Viterbo cosa vedere: San Pellegrino, Palazzo dei Papi e terme

Aggiornato il 27 Ottobre 2026

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Viterbo cosa vedere vista

Viterbo la conosco bene. Ci sono stato decine di volte, e a forza di tornarci l’ho vista praticamente tutta: il centro medievale, le piazze con le fontane, le terme, i dintorni che da soli valgono altri tre o quattro viaggi. È una città che non ha bisogno di effetti speciali, e forse per questo resta fuori dai giri più battuti: chi arriva da Roma per un pomeriggio di solito riparte con l’idea di aver visto troppo poco, e ha ragione.

Questa guida mette in fila cosa vedere a Viterbo, dentro e fuori le mura, con i prezzi letti sui siti dei gestori il 20 ottobre 2026. Ne vale la pena, perché in giro ne circolano parecchi scaduti: il Palazzo dei Papi a 10 € quando dal 1° ottobre ne costa 12, il Museo Civico dato per aperto mentre è chiuso, la Pietà di Sebastiano del Piombo messa nel museo sbagliato e una mappa delle «terme libere» che non corrisponde più a quello che si trova. Se state girando la regione, la Tuscia è una delle zone che raccontiamo nella guida ai luoghi da vedere nel Lazio oltre Roma.

In breve

Viterbo si gira a piedi in un giorno pieno; con due ci aggiungete le terme e una gita nei dintorni. Il cuore è Piazza San Lorenzo con il Palazzo dei Papi, la Loggia e la Cattedrale: un biglietto solo, 12 € dal 1° ottobre 2026. Accanto c’è il quartiere medievale di San Pellegrino, poi Piazza del Plebiscito con la Pietà di Sebastiano del Piombo al Museo dei Portici (8 €), la Fontana Grande e la Rocca Albornoz con il Museo Nazionale Etrusco (7 €). Sotto la città c’è Viterbo sotterranea, da 4 €. Il Museo Civico è chiuso. Le vasche termali gratuite sono il Bullicame e le Piscine Carletti; il Bagnaccio costa da 8 €, le Terme dei Papi 18 € nei feriali. La sera del 3 settembre c’è il Trasporto della Macchina di Santa Rosa, patrimonio UNESCO. Da Roma il treno costa 5,60 €, ma da Termini si cambia. Il martedì d’inverno e il lunedì sono i giorni peggiori per venirci.

Il quartiere medievale di San Pellegrino

Se di Viterbo vi resta in mente un’immagine sola, sarà questa. San Pellegrino è il quartiere medievale della città, ed è fra i più integri d’Italia: case e torri in peperino, la pietra vulcanica grigia della Tuscia, archi che scavalcano i vicoli, piazzette che si aprono all’improvviso. Il segno che lo distingue sono i profferli, le scale esterne in pietra che salgono dalla strada al primo piano e finiscono su un piccolo ballatoio: le trovate su quasi ogni casa, e sono il motivo per cui le fotografie di San Pellegrino si somigliano tutte, ma nessuna rende l’idea.

Viterbo cosa vedere San Pellegrino
Viterbo cosa vedere San Pellegrino

Il centro del quartiere è piazza San Pellegrino, con il Palazzo degli Alessandri, del Duecento, con il suo grande profferlo. Da fine novembre all’Epifania, durante il Christmas Village, dentro il palazzo c’è la Casa di Babbo Natale; il resto dell’anno è una piazza silenziosa, e conviene arrivarci la mattina presto o nel tardo pomeriggio, quando i gruppi non ci sono.

In via San Pellegrino, ai numeri 60 e 62, c’è il Museo del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, che racconta la festa del 3 settembre con i bozzetti e i pezzi delle Macchine passate. L’ingresso è gratuito, ed è aperto dal mercoledì alla domenica dalle 10.30 alle 13 e dalle 15.30 alle 18; lunedì e martedì è chiuso. Anche il Museo della Ceramica della Tuscia, in via Cavour 67 a Palazzo Brugiotti, è gratuito: da ottobre a marzo apre dal venerdì alla domenica, da aprile a settembre dal giovedì alla domenica.

Il mio consiglio: San Pellegrino si gira senza mappa. Il quartiere è piccolo e chiuso fra le mura e piazza San Lorenzo, quindi perdersi non costa niente, e i vicoli laterali sono quelli dove si vedono meglio i profferli e le torri mozzate.

Piazza San Lorenzo: il Palazzo dei Papi, la Loggia e la Cattedrale

Viterbo è la «città dei papi» per una ragione precisa: nella seconda metà del Duecento è stata per una ventina d’anni la sede della corte papale, e il Palazzo dei Papi è il luogo dove quella storia è successa. La facciata che tutti fotografano è la Loggia, una fila di archi gotici sottili affacciata sulla valle: i suoi archi, come scrive il gestore, fanno da scena a Piazza San Lorenzo, e si vedono gratis dalla piazza.

Viterbo cosa vedere palazzo dei papi
Viterbo cosa vedere: San Pellegrino, Palazzo dei Papi e terme 12

Dentro c’è l’Aula del Conclave, ed è qui che va raccontato l’episodio per cui Viterbo è nei libri. Papa Clemente IV muore a Viterbo il 29 novembre 1268, e i cardinali non riescono ad accordarsi sul successore per quasi tre anni. Secondo la Treccani a un certo punto il capitano del popolo, Raniero Gatti, li chiude dentro il palazzo e, su consiglio di san Bonaventura, fa scoperchiare il tetto della sala e diminuire i viveri. Gregorio X viene eletto il 1° settembre 1271: due anni e dieci mesi, il conclave più lungo della storia.

Una cosa che in giro si legge, e non è così. Molte pagine scrivono che la parola «conclave», dal latino cum clave, nasce a Viterbo. Il Vocabolario Treccani dice altro: la parola esisteva già, e nel senso ecclesiastico la usa per la prima volta papa Onorio III nel 1216. A Viterbo nasce l’istituzione: la clausura dei cardinali, che Gregorio X trasforma in regola nel 1274 con la costituzione Ubi periculum.

Il Palazzo non ha un ingresso a parte: si entra con il biglietto del Polo Monumentale Colle del Duomo, che comprende il Museo del Colle del Duomo, da cui parte la visita, il Palazzo con la Loggia, l’Aula del Conclave e la Sala Gualterio, e poi la Cattedrale di San Lorenzo con la sagrestia. Le tariffe sono cambiate il 1° ottobre 2026 e comprendono le «esperienze tecnologiche» che spiegano il complesso. I dettagli sono sul sito di Archeoares, che gestisce il Polo.

BigliettoPrezzoPer chi
Intero12 €dai 18 anni
Ridotto10 €ragazzi dai 12 ai 18 anni, accompagnatori di persone con disabilità, pellegrini
Famiglia30 €due genitori, un figlio fra 12 e 18 anni e uno sotto i 12
Gratuito0 €residenti a Viterbo, bambini sotto i 12 anni, persone con disabilità oltre il 74%
Tariffe del Polo Monumentale Colle del Duomo in vigore dal 1° ottobre 2026; online si aggiungono 1,50 € di spese.
Viterbo cosa vedere palazzo dei papi Loggia
Viterbo cosa vedere palazzo dei papi Loggia

Gli orari secondo il gestore: da aprile a ottobre tutti i giorni dalle 10 alle 19; da novembre a marzo chiuso il martedì, dal lunedì al venerdì 10-13 e 15-18, il sabato e la domenica 10-18. L’ultimo ingresso è un’ora prima della chiusura. La Diocesi, che è la proprietaria, sposta l’orario estivo fino al 2 novembre: se venite in quei primi due giorni del mese, una telefonata vi toglie il dubbio. Due avvertenze ancora. Il Polo non aderisce alle domeniche gratuite dei musei statali, e nelle strutture non si entra in carrozzina, come scrive lo stesso gestore.

Il Coro Barocco della Cattedrale è chiuso. Il gestore lo segnala «momentaneamente chiuso al pubblico» per lavori di restauro e messa in sicurezza, e l’avviso è lì almeno da maggio 2026. Orari di apertura della chiesa fuori dal percorso a biglietto non ne sono pubblicati: il calendario ufficiale della Diocesi riporta solo quello delle messe.

Le piazze e le fontane del centro

A Viterbo un vecchio detto la chiama la città «delle belle donne e delle belle fontane», e la seconda metà del proverbio si verifica in mezza giornata. La più grande è la Fontana Grande, nella piazza omonima: è del Duecento, ed è la fontana «a fuso» tipica della città, con la vasca a croce e la colonna centrale. Ne incontrerete altre in quasi ogni piazzetta.

Piazza del Plebiscito è il centro civile della città, con il Palazzo dei Priori, sede del Comune, e il Palazzo del Podestà con la sua torre. Nel Palazzo dei Priori c’è il Museo dei Portici, ed è lì, non al Museo Civico, che si vedono la Pietà e la Flagellazione di Sebastiano del Piombo: ne parliamo nella sezione sui musei.

Viterbo cosa vedere San Pellegrino piazza
Viterbo cosa vedere San Pellegrino piazza

Poco più in là c’è piazza del Gesù, piccola e raccolta, con la chiesa di San Silvestro, detta appunto del Gesù. Qui nel 1271, durante il lungo conclave, Guido di Montfort uccise in chiesa Enrico di Cornovaglia, nipote del re d’Inghilterra Enrico III: un delitto che Dante mette nel canto XII dell’Inferno. Vicino c’è Santa Maria Nuova, una delle chiese più antiche della città, con un pulpito esterno da cui, secondo la tradizione, predicò san Tommaso d’Aquino.

All’estremità nord del centro, accanto alla Rocca, c’è la chiesa di San Francesco alla Rocca, dove sono sepolti due papi del periodo viterbese, Clemente IV e Adriano V. È una tappa che le guide saltano spesso, e invece chiude bene il cerchio aperto in Piazza San Lorenzo.

Viterbo sotterranea

Sotto il centro storico Viterbo è scavata nel tufo, come quasi tutte le città della Tuscia. Il percorso aperto al pubblico parte da piazza della Morte 1, a due passi dal ponte che porta in Piazza San Lorenzo, ed è gestito da Tesori d’Etruria. Si scende su due livelli, a 3 e a 10 metri di profondità, in gallerie ampie e illuminate. Le origini sono incerte: secondo alcune teorie il primo scavo è etrusco, come sistema per l’acqua; nel Medioevo le gallerie diventarono passaggi e vie di fuga, e durante la seconda guerra mondiale fecero da rifugio antiaereo.

Cosa vedere a Viterbo sotterranea ©tuscia fotografia
Cosa vedere a Viterbo sotterranea ©tuscia fotografia

Il percorso breve costa 4 € e dura una ventina di minuti. Sulla biglietteria online del gestore ci sono anche il percorso lungo a 7 €, con scale e tratti più lunghi sottoterra, e i due insieme a 10 €; con lo stesso prezzo il gestore vende la visita con il Museo dei Cavalieri Templari, che dura circa un’ora. In tutte le formule è compresa una piccola degustazione di prodotti tipici, e i bambini sotto i 5 anni non pagano. Le partenze sono ogni mezz’ora, e per la visita con il museo il gestore scrive che la prenotazione è «gradita», non obbligatoria. Tutto il resto lo trovate sul sito di Viterbo sotterranea.

Il gestore si contraddice da solo, e conviene saperlo. La pagina italiana del sito dà gli orari 10-19.30, quella inglese 11-18. Il ridotto per i bambini è 3 € dai 5 ai 10 anni sul sito, 3,50 € dai 5 ai 17 sulla biglietteria online. E la stessa pagina chiama la visita base «con audioguida» e due righe sotto «visita guidata». Se ci tenete a un orario preciso, telefonate prima allo 0761 220851.

I musei: la Rocca Albornoz, i Portici e il Civico chiuso

Il museo più importante della città è il Museo Nazionale Etrusco della Rocca Albornoz, nella fortezza del Trecento in piazza della Rocca, con i reperti delle necropoli del territorio. Il biglietto costa 7 €, 2 € dai 18 ai 25 anni, ed è aperto dalle 8.30 alle 19.30, con l’ultimo ingresso alle 18.30; è chiuso il lunedì. È gratuito la prima domenica del mese, il 25 aprile, il 2 giugno e il 4 novembre. Gli aggiornamenti sono sulla pagina della Direzione regionale Musei nazionali del Lazio. Se pensate di girare la Tuscia, c’è un biglietto cumulativo da 15 € che vale un anno e comprende anche Tuscania, Vulci, Civita Castellana e Civitavecchia.

Al Palazzo dei Priori, in Piazza del Plebiscito, si visitano le sale del palazzo e il Museo dei Portici, che è la sezione distaccata del Museo Civico e custodisce la Pietà di Sebastiano del Piombo e la sua Flagellazione del 1525. Il biglietto costa 8 €, 6 € dai 12 ai 18 anni, gratis sotto i 12. Gli orari secondo il gestore: da novembre a marzo dal lunedì al venerdì 10-13 e 15-18, il sabato e la domenica 10-18, chiuso il martedì; da aprile a ottobre fino alle 19.

Il Museo Civico «Luigi Rossi Danielli» è chiuso. La sede di piazza Crispi, nel complesso di Santa Maria della Verità, il gestore la dà «attualmente non visitabile». A metà settembre 2026 il Comune ha annunciato la fine dei lavori e il percorso verso la riapertura, ma una data non c’è. Molte pagine lo mettono ancora fra le cose da vedere, e qualcuna ci colloca anche la Pietà, che invece sta ai Portici.

Esiste anche una card della città, il Viterbo Pass: costa 21 €, vale sei mesi e comprende il Polo Colle del Duomo, il Palazzo dei Priori, il Teatro dell’Unione (con un calendario di visite suo) e il Museo Civico. Facciamo i conti: Colle del Duomo e Palazzo dei Priori a prezzo pieno fanno 20 €, cioè meno della card. Oggi il Pass conviene solo se ci aggiungete la visita al Teatro dell’Unione, o quando il Civico riaprirà. Se comprenda anche la Rocca Albornoz le pagine ufficiali non lo dicono in modo chiaro: chiedetelo prima di comprarlo.

Le terme di Viterbo: il Bullicame, le vasche libere e gli stabilimenti

Viterbo sta sopra un bacino di acque calde, e le terme sono parte della città da sempre. La sorgente più famosa è il Bullicame, dove l’acqua esce intorno ai 55-58 °C: le fonti non danno tutte lo stesso numero. È così famosa che la cita Dante, nel canto XIV dell’Inferno: «Quale del Bulicame esce ruscello / che parton poi tra lor le peccatrici, / tal per la rena giù sen giva quello». La stele con i versi è lì, accanto alle vasche.

Viterbo cosa vedere Bullicame ©viaggiando italia
Viterbo cosa vedere Bullicame ©viaggiando italia

Le vasche gratuite, oggi, sono due. Il Bullicame è il parco termale comunale «Callara del Bullicame», recintato, con una vasca ovale vicino alla sorgente e una più lunga e tiepida. Le Piscine Carletti sono vasche all’aperto lungo la strada, senza orari e senza servizi. In nessuna delle due ci sono spogliatoi o docce: si arriva con il costume sotto e un asciugamano grande. Orari ufficiali del Bullicame il Comune non ne pubblica, e a inizio settembre 2026 c’è chi ha trovato il cancello chiuso senza avviso. A dicembre 2025 il Comune ha approvato un masterplan per il recupero del parco: se diventerà una gestione diversa, e a quali condizioni, ancora non si sa.

Le «terme libere» che trovate nelle vecchie liste non sono più tutte libere. Il Bagnaccio si paga: ha riaperto ad agosto 2025 con un nuovo gestore. Le Masse di San Sisto risultano chiuse dal 2019 per una vicenda giudiziaria. E il Bagno delle Bussete sono rovine romane dentro l’aeroporto militare, dove non si entra. Un’ultima cosa: il vecchio dominio bagnaccio.it oggi non è più del parco termale, il sito vero è un altro.

Viterbo cosa vedere Terme dei Papi ©ancot
Viterbo cosa vedere Terme dei Papi ©ancot

Chi vuole spogliatoi, docce e un orario certo ha tre possibilità con l’ingresso giornaliero. Il Bagnaccio ha cinque vasche fra i 36 e i 43 °C, svuotate ogni notte, e i prezzi sul sito del parco termale del Bagnaccio. Le Terme dei Papi hanno la grande piscina monumentale, e il sabato il «Bagno sotto le stelle» fino all’una di notte. Tuscia Terme, sulla Cassia sud, è a numero chiuso e vietata ai minori di 12 anni.

TermeFerialeFestivo e prefestivoDa sapere
Bullicamegratisgratisniente spogliatoi, orari non pubblicati
Piscine Carlettigratisgratisall’aperto, nessun servizio
Bagnaccio8 €10 € da novembre ad aprile, 12 € da maggio a ottobrecinque vasche, aperto anche la sera
Terme dei Papi18 €25 €piscina chiusa il martedì; 3 ore 12 € o 18 €; sabato sera 20 €
Tuscia Terme12 € da novembre, 14 € da fine marzo18 € o 20 €chiuso il mercoledì, vietato sotto i 12 anni
Prezzi letti sui siti dei gestori il 20 ottobre 2026.

Alle Terme dei Papi la piscina apre il lunedì, il mercoledì, il giovedì e la domenica dalle 9 alle 19, il venerdì fino alle 20 e il sabato fino all’una, ed è chiusa il martedì per manutenzione; i bambini dai 2 ai 12 anni pagano 8 € e il cibo da fuori non si porta. Il listino completo è sulla pagina della piscina delle Terme dei Papi. Per il Bagnaccio esiste anche un ingresso al Bagnaccio con il trasferimento facoltativo, a 10 €: è quanto costa in cassa il festivo d’inverno, e ha senso se non avete l’auto.

Le terme stanno a ovest della città, a una decina di minuti d’auto dal centro. Senza auto c’è la linea 2 «Terme – Monterazzano» del bus urbano, che parte dal terminal Riello, ma solo nei giorni feriali, con una dozzina di corse dalle 7 alle 19 circa. A piedi o in bici, dal 2025 c’è la pista ciclopedonale del Riello, che collega la zona dell’Università alle pozze del Bullicame.

Santa Rosa e la Macchina

Se c’è una sera in cui Viterbo è diversa da qualsiasi altra città, è quella del 3 settembre. Alle 21 parte da piazza San Sisto, vicino a Porta Romana, il Trasporto della Macchina di Santa Rosa: una torre illuminata alta circa trenta metri e pesante intorno ai cinquanta quintali, portata a spalla da oltre cento facchini per circa 1.200 metri di centro storico, fino al Santuario della santa. L’ultimo tratto è la salita di via Santa Rosa, dove alla spinta dei facchini si aggiungono le corde e le leve di legno.

Viterbo cosa vedere la macchina di Santa Rosa ©Viterbo info
Viterbo cosa vedere la macchina di Santa Rosa ©Viterbo info

La Macchina cambia ogni cinque anni circa. Quella in servizio è Dies Natalis, ideata dall’architetto Raffaele Ascenzi: ha debuttato nel 2024 e il 3 settembre 2026 ha sfilato per la terza volta, dentro un ciclo che il bando del Comune fissa fino al 2028. Dal 4 dicembre 2013 il Trasporto è patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO, insieme alle altre grandi macchine a spalla italiane di Nola, Palmi e Sassari.

Chi non c’è il 3 settembre ha comunque qualche occasione. Nelle settimane prima la Macchina è esposta in piazza San Sisto (nel 2026 dal 9 luglio), e dopo il Trasporto resta illuminata davanti al Santuario per una decina di giorni (nel 2026 fino al 13 settembre). A fine agosto sfilano le Minimacchine dei quartieri, portate dai bambini. Il Santuario di Santa Rosa, in via Santa Rosa, custodisce il corpo della santa in un’urna di vetro, e ha riaperto il 22 agosto 2026 dopo il restauro della cupola. Date e notizie ufficiali sono sul sito del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa.

Viterbo a Natale: il Christmas Village

D’inverno Viterbo ha un altro richiamo, ed è cresciuto anno dopo anno. Il Viterbo Christmas Village arriva nel 2026 alla decima edizione e non è un parco chiuso: è il centro storico medievale con sei «case» a tema, fra cui la Casa di Babbo Natale a Palazzo degli Alessandri, in piazza San Pellegrino. Le date: da sabato 21 novembre 2026 a mercoledì 6 gennaio 2027, dalle 11 alle 19, con chiusura alle 18 il 24 e il 31 dicembre.

natale a Viterbo cosa vedere ©eventi della tuscia
natale a Viterbo cosa vedere ©eventi della tuscia

Il centro e il presepe sono liberi, le case si visitano a pacchetti: il Full con tutte e sei costa 15 € in biglietteria, 25 € con il saltafila, e il pacchetto Famiglia per due adulti e due bambini 70 €. I bambini sotto il metro d’altezza non pagano, e online c’è un piccolo supplemento. La biglietteria è in piazza San Carluccio.

Occhio al calendario: fino al 20 dicembre il villaggio apre solo nei fine settimana, più il ponte dal 5 all’8 dicembre; è chiuso dal 21 al 23, e dal 24 dicembre all’Epifania apre tutti i giorni. Un giorno feriale di inizio dicembre vi fa trovare le case chiuse. E se d’inverno il freddo vi spaventa, la soluzione è a dieci minuti dal centro: le vasche calde delle terme.

Viterbo in un giorno: l’itinerario a piedi

Un giorno pieno basta per il centro, perché da una piazza all’altra ci sono pochi minuti a piedi. In un giorno l’ordine conta per via degli orari: il Polo Colle del Duomo apre alle 10, il Museo dei Facchini fa la pausa pranzo, le terme chiudono la sera. Un giro che funziona è questo:

QuandoCosa
MattinaPiazza San Lorenzo: Palazzo dei Papi, Loggia, Aula del Conclave e Cattedrale all’apertura delle 10, poi Viterbo sotterranea in piazza della Morte, a due passi
Tarda mattinataSan Pellegrino e il Museo dei Facchini, prima della pausa delle 13
Pranzofra San Pellegrino e Piazza del Plebiscito
PomeriggioPiazza del Plebiscito e la Pietà al Museo dei Portici, piazza del Gesù, Santa Maria Nuova, la Fontana Grande
Tardo pomeriggioRocca Albornoz e San Francesco alla Rocca, oppure le terme: il Bagnaccio è aperto fino alle 20, il sabato fino alle 22
Secondo giornoVilla Lante a Bagnaia la mattina, poi Bomarzo, Caprarola o Civita di Bagnoregio

I giorni da evitare. Da novembre a marzo il martedì sono chiusi il Polo Colle del Duomo e il Palazzo dei Priori, e tutto l’anno il martedì è chiusa la piscina delle Terme dei Papi. Il lunedì sono chiusi la Rocca Albornoz, Villa Lante e Palazzo Farnese a Caprarola, e il lunedì e il martedì anche il Museo dei Facchini. Se potete scegliere, venite dal mercoledì in poi.

Se preferite che qualcuno vi racconti la città, c’è un tour privato a piedi di due ore con una guida, e per un gruppo di amici o una famiglia allargata il tour privato della città dei papi, che ha un prezzo unico per gruppi fino a venti persone.

I dintorni di Viterbo: Villa Lante, Bomarzo, Caprarola e Civita

Viterbo è anche la base migliore per la Tuscia, e i dintorni sono il motivo per cui conviene fermarsi almeno una notte. Il più vicino è Villa Lante a Bagnaia, una frazione di Viterbo: un giardino all’italiana del Cinquecento, con le terrazze e i giochi d’acqua che scendono lungo il pendio, fra i più celebri del Rinascimento. Poi c’è il Sacro Bosco di Bomarzo, il Parco dei Mostri, con le sculture giganti scavate nel peperino; il Palazzo Farnese di Caprarola, la villa pentagonale dei Farnese con la scala regia e il parco; e Civita di Bagnoregio, il borgo sullo sperone di tufo che si raggiunge solo a piedi lungo il ponte.

Viterbo cosa vedere Bomarzo
Viterbo cosa vedere Bomarzo
DoveDistanza su stradaIn autoIngresso
Villa Lante, Bagnaia6 kmcirca 11 minuti8 €, gratis sotto i 18 anni
Lago di Vico21 kmcirca 30 minutilibero
Montefiascone19 kmcirca 30 minutilibero
Sacro Bosco, Bomarzo23 kmcirca 30 minuti15 €, bambini dai 4 ai 13 anni 9 €
Palazzo Farnese, Caprarola23 kmcirca 35 minuti10 €, 8 € a parco chiuso, gratis sotto i 18 anni
Tuscania25 kmcirca 35 minutilibero
Civita di Bagnoregio28 km fino a Bagnoregiocirca 35 minuti5 €, gratis sotto i 6 anni
Bolsena37 kmcirca 50 minutilibero
Calcata58 kmpoco più di un’oralibero
Orvieto51 kmcirca un’oralibero
Distanze e tempi indicativi su strada da Piazza San Lorenzo, calcolati con OpenStreetMap, Calcata con Google Maps; ingressi letti sui siti dei gestori il 20 ottobre 2026.

Villa Lante e il Palazzo Farnese sono statali e chiudono il lunedì; Villa Lante è gratuita anche la prima domenica del mese, e la prossima occasione è il 1° novembre 2026, seguita dal 4 novembre. A novembre e dicembre la villa chiude alle 16.30, e la domenica d’inverno alle 13.45. Sul prezzo c’è una cosa da sapere: le pagine ufficiali del 2026 scrivono 8 €, ma un avviso del 2025 lo abbassava a 5 € finché durano i lavori di restauro del giardino, e la fine dei lavori non risulta annunciata. Orari e biglietti di entrambe sono sul sito delle Ville monumentali della Tuscia. Il Sacro Bosco è privato, è aperto tutti i giorni tranne il 25 dicembre e da novembre a febbraio chiude alle 17; i 13 € che leggerete ancora in giro sono il prezzo vecchio, e il listino aggiornato è sul sito del Sacro Bosco di Bomarzo.

A Civita di Bagnoregio l’accesso al ponte costa 5 €, e il biglietto vale una volta sola ma in qualsiasi giorno e orario. Civita si combina bene con Bolsena e Orvieto in una giornata, come raccontiamo nella gita fra Orvieto, Civita di Bagnoregio e il Lago di Bolsena; e se il viaggio passa il confine con l’Umbria, c’è la nostra guida su cosa vedere a Orvieto. Verso sud, invece, c’è Calcata, il borgo degli artisti arroccato sul tufo della valle del Treja, dove si entra liberamente a piedi.

A Montefiascone, sulla riva del lago di Bolsena, il motivo per fermarsi è il vino. Se volete assaggiarlo senza mettervi al volante, c’è una degustazione di vini di Montefiascone con il tagliere di prodotti locali, un’ora in cantina. E per chi cammina, alle porte della città c’è il Monte Palanzana, con la sua riserva naturale.

Cosa si mangia a Viterbo

La cucina viterbese è quella della Tuscia, di terra e di bosco, e somiglia più alla Maremma che a Roma. La zuppa di casa è l’acquacotta, nata come piatto povero di pastori e boscaioli: pane raffermo, verdure dell’orto e, nelle versioni più ricche, un uovo. La pasta tipica sono i lombrichelli, acqua e farina tirati a mano, e dai Monti Cimini arriva il fieno di Canepina, tagliolini all’uovo sottilissimi. Fra i dolci ci sono i tozzetti con le nocciole, perché la Tuscia è terra di Nocciola Romana DOP.

D’autunno comandano le castagne dei Monti Cimini, e intorno a Viterbo le feste per celebrarle sono parecchie: le date di quest’anno le abbiamo messe in fila nelle sagre della castagna nel Lazio, zona per zona. Da bere c’è l’Est!Est!!Est!!! di Montefiascone, il bianco con i punti esclamativi nel nome, e il resto dei vini della Tuscia.

Come arrivare a Viterbo e come muoversi

Da Roma a Viterbo si arriva in treno, in pullman o in auto, e il treno ha un paio di trappole che quasi nessuno scrive. Il regionale della linea FL3 via Capranica costa 5,60 € da qualsiasi stazione di Roma, ma da Termini non parte: parte da Tiburtina e ferma a Ostiense, Trastevere e San Pietro. Chi sta a Termini o cambia a San Pietro o va in metro fino a Ostiense, e così il viaggio dura fra le 2 ore e 10 e le 2 ore e 50. Da San Pietro il diretto per Porta Fiorentina ci mette circa un’ora e 36. L’alternativa veloce è passare da Orte: da Tiburtina un’ora e 34, da Termini poco meno di due ore, ma il biglietto sale a 8,40 €.

A Viterbo le stazioni sono due, Porta Romana e Porta Fiorentina, e molti treni feriali di questi mesi finiscono a Porta Romana. Non è un problema: da Porta Romana a Piazza San Lorenzo è un chilometro, circa 13 minuti a piedi; da Porta Fiorentina sono 1,6 km, una ventina di minuti. La vecchia ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo da piazzale Flaminio, invece, oggi non porta a Viterbo senza cambi: fra Morlupo e Montebello ci sono i bus sostitutivi. Il pullman Cotral da Saxa Rubra, a nord di Roma, arriva al terminal Riello in un’ora e mezza circa e costa 4,50 €, con una trentina di corse nei feriali.

In auto il centro storico ha la ZTL, con i varchi elettronici in via San Lorenzo, in via Chigi e al ponte del Paradosso: secondo l’ordinanza del Comune è attiva dal lunedì al venerdì dalle 19 alle 6, e il sabato, la domenica e i festivi dalle 10.30 alle 6, cioè proprio quando ci va chi viene in gita. La macchina si lascia fuori. Il parcheggio più comodo per Piazza San Lorenzo è Valle Faul, 1 € l’ora e 3,50 € al giorno, con gli ascensori che salgono fino alla piazza; il Sacrario, in piazza Martiri d’Ungheria, ha 380 posti a 1,50 € l’ora di giorno; quello di piazza della Rocca, dentro le mura, costa 1,50 € l’ora e 9 € al giorno. Le tariffe sono sul sito di Francigena, la società della sosta.

Dove dormire a Viterbo

A Viterbo la scelta vera è fra due zone, e dipende da cosa siete venuti a fare: la città o le terme.

Le due zone, e a chi servono

  • Il centro storico dentro le mura: San Pellegrino, Piazza San Lorenzo, piazza del Gesù. Si esce e si è arrivati, e la sera il quartiere medievale è tutto vostro. Con l’auto bisogna fare i conti con la ZTL: chiedete alla struttura se ha un parcheggio o un permesso, altrimenti la macchina resta a Valle Faul o al Sacrario.
  • La zona delle terme, a ovest della città, lungo strada Bagni e la Tuscanese. È la scelta giusta se venite per le vasche calde e volete dormire a pochi passi dalla piscina, ma serve l’auto per andare in centro, a una decina di minuti.

Quattro strutture su cui abbiamo fatto le verifiche

Le fasce indicano il posizionamento relativo dentro la stessa città, non una cifra: i prezzi cambiano di settimana in settimana. La selezione parte da strutture con voto alto e un numero di recensioni sufficiente a rendere quel voto significativo.

Quando andare a Viterbo

Il mese in cui si cerca di più Viterbo è agosto, seguito da aprile. Ma agosto in Tuscia è caldo, e il centro di pietra lo trattiene: se non avete un motivo preciso, i mesi giusti per girare la città sono la primavera, quando anche i giardini di Villa Lante sono al meglio, e l’autunno, con le castagne dei Cimini e la luce bassa sul peperino.

Poi ci sono le date che decidono da sole. Il 3 settembre c’è la Macchina di Santa Rosa, e la città si riempie: chi vuole vederla deve prenotare il letto con largo anticipo. Da fine novembre all’Epifania c’è il Christmas Village, con i fine settimana pieni. E l’inverno è la stagione delle terme, quando l’acqua calda all’aperto ha più senso che mai: solo, ricordatevi del martedì.

Le esperienze che conviene prenotare prima

Viterbo sotterranea e i biglietti del Sacro Bosco, di Villa Lante e di Civita non li trovate qui: la prima nessuna piattaforma la rivende, gli altri costano meno alla cassa ufficiale.

Info essenziali

  • Quanto tempo: un giorno pieno per il centro; due con le terme e una gita nei dintorni.
  • Palazzo dei Papi: biglietto unico del Colle del Duomo, 12 € dal 1° ottobre 2026; da novembre a marzo chiuso il martedì.
  • Musei: Rocca Albornoz 7 €, chiusa il lunedì; Palazzo dei Priori con la Pietà 8 €; Museo Civico chiuso.
  • Terme gratuite: Bullicame e Piscine Carletti, senza spogliatoi. A pagamento il Bagnaccio da 8 € e le Terme dei Papi da 18 €, chiuse il martedì.
  • In treno da Roma: FL3 via Capranica 5,60 €, ma non da Termini; via Orte 8,40 €.
  • In auto: centro in ZTL la sera dei feriali e dalle 10.30 nel weekend; parcheggio a Valle Faul con gli ascensori per Piazza San Lorenzo.
  • Gratis: le piazze, le fontane, San Pellegrino, il Museo dei Facchini, il Museo della Ceramica e la Loggia vista dalla piazza.

Domande frequenti su cosa vedere a Viterbo

Cosa vedere a Viterbo in un giorno?

La mattina Piazza San Lorenzo con il Palazzo dei Papi, la Loggia, l’Aula del Conclave e la Cattedrale, poi Viterbo sotterranea e il quartiere medievale di San Pellegrino. Il pomeriggio Piazza del Plebiscito con la Pietà di Sebastiano del Piombo al Museo dei Portici, piazza del Gesù, la Fontana Grande e la Rocca Albornoz con il Museo Nazionale Etrusco. Chi ha tempo chiude la giornata alle terme.

Quanto costa visitare il Palazzo dei Papi di Viterbo?

Dal 1° ottobre 2026 il biglietto intero costa 12 euro e il ridotto 10 euro, per i ragazzi dai 12 ai 18 anni; il pacchetto famiglia costa 30 euro. Entrano gratis i bambini sotto i 12 anni e i residenti. Il biglietto è unico per il Polo Colle del Duomo e comprende il museo, il Palazzo con la Loggia e l’Aula del Conclave, la Cattedrale e la sagrestia.

Quali sono le terme libere di Viterbo?

Oggi le vasche gratuite sono il Bullicame, nel parco comunale recintato, e le Piscine Carletti, all’aperto e senza servizi. Il Bagnaccio, che molte liste danno ancora come libero, è a pagamento da 8 euro, e le Masse di San Sisto risultano chiuse dal 2019. In nessuna vasca libera ci sono spogliatoi o docce.

Quanto costano le Terme dei Papi?

L’ingresso giornaliero alla piscina monumentale costa 18 euro nei feriali e 25 euro nei prefestivi e festivi; con 3 ore si spendono 12 o 18 euro, e il sabato sera c’è l’ingresso notturno a 20 euro. I bambini dai 2 ai 12 anni pagano 8 euro. La piscina è chiusa il martedì per manutenzione.

Come arrivare a Viterbo da Roma in treno?

Con il regionale FL3 via Capranica, che costa 5,60 euro ma parte da Tiburtina e ferma a Ostiense, Trastevere e San Pietro, non a Termini: da Termini si cambia a San Pietro e si viaggia per più di due ore. Passando da Orte il viaggio da Tiburtina scende a un’ora e 34 minuti, ma il biglietto costa 8,40 euro. A Viterbo si arriva a Porta Romana o a Porta Fiorentina.

Dove parcheggiare a Viterbo?

Fuori dalla ZTL. Il parcheggio di Valle Faul costa 1 euro l’ora e 3,50 euro al giorno ed è collegato a Piazza San Lorenzo dagli ascensori; il Sacrario, in piazza Martiri d’Ungheria, ha 380 posti a 1,50 euro l’ora di giorno; piazza della Rocca costa 1,50 euro l’ora e 9 euro al giorno. La ZTL è attiva la sera dei feriali e dalle 10.30 nei fine settimana.

Cosa vedere vicino a Viterbo?

Villa Lante a Bagnaia, a 6 km, il Sacro Bosco di Bomarzo e il Palazzo Farnese di Caprarola, a circa mezz’ora, Civita di Bagnoregio, a 35 minuti, il Lago di Vico, Montefiascone e il Lago di Bolsena. Villa Lante costa 8 euro, il Sacro Bosco 15 euro, Palazzo Farnese 10 euro e l’accesso a Civita 5 euro.

Quando si fa la Macchina di Santa Rosa?

Ogni anno la sera del 3 settembre, con partenza alle 21 da piazza San Sisto, vicino a Porta Romana, e arrivo al Santuario di Santa Rosa dopo circa 1.200 metri. La Macchina in servizio è Dies Natalis, portata a spalla da oltre cento facchini. Dal 2013 il Trasporto è patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.

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Alberto Macaluso

Nomade digitale con una passione spasmodica per l’archeologia e la storia – quando la storia racconta storie belle da (ri)raccontare – mi occupo dal lontano 1997 di comunicazione web e sono specializzato in progettazione e Seo. La mia passione per il viaggio nasce da una voglia costante di conoscere nuovi luoghi e nuove persone. Nel mio trolley (bagaglio rigorosamente sempre a mano) non mancano mai tutta una serie di device tecnologici e il mio fido Kindle, carico di tantissimi titoli di fantascienza, fantasy ovviamente saggi storici e anche di lavoro. Tutte le mie mete sono il frutto di suggestioni visive, uditive, e perché no anche tattili ed olfattive: un film, un telefilm, un passaggio di un libro, una canzone ascoltata alla radio una ricetta esotica, ogni cosa può essere per me uno stimolo a partire.

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