La Maremma è la parte di Toscana che non somiglia alla Toscana. Niente colline pettinate col cipresso in fila, niente centri storici dove si entra a numero chiuso: qui ci sono la macchia mediterranea, le vacche con le corna a lira, i borghi scavati dentro una roccia che si taglia col coltello e centosessanta chilometri di costa dove d’inverno non incontrate nessuno. È l’ultimo pezzo di Toscana in cui si sente ancora lo spazio, e non è un caso: fino a due secoli fa era una palude in cui la gente andava a morire di malaria.
Vivo in Toscana, e sulla Maremma la domanda che mi sento fare più spesso non è cosa vedere: è dove finisce. Se ne parla come di un’unica cosa e invece sono tre, in due regioni diverse, e la confusione si porta dietro un mucchio di viaggi organizzati male. Quindi partiamo da lì, e poi andiamo in ordine: le tappe una per una con i prezzi che ho verificato sui siti ufficiali, quando conviene andarci davvero, quanti giorni servono, come ci si muove, dove si dorme e cosa si mangia. Se invece state ancora decidendo la regione, il quadro generale sta nella nostra guida su cosa vedere in Toscana.
In breve
La Maremma toscana coincide in pratica con la provincia di Grosseto e si visita in 3-5 giorni con l’auto, indispensabile. Le tappe principali: le città del tufo (Pitigliano, Sovana, Sorano), il Parco della Maremma con i Monti dell’Uccellina, il Monte Argentario con Porto Santo Stefano e Porto Ercole, la laguna di Orbetello, Capalbio con il Giardino dei Tarocchi (15 €, aperto solo dal 1° aprile al 15 ottobre), Massa Marittima, Castiglione della Pescaia, Grosseto con le mura medicee e i siti etruschi di Vetulonia e Roselle (4 €). Le Terme di Saturnia hanno le pozze libere e gratuite. Base centrale: Grosseto, da cui quasi tutto sta entro un’ora. Periodo migliore: maggio-giugno e settembre-ottobre; agosto è il mese più cercato ma il più affollato sulla costa.
Indice dell’Articolo
Dove si trova la Maremma e dove finisce davvero
La Maremma toscana è la fascia costiera e collinare del sud della Toscana e coincide quasi del tutto con la provincia di Grosseto: da Follonica scende fino al confine col Lazio, e verso l’interno arriva fino alle pendici del Monte Amiata e alle colline del tufo. È di questa che parla questa guida, ed è quella che la gente ha in testa quando dice “Maremma”.
Ma di Maremme storicamente ce ne sono tre, e sono attaccate. C’è la Maremma grossetana, che è il cuore. C’è la Maremma livornese, che sale verso nord con la Val di Cornia, Piombino, Campiglia e Bolgheri: geograficamente è Maremma, turisticamente ormai si chiama Costa degli Etruschi e la trovate raccontata nella nostra guida su cosa vedere sulla Costa degli Etruschi, con Populonia e il golfo di Baratti che ne sono il pezzo forte. E c’è la Maremma laziale, che scavalca il confine e comprende Tarquinia, Montalto di Castro e Tuscania. Molti articoli le mescolano senza dirlo: se leggete un itinerario in Maremma che vi manda a Bolgheri la mattina e a Pitigliano il pomeriggio, sappiate che sono centoquaranta chilometri.
Il nome viene da marisma, palude, ed è tutto quello che c’è da sapere sulla sua storia. Per secoli questa è stata terra di acquitrini e di malaria, spopolata d’estate, buona solo per il pascolo invernale delle greggi che scendevano dall’Appennino. La bonifica la comincia sul serio il granduca Leopoldo II di Lorena nell’Ottocento, tanto che qui lo chiamano ancora Canapone, e si chiude solo a metà Novecento con la riforma agraria. Quella palude bonificata è il motivo per cui oggi trovate campagne enormi e pochissimi paesi: i borghi stanno tutti in collina, dove l’aria era buona.
Attenzione: la storia più famosa dei butteri, i mandriani a cavallo della Maremma, non è toscana. L’8 marzo 1890 nove butteri guidati da Augusto Imperiali umiliarono i cowboy di Buffalo Bill in una sfida di doma a Roma, e quei butteri venivano da Cisterna di Latina, cioè dalla Maremma laziale. I butteri toscani esistono eccome e li vedete ancora al lavoro nel Parco della Maremma, ma quell’aneddoto che trovate copiato ovunque appartiene all’altra sponda del confine.
Due ultime precisazioni che servono più di quanto sembri. “Maremmano” da solo, cercato su Google, vi porta al cane pastore prima che alla regione. E “maremma” in Toscana è anche un’imprecazione di uso quotidiano, che sentirete pronunciare in continuazione senza alcun riferimento geografico. Non è folklore per turisti: è che qui si bestemmia il paesaggio.
Cosa vedere in Maremma: le tappe da non perdere
Le tappe che seguono coprono le tre anime della Maremma: l’entroterra del tufo, la costa con il promontorio dell’Argentario e la pianura bonificata coi siti etruschi. Le ho messe in un ordine che tiene conto della geografia, non del gusto: se le fate in questa sequenza vi spostate poco.
Pitigliano, Sovana e Sorano: le città del tufo
Sono tre borghi costruiti sopra e dentro speroni di tufo, a una decina di chilometri l’uno dall’altro, e sono la cosa più impressionante della Maremma. Pitigliano è quella che vedete in tutte le fotografie: un paese che sembra spuntare dalla rupe, con le case che continuano la roccia senza soluzione di continuità. Ci si arriva da una curva della provinciale e il colpo d’occhio arriva tutto insieme, quindi rallentate e usate il belvedere prima del centro.

Pitigliano è anche detta la Piccola Gerusalemme, e non è uno slogan: qui una comunità ebraica arrivò nel Cinquecento scappando dallo Stato Pontificio e restò per quattro secoli. Il percorso del ghetto scende nel tufo e mostra la sinagoga del 1598, il forno delle azzime, il macello kosher, la cantina e il bagno rituale. È una visita da un’ora, e vale.
Info pratica: il percorso della Piccola Gerusalemme a Pitigliano costa 6 € l’intero e 5 € il ridotto. Orari 10-13 e 14:30-18 dal 1° aprile al 31 ottobre, 10-12:30 e 14:30-16:30 dal 1° novembre al 31 marzo. Chiuso il sabato, che è la cosa che frega più gente: se avete un solo giorno e quel giorno è sabato, mettete in conto di vedere solo il paese.
Sovana è minuscola, una via lastricata sola con due chiese romaniche e una piazza che sembra un set. Fuori dal paese c’è la necropoli etrusca con la Tomba Ildebranda, un tempio scavato nel tufo del III secolo avanti Cristo, e soprattutto ci sono le Vie Cave: corridoi etruschi tagliati nella roccia, profondi fino a venti metri e larghi quanto un carro, che collegavano i tre borghi. Camminarci dentro è l’esperienza che vi porterete a casa, e non costa niente.
Sorano è la meno turistica delle tre e ha la Fortezza Orsini a strapiombo, più l’insediamento rupestre di Vitozza, un villaggio di oltre duecento grotte abitate fino all’Ottocento. Necropoli, Vitozza e San Rocco fanno parte del Parco Archeologico Città del Tufo.
Info pratica: il Parco Archeologico Città del Tufo ha orari stagionali e un biglietto cumulativo, ma il tariffario non è pubblicato sul sito ufficiale: le cifre che girano sui blog sono di anni diversi e non concordano fra loro, quindi non ne riporto nessuna. Il prezzo aggiornato ve lo dà la biglietteria di Sovana in piazza del Pretorio o il numero 0564 614074. Le Vie Cave che collegano i borghi si percorrono invece liberamente e gratis.
Il Parco della Maremma e i Monti dell’Uccellina
Il Parco Regionale della Maremma protegge venticinque chilometri di costa fra Principina a Mare e Talamone, ed è l’unico tratto di litorale toscano rimasto come era prima del turismo: pineta, dune, macchia alta e i Monti dell’Uccellina che scendono direttamente sul mare. Dentro ci sono le torri d’avvistamento medievali, l’abbazia di San Rabano, la foce dell’Ombrone e le mandrie di vacche maremmane allo stato brado, che i butteri governano ancora a cavallo.

Non è un parco in cui si entra con l’auto e si gira: si lascia la macchina ad Alberese, si prende il bus navetta o la bici e si cammina. Gli itinerari sono numerati e hanno prezzi diversi a seconda della zona in cui portano, che è il dettaglio che nessuno spiega e che poi genera la fila al centro visite. Abbiamo un pezzo dedicato su perché visitare il Parco della Maremma.
Info pratica: nel Parco della Maremma gli itinerari A1-A4, A9-A11 e C1-C2 costano 10 € interi e 5 € ridotti; gli itinerari A5-A8, T1 e la Pinastrellaia costano 5 € e 2 €; l’A10 è gratuito. Ridotto per i ragazzi dai 6 ai 14 anni, gli studenti fino a 25 anni e i gruppi da 20 paganti. Centro visite di Alberese, via Bersagliere 7/9, aperto tutti i giorni 8:30-15; il parco chiude un’ora prima del tramonto. Dal 15 giugno al 15 settembre la prenotazione è obbligatoria per il rischio incendi. Verificate sempre sul sito ufficiale prima di partire.
Monte Argentario, Orbetello e la laguna
L’Argentario era un’isola e adesso non lo è più: tre lingue di sabbia, i tomboli della Giannella e della Feniglia più la diga ottocentesca, lo hanno saldato alla terraferma e hanno chiuso in mezzo la laguna di Orbetello. È il pezzo di Maremma più mondano e il più verticale, un promontorio di seicento metri con la strada panoramica che gira tutto intorno e le calette che si raggiungono solo a piedi o in barca.

I due paesi sono Porto Santo Stefano, più grande e con i traghetti per le isole, e Porto Ercole, più raccolto, chiuso fra tre fortezze spagnole e con un dettaglio storico che pochi conoscono: qui morì Caravaggio nel 1610. A Porto Ercole d’altra parte si fanno anche cose molto meno solenni, come la notte dei Pirati di maggio.
In mezzo c’è Orbetello, che sta su una striscia di terra dentro la laguna e ha il mulino spagnolo piantato nell’acqua, ultimo di nove. Per due secoli e mezzo questo è stato lo Stato dei Presidi, un territorio spagnolo dentro la Toscana, e le fortificazioni che vedete dappertutto sono quelle. La laguna è oggi oasi WWF ed è uno dei punti migliori d’Italia per i fenicotteri, che qui ormai svernano a migliaia. Chi vuole vedere l’Argentario dal basso, invece, può scendere sott’acqua: si prenota una esplorazione guidata della Grotta dell’Argentario, tre ore con la guida.
Capalbio e il Giardino dei Tarocchi
Capalbio è l’ultimo comune toscano prima del Lazio, un borgo murato in cima a una collina che negli anni Ottanta si è preso la fama di buen retiro della sinistra romana e da allora non se l’è più tolta. Il paese si gira in mezz’ora camminando sul giro delle mura; il motivo per cui ci si viene sta però tre chilometri sotto, verso il mare.

Il Giardino dei Tarocchi è l’opera che l’artista francese Niki de Saint Phalle costruì fra il 1979 e la fine degli anni Novanta: ventidue sculture giganti ricoperte di specchi, ceramica e vetro, una per ogni arcano maggiore, sparse su una collina di macchia. Sono alte fino a quindici metri e dentro alcune ci si entra: l’artista visse per anni dentro la Papessa. È il posto meno toscano della Toscana e funziona benissimo anche con i bambini.
Attenzione: il Giardino dei Tarocchi apre solo dal 1° aprile al 15 ottobre e solo il pomeriggio, dalle 14:30 alle 19:30, con ultimo accesso alle 18:15. Se ci andate in inverno lo trovate chiuso, e se ci arrivate la mattina aspettate fuori. Il biglietto costa 15 € l’intero e 10 € il ridotto (dai 7 ai 22 anni, over 65, residenti a Capalbio), gratis sotto i 7 anni, e va comprato online per data e fascia oraria: solo l’acquisto online garantisce l’ingresso, e non è rimborsabile. Mettete in conto un’ora e mezza di visita.
Sempre a Capalbio, sul mare, c’è il lago di Burano: altra oasi WWF, altro paradiso per chi guarda gli uccelli, e una delle spiagge meno costruite di tutta la costa tirrenica.
Massa Marittima e le Colline Metallifere
Massa Marittima sta a quattrocento metri d’altezza nelle Colline Metallifere e di marittimo non ha niente, il mare è a venti chilometri. È un borgo minerario che nel Medioevo fu ricchissimo grazie al rame e all’argento, e quella ricchezza si vede tutta in piazza Garibaldi, che è una delle piazze medievali più belle della Toscana e non ha un solo lato parallelo a un altro. Il Duomo di San Cerbone ci sta sopra, in diagonale, in cima a una scalinata che serve solo a farlo sembrare più alto.

Le due cose da non saltare sono la salita alla Torre del Candeliere, collegata al Cassero senese da un arco sospeso, e le Fonti dell’Abbondanza, dove nel 1265 qualcuno dipinse l’Albero della Fecondità: un albero che al posto dei frutti porta ventisei falli, riscoperto solo nel 1999 sotto lo scialbo. È un affresco medievale che nessuno si aspetta e che vale il viaggio da solo.
Info pratica: la Torre del Candeliere costa 4 € l’intero e 3 € il ridotto; a luglio e agosto è aperta 9:30-13 e 14-20, con ultimo ingresso alle 19:30, tutti i giorni Ferragosto compreso. Esiste anche un cumulativo con il Museo di San Pietro all’Orto, il Museo Archeologico e il Sotterraneo della miniera, ma la cifra sul sito ufficiale dei musei non è pubblicata e le fonti secondarie non concordano: chiedetelo in biglietteria. Le Fonti dell’Abbondanza si visitano gratuitamente.
Se capitate a fine maggio o a metà agosto trovate il Balestro del Girifalco, la gara di balestra fra i terzieri, che è una di quelle feste dove i figuranti sono tutti del paese e si vede.
Castiglione della Pescaia e Punta Ala
Castiglione della Pescaia è il posto di mare più riuscito della Maremma, e lo dico sapendo di scontentare qualcuno. Ha un borgo medievale murato in cima con la rocca aragonese, un porto canale sotto pieno di barche da pesca vere, una pineta enorme alle spalle e chilometri di spiaggia. È anche uno dei pochi paesi costieri toscani che d’inverno resta vivo invece di chiudere.

Poco più a nord c’è Punta Ala, che è un’altra cosa: nata a tavolino negli anni Sessanta, niente centro storico, molto verde, porto turistico e prezzi di conseguenza. Fra le due, alle spalle, si allunga la Riserva della Diaccia Botrona, che è quel che resta del lago Prile degli etruschi. Se viaggiate con i bambini, abbiamo una guida dedicata a Castiglione della Pescaia in famiglia.
Grosseto e le mura medicee
Grosseto viene sistematicamente saltata, e ha almeno una ragione per fermarsi: le mura. Sono esagonali, complete, costruite fra il 1574 e il 1593 per volere di Francesco I de’ Medici, e sono state trasformate in una passeggiata alberata che gira intorno a tutto il centro. Ci vuole poco più di mezz’ora a farne il giro, ed è la cosa che ti fa capire la città meglio di qualsiasi museo.

Dentro le mura ci sono piazza Dante con la cattedrale di San Lorenzo e il Museo Archeologico e d’Arte della Maremma, che è il posto giusto per capire i siti etruschi prima di andarci. Grosseto ha comunque il ruolo che ha: è il centro dei servizi, ha la stazione sulla linea tirrenica ed è la base logistica più comoda per girare tutto il resto.

Vetulonia e Roselle: la Maremma degli etruschi
Prima dei romani e molto prima dei Medici, qui c’erano due delle dodici città-stato etrusche, e si vedono ancora tutte e due. Roselle sta dieci chilometri a nord di Grosseto sulla strada per Siena, e la si gira su un percorso di due chilometri fra la cinta di mura poligonali, le case etrusche, il foro romano e l’anfiteatro in cima. È uno dei pochi posti in Italia dove si legge la stratigrafia a occhio nudo: la città etrusca sotto, quella romana sopra.
Vetulonia è invece un paese vivo costruito sopra la lucumonia etrusca, venticinque chilometri da Grosseto verso Castiglione. Il museo civico archeologico porta il nome di Isidoro Falchi, il medico condotto che nell’Ottocento la riscoprì quando nessuno sapeva più dove fosse, e fuori dal paese ci sono le tombe monumentali, fra cui la Tomba della Pietrera.
Info pratica: l’area archeologica di Roselle costa 4 € l’intero e 2 € il ridotto, aperta tutti i giorni 9:45-18:45 dal 29 marzo al 24 ottobre 2026 (ultimo ingresso alle 18) e 8:30-17:15 dal 25 ottobre al 27 marzo, chiusa il 25 dicembre. Il museo di Vetulonia costa 5 €, che diventano 7 € col biglietto museo più mostra; ridotto 2,50 € e 5 €. Le aree archeologiche di Vetulonia sono a ingresso gratuito. Il museo chiude il lunedì (salvo festivi) e con l’allerta meteo arancione i siti all’aperto restano chiusi.
Talamone e Scansano
Due tappe minori che valgono la deviazione per motivi opposti. Talamone è un borgo di pescatori sotto una rocca senese, all’estremità sud del Parco della Maremma, ed è il posto dove Garibaldi fece scalo il 7 maggio 1860 con la spedizione dei Mille per caricare armi. Oggi è soprattutto un punto di riferimento per kitesurf e windsurf, perché lì il vento c’è quasi sempre.

Scansano non ha niente da visitare in senso stretto, ma è la capitale del Morellino di Scansano DOCG e sta in mezzo alle colline dove si fa. Il senso di andarci è quello: fermarsi in una cantina, e magari capire perché il vino della Maremma sta salendo mentre altre denominazioni toscane arrancano.
Il mare della Maremma: spiagge e isole
La costa maremmana è lunga e di due tipi ben distinti: a nord sabbia larga e pinete, a sud il promontorio dell’Argentario con le calette di scoglio. Le spiagge più cercate sono quattro. Cala Violina, nella riserva delle Bandite di Scarlino, è quella che deve il nome alla sabbia che suona quando ci si cammina sopra ed è raggiungibile solo a piedi. Marina di Alberese sta dentro il Parco della Maremma, ha i tronchi portati dall’Ombrone sulla battigia ed è selvaggia sul serio. La Feniglia è un tombolo di sei chilometri con la pineta alle spalle, chiuso alle auto. E Cala del Gesso, all’Argentario, è la più bella e la più scomoda, quindici minuti di sentiero ripido.

Attenzione: Cala Violina è a numero chiuso e ci si va solo prenotando. D’estate il Comune di Scarlino ammette un massimo di 700 persone al giorno nella fascia 8:30-18:30, la prenotazione costa 1 € a persona sopra i 12 anni (gratuita ma obbligatoria da 1 a 12 anni, libera sotto l’anno) e si fa solo sul portale ufficiale calaviolinascarlino.it. Il parcheggio di Val Martina costa 10 € al giorno per auto e moto e 15 € per i camper. Arrivare lì senza prenotazione significa tornare indietro: verificate le date esatte della stagione sul portale.
Chi viaggia con bambini piccoli fa un ragionamento diverso, perché qui conta il fondale: la nostra guida sulla spiaggia ideale per i bambini ad Albinia spiega perché quel tratto di tombolo funziona meglio di altri.
Davanti all’Argentario ci sono poi due isole, e sono parte della Maremma quanto la terraferma. L’Isola del Giglio si raggiunge in un’ora di traghetto da Porto Santo Stefano e si visita anche in giornata, fra Giglio Porto, Giglio Castello arroccato e la baia del Campese. L’Isola di Giannutri è più piccola, quasi disabitata, con la villa romana dei Domizi Enobarbi e l’accesso contingentato.
Le terme della Maremma
Le terme sono uno dei motivi principali per venire in Maremma, e sono anche il motivo per cui questa è una destinazione che funziona d’inverno. Le più famose sono le Terme di Saturnia, dove convivono due cose diverse con lo stesso nome: le Cascate del Mulino, pozze naturali di travertino libere, gratuite e aperte ventiquattro ore su ventiquattro, e il Parco Termale del resort, che è uno stabilimento a pagamento con piscine e sauna. Alle cascate si paga solo il parcheggio; chi vuole invece la giornata attrezzata prende il biglietto giornaliero per le piscine termali.

Non c’è solo Saturnia. Le Terme di Sorano stanno nel tufo, poco fuori dal borgo, e i Bagni di Petriolo sono pozze libere sul torrente Farma, al confine con la provincia di Siena, sotto un ponte dell’autostrada e con un’acqua che arriva a oltre quaranta gradi. Il quadro completo della regione sta nella nostra guida sulle terme in Toscana, dove le confrontiamo tutte fra libere e a pagamento.
Consiglio: alle Cascate del Mulino andateci d’inverno o in autunno, non ad agosto. L’acqua sgorga a 37,5 gradi costanti tutto l’anno: quando fuori fa freddo si alza il vapore e l’esperienza diventa quella delle fotografie, con molta meno gente dentro le pozze. Portate ciabatte di gomma, il travertino è scivolosissimo, e un costume vecchio: l’odore di zolfo non se ne va più.
Quando andare in Maremma
I periodi migliori sono maggio-giugno e settembre-ottobre, e non è la solita risposta di comodo. In Maremma il caldo di luglio e agosto è pesante davvero, le zanzare in campagna sono una realtà e la costa passa dal vuoto al pienone in due settimane. Ad agosto, che è il mese in cui questa guida viene cercata di più, trovate le spiagge sature e i borghi del tufo praticabili solo la mattina presto o dopo le sei.
In primavera la campagna è verde, cosa che dura poco perché a giugno diventa già gialla, e i parchi si camminano bene. L’autunno è la stagione che preferisco: vendemmia, olio nuovo, funghi, temperature da maglietta fino a novembre e nessuna coda da nessuna parte. Ne abbiamo scritto raccontando la Maremma di fine ottobre.
L’inverno è la stagione delle terme e dei borghi vuoti, con due avvertenze: molti locali sulla costa chiudono, e il Giardino dei Tarocchi è sbarrato da metà ottobre a fine marzo. Se il vostro viaggio ruota attorno a quello, l’inverno non è un’opzione.
Quanti giorni servono: due itinerari
Tre giorni bastano per vedere le cose principali, cinque per farlo senza correre e aggiungere il mare. La Maremma è larga: fra Massa Marittima a nord e Capalbio a sud ci sono centodieci chilometri di strade che non sono autostrade, quindi conviene procedere per aree e non a zig zag.
| Giorno | Itinerario di 3 giorni | Itinerario di 5 giorni |
|---|---|---|
| 1 | Grosseto e le mura, Roselle, pomeriggio nel Parco della Maremma da Alberese | Uguale |
| 2 | Argentario e Orbetello, poi Capalbio e il Giardino dei Tarocchi nel pomeriggio | Argentario, Orbetello, Porto Ercole e Talamone |
| 3 | Pitigliano, Sovana e Sorano, bagno serale alle Cascate del Mulino | Capalbio, Giardino dei Tarocchi e lago di Burano |
| 4 | – | Città del tufo: Pitigliano, Sovana, Sorano e le Vie Cave, poi Saturnia |
| 5 | – | Massa Marittima, Vetulonia e mare a Castiglione della Pescaia o Cala Violina |
Consiglio: se avete tre giorni non provate a infilarci anche l’Isola del Giglio. Il traghetto da Porto Santo Stefano dura un’ora e i collegamenti sono pochi fuori stagione: l’isola vi mangia una giornata intera, e vale la pena solo se le date due notti. Con cinque giorni la sostituzione sensata è al posto del quinto giorno, rinunciando a Massa Marittima.
Come muoversi in Maremma
Serve l’auto, senza mezze misure. Il treno della linea tirrenica ferma a Follonica, Grosseto e Orbetello e vi porta sulla costa, ma tutto quello che c’è di bello sta nell’entroterra e i bus di collegamento sono pochi e pensati per i residenti: a Pitigliano, a Vetulonia o ad Alberese senza macchina non ci arrivate in modo ragionevole. Aggiungo che l’aeroporto di Grosseto non ha voli di linea civili: si atterra a Pisa, a Firenze o a Roma Fiumicino, tutti fra i 150 e i 180 chilometri, e da lì si prosegue su strada. Se il ritiro dell’auto lo fate direttamente in aeroporto, conviene confrontare le tariffe di noleggio prima di scegliere lo scalo, perché fra Pisa e Fiumicino cambia sia il prezzo sia il chilometraggio.
La strada principale è la SS1 Aurelia, a scorrimento veloce e senza pedaggio, che attraversa tutta la Maremma da nord a sud. Da lì si scende sulle provinciali, che sono strade di collina, spesso belle e sempre lente: calcolate sempre più tempo di quello che vi dice il navigatore, soprattutto verso il tufo.
| Da Grosseto a | Distanza stradale | Tempo indicativo |
|---|---|---|
| Roselle | 10 km | 15 min |
| Alberese (Parco della Maremma) | 12 km | 20 min |
| Castiglione della Pescaia | 23 km | 30 min |
| Vetulonia | 25 km | 35 min |
| Talamone | 30 km | 30 min |
| Scansano | 30 km | 40 min |
| Orbetello | 45 km | 40 min |
| Massa Marittima | 50 km | 50 min |
| Porto Santo Stefano | 55 km | 55 min |
| Capalbio | 57 km | 50 min |
| Saturnia | 57 km | 1 h |
| Pitigliano | 76 km | 1 h 20 |
Dove dormire in Maremma
La domanda vera non è quale hotel, è in quale pezzo di Maremma: le quattro zone sotto sono lontane fra loro e scegliere male significa passare la vacanza in macchina. La regola è semplice: una base sola se avete tre giorni, due se ne avete cinque, e in quel caso una sulla costa e una nel tufo.
Dove dormire in Maremma: in quale zona
- Grosseto e dintorni: la base più comoda per chi vuole vedere tutto senza cambiare albergo. Non è la scelta più bella ma è quella baricentrica, con quasi ogni tappa entro un’ora e la stazione ferroviaria.
- Le città del tufo (Pitigliano, Sovana, Sorano): la scelta per chi viene per i borghi, le Vie Cave e Saturnia. È l’entroterra vero, il mare è lontano un’ora e mezza, e l’offerta è fatta soprattutto di agriturismi in campagna.
- Argentario e Orbetello: la più cara e la più mondana, comoda per i traghetti verso il Giglio e per le calette. In agosto qui i prezzi e il traffico sono un altro sport.
- Castiglione della Pescaia e la costa nord: la migliore per chi viaggia con bambini, per la sabbia larga e per il paese che resta vivo. Buon compromesso fra mare e distanze verso l’interno.
Qui sotto quattro strutture reali, una per zona, scelte con lo stesso criterio che usiamo sempre: fuori tutto quello che sta sotto 8,5 di punteggio o sotto le 100 recensioni. Non ci abbiamo dormito noi, quindi non vi racconto com’è il cuscino: vi dico dove sono, che tipo sono e per quante persone.
Dove dormire in Maremma: hotel, agriturismi e b&b
- Sovana Hotel & Resort: hotel 4 stelle dentro il borgo di Sovana, camere fino a 4 persone. È la posizione giusta per fare i tre paesi del tufo a piedi e in auto senza spostare la valigia.
- B&B Warmup Grosseto: bed & breakfast 4 stelle in città, camere doppie, con il parcheggio incluso nella corte interna. A Grosseto quel dettaglio conta più di quanto sembri, il centro è a traffico limitato.
- Hotel Villa Domizia: hotel 4 stelle a Porto Santo Stefano, sul lato dell’Argentario da cui partono i traghetti per il Giglio e Giannutri. Camere fino a 3 persone.
- Agriturismo Paradiso: agriturismo nella campagna di Castiglione della Pescaia, sistemazioni fino a 4 persone. Formula da famiglia, con il mare vicino e la pineta alle spalle.
Cosa si mangia in Maremma
La cucina maremmana è cucina di poveri diventata cucina buona, ed è una delle più riconoscibili della Toscana proprio perché nasce lontano dalle città. È fatta di pane raffermo, carne di quello che c’era e verdure di campo: se arrivate cercando la bistecca fiorentina avete sbagliato provincia.
I piatti da provare e dove sono di casa
- Acquacotta: zuppa di pane raffermo, cipolla, sedano e uovo in camicia. È il piatto simbolo ed è nata nei campi. Ovunque nell’entroterra, meglio nelle trattorie di paese che sulla costa.
- Tortelli maremmani: quadroni di ricotta e spinaci, grandi, di solito con ragù di carne o solo burro e salvia. Si trovano dappertutto.
- Scottiglia e buglione: la prima è un misto di carni cotte in umido col pomodoro, il secondo è l’agnello con pane abbrustolito. Roba da tavola d’inverno, entroterra.
- Cinghiale: in umido, alla maremmana o in salumi. Nelle colline del tufo e a Scansano è quasi obbligatorio.
- Morellino di Scansano DOCG: il rosso della zona, base Sangiovese. Da bere dove si fa, nelle cantine fra Scansano e Magliano. Sulla costa cercate invece l’Ansonica dell’Argentario, che è bianco.
- Sfratto dei Goym: il dolce di Pitigliano, un bastone di pasta ripieno di noci e miele nato nella comunità ebraica. Lo trovate nei forni del paese e in pochi altri posti al mondo.
- Il pesce: a Porto Santo Stefano e a Castiglione della Pescaia c’è ancora la pesca vera. Cercate la palamita, che qui si conserva sott’olio ed è il presidio del posto.
Cosa fare in Maremma: le esperienze
Al di là dei borghi e delle spiagge, la Maremma ha un pacchetto di cose da fare che altrove non ci sono: si va a cavallo dove i cavalli lavorano ancora, si pedala dentro un parco protetto, si scende in barca sulle isole e si beve dove il vino si fa. Queste quattro sono quelle che tengono in piedi una giornata da sole.
Le esperienze da prenotare in Maremma
- Trekking notturno a cavallo con cena in Maremma (6 ore): il modo più diretto per capire cosa significhi il paesaggio dei butteri.
- Tour in e-bike nel Parco regionale della Maremma (3 ore): copre distanze che a piedi non si fanno in mezza giornata.
- Minicrociera al Giglio e a Giannutri da Porto Santo Stefano (8,5 ore, pasto incluso): il compromesso per chi vuole le due isole ma non ci dorme.
- Visita e degustazione in cantina nelle colline del Morellino (2 ore): la versione breve, buona anche come sosta fra due borghi.
- Le Vie Cave etrusche fra Pitigliano, Sovana e Sorano: si percorrono da soli, sono libere e gratuite, e non esiste nessun biglietto da comprare.
Info essenziali
- Dove si trova: sud della Toscana, provincia di Grosseto, fra Follonica e il confine col Lazio.
- Come arrivare: SS1 Aurelia senza pedaggio; treno tirrenico a Follonica, Grosseto e Orbetello; aeroporti di Pisa, Firenze e Roma Fiumicino, tutti fra 150 e 180 km.
- Come muoversi: auto indispensabile per l’entroterra.
- Quando andare: maggio-giugno e settembre-ottobre; inverno per le terme; agosto solo se il mare è la priorità.
- Durata consigliata: 3 giorni per l’essenziale, 5 per aggiungere il mare e le Colline Metallifere.
- Base consigliata: Grosseto se non volete spostare la valigia, altrimenti una notte sulla costa e una nel tufo.
- Biglietti da mettere in conto: Giardino dei Tarocchi 15 € (solo online, 1° aprile-15 ottobre), Parco della Maremma da 5 a 10 €, Roselle 4 €, museo di Vetulonia 5 €, Torre del Candeliere 4 €, Piccola Gerusalemme 6 €, prenotazione Cala Violina 1 €.
Domande frequenti sulla Maremma
Cosa vedere in Maremma in 3 giorni?
In tre giorni si copre l’essenziale con una base a Grosseto: il primo giorno le mura medicee di Grosseto, l’area etrusca di Roselle e il Parco della Maremma da Alberese; il secondo il Monte Argentario con Orbetello, poi Capalbio e il Giardino dei Tarocchi; il terzo le città del tufo, cioè Pitigliano, Sovana e Sorano, chiudendo con un bagno serale alle Cascate del Mulino di Saturnia. Con tre giorni conviene rinunciare all’Isola del Giglio, che da sola richiede una giornata intera.
Quanti giorni servono per visitare la Maremma?
Tre giorni bastano per le tappe principali, cinque permettono di aggiungere il mare, Massa Marittima e le Colline Metallifere senza correre. La Maremma è larga: fra Massa Marittima e Capalbio ci sono circa 110 km di strade statali e provinciali, non di autostrada, quindi conviene procedere per aree geografiche invece che a zig zag.
Qual è il periodo migliore per andare in Maremma?
Maggio-giugno e settembre-ottobre sono i periodi migliori: temperature gradevoli, campagna ancora verde in primavera e vendemmia e olio nuovo in autunno. Agosto è il mese più cercato ma anche il più caldo e affollato sulla costa. L’inverno funziona per le terme e per i borghi vuoti, ma molti locali sul mare chiudono e il Giardino dei Tarocchi resta chiuso da metà ottobre a fine marzo.
Si può visitare la Maremma senza auto?
Solo in parte. Il treno della linea tirrenica ferma a Follonica, Grosseto e Orbetello e permette di raggiungere la costa, ma i borghi dell’entroterra come Pitigliano, Sovana, Sorano e Vetulonia e l’ingresso al Parco della Maremma ad Alberese sono serviti da poche corse di autobus pensate per i residenti. Per un viaggio itinerante l’auto è di fatto indispensabile.
Qual è la differenza tra Maremma toscana e Maremma laziale?
La Maremma toscana coincide quasi del tutto con la provincia di Grosseto e comprende le città del tufo, l’Argentario, il Parco della Maremma e Massa Marittima; a nord sconfina nella Maremma livornese, oggi nota come Costa degli Etruschi. La Maremma laziale è invece la parte a sud del confine regionale, nell’alto Lazio, e comprende Tarquinia, Montalto di Castro e Tuscania. Storicamente è un’unica area geografica, ma per organizzare un viaggio sono destinazioni separate.
Le Terme di Saturnia sono gratis?
In parte sì. Le Cascate del Mulino, dette anche Cascate del Gorello, sono terme libere e gratuite, aperte 24 ore su 24 tutto l’anno: si paga solo il parcheggio. Il Parco Termale del resort è invece uno stabilimento a pagamento, con piscine, sauna e servizi. Sono due posti diversi con lo stesso nome, a circa un chilometro di distanza.
La Maremma è adatta ai bambini?
Sì, ed è una delle destinazioni toscane che funziona meglio con i bambini. La costa fra Castiglione della Pescaia e Albinia ha sabbia larga e fondali bassi, il Giardino dei Tarocchi di Capalbio è pensato per essere attraversato e toccato, il Parco della Maremma si percorre in bici e le aree archeologiche di Vetulonia sono all’aperto e gratuite. L’unico limite sono le distanze in auto fra una zona e l’altra.
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