La Valdelsa, per chi la attraversa in macchina, ha un problema: sta in mezzo a San Gimignano e Volterra, e quelle due si prendono tutto, i pullman, le foto e il tempo. Montaione sta proprio lì, su una collina a venti chilometri dalle torri, e la maggior parte della gente ci passa sotto senza sapere che in cima c’è un borgo tenuto come un salotto e, sette chilometri più in là, una cosa che in Italia non ha eguali: una Gerusalemme costruita nel bosco da un frate del Cinquecento.
Da toscani ve lo diciamo con un po’ di vergogna: è il genere di posto che scopriamo per ultimi, perché è a un’ora da casa e quindi lo rimandiamo sempre. In questa guida trovate cosa vedere nel borgo di Montaione, come si visita il Sacro Monte di San Vivaldo con orari e biglietti verificati sul sito del Comune, i dintorni che valgono la deviazione, quando andare per il tartufo e dove dormire. Se state costruendo un giro più largo, la nostra guida su cosa vedere a Firenze è il punto di partenza per tutta la provincia.
In breve
Montaione è un borgo della Valdelsa, nella città metropolitana di Firenze, a 342 metri su una collina fra San Gimignano (20 km) e Volterra (30 km), ed è fra i Borghi più belli d’Italia dal 2018. Il centro si gira a piedi in un’ora: la chiesa di San Regolo, il Palazzo Pretorio con il Museo civico e la sua balena fossile, la chiesa dei Santi Giuseppe e Lucia e il belvedere di Piazza Cavour. A 7 km c’è il Sacro Monte di San Vivaldo, 18 cappelle con terracotte robbiane che ricalcano la topografia di Gerusalemme, visitabile solo con guida a 5 euro. Intorno: il borgo di Castelfalfi, la cisterna romana, i ruderi di Vignale. Il tartufo bianco è la festa di fine ottobre, la Tartufesta. Si arriva in auto, oppure in treno fino a Castelfiorentino e poi in bus.
Indice dell’Articolo
Dove si trova Montaione e perché vale la deviazione
Montaione è un comune della Valdelsa, nella città metropolitana di Firenze, al confine con la provincia di Pisa. Il borgo sta in cima a una collina a 342 metri e governa un territorio grande e quasi tutto verde: boschi, poderi, borghi minori come Castelfalfi e Iano, e la frazione di San Vivaldo con il suo Sacro Monte.
Il motivo per fermarsi è la posizione, prima ancora di quello che c’è dentro le mura. Montaione sta a 20 km da San Gimignano, a 30 da Volterra, a 18 da Certaldo e a 20 da San Miniato: è il punto da cui questa parte di Toscana si gira senza rifare ogni sera la stessa strada. Dal 2018 è fra i Borghi più belli d’Italia, e quando lo vedete capite perché. Non è spettacolare, è curato.
Chi arriva da ovest ha alle spalle le colline che scendono verso Peccioli e Lajatico, e se state valutando quella direzione la nostra guida sui dintorni di Pisa racconta il versante pisano della stessa campagna.
Cosa vedere nel borgo di Montaione
Il centro storico ha la forma ovale del castello medievale e si attraversa in dieci minuti. Per vederlo bene ne servono una sessantina, soprattutto se il museo è aperto.
Piazza della Repubblica e la chiesa di San Regolo

Il cuore del borgo è Piazza della Repubblica, e la prima cosa che si nota è il campanile in mattoni con l’orologio. Non è mai stato della chiesa: è sempre stato del Comune, ha fatto da torre dell’orologio e da campanile insieme, e nelle forme che vedete è del 1795, quando fu demolito e ricostruito.
La chiesa di San Regolo gli sta accanto e dall’esterno sembra spoglia. Dentro è seicentesca: il rifacimento è del 1635, pagato da Scipione Ammirato il Giovane. Chi sale in un giorno feriale la trova come il resto del paese, silenziosa, con qualche ciclista fermo al bar della piazza e poco altro. È esattamente il suo pregio.
Palazzo Pretorio e il Museo civico
Il Palazzo Pretorio è documentato dalla metà del Duecento e fino al 1772 è stato la sede del podestà. Oggi ospita il Museo civico di Montaione, che è piccolo e molto più interessante di quanto il nome prometta.
Il pezzo che nessuno si aspetta è la balena fossile, vissuta fra 4,5 e 3,9 milioni di anni fa, quando qui c’era il mare. Accanto ci sono i materiali delle necropoli etrusche del territorio, con una stele di guerriero del VI secolo avanti Cristo, i mosaici trovati nella zona di Sant’Antonio, un tratto dell’acquedotto che alimentava la cisterna e, dal luglio 2025, una statua di Ercole a riposo in marmo, del III secolo dopo Cristo. C’è anche un contenitore per l’allevamento dei ghiri, che per i romani erano una prelibatezza.
Consiglio: il museo apre solo dal 1° aprile al 31 ottobre, e fuori da luglio e agosto solo la mattina. Se arrivate di pomeriggio in maggio o in ottobre lo trovate chiuso: organizzate il giro al contrario, prima il borgo e il museo, poi San Vivaldo, che apre il pomeriggio.
| Museo civico | Orari |
|---|---|
| Aprile, maggio, settembre, ottobre | lunedì-sabato 10-13 |
| Giugno | tutti i giorni 10-13 |
| Luglio e agosto | lunedì-sabato 10-13 e 16-19, domenica 10-13 |
| Novembre-marzo | chiuso |
| Biglietto | 2 € intero, 1 € ridotto; cumulativo con San Vivaldo 6 € e 4 € |
Se nel viaggio avete in programma altri musei della zona, esiste un biglietto unico del Sistema museale dell’Empolese Valdelsa, che apre 21 musei a 15 euro, 35 per una famiglia.
La chiesa dei Santi Giuseppe e Lucia
Appena entrati, accanto al municipio, c’è la chiesa che in paese chiamano delle suore. Era la chiesa del monastero costruito fra il 1562 e il 1567, e il monastero oggi è il Comune: gli uffici stanno dove stavano le celle. È piccola, si visita in cinque minuti e custodisce una pala d’altare di Plautilla Nelli, la prima donna fiorentina ad affermarsi come pittrice nel Cinquecento, restaurata nel 2024 per i cinquecento anni dalla nascita.
Piazza Cavour e il belvedere

Continuando lungo la strada che segue il perimetro delle vecchie mura si arriva a Piazza Cavour, alberata, con al centro il Monumento ai Caduti del 1925. È il balcone del paese. Nelle giornate limpide la vista va dalle Alpi Apuane al Monte Morello fino al Pratomagno, e sotto c’è tutta la campagna della Valdelsa.

In paese raccontano che d’inverno, con la nebbia bassa nella valle, da quassù sembra di avere il mare davanti. Non è un dato da verificare, è una ragione per salire a novembre.
Le mura che non ci sono più e la leggenda di Ajone

Montaione aveva una cinta ovale con undici torri. Ne resta una, oggi abitazione privata, e le due porte, la Fiorentina e la Pisana, sono state distrutte durante la Seconda guerra mondiale. Quello che rimane del castello è la forma: le case in pietra seguono il perimetro, e camminando lungo le vie esterne si capisce dove passava il muro.
Il nome ha due storie. Quella documentata passa da *Montacunni*, in una carta del 981, a *Mons Allonis*, da un longobardo di nome Allone. Quella che si racconta è più bella: un nobile volterrano, Ajone, salvò la giovane Figline rapita da un certo Gambasso, la sposò e fondò qui il suo castello. La leggenda piacque abbastanza a Michelangelo Buonarroti il Giovane, il nipote del grande, da farne un’opera nel 1623, *L’Ajone*. Prendetela per quello che è: il modo in cui la Valdelsa ha spiegato a sé stessa i nomi dei suoi paesi, Gambassi compreso.
Per mangiare in paese c’è l’Osteria del Pesce Rosso in via Chiarenti, che fa pesce in collina, lontano dal mare, e d’inverno chiude.
La Gerusalemme di San Vivaldo
Il Sacro Monte di San Vivaldo è il motivo per cui Montaione merita una giornata intera e non un’ora, ed è anche il posto di cui si scrivono più imprecisioni, quindi andiamo con ordine.
Vivaldo era un eremita che, secondo la tradizione, morì nel 1320 nel cavo di un castagno in cui viveva. Sul luogo arrivarono i francescani alla fine del Quattrocento, e dal 1500 fra Tommaso da Firenze cominciò a costruire nel bosco una cosa precisa: una riproduzione in scala dei luoghi della Passione, disposti come sono disposti a Gerusalemme. Chi non poteva andare in Terra Santa camminava qui, da una cappella all’altra, lungo la stessa geografia. Le pietre, racconta il Comune, le portavano a piedi gli abitanti dal torrente Evola.
Nel 1516 papa Leone X concesse l’indulgenza a chi visitava i 34 luoghi del complesso. Oggi gli edifici sono 18, e da qui nascono i numeri diversi che trovate in giro: il Breve contava i luoghi e non gli edifici, alcuni si sono persi, altri sono stati aggiunti dopo, e c’è chi conta solo le cappelle originali (17) e chi anche quelle successive (18). Il Sacro Monte non è l’unico in Italia, Varallo in Piemonte è più grande, ma è l’unico che riproduce la topografia di Gerusalemme.
Dentro le cappelle ci sono le terracotte policrome della cerchia dei Della Robbia: Giovanni Della Robbia, Agnolo di Polo, Benedetto Buglioni. Sono scene a grandezza quasi naturale, e il Comune le descrive meglio di chiunque: decine di abitanti immobili.
Attenzione: le cappelle non si visitano liberamente. Si entra solo con l’apertura e la guida del Comune, negli orari stabiliti, e la visita completa dura un’ora. Arrivare fuori orario vuol dire vedere il bosco e il convento dall’esterno. Per i gruppi numerosi si prenota, e si può concordare un’apertura anche fuori orario.
| Sacro Monte di San Vivaldo | Orari e prezzi |
|---|---|
| 1° aprile – 31 ottobre | lunedì-sabato 15-19; domenica e festivi 10-19 |
| Serale estiva | il mercoledì anche 21-23, dal 16 giugno al 15 settembre |
| 1° novembre – 31 marzo | tutti i giorni 14-17 |
| Visita guidata completa (1 ora) | 5 € intero, 4 € ridotto |
| Visita breve (30 minuti) | 4 € intero, 3 € ridotto |
| Con il Museo civico | 6 € intero, 4 € ridotto |
La pagina di riferimento per le aperture è quella del Comune sulla Gerusalemme di San Vivaldo. Nel 2025 la Regione Toscana ha stanziato oltre 1,6 milioni in tre anni per restaurare facciate, coperture e murature delle cappelle: se nel vostro periodo c’è un cantiere, all’Ufficio turistico ve lo dicono prima.
San Vivaldo sta a 7 km dal borgo, verso Iano. Chi cammina può arrivarci a piedi con l’anello 3 della rete *Itinerari nel verde*, segnato: il percorso che da Montaione passa dai Tre Ponti e arriva al Sacro Monte è lungo 5,3 km. Accanto alle cappelle c’è il convento francescano, dove si celebra ancora messa, e le domeniche di luglio San Vivaldo ospita i concerti dell’Orchestra della Toscana.
I dintorni: Castelfalfi, la cisterna romana, Vignale e Iano
Il territorio di Montaione è largo, e quasi tutto quello che c’è da vedere sta fuori dal borgo.
Castelfalfi è un borgo medievale a 272 metri, con il castello, la pieve di San Floriano, romanica, attestata dal 1117 e ricostruita nel 1511, e una villa medicea. Dal 2006 è passato a gruppi turistici ed è diventato un grande resort con campo da golf, e questo divide: chi ci cerca il borgo vero trova un posto molto curato e molto privato. Nel borgo e nel parco della villa si passeggia anche senza soggiornare, il castello no.
La cisterna romana è a circa un chilometro a sud del paese, in località Muraccio. È della metà del III secolo, lunga 32,5 metri, divisa in tre vasche, e teneva 200.000 litri d’acqua. Non è un monumento da cartolina, è una di quelle cose che si capiscono meglio dopo aver visto il suo acquedotto al museo.
I ruderi del castello di Vignale, con una chiesina e un mulino, si raggiungono solo a piedi o in bicicletta, con i sentieri 5 e 7 che partono dalla strada fra San Vivaldo e Iano. Iano è la frazione più piccola, con la chiesa di Sant’Andrea, e diventa famosa a Natale per il suo presepe. Da lì si sale al santuario della Pietrina.
Più lontano, ma nel raggio di mezz’ora, ci sono le due mete che fanno ombra a Montaione: San Gimignano e le sue torri a 25 minuti, e Volterra con l’alabastro a 35. Dormire qui e andarci di giorno è il modo più furbo di vederle.
Quando andare: tartufo, estate e Natale

Montaione è Città del Tartufo e sta dentro l’area del tartufo bianco delle Colline Sanminiatesi. Il momento è l’autunno, e l’appuntamento è la Tartufesta, la mostra mercato del tartufo e dei prodotti tipici organizzata dal Comune nell’ultimo fine settimana di ottobre: l’edizione 2025, la trentaduesima, si è tenuta il 25 e 26 ottobre. Per le date di quest’anno guardate il sito del Comune qualche settimana prima, perché alcune fonti parlano di due fine settimana.
Se il tartufo è il motivo del viaggio, la fiera grande della zona è a San Miniato, a venti minuti, e il calendario completo di tutte le fiere d’autunno sta nella nostra guida alle sagre del tartufo.
Le altre stagioni hanno ciascuna il suo motivo. In primavera la campagna è al meglio ed è il periodo in cui si cerca di più il paese. D’estate c’è l’Estate Montaionese, da giugno a settembre, con la rassegna di musica classica a San Vivaldo le domeniche di luglio e l’apertura serale del Sacro Monte il mercoledì. A Natale ci sono i mercatini di Castelfalfi, il presepe di Iano e il villaggio di Babbo Natale a San Vivaldo.
Come arrivare a Montaione
In auto è semplice e in treno no, e conviene saperlo prima.
| Da dove | Distanza | Tempo in auto |
|---|---|---|
| Firenze | 58 km | circa 1 ora |
| San Miniato | 20 km | 22 minuti |
| Certaldo | 18 km | 22 minuti |
| San Gimignano | 20 km | 25 minuti |
| Volterra | 30 km | 35 minuti |
Senza auto la stazione più vicina è Castelfiorentino, sulla linea Firenze-Empoli-Siena, a una decina di chilometri. Da lì parte la linea 34 di Autolinee Toscane per Montaione, con corse che vanno controllate sull’orario del giorno. Per San Vivaldo, Castelfalfi e i dintorni però il mezzo pubblico non basta, e chi arriva in treno da Firenze fa prima a prendere un’auto in città: un confronto fra le tariffe di noleggio auto a Firenze prima di partire vi dice quanto costa davvero la libertà di girare la Valdelsa. E se il vostro punto di partenza resta la città, abbiamo anche un itinerario per una giornata a Firenze.
Dove dormire a Montaione
Il territorio di Montaione è fatto per dormire in campagna: il borgo ha poche strutture, mentre intorno ci sono agriturismi, casali e un resort. La scelta dipende da cosa volete fare la sera.
Dove dormire a Montaione: in quale zona
- Nel borgo: poche strutture, ma la sera si esce a piedi e si cena in paese. È la scelta giusta se non volete riprendere l’auto dopo cena.
- In campagna, verso San Vivaldo e Iano: agriturismi e casali con piscina, silenzio e vista, ma tutto in auto. È la Montaione che si vede nelle foto.
- Castelfalfi: il resort con il golf, per chi cerca un soggiorno di lusso e non ha bisogno di uscire.
Qui sotto quattro indirizzi, uno per tipo di soggiorno. Li abbiamo scelti fra le strutture con un giudizio alto e almeno cento recensioni sui portali, controllando l’indirizzo di ognuna perché intorno a Montaione i motori di ricerca mescolano volentieri Gambassi e Castelfiorentino. Le fasce di prezzo vengono da due rilevazioni, una in novembre e una in maggio.
Quattro indirizzi a Montaione
- Hotel Le Macine (€): albergo in viale Italia, alle porte del borgo. È l’indirizzo per chi vuole girare Montaione a piedi e muoversi di giorno verso le città.
- Agriturismo Le Case di San Vivaldo (€): case vacanza sulla strada del Sacro Monte, la base per chi vuole il bosco e le cappelle a due passi.
- Borgo La Casaccia (€€): appartamenti in un borgo rurale in via delle Rocche, in campagna, per chi viaggia in famiglia o resta una settimana.
- Castelfalfi (€€€): l’hotel cinque stelle del borgo-resort, con il golf e la spa. È l’eccezione di lusso della zona.
Cosa fare nei dintorni di Montaione
Nel borgo non c’è niente da prenotare, se non il biglietto del museo e di San Vivaldo, che si fanno sul posto. Le esperienze organizzate stanno tutte in campagna, fra Montaione, Gambassi e San Miniato.
Le esperienze intorno a Montaione
- Passeggiata a cavallo sulle colline di Montaione: un’ora e mezza da un maneggio a pochi chilometri dal borgo. Sulla scheda la chiamano Chianti, ma siete in Valdelsa.
- Tour del vigneto con degustazione a Gambassi Terme: due ore in una fattoria fra Gambassi e Certaldo, con i vini assaggiati insieme ai prodotti della casa.
- Corso di cucina toscana con cena: cinque ore in campagna, a est di Montaione, fra la pasta fatta a mano e la tavola comune.
- Caccia al tartufo con pranzo a San Miniato: tre ore nei boschi con il tartufaio e il cane, a venti minuti da qui. È il modo per vedere il tartufo prima che arrivi nel piatto.
Info essenziali
- Dove: Montaione, città metropolitana di Firenze, in Valdelsa, a 342 metri.
- Come arrivare: in auto, 58 km da Firenze; in treno fino a Castelfiorentino, poi bus 34.
- Biglietti: il borgo è libero; Museo civico 2 €, San Vivaldo 5 € con guida, cumulativo 6 €, tutto sul posto.
- Durata: un’ora per il borgo, due con il museo, una giornata con San Vivaldo e Castelfalfi.
- Quando andare: primavera per la campagna, fine ottobre per la Tartufesta, estate per le serate a San Vivaldo.
- Informazioni: Ufficio turistico in via Cresci 17, tel. 0571 699255.
Domande frequenti su Montaione
Dove si trova Montaione?
Montaione è un borgo della Valdelsa, nella città metropolitana di Firenze, al confine con la provincia di Pisa. Sta su una collina a 342 metri, a 58 km da Firenze, 20 km da San Gimignano e 30 km da Volterra.
Montaione è fra i Borghi più belli d’Italia?
Sì. Montaione è entrato nel club dei Borghi più belli d’Italia nel 2018 ed è stato riconfermato nel 2024.
Cosa vedere a Montaione in un giorno?
La mattina il borgo: Piazza della Repubblica con la chiesa di San Regolo, il Museo civico nel Palazzo Pretorio e il belvedere di Piazza Cavour. Il pomeriggio il Sacro Monte di San Vivaldo, a 7 km, che apre dopo pranzo. Se avanza tempo, una passeggiata nel borgo di Castelfalfi.
Quanto costa visitare San Vivaldo?
La visita guidata completa del Sacro Monte costa 5 euro, 4 il ridotto, e dura un’ora; quella breve di mezz’ora costa 4 euro. Con il Museo civico il cumulativo è 6 euro. Le cappelle si vedono solo con la guida del Comune e negli orari di apertura.
Quando si fa la Tartufesta di Montaione?
La Tartufesta, la mostra mercato del tartufo bianco organizzata dal Comune, si tiene alla fine di ottobre: nel 2025 è stata il 25 e 26 ottobre. Le date dell’anno in corso si trovano sul sito turistico del Comune qualche settimana prima.
Come si arriva a Montaione senza auto?
In treno fino a Castelfiorentino, sulla linea Firenze-Empoli-Siena, e poi con il bus 34 di Autolinee Toscane fino a Montaione. Per San Vivaldo e i dintorni serve però un’auto o una bicicletta, perché i collegamenti pubblici non arrivano dappertutto.
Montaione è nel Chianti?
No. Montaione è in Valdelsa, a ovest del Chianti: la confusione nasce dalle offerte turistiche che usano “Chianti” per tutta la campagna fra Firenze e Siena.