Cosa vedere a Pisa: la guida oltre la Torre pendente

Aggiornato il 10 Ottobre 2026

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Pisa

A Pisa, di solito, ci danno mezza giornata. Li scaricano a frotte dai pullman con i vetri scuri davanti a Piazza dei Miracoli, foto alla Torre con la mano che finge di reggerla, un giro veloce dentro il Duomo e via, di nuovo in autostrada verso Firenze. È un peccato, perché quella corsa lascia fuori quasi tutta la città vera. Pisa non è solo la sua Torre: è una città universitaria con mille anni di storia addosso, una passeggiata sull’Arno che vale da sola il viaggio, musei che altrove sarebbero attrazioni di punta e il più antico orto botanico universitario del mondo.

In questa guida vi racconto cosa vedere a Pisa per davvero: Piazza dei Miracoli con la Torre, il Duomo, il Battistero e il Camposanto, ma anche Piazza dei Cavalieri, i Lungarni, la Chiesetta della Spina, il murale di Keith Haring, i musei che quasi tutti saltano e i dintorni. E poi la parte pratica che spesso manca: quanto costano i biglietti, come arrivare dall’aeroporto, dove mangiare la cecìna e quanto tempo serve, a seconda che abbiate mezza giornata, un giorno o un weekend intero.

In breve

Il cuore di Pisa è Piazza dei Miracoli, con la Torre pendente, la Cattedrale, il Battistero e il Camposanto Monumentale: la salita alla Torre costa 20 € con la Cattedrale compresa (dagli 8 anni, con ingresso a orario da prenotare), gli altri monumenti 8 € l’uno o 11 € tutti insieme. Ma la città vera comincia appena ci si allontana dal prato: Piazza dei Cavalieri e la Scuola Normale, Borgo Stretto, i Lungarni con Santa Maria della Spina e Palazzo Blu, il murale Tuttomondo di Keith Haring, l’Orto Botanico del 1543. Pisa si vede in mezza giornata se vi fermate alla Torre, in un giorno pieno per la città, in due se aggiungete musei e dintorni. Dall’aeroporto al centro bastano cinque minuti con la navetta PisaMover.

Piazza dei Miracoli: la Torre, il Duomo, il Battistero e il Camposanto

Piazza dei Miracoli a Pisa con la Torre pendente e il Duomo
Piazza dei Miracoli, con il Duomo e la Torre pendente

Cominciamo dal pezzo che tutti conoscono, ma con una precisazione che i pisani tengono molto a fare: non si chiama Piazza dei Miracoli, si chiama Campo dei Miracoli. “Piazza” la dicono i turisti, per chi è di Pisa è il Campo, e l’espressione “Piazza dei Miracoli” la dobbiamo addirittura a Gabriele d’Annunzio. È un prato verde enorme su cui galleggiano quattro capolavori di marmo bianco: la Torre, la Cattedrale, il Battistero e il Camposanto. Dal 1987 è tutto Patrimonio dell’Umanità UNESCO, ed è uno dei rari posti in Italia dove il cliché regge alla prova dei fatti: è davvero bellissimo.

La Torre di Pisa è il campanile della Cattedrale, e pende perché il terreno cedette già durante la costruzione, nel 1173. La salita è un’esperienza curiosa: 251 gradini (sono quelli che l’Opera indica per la visita; la sua scheda tecnica della Torre ne conta 273) lungo una scala a chiocciola che sembra spingerti ora da una parte ora dall’altra, fino al loggiato in cima da cui si domina tutta la piazza. È a numero chiuso, con ingressi a orario, quindi conviene prenotare; non è ammessa sotto gli 8 anni, contati per anno di nascita, i minori di 18 anni salgono con un adulto e borse e zaini restano al guardaroba, che è gratuito.

Info pratica: la salita alla Torre costa 20 € a persona e comprende la Cattedrale; l’orario d’ingresso si sceglie al momento dell’acquisto, e chi arriva in ritardo perde il turno. Battistero, Camposanto, Museo delle Sinopie e Museo dell’Opera del Duomo costano 8 € l’uno, 11 € tutti e quattro insieme e 27 € con la Torre, sempre con la Cattedrale compresa; i bambini sotto gli 11 anni accompagnati entrano gratis dappertutto tranne che sulla Torre. Chi vuole vedere soltanto la Cattedrale entra gratis, ma con un biglietto a orario che si ritira solo alle biglietterie della piazza e non si prenota. I biglietti conviene comprarli sul sito ufficiale dell’Opera della Primaziale Pisana: la stessa salita alla Torre, sulle piattaforme di prenotazione, costa qualche euro in più. Se invece volete qualcuno che vi racconti il Campo, c’è un tour guidato di Cattedrale e Battistero con una guida locale, con la salita alla Torre facoltativa.

Il Duomo e la Torre pendente di Pisa illuminati di notte
Il Duomo e la Torre pendente nella luce della sera

La Cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta, è una delle grandi chiese romaniche d’Europa: la facciata a loggette, l’interno a cinque navate, il pulpito di Giovanni Pisano, il mosaico absidale con il Cristo Pantocratore che Cimabue contribuì a realizzare. Il Battistero, il più grande d’Italia, nasconde un segreto che vale la fila: l’acustica. La doppia cupola genera un’eco lunghissima e a intervalli regolari un addetto intona qualche nota per dimostrarlo. Vale la pena salire al loggiato per la vista sulla piazza dall’alto.

Il Camposanto Monumentale è la sorpresa che quasi nessuno si aspetta. È un chiostro lunghissimo costruito, dice la leggenda, sulla terra santa portata dal Golgota, e custodisce un ciclo di affreschi immenso. Il più celebre è il Trionfo della Morte di Buonamico Buffalmacco, danneggiato dall’incendio del 1944 e finalmente ricollocato sulla parete dopo un lungo restauro: è uno di quei capolavori che da soli giustificano il biglietto. Accanto, il Museo delle Sinopie conserva i disegni preparatori di quegli stessi affreschi.

Consiglio: andate a Piazza dei Miracoli molto presto, appena aprono. Verso le otto del mattino il prato è quasi vuoto, la luce dell’alba accende il bianco del marmo sul verde e si fanno le foto senza decine di braccia alzate sullo sfondo. A metà mattina arrivano i pullman e la piazza si riempie: l’ora conta più del giorno.

Piazza dei Cavalieri e la Pisa della Normale

La facciata decorata del Palazzo della Carovana in Piazza dei Cavalieri a Pisa
Piazza dei Cavalieri, con il Palazzo della Carovana sede della Scuola Normale

A pochi minuti dal Campo, dentro il tessuto medievale della città, si apre Piazza dei Cavalieri, e qui si capisce subito che Pisa è una cosa diversa dalla cartolina. È stata per secoli il centro del potere politico cittadino, e oggi è il cuore della Pisa universitaria. Il palazzo che domina la piazza è il Palazzo della Carovana, ridisegnato da Giorgio Vasari, con la facciata coperta di graffiti chiaroscurati e le statue dei granduchi medicei: dentro c’è la sede della Scuola Normale Superiore, una delle istituzioni accademiche più prestigiose d’Europa.

La piazza nasce come quartier generale dei Cavalieri di Santo Stefano, l’ordine fondato da Cosimo I de’ Medici per combattere la pirateria nel Mediterraneo: a fianco del palazzo c’è la loro chiesa, Santo Stefano dei Cavalieri, anch’essa vasariana, che custodisce stendardi strappati ai turchi e una natività del Bronzino. Ma l’edificio che fa venire i brividi è il Palazzo dell’Orologio: incorpora la Torre della Muda, la “torre della fame” in cui nel 1289 fu lasciato morire il conte Ugolino della Gherardesca con i figli e i nipoti. È la pagina dell’Inferno di Dante, quella del “fiero pasto”, e stare sotto quella torre con quei versi in testa fa un certo effetto.

I Lungarni: Santa Maria della Spina e Palazzo Blu

La Chiesa di Santa Maria della Spina sul Lungarno Gambacorti a Pisa
Santa Maria della Spina, il gioiello gotico affacciato sull’Arno

Se c’è una cosa che a Pisa non va saltata, sono i Lungarni. Le sponde dell’Arno, con i palazzi color pastello che si riflettono nell’acqua, sono la passeggiata più bella della città, e regalano scorci che ricordano un po’ Firenze ma con un’aria più ariosa e meno affollata. Sul Lungarno Gambacorti si incontra un gioiello in miniatura del gotico pisano, la Chiesa di Santa Maria della Spina: minuscola, tutta cuspidi e tabernacoli, abbarbicata sul parapetto del fiume. Si chiama “della Spina” perché un tempo custodiva una spina della corona di Cristo. Si visita anche all’interno, gratis, ma solo in alcuni giorni e fasce orarie che il Comune cambia di stagione in stagione: vale la pena controllare e infilarsi dentro.

Attenzione: c’è una scaramanzia universitaria che a Pisa conoscono tutti. Si dice che lo studente che incrocia con lo sguardo la Chiesa della Spina prima di un esame venga bocciato. Stesso destino, raccontano, per chi guarda i cavalli dell’ippodromo di San Rossore. Se passate in treno lungo l’Arno e siete superstiziosi, sapete dove tenere lo sguardo.

Prima di proseguire verso il Ponte di Mezzo, vale una deviazione nella direzione opposta, verso ovest: dietro l’abside di San Paolo a Ripa d’Arno c’è la Cappella di Sant’Agata, un piccolo ottagono di mattoni che il Comune data all’XI secolo. Si apre solo l’ultimo sabato del mese, a ingresso libero, quindi va presa al volo.

Poco più avanti, sempre sul lungarno, colpisce la facciata azzurra di Palazzo Blu, un edificio settecentesco che deve il nome proprio alla tonalità insolita. È sede della fondazione omonima e ospita una collezione permanente, dalle tele di Artemisia e Orazio Gentileschi alle opere di Benozzo Gozzoli, oltre alle grandi mostre temporanee che sono il vero motivo per entrarci. La collezione permanente costa 5 €, le mostre hanno un biglietto a parte: dipende da cosa è in corso, quindi conviene dare un’occhiata al programma di Palazzo Blu prima di andare.

L'Arno a Pisa al tramonto con i palazzi dei Lungarni riflessi nell'acqua
I Lungarni di Pisa al tramonto, la passeggiata più bella della città

Subito dopo si arriva al Ponte di Mezzo, il ponte principale della città, che regala una delle viste più belle sull’Arno e sulle sue sponde simmetriche. Fermatevi nel mezzo: è il punto da cui ogni anno parte il Gioco del Ponte, la sfida storica in costume che spacca Pisa in due, mezzogiorno contro tramontana.

Borgo Stretto e Corso Italia: la Pisa di tutti i giorni

I palazzi colorati dei Lungarni di Pisa riflessi nell'Arno
Cosa vedere a Pisa: la guida oltre la Torre pendente 9

Attraversato il Ponte di Mezzo verso nord si entra nella Pisa più viva, quella di tutti i giorni. Borgo Stretto è l’arteria pedonale per eccellenza: sotto i suoi portici e loggiati medievali il tempo sembra essersi fermato, è il vero salotto cittadino, pieno di caffè storici e negozi. Vale una sosta la facciata romanico-gotica di San Michele in Borgo, su cui si leggono ancora antiche iscrizioni goliardiche degli studenti.

Dalla parte opposta del fiume, Corso Italia è invece la strada dello shopping che collega Ponte di Mezzo alla stazione: catene, marchi, tanta gente. È qui, tra una vetrina e l’altra, che si capisce che Pisa non vive di solo turismo. E se amate i viaggi, cercate L’Orsa Minore, una piccola libreria storica interamente dedicata al viaggio: guide, mappe, mappamondi, oggettistica. Il proprietario sa consigliare esattamente il libro giusto per la prossima partenza, ed è il genere di posto che da solo ti fa venire voglia di tornare a Pisa.

Tuttomondo di Keith Haring e i musei da non saltare

Il murale Tuttomondo di Keith Haring sulla parete del convento di Sant'Antonio Abate a Pisa
Tuttomondo, l’ultimo grande murale pubblico di Keith Haring (1989)

A pochi passi dalla stazione, sulla parete del convento di Sant’Antonio Abate, c’è una delle cose più sorprendenti di Pisa: Tuttomondo, il grande murale che Keith Haring dipinse nel 1989. Trenta figure colorate che si incastrano come pezzi di un puzzle a rappresentare la pace e l’armonia: è l’ultima grande opera pubblica realizzata dall’artista prima della morte, e l’unica che pensò per essere permanente. Si guarda gratis, dalla strada, ed è la dimostrazione che Pisa non è solo Medioevo.

Pisa ha poi due musei che altrove sarebbero celebri e qui rischiano di passare inosservati. Il Museo Nazionale di San Matteo, in un convento medievale sul lungarno, conserva una raccolta straordinaria di pittura e scultura pisana e toscana, dal Polittico di Simone Martini alla Madonna del Latte di Andrea Pisano, fino a un San Paolo di Masaccio. Costa 5 €, è chiuso il lunedì ed è quasi sempre semivuoto: trovate gli orari aggiornati sul sito del Museo Nazionale di San Matteo. San Matteo, Palazzo Blu, l’Orto Botanico e le Mura stanno anche nella Pisa Card, il pass del Comune nato a settembre 2026: 24 € per sette giorni, con un ingresso per luogo, ma Piazza dei Miracoli è esclusa.

Attenzione: molte vecchie guide danno il Museo dell’Opera del Duomo come “chiuso per restauro”. Non è più vero: ha riaperto nel 2019 dopo un lungo intervento, con un nuovo allestimento su tre piani che raccoglie le statue originali della Cattedrale e del Battistero, tra cui le opere dei Pisano. È uno dei modi migliori per capire Piazza dei Miracoli dall’interno.

L’Orto Botanico e le Mura: la Pisa che quasi nessuno racconta

Qui entriamo nella Pisa che le guide veloci ignorano sempre, ed è un peccato perché sono due delle cose più belle. La prima è l’Orto e Museo Botanico dell’Università di Pisa: fondato nel 1543, è il più antico orto botanico universitario del mondo per data di fondazione. Un fazzoletto di verde nascosto a due passi dal Campo, con serre storiche, vasche di ninfee, alberi monumentali e un silenzio che dopo la folla della Torre è una benedizione. L’Orto costa 4 €, 6 € insieme al Museo Botanico, che però dopo il terremoto del 4 agosto 2026 è chiuso fino a nuovo avviso; resta uno dei rifugi più sottovalutati della città: orari e biglietti aggiornati sul sito dell’Orto e Museo Botanico.

La seconda è il camminamento sulle Mura di Pisa. Le mura medievali della città, tra le più antiche d’Europa ancora in piedi, sono percorribili in quota per circa tre chilometri: si cammina sopra la città, con un punto di accesso proprio in Piazza del Duomo, da cui si guarda la Torre da un’angolazione che dal basso non avrete mai. È un’esperienza ancora poco battuta: il biglietto costa 5 €, i bambini fino a 8 anni non pagano, d’estate ci sono uscite serali a calendario e con pioggia o vento forte il percorso chiude. Conviene verificare orari e aperture su Mura di Pisa prima di salire.

Consiglio: sia l’Orto Botanico sia il camminamento sulle Mura sono perfetti per spezzare la giornata nelle ore centrali, quando Piazza dei Miracoli è nel pieno della calca. Sono a pochi minuti a piedi dal Campo e vi restituiscono la città lenta, quella che la mezza giornata in pullman non vede mai.

Gite in giornata da Pisa: Lucca, il mare, Calci e San Rossore

Pisa è anche un’ottima base per girare un angolo di Toscana che ha pochi rivali. Borghi, colline e Monte Pisano li raccontiamo a parte, nella guida ai dintorni di Pisa; qui sotto ci sono le uscite più facili dalla città.

  • Lucca: a mezz’ora di treno, la città dalle mura rinascimentali intatte, da percorrere a piedi o in bici. È l’escursione classica, e i due centri si combinano benissimo in una giornata.
  • Il litorale: Marina di Pisa, Tirrenia e Calambrone, dove l’Arno incontra il mare. Spiagge, stabilimenti storici e tramonti che valgono la breve corsa dalla città.
  • Il Parco di San Rossore: l’antica tenuta presidenziale, una distesa di pinete, dune e canali che arriva fino al mare, perfetta per una passeggiata o un giro in bici nella natura.
  • La Certosa di Calci: a una quindicina di chilometri, un monastero monumentale del Trecento che ospita anche il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa, con la grande galleria dei cetacei e l’acquario: una gita ideale con i bambini.
  • Volterra e San Miniato: la prima per l’alabastro e le origini etrusche, la seconda per il tartufo bianco, con la celebre mostra mercato d’autunno. Un po’ più lontane, da mettere in conto se restate qualche giorno.

Quanto tempo serve: Pisa in mezza giornata, un giorno o due

Dipende da quanto volete andare sotto la superficie. Ecco come ragionarci, dalla toccata e fuga alla visita vera.

  • Mezza giornata: è il minimo, e basta giusto per Piazza dei Miracoli, la Torre vista da fuori (o salita se prenotata) e uno dei monumenti del Campo. L’esperienza “mordi e fuggi”, quella dei pullman.
  • Un giorno: il formato giusto per la città. Piazza dei Miracoli al mattino presto, poi Piazza dei Cavalieri, i Lungarni con Santa Maria della Spina e Palazzo Blu, Borgo Stretto, il murale di Keith Haring, con una pausa per la cecìna a metà giornata. Se preferite che sia qualcuno a portarvi da un assaggio all’altro, c’è un tour a piedi tra lo street food e i monumenti del centro.
  • Due giorni: si aggiungono i musei (San Matteo, Museo dell’Opera, Palazzo Blu), l’Orto Botanico, il camminamento sulle Mura e una mezza giornata nei dintorni, tra Calci, il litorale o una puntata a Lucca.

Come arrivare a Pisa, dove dormire e dove mangiare

Pisa è una delle città toscane più facili da raggiungere, anche perché ha un aeroporto a un chilometro dal centro. Ecco le cose pratiche da sapere prima di partire.

Info pratica: dall’aeroporto Galileo Galilei al centro si arriva in cinque minuti con la navetta automatica PisaMover, che collega lo scalo alla stazione di Pisa Centrale (6,50 € a corsa). In treno Pisa è ben collegata: Firenze in circa un’ora, Lucca in mezz’ora e Livorno in un quarto d’ora. Se arrivate in auto, ricordate che il centro è in ZTL: la soluzione più comoda è il parcheggio scambiatore di Via Pietrasantina, gratuito per le auto, che da aprile a fine ottobre la linea urbana 25 collega alla Torre ogni quarto d’ora.

A tavola Pisa è schietta e popolare. Lo street food da non perdere è la cecìna, la torta di ceci cotta nel forno a legna, che qui si mangia anche dentro un panino o sopra la pizza. Poi i piatti della tradizione: il bordatino alla pisana (una zuppa di cavolo nero, fagioli e farina di mais), il baccalà alla pisana in umido e, per i golosi, la torta coi bischeri, dolce di cioccolato, riso, pinoli e canditi.

Dove mangiare a Pisa

  • Il Montino: l’istituzione cittadina per la cecìna e lo “spuma e cecina”, lo street food pisano per eccellenza, a due passi da Borgo Stretto.
  • Osteria dei Cavalieri: cucina toscana di sostanza vicino a Piazza dei Cavalieri, una delle tavole storiche del centro.
  • Trattoria Sant’Omobono e Trattoria dal Campano: trattorie di tradizione per chi cerca i piatti pisani veri, dal bordatino al baccalà.

Dove dormire a Pisa: in quale zona

  • Zona Piazza dei Miracoli: per chi vuole la Torre fuori dalla finestra e una passeggiata serale nel Campo senza folla. Più tranquilla e residenziale.
  • Centro storico e Lungarni: la scelta migliore per l’atmosfera, con ristoranti e passeggiata sull’Arno a portata di mano. Ideale se vi fermate una notte sola.
  • Zona stazione e Corso Italia: comoda per chi arriva in treno o riparte presto e per chi cerca soluzioni più economiche.

Dove dormire a Pisa: quattro indirizzi, uno per zona

Li abbiamo scelti fra le strutture con almeno 8 su 10 e 100 recensioni, seguendo le tre zone qui sopra. Le fasce (€, €€, €€€) vengono da due rilevazioni per una notte, in bassa e in alta stagione.

  • Prato dei Miracoli Residenza d’Epoca (€€€): residenza d’epoca in Piazza del Duomo, cioè sul Campo, per chi vuole la Torre fuori dalla finestra.
  • La Torre Garbata (€): guesthouse in via Bonanno Pisano, a pochi minuti a piedi dal Campo, per chi vuole stare vicino alla piazza spendendo poco.
  • Lungarno Buozzi 7 Apartments (€): appartamenti sul Lungarno Buozzi, per avere l’Arno sotto casa e i ristoranti del centro a portata di passeggiata.
  • Hotel Bologna (€€): albergo in via Mazzini, nella zona della stazione, comodo per chi arriva in treno o riparte presto.

Sul quando andare, la primavera e l’inizio dell’autunno sono i periodi migliori: clima mite e meno folla. Ma se potete scegliere, puntate su giugno, il mese pisano per eccellenza: il 16 c’è la Luminara di San Ranieri, con i lungarni illuminati da oltre centomila lumini, il 17 il Palio di San Ranieri, e l’ultimo sabato del mese il Gioco del Ponte. È Pisa al suo massimo.

Cosa fare a Pisa

Domande frequenti su Pisa

Cosa vedere a Pisa in un giorno?

In un giorno si vede tutta la Pisa essenziale: la mattina presto Piazza dei Miracoli con la Torre, il Duomo, il Battistero e il Camposanto; poi Piazza dei Cavalieri, i Lungarni con Santa Maria della Spina e Palazzo Blu, una passeggiata in Borgo Stretto e il murale Tuttomondo di Keith Haring vicino alla stazione. Con una pausa per la cecìna a metà giornata.

Quanto costa salire sulla Torre di Pisa?

La salita alla Torre costa 20 € a persona e comprende la Cattedrale. È a numero chiuso, con l’orario d’ingresso da scegliere al momento dell’acquisto, quindi conviene prenotare sul sito dell’Opera della Primaziale Pisana, dove costa meno che sulle piattaforme. Non sono ammessi i bambini sotto gli 8 anni, contati per anno di nascita, e i minori di 18 anni devono salire con un adulto.

La Cattedrale di Pisa è gratis?

Sì, l’ingresso alla Cattedrale è gratuito. Chi vede solo quella deve ritirare un biglietto gratuito a orario alle biglietterie della piazza, che non si prenota; con qualsiasi altro biglietto dei monumenti la Cattedrale è compresa e senza orario. Battistero, Camposanto, Museo delle Sinopie e Museo dell’Opera costano 8 € l’uno, 11 € tutti insieme e 27 € con la Torre; i bambini sotto gli 11 anni accompagnati entrano gratis, Torre esclusa.

Cosa vedere a Pisa oltre la Torre pendente?

Tantissimo: Piazza dei Cavalieri con la Scuola Normale, i Lungarni e la Chiesa di Santa Maria della Spina, Palazzo Blu, Borgo Stretto, il murale Tuttomondo di Keith Haring, il Museo di San Matteo, l’Orto Botanico del 1543 e il camminamento sulle Mura medievali. Pisa è una vera città d’arte universitaria, non solo una piazza.

Come arrivare dall’aeroporto di Pisa al centro?

Con la navetta automatica PisaMover, che collega l’aeroporto Galileo Galilei alla stazione di Pisa Centrale in circa cinque minuti, con un biglietto da 6,50 €. Dalla stazione si entra in centro a piedi lungo Corso Italia; Piazza dei Miracoli sta all’altro capo della città e si raggiunge anche con i bus urbani.

Quanto tempo serve per visitare Pisa?

Mezza giornata basta solo per Piazza dei Miracoli. Per la città vera serve un giorno intero, che permette di vedere anche i Lungarni, Piazza dei Cavalieri e il centro. Con due giorni si aggiungono i musei, l’Orto Botanico, le Mura e una gita nei dintorni.

Cosa vedere nei dintorni di Pisa?

Le gite più facili sono Lucca, a mezz’ora di treno, il litorale di Marina di Pisa e Tirrenia, il Parco di San Rossore e la Certosa di Calci con il Museo di Storia Naturale; più lontane, Volterra e San Miniato. Borghi, colline e Monte Pisano li trovate nella guida ai dintorni di Pisa.

Esiste una card turistica per Pisa?

Sì: dal 15 settembre 2026 c’è la Pisa Card, il pass digitale del Comune, che costa 24 € e vale sette giorni, con un ingresso per ciascun luogo aderente: Palazzo Blu, le Mura, il Museo delle Navi Antiche, Palazzo Reale, il Museo di San Matteo, la Certosa di Calci, l’Orto e Museo Botanico e altri, più un giorno di bici in sharing. Non comprende la Torre né i monumenti di Piazza dei Miracoli, che hanno il loro biglietto.

Grafica verticale «Visitare Pisa» sull'Arno al tramonto
Cosa vedere a Pisa: la guida oltre la Torre pendente 10

Info essenziali

  • Come arrivare: aeroporto Galileo Galilei + navetta PisaMover (5 min) fino a Pisa Centrale; treni da Firenze (circa 1 h), Lucca (30 min) e Livorno (15 min); in auto, parcheggio scambiatore di Via Pietrasantina (centro in ZTL).
  • Biglietti chiave: Torre 20 € (Cattedrale inclusa, dagli 8 anni, ingresso a orario); un monumento 8 €, tutti e quattro 11 €, con la Torre 27 €; la sola Cattedrale è gratis con biglietto a orario dalle biglietterie in piazza. Si comprano su opapisa.it.
  • Quando andare: primavera e inizio autunno; giugno per la Luminara di San Ranieri (16/6) e il Gioco del Ponte.
  • Durata: mezza giornata per il Campo, un giorno per la città, due con musei e dintorni.
  • Da non perdere: Piazza dei Miracoli all’alba, i Lungarni, l’Orto Botanico e il Camposanto con il Trionfo della Morte.

Pisa è molto più della sua Torre, e basta poco per accorgersene: appena ci si allontana dal prato del Campo e si scende verso l’Arno, la città cambia faccia e diventa un posto vero, universitario, vivo. La prossima volta che ci passate, non datele mezza giornata. Concedetele un giorno intero, e lasciatevi sorprendere da tutto quello che c’è oltre la pendenza più famosa del mondo.

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Ti ha accompagnato in questa guida

Alberto Macaluso

Nomade digitale con una passione spasmodica per l’archeologia e la storia – quando la storia racconta storie belle da (ri)raccontare – mi occupo dal lontano 1997 di comunicazione web e sono specializzato in progettazione e Seo. La mia passione per il viaggio nasce da una voglia costante di conoscere nuovi luoghi e nuove persone. Nel mio trolley (bagaglio rigorosamente sempre a mano) non mancano mai tutta una serie di device tecnologici e il mio fido Kindle, carico di tantissimi titoli di fantascienza, fantasy ovviamente saggi storici e anche di lavoro. Tutte le mie mete sono il frutto di suggestioni visive, uditive, e perché no anche tattili ed olfattive: un film, un telefilm, un passaggio di un libro, una canzone ascoltata alla radio una ricetta esotica, ogni cosa può essere per me uno stimolo a partire.

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Commenti 2

2 risposte

  1. Grazie per i bell’articolo, anche se… Campo dei miracoli è quello di Pinocchio. La nostra è piazza del Duomo, anche se è più conosciuta come Piazza dei Miracoli. Ma Campo, proprio, no.

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