La prima volta non volevo andarci. Era il 2016, eravamo a Siracusa ospiti di amici, e quando hanno tirato fuori i biglietti per l’Edipo Re di Sofocle al teatro greco di Siracusa ho pensato seriamente di restare a Noto a fare due passi. Amo l’arte in tutte le sue forme, gran parte dei nostri viaggi si basa sull’arte, ma una tragedia greca di due ore su una gradinata di pietra mi sembrava il modo perfetto per annoiarmi a morte. Ornella mi ha convinto dicendo che sarebbe stata comunque una cosa nuova da segnare sul nostro taccuino delle esperienze. Aveva ragione lei: ci sono tornato altre due volte, nel 2017 e nel 2018.
Questo pezzo mette insieme le due cose che al teatro greco di Siracusa si possono fare, e che sono due viaggi diversi nello stesso posto: visitarlo di giorno, dentro il Parco archeologico della Neapolis, e assistere la sera a una rappresentazione classica della Fondazione INDA. Trovate quanto costa entrare, quanto tempo serve davvero, come si prendono i biglietti degli spettacoli e cosa avrei voluto sapere prima di sedermi su quella pietra. Se poi il teatro è una tappa di un viaggio più lungo, il percorso completo è nel giro della Sicilia orientale.

In breve
Il teatro greco di Siracusa è del V secolo a.C. ed è scavato dentro la roccia del colle Temenite, non costruito: è la cavea più grande del mondo greco. Si visita dentro il Parco archeologico della Neapolis, insieme all’Orecchio di Dionisio, all’Anfiteatro romano e all’Ara di Ierone: ingresso 14 € intero e 7 € ridotto, circa due ore per il parco intero. Da maggio a fine giugno ospita le rappresentazioni classiche della Fondazione INDA, con biglietti da 35 € nel settore S. Dal cancello d’ingresso al teatro ci sono circa 700 metri in salita, senza ombra.
Indice dell’Articolo
Il teatro greco di Siracusa è scavato dentro la roccia
Il teatro greco di Siracusa risale al V secolo avanti Cristo e non è un edificio costruito: è una collina tagliata. La cavea è ricavata direttamente nella roccia viva del colle Temenite, gradino dopo gradino, e questo lo rende diverso da quasi tutti gli altri teatri antichi che si visitano in giro per il Mediterraneo. Con i suoi 138 metri di diametro è la cavea più ampia che il mondo greco ci abbia lasciato.
Nei miei ricordi scolastici il nome di Siracusa era legato ad Archimede e alla guerra contro Roma, e mi ero perso la cosa più bella: qui ci ha lavorato Eschilo in persona. Il padre della tragedia greca fu ospite del tiranno Ierone I e proprio a Siracusa mise in scena I Persiani, che è l’unica tragedia greca sopravvissuta a raccontare un fatto storico vero e non un mito. Quando siete seduti lì dentro, state guardando lo stesso pendio che guardava lui.
Non si visita la ricostruzione di un teatro antico: si entra dentro quello vero, e ventiquattro secoli dopo ci si assiste ancora agli spettacoli per cui era stato tagliato.
Dove si trova: il Parco archeologico della Neapolis
Il teatro non si visita da solo: sta dentro il Parco archeologico della Neapolis, nella zona nord di Siracusa, a circa 2 km da Ortigia. Il biglietto è unico per tutta l’area, e nella stessa passeggiata si vedono quattro cose che da sole varrebbero il viaggio.
- L’Orecchio di Dionisio: la grotta artificiale alta 23 metri dentro la Latomia del Paradiso, con l’acustica che amplifica ogni suono. Il nome glielo diede Caravaggio nel 1608.
- L’Anfiteatro romano: più tardo, di età imperiale, scavato anch’esso nella roccia. Qui si facevano i giochi, non il teatro.
- L’Ara di Ierone II: il più grande altare del mondo greco, quasi 200 metri di lunghezza, di cui resta il basamento scavato nella roccia.
- Le Latomie: le cave di pietra da cui è uscita la città, diventate poi prigioni e oggi giardini di agrumi e magnolie.
Attenzione: il teatro greco e l’anfiteatro romano sono due monumenti diversi, dentro lo stesso parco e a qualche centinaio di metri l’uno dall’altro. In tanti cercano l'”anfiteatro greco di Siracusa”, che non esiste: i greci costruivano teatri a semicerchio per le tragedie, mentre gli anfiteatri ellittici per i giochi sono un’invenzione romana. Se avete visto una foto della gradinata con gli spettacoli, quello è il teatro.

Biglietti, orari e quanto costa la visita
L’ingresso all’area archeologica della Neapolis costa 14 € intero e 7 € ridotto, ed è gratuito per i minori di 18 anni. Il parco apre alle 8:30 e nei giorni ordinari chiude alle 15:30, con orario prolungato fino alle 16:45 nei festivi; gli orari cambiano con la stagione e nei periodi di allestimento degli spettacoli, quindi vale sempre la pena ricontrollarli sul sito del Parco archeologico di Siracusa prima di partire. L’ingresso è gratuito per tutti il 2 giugno e il 4 novembre.
Esiste anche un biglietto cumulativo che comprende il Museo archeologico regionale Paolo Orsi, che sta a un chilometro e mezzo di distanza e conserva i reperti usciti da qui. Sul prezzo del cumulativo non scrivo una cifra apposta: fra sito del parco, Comune e rivenditori ne ho trovate tre diverse, e preferisco mandarvi a chiedere in biglietteria piuttosto che darvi un numero sbagliato. Se avete mezza giornata in più, comunque, il Paolo Orsi da solo costa 10 € e vale la sosta.
Info pratica: dai cancelli d’ingresso al teatro vero e proprio ci sono circa 700 metri, in salita e quasi senza ombra. Non è una passeggiata proibitiva, ma non è nemmeno “è lì dietro”. Per il parco intero, con Orecchio di Dionisio e Latomie, mettete in conto due ore.
Le rappresentazioni classiche: cos’è l’INDA
Ogni primavera il teatro smette di essere un sito archeologico e torna a fare il suo mestiere. È la stagione delle rappresentazioni classiche della Fondazione INDA, l’Istituto Nazionale del Dramma Antico, che va avanti dal 1914: cominciarono proprio con l’Agamennone di Eschilo, e da allora, salvo le interruzioni delle due guerre, il ciclo non si è più fermato.
La differenza con qualsiasi altro festival teatrale è tutta lì: non è un palco montato in un luogo suggestivo, è il luogo per cui quei testi erano stati scritti. Gli spettacoli cominciano nel tardo pomeriggio e la scena viene ricostruita ogni anno da capo dentro l’orchestra, con materiali veri. Nell’anno di Sette contro Tebe avevano portato dentro un albero enorme e coperto tutto di sabbia rossa.

Cosa si prova a vedere una tragedia lì dentro
Comincia che è ancora giorno. Poi il sole scende, la luce cambia da sola, e l’epilogo arriva col cielo che si è fatto rosa dietro il colle: nessun tecnico delle luci potrebbe scriverlo meglio di così. È l’unica cosa che nessuna foto vi restituisce, ed è anche la ragione per cui gli orari d’inizio si spostano di mezz’ora fra maggio e giugno, seguendo il tramonto.
Nel 2016 ho visto l’Edipo Re convinto di annoiarmi, e alla fine sono rimasto seduto senza parole. L’anno dopo abbiamo scelto Sette contro Tebe di Eschilo proprio per la continuità con la tragedia precedente: Eteocle e Polinice, i figli di Edipo, si erano accordati per regnare un anno ciascuno su Tebe, ma allo scadere del mandato Eteocle non restituisce il trono, il fratello arma sei guerrieri di Argo e li schiera con sé davanti alle sette porte della città. Alla fine i due si uccidono a vicenda. Nel 2018 siamo tornati per l’Edipo a Colono, e quella volta con dei carissimi amici venuti apposta da Viareggio.
Tre volte su tre, due ore sono letteralmente volate. Alla fine di Sette contro Tebe ero stranito, e non me lo aspettavo: l’abilità degli attori, la forza della storia e il posto in cui la stavi ascoltando facevano una cosa sola. In cavea c’erano centinaia di studenti, molti dei quali sembravano non apprezzare per niente, e li capisco: alla loro età anch’io vivevo queste cose come una costrizione da sopportare invece che come un’occasione da ricordare. Per fortuna si cresce.


Cittadini di Cadmo, deve dire ciò che il momento esige colui che alla poppa della città veglia sul bene comune e il timone dirige senza mai assopire le palpebre al sonno.


Come comprare i biglietti per la stagione
La stagione va da maggio a fine giugno e i biglietti si aprono con largo anticipo, di solito l’estate precedente: la prevendita della 62ª stagione, quella del 2027, è aperta dal 5 agosto. In cartellone ci sono Gli Uccelli di Aristofane per la regia di Davide Livermore, le Troiane di Euripide nella traduzione di Alessandro D’Avenia con la regia di Theodoros Terzopoulos, e il Filottete di Sofocle diretto e interpretato da Luca Micheletti. Gli spettacoli cominciano alle 19:00 a maggio e alle 19:30 a giugno.
I prezzi cambiano per settore e per giorno della settimana, e la differenza non è piccola. Questi sono i riferimenti della biglietteria ufficiale, da ricontrollare sul sito della Fondazione INDA perché si aggiornano a ogni stagione.
| Settore | Da lunedì a giovedì e domenica | Venerdì e sabato |
|---|---|---|
| A-F, i più vicini alla scena | 56 € | 69 € |
| G-P, i settori centrali e alti | 49 € | 54 € |
| S, il più economico | 35 € | 35 € |
| Ragazzi dagli 8 ai 14 anni | 30 € nei settori A-P | 20 € nel settore S |
Nel 2017 noi avevamo pagato 20 euro a testa scegliendo una data infrasettimanale a posto unico. Quella formula oggi esiste ancora ma ha cambiato natura, e ve lo dico perché non ci facciate conto: si chiamano giornate siracusane, costano 20 € e sono riservate ai residenti in provincia di Siracusa, documento alla mano, acquistabili solo di persona in biglietteria. Se non siete di lì, il modo per spendere poco è un altro: il settore S a 35 €, che costa uguale tutti i giorni della settimana, e in generale una data infrasettimanale invece del venerdì o del sabato.
Attenzione: i biglietti delle rappresentazioni classiche si comprano solo dal circuito ufficiale della Fondazione INDA e dai suoi rivenditori autorizzati. Non esiste nessun pacchetto turistico che li includa, e diffidate dei canali di rivendita fra privati, dove i prezzi che ho visto erano parecchio sopra il nominale.

Come arrivare e dove parcheggiare
L’aeroporto di riferimento è Catania-Fontanarossa, a circa un’ora d’auto. Noi da Pisa avevamo trovato un volo a una sessantina di euro andata e ritorno e a Catania abbiamo noleggiato una macchina, che resta il modo più sensato di girare questa parte della Sicilia: i treni collegano le città principali ma non vi portano a Vendicari né dentro il Val di Noto. Se volete confrontare le tariffe di noleggio per le vostre date, fatelo con calma da casa prima di partire: al banco dell’aeroporto si paga sempre di più.
Il parco ha l’ingresso su Via Romagnoli, dove si trova anche la biglietteria. I parcheggi della zona sono a pagamento e nei giorni di spettacolo si riempiono presto: se dormite a Ortigia conviene lasciare l’auto dov’è e prendere un taxi o l’autobus urbano, perché nel tardo pomeriggio il traffico verso la Neapolis è quello che è.
Consigli per goderselo davvero
Il primo consiglio riguarda il sedere, e non è una battuta. Si sta seduti su gradinate di pietra per due ore: la Fondazione noleggia i cuscini all’ingresso, prendetelo. Il secondo riguarda l’acqua e un cappello, perché a maggio il sole batte sugli spalti fino a tardi e si comincia con la luce piena.
Il terzo me lo sono guadagnato sul campo. Nell’anno di Sette contro Tebe siamo arrivati con oltre 90 minuti d’anticipo pensando di essere previdenti, e abbiamo trovato migliaia di ragazzi già in attesa davanti ai cancelli. Quando li hanno aperti mi sono ritrovato a fare una gara di corsa sui 700 metri contro un fiume di studenti per accaparrarmi il posto migliore, una specie di Abebe Bikila dei giorni nostri. Ho perso. Alla fine ci siamo seduti in alto ma ben centrali e si vedeva benissimo, il che mi porta al punto vero: se il vostro biglietto è a posto unico o a posti non numerati l’anticipo serve, se invece avete un posto numerato potete arrivare con calma e godervi il parco prima.
Consiglio: non cercate per forza la prima fila. Nel 2018 abbiamo strafatto prenotando posti centralissimi nella prima fila della seconda cerchia, ed è vero che si vedono le facce degli attori, ma su una scena larga come quella di Siracusa una posizione un po’ più alta e centrale vi fa vedere il disegno d’insieme, che è metà della regia. E costa anche meno.


Visite guidate ed esperienze a Siracusa
- Tour del Parco archeologico della Neapolis in piccolo gruppo, circa un’ora e mezza: utile se volete capire cosa state guardando invece di camminare fra i sassi senza contesto.
- Tour a piedi di Ortigia e del Castello Maniace, 2 ore, da mettere nel giorno in cui non c’è lo spettacolo.
- Bus turistico hop on hop off: la soluzione comoda per fare Ortigia-Neapolis senza spostare l’auto.
- Le rappresentazioni classiche dell’INDA: non si prenotano da qui e non esiste nessun prodotto turistico che le includa. I biglietti si comprano solo dal circuito ufficiale della Fondazione, come spiegato sopra.
Dove dormire a Siracusa
La scelta vera è una sola: dormire a Ortigia oppure vicino alla zona archeologica. Noi abbiamo sempre scelto Ortigia e lo rifarei, ma la sera dello spettacolo bisogna mettere in conto lo spostamento.
Dove dormire a Siracusa: in quale zona
- Ortigia: l’isola che è il centro storico, tutta a piedi fra mare, Duomo e Fonte Aretusa. È la scelta più bella e la più cara, ideale per chi si ferma qualche giorno. Dal teatro dista una ventina di minuti in auto o in taxi.
- Zona Neapolis e Viale Teocrito: la terraferma vicino al parco archeologico e al Museo Paolo Orsi. Meno scenografica e più economica, ma la sera dello spettacolo ci si va a piedi.
- Zona balneare, Arenella e Fontane Bianche: per chi mette il mare al primo posto e ha l’auto, a una ventina di chilometri dal centro.
Dove dormire a Siracusa: hotel, b&b e appartamenti
Le abbiamo scelte tutte dentro Ortigia e tutte sopra una soglia di punteggio e di numero di recensioni, su fasce diverse.
- Aretusa Vacanze B&B (€€): in un palazzo del Seicento in vicolo Zuccalà, a pochi passi dalla Fonte Aretusa e da Piazza Duomo. È la struttura più recensita dell’isola.
- Archimede Apartments (€): appartamenti in via Gaetano Zummo, dentro Ortigia, fino a tre ospiti. La soluzione per chi vuole una cucina e si ferma più giorni.
- Palazzo Spagna (€€): fino a otto ospiti, la scelta giusta se andate in gruppo o in due coppie, come capita spesso a noi.
- Grand Hotel Des Étrangers (€€€): cinque stelle affacciato sul Porto della Marina, sul passeggio Adorno. Un albergo storico, per chi vuole fare le cose in grande.
Cosa vedere intorno al teatro greco
Il teatro da solo è mezza giornata, e sarebbe un peccato ripartire. Ortigia si gira a piedi in una sera e la sua Piazza Duomo, con la cattedrale costruita dentro un tempio greco di Atena di cui si vedono ancora le colonne, è una delle più belle d’Italia. A mezz’ora di strada comincia il Val di Noto, il tardo barocco patrimonio UNESCO, e da lì si scende verso Modica e il suo cioccolato oppure verso la riserva di Vendicari, che a maggio è piena di fenicotteri e ad agosto è mare.

Noi il teatro l’abbiamo sempre inserito in un giro di quattro o cinque giorni, e il racconto di quel percorso sta in quattro giorni nella Sicilia Barocca. Se invece state ancora decidendo in che parte dell’isola andare, il quadro d’insieme è nella guida su cosa vedere in Sicilia.



Info essenziali
- Dove: Parco archeologico della Neapolis, Via Romagnoli, Siracusa, a 2 km da Ortigia.
- Come arrivare: aeroporto di Catania-Fontanarossa a circa un’ora, poi auto a noleggio.
- Biglietti: 14 € intero, 7 € ridotto, gratis sotto i 18 anni. In biglietteria oppure online.
- Durata: un’ora per il solo teatro, due ore per tutto il parco archeologico.
- Quando andare: da maggio a fine giugno per le rappresentazioni classiche, in primavera o in autunno per la sola visita, evitando il caldo di luglio e agosto.
Domande frequenti sul teatro greco di Siracusa
Quanto costa il biglietto per il teatro greco di Siracusa?
L’ingresso all’area archeologica della Neapolis, che comprende il teatro greco, costa 14 € intero e 7 € ridotto, ed è gratuito sotto i 18 anni. I biglietti delle rappresentazioni classiche sono un’altra cosa e partono da 35 € nel settore S.
Quanto tempo serve per visitare il teatro greco di Siracusa?
Per il solo teatro basta un’ora. Per tutto il Parco della Neapolis, con l’Orecchio di Dionisio, l’Anfiteatro romano, l’Ara di Ierone e le Latomie, servono circa due ore, considerando anche i 700 metri in salita dall’ingresso.
Che differenza c’è tra il teatro greco e l’anfiteatro romano di Siracusa?
Sono due monumenti distinti dentro lo stesso parco. Il teatro greco è del V secolo a.C., ha la forma a semicerchio ed è scavato nella roccia del colle Temenite; l’anfiteatro romano è di età imperiale, ha pianta ellittica e ospitava i giochi. L’anfiteatro greco, che in molti cercano, non esiste.
Quando ci sono le rappresentazioni classiche al teatro greco di Siracusa?
La stagione della Fondazione INDA va da maggio a fine giugno di ogni anno. Gli spettacoli cominciano alle 19:00 a maggio e alle 19:30 a giugno, così che l’epilogo cada al tramonto.
Si può visitare il teatro greco durante gli allestimenti?
Sì, ma con limitazioni: nei mesi che precedono e accompagnano la stagione il teatro è occupato dalla scena e dalle strutture di servizio, e l’accesso alla cavea può essere ridotto o chiuso. Il resto del parco resta visitabile, e conviene verificare prima sul sito del Parco archeologico.
Quanti spettatori contiene il teatro greco di Siracusa?
Nell’assetto antico la cavea, larga 138 metri, poteva accogliere circa 15.000 persone. Oggi la capienza autorizzata per le rappresentazioni è di alcune migliaia di posti, distribuiti nei settori dalla A alla S.
Conviene prenotare in anticipo i biglietti degli spettacoli?
Sì. La prevendita apre l’estate precedente e le date del fine settimana e dei titoli più noti si esauriscono presto. Chi punta al settore S, che è il più economico, fa bene a muoversi appena aprono le vendite.
Dove conviene dormire per andare al teatro greco?
A Ortigia se volete il centro storico e il mare, mettendo in conto una ventina di minuti di spostamento la sera dello spettacolo. Nella zona di Viale Teocrito e della Neapolis se preferite arrivare a teatro a piedi.