Nel 2002 cercavo un posto dove portare Ornella per la nostra prima fuga d’amore, in gran segreto. Volevo stupirla, avevo un fine settimana e nessuna idea. Poi ho visto la fotografia di un campo di lavanda a Valensole e ho deciso che era quello il posto. Ho approfondito la ricerca e ho scoperto che erano anche i luoghi del nostro pittore preferito, Vincent van Gogh: da lì non ho più smesso.
Da allora in Provenza ci sono tornato sei volte in dieci anni, e ogni volta mi ha dato la stessa sensazione di una serie televisiva che alla fine della puntata ti fa venire voglia di vedere subito la successiva. In questa guida ho messo tutto quello che ho imparato in quei sei viaggi: cosa vedere in Provenza zona per zona, quando andare davvero per la lavanda (e perché quasi tutti sbagliano il periodo), quanto costano gli ingressi e come organizzarsi in 3, 5 o 7 giorni. Perché come dico sempre, l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro.

In breve
La Provenza è la regione del sud della Francia che va dal Rodano alle Alpi, formalmente Provenza-Alpi-Costa Azzurra (PACA), sei dipartimenti. Le tappe imperdibili sono Arles con l’anfiteatro romano e i luoghi di Van Gogh, Avignone e il Palazzo dei Papi, il Pont du Gard, la Camargue con i cavalli bianchi e i fenicotteri, i borghi del Luberon (Gordes, Roussillon, Les Baux), l’altopiano di Valensole e le Gole del Verdon. Si gira in auto: i treni collegano le città ma non i borghi. Servono 3 giorni per una zona, 7 per l’intera regione. Per la lavanda la finestra vera è dal 20 giugno al 14 luglio a Valensole, perché a metà luglio inizia il taglio. Il Pont du Gard si visita gratis: si paga solo il parcheggio.
Indice
Dove si trova la Provenza (e perché Nizza non è Provenza)
La Provenza è la regione a sud della Francia, al confine con l’Italia: passato Ventimiglia siete già ufficialmente dentro. Va dalle Alpi al Rodano, che la divide dall’Occitania, e a nord confina con l’Alvernia-Rodano-Alpi.
Qui però nasce la confusione che vedo fare più spesso, e vale la pena chiarirla subito perché cambia il viaggio. Il nome amministrativo completo della regione è Provenza-Alpi-Costa Azzurra, in francese PACA: comprende quindi anche Nizza, Cannes, Antibes e Saint-Tropez. Ma quando un italiano dice “vado in Provenza” quasi sempre intende un’altra cosa: la Provenza storica dei borghi, della lavanda e di Van Gogh, cioè il triangolo tra Avignone, Arles e Valensole. Sono due viaggi diversi, distanti tra loro anche tre ore di auto. In questa guida quando dico Provenza intendo la seconda, e alla Costa Azzurra ho dedicato l’ultima sezione.
Attenzione: il Pont du Gard, che tutte le guide mettono tra le tappe della Provenza (compresa questa), tecnicamente non è in Provenza: sta in Occitania, oltre il Rodano, nel dipartimento del Gard. Ci si arriva in mezz’ora da Arles ed è giusto andarci, ma sapere da che parte del fiume siete vi aiuta a capire la geografia di questo viaggio.

Guardando la cartina della Provenza si vede che la regione è composta da sei dipartimenti, e conoscerli serve davvero perché è così che si orientano gli itinerari:
- Bocche del Rodano (13, Bouches-du-Rhône): Arles, Aix-en-Provence, Marsiglia, la Camargue, Les Baux. È la Provenza romana e di Van Gogh.
- Vaucluse (84): Avignone, Gordes, Roussillon, L’Isle-sur-la-Sorgue, il Luberon. È la Provenza dei borghi.
- Alpi dell’Alta Provenza (04, Alpes-de-Haute-Provence): Valensole, le Gole del Verdon, Moustiers. È la Provenza della lavanda.
- Alpi Marittime (06, Alpes-Maritimes): Nizza, Cannes, Grasse, Saint-Paul-de-Vence.
- Varo (83, Var): Saint-Tropez, Tolone.
- Alte Alpi (05, Hautes-Alpes): la parte alpina, poco battuta dal turismo italiano.
La regione include anche il Principato di Monaco, che è però uno stato indipendente.

Consiglio: prima di prenotare qualsiasi cosa, guardate la mappa e scegliete una zona sola per base. Il primo viaggio l’ho sbagliato proprio così: pensavo che “la Provenza” fosse un posto, e invece da Arles a Valensole ci sono quasi due ore, e dal Verdon a Nizza altre due e mezza. Con Arles come base si copre tutta la Provenza romana, con Avignone il Vaucluse e i borghi, con Moustiers il Verdon e la lavanda.
Cosa vedere in Provenza: le tappe zona per zona
Nei sei viaggi che ho fatto in Provenza mi sono costruito gli itinerari per zona, e ve li racconto nello stesso ordine in cui li ho scoperti. Visitare la Provenza in auto è il modo migliore, se non l’unico, per non perdersi le sue meraviglie: i borghi non hanno stazione, e le distanze tra una zona e l’altra sono vere.
Siamo quasi sempre stati più di sei persone, quindi per i nostri tour abbiamo noleggiato un pulmino da nove posti. Se lo fate anche voi, accertatevi che l’aria condizionata abbia una buona distribuzione su tutto il mezzo: in Provenza d’estate le temperature superano sempre i 30 gradi e noi una volta abbiamo trovato 46 gradi. Nei posti davanti si gela e dietro si soffre lo stesso.
Bocche del Rodano: Aix, Arles e la Provenza romana
Il nostro primo itinerario è partito da Aix-en-Provence, che da Viareggio dista appena quattro ore: siamo partiti il sabato molto presto e a metà mattina eravamo al mercato rionale, che si tiene il sabato mattina. Un’esperienza davvero très jolie: banchi di formaggi, manufatti in legno d’olivo, opere d’arte e tutti i prodotti della lavanda.
Quello che ci ha colpito di più, e che poi abbiamo ritrovato in quasi tutti i paesi della Provenza, è l’atmosfera delle piazzette nascoste con gli alberi enormi, i caffè pieni di gente che pranza mentre gli artisti di strada intonano Edith Piaf e Charles Aznavour. Un mood fatto per gli innamorati. In circa due ore si percorre il centro storico e si visita la cattedrale, poi si riparte per Arles, che a mio avviso è la regina della Provenza.

Arles sta sulle sponde del Rodano ed è stata fin dall’antichità un punto chiave dell’espansione romana verso la Spagna. I Galli qui non furono sopraffatti soltanto militarmente: applicando il vecchio panem et circenses i romani trasformarono i villaggi in una città con teatri, palazzi e un anfiteatro secondo solo al Colosseo. Fu luogo di congedo per i legionari della VI Legio Ferrata e una delle residenze preferite dall’imperatore Costantino. Percorrendo le sue vie si respira anche il medioevo: nella cattedrale di Saint-Trophime fu incoronato Federico Barbarossa come re di Arles.
Info pratica: l’Anfiteatro di Arles costa 11 euro (ridotto 9, gratis sotto i 18 anni). Orari: 9-19 da maggio a settembre, 9-18 in primavera e a ottobre, 10:30-16:30 in inverno. Un vantaggio poco noto: il biglietto dell’Arena dà la tariffa ridotta per 15 giorni all’Abbazia di Montmajour, al Château de Tarascon e a Glanum. Verificate su arlestourisme.com.
Van Gogh ad Arles: la Casa Gialla e il Café la Nuit
Il periodo che ci emoziona di più è però quello di Vincent van Gogh, che visse ad Arles dal 1888. Nella casa che il fratello Theo gli aveva affittato, la Casa Gialla, voleva creare un luogo dove i pittori impressionisti lavorassero insieme aiutati dalla splendida luce della Provenza, per superare l’egemonia di Parigi. La Casa Gialla oggi non esiste più, distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, ma vi assicuro che trovarsi in quel punto dà un’emozione fortissima.

L’altra emozione immensa l’abbiamo avuta cenando al Café de l’Alcazar, dove Van Gogh e Paul Gauguin dipinsero alcuni capolavori, tra cui il famosissimo Café la Nuit. Abbiamo cenato proprio ai tavoli che si vedono nel dipinto.

Info pratica: la Fondation Vincent van Gogh di Arles costa 10 euro (8 ridotto) ed è gratis sotto i 26 anni. Aperta tutti i giorni 10-19 a luglio e agosto, con chiusura alle 18 tra fine maggio e giugno. Attenzione: non conserva opere in permanenza, ma organizza mostre temporanee che dialogano con Van Gogh. Programma aggiornato su fondation-vincentvangogh-arles.org.
Camargue: cavalli bianchi, fenicotteri e Aigues-Mortes
Da non perdere la Camargue, che dista pochi chilometri da Arles. Anche qui si respira serenità e contatto con la natura, ed è uno dei posti più romantici del viaggio: spiagge che sembrano incontaminate, una natura incontrastata ma gestita, e i grandi branchi di cavalli bianchi al galoppo negli acquitrini, che ci hanno proiettato in un altro mondo.

Caratteristici anche i grandi allevamenti di bestiame, tra cui i tori usati per le corride, che in Camargue sono quasi tutte non cruente: una vera tauromachia, dove i tori escono dall’arena sulle loro zampe. Nei numerosi stagni è facile ammirare i fenicotteri rosa che sostano lungo le rotte migratorie. Da visitare anche i paesi: Saintes-Maries-de-la-Mer e Aigues-Mortes, quest’ultima una splendida città circondata da mura, al bordo dei grandi specchi d’acqua che confinano con il mare.

Tornando verso Arles abbiamo fatto tappa a Nîmes, una delle città più fiorenti della Gallia romana. Il suo anfiteatro è imponente e benissimo conservato, e come succede da queste parti viene ancora usato come arena e per gli eventi.

Il Pont du Gard: l’acquedotto romano che si visita gratis
Nella stessa area c’è un’altra testimonianza incredibile della grandezza dei romani: il Pont du Gard, l’acquedotto costruito intorno al 17 a.C. e ancora intatto in tutta la sua bellezza. Faceva parte di un lungo acquedotto che portava l’acqua a Nîmes e non è stato usato né cemento né calce per costruirlo, il che rende l’opera ancora più straordinaria.

Attenzione: quasi tutti scrivono che il Pont du Gard ha un biglietto d’ingresso. Non è vero: l’accesso al sito e al ponte a piedi è gratuito. I 9 euro che trovate ovunque sono solo il parcheggio, e si pagano per veicolo, non a persona e indipendentemente da quanto restate. Se arrivate a piedi, in bici o in autobus non pagate nulla. Il museo e gli spazi scoperta sono invece un biglietto separato e facoltativo (8 euro, ridotto 6, gratis sotto i 18). C’è anche un vantaggio che non dice nessuno: entro 14 giorni dal pagamento potete convertire il ticket del parcheggio in un abbonamento annuale gratuito registrando la targa. Tutto su pontdugard.fr.
Il fiume Gardon, nei pressi del ponte, è zona di balneazione. Dato che durante la nostra visita ci siamo trovati nel periodo più caldo di sempre, con i famosi 46 gradi, ne abbiamo approfittato anche noi. È una delle cose che consiglio di più: fare il bagno guardando un acquedotto romano di duemila anni fa non capita tutti i giorni.
Vaucluse: Les Baux, Saint-Rémy e i luoghi di Van Gogh
Sempre con Arles come base, procedendo verso nord si entra nel Vaucluse, l’area amata anche da Petrarca. Il nostro secondo itinerario puntava a Saint-Rémy-de-Provence, per vedere i luoghi dove Van Gogh passò i suoi ultimi mesi. Lungo la strada ci sono due tappe che non avevamo previsto e che sono state due belle sorprese.
La prima, a circa quattro chilometri a nord-est di Arles, è l’Abbazia di Montmajour, che ha accompagnato la storia della Provenza: all’inizio un eremo dell’XI secolo, punto di pellegrinaggio e luogo di sepoltura dei conti provenzali, poi nel XII secolo il monastero, e nel XIV la bellissima torre di vedetta. Una sosta inaspettata quanto istruttiva: ci siamo fermati circa un’ora.

Ripartiti sulla D17 si arriva a Les Baux-de-Provence, e appena arrivati non si può fare a meno di notare il possente castello diroccato che domina la valle. È un luogo pieno di storie e di leggende: la prima che vi raccontano è che i signori di Les Baux fossero addirittura i discendenti di Baldassarre, uno dei Re Magi.

Le discendenze dei conti di Les Baux andarono ben oltre i confini della Provenza: dai principi di Orange ai visconti di Marsiglia, fino all’Italia meridionale con i conti di Avellino. A metà del 1600 il feudo fu assegnato ai Grimaldi, e ancora oggi il principe Alberto di Monaco vanta il titolo di marchese di Les Baux. Da qui prende il nome anche la bauxite, il minerale fondamentale per l’alluminio, scoperto proprio qui nel 1822 dal geologo Pierre Berthier. Il castello, distrutto dal cardinale Richelieu perché sede di una comunità protestante, oggi ospita un museo di storia e numerosi eventi.
Info pratica: il Château des Baux costa 10 euro (8 per i 18-25 anni, 7 per i 7-17, gratis sotto i 7, famiglia 27). Nello stesso borgo ci sono le Carrières des Lumières, le cave di calcare trasformate in uno spettacolo immersivo proiettato sulle pareti: 16,50 euro. Se fate entrambi conviene il pass combinato a 21 euro, che ne fa risparmiare 5,50. Alle Carrières si paga solo con carta, e le mostre ruotano a seconda del giorno della settimana: controllate il calendario su carrieres-lumieres.com prima di andare, o rischiate di trovare uno spettacolo diverso da quello per cui siete venuti.
A Saint-Rémy-de-Provence ci siamo fermati per la notte. Ci siamo trovati in giro per il paese di domenica e abbiamo notato molto movimento nella strada principale: stavano montando lunghe paratie di ferro. Incuriositi abbiamo chiesto, ed era la corsa settimanale dei tori con i cavalieri provenzali. La banda locale Paul Richard ha dato inizio allo spettacolo: tori che correvano per le strade raggiunti dai cavalieri che cercavano di indirizzarli verso i recinti. Molto bello da vedere, e del tutto casuale: sono le cose che capitano solo se ci si ferma a dormire.
Il motivo che ci aveva spinto a fermarci era però, come sempre, Van Gogh: la Maison de santé Saint-Paul de Mausole, l’ospedale psichiatrico dove Vincent rimase dal 1889 per un anno. Dentro e fuori dall’ospedale ci sono cartelli che segnalano i punti esatti dove il pittore dipinse i suoi capolavori, da La notte stellata ai Cipressi e agli Iris.

Da Saint-Rémy siamo passati da Cavaillon, famosa per i meloni, per arrivare a L’Isle-sur-la-Sorgue. Ci siamo arrivati a fine mattinata e lo spettacolo è entusiasmante: il rumore predominante è lo scorrere dell’acqua, insieme al chiacchiericcio dei turisti e alla musica francese che esce dai bistrot. È uno dei paesi più belli di Francia, ed è famoso per il mercato e per l’antiquariato.

Risalendo il fiume Sorgue si arriva a Fontaine-de-Vaucluse, che per noi italiani è un riferimento storico-letterario importante: è il paese dove Petrarca visse parte della sua vita, dopo essersi innamorato di Laura vista in una chiesa di Avignone, e dove dal 1340 al 1341 compose i versi che hanno tormentato generazioni di studenti italiani, “Chiare, fresche et dolci acque”. Questo posto ispira poesia a ogni angolo, e la visita ci ha portati nel punto esatto dove nasce la Sorgue.

Avignone, la città dei Papi
Avignone è nota per aver ospitato il papato dal 1316 al 1423, dopo la scelta di papa Giovanni XXII di farne la propria sede, nel periodo che conosciamo come Cattività Avignonese. Devo essere onesto, ed è il bello di raccontare un viaggio vero invece di una brochure: Avignone non mi ha dato le stesse sensazioni delle altre città della Provenza. Il Palazzo dei Papi è davvero imponente, ma all’interno è praticamente spoglio di arredi e non è riuscito a suscitare la nostra immaginazione. Ci siamo stati tre ore e ci sono bastate.
Molto caratteristico è invece il ponte di Saint-Bénezet, il ponte di Avignone della filastrocca, del quale oggi restano solo 4 arcate delle 22 originarie, a causa delle violente inondazioni del Rodano.
Sur le pont d’Avignon, l’on y danse, l’on y danse. Sur le pont d’Avignon, l’on y danse tout en rond.

Info pratica: il Palazzo dei Papi costa 14,50 euro (ridotto 11,50, bambini 8-17 anni 8 euro), aperto 9-19 da marzo a inizio novembre con ultimo ingresso un’ora prima. Se volete vedere anche il ponte, il biglietto combinato Palazzo + Ponte costa 17 euro (13 ridotto, 9,50 per i bambini), e conviene. Segnalo che il sito ufficiale annuncia un importante cantiere di restauro a partire dal maggio 2026, che potrebbe cambiare tariffe e percorso: controllate su palais-des-papes.com prima di partire.
Il Luberon: Gordes, Roussillon e il Colorado Provenzale
La prima tappa del giro della lavanda è Gordes, un borgo arroccato su una collina che sembra un presepe. È considerato uno dei più belli di Francia grazie a un patrimonio architettonico e storico incredibilmente ricco, ed è stato il set di film romantici come Un’ottima annata con Russell Crowe.


A pochi chilometri da Gordes, arrampicandosi su una stretta strada di montagna, si raggiunge l’Abbazia di Sénanque, un gioiello incastonato nella lavanda. Nel corso degli anni abbiamo visto piantare ed espiantare le piante, perché questa erba officinale profumatissima ha una vita di circa 5-7 anni: è una coltivazione, non un giardino, e questo spiega perché il campo davanti all’abbazia non è sempre uguale a come lo avete visto nelle fotografie.

Info pratica: l’Abbazia di Sénanque costa 8 euro (6 per i 18-25 anni, 4 ridotto, gratis sotto i 6). Contrariamente a quello che si legge in giro, non è visitabile solo con la guida: c’è anche la visita libera con tablet HistoPad in 11 lingue. La guidata dura un’ora ed è solo in francese. Orari della visita libera: lunedì-sabato 9:30-11 e 13-17, domenica 13-17. Il sito ufficiale è senanque.fr: attenzione, il vecchio dominio abbayedesenanque.com è stato perso e oggi rimanda a un sito che non c’entra nulla con l’abbazia.
La strada che porta a Valensole passa per i villaggi di Roussillon e Rustrel, la terra dell’ocra. Questa zona ha basato la sua economia sulla vendita del pigmento, un commercio molto fiorente fino al 1958, quando le cave vennero chiuse. Siamo dentro quello che chiamano il Colorado Provenzale: si attraversano paesaggi dove si passa dal giallo acceso all’arancione e al rosso ocra, per poi esplodere nel verde della pineta. Uno dei camminamenti più suggestivi è quello dei camini delle Fate, formazioni rocciose simili a quelle della Cappadocia.
Attenzione: come al Pont du Gard, anche al Colorado Provenzale si paga per veicolo e non a persona, qualunque sia il numero di passeggeri, e la tariffa comprende parcheggio, ingresso, mappa dei sentieri e accesso a tutti i circuiti: non è “solo il parcheggio”. Un’auto costa 9 euro in alta stagione (da maggio a settembre) e 6 euro in bassa; moto 6 e 4, camper 12 e 10, van 15 e 13. In bici o a piedi si pagano 3 euro. Quindi più siete in macchina, meno spendete a testa. Occhio a due cose che non dice nessuno: il “tariffa ridotta” che vedete sul sito non è uno sconto per bambini o anziani, si applica solo se il circuito dei Belvédères è chiuso; e se prenotate online pagate sempre la tariffa piena. Da maggio ad agosto la prenotazione è raccomandata solo per la mattina, dalle 13 l’accesso è libero. Chiuso da metà novembre a inizio febbraio. Tutto su coloradoprovencal.fr.
Alpi dell’Alta Provenza: Valensole e le Gole del Verdon
Siamo arrivati finalmente sull’altopiano di Valensole e lo spettacolo è di quelli che fanno venire le lacrime agli occhi. Il mare viola di questa erba aromatica si trova tra l’area di Gordes e la zona del Verdon, e la Provenza produce da sola circa l’80% della produzione mondiale. Alla lavanda ho dedicato tutta la sezione qui sotto, perché è la parte del viaggio dove ho visto sbagliare più gente.

A pochi chilometri da Valensole, sempre nelle Alpi dell’Alta Provenza, si trova la zona delle Gole del Verdon. Da Valensole si arriva al lago di Sainte-Croix, un lago artificiale dalle acque turchesi che colpisce per la posizione e per i colori.

È usanza, ogni volta che ci andiamo, farci una nuotata nel lago. La zona è attrezzata per la balneazione e ci sono molti noleggi di canoe e pedalò per addentrarsi nelle gole. Le pareti del Verdon sono tra i siti più importanti di Francia per l’arrampicata sportiva, e anche canyoning e rafting sono molto sviluppati. Noi ci limitiamo a stare immersi nelle fresche acque del lago, che dopo il caldo del plateau è esattamente quello che ci vuole.
Attenzione: la navigazione nelle gole è vietata quando il vento supera i 28 km/h, e in quel caso le gole vengono chiuse con una linea di boe. Sono 28 km/h, non 80: basta molto meno di un mistral pieno per far saltare la gita in pedalò. Il vento si alza tipicamente a fine mattina, quindi conviene andare presto. Sul lago di Sainte-Croix i motori termici sono vietati (solo vela, remi o elettrico). Info sul sito del Parco naturale regionale del Verdon.
Molto caratteristico è il borgo di Moustiers-Sainte-Marie, arroccato tra due imponenti rupi attraversate da un vivace ruscello di montagna. Percorrendo le sue viuzze si respira un’atmosfera magica, e si possono comprare le tradizionali faïences, le maioliche smaltate.

Alpi Marittime e Costa Azzurra
La Provenza amministrativa è anche mare, e comprende la Costa Azzurra. Sulla via del ritorno, in ogni nostro tour scegliamo ogni volta una meta diversa: Nizza, Cannes, Antibes e Saint-Tropez sono quelle che abbiamo visitato.
Il borgo che ci ha colpito di più però non è sul mare: è Saint-Paul-de-Vence, un piccolo borgo romantico dove artisti del calibro di Matisse e Picasso avevano trovato il loro luogo di tranquillità. A Saint-Paul l’arte la fa da padrona, e resta uno dei posti dove tornerei domani.

Quando andare in Provenza
Il periodo migliore per visitare la Provenza va dalla primavera inoltrata ad agosto, per godersi i colori e le fioriture. Se il vostro obiettivo è la lavanda, la finestra si stringe parecchio e la spiego nel dettaglio più sotto: in sintesi dal 20 giugno al 10-14 luglio, perché poi comincia il taglio.
L’estate però può essere durissima. Le temperature superano sempre i 30 gradi e noi, eccezionalmente, abbiamo trovato 46 gradi: mettetelo in conto quando pianificate le camminate nei borghi arroccati, che sono tutti in salita e senza ombra. Se invece la lavanda non è la priorità, maggio e settembre sono i mesi più comodi: clima mite, luce bellissima, molta meno gente.
Il mistral: il vento che decide la vostra giornata
C’è una cosa di cui non parla quasi nessuna guida e che invece in Provenza cambia le giornate: il mistral. È un vento regionale, turbolento e secco, che si incanala nella stretta valle del Rodano e accelera. Soffia in media a 50 km/h con raffiche di 80-100 km/h, e contrariamente a quello che si pensa è più forte in inverno e primavera che in estate. Quanti giorni all’anno? Dipende da dove siete e da quale soglia si conta: tra gli 80 e i 130, con il massimo nel corridoio del Rodano. A Orange se ne contano più di 100, a Tolone circa 81.
Il paradosso del mistral è che spazza via le nuvole: i giorni di mistral sono i più limpidi e soleggiati dell’anno, quelli in cui si vede il Monte Ventoux da lontanissimo. Per le fotografie è un’arma a doppio taglio: la luce è tersa, ma con raffiche a 80-100 km/h la lavanda si muove e i primi piani nitidi delle spighe ve li scordate. Servono tempi rapidi.
Attenzione: d’estate il giorno di mistral è precisamente il giorno in cui rischiate di trovare le Calanques chiuse. Dal 1° giugno al 30 settembre l’accesso ai massicci delle Bocche del Rodano è regolato per il rischio incendio: ogni giorno tra le 17 e le 18 la prefettura pubblica il livello per l’indomani, massiccio per massiccio. Se è rosso, l’accesso a terra è vietato e la Route des Crêtes è chiusa: si può andare in barca ma è severamente vietato sbarcare. Controllate sempre la sera prima sul sito del Parco nazionale delle Calanques o con l’app ufficiale Mes Calanques.
Sentirete dire dai provenzali che il mistral dura sempre 3, 6 o 9 giorni. È un proverbio antico e ve lo riporto volentieri perché fa parte del posto, ma è folklore: Météo-France si limita a dire che un episodio può durare diversi giorni, anche più di una settimana. Non ci costruite sopra il programma.
La lavanda in Provenza: quando fiorisce e quando la tagliano
L’itinerario della lavanda resta il più emozionante della Provenza, ed è quello per cui sono partito la prima volta nel 2002. È anche quello dove ho visto sbagliare più viaggi, e il motivo è sempre lo stesso: la gente guarda quando fiorisce e non guarda quando la tagliano. Sono due date diverse, e la seconda conta più della prima.
Nei nostri sei viaggi ci siamo sempre andati tra il 20 giugno e il 10 luglio, e non è un caso: è l’unica finestra in cui a Valensole trovate la piena fioritura senza rischiare le stoppie. La regola strutturale, quella che non cambia mai, è che la fioritura segue l’altitudine: comincia a metà giugno in basso (Valensole, Luberon, valle del Rodano) e prosegue fino a fine luglio in quota (plateau di Sault, montagna di Lure). La piena maturità di un campo dura 3-4 settimane.

Tabella della fioritura: dove, quando e quando tagliano
| Zona | Quota | Piena fioritura | Taglio | Cosa ci cresce |
|---|---|---|---|---|
| Valensole | ~500-590 m | da metà giugno al 14 luglio | da metà luglio | lavandino |
| Sénanque (Gordes) | bassa | 20 giugno – 10 luglio | fine luglio / inizio agosto | lavandino |
| Luberon (Apt) | bassa | da metà giugno | da metà luglio | lavandino |
| Plateau di Sault | 650-1.400 m | lavanda fine: prima metà di luglio; lavandino: fino a metà agosto | da metà luglio a metà agosto | lavanda fine (70%) |
| Digne / Alto Verdon | alta | fino a inizio agosto | inizio agosto | misto |
Consiglio: la frase “ad agosto la lavanda non c’è più” è falsa in generale e vera solo per Valensole. Quando a metà luglio il plateau di Valensole viene tagliato, Sault, che sta 300 metri più in alto, è al suo massimo, e il suo lavandino regge fino a metà agosto. Se potete partire solo in agosto non rinunciate alla lavanda: salite di quota, cambiate zona. È il consiglio che nessuno vi dà e che vi salva la vacanza.
Lavanda o lavandino: quello che fotografate non è (quasi mai) lavanda
Questa è la cosa che mi ha sorpreso di più quando l’ho capita, e vale la pena saperla prima di partire. Oltre il 90% di quello che in Provenza chiamiamo lavanda è in realtà lavandino, un ibrido sterile tra la lavanda fine e la lavanda spigo. E siccome è sterile, si riproduce per talea: ogni pianta è un clone identico all’altra. È esattamente per questo che i campi da cartolina hanno quei filari perfettamente uniformi, con i cespugli tondi tutti uguali. La lavanda vera si riproduce da seme, quindi ogni pianta è diversa e i campi hanno un aspetto irregolare e sfumato, dal bianco al blu intenso.
| Lavanda fine | Lavandino | |
|---|---|---|
| Cos’è | specie, nasce da seme | ibrido sterile, clone da talea |
| Quota | sopra i 700-800 m | pianura e plateau, fino a 600-800 m |
| Aspetto | piccola, un fiore per stelo, campi irregolari | grande, cespuglio a palla, filari uniformi |
| Resa | 15-20 kg di olio per ettaro | 60-150 kg per ettaro |
| A cosa serve | alta profumeria, uso officinale | saponi e detersivi, nessuna proprietà medicinale |
| Dove | Sault, Albion, Lure, Diois | Valensole, Sénanque, Luberon |
Quindi sì: i due posti più fotografati al mondo per la lavanda, Valensole e Sénanque, coltivano lavandino. Lo dice l’abbazia stessa sul suo sito. Non è un inganno, è agronomia: a quelle quote la lavanda fine non renderebbe. Ma se volete vedere la lavanda vera, quella dell’olio essenziale AOP, dovete salire sul plateau di Sault, dove è il 70% della coltivazione e da dove esce oltre il 95% dell’olio a denominazione.

Le feste della lavanda (e perché non servono a vedere la lavanda)
Le tre grandi feste della lavanda hanno date ricorrenti e affidabili: Valensole la terza domenica di luglio, Sault il 15 agosto ogni anno, e il Corso de la Lavande di Digne-les-Bains la prima domenica di agosto, una manifestazione che esiste dal 1929. Nel 2026 cadono rispettivamente domenica 19 luglio, sabato 15 agosto e tra il 31 luglio e il 4 agosto.
Qui c’è però un paradosso che nessuno racconta e che ho imparato a mie spese: nessuna delle tre feste cade al picco di fioritura della propria zona. La festa di Valensole del 19 luglio arriva dopo la fine della piena fioritura e a taglio già iniziato, ed è logico: il programma è centrato sulla distillazione, sulle dimostrazioni di taglio a mano e sul mercato, non sui campi. Sault il 15 agosto è a fine ciclo, e il pezzo forte è il campionato di Francia di taglio della lavanda con la falcetta. Sono feste bellissime e ci si diverte, ma se organizzate il viaggio “per vedere la lavanda alla festa della lavanda”, state sbagliando viaggio: sono due obiettivi diversi e vanno in due settimane diverse.
Le regole nei campi: sono proprietà private
Una cosa che va detta chiaramente, perché negli anni la situazione è peggiorata: i campi di lavanda sono proprietà private e sono lo strumento di lavoro dei produttori, non parchi pubblici. Le regole ufficiali sono semplici: non raccogliete i fiori, non calpestate i filari, restate sui viottoli che bordano le parcelle, non lasciate rifiuti e non disturbate le api, che sul plateau sono ovunque.
Sembrano ovvietà, ma i produttori di Valensole hanno dovuto fare appelli pubblici perché hanno trovato turisti sdraiati sulle piante, automobili entrate nei campi e perfino una coppia di sposi entrata a cavallo per le fotografie. Raccogliere la lavanda è furto di raccolto, né più né meno. Gli agricoltori accolgono volentieri chi passa e compra in azienda: è anche il modo migliore per portarsi a casa qualcosa di vero invece del solito sacchettino del negozio di souvenir.
Itinerari in Provenza: 3, 5 o 7 giorni
Nel nostro primo viaggio in Provenza avevamo solo due giorni, e col senno di poi è stato l’errore classico: si prova a vedere tutto e si passa la vacanza in auto. La Provenza si gira per zone, scegliendo una base e restandoci. Ecco come organizzerei il tempo oggi, dopo sei viaggi.
| Durata | Base | Cosa ci vedete | Quando |
|---|---|---|---|
| 3 giorni | Arles | Aix, Arles e i luoghi di Van Gogh, Camargue e Aigues-Mortes, Pont du Gard, Nîmes | tutto l’anno, ideale maggio e settembre |
| 5 giorni | Arles + Avignone | i 3 giorni sopra, più Avignone, Les Baux e le Carrières, Saint-Rémy, L’Isle-sur-la-Sorgue, Fontaine-de-Vaucluse | primavera e inizio estate |
| 7 giorni | Arles + Avignone + Moustiers | tutto quanto sopra, più Gordes e Sénanque, Roussillon e il Colorado Provenzale, Valensole, Gole del Verdon e lago di Sainte-Croix | 20 giugno – 10 luglio se volete la lavanda |
Se avete solo un fine settimana, come l’avevo io nel 2002, il consiglio è di non provare a fare il giro: scegliete Arles e la Camargue, oppure la sola lavanda tra Gordes e Valensole. E se venite dalla Toscana, sappiate che da Viareggio ad Aix-en-Provence sono appena quattro ore: la Provenza è molto più vicina di quanto sembri.
Quanto costa visitare la Provenza: i biglietti
La Provenza ha avuto negli ultimi anni uno sviluppo turistico enorme e può essere per tutte le tasche, specialmente restando fuori dalle mete più ambite: Saint-Tropez, Saint-Paul-de-Vence e Arles sono care. I prezzi dei ristoranti sono in linea con quelli italiani. Quello che invece nessuno mette nero su bianco sono i biglietti, così ho fatto verificare uno per uno i prezzi sui siti ufficiali.
| Luogo | Intero | Note |
|---|---|---|
| Pont du Gard | gratis | si paga solo il parcheggio: 9 € per veicolo. Museo facoltativo 8 € |
| Palazzo dei Papi, Avignone | 14,50 € | ridotto 11,50 €; combinato col Ponte 17 € |
| Carrières des Lumières, Les Baux | 16,50 € | solo pagamento con carta; mostre diverse a seconda del giorno |
| Château des Baux | 10 € | pass con le Carrières 21 €, risparmiate 5,50 € |
| Anfiteatro di Arles | 11 € | ridotto 9 €; dà la ridotta per 15 giorni a Montmajour e Glanum |
| Teatro Antico di Orange | 11,50 € | audioguida e museo inclusi |
| Fondation Van Gogh, Arles | 10 € | gratis sotto i 26 anni |
| Abbazia di Sénanque | 8 € | visita libera con tablet o guidata in francese |
| Colorado Provenzale, Rustrel | 9 € per auto | 6 € in bassa stagione; per veicolo, non a persona. Include parcheggio, ingresso e circuiti |
Consiglio: le due cose che fanno risparmiare davvero sono i combinati (Palazzo dei Papi + Ponte a 17 euro, Château des Baux + Carrières a 21) e il fatto che al Pont du Gard e al Colorado si paga per veicolo: al Colorado un’auto costa 9 euro in alta stagione, quindi in quattro sono poco più di 2 euro a testa, e al Pont du Gard i 9 euro del parcheggio si dividono allo stesso modo. Nei nostri viaggi eravamo sempre in sei o più su un pulmino, e su queste due tappe la differenza si sentiva.
Dove dormire in Provenza
Per me l’alloggio è parte dell’esperienza, non un posto dove buttare la valigia: ho sempre alloggiato in dimore d’epoca, château e relais, mediamente costosi ma che aumentano senza dubbio il valore del viaggio. In Provenza è anche facile trovarne, perché il patrimonio di case di campagna trasformate in b&b è enorme. Detto questo, la prima decisione non è quale hotel, ma in quale zona.
Dove dormire in Provenza: in quale zona
- Arles e dintorni: la base migliore per il primo viaggio. Copre la Provenza romana, la Camargue, il Pont du Gard e Les Baux, ed è centrale per tutto il resto. È la scelta che rifarei.
- Avignone: comoda per il Vaucluse, i borghi del Luberon e L’Isle-sur-la-Sorgue. Buona se arrivate in treno, perché è l’unica con una stazione TGV vera.
- Campagna tra Saint-Rémy e Gordes: qui stanno i mas e gli château trasformati in b&b. Serve l’auto per forza, ma è la Provenza che si sogna.
- Moustiers-Sainte-Marie o Valensole: solo se il vostro obiettivo sono la lavanda e il Verdon. Lontana da tutto il resto, ma vi fa trovare i campi all’alba senza nessuno.
- Costa Azzurra: è un altro viaggio. Non usatela come base per la Provenza dei borghi, sono ore di auto.
Dove ho dormito io in Provenza
Ad Arles e dintorni
- La Fenière (€€): un piccolo albergo a dieci minuti di auto da Arles, dove abbiamo dormito la prima volta. Le camere non erano grandissime, ma la colazione in giardino tra fiori profumatissimi e camerieri in giacca nera sembrava un’ambientazione di Mary Poppins.
- Mas Saint Florent (€€): una bellissima villa con piscina in formula b&b, in mezzo alla natura poco fuori Arles. Ci siamo tornati due volte: camere molto curate e una cordialità incredibile da parte della proprietaria. Un punto d’appoggio romantico davvero top.
Nella campagna di Saint-Rémy
- Château in campagna (€€€): è stato un po’ difficile trovarlo, immerso nelle campagne vicino al borgo, ma passato il cancello lo spettacolo è assicurato: immensi saloni, camere con arredamento d’epoca, un enorme giardino con piscina e idromassaggio. Nella biblioteca ho potuto prendere in mano libri di fine Settecento, tra cui il resoconto del terzo anno della Rivoluzione francese firmato da Robespierre. Di posti così, in una vita, se ne trovano pochi.

Cosa fare in Provenza
- Tour dei campi di lavanda di Valensole e Sénanque, in giornata da Avignone o Aix.
- Escursione in barca o pedalò nelle Gole del Verdon dal lago di Sainte-Croix.
- Safari fotografico in Camargue tra cavalli bianchi e fenicotteri rosa.
- Passeggiata a cavallo nelle saline di Aigues-Mortes.
- Degustazione nei vigneti della Provenza, patria del rosé.
Info essenziali
- Come arrivare: in auto dall’Italia, autostrada da Genova verso la Francia. Da Viareggio ad Aix-en-Provence 4 ore. In treno TGV fino ad Avignone, ma poi serve l’auto a noleggio.
- Come muoversi: solo in auto. I treni collegano le città principali, non i borghi né i campi di lavanda.
- Quando andare: dal 20 giugno al 10-14 luglio per la lavanda a Valensole; maggio e settembre per il clima migliore e meno gente.
- Durata consigliata: 3 giorni per una zona, 7 per l’intera regione.
- Da sapere: al Pont du Gard e al Colorado Provenzale si paga per veicolo, non a persona. Le gole del Verdon chiudono alla navigazione sopra i 28 km/h di vento.
Domande frequenti sulla Provenza
Qual è il periodo migliore per visitare la Provenza?
Per la lavanda la finestra migliore va dal 20 giugno al 14 luglio, perché a metà luglio inizia il taglio a Valensole. Per il clima e la tranquillità sono meglio maggio e settembre: in estate le temperature superano sempre i 30 gradi e possono arrivare a 46.
Quando fiorisce la lavanda in Provenza?
La fioritura segue l’altitudine: comincia a metà giugno a bassa quota (Valensole, Luberon) e prosegue fino a fine luglio in quota (plateau di Sault). A Valensole la piena fioritura finisce intorno al 14 luglio, a Sénanque la finestra migliore è tra il 20 giugno e il 10 luglio. Le date slittano ogni anno col meteo, anche di due settimane.
Ad agosto in Provenza si vede ancora la lavanda?
A Valensole quasi mai: la raccolta comincia a metà luglio e ad agosto il plateau è in gran parte tagliato. Ma è vero solo per Valensole. Sul plateau di Sault, 300 metri più in alto, il lavandino regge fino a metà agosto: chi parte in agosto deve semplicemente salire di quota.
Il Pont du Gard è a pagamento?
No, l’accesso al sito e al ponte a piedi è gratuito. I 9 euro che si leggono ovunque sono solo il parcheggio, e si pagano per veicolo indipendentemente dal numero di passeggeri. Chi arriva a piedi, in bici o in bus non paga nulla. Il museo è un biglietto separato e facoltativo da 8 euro.
Quali sono i dipartimenti della Provenza?
La regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra (PACA) è divisa in sei dipartimenti: Alpi dell’Alta Provenza, Alte Alpi, Alpi Marittime, Bocche del Rodano, Varo e Vaucluse. Include anche il Principato di Monaco, che è però uno stato indipendente. Le città principali sono Nizza, Cannes, Grasse, Aix-en-Provence, Marsiglia, Arles e Avignone.
Nizza è in Provenza?
Dal punto di vista amministrativo sì, perché la regione si chiama Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Ma quando si dice “vado in Provenza” di solito si intende la Provenza storica dei borghi e della lavanda, tra Avignone, Arles e Valensole, che dista da Nizza anche tre ore di auto. Sono due viaggi diversi.
Quanti giorni servono per visitare la Provenza?
Bastano 3 giorni per una zona sola, con base ad Arles: Aix, Arles, Camargue e Pont du Gard. Con 5 giorni si aggiungono Avignone, Les Baux e il Vaucluse. Per l’intera regione, lavanda e Gole del Verdon comprese, servono 7 giorni con due o tre basi diverse.
Si possono raccogliere i fiori nei campi di lavanda?
No. I campi sono proprietà private e sono lo strumento di lavoro dei produttori: raccogliere è furto di raccolto. Le regole sono restare sui viottoli che bordano le parcelle, non calpestare i filari, non lasciare rifiuti e non disturbare le api. I produttori accolgono invece volentieri chi compra direttamente in azienda.
12 risposte
La Provenza è incantevole: ho visitato poco alla volta tutti i luoghi da te raccontati, uno più stupendo dell’altro. In aggiunta l’Isola di Porquerolles, altro paradiso che finalmente sono riuscita a raggiungere quest’anno. Lavanda, cavalli in Camargue (dove conto di tornare al più presto) e piccoli borghi incantati: ideale in tutte le stagioni.
Arriverà il momento in cui affitteremo quel camper e ci metteremo in viaggio per visitare tutte queste meraviglie
Non siamo mai stati in Provenza, ma prima o poi ci piacerebbe vedere questi paesaggi meravigliosi. Grazie per tutte le informazioni utili.
Io sono molto strana nelle mie preferenze di viaggio: ho visitato la Provenza praticamente in tutte le stagioni e l’ho amata moltissimo in inverno.
La Provenza…che fascino! Spero di andarci presto! Grazie per i consigli!
La Provenza è un posto straordinario, a tratti fiabesco. Ci sono stato molti anni fa e credo sia proprio il caso di ritornarci. Grazie della condivisione ??
Anch’io ho avuto la stessa impressione al Palazzo dei Papi di Avignone, molto spoglio. In Camargue S.Maries de la Mer è molto bello, da vedere, francese ma quasi spagnolo come abitudini, infatti la Plaza de Toros.
Io sono stata in Provenza due volte, una volta durante le vacanze di Pasqua (primavera) e una volta ad inizio della fioritura. E’ davvero bello lì. Ultimamente ho avuto diverse volte l’idea di tornarci, non sono mai stata alle Gole del Verdon e vedo anche dalle tue foto che varrebbe molta la pena, ma penso sempre che ormai sia molto preso di mira dai turisti…
Pensa che sono originaria di Ventimiglia, praticamente al confine con la Francia, e in alcune di queste zone vicinissime a casa non sono mai stata! Soprattutto non sono mai riuscita a vedere i campi di lavanda d’estate, mentre la Costa Azzurra e’ praticamente di casa!
Quanti itinerari bellissimi che ci hai proposto ? è da qualche anno che sogno di andare in Provenza per la fioritura della lavanda ma non sono ancora riuscita ad organizzare. Spero di farcela il prossimo anno e seguirò sicuramente i tuoi consigli
Prima o poi un on the road in Provenza dovrò organizzarlo, magari proprio durante il periodo di massima per la fioritura dei campi di lavanda. Trovo che ci siano molti borghi davvero caratteristici e ancora non intaccati dal turismo di massa che vale la pena di esplorare.