Di Orvieto sono rimasto estasiato. Dalla città intera, con i vicoli di tufo e i panorami che spuntano in fondo alle strade, e soprattutto dal Duomo: sbuchi in piazza, ti trovi davanti quella facciata d’oro e di marmo, e resti lì con il naso all’insù. È di una bellezza incredibile, e un modo più sobrio per dirlo non lo trovo. E poi a Orvieto si mangia molto bene, che non guasta mai.
Questa guida mette in fila cosa vedere a Orvieto, sopra e sotto la rupe, con i prezzi letti uno per uno sui siti dei gestori il 9 ottobre 2026. Ne vale la pena, perché in giro ne circolano di scaduti: biglietti del Duomo da 4 euro, musei chiusi dati per aperti, e una funicolare che oggi è ferma e che quasi tutti vi descrivono come se funzionasse. Trovate anche il conto della Carta Unica, quanto tempo serve e dove lasciare l’auto. Se state girando la regione, c’è la nostra guida ai quindici luoghi da vedere in Umbria.
In breve
Orvieto sta su una rupe di tufo e si gira a piedi in un giorno pieno; con due si aggiungono l’Anello della Rupe e i dintorni. Il cuore è il Duomo con la Cappella di San Brizio di Signorelli: 8 €, con dentro anche il Museo Emilio Greco, i sotterranei e l’audioguida. Poi il Pozzo di San Patrizio (6 €, 248 gradini per scendere e altrettanti per risalire), la città sotterranea di Orvieto Underground (10 €, solo con guida, quattro turni al giorno) e il Pozzo della Cava (5 €), la Torre del Moro (3,80 €) e il quartiere medievale. Il Museo Archeologico Nazionale è chiuso e della necropoli etrusca si vede solo l’Antiquarium. La funicolare dalla stazione è ferma dal 9 giugno 2026: c’è una navetta ogni 10-15 minuti. In auto si lascia la macchina a Campo della Fiera (massimo 12 € al giorno) e si sale con ascensori e scale mobili. La Carta Unica (35 €) conviene solo se visitate almeno sei siti.
Indice dell’Articolo
Il Duomo di Orvieto: la facciata e la Cappella di San Brizio
Se avete tempo per una cosa sola, è questa. Il Duomo di Orvieto, la cattedrale di Santa Maria Assunta, ha una delle facciate più spettacolari d’Italia: guglie, bassorilievi, mosaici a fondo oro e al centro il rosone. Va guardata da vicino e da lontano, perché da vicino scopri i dettagli dei rilievi e da lontano capisci le proporzioni.

Un po’ di storia, giusto quella che serve per guardarlo meglio. Secondo l’Opera del Duomo i lavori partono il 13 novembre 1290, alla presenza di papa Niccolò IV. La facciata la comincia intorno al 1310 il senese Lorenzo Maitani, nel 1358 arriva l’Orcagna per il rosone, e il cantiere va avanti per più di due secoli. Le porte di bronzo sono moderne: le ha fatte Emilio Greco e sono state montate nel 1970.
Dentro ci sono due cappelle, e la ragione per cui si paga il biglietto è soprattutto una. La Cappella di San Brizio la comincia il Beato Angelico nel 1447, che dipinge il Cristo giudice e i profeti e poi parte per Roma; la finisce Luca Signorelli fra il 1499 e il 1504, con la predica dell’Anticristo, la fine del mondo e il Giudizio Universale. Corpi che escono dalla terra, dannati trascinati dai diavoli, scheletri che si rivestono di carne: è un ciclo che ti prende a schiaffi, e ci si resta dentro più del previsto. Di fronte c’è la Cappella del Corporale, legata al miracolo di Bolsena del 1263, quello da cui nel 1264 nacque la festa del Corpus Domini.
Il biglietto costa 8 € e comprende il Duomo con San Brizio, il Museo Emilio Greco, i sotterranei del Duomo e l’audioguida sull’app dell’Opera del Duomo. Con 11 € si aggiunge il Museo etrusco Claudio Faina. Entrano gratis i bambini fino a 10 anni e chi ha la Carta Unica. Lo vendono online e in biglietteria, al numero 25 di Piazza Duomo, e i dettagli li trovate sul sito dell’Opera del Duomo. Se volete che qualcuno vi spieghi la facciata pezzo per pezzo, c’è una visita guidata del Duomo con una guida del posto, da 30 € a persona: l’Opera del Duomo visite guidate a prezzo pubblico non ne vende.
| Periodo | Feriali | Domeniche e feste |
|---|---|---|
| Novembre-febbraio | 9.30-17 | 10-11 e 13-16.30 |
| Marzo-maggio e ottobre | 9.30-19 | 10-11 e 13-17.30 |
| Giugno-settembre | 9.30-20 | 10-11 e 13-17.30 |
Due cose che in giro trovate ancora scritte, e che non valgono più. La prima: il Museo dell’Opera del Duomo (MODO) è chiuso per lavori dal 1° settembre 2024, senza data di riapertura, quindi le vecchie formule «Duomo più MODO più Palazzi Papali» non esistono più. La seconda: la domenica il Duomo per i turisti apre solo dalle 10 alle 11 e dal primo pomeriggio, e durante le messe in San Brizio non si entra. Se avete un giorno solo e cade di domenica, organizzatevi di conseguenza.
Il Pozzo di San Patrizio
Il Pozzo di San Patrizio è la seconda cosa che tutti vengono a vedere, e ha ragione chi ci viene. Nel 1527, dopo il Sacco di Roma, papa Clemente VII si rifugia a Orvieto e vuole una città capace di reggere un assedio, quindi con l’acqua: l’incarico va ad Antonio da Sangallo il Giovane, e il pozzo è finito nel 1537, sotto Paolo III. In origine si chiamava Pozzo della Rocca, e sulla medaglia che ne celebrava la costruzione c’era il motto «Ut bibat populus», perché il popolo beva.

Il trucco geniale sono le due scale elicoidali, una dentro l’altra, che non si incrociano mai: una per scendere e una per risalire, così le bestie da soma che portavano su l’acqua non si scontravano. Ognuna ha 248 gradini, la canna ha un diametro di 13 metri e la luce entra da 72 finestre. Sulla profondità gli enti non coincidono: il Comune scrive 54 metri, Umbria Tourism 62. Quello che conta per voi è che si scende fino all’acqua e poi si risale tutto a piedi, quindi è una visita da gambe buone e senza claustrofobia.
Il biglietto costa 6 € (ridotto 4,50 € per gruppi, studenti, over 65 e minorenni), gratis sotto i 6 anni. L’orario cambia con la stagione: da novembre a febbraio 10-16.30, a marzo, aprile, settembre e ottobre 9-18.30, da maggio ad agosto 9-19.30, con la chiusura mezz’ora dopo. Si compra anche online sul portale turistico di Orvieto fino alla mezzanotte del giorno prima. Il pozzo sta in Piazza Cahen, accanto alla Fortezza dell’Albornoz.
Una correzione, ed è nostra. Nella versione precedente di questa pagina il Pozzo aveva 258 gradini e lo progettava «Giuliano» da Sangallo, e la Fortezza dell’Albornoz era del 1359. Erano sbagliati tutti e tre: i gradini sono 248 per scala, il progetto è di Antonio da Sangallo il Giovane e la fortezza è del 1364, come scrivono il Comune e la Treccani. Il 258 lo troverete ancora su qualche guida in rete, copiato di sito in sito.
Orvieto sotterranea: Orvieto Underground e il Pozzo della Cava
Sotto Orvieto c’è un’altra Orvieto. La rupe è di tufo, una pietra che si scava con facilità, e in 2.500 anni gli abitanti ci hanno ricavato di tutto: pozzi etruschi, cisterne, cave di pozzolana, cantine, frantoi e migliaia di nicchie per allevare i piccioni. Le cavità censite sono più di 1.200, e due percorsi sono aperti al pubblico tutto l’anno.

Orvieto Underground è il giro classico, e si fa solo con la guida: un’ora dentro due delle cavità più grandi della rupe, fra grotte, cunicoli, scale e stanze sovrapposte. Si parte da Piazza Duomo 23, quindi lo incastrate facilmente prima o dopo il Duomo. I turni sono tutti i giorni alle 11, alle 12.15, alle 16 e alle 17.15, chiuso solo il 25 dicembre. Il biglietto costa 10 € (ridotto 8 € per studenti e anziani), e gli 8 € che leggerete su tante pagine sono il prezzo vecchio. Prenotare non è obbligatorio, ma nei fine settimana e d’estate conviene: si fa per mail o per telefono, dal sito di Orvieto Underground.

Il Pozzo della Cava è l’altro, e si visita da soli con l’audioguida gratuita. Sta in via della Cava 28, nel quartiere medievale, ed è un pozzo etrusco allargato ai tempi di Clemente VII, con intorno una serie di grotte: una cisterna etrusca, una cantina medievale, le fornaci e gli stampi per la ceramica. Costa 5 € (ridotto 3,50 €), è aperto dalle 10 alle 20 con l’ultimo ingresso alle 19.45, ed è chiuso il lunedì non festivo e dalla domenica dopo l’Epifania al 2 febbraio. Nelle feste di Natale dentro le grotte allestiscono il Presepe nel Pozzo. Orari e calendario sono sul sito del Pozzo della Cava; il biglietto d’ingresso al Pozzo della Cava si compra anche online, allo stesso prezzo della cassa.
Il mio consiglio sui sotterranei: se vi interessano fate tutti e due, perché sono diversi. Orvieto Underground ve lo racconta una guida e vi fa capire come funzionava la città sotto la città; il Pozzo della Cava ve lo girate con i vostri tempi. Il Pozzo della Cava sul suo sito vende anche un pacchetto «Percorso Sotterranei» da 18 € con Cava, San Patrizio, Underground e necropoli, che separati costano 23 €.
Piazza del Popolo, la Torre del Moro e Corso Cavour
Corso Cavour è la strada che attraversa la rupe partendo da Piazza Cahen, e prima o poi ci passate tutti. A metà, dove incrocia via del Duomo, c’è la Torre del Moro: 47 metri, del Duecento, prima chiamata Torre del Papa e poi «del Moro», probabilmente per un Raffaele di Sante detto il Moro, che dava già il nome alla contrada. Dalla cima si vede tutta Orvieto, Duomo compreso, ed è il panorama più bello che si possa comprare in città.
Il biglietto costa 3,80 € (ridotto 3 €). Un ascensore porta fino al secondo piano, il resto si fa a piedi; quanti gradini siano il Comune non lo scrive, e allora non lo scrivo nemmeno io. Gli orari cambiano per mese: da ottobre a febbraio 10.30-16.30, ad aprile, maggio e settembre 10-18, d’estate 10-13 e 15-19, con l’ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura.

Due passi più in là si apre Piazza del Popolo, con il Palazzo del Popolo, detto anche del Capitano del Popolo, costruito alla fine del Duecento: la scalinata esterna, le grandi finestre, la pietra scura. Oggi è un centro congressi, e dentro, in una delle sale, c’è la base di un tempio etrusco dietro un vetro, ma visite turistiche non ne fanno. La piazza la vivete meglio il giovedì e il sabato mattina, quando c’è il mercato e le auto spariscono.
Il quartiere medievale, San Giovenale e Porta Maggiore
La parte occidentale della rupe è la più antica. Il quartiere medievale ha il suo cuore in via della Cava, una strada che scende verso Porta Maggiore, la porta più antica di Orvieto: era l’ingresso della città etrusca, e per secoli è rimasta l’unico accesso alla città alta.
All’estremità occidentale c’è San Giovenale, la chiesa più antica della città: fondata nel 1004, secondo le fonti locali sopra i resti di un tempio etrusco, con le pareti coperte di affreschi che vanno dal Duecento al Cinquecento, un album di pittura orvietana. Orari pubblicati non ne abbiamo trovati, quindi mettetela in conto come una bella sorpresa se la trovate aperta.

Girando noterete le targhe con gli stemmi dei quattro quartieri storici, Serancia, Olmo, Corsica e Santa Maria della Stella. Cercarne le targhe sugli angoli dei palazzi è un buon gioco per chi viaggia con i bambini.
L’Anello della Rupe e la necropoli del Crocifisso del Tufo
Orvieto si capisce davvero girandole intorno. L’Anello della Rupe è un sentiero che corre ai piedi delle pareti di tufo, sotto le mura, con la città sopra la testa e la valle del Paglia sotto i piedi. Sulla lunghezza le fonti ufficiali non coincidono: il portale turistico scrive 5 km, il Comune, presentando un trekking guidato a settembre 2026, circa 6 km con 150 metri di dislivello e un paio d’ore di cammino. Ci si entra da più punti: Madonna del Velo, Porta Vivaria, Porta Rocca (detta anche Porta Soliana), Palazzo Tiberio Crispo e il parcheggio di Campo della Fiera.

Ai piedi della rupe c’è la necropoli etrusca del Crocifisso del Tufo. Oggi però va presa per quello che è: dal 30 settembre 2025 è parzialmente chiusa per lavori ed è aperto solo l’Antiquarium, dal giovedì alla domenica e nei festivi dalle 9 alle 18. Lunedì e martedì è chiusa, il mercoledì si entra solo su prenotazione, e restano chiuse anche la quarta e la quinta domenica del mese. Il ridotto è 2 €, gratis per i cittadini UE sotto i 18 anni; il prezzo intero il Ministero non lo pubblica. Gli aggiornamenti sono sulla scheda del Ministero della Cultura. E una precisazione, perché in rete si legge anche questo: la necropoli non è patrimonio UNESCO. Orvieto è nella lista propositiva italiana dal 2006, ma l’iscrizione non c’è.
La Fortezza dell’Albornoz e Piazza Cahen
All’estremità orientale della rupe, dove arrivavano la funicolare e oggi la navetta, c’è Piazza Cahen, e accanto la Fortezza dell’Albornoz. La fece costruire dal 1364 il cardinale Egidio Albornoz, che riportava le città dell’Italia centrale sotto il controllo del papa; fu distrutta nel 1390 e ricostruita nel 1450. Oggi dentro ci sono i giardini pubblici, a ingresso libero, e il motivo per entrarci è il panorama sulla valle, che da lì si apre largo. Il Pozzo di San Patrizio è a pochi passi, quindi le due cose si fanno insieme.

Da Piazza Cahen, prendendo via Belisario, si passa davanti a Santa Maria dei Servi, con la facciata neoclassica gialla e la dedica alla Vergine Addolorata scritta sul fregio. È una chiesa che le guide saltano quasi tutte, e sta sulla strada di chi entra in città da questo lato.
I musei di Orvieto: Faina, Emilio Greco e l’Archeologico chiuso
Orvieto è una città etrusca prima di tutto: gli Etruschi la chiamavano Velzna. I reperti si vedono al Museo etrusco Claudio Faina, che costa 7 € (ridotto 5 €) oppure 11 € insieme al Duomo, e oggi ospita anche la mostra «Grandi Maestri dal Museo dell’Opera del Duomo», cioè una parte delle opere del museo che è chiuso. È aperto dalle 9.30 alle 18 da aprile a settembre e dalle 10 alle 17 da ottobre a marzo, come scrive il sito del museo.
Il Museo Emilio Greco, con le sculture in bronzo dell’artista che ha firmato le porte del Duomo, è compreso nel biglietto della cattedrale e ha i suoi stessi orari. Il Museo Archeologico Nazionale, invece, è chiuso per riallestimento dal 15 gennaio 2026, per «diversi mesi» e senza una data di riapertura: se in giro lo trovate fra le cose da vedere, è una pagina vecchia.
Biglietti e Carta Unica: conviene davvero?
Prima i prezzi, tutti dai gestori, perché anche la pagina della Carta Unica ne ha qualcuno vecchio (il Pozzo della Cava a 4 €, l’Underground a 8 €, il Faina a 6 €). Così il conto lo potete fare da soli.
| Luogo | Intero | Note |
|---|---|---|
| Duomo con San Brizio, Museo Emilio Greco e sotterranei | 8 € | 11 € con il Museo Faina; gratis fino a 10 anni |
| Pozzo di San Patrizio | 6 € | ridotto 4,50 € |
| Orvieto Underground | 10 € | ridotto 8 €; solo con guida |
| Pozzo della Cava | 5 € | ridotto 3,50 €; chiuso il lunedì |
| Torre del Moro | 3,80 € | ridotto 3 € |
| Museo Claudio Faina | 7 € | ridotto 5 € |
| Labirinto di Adriano | 5 € | prezzo dalla Carta Unica, il gestore non lo pubblica |
| Necropoli del Crocifisso del Tufo | 2 € | visita parziale, solo Antiquarium |
| Museo Archeologico Nazionale | chiuso | riallestimento, nessuna data |
| Fortezza dell’Albornoz | gratis | giardini pubblici |
La Carta Unica di Orvieto costa 35 € (ridotta 25 € per i ragazzi dai 10 anni, gli over 65, gli studenti e i gruppi), gratis sotto i 10 anni, e vale un anno. Comprende otto siti: il Duomo, il Museo Faina, il Labirinto di Adriano, la Torre del Moro, il Pozzo di San Patrizio, il Pozzo della Cava, Orvieto Underground e la necropoli. Non comprende il Museo Archeologico Nazionale né i trasporti e i parcheggi. Si compra online sul sito della Carta Unica o nei punti vendita di Piazza Duomo e Piazza Cahen.
Facciamo i conti. Tutti e otto i siti a prezzo pieno fanno 46,80 €, che scendono a 42,80 € con il biglietto Duomo più Faina: con la Carta risparmiate 7,80 €, a patto di visitarli davvero tutti. Ma la giornata che fanno quasi tutti è un’altra: Duomo con Faina, Pozzo di San Patrizio, Torre del Moro e Underground. Fanno 30,80 €, e la Carta da 35 ci perde. Conviene solo se ci aggiungete il Pozzo della Cava e il Labirinto, cioè da sei siti in su.
Le carte che convengono sono quelle piccole. Online si comprano quattro carte tematiche da 18 € (ridotte 12,50 €). La «Medioevo» (Duomo, Pozzo di San Patrizio, Torre del Moro e Faina) vi fa risparmiare 2,80 € sui biglietti singoli. La «Sotterranei» (Underground, Pozzo della Cava, Pozzo di San Patrizio e necropoli) 5 €. Ci sono anche la «Piazza Duomo» e la «Etruschi»: scegliete quella che somiglia alla vostra giornata.
Due dettagli pratici sulla Carta. Per Orvieto Underground non basta presentarla: la visita va prenotata per mail. E il pacchetto «Carta Unica più funicolare», che la Carta vende ancora a 37,50 €, oggi vi dà un mezzo che non funziona: la funicolare è ferma, ne parliamo nella sezione su come arrivare.
Quanto tempo serve: Orvieto in un giorno
Un giorno pieno basta per il cuore di Orvieto, perché la città è piccola e si gira tutta a piedi. Con due giorni ci aggiungete l’Anello della Rupe, i musei con calma e una gita nei dintorni, e la sera vi godete la città quando i gruppi in pullman sono già ripartiti.
In un giorno l’ordine conta, per via dei turni dell’Underground e degli orari della domenica. Un giro che funziona è questo:
| Quando | Cosa |
|---|---|
| Mattina | Duomo e Cappella di San Brizio all’apertura (9.30), poi Orvieto Underground al turno delle 11 o delle 12.15, che parte dalla stessa piazza |
| Pranzo | in centro, fra Piazza Duomo e Corso Cavour |
| Pomeriggio | Torre del Moro, Piazza del Popolo, poi il quartiere medievale con via della Cava, il Pozzo della Cava e San Giovenale |
| Tardo pomeriggio | Pozzo di San Patrizio e giardini della Fortezza dell’Albornoz, in Piazza Cahen, prima della chiusura |
| Secondo giorno | Anello della Rupe la mattina, Museo Faina, poi Civita di Bagnoregio o il Lago di Bolsena |
Due avvertenze sul calendario. La domenica il Duomo per i turisti apre solo fra le 10 e le 11 e poi dal primo pomeriggio, e il lunedì il Pozzo della Cava è chiuso. E se volete Orvieto in festa, segnatevi tre date: Umbria Jazz Winter dal 30 dicembre 2026 al 3 gennaio 2027, la Palombella a Pentecoste e il Corpus Domini con il Corteo Storico. Nel 2027 la Palombella, calcolando dalla Pasqua, cade il 16 maggio, e il Corpus Domini si festeggia domenica 30 maggio: quel giorno il Duomo sospende le visite. Se Orvieto è una tappa di un giro più largo, abbiamo messo insieme anche un giro di tre giorni in Umbria.
Come arrivare a Orvieto e dove parcheggiare
Orvieto è comodissima, perché sta sulla ferrovia Firenze-Roma e accanto all’autostrada A1. Il punto è la salita: la stazione e il casello sono giù a Orvieto Scalo, la città è in cima alla rupe, e per salire oggi c’è una cosa in più da sapere.
La funicolare è ferma dal 9 giugno 2026, e non c’è una data per la riapertura. Doveva essere una sospensione di dieci giorni per manutenzione, poi Busitalia l’ha prorogata, e a fine luglio il Comune di Orvieto ha spiegato che la relazione tecnica ha trovato problemi ai componenti di sicurezza e che servono autorizzazioni del Ministero prima di riaprire. Al suo posto c’è una navetta fra la stazione (Piazza Matteotti) e Piazza Cahen: nei feriali dalle 7.30 alle 20.30 ogni 10 minuti, nei festivi dalle 8 alle 20.30 ogni 15. Il prezzo della navetta non è pubblicato. La pagina di Trenitalia sul biglietto integrato «Orvieto Link» la funicolare la dà ancora come funzionante: non è così.
In treno da Roma Termini i regionali diretti impiegano fra 1 ora e 16 e 1 ora e 24 minuti, con il biglietto a 10,10 €; gli Intercity ci mettono più o meno lo stesso e costano 13,90-14,90 €. Da Firenze Santa Maria Novella i regionali veloci diretti impiegano circa 2 ore e 15, a 19,10 €: il Comune scrive un’ora e mezza, ma sul motore di Trenitalia i diretti non ci stanno. Da Piazza Cahen al Duomo si va a piedi lungo Corso Cavour oppure con il bus della circolare A, che ci mette circa quattro minuti; il biglietto urbano costa 1,30 €, 2 € se lo fate a bordo.
In auto si esce dall’A1 a Orvieto, e la macchina si lascia giù, perché il centro storico è zona a traffico limitato: i varchi di Corso Cavour verso Teatro Mancinelli e Piazza della Repubblica sono attivi a tutte le ore. Il parcheggio più comodo è Campo della Fiera, 620 posti coperti su due piani, collegato al centro da un percorso con ascensori, scale mobili e tappeti mobili che sbuca in via Ripa Medici. Costa 1,50 € la prima ora, poi a scalare, con un massimo di 12 € al giorno; le stesse tariffe valgono per il parcheggio multipiano di via Roma. Gli impianti di risalita aprono di norma alle 5.30, e l’orario di chiusura il Comune non lo pubblica.
Chi preferisce lasciare l’auto alla stazione trova 450 posti a Orvieto Scalo, e da lì sale con la navetta. È la soluzione più tranquilla se dormite allo Scalo.
Cosa mangiare a Orvieto
A Orvieto si mangia molto bene, e lo dico con convinzione. La cucina è quella dell’Umbria di confine, di terra e di bosco, e ha un paio di piatti suoi. Gli umbrichelli sono la pasta di casa, tirata a mano, e la ricetta della tradizione li vuole al sugo d’oca. La palomba alla leccarda è il piccione cotto allo spiedo, con la salsa che si raccoglie nella leccarda. E nei forni troverete le lumachelle orvietane, i panini a forma di chiocciola.

Il vino è l’Orvieto DOC, un bianco fatto soprattutto di Procanico, che è il nome locale del Trebbiano toscano, e di Grechetto, che insieme devono essere almeno il 60%. Esiste secco, abboccato, amabile e dolce, e ha una versione rara, la Muffa Nobile, un vino dolce da uve attaccate dalla muffa giusta. Le cantine sono tutte intorno alla rupe; se volete andarci senza guidare al ritorno, c’è il pranzo in cantina con degustazione da Argillae, e per chi vuole mettere le mani in pasta una lezione di cucina con la visita a una grotta etrusca e la cena.
E poi c’è la ceramica, che a Orvieto ha una storia lunga. La maiolica arcaica orvietana, fra la fine del Duecento e il Trecento, era decorata in bruno manganese e verde ramina su smalto bianco, con uccelli, pesci, animali e creature dalla testa umana. È stata ritrovata nel Novecento nei «butti», le discariche scavate nel tufo sotto le case, e le botteghe di oggi ne riprendono i motivi.

Dove dormire a Orvieto
A Orvieto la scelta vera è una: dormire sulla rupe o dormire allo Scalo. Cambia tutto, dall’atmosfera alla logistica.
Le due zone, e a chi servono
- Il centro storico sulla rupe: intorno al Duomo e lungo Corso Cavour. Si esce e si è arrivati, e la sera la città è vostra, quando i gruppi della giornata sono ripartiti. Il prezzo è l’auto: va lasciata a Campo della Fiera o in un parcheggio convenzionato, per via della ZTL.
- Orvieto Scalo: la parte nuova, ai piedi della rupe, vicino alla stazione e al casello dell’A1. Ha meno fascino e costa meno, ed è perfetta per chi arriva in treno, per chi usa Orvieto come base per i dintorni e per chi ha l’auto e non vuole pensare alla ZTL. In centro si sale con la navetta.
Quattro strutture su cui abbiamo fatto le verifiche
- Bed&Breakfast Duomo (€): in via Cesare Nebbia, nel centro storico. La scelta contenuta per dormire sulla rupe.
- Hotel Picchio (€): a Orvieto Scalo, con oltre milletrecento recensioni. Comodo per chi arriva in treno o in auto e vuole uscire presto per i dintorni.
- Hotel Duomo (€€): in vicolo di Maurizio, a pochi passi dal Duomo, con più di mille recensioni, quindi il voto è un dato e non un’opinione.
- Palazzo Petrvs (€€€): in via del Duomo, la fascia alta per l’occasione speciale.
Le fasce indicano il posizionamento relativo dentro la stessa città, non una cifra: i prezzi cambiano di settimana in settimana. La selezione parte da strutture con voto alto e un numero di recensioni sufficiente a rendere quel voto significativo.
I dintorni: Civita di Bagnoregio, il Lago di Bolsena e la rupe vista da fuori
Orvieto sta proprio sul confine con il Lazio, e i dintorni più famosi sono di là. Civita di Bagnoregio, il borgo sullo sperone di tufo che si raggiunge solo a piedi lungo il ponte, è a 20 km, una ventina di minuti d’auto fino al parcheggio di Bagnoregio, e l’accesso al ponte costa 5 €. Il Lago di Bolsena è a 23 km, poco meno di mezz’ora; il paese di Bolsena è anche quello del miracolo che ha fatto nascere la Cappella del Corporale. Verso est, invece, Todi sta a 38 km, tre quarti d’ora di strada.
Le due mete laziali si combinano bene in una giornata, e le abbiamo raccontate nella gita in un giorno fra Orvieto, Civita di Bagnoregio e il Lago di Bolsena. Se il viaggio continua verso sud, il resto della Tuscia viterbese, da Viterbo a Bomarzo, vi aspetta di là dal confine.
E se avete l’auto, una cosa da fare quando cala la sera: uscite dalla rupe e salite sulle colline di fronte, sulla strada verso Bolsena. Quando si accendono le luci, Orvieto diventa una nave illuminata sopra la valle, ed è il modo giusto per salutarla.

Le esperienze che conviene prenotare prima
- Visita guidata del Duomo di Santa Maria Assunta: la facciata e San Brizio spiegati da chi li conosce.
- Biglietto d’ingresso al Pozzo della Cava, allo stesso prezzo della cassa.
- Tour privato della città e del Duomo, due ore con un abitante del posto, per gruppi fino a venti persone.
- Pranzo in cantina con degustazione dei vini, due ore e mezza con i bianchi dell’Orvieto DOC.
- Lezione di cucina, grotta etrusca e cena, quattro ore e mezza per chi vuole portarsi a casa una ricetta.
La visita di Orvieto Underground non la trovate qui perché nessuna piattaforma la rivende: si prenota direttamente dal gestore.
Info essenziali
- Quanto tempo: un giorno pieno per il centro; due con l’Anello della Rupe e i dintorni.
- Dalla stazione: funicolare ferma dal 9 giugno 2026, navetta per Piazza Cahen ogni 10 minuti nei feriali e ogni 15 nei festivi.
- In auto: A1 uscita Orvieto, parcheggio Campo della Fiera (1,50 € la prima ora, massimo 12 € al giorno) con ascensori e scale mobili fino al centro. Il centro è ZTL.
- Duomo: 8 € con San Brizio, Museo Emilio Greco, sotterranei e audioguida. La domenica per i turisti solo 10-11 e dal primo pomeriggio.
- Sotto la rupe: Orvieto Underground 10 €, turni alle 11, 12.15, 16 e 17.15; Pozzo della Cava 5 €, chiuso il lunedì; Pozzo di San Patrizio 6 €.
- Chiusi: Museo dell’Opera del Duomo e Museo Archeologico Nazionale; la necropoli è aperta solo per l’Antiquarium.
- Carta Unica: 35 €, conviene da sei siti in su. Le tematiche da 18 € convengono prima.
- Gratis: i giardini della Fortezza dell’Albornoz, l’Anello della Rupe, le piazze e i panorami.
Domande frequenti su cosa vedere a Orvieto
Quanto tempo serve per visitare Orvieto?
Un giorno pieno basta per il centro: il Duomo con la Cappella di San Brizio, Orvieto Underground, la Torre del Moro, Piazza del Popolo, il quartiere medievale con il Pozzo della Cava e, in Piazza Cahen, il Pozzo di San Patrizio con la Fortezza dell’Albornoz. Con due giorni si aggiungono l’Anello della Rupe, il Museo Faina e una gita a Civita di Bagnoregio o al Lago di Bolsena.
Si paga per entrare nel Duomo di Orvieto?
Sì. Il biglietto costa 8 euro e comprende il Duomo con la Cappella di San Brizio, il Museo Emilio Greco, i sotterranei del Duomo e l’audioguida; con 11 euro si aggiunge il Museo Claudio Faina. Entrano gratis i bambini fino a 10 anni e chi ha la Carta Unica. Il Museo dell’Opera del Duomo è chiuso per lavori dal settembre 2024.
Conviene la Carta Unica di Orvieto?
Solo se visitate almeno sei siti. La Carta costa 35 euro e comprende otto luoghi; tutti e otto a prezzo pieno fanno 42,80 euro usando il biglietto Duomo più Faina. La giornata classica, cioè Duomo con Faina, Pozzo di San Patrizio, Torre del Moro e Orvieto Underground, costa 30,80 euro con i biglietti singoli. Convengono di più le carte tematiche online da 18 euro.
Dove parcheggiare a Orvieto?
Al parcheggio di Campo della Fiera, 620 posti coperti collegati al centro da ascensori, scale mobili e tappeti mobili: 1,50 euro la prima ora e al massimo 12 euro al giorno. Le stesse tariffe valgono per il multipiano di via Roma. In alternativa ci sono 450 posti a Orvieto Scalo, vicino alla stazione, da cui si sale con la navetta. Il centro storico è zona a traffico limitato.
Come si sale a Orvieto dalla stazione?
Oggi con la navetta. La funicolare fra la stazione di Orvieto Scalo e Piazza Cahen è ferma dal 9 giugno 2026 per problemi ai componenti di sicurezza, senza una data di riapertura. La navetta sostitutiva parte da Piazza Matteotti ogni 10 minuti nei feriali, dalle 7.30 alle 20.30, e ogni 15 nei festivi. Da Piazza Cahen al Duomo si va a piedi lungo Corso Cavour o con il bus della circolare A.
Quanti gradini ha il Pozzo di San Patrizio?
248 per ciascuna delle due scale elicoidali, una per scendere e una per risalire, che non si incrociano mai. Il pozzo ha 72 finestre e un diametro di 13 metri; sulla profondità gli enti divergono, 54 metri per il Comune e 62 per Umbria Tourism. Lo progettò Antonio da Sangallo il Giovane dal 1527, e il biglietto costa 6 euro.
Cosa vedere vicino a Orvieto?
Civita di Bagnoregio, a 20 km, una ventina di minuti d’auto, con l’accesso al ponte a 5 euro; il Lago di Bolsena, a 23 km, meno di mezz’ora; e verso est Todi, a 38 km. Civita e Bolsena si combinano bene in una giornata. Intorno alla città c’è anche l’Anello della Rupe, il sentiero ai piedi delle pareti di tufo.
Cosa si mangia a Orvieto?
Gli umbrichelli, la pasta fatta a mano che la tradizione vuole al sugo d’oca, la palomba alla leccarda, cioè il piccione allo spiedo con la sua salsa, e le lumachelle orvietane dei forni. Da bere c’è l’Orvieto DOC, un bianco di Procanico e Grechetto, che esiste anche nella versione dolce Muffa Nobile.