Le spiagge più belle della Sardegna, zona per zona

Le spiagge più belle della Sardegna me le porto addosso da una vita, e tutto è cominciato da una in particolare: la prima volta che ho buttato l’ancora davanti a Spargi, nell’arcipelago di La Maddalena, ho capito che quel mare non aveva niente da invidiare ai Caraibi che vedevo sulle riviste. Da allora con Ornella e gli amici di sempre, Piera e John, in Sardegna ci siamo tornati ogni volta che potevamo, e una cosa l’ho imparata: quest’isola non ha “una” spiaggia da cartolina, ne ha cento, e cambiano completamente a seconda della costa su cui ti trovi.

In questa guida le ho messe in fila zona per zona, dal granito rosa della Gallura alle dune del deserto della Costa Verde, dalle spiagge di quarzo del Sinis ai fiordi del Golfo di Orosei. Per ognuna ti dico qual è la regina, cosa aspettarti e gli avvertimenti pratici che avrei voluto sapere prima, perché come ripeto sempre l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro. Dove sono stato te lo racconto in prima persona; dove non ho ancora messo piede te lo dico onestamente, ma la spiaggia te la descrivo come se dovessi andarci domani.

In breve

La Sardegna si gira in auto, una costa alla volta. Nord-Est (Gallura, Costa Smeralda, arcipelago di La Maddalena): granito rosa e acque trasparenti, la spiaggia simbolo è Cala Coticcio a Caprera. Nord-Ovest: La Pelosa a Stintino, caraibica e a numero chiuso (ticket 3,50 €). Ovest (Sinis): le spiagge di quarzo come Is Arutas. Sud-Ovest (Costa Verde): le dune di Piscinas. Sud (Chia e Costa del Sud): Tuerredda e Su Giudeu. Sud-Est (Villasimius): Punta Molentis e Porto Giunco. Est (Ogliastra e Golfo di Orosei): le cale come Cala Goloritzè (solo a piedi o in barca, ticket 7 €). Acqua al meglio da giugno a settembre; occhio sempre al maestrale, che decide su quale costa fa bel mare.

Nord-Est: Gallura, Costa Smeralda e l’arcipelago di La Maddalena

È la Sardegna che conosco meglio e quella da cui ti consiglio di cominciare se è la tua prima volta. Qui il granito si sbriciola in sabbia chiarissima, l’acqua passa dal verde smeraldo al turchese nel giro di pochi metri e gli isolotti spuntano dal mare uno dietro l’altro. La Costa Smeralda è la vetrina più famosa: la Spiaggia del Principe, Capriccioli e Liscia Ruja sono bellissime e, sorpresa, l’accesso alla sabbia è gratuito come ovunque in Italia. A pagare, e caro, è semmai il parcheggio, quindi mettiti in conto di arrivare presto.

Ma il cuore vero, per me, è l’arcipelago di La Maddalena, un parco nazionale di isole e isolotti che si gira in barca. A Caprera c’è Cala Coticcio, che tutti chiamano la “Tahiti sarda” e che oggi si visita solo con guida autorizzata e numero chiuso; sempre a Caprera la Spiaggia del Relitto è una mezzaluna di sabbia bianca difesa dal vento. A Budelli c’è la celebre Spiaggia Rosa, che ammiri solo da lontano perché l’accesso è vietato da anni per proteggerla. E poi Spargi, con Cala Corsara, dove tutto è cominciato per me.

Su questo angolo di Sardegna ho scritto parecchio, perché è quello che ho vissuto davvero: se vuoi approfondire trovi le guide dedicate a La Maddalena e il suo mare, a come scegliere la spiaggia giusta alla Maddalena, all’isola di Caprera tra storia e spiagge e alla selvaggia Spargi.

Consiglio: per l’arcipelago non serve la barca privata. Da La Maddalena partono i gozzi a noleggio e le gite organizzate di una giornata che toccano quattro o cinque cale: è il modo migliore per vedere il meglio senza stress, soprattutto se è la prima volta. Parti la mattina presto, quando le insenature sono ancora vuote e l’acqua è uno specchio.

Nord-Ovest: La Pelosa, Stintino e la riviera del corallo

Scendendo lungo la costa occidentale si arriva a quella che è, per fama, la spiaggia più fotografata di tutta la Sardegna: La Pelosa, a Stintino. Acqua bassa e trasparente per decine di metri, sabbia bianchissima, la vecchia torre aragonese sull’isolotto a chiudere la cartolina. È davvero caraibica, e proprio per questo è stata presa d’assalto al punto da costringere il Comune a contingentare gli ingressi. Non è una formalità: senza prenotazione non entri.

Spiaggia la Pelosa Stintino
Spiaggia La Pelosa – Stintino

Info pratica: La Pelosa è a numero chiuso dal 15 maggio al 15 ottobre. Servono prenotazione e ticket, 3,50 € a persona al giorno, con un tetto di 1.500 ingressi: una quota è prenotabile in anticipo, il resto si apre 48 ore prima alle 9:00 e vola via in fretta. È obbligatoria una stuoia rigida sotto il telo (vietato l’asciugamano direttamente sulla sabbia, che è finissima e va protetta); vietato anche fumare e portare cani. Si prenota sul portale ufficiale del Comune di Stintino, spiaggialapelosa.it. Verifica costi e orari al momento, perché cambiano di stagione in stagione.

Se trovi La Pelosa al completo, non disperare: poco lontano ci sono Le Bombarde e Lazzaretto, vicino ad Alghero, due spiagge magnifiche e più libere, e la lunga Spiaggia di Mugoni dentro la rada di Porto Conte. Tutta questa zona è la “riviera del corallo”, dove la roba bella non finisce mai e la sabbia bianca di Alghero si alterna alle scogliere rosse di Porto Ferro.

Ovest: il Sinis e le spiagge di quarzo

La penisola del Sinis, nell’Oristanese, è una delle cose più particolari del Mediterraneo, e non lo dico per modo di dire. Qui le spiagge non sono di sabbia ma di quarzo: minuscoli chicchi bianchi e rosati che sembrano riso, sotto un’acqua di un turchese quasi innaturale. Is Arutas è la più famosa, ma anche Mari Ermi e Maimoni sono dello stesso impasto. Cammini su questi granelli e capisci perché è severamente vietato portarseli via: ce ne hanno già rubati troppi, e ricostituirli è praticamente impossibile.

Le spiagge più belle della Sardegna: Penisola del Sinis
Le spiagge più belle della Sardegna: Penisola del Sinis, Oristano

Attenzione: raccogliere o portare via il quarzo del Sinis (così come la sabbia di qualsiasi spiaggia sarda) è vietato per legge, con multe salate e controlli anche in aeroporto. Quei sassolini bianchi sono il motivo per cui questo mare è così speciale: lasciali dove sono, è il regalo più grande che puoi fare alla spiaggia.

Le spiagge più belle della Sardegna: Is Arutas
Le spiagge più belle della Sardegna: Is Arutas

Sud-Ovest: Costa Verde, le dune e il Sulcis

Questa è la Sardegna che pochi si aspettano, ed è forse la mia preferita tra quelle che ancora mi mancano. La Costa Verde è un tratto selvaggio dove il deserto incontra il mare: a Piscinas ci sono dune di sabbia dorata alte fino a cinquanta metri, modellate dal vento, dietro le quali si nasconde una spiaggia lunghissima e quasi vuota. È un paesaggio da Sahara affacciato sull’Atlantico, non sembra nemmeno Italia. Poco più a sud, nell’Iglesiente, la Cala Domestica di Buggerru e le calette sotto Masua, con il faraglione di Pan di Zucchero davanti, uniscono mare e storia mineraria.

Le spiagge più belle della Sardegna: Cala Domestica Sulcis
Spiagge Sardegna: Cala Domestica Sulcis

Più giù ancora si entra nel Sulcis e nelle sue isole: Sant’Antioco e soprattutto Carloforte, sull’Isola di San Pietro, con cale particolari come La Bobba e Le Colonne, dove due faraglioni svettano dall’acqua. È una zona che premia chi ha tempo e voglia di guidare lontano dai grandi nomi.

Sud: Cagliari, Chia e la Costa del Sud

La costa meridionale ha il vantaggio di avere il mare bello a due passi da una città vera, Cagliari, con il suo Poetto: otto chilometri di spiaggia urbana, attrezzata e vivace, perfetta per chi non vuole rinunciare all’aperitivo sul lungomare. Ma il gioiello del Sud è più a ovest, nella zona di Chia: Su Giudeu con il suo isolotto da raggiungere a piedi nell’acqua bassa, Sa Colonia, Cala Cipolla tra i ginepri. Spiagge bianche, dune, stagni con i fenicotteri alle spalle.

E poi c’è quella che tutte le classifiche mettono sul podio: Tuerredda, sulla Costa del Sud, una baia raccolta con un isolotto al centro e un’acqua che vira dal verde al blu come in un dépliant. Anche qui, da qualche estate, gli ingressi sono contingentati per non rovinarla: informati prima di partire.

Sud-Est: Villasimius e Costa Rei

Attorno a Villasimius si concentra una densità di spiagge bellissime che ha pochi rivali sull’isola. Punta Molentis è una lingua di sabbia tra due mari, scenografica e fragile (anche lei a ingressi limitati in alta stagione). Porto Giunco è la cartolina perfetta: la spiaggia da una parte, lo stagno di Notteri con i fenicotteri rosa dall’altra, e in mezzo la torre spagnola da cui guardarli. Da non perdere anche Simius e, salendo verso la Costa Rei, chilometri di sabbia chiara e fondali bassi che la rendono ideale per le famiglie.

Villasimius
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Est: Ogliastra e il Golfo di Orosei

Se devo indicare un posto che voglio vedere con i miei occhi prima di smettere di viaggiare, è il Golfo di Orosei, in Ogliastra. Qui le montagne del Supramonte precipitano in mare e tra le falesie calcaree si aprono le cale: insenature di ciottoli bianchi e acqua color smeraldo, raggiungibili solo via mare o a piedi con un trekking.

Golfo di Orosei
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Cala Goloritzè, con la sua guglia di roccia che punta al cielo e l’arco naturale, è monumento nazionale ed è probabilmente la più celebre. Ma anche Cala Mariolu, Cala Biriala, Cala Luna e Cala Sisine tolgono il fiato. Il punto d’appoggio per esplorarle è Cala Gonone, da dove partono i battelli.

Info pratica: a Cala Goloritzè si arriva solo in due modi. A piedi, con un sentiero di circa 3,5 km (dislivello 470 metri) che parte da Su Porteddu, sull’altopiano del Golgo: circa un’ora e mezza in discesa, di più al ritorno, scarpe da trekking obbligatorie. Oppure in barca da Cala Gonone o Santa Maria Navarrese, ma le imbarcazioni non possono attraccare e si fermano al largo, oltre le boe a 200 metri dalla riva. In più serve la prenotazione obbligatoria con ticket di 7 € a persona (max 250 al giorno), gratis sotto i 6 anni, sul portale del Comune di Baunei Heart of Sardinia. È una spiaggia totalmente selvaggia: niente bar, niente servizi, porta via tutto quello che porti. Verifica prezzo e regole aggiornate prima di partire.

Cosa fare nel Golfo di Orosei

  • Gita in barca o in gommone da Cala Gonone che tocca più cale in giornata (Mariolu, Biriala, Luna).
  • Escursione a piedi a Cala Goloritzè o Cala Luna con guida, tra falesie e ginepri.
  • Snorkeling sui fondali delle cale e visita alla Grotta del Bue Marino.

Le esperienze sopra possono contenere link di affiliazione: se prenoti tramite questi, sosterrai il blog senza costi aggiuntivi per te.

Quando andare al mare in Sardegna

La stagione balneare sarda è lunga. L’acqua è già godibile a giugno, quando le spiagge sono ancora relativamente tranquille e i prezzi più umani; luglio e agosto sono splendidi ma significano folla, traffico e costi alti, oltre al fatto che molte spiagge a numero chiuso si saturano. Il mio consiglio è settembre: il mare è caldo per il sole accumulato tutta l’estate, le giornate ancora lunghe e l’isola si svuota. Un fattore conta più di tutti, però: il maestrale, il vento da nord-ovest che può alzarsi all’improvviso. Quando soffia forte, la regola è semplice: spostati sulla costa opposta, sottovento, e ti ritrovi il mare piatto mentre dall’altra parte volano gli ombrelloni.

Come arrivare e come muoversi tra le spiagge

In Sardegna si arriva in aereo (Cagliari, Olbia, Alghero) o in traghetto, che è la mia soluzione preferita quando voglio portarmi l’auto da casa e non dipendere da nessuno. Ho raccontato tutto su rotte, compagnie e come spuntare il prezzo giusto nella guida dedicata al traghetto per la Sardegna.

Un punto su cui non transigo: in Sardegna serve l’auto. Le spiagge più belle sono sparse, spesso in fondo a strade sterrate, e i mezzi pubblici non ci arrivano. Se non porti la tua, noleggiala: ho messo nero su bianco tutti i trucchi e gli avvertimenti, dalla franchigia alle foto da fare al ritiro, nella guida su come noleggiare una macchina. Mettilo in conto nel budget fin da subito, perché è la voce che ti permette di vedere davvero l’isola.

Dove dormire vicino alle spiagge più belle

La Sardegna è grande e non si gira tutta da una base sola: meglio scegliere una o due zone e dedicare a ciascuna qualche giorno. Ecco come ragiono io.

Dove dormire in Sardegna: in quale zona

  • Nord-Est (Gallura / La Maddalena): la base per l’arcipelago e la Costa Smeralda. Cara nei mesi di punta, ma è qui che dormi più vicino al mare-cartolina.
  • Nord-Ovest (Alghero / Stintino): comoda per La Pelosa e la riviera del corallo, con una bella città vivace come Alghero alle spalle.
  • Ovest (Oristano / Sinis): più tranquilla e autentica, ideale per le spiagge di quarzo e per chi cerca prezzi più contenuti.
  • Sud (Cagliari / Chia / Villasimius): il capoluogo per chi vuole città e mare insieme, Chia e Villasimius per concentrarsi sulle spiagge del Sud.
  • Est (Ogliastra / Cala Gonone): la base per il Golfo di Orosei e le cale; selvaggia, da mettere in conto come tappa a sé.

Per cercare e confrontare le strutture zona per zona puoi usare gli strumenti di prenotazione che trovi nel blog: alcuni link sono affiliati e ci aiutano a tenere in piedi Dovevado, senza alcun sovrapprezzo per te.

Info essenziali

  • Come arrivare: aereo (Cagliari, Olbia, Alghero) o traghetto con auto al seguito.
  • Come muoversi: auto indispensabile; le spiagge migliori non hanno mezzi pubblici.
  • Quando andare: giugno e settembre per mare caldo e meno folla; luglio-agosto i più affollati.
  • Spiagge a numero chiuso: La Pelosa, Cala Goloritzè, Tuerredda, Punta Molentis, Cala Coticcio e altre. Prenota in anticipo.
  • Regola d’oro: non portare via sabbia, quarzo o conchiglie. È vietato e controllato.

Domande frequenti sulle spiagge della Sardegna

In conclusione

Se c’è una cosa che la Sardegna mi ha insegnato è che non basta una vacanza per conoscerla: ogni costa è un mondo a sé, e quando pensi di aver visto la spiaggia più bella, dietro il promontorio successivo te ne aspetta un’altra che ti smentisce. Comincia da una zona, vivila con calma, e lascia il resto per la prossima volta, perché in Sardegna una prossima volta la vorrai sempre. Io, intanto, l’ancora davanti a Spargi la butterei di nuovo anche domani.

Qual è la spiaggia più bella della Sardegna?

Non esiste una risposta sola, perché dipende da cosa cerchi. Per il mare-cartolina contendono il titolo Cala Goloritzè nel Golfo di Orosei, La Pelosa a Stintino e Cala Coticcio a Caprera. Per la sabbia bianca caraibica, Chia e Villasimius; per i paesaggi unici, le dune di Piscinas e il quarzo del Sinis.

È più bello il mare a nord o a sud della Sardegna?

Entrambi sono splendidi, con caratteri diversi. Il Nord-Est (Gallura, Maddalena) ha il granito rosa e gli isolotti; il Sud (Chia, Villasimius) ha spiagge bianche più lunghe e accessibili. Il maestrale spesso decide al posto tuo: quando soffia, conviene stare sulla costa sottovento.

Dove sono le spiagge bianche caraibiche in Sardegna?

Le più simili ai Caraibi sono La Pelosa a Stintino, le spiagge di Chia e Villasimius nel Sud, e le cale dell’arcipelago di La Maddalena, tutte con sabbia chiara e acqua bassa e trasparente.

Quali sono le spiagge migliori per famiglie con bambini?

Quelle con fondale basso e sabbioso: la Costa Rei e Simius nel Sud-Est, il Poetto a Cagliari, Mugoni vicino ad Alghero e Su Giudeu a Chia. Evita invece le cale di ciottoli del Golfo di Orosei, più scomode con i piccoli.

Si paga l’ingresso nelle spiagge della Sardegna?

La spiaggia libera in Italia è gratuita, ma diverse spiagge fragili sono a numero chiuso con un piccolo ticket di gestione: La Pelosa (3,50 €), Cala Goloritzè (7 €) e altre come Tuerredda e Punta Molentis. Si prenota online sui portali dei rispettivi Comuni, e in alta stagione i posti finiscono in fretta.

Spiagge Sardegna
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