Magliano in Toscana: cosa vedere nel borgo murato della Maremma

Ci sono viaggi che nascono da un ponte e da una finestra di bel tempo. Quell’anno le vacanze di Pasqua delle bambine cadevano bene, le previsioni davano la Maremma come l’unica isola di sole in mezzo alle nuvole, e la merenda di Pasquetta doveva essere in spiaggia: non c’era molto altro da decidere. Siamo partiti la mattina presto con la macchina piena di provviste e senza una tappa fissata, con l’idea di fermarci dove ci fosse piaciuto. Ci siamo fermati sulla spiaggia di Scarlino a guardare i kitesurf, e la sera siamo arrivati a Magliano in Toscana con la luce che se ne stava andando.

È lì che il viaggio ha cambiato passo. Magliano è un borgo di poco più di tremila abitanti chiuso dentro una cinta muraria quasi intatta, in mezzo agli uliveti della Maremma grossetana, e in un pomeriggio si gira tutto. In questa guida trovate cosa vedere a Magliano in Toscana borgo per borgo: le mura e il camminamento di ronda, le chiese e i palazzi dentro le porte, l’Olivo della Strega che ha tremila anni e i ruderi di San Bruzio in aperta campagna. In fondo c’è l’itinerario dei due giorni che abbiamo fatto noi, con le altre tappe.

In breve

Magliano in Toscana sta a 128 metri di quota in provincia di Grosseto, a 28 km dal capoluogo, e si visita in mezza giornata. Da vedere: la cinta muraria dei secoli XIII-XV, fra le meglio conservate della Toscana, con il camminamento di ronda percorribile; la Pieve di San Giovanni Battista in Piazza della Repubblica, con il fonte battesimale in travertino del 1439; il Palazzo di Checco il Bello, duecentesco, e il Palazzo dei Priori; la Chiesa di San Martino, del Duecento. Fuori le porte, l’Olivo della Strega (3.000-3.500 anni, albero monumentale) e i ruderi di San Bruzio, monastero romanico a 2 km. Frazioni: Pereta e Montiano. Ingresso libero ovunque: a Magliano non si paga niente. Ci si arriva solo in auto.

Dove si trova Magliano in Toscana e come arrivarci

Magliano in Toscana è un comune di circa 3.200 abitanti in provincia di Grosseto, a 128 metri sul livello del mare, sulle colline che scendono verso la costa dell’Argentario. Dal capoluogo sono 28 chilometri, dal mare di Talamone una ventina di minuti. Non è un posto di passaggio: ci si arriva perché si è deciso di andarci.

L’unico modo sensato è l’auto. Noi siamo usciti dalla superstrada Aurelia all’altezza di Rosignano e abbiamo proseguito verso sud costeggiando Donoratico, San Vincenzo e Baratti, poi dentro, verso le colline. Chi arriva da nord esce dall’Aurelia a Fonteblanda o a Grosseto Sud; chi arriva da Roma sale dall’Aurelia fino ad Albinia. In treno non ci si arriva: la stazione più vicina è quella di Albinia e poi servono comunque le ruote, quindi se atterrate a Roma o a Pisa conviene confrontare le tariffe di noleggio per le vostre date prima di partire, che in Maremma l’auto non è un accessorio. Se è la prima volta che ne prenotate una, abbiamo raccolto altrove i trucchi per noleggiare una macchina senza sorprese al banco.

Info pratica: il centro storico è chiuso al traffico e si lascia la macchina nei parcheggi appena fuori le porte, a due passi da Piazza Marconi. Le strade dentro le mura sono lastricate e in salita: con il passeggino si fatica, con i bambini che camminano no.

Le mura di Magliano, fra le meglio conservate della Toscana

Le mura sono il motivo per cui Magliano vale il viaggio. Il circuito è quasi completo e si legge a occhio nudo in due tempi: la parte più antica la tirarono su gli Aldobrandeschi fra il Duecento e il Trecento, e le tre torri squadrate sono loro; il lato occidentale con le sei torri semicircolari, le feritoie, gli archetti e la merlatura è invece opera della Repubblica di Siena, verso la metà del Quattrocento. Due secoli di guerre di confine scritti in due modi diversi di mettere le pietre.

Una porta nelle mura di Magliano in Toscana aperta sugli uliveti al tramonto
Una delle porte di Magliano vista da dentro il borgo, con la campagna che comincia subito dopo l’arco

Dopo il restauro si può percorrere un tratto del camminamento di ronda, ed è la cosa da non saltare: da lassù lo sguardo scavalca gli uliveti e nelle giornate limpide arriva fino al mare. Il giro completo del paese lungo le mura, dentro e fuori, si fa in una quarantina di minuti senza affrettarsi.

Consiglio: salite sulle mura nell’ultima ora di luce. Il sole cala dalla parte degli uliveti e la pietra senese diventa arancione; noi ci siamo arrivati per caso rientrando dalla spiaggia e ci siamo rubati l’ultimo pezzo di tramonto. È anche l’ora in cui il borgo si svuota dei pochi visitatori di giornata.

Cosa vedere dentro il borgo, da Porta San Giovanni a Porta San Martino

Il centro storico è un rettangolo lungo poche centinaia di metri, delimitato a sud da Porta San Giovanni e a nord da Porta San Martino: si entra da una e si esce dall’altra, e in mezzo c’è tutto. Si cammina su Corso Garibaldi e si incontra, sulla destra, il Palazzo di Checco il Bello, duecentesco, con la facciata gotica rimasta intatta.

  • Pieve di San Giovanni Battista (Piazza della Repubblica): impianto romanico con rimaneggiamenti gotici e una facciata rinascimentale che la critica attribuisce a Francesco di Giorgio Martini. Dentro, navata unica, un fonte battesimale in travertino del 1439 e affreschi di scuola senese del Trecento.
  • Palazzo dei Priori: fra Corso Garibaldi e Piazza della Libertà, è l’edificio civile del borgo, con gli stemmi in facciata.
  • Chiesa di San Martino (Piazza della Libertà): duecentesca, all’estremità nord del paese, accanto alla porta che porta lo stesso nome.
  • Chiesa della Santissima Annunziata: conserva affreschi della bottega di Andrea di Niccolò e, sull’altare maggiore, una Madonna che allatta il Bambino di Neroccio di Bartolomeo Landi.

Info pratica: a Magliano non c’è niente da pagare. Mura, camminamento, chiese, Olivo della Strega e ruderi di San Bruzio hanno tutti ingresso libero, non esiste un biglietto cumulativo e non c’è nulla da prenotare in anticipo. Le chiese seguono gli orari delle funzioni: se le trovate chiuse, riprovate nel tardo pomeriggio.

L’Olivo della Strega, tremila anni appena fuori le mura

Appena fuori dal paese, in mezzo a un uliveto, c’è l’albero più vecchio che abbiamo mai visto. L’Olivo della Strega ha una circonferenza di 8,50 metri alla base e un’età stimata con il metodo del carbonio fra i 3.000 e i 3.500 anni, il che lo colloca intorno al 1000 avanti Cristo: è più vecchio dell’olivo del Getsemani e detiene il record di longevità della Toscana. Dal 2007 il Touring Club Italiano lo censisce fra gli alberi monumentali della regione.

Il tronco cavo e contorto dell'Olivo della Strega di Magliano in Toscana visto dal basso
Il tronco dell’Olivo della Strega: legno svuotato, contorto, e rami che ripartono da dentro

Il nome viene da due leggende che convivono. La prima dice che nel Medioevo le streghe di Maremma si ritrovavano ai piedi di quest’olivo, e che alla festa partecipavano anche fauni e centauri, nella notte del solstizio d’estate fra il 23 e il 24 giugno. La seconda racconta di una strega che ogni venerdì ballava intorno all’albero, e che la pianta, costretta a seguirla, si sarebbe contorta fino a prendere la forma che ha oggi. Guardando il tronco svuotato che si avvita su se stesso, la seconda versione è quella che convince di più.

Attenzione: il nome corretto è Olivo della Strega, al singolare, non “ulivo delle streghe” come si legge spesso in giro, Dovevado compreso fino a questa versione dell’articolo. E l’albero è recintato: non è antipatia verso i visitatori, è che per anni c’è stato chi si portava via un rametto per ricordo.

I ruderi di San Bruzio, a due chilometri dal borgo

A due chilometri da Magliano, in aperta campagna, restano in piedi i pezzi di un monastero romanico che si chiamava San Tiburzio e che tutti chiamano San Bruzio. Il cantiere comincia intorno all’anno Mille; le prime notizie certe sono del Duecento, quando papa Onorio III lo donò alla potente Abbazia di Sant’Antimo. Della chiesa a croce latina sopravvivono il presbiterio con l’abside, i due bracci del transetto e il tamburo ottagonale che reggeva la cupola, con i capitelli scolpiti ancora leggibili.

Ci si arriva prendendo la strada che da Magliano va verso Sant’Andrea, girando a sinistra su un sentiero segnalato e camminando circa duecento metri: la sterrata è chiusa da una catena e si lascia l’auto in uno slargo poco evidente sulla destra. Il sito è su terreno privato ma l’accesso è libero e gratuito. Non c’è niente: nessun custode, nessun cartello, nessun bar. È esattamente il motivo per cui ci si va.

Dove mangiare e bere a Magliano in Toscana

Magliano sta dentro la zona del Morellino di Scansano DOCG ed è socia dell’associazione Città dell’Olio: si mangia di conseguenza, e si beve meglio di quanto un paese di tremila abitanti lascerebbe immaginare. Noi non avevamo prenotato, ed è stata fortuna: la sera di Pasquetta i tavoli erano contati.

Bottiglia di Roccapesta Morellino di Scansano in tavola con due calici di vino rosso
Il Morellino consigliato dal proprietario al posto della bottiglia che avevamo chiesto e che era finita

Dove mangiare a Magliano

  • La Poventa, Via Garibaldi 29: sul corso, dentro le mura. Cucina tradizionale maremmana senza svolazzi, sala semplice e ben tenuta, adatta anche con i bambini. È dove abbiamo cenato.
  • La Cantina di Cecco, Via Giordano Bruno 1: una cantina vera trasformata in enoteca, taglieri e bruschette con i vini della zona. Il posto per il dopocena, quando in paese non è rimasto aperto quasi nient’altro.

Sul vino vale la pena farsi consigliare invece di ordinare il nome che si conosce: la bottiglia che avevamo chiesto era finita, il proprietario ne ha proposta un’altra della zona e ci ha guadagnato la serata. Se il Morellino vi interessa più di una bottiglia in tavola, a una ventina di chilometri si può fare una degustazione guidata con visita alla cantina lungo il Sentiero di Morellino, che dura circa un’ora e mezza.

Dove dormire a Magliano in Toscana

Magliano è una buona base per la Maremma interna: siete a mezz’ora dal mare di Talamone, a venti minuti da Scansano e a un’ora dalle terme di Saturnia, e la sera avete un paese vero invece di un residence. Le sistemazioni si dividono in tre tipi, e cambiano parecchio la giornata.

Dove dormire a Magliano: in quale zona

  • Dentro le mura: poche camere e appartamenti sul corso. La scelta giusta per chi vuole uscire a cena a piedi e vedere il borgo quando i visitatori di giornata se ne sono andati. Si parcheggia fuori dalle porte.
  • In campagna, entro cinque chilometri: gli agriturismi fra gli uliveti e le vigne, con la cucina di casa e i prezzi della Maremma vera. Serve l’auto per tutto, anche per il pane.
  • Verso la costa, in direzione Capitana: le strutture grandi con piscina, a un paio di chilometri dal borgo. Comode con i bambini, meno se cercate il paese.
Due delle piscine panoramiche di un resort a Magliano in Toscana con le colline maremmane sullo sfondo
Le piscine digradanti del resort dove abbiamo dormito, a un paio di chilometri dal borgo

Dove dormire a Magliano: camere, agriturismi e resort

Le abbiamo scelte partendo dalle strutture sopra 8,5 di punteggio e con almeno cento recensioni, tenendo posizioni diverse. Niente fasce di prezzo, e non è una dimenticanza: una stanza sul corso, due agriturismi in mezzo agli uliveti e un resort con tre piscine non sono tre livelli dello stesso soggiorno, sono tre modi diversi di stare qui.

Dentro le mura

  • CIVICO 27 rooms: camere al secondo piano di un palazzo su Via Garibaldi, a meno di duecento metri da Piazza Marconi e due numeri civici dal ristorante. Si dorme dentro il borgo, che qui è il punto.

In campagna

  • Case Cordovani: casali in località Poggio Cappone, poco più di due chilometri dal paese, camere fino a tre posti. La campagna dalla parte delle colline.
  • Agriturismo Poggio Sassineri: in località Sant’Andrea, a cinque chilometri e mezzo, cioè sulla stessa strada che porta ai ruderi di San Bruzio.

Con la piscina, per chi viaggia con i bambini

  • Essence Maremma Toscana – Borgo Magliano Resort: è la struttura dove abbiamo dormito noi, in Via della Capitana, a un chilometro e mezzo dal borgo. Complesso grande, appartamenti essenziali ma comodi, tre piscine panoramiche affacciate sulle colline. Mettiamo le mani avanti: è un resort da centotrenta camere, non un rifugio di charme, e i giudizi degli ospiti sono più tiepidi di quelli degli agriturismi qui sopra. Con due bambine e una piscina, per noi ha funzionato.

Cosa fare nei dintorni, fra Morellino e olio

Diciamolo subito, perché è la cosa che serve sapere: a Magliano non c’è niente da prenotare. Non esistono visite guidate del borgo a calendario, le mura si percorrono da sole e l’Olivo della Strega si raggiunge in macchina e si guarda. Le esperienze prenotabili cominciano una ventina di chilometri più in là, nella campagna fra Scansano e Grosseto, e sono tutte legate a quello che questa terra produce.

Cosa fare nei dintorni di Magliano

Due giorni in Maremma: l’itinerario che abbiamo seguito

Magliano si visita in mezza giornata, quindi da solo non riempie un fine settimana. Noi lo abbiamo incastrato in due giorni che toccavano tre province, e questo è il percorso: prima il mare, poi il borgo, poi il rientro lungo. Funziona anche al contrario.

Kitesurf colorati sopra la spiaggia di Scarlino in Maremma
I kitesurf sulla spiaggia di Scarlino: l’acqua ad aprile è ancora troppo fredda per il bagno
QuandoDoveCosa
Giorno 1, mattinaCosta fra Punta Ala e ScarlinoSpiaggia e pineta, pranzo al sacco, kitesurf da guardare
Giorno 1, seraMagliano in ToscanaCamminamento delle mura al tramonto, cena sul corso
Giorno 2, mattinaMagliano e dintorniBorgo, Olivo della Strega, ruderi di San Bruzio
Giorno 2, pomeriggioVolterra e BolgheriCittà etrusca e alabastro, poi il viale dei cipressi

La seconda giornata è quella lunga, e va detto che è anche quella in cui si guida parecchio: da Magliano a Volterra sono circa due ore. Ne vale la pena perché sono due Toscane diverse. Volterra è città etrusca e città dell’alabastro, con la pinacoteca dove è esposta la Deposizione dalla croce di Rosso Fiorentino, e ha quel misto di negozi veri e negozi per turisti che rende ancora leggibile un centro storico.

Scorcio del centro storico di Volterra con i palazzi in pietra
Volterra, la seconda tappa del nostro rientro

L’ultima sosta è stata Bolgheri, che sta già sulla Costa degli Etruschi e non in Maremma, anche se molte guide fanno confusione. Ci si arriva percorrendo i cinque chilometri di cipressi cantati da Carducci, e il borgo dentro le mura del castello si gira in mezz’ora. Una cosa onesta va detta: il successo internazionale dei suoi vini ha cambiato il paese, e le osterie piccole di una volta oggi si cercano altrove.

Il viale dei cipressi di Bolgheri visto dall'auto in movimento
I cinque chilometri di cipressi che portano a Bolgheri

Se invece avete più giorni e volete restare da questa parte, il quadro completo sta nella nostra guida su cosa vedere in Maremma, mentre per capire quanta Toscana ci sta intorno c’è cosa vedere in Toscana. Da Magliano, in giornata, si raggiungono senza fatica il Parco della Maremma (mezz’ora), il borgo del tufo di Pitigliano (un’ora) e le terme di Saturnia. Con i bambini piccoli, la spiaggia più comoda di questo tratto è quella di Albinia, a venti minuti.

La fotogallery del nostro viaggio

Grafica verticale con il castello di Bolgheri e la scritta Due giorni in Toscana
Magliano in Toscana: cosa vedere nel borgo murato della Maremma 29

Info essenziali

  • Come arrivare: solo in auto. Uscite dall’Aurelia a Fonteblanda o Grosseto Sud; 28 km da Grosseto, circa 2 ore da Firenze e da Roma.
  • Quando andare: aprile-giugno e settembre-ottobre. In luglio e agosto la Maremma interna è calda e ferma; il periodo dell’olio nuovo, fra fine ottobre e novembre, è il più bello e il meno affollato.
  • Durata consigliata: mezza giornata per il borgo, una giornata piena aggiungendo l’Olivo della Strega, San Bruzio e le frazioni di Pereta e Montiano.
  • Biglietti: nessuno. Mura, chiese, olivo e San Bruzio sono a ingresso libero.

Domande frequenti su Magliano in Toscana

Cosa vedere a Magliano in Toscana in un giorno?

In un giorno si percorre la cinta muraria con il camminamento di ronda, si attraversa il borgo da Porta San Giovanni a Porta San Martino toccando la Pieve di San Giovanni Battista, il Palazzo di Checco il Bello e la Chiesa di San Martino, e fuori dalle mura si vedono l’Olivo della Strega e i ruderi del monastero di San Bruzio. Se avanza tempo, le frazioni di Pereta e Montiano.

Quanti anni ha l’Olivo della Strega di Magliano?

L’età stimata con il metodo del carbonio è fra i 3.000 e i 3.500 anni, quindi la pianta risale intorno al 1000 avanti Cristo. Ha una circonferenza di 8,50 metri alla base e dal 2007 il Touring Club Italiano lo censisce fra gli alberi monumentali della Toscana. Il nome corretto è Olivo della Strega, al singolare.

Si può camminare sulle mura di Magliano in Toscana?

Sì. Dopo il restauro un tratto del camminamento di ronda è percorribile, gratuitamente e senza prenotazione, con vista sugli uliveti e, nelle giornate limpide, fino al mare. Il giro del paese lungo le mura richiede circa quaranta minuti.

Quanto si paga per visitare Magliano in Toscana?

Niente. A Magliano non esistono biglietti: mura, camminamento, chiese, Olivo della Strega e ruderi di San Bruzio hanno tutti ingresso libero e non c’è nulla da prenotare in anticipo.

Come si arriva ai ruderi di San Bruzio?

Si prende la strada che da Magliano porta verso Sant’Andrea, si gira a sinistra su un sentiero segnalato e si cammina circa duecento metri. La sterrata è chiusa da una catena e l’auto si lascia in uno slargo poco evidente sulla destra. Il sito è su terreno privato ma l’accesso è libero.

Magliano in Toscana è in Maremma?

Sì, Magliano in Toscana è in Maremma grossetana, a 28 km da Grosseto e a una ventina di minuti dal mare di Talamone. Bolgheri, che molte guide mettono in Maremma, appartiene invece alla Costa degli Etruschi, in provincia di Livorno.

Come si arriva a Magliano in Toscana senza auto?

Di fatto non si arriva. Il paese non ha stazione ferroviaria: la più vicina è Albinia, e da lì servono comunque un mezzo proprio o un taxi. Per visitare Magliano e i suoi dintorni l’auto è necessaria.

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