La Liguria è una mezzaluna sottile, stretta tra il mare e la montagna, che si allunga per trecento chilometri da Ventimiglia a Sarzana senza mai concedersi una pianura. È forse la regione italiana con il rapporto più intenso tra poco spazio e tanta bellezza: qui i monti scendono a picco sull’acqua, i paesi si aggrappano alla roccia con le loro case colorate, e in mezz’ora di treno si passa da una spiaggia alla vetta di un sentiero. Due Riviere in una sola regione, il Ponente e il Levante, divise dal grande porto di Genova che le tiene insieme come una cerniera.
Il problema, se così vogliamo chiamarlo, è che quasi tutti conoscono della Liguria solo la cartolina: le Cinque Terre prese d’assalto e Portofino con gli yacht. Ma quella è una fetta minuscola di quello che c’è da vedere, e per giunta la più affollata. Dietro la costa più fotografata si nasconde un’altra Liguria, fatta di borghi dell’entroterra dove non arriva nessuno, di una Riviera di Ponente più autentica e meno cara, di una città come Genova che meriterebbe giorni e invece viene liquidata in una riga. Ne avevamo già scritto raccontando la Liguria come una regione da scoprire.
In questa guida ho messo tutto quello che serve per capire cosa vedere in Liguria: Genova e le sue due Riviere, i borghi dell’entroterra, le spiagge e i sentieri. E poi la parte pratica che di solito manca, cioè cosa mangiare, quando andare, dove dormire zona per zona e soprattutto come muoversi anche senza auto, che qui è il vero nodo e il vero vantaggio. Perché la Liguria, con quella lingua di ferrovia che corre lungo tutta la costa, si può girare in treno meglio di quanto si creda.
In breve
La Liguria si legge su cinque assi: Genova con i suoi caruggi e i palazzi dei Rolli, la Riviera di Levante (Golfo Paradiso e Tigullio, con Camogli, San Fruttuoso e Portofino), le Cinque Terre e il Golfo dei Poeti (Portovenere, Lerici), la Riviera di Ponente dei Fiori (Sanremo, Finale Ligure, Alassio) e l’entroterra dei borghi (Dolceacqua, Apricale, Triora). La costa è servita benissimo dal treno regionale, che ferma in quasi ogni borgo di mare: senza auto si gira meglio di quanto si pensi. L’entroterra e l’Alta Via, invece, richiedono l’auto. Bastano un weekend per una zona, 5 giorni per un buon giro, una settimana per unire le due Riviere. Periodo migliore: maggio-giugno e settembre per evitare la folla, l’estate per il mare, primavera e autunno per l’entroterra.
Indice dell’Articolo
Genova, la Superba: caruggi, Rolli e Porto Antico
Si comincia da Genova, perché è la porta della regione e perché è una città che quasi nessuno racconta come merita. La chiamavano “la Superba” e basta perdersi nei caruggi, i vicoli stretti e altissimi del centro storico, uno dei più grandi ed estesi d’Europa, per capire il perché. Qui il sole arriva a fatica, le botteghe storiche si alternano ai palazzi nobiliari, e all’improvviso ti ritrovi in Piazza San Lorenzo davanti alla cattedrale a fasce bianche e nere. Il cuore monumentale è Piazza De Ferrari con la sua fontana e il Teatro Carlo Felice, ma la vera meraviglia è Via Garibaldi, la strada dei Palazzi dei Rolli, dimore rinascimentali e barocche così sfarzose da essere patrimonio UNESCO.

Poi c’è la Genova del mare, quella del Porto Antico ridisegnato da Renzo Piano, con il Bigo panoramico, la Biosfera e l’Acquario, il più grande d’Italia. Da non perdere una passeggiata fino a Boccadasse, l’antico borgo di pescatori inglobato nella città, con le barche tirate in secca e le case color pastello attorno a una piccola spiaggia di ciottoli. Chi ha tempo si spinga fino a Nervi per la passeggiata a mare tra gli scogli e ai musei di Villa Grimaldi, o a Staglieno, il cimitero monumentale che è una città di marmo. E per capire l’anima di questa città di navigatori vale una visita al Castello D’Albertis, casa museo di un capitano genovese.
Consiglio: non lasciate Genova senza aver mangiato la focaccia calda al mattino, magari inzuppata nel cappuccino come fanno i genovesi, e senza aver assaggiato la farinata in una delle antiche friggitorie di Sottoripa, sotto i portici del porto. È lo street food più autentico della città.
La Riviera di Levante: Golfo Paradiso e Tigullio
A est di Genova comincia la Riviera di Levante, la più celebre e la più glamour. Il primo tratto è il Golfo Paradiso, dominato da Camogli, borgo di pescatori con le case-torre altissime affacciate sul porticciolo, una delle immagini più belle della regione. Da qui si raggiunge San Fruttuoso, la celebre abbazia incastonata in una baia raggiungibile soltanto a piedi lungo un sentiero o in battello: non c’è strada, ed è proprio questo a renderla magica. Nelle sue acque riposa il Cristo degli Abissi.

Segue il Golfo del Tigullio, con la sua collana di località eleganti. Portofino è la più famosa, un pugno di case color pastello attorno a una piazzetta che è diventata sinonimo di lusso, ma il borgo in sé resta minuscolo e delizioso, e il faro in fondo al promontorio regala una passeggiata magnifica. Poco distanti ci sono Santa Margherita Ligure, signorile e vivace, ottima base per tutta la zona, Rapallo con il suo castello sul mare e la funivia per il santuario di Montallegro, Chiavari con i suoi portici e Sestri Levante, adagiata tra due baie, la Baia delle Favole battezzata da Andersen e la Baia del Silenzio, forse la più fotografata del Levante.
Le Cinque Terre e il Golfo dei Poeti
È il tratto di costa più famoso al mondo, e a ragione. Le Cinque Terre, patrimonio UNESCO, sono cinque borghi appesi alla roccia a picco sul mare, collegati da sentieri, da un treno e da un battello: Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore, ognuno con la sua personalità, tutti con le case colorate e i terrazzamenti di vigne che scendono verso l’acqua. La via più bella per conoscerle resta il cammino, come il trekking spettacolare da Levanto a Monterosso, che regala scorci che dal treno non si vedono.

Subito a sud si apre il Golfo dei Poeti, così chiamato per Byron e Shelley che ne fecero il loro rifugio. Qui c’è Portovenere, con la chiesa di San Pietro protesa sul mare e la fila di case colorate del borgo marinaro, e di fronte l’isola Palmaria. Sull’altra sponda c’è Lerici, con il suo castello e la vicina San Terenzo, e in fondo La Spezia, base logistica del golfo con il Museo Amedeo Lia e l’Arsenale. Confesso una preferenza personale: vivo in Versilia, a un passo da questo confine, e il Golfo dei Poeti con Portovenere e Lerici è il pezzo di Liguria che sento più mio. Vale il viaggio più delle Cinque Terre affollate, e lo trovate raccontato anche nei nostri viaggi poetici lungo la costa ligure.
La Riviera di Ponente e i suoi Fiori
A ovest di Genova si stende la Riviera di Ponente, l’altra Liguria: meno famosa del Levante da cartolina, quindi meno affollata, più economica e a suo modo più autentica. È la Riviera dei Fiori, con il clima più mite d’Italia, dove le serre di garofani e rose colorano le colline. La capitale è Sanremo, la città del Festival e del Casinò, con la Pigna, il suo suggestivo centro storico medievale, e la Villa Nobel. Verso il confine francese ci sono Bordighera, amata dagli inglesi e da Monet, con il suo lungomare di palme, e i borghi dell’entroterra imperiese.

Scendendo verso Genova, la costa alterna gioielli spesso ignorati dalle guide. Imperia con l’elegante Porto Maurizio, Cervo, uno dei borghi più belli d’Italia arroccato sopra il mare con la sua chiesa barocca, Alassio col celebre Muretto e i suoi Baci, Finale Ligure con lo splendido borgo medievale di Finalborgo nell’entroterra, e poi Varigotti con la sua Baia dei Saraceni e le case saracene sul mare, e Noli, antica repubblica marinara. Fino a Savona, con la Fortezza del Priamar e il porto, e Varazze. È una costa da scoprire con calma, treno alla mano, senza l’ansia da spunta delle mete più celebri.
L’entroterra e i borghi: l’altra Liguria
Chi conosce solo la Liguria di mare non sa cosa si perde. Basta salire di pochi chilometri dalla costa per entrare in un mondo di valli silenziose e borghi medievali dove il tempo si è fermato. Nell’imperiese ci sono i più belli: Dolceacqua, con il suo ponte a schiena d’asino dipinto da Monet e il castello dei Doria, patria del vino Rossese; Apricale, aggrappato alla roccia come un presepe; Bussana Vecchia, il paese distrutto dal terremoto del 1887 e rinato come villaggio di artisti. Più su, nella valle Argentina, c’è Triora, il celebre “paese delle streghe”, con il suo museo e la sua atmosfera sospesa.

L’entroterra ligure è anche natura pura. Le Grotte di Toirano, nel savonese, sono tra i complessi carsici più belli d’Italia, con impronte umane preistoriche e concrezioni spettacolari. Il Beigua Geopark, riconosciuto dall’UNESCO, offre boschi e panorami che spaziano dal mare alle Alpi. E per gli escursionisti c’è l’Alta Via dei Monti Liguri, il grande sentiero che percorre tutta la regione in quota, da Ventimiglia a Ceparana: quasi nessuna guida la nomina, ed è uno dei trekking più belli e meno battuti del Nord Italia. Finale Ligure, con il suo entroterra di falesie, è inoltre una delle capitali europee della mountain bike e dell’arrampicata.
Cosa mangiare in Liguria
La cucina ligure è povera e geniale, nata dalla necessità di far quadrare i conti con quel poco che offrivano il mare e la terra stretta. Il re assoluto è il pesto alla genovese, con il basilico di Prà, che condisce le trofie e le trenette. Ma la Liguria è soprattutto la terra della focaccia: quella genovese, alta e unta d’olio, e la focaccia di Recco col formaggio, sottilissima e DOP, una cosa a parte. Poi la farinata di ceci, i pansoti con la salsa di noci, la cima ripiena, e sul fronte del mare le acciughe, il pesce azzurro e lo sciacchetrà, il vino dolce delle Cinque Terre.
I sapori da non perdere in Liguria
- Primi: trofie e trenette al pesto, pansoti con salsa di noci, testaroli, minestrone alla genovese.
- Forno: focaccia genovese, focaccia di Recco col formaggio DOP, farinata di ceci, torta pasqualina.
- Mare: acciughe (di Monterosso e del Ponente), stoccafisso, buridda, il pesce azzurro.
- Ponente: olio e oliva taggiasca dell’imperiese, coniglio alla ligure, Baci di Alassio.
- Da bere: Rossese di Dolceacqua, Vermentino, Pigato, sciacchetrà delle Cinque Terre.
Un consiglio da chi ama la tavola: la vera Liguria del cibo sta nelle sciamadde, le antiche friggitorie, e nelle osterie dei borghi dell’entroterra, dove l’olio taggiasco e i vini dei terrazzamenti raccontano un territorio intero. Non ripartite dal Ponente senza una bottiglia di Rossese e un vasetto di olive taggiasche.
Quando andare in Liguria
La Liguria ha due stagioni giuste, a seconda di cosa cercate. Per il mare e le spiagge la stagione è l’estate, da giugno a settembre, ma è anche il periodo in cui le Cinque Terre e Portofino diventano invivibili per la folla, con i sentieri a numero chiuso e i prezzi alle stelle. Il consiglio, se potete, è di puntare su maggio-giugno e settembre: il clima è già ottimo, il mare si gode e la calca è molto minore. La primavera e l’autunno sono invece perfetti per l’entroterra, i borghi e i sentieri, quando le temperature sono ideali per camminare.
Un vantaggio unico della regione è la Riviera di Ponente in inverno. Grazie al clima mite dei Fiori, Sanremo, Bordighera e la costa imperiese restano piacevoli anche nei mesi freddi, con le giornate di sole e il mare in vista. Febbraio, con il Festival di Sanremo e il Carnevale, ha una sua vivacità particolare, e la fioritura della macchia mediterranea comincia molto prima che nel resto d’Italia.
Attenzione: in piena estate le Cinque Terre soffrono un overtourism serio. I treni sono affollati, i sentieri principali possono essere a pagamento e a numero chiuso, e trovare parcheggio è un’impresa. Se ci andate in luglio o agosto, muovetevi presto la mattina, usate il treno e mettete in conto la ressa. Oppure spostatevi sul Ponente o nell’entroterra, dove la Liguria è tutta vostra.
Come muoversi in Liguria, anche senza auto
Qui c’è la notizia buona, e nessuno la racconta bene: la Liguria è una delle poche regioni italiane dove la costa si gira benissimo senza auto. Il motivo è geografico. La regione è così stretta che la ferrovia costiera, la linea Ventimiglia–Genova–La Spezia, corre parallela al mare e ferma in quasi ogni borgo balneare. Salgono e scendono treni regionali di continuo, collegando Bordighera, Sanremo, Imperia, Alassio, Finale, Noli, Savona sul Ponente, e Santa Margherita, Rapallo, Chiavari, Sestri Levante, le Cinque Terre e La Spezia sul Levante. Per un viaggio di sola costa, il treno è più comodo dell’auto: niente ZTL, niente parcheggi introvabili, niente code.
Al treno si aggiungono due mezzi che sono un’esperienza in sé. I battelli, che collegano i borghi via mare: dal Tigullio a Portofino e San Fruttuoso, dal Golfo Paradiso, e da Portovenere e La Spezia alle Cinque Terre. E sul Ponente la ciclabile della Riviera dei Fiori, ricavata dalla vecchia ferrovia, una pista piana e panoramica sul mare da Ospedaletti a San Lorenzo al Mare, con noleggi lungo il percorso: uno dei modi più belli per godersi la costa.
Info pratica: la regola è semplice. Per la costa scegliete il treno regionale, comodo ed economico, integrandolo con i battelli d’estate. Per l’entroterra, invece, l’auto serve davvero: Dolceacqua, Apricale, Triora, le Grotte di Toirano e l’Alta Via dei Monti Liguri sono mal serviti o irraggiungibili con i mezzi. Un buon compromesso è basarsi su una città di costa collegata dal treno e noleggiare l’auto solo per le giornate in cui si sale verso i borghi delle valli.
Dove dormire in Liguria, zona per zona
In una regione così lunga e stretta, la scelta della base cambia tutto. Il consiglio è di non spostare l’alloggio ogni sera, ma di scegliere uno o due punti d’appoggio ben serviti dal treno, in modo da fare le escursioni in giornata senza rifare le valigie di continuo.
In quale zona dormire in Liguria
- Genova: per la città e come base per il Golfo Paradiso e il Tigullio in giornata.
- Tigullio: Santa Margherita Ligure, hub perfetto per Portofino, San Fruttuoso e il Levante elegante.
- Golfo dei Poeti: La Spezia o Lerici come base per le Cinque Terre e Portovenere, più economica e comoda dei borghi.
- Ponente costa: Finale Ligure o Alassio per mare, borghi e ciclabile dei Fiori.
- Entroterra: Dolceacqua o Apricale per chi cerca i borghi, il silenzio e i sentieri.
Quanti giorni servono: itinerari da 3, 5 e 7 giorni
Non c’è un solo modo di vedere la Liguria: dipende da quanti giorni avete e da quale delle sue anime cercate, il mare, i borghi o la città. Ecco tre impostazioni collaudate per capire cosa riuscite a includere con calma, usando il treno come spina dorsale.
| Durata | Cosa vedere | Base consigliata |
|---|---|---|
| 3 giorni | Genova, le Cinque Terre e il Golfo dei Poeti (Portovenere, Lerici) | 1-2 basi (Levante) |
| 5 giorni | Aggiungi il Tigullio (Portofino, San Fruttuoso, Sestri Levante) e una prima puntata nell’entroterra | 2 basi (Genova + Tigullio) |
| 7 giorni | Il giro completo delle due Riviere: Levante + Ponente (Sanremo, Finale) e i borghi dell’imperiese | 2-3 basi (Levante + Ponente) |
Se invece volete decidere in fretta quale zona fa per voi, questa tabella comparativa mette a confronto le cinque anime della regione.
| Zona | Per chi | Quando | Giorni |
|---|---|---|---|
| Genova | Città d’arte, musei, street food | Tutto l’anno | 2 |
| Tigullio e Golfo Paradiso | Borghi eleganti, mare, glamour | Mag-set | 2-3 |
| Cinque Terre e Golfo dei Poeti | Iconico, trekking, mare | Mag-giu, set | 2-3 |
| Riviera di Ponente | Mare autentico, meno folla, ciclabile | Mag-set, inverno mite | 2-3 |
| Entroterra e borghi | Borghi, natura, sentieri, silenzio | Primavera, autunno | 1-2 |
Esperienze da non perdere in Liguria
- Giro in battello da Camogli o Portofino all’abbazia di San Fruttuoso.
- Trekking sui sentieri delle Cinque Terre tra i borghi e i vigneti.
- Visita guidata di Genova tra i caruggi e i Palazzi dei Rolli.
- Pedalata sulla ciclabile della Riviera dei Fiori con noleggio bici.
Domande frequenti sulla Liguria
Quanti giorni servono per visitare la Liguria?
Per una zona basta un weekend. Con 3 giorni si vedono Genova, le Cinque Terre e il Golfo dei Poeti; con 5 giorni si aggiungono il Tigullio con Portofino e San Fruttuoso; con una settimana si girano entrambe le Riviere, dal Levante al Ponente dei Fiori con i borghi dell’entroterra.
Qual è il periodo migliore per andare in Liguria?
Maggio-giugno e settembre sono i mesi ideali: clima ottimo e molta meno folla rispetto all’alta estate, quando le Cinque Terre e Portofino sono prese d’assalto. La primavera e l’autunno sono perfetti per l’entroterra e i sentieri, mentre la Riviera di Ponente, grazie al clima mite, è piacevole anche in inverno.
Si può visitare la Liguria senza auto?
Sì, la costa si gira benissimo in treno: la ferrovia Ventimiglia-Genova-La Spezia ferma in quasi ogni borgo balneare, dalle Cinque Terre a Sanremo. In estate si aggiungono i battelli tra i borghi e c’è la ciclabile della Riviera dei Fiori. L’entroterra e i borghi delle valli come Dolceacqua e Triora, invece, richiedono l’auto perché sono mal serviti dai mezzi.
Meglio la Riviera di Ponente o di Levante?
Il Levante (Cinque Terre, Portofino, Golfo dei Poeti) è più iconico e famoso, ma anche più affollato e caro. Il Ponente (Riviera dei Fiori, Sanremo, Finale Ligure, i borghi dell’imperiese) è meno battuto, più economico e a suo modo più autentico. Per una prima volta il Levante è d’obbligo, ma il Ponente premia chi cerca la Liguria vera senza la folla.
Cosa vedere in Liguria oltre alle Cinque Terre?
Moltissimo: Genova con i caruggi e i Palazzi dei Rolli, il Tigullio con Portofino, Camogli e San Fruttuoso, il Golfo dei Poeti con Portovenere e Lerici, la Riviera di Ponente con Sanremo, Cervo e Finale Ligure, e i borghi dell’entroterra come Dolceacqua, Apricale e Triora. Le Cinque Terre sono solo una piccola parte della regione.
Quali sono i borghi più belli della Liguria?
Tra i più belli ci sono Portovenere e Camogli sul mare, Cervo e Noli sulla costa di Ponente, e nell’entroterra Dolceacqua con il ponte dipinto da Monet, Apricale arroccato sulla roccia, Bussana Vecchia il villaggio degli artisti e Triora, il paese delle streghe della valle Argentina.
Cosa si mangia in Liguria?
Il piatto simbolo è il pesto alla genovese con trofie e trenette. Immancabili la focaccia genovese e la focaccia di Recco col formaggio DOP, la farinata di ceci, i pansoti con salsa di noci e, sulla costa, le acciughe. Sul Ponente dominano l’olio e l’oliva taggiasca; tra i vini spiccano il Rossese di Dolceacqua, il Pigato e lo sciacchetrà.
Quanti giorni servono per visitare Genova?
Per Genova bastano due giorni: uno per il centro storico con i caruggi, Piazza De Ferrari, la Cattedrale di San Lorenzo e i Palazzi dei Rolli di Via Garibaldi, e uno per il Porto Antico con l’Acquario, Boccadasse e Nervi. È una città spesso sottovalutata che merita molto più di una tappa veloce.
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