel pieno del suo fogliame, una cupola verde compatta; in autunno vira ai toni caldi; d’inverno, spoglia, rivela l’architettura contorta dei suoi rami sostenuti dai puntelli, altrettanto scenografica. La luce migliore per fotografarla, come sempre in Val d’Orcia, è quella del primo mattino o del tardo pomeriggio.
Trovandosi in posizione centrale, la Quercia delle Checche si abbina facilmente alle altre tappe della valle. A pochi minuti trovi la chiesetta più fotografata della valle, il borgo di San Quirico d’Orcia, le terme di Bagno Vignoni e l’antica grancia fortificata di Spedaletto.
Esperienze e tour in Val d’Orcia
- Tour fotografico tra i luoghi-icona della Val d’Orcia all’alba o al tramonto.
- Degustazioni di Brunello e vino Orcia nelle cantine della zona.
- Giri in e-bike o a piedi lungo le strade bianche tra i borghi.
Info essenziali
- Dove: località Le Checche, comune di Pienza (Siena), lungo la provinciale in Val d’Orcia.
- Visita: libera, gratuita e sempre possibile; l’albero è a bordo strada, con spazio per fermarsi.
- Quando andare: tutto l’anno; luce migliore all’alba e al tramonto. Primavera ed estate per la chioma piena.
- Perché è famosa: primo monumento verde d’Italia (2017), quercia monumentale di oltre tre secoli.
Domande frequenti sulla Quercia delle Checche
Dove si trova la Quercia delle Checche?
Si trova in Val d’Orcia, in località Le Checche, nel comune di Pienza (provincia di Siena), lungo la strada provinciale che attraversa la valle. L’albero è isolato in un campo a ridosso della strada, in pieno paesaggio UNESCO.
Si può visitare la Quercia delle Checche?
Sì, liberamente e gratuitamente in qualsiasi momento: la quercia è all’aperto, a bordo strada, e non ha biglietto né orari. C’è spazio per fermarsi con l’auto e avvicinarsi a piedi per qualche metro.
Perché si chiama Quercia delle Checche?
Perché sorge in località Le Checche: la checca (o cecca) è il nome dialettale toscano della gazza. Il nome significa quindi quercia delle gazze. È conosciuta anche come quercia delle streghe, per le leggende locali che vi ambientavano i ritrovi delle streghe.
Quanti anni ha la Quercia delle Checche?
L’età stimata è di oltre tre secoli, tra i 300 e i 370 anni a seconda delle fonti. È alta circa 19-22 metri, con un tronco di quasi 5 metri di circonferenza e una chioma che supera i 30 metri di diametro.
Perché la Quercia delle Checche è un monumento?
Nel giugno 2017 è stata dichiarata dal Ministero dei Beni Culturali il primo monumento verde d’Italia, cioè il primo albero tutelato come bene culturale. Nel 2019 è stata anche candidata italiana al concorso europeo Tree of the Year.