Natale a Napoli: presepi, mercatini e cosa vedere

Per le vacanze di Natale si pensa quasi sempre a mete esotiche o alle città del nord Europa, e per anni ho fatto lo stesso errore anch’io. Poi il lavoro mi ha portato a Napoli, e da lì è cominciata una faccenda che non si è più chiusa: ci siamo tornati con Ornella nel periodo delle feste, tre giorni, e ho capito che il Natale qui non è una decorazione appesa alla città. È la città.

La prima volta che ho visto il Cristo Velato, ammetto la mia ignoranza, non ne avevo mai visto nemmeno una fotografia. È stata una fortuna: mi sono trovato davanti a quel marmo con la stessa faccia da ebete che dovevano avere i pellegrini del Settecento. In questa guida trovate cosa vedere a Napoli a Natale, dove sono i presepi veri, quando conviene infilarsi a San Gregorio Armeno per non morire schiacciati, cosa si mangia e dove abbiamo dormito noi. Se poi volete allargare il giro, la guida alla Campania vi dà il quadro completo della regione.

Natale a Napoli vista su posillipo
Natale a Napoli vista su Posillipo dal lungomare

In breve

Napoli a Natale si vede bene in tre giorni, tutti a piedi e in metropolitana. Il cuore è il centro storico: San Gregorio Armeno con le botteghe dei pastori, la Cappella Sansevero con il Cristo Velato (12 € intero, prenotazione obbligatoria), il Presepe Cuciniello alla Certosa di San Martino sul Vomero (6 €, chiusa il mercoledì) e il Museo Archeologico (20 €, chiuso il martedì). I mercatini più grandi non sono in centro ma al Museo Ferroviario di Pietrarsa, a Portici. Il periodo più intenso va dall’8 dicembre all’Epifania, con il picco fra il 20 e il 24. Dimenticate l’auto: la ZTL, il traffico e i vicoli del centro la rendono un impiccio.

Cosa vedere a Napoli a Natale in tre giorni

Napoli nel periodo delle feste è più bella e più complicata del solito. Più bella perché la città fa quello che sa fare meglio, cioè riempirsi di gente, di luci e di rumore; più complicata perché il centro storico fra il 20 e il 24 dicembre diventa una cosa che va affrontata con metodo. Noi ci siamo organizzati come sempre: alloggio baricentrico, giornate per zone, niente auto. Ecco come dividerei le tre giornate.

GiornataZonaCosa ci si vedeQuanto costa
Primo giornoCentro storico, i DecumaniSan Gregorio Armeno, Cappella Sansevero e Cristo Velato, Spaccanapoli, via dei Tribunali12 € la Cappella, il resto è strada
Secondo giornoVomero e via ToledoCertosa di San Martino con il Presepe Cuciniello, funicolare, Galleria Umberto I, Gallerie d’Italia6 € la Certosa
Terzo giornoMuseo Archeologico e dintorniMANN, mercatini di Pietrarsa nel pomeriggio, Teatro San Carlo la sera20 € il MANN

Consiglio: se avete solo un giorno, tenetevi il centro storico e rinunciate al resto. È l’unica zona dove il Natale napoletano si vede davvero per strada, e non dentro un museo.

Cosa fare a Napoli nel periodo di Natale

San Gregorio Armeno, la strada dei presepi

San Gregorio Armeno è conosciuta nel mondo come la strada dei presepi, ed è l’unico posto che io sappia dove si respira aria di Natale a luglio, perché le botteghe che vendono pastori e accessori sono aperte tutto l’anno. Nel periodo natalizio, però, è un’altra cosa.

Via San Gregorio Armeno affollata dai turisti Natale a Napoli
Napoli per Natale – La folla a San Gregorio Armeno

L’ultima volta ci siamo passati a giugno, e devo dire che non mi ha fatto lo stesso effetto di quando a dicembre ce la siamo goduta in tutto il suo splendore, con l’atmosfera giusta e, stranamente, con un livello di affollamento accettabile. Ma è stata una fortuna, non la regola: se scegliete male l’orario, gustarvi i particolari delle bancarelle sarà praticamente impossibile per via dell’orda di turisti che assale la via. La nota positiva di vederla fuori stagione sta proprio nel poterla guardare a fondo.

Consiglio: andateci la mattina presto, prima delle dieci, oppure dopo le venti. Nelle ore centrali dei giorni fra l’8 dicembre e la vigilia si entra in fila indiana e si esce dall’altra parte senza aver visto niente, spinti dalla folla. È bello a modo suo, ma non è una visita.

Le botteghe artigiane e i pastori

San Gregorio Armeno ospita numerose botteghe artigiane storiche, dove si realizzano le ambientazioni e le statuine del presepe napoletano. È una tradizione antica: il primo documento che parla della realizzazione di un presepe a Napoli risale al 1025, ma è dal Seicento che questa arte prende davvero importanza, allargando l’ambientazione oltre lo stretto ambito religioso.

Dal Seicento in poi i temi profani e simbolici entrano nel presepe, fino a raffigurare i personaggi storici dell’epoca dentro la scena. Anche se Luigi Vanvitelli liquidò l’arte presepiale come “una ragazzata”, tutti i grandi scultori del tempo ci si cimentarono, e la cosa andò avanti per tutto l’Ottocento. Giuseppe Sanmartino, forse il più grande scultore napoletano del Settecento e l’autore del Cristo Velato, era abilissimo a plasmare figure in terracotta e diede inizio a una vera scuola del presepio.

personaggi contemporanei presepe napoletano
Personaggi contemporanei presepe napoletano – Photo credit: Viditu on Visualhunt

Quella tradizione è viva perché gli artigiani si sono adattati ai tempi: accanto ai personaggi della Natività trovate politici, calciatori, cantanti e personaggi televisivi. Fra le icone della cultura partenopea non mancano mai Totò, Pino Daniele, Eduardo De Filippo e Massimo Troisi. È il dettaglio che fa storcere il naso ai puristi e che a me diverte parecchio: il presepe napoletano ha sempre messo dentro il proprio tempo, e continua a farlo.

Come arrivare a San Gregorio Armeno

Il modo più comodo è la metropolitana: scendete alla fermata Dante, proseguite per Port’Alba, percorrete via San Sebastiano e raggiungete via Benedetto Croce. Da lì continuate su via San Biagio dei Librai, e sulla sinistra incrocerete via San Gregorio Armeno. La via corre fra via dei Tribunali e Spaccanapoli, con la chiesetta a un capo e la Basilica di San Paolo Maggiore all’altro. In auto non ci arrivate, e per fortuna: sono vicoli.

Il presepe napoletano: le figure, Benino e i simboli

Il presepe napoletano classico è composto da 72 figure dentro un’ambientazione settecentesca, e ogni personaggio ha il suo significato preciso. Non è un affollamento decorativo: è un codice, e una volta che qualcuno ve lo spiega non guardate più un presepe con gli stessi occhi.

Mestieri nel presepe napoletano
Mestieri nel presepe napoletano

La figura chiave, quella che non tutti conoscono, è Benino: il pastorello addormentato, che va messo alla fine della discesa delle montagne, o secondo altri dentro il pagliaio. C’è chi sostiene che sia proprio lui a sognare l’intera scena del presepe, e che se si svegliasse non esisterebbe più nemmeno la Natività. È il simbolo dell’attesa che porta al Natale, ed è la cosa più bella che mi abbiano raccontato in una bottega.

Se Benino si sveglia, il presepe finisce. Tutta Napoli sta in questa idea: che il Natale sia un sogno da non interrompere.

Il Cristo Velato e la Cappella Sansevero

A pochi passi da Spaccanapoli e da San Gregorio Armeno c’è la Cappella Sansevero, e dentro la Cappella c’è il Cristo Velato. Ho già detto che non ne avevo mai visto nemmeno una foto: è stata la fortuna più grande di quel viaggio, perché mi ha messo davanti al capolavoro senza filtri, nello stesso modo in cui ci si trovavano i visitatori dell’epoca.

Cristo velato Napoli
Cristo Velato Napoli – Cappella di San Severo

Poche sculture mi sono rimaste dentro come questa: il Laocoonte ai Musei Vaticani, i Bronzi di Riace a Reggio Calabria, il Ratto di Proserpina del Bernini alla Galleria Borghese. Il Cristo Velato le supera tutte, e non di poco. È un’opera che per la sua eccezionalità può causare la sindrome di Stendhal, e non è un modo di dire da depliant.

Fu realizzato da Giuseppe Sanmartino nel 1753. Nelle intenzioni del committente, Raimondo di Sangro, la statua doveva essere di Antonio Corradini, autore della Pudicizia, che fece il bozzetto e morì nel 1752. Sanmartino, giovane e napoletano, tenne poco conto di quel bozzetto e mise tutto il messaggio nel velo. La vena gonfia e ancora palpitante sulla fronte, le trafitture dei chiodi su mani e piedi, il costato scavato: è di una potenza drammatica che non si spiega, si guarda.

Cappella di San Severo
Cappella di San Severo – ©museo di San Severo

E non è solo lui. Le altre statue della Cappella sono incredibili: fra quelle che mi hanno colpito di più ci sono la Pudicizia e soprattutto il Disinganno, con quella rete di marmo che sembra vera. Prendetevi il tempo, non entrate di corsa per la foto al Cristo e via.

Info pratica: il biglietto del Museo Cappella Sansevero costa 12 € intero, 8 € ridotto per la fascia 18-26 anni, 6 € per i ragazzi dai 10 ai 17, gratis fino ai 9 anni. Aperto tutti i giorni 9-19, chiuso il martedì, ultimo ingresso alle 18.30. La prenotazione è obbligatoria e si fa online: i biglietti escono con 60 giorni di anticipo, con un’ulteriore disponibilità due giorni prima della visita. A dicembre è la regola d’oro del viaggio: se aspettate di essere a Napoli per pensarci, non entrate.

Il Presepe Cuciniello alla Certosa di San Martino

Da via Toledo si prende la funicolare, che è già una cosa da fare, e si sale sulla collina del Vomero. Lassù, alla Certosa di San Martino, c’è il presepe più colto di Napoli.

certosa di San Martino Napoli
Certosa di San Martino Napoli

Il Presepe Cuciniello è un’opera realizzata fra il 1887 e il 1889 da Michele Cuciniello, architetto napoletano eclettico che decise di donare la sua collezione di pastori del Settecento, circa 800 pezzi, alcuni proprio di Sanmartino, a Demetrio Salazar, allora direttore del Museo di San Martino e appassionato d’arte meridionale. Cuciniello volle seguire di persona la messa in scena e il montaggio.

Presepe Cuciniello - Certosa di San Martino
Presepe Cuciniello – Certosa di San Martino

È ambientato in una finta grotta e ha un impianto di illuminazione che simula l’alternarsi di alba, giorno, tramonto e notte. Vi impressionerà per grandezza e magnificenza, ma la cosa che colpisce davvero è la quantità di vita che ci sta dentro: le osterie, i mestieri, gli animali, la gente che fa altro mentre nasce il Bambino.

Napoli a Natale - Presepe Cuciniello
Napoli a Natale – Presepe Cuciniello

Il museo dedica un’intera sezione al presepe napoletano, quindi accanto all’opera di Cuciniello vedrete il presepe Ricciardi, con un magnifico corteo di Orientali, e la collezione dell’avvocato Pasquale Perrone: 956 oggetti protetti dalle vetrine dette “scarabattoli”, che rappresentano le scene tipiche della Natività, dell’Osteria e dell’Annuncio ai Pastori.

Certosa di Sam Martino presepe nel guscio di uovo
Certosa di San Martino – Presepe nel guscio d’uovo

A completamento della sezione ci sono le testimonianze di figure precedenti alla produzione settecentesca, che mostrano come si è evoluta l’arte di “fare il presepe”: pezzi unici come la trecentesca Vergine puerpera in legno, o le figure superstiti del grande presepe un tempo allestito nella Chiesa di San Giovanni a Carbonara, opera quattrocentesca degli scultori Pietro e Giovanni Alamanno. E poi i presepi dentro un guscio d’uovo, che sono una piccola follia meravigliosa.

Madonna puerpera san Martino Napoli
Madonna puerpera San Martino Napoli

Info pratica: la Certosa e Museo di San Martino è in Largo San Martino 5, sul Vomero. Biglietto intero 6 €, ridotto 2 € per la fascia 18-25, gratis sotto i 18 anni. Aperta dalle 8.30 alle 19.30, chiusa il mercoledì. Ci si arriva con la funicolare da via Toledo o dal Corso Vittorio Emanuele, poi una salita breve ma decisa: mettete scarpe comode.

Mercatini di Natale a Napoli: dove sono davvero

Qui va detta una cosa che a molti fa cambiare programma: i mercatini di Natale a Napoli non sono nel centro storico. In centro trovate le bancarelle dei pastori, che sono un’altra cosa e sono aperte tutto l’anno. I mercatini di Natale veri e propri, quelli con le casette di legno, stanno fuori città.

Il più bello è al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, a Portici, sul mare, con il Vesuvio dietro. Le casette di legno con le luci, la musica degli artisti di strada, i profumi delle specialità napoletane, e per i bambini la casa di Babbo Natale e la “Littorina postale” dove si scrive e si imbuca la letterina, in mezzo alle locomotive storiche. Ci si arriva in treno, e questa è la parte bella: nei periodi dell’evento circola il Pietrarsa Express, il treno storico che parte da Napoli e ferma dentro il museo, con lo sconto sull’ingresso per chi arriva così.

L’altra tappa, se viaggiate con bambini, è la Valle del Natale a Torre del Greco, dove per tutto dicembre ricreano il villaggio di Babbo Natale: le giostre, la Fabbrica dei Giocattoli, la sartoria degli Elfi, i cantastorie e il bosco delle promesse, con il passaporto da ritirare all’ingresso per cominciare il giro. È dichiaratamente un’atmosfera da nord Europa trapiantata sul golfo, quindi sapete cosa aspettarvi.

Attenzione: date, orari e prezzi dei mercatini cambiano ogni anno, e ogni anno vengono annunciati in autunno. Prima di partire controllate il sito ufficiale dei mercatini di Pietrarsa: di solito si va da fine novembre all’Epifania, ma le aperture serali, le notti straordinarie e gli orari ridotti della vigilia e di San Silvestro si decidono di volta in volta.

Via Toledo, la Galleria Umberto I e lo shopping natalizio

Fra una bellezza e l’altra, a Natale a Napoli si fa anche la sua parte di shopping. Da piazza del Plebiscito la strada naturale è via Toledo, sempre affollata, che durante le feste dà il meglio di sé. Negozi di buona qualità ovunque, anche se i più belli li abbiamo visti nella zona di Chiaia, che resta il quartiere dove si compra meglio.

Via Toledo a Napoli addobbata per Natale
Shopping natalizio Napoli via Toledo

Appena imboccata via Toledo da piazza del Plebiscito, sulla destra trovate l’ingresso della Galleria Umberto I, realizzata fra il 1887 e il 1890 in onore del re che si era dimostrato vicino alla città durante il colera di pochi anni prima. Ha lo stesso impianto architettonico della Galleria Vittorio Emanuele II di Milano, inaugurata pochi anni prima, al punto che per un attimo le ho confuse.

Galleria Umberto I a Napoli
La Galleria Umberto I

Proseguendo, sulla sinistra fiancheggiate i Quartieri Spagnoli, che da zona complicata sono diventati una delle mete più battute della città. Se volete allontanarvi dalle vie principali, abbiamo raccontato altrove i cinque luoghi nascosti di Napoli e la Napoli dei luoghi curiosi e delle leggende.

Shopping di natale a Napoli
Shopping di natale a Napoli

Le Gallerie d’Italia e il Caravaggio di via Toledo

Sempre su via Toledo, al civico 177, ci sono le Gallerie d’Italia di Napoli, dentro il monumentale palazzo dell’ex Banco di Napoli. Qui va fatta una precisazione, perché per anni la sede è stata un’altra: le Gallerie stavano nel vicino Palazzo Zevallos Stigliano, e si sono trasferite in questo palazzo più grande. Se avete in mano una guida di qualche anno fa, o un articolo vecchio, vi manda all’indirizzo sbagliato.

Interni di Palazzo Zevallos Stigliano a Napoli
Palazzo Zevallos Stigliano – il salone principale

Le collezioni di Intesa Sanpaolo comprendono la raccolta di ceramiche attiche e magnogreche, una selezione importante di opere del Novecento e la sezione dedicata all’arte napoletana dal Seicento al Novecento, dove c’è una bellissima opera di Artemisia Gentileschi, una delle pochissime pittrici della sua epoca.

Ma il pezzo per cui si entra è il Martirio di sant’Orsola, l’ultimo dipinto di Caravaggio, finito pochi mesi prima della sua morte. È una tela cupa, veloce, quasi impaziente, e davanti ci si ferma più a lungo di quanto si pensasse.

Il martirio di sant'Orsola di Caravaggio a Napoli
Il Martirio di sant’Orsola di Caravaggio

Info pratica: le Gallerie d’Italia di Napoli sono in via Toledo 177. Tariffe e orari cambiano con le mostre temporanee e non sono fissi tutto l’anno: controllateli sul sito prima di salire, soprattutto nei giorni fra Natale e l’Epifania.

Il Teatro San Carlo e Natale in casa Cupiello

Il Natale è una buona occasione per entrare al Teatro San Carlo, che è il teatro d’opera più antico del mondo ancora in attività. Il programma di dicembre è tradizionalmente dedicato alle feste, fra concerto di Natale, balletto e appuntamenti pensati per i bambini. Anche se non prendete un biglietto per uno spettacolo, valutate la visita guidata al teatro: la sala, vista dal palco reale, vale il tempo.

teatro San Carlo Napoli
Il Teatro San Carlo di Napoli

E poi c’è Natale in casa Cupiello, la commedia che Eduardo De Filippo scrisse nel 1931 e che a Napoli, in dicembre, torna in scena praticamente ogni anno in un teatro o nell’altro. È la storia di Luca Cupiello che monta il presepe mentre la famiglia gli si sfascia intorno, ed è tragica e comica nello stesso momento, come sono le cose vere. Il “te piace ‘o presepe?” che tutti citano viene da lì.

Info pratica: il cartellone di dicembre esce in autunno e i posti buoni per le date fra il 20 e il 31 si esauriscono presto. La programmazione aggiornata sta sul sito del Teatro San Carlo; per Cupiello, invece, controllate anche i teatri di prosa della città, perché cambia sede di anno in anno.

Il Museo Archeologico, che d’inverno vale il viaggio

Una tappa che non salterei mai è il Museo Archeologico Nazionale, il MANN: dodicimila metri quadrati di esposizione, uno dei musei archeologici più importanti al mondo. Lo abbiamo voluto vedere perché conserva la gran parte dei reperti di rilievo trovati a Pompei e nelle altre città seppellite dall’eruzione del 79 d.C., ed è il posto giusto dove passare un pomeriggio di dicembre.

mosaico romano MANN Napoli
Mosaico romano MANN Napoli

Fra tutti i reperti, mi ha colpito questo mosaico dalla Casa del Poeta Tragico di Pompei: lo si potrebbe definire fatto in pixel, perché le tessere misurano circa un millimetro. È importante anche per la collezione egizia, che ne fa il terzo museo al mondo sulla storia dell’antico Egitto dopo il Cairo e il Museo Egizio di Torino, e per la collezione Farnese, raccolta a Napoli dalla metà del Settecento dopo due secoli di mecenatismo della famiglia. Nella nostra visita natalizia ci siamo trovati davanti anche un enorme presepe, che ci ha rapiti per un’ora buona.

Info pratica: il biglietto del MANN costa 20 € intero e 2 € ridotto per i cittadini UE fra i 18 e i 24 anni. Aperto dalle 9 alle 19.30, chiuso il martedì. Nei giorni di festa i musei napoletani fanno spesso aperture straordinarie e spostano il giorno di chiusura settimanale: un controllo sul sito il giorno prima vi risparmia una salita a vuoto.

Cosa si mangia a Napoli a Natale

La cucina napoletana è straordinaria in qualsiasi periodo dell’anno, ma a Natale tira fuori un repertorio suo. Il napoletano ama la compagnia, e lo stare a tavola insieme assume un valore quasi sacro: è un rituale a cui non si rinuncia, e si capisce girando per la città nei giorni delle feste.

La vigilia è di magro e di mare: il capitone, il baccalà fritto, gli spaghetti con le vongole, l’insalata di rinforzo con cavolfiore, papaccelle e olive. Il giorno di Natale si vira sulla carne, con la minestra maritata a fare da apertura. E poi i dolci, che sono la parte in cui io mi perdo: gli struffoli con il miele e i confettini, i roccocò duri da spezzare, i mostaccioli, i susamielli.

Pizza fritta sorbillo napoli
Pizza fritta a Napoli da Zia Esterina Sorbillo

Poi c’è il cibo di strada, che d’inverno è ancora più buono perché scalda. La pizza fritta, prima di tutto: quella da Zia Esterina Sorbillo, in piazza Trieste e Trento, si mangia in piedi con il cartoccio in mano e va bene così.

Pizza fritta Napoli
La pizza fritta napoletana

Il cuoppo è l’altra istituzione: il cartoccio di fritto, di mare con calamaretti e alici, oppure di terra con crocchè, frittatine di pasta e zeppoline. Costa poco, sporca le mani e risolve il pranzo mentre camminate.

Cuoppo napoletano
Cuoppo Napoletano di calamaretti

Sul dolce da passeggio non ho dubbi: la graffa. È una ciambella di pasta lievitata con la patata, fritta e passata nello zucchero, e va mangiata calda. Quella da Ciro a Mergellina ce la siamo ricordata per mesi, e non credo di esagerare.

La graffa napoletana
La graffa napoletana
Napoli a Natale - Graffa da Ciro a Mergellina
Napoli a Natale – Imperdibile una graffa da Ciro a Mergellina

E poi il babà, che non ha bisogno di presentazioni, e la delizia al limone, che è nata in costiera ma a Napoli si trova ovunque: pan di Spagna, crema al limone, e quella copertura che tiene insieme tutto. Con Ornella abbiamo litigato su quale fosse la migliore della città, e non ne siamo venuti a capo.

Delizia al limone
La delizia al limone

Dove mangiare a Napoli nel periodo di Natale

  • Zia Esterina Sorbillo, piazza Trieste e Trento: la pizza fritta, da mangiare in piedi. Fila quasi sempre, ma scorre.
  • Ciro a Mergellina: per la graffa, e per la passeggiata sul lungomare che ci vuole prima o dopo.
  • Il mercato del pesce di Porta Nolana: la mattina, nei giorni prima della vigilia, è lo spettacolo più napoletano che ci sia. Non è un ristorante, è una cosa da vedere mentre tutti comprano il capitone.
  • Le friggitorie dei Decumani: per il cuoppo, senza cercare un nome preciso. Fatevi guidare dalla coda di napoletani, non da quella di turisti.

Attenzione: il 25 dicembre a pranzo Napoli è chiusa. Non è come in altre città turistiche dove qualcosa si trova: qui si mangia in famiglia, e gran parte dei locali abbassa la saracinesca. Se siete in città quel giorno, o prenotate per tempo dove sapete che aprono, o vi organizzate con l’albergo.

La tombola napoletana e le tradizioni di casa

C’è una parte del Natale napoletano che nessun museo vi può mostrare, ed è quella che succede dentro le case. La tombola, per esempio, che qui non è il gioco di numeri che conoscete: ogni numero ha un nome e un significato, presi dalla Smorfia, e chi la chiama non dice “quarantasette”, dice il nome. È un teatrino comico che va avanti per ore, con i legumi al posto delle fiches.

Le luci del Natale a Napoli nei vicoli del centro storico
Le luci del Natale nei vicoli di Napoli

L’altra tradizione è il presepe di casa, che si comincia a montare l’8 dicembre e non si finisce mai davvero, perché ogni anno si aggiunge un pezzo. E il Bambinello si mette nella mangiatoia solo a mezzanotte del 24, mai prima: su questo non si transige. Se passate per i vicoli in quei giorni, le porte dei bassi sono spesso aperte e il presepe è lì, illuminato, rivolto verso la strada. È un modo di dire che il Natale non è una faccenda privata.

Una gita fuori porta d’inverno: Pompei

Se avete un giorno in più, o se il centro storico nei giorni di punta vi ha stancato, la gita fuori porta naturale è Pompei. E d’inverno è una scelta migliore di quanto sembri: niente caldo, niente file bibliche, e quella luce bassa che sugli scavi fa un effetto che d’agosto non vedrete mai. Noi ci siamo stati fuori stagione e lo abbiamo raccontato nel pezzo sulla visita a Pompei fuori stagione.

Ci si arriva in mezz’oretta con la Circumvesuviana, che è il modo più economico e anche il più scomodo nei giorni di festa, quando le corse si diradano. In alternativa, se non volete pensare né ai treni né ai biglietti d’ingresso, esiste il tour di Pompei da Napoli con transfer, guida e biglietto inclusi, che in mezza giornata vi riporta indietro. Con una guida, a Pompei, si vede il triplo: è uno dei posti dove i soldi della visita guidata sono spesi bene.

Quando andare a Napoli a Natale

Il periodo natalizio napoletano si apre l’8 dicembre, con l’Immacolata, e si chiude il 6 gennaio. Dentro questo mese ci sono momenti molto diversi fra loro, e sceglierli bene cambia la vacanza.

  • Dall’8 al 15 dicembre: la città è già addobbata ma la folla è gestibile. È il periodo che consiglio a chi viene per vedere le cose, non per stare in mezzo alla gente.
  • Dal 20 al 24 dicembre: il picco assoluto. San Gregorio Armeno diventa impraticabile nelle ore centrali, i treni sono pieni e gli alloggi costano il doppio. In compenso è il Natale napoletano al massimo della sua intensità, e c’è chi viene apposta per questo.
  • Fra Natale e l’Epifania: buon compromesso, con la città ancora in festa e le strade più respirabili. Attenzione solo ai musei, che nei giorni di festa cambiano orari.

Sul meteo: dicembre a Napoli è mite, ma il vento dal mare sul lungomare taglia le gambe e le giornate di pioggia ci sono. Portate una giacca vera e scarpe che tengano l’acqua, perché in centro si cammina su basoli di pietra che quando sono bagnati scivolano parecchio.

Dove dormire a Napoli a Natale

Il consiglio più utile che posso darvi è quello che seguiamo sempre: alloggio baricentrico rispetto a quello che volete vedere, così le giornate si fanno a piedi e non si perde tempo negli spostamenti. A Napoli funziona benissimo, perché il centro è denso e le distanze sono corte.

Dove dormire a Napoli: in quale zona

  • I Decumani e via dei Tribunali: il cuore del centro storico, con San Gregorio Armeno e la Cappella Sansevero sotto casa. È la zona più bella e la più rumorosa, e a Natale è la prima che si esaurisce.
  • Via Toledo e piazza del Plebiscito: più ordinata, comodissima per la metro e per il Teatro San Carlo, a dieci minuti a piedi dai vicoli. La scelta giusta se è la prima volta.
  • Chiaia e il lungomare: la Napoli tranquilla ed elegante, con i negozi migliori. Si dorme meglio e si cammina un po’ di più, o si prende la metropolitana.
  • Vomero: sopra la città, servito dalle funicolari, aria di quartiere residenziale e prezzi più bassi. Comodo per la Certosa, meno per le serate in centro.

Qui sotto, quattro strutture nelle due zone che consiglio per un viaggio di Natale. Le abbiamo selezionate fra quelle con un punteggio alto e un numero consistente di recensioni reali, e le descrizioni dicono dove sono davvero e per chi vanno bene, perché a Napoli la differenza fra due indirizzi a trecento metri di distanza è tutta.

Dove dormire a Napoli: b&b, case e guest house

Nel centro storico, fra i Decumani

  • Wanderlust Naples: piccola sistemazione per tre nella zona di via dei Tribunali, a pochi minuti a piedi da San Gregorio Armeno e dalla Cappella Sansevero. È la posizione giusta per chi vuole uscire la mattina presto e trovarsi già dentro la scena.
  • Casa Amato: appartamento da cinque posti nella stessa zona, adatto a una famiglia o a due coppie che viaggiano insieme, con la cucina per organizzarsi la colazione nei giorni in cui i bar sono presi d’assalto.

Fra via Toledo e piazza del Plebiscito

  • B&B Dell’Opera: come dice il nome, sta dalle parti del Teatro San Carlo, quindi è la scelta naturale se una delle vostre serate è a teatro e non volete pensare a come rientrare.
  • Istayintoledo Luxury Guest House: guest house per quattro proprio su via Toledo, sopra i negozi e a due passi dalla metro. Comoda per lo shopping natalizio e per muoversi senza mai prendere un taxi.

Noi, quella volta, avevamo preso un appartamento che si chiamava Casa Bellevue, e il nome non mentiva: dal balcone si vedeva il golfo, e il tramonto dell’ultimo giorno ce lo siamo guardato da lì, con il caffè in mano, senza dire niente. Il consiglio che ne ricavo vale per qualunque struttura scegliate: a Napoli una vista sul golfo vale più di una stella in più.

Napoli per natale il nostro appartamento
Il salone del nostro appartamento
dove dormire a napoli casa bellevue
Dove dormire a Napoli – Casa Bellevue
Tramonto a Napoli dal balcone
Tramonto a Napoli dal balcone del nostro appartamento

Info essenziali

  • Come arrivare: treno fino a Napoli Centrale, oppure aeroporto di Capodichino con l’Alibus fino a piazza Garibaldi e piazza Municipio. In città ci si muove con metro, funicolari e piedi: l’auto è un impiccio, fra ZTL e vicoli.
  • Quando andare: dall’8 dicembre al 6 gennaio. Prima del 15 per vedere le cose con calma, fra il 20 e il 24 per l’atmosfera al massimo.
  • Durata consigliata: tre giorni pieni, due se si resta nel centro storico.
  • Biglietti: Cappella Sansevero 12 € con prenotazione obbligatoria, Certosa di San Martino 6 €, MANN 20 €. Chiusure settimanali diverse fra loro: martedì la Cappella e il MANN, mercoledì la Certosa.

Domande frequenti sul Natale a Napoli

Quando inizia il periodo di Natale a Napoli?

Il Natale napoletano si apre l’8 dicembre, con l’Immacolata, e si chiude il 6 gennaio. Il periodo più intenso, e anche il più affollato, va dal 20 al 24 dicembre.

Quanto costa il biglietto per il Cristo Velato e serve prenotare?

Il biglietto della Cappella Sansevero costa 12 € intero, 8 € ridotto fra i 18 e i 26 anni, 6 € dai 10 ai 17 anni e gratis fino ai 9. La prenotazione è obbligatoria e si fa online: i biglietti escono 60 giorni prima, con un’ulteriore disponibilità due giorni prima della visita. A dicembre si esauriscono in fretta.

Dove sono i mercatini di Natale a Napoli?

I mercatini di Natale più grandi non sono nel centro storico ma al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, a Portici, raggiungibile in treno. In centro, a San Gregorio Armeno, ci sono invece le botteghe dei pastori, aperte tutto l’anno. Un’altra tappa per le famiglie è la Valle del Natale a Torre del Greco.

Quando conviene andare a San Gregorio Armeno per evitare la folla?

La mattina presto, prima delle dieci, oppure dopo le venti. Nelle ore centrali dei giorni fra l’8 dicembre e la vigilia la via si percorre in fila indiana, spinti dalla folla, e delle bancarelle non si vede quasi nulla.

Quanti giorni servono per visitare Napoli a Natale?

Tre giorni pieni bastano per il centro storico, la Certosa di San Martino con il Presepe Cuciniello, il Museo Archeologico e i mercatini di Pietrarsa. Con due giorni conviene restare nel centro storico e rinunciare al resto.

Cosa si mangia a Napoli a Natale?

La vigilia è di magro e di mare: capitone, baccalà fritto, spaghetti con le vongole e insalata di rinforzo. Il giorno di Natale si passa alla carne, con la minestra maritata. Fra i dolci, struffoli, roccocò, mostaccioli e susamielli; per strada, tutto l’anno, pizza fritta, cuoppo e graffe.

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