Vivo dall’altra parte di queste montagne. Dalla Versilia le Apuane si guardano dal mare, e sembrano una parete: bianche dove le hanno tagliate per il marmo, verdi dove le hanno lasciate stare. Poi le giri, entri in Garfagnana, e scopri che dentro sono vuote. La Grotta del Vento sta lì, sotto la Pania della Croce, ed è uno dei pochi posti in Italia dove si può scendere davvero dentro una montagna senza essere speleologi.
Ci sono stato, con mio marito, e abbiamo fatto il secondo itinerario. Che è esattamente il punto da cui vorrei partire, perché la domanda vera non è se vale la pena andarci: è quale dei tre percorsi scegliere, e su quello nessuno vi dà il numero che serve per decidere. Qui trovate i tre itinerari a confronto con durata, metri e gradini, i prezzi verificati sul sito ufficiale, come ci si arriva e perché la strada è un problema se avete un mezzo alto, quando conviene andarci davvero e cosa mettersi. Se invece state ancora decidendo la zona, il quadro completo sta nella nostra guida su cosa vedere in Garfagnana.
In breve
La Grotta del Vento è a Fornovolasco, comune di Fabbriche di Vergemoli, dentro il Parco delle Alpi Apuane, a circa 50 km da Lucca. Si visita solo con guida, su tre itinerari: il primo dura 1 ora ed è di 800 metri e 366 gradini (10 €); il secondo 2 ore, 1.500 metri e 850 gradini (18 €); il terzo 3 ore, 2.200 metri e 1.195 gradini (25 €), e si effettua solo due volte al giorno a posti limitati. Dentro ci sono 10,7 °C costanti tutto l’anno, quindi serve una felpa anche a ferragosto. È aperta tutti i giorni tranne il 25 dicembre. Si prenota solo dall’ente, allo 0583 722024. Attenzione alla strada finale: 12 km di montagna dopo Gallicano, sconsigliata ai mezzi oltre 3,5 metri di altezza.
Indice dell’Articolo
Cos’è la Grotta del Vento (e perché molti la cercano come Grotte del Vento)
È una grotta sola, e il nome è al singolare. Molti la cercano al plurale, “grotte del vento”, probabilmente perché dentro i percorsi sono tre e perché in Italia le grotte turistiche hanno quasi tutte il nome plurale, da quelle di Castellana a quelle di Frasassi. Ma qui la cavità è una, e il vento pure: uno solo, ed è quello che le dà il nome.

Il fenomeno è semplice e continuo. La grotta ha due ingressi a quote diverse, e fra i due si crea una corrente d’aria costante che si inverte con le stagioni: d’estate l’aria fredda esce dall’ingresso basso, d’inverno il verso cambia. È lo stesso principio del tiraggio di un camino, applicato a una montagna. La corrente non è un dettaglio pittoresco: è la ragione per cui la temperatura interna non sale mai, e la grotta rimane a 10,7 °C dodici mesi l’anno.
Siamo nel cuore del Parco Regionale delle Alpi Apuane, a Fornovolasco, una frazione minuscola del comune di Fabbriche di Vergemoli, in provincia di Lucca. Sopra c’è la Pania della Croce, sotto scorre il Serchio. Il paesaggio che si attraversa per arrivarci è già metà del motivo per andarci, e lo dico da uno che quelle montagne le vede tutti i giorni dall’altro versante.
Attenzione: non si entra da soli. La visita è sempre accompagnata da una guida, non esiste il biglietto “libero” e non si può girare per conto proprio. Questo cambia l’organizzazione della giornata più di quanto sembri: non decidete voi quando entrare, entrate col vostro gruppo.
I tre itinerari della Grotta del Vento: quale scegliere
Qui c’è il dato che sul resto del web non trovate messo in fila, ed è quello che decide la giornata: i gradini. Non la durata, che si intuisce, ma quanti scalini avete davanti. Sono 366, 850 e 1.195, e sono numeri molto diversi fra loro.
I tre percorsi sono cumulativi: il secondo comprende il primo, il terzo comprende gli altri due. Non sono tre grotte, è la stessa grotta vista sempre più a fondo.
| Itinerario | Durata | Percorso | Gradini | Intero | Ridotto | Per chi |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1° La magia delle concrezioni | 1 ora | 800 m | 366 | 10 € | 8 € | famiglie con bambini piccoli, prima volta, chi ha poco tempo |
| 2° L’azione erosiva dell’acqua | 2 ore | 1.500 m | 850 | 18 € | 15 € | dai 6 anni, chi cammina senza problemi |
| 3° La suggestione degli abissi | 3 ore | 2.200 m | 1.195 | 25 € | 20 € | dai 6-8 anni, allenati, solo su prenotazione |
Primo itinerario: un’ora, 366 gradini
È il percorso delle concrezioni, e nonostante sia il più corto non è una versione ridotta: è la parte più decorata della grotta. Ci sono stalattiti e stalagmiti in fase di crescita attiva, cioè che si stanno ancora formando, un piccolo lago dall’acqua trasparente e i resti dell’orso delle caverne. Si vede anche il punto dove la corrente d’aria si sente addosso, che è il motivo del nome.

Fisicamente è alla portata di quasi tutti: tratti di scale brevi alternati a tratti pianeggianti, sentieri in cemento antiscivolo, corrimano in acciaio e illuminazione elettrica ovunque. È l’itinerario giusto se avete bambini piccoli o se qualcuno del gruppo cammina male.
Secondo itinerario: due ore, 850 gradini
È quello che ho fatto io. Comprende tutto il primo e poi prosegue nella parte in cui la grotta smette di essere decorativa e diventa geologia: il Baratro dei Giganti, la Sala delle Voci, che ha un’acustica sua per la forma della volta, un fiume sotterraneo vero e delle formazioni di argilla modellate dall’acqua che sembrano un paesaggio in miniatura.
È consigliato dai 6 anni in su. E qui il numero conta: 850 gradini in due ore non sono una passeggiata, e se state scegliendo fra il primo e il secondo è quello il dato su cui decidere, non la differenza di otto euro.
Terzo itinerario: tre ore, 1.195 gradini
È il percorso completo, e la grotta arriva dove i primi due non vanno: un pozzo perfettamente verticale di 90 metri, un canyon sotterraneo e la Diramazione delle Meraviglie, che è la zona più concrezionata di tutta la cavità. Quando piove forte si attivano le cascate interne, che è la ragione per cui certe visite non si somigliano.

Attenzione: il terzo itinerario si effettua solo due volte al giorno e ha posti limitati. Se arrivate a Fornovolasco sperando di farlo senza aver telefonato prima, con ogni probabilità non lo farete: vi resteranno il primo o il secondo. È l’informazione che manca in quasi tutti gli articoli sulla grotta, e vi fa fare 12 km di tornanti per niente.
Sul secondo e sul terzo l’ente sconsiglia esplicitamente la visita a chi soffre di vertigini, a chi ha problemi cardiaci e a chi ha limitazioni motorie importanti. Non è una formula di rito: ci sono passaggi verticali e affacci su vuoti veri.
Prezzi, biglietti e prenotazione
I prezzi che seguono li ho verificati sul sito ufficiale mentre scrivevo. Sono per persona.
- Primo itinerario: 10 € intero, 8 € ridotto, 6 € gruppi scolastici.
- Secondo itinerario: 18 € intero, 15 € ridotto, 11 € gruppi scolastici.
- Terzo itinerario: 25 € intero, 20 € ridotto, 15 € gruppi scolastici.
Il ridotto non è solo per i bambini. Ne hanno diritto i bambini dai 4 ai 10 anni, i soci CAI, gli invalidi, i militari, gli speleologi, i gruppi organizzati da 20 persone in su (con prenotazione almeno cinque giorni prima) e chi ha il biglietto di un’altra grotta del circuito AGTI. Quest’ultima è la voce che nessuno sfrutta: se nello stesso viaggio visitate un’altra grotta turistica associata, tenete il biglietto.
Info pratica: le prenotazioni si fanno per telefono allo 0583 722024, tutti i giorni dalle 10 alle 19, oppure online dal sito ufficiale della Grotta del Vento. Il check-in in biglietteria è obbligatorio prima della visita, anche se avete già pagato. Nei giorni di alta affluenza i gruppi entrano quando sono al completo, quindi l’orario stampato sul biglietto è indicativo e conviene mettere in conto un’attesa.
Sugli orari faccio una scelta di onestà: non ve li scrivo in cifra. Sul sito ufficiale sono pubblicati dentro un’immagine, cambiano fra stagione alta e bassa, e gli unici orari in chiaro che ho trovato in giro sono fermi all’estate dell’anno scorso. Un orario sbagliato su una strada di montagna vi costa mezza giornata. La grotta è aperta tutti i giorni dell’anno tranne il 25 dicembre, e per la fascia esatta del giorno in cui andate chiamate la biglietteria: è una telefonata di trenta secondi.
Sulla Grotta del Vento, aggiungo, non esiste nessun biglietto rivendibile da terzi: si prenota solo dall’ente, e chiunque vi proponga altro sta rivendendo qualcosa che non è il biglietto d’ingresso.
Come arrivare alla Grotta del Vento e dove parcheggiare
L’indirizzo è Località Grotta del Vento 1, Fornovolasco. Ma l’indirizzo conta poco: quello che conta è l’ultimo pezzo di strada.
- Da Lucca: 50 km, fra 1 ora e 1 ora e 20. Si segue per Castelnuovo di Garfagnana fino a Gallicano, circa 37 km, e da lì restano 12 km di strada di montagna.
- Da Capannori (uscita A11): 53 km, circa 1 ora, passando da Porcari e Marlia e poi verso Gallicano.
- Da Aulla, Massa, Forte dei Marmi, Modena, Reggio Emilia o Bologna: si passa dai valichi, fra 70 e 142 km, da 2 a 3 ore e mezza. D’inverno quelle strade alte prendono neve, e non è il caso.
- Senza auto: c’è l’autobus per Fornovolasco, che si prende a Gallicano o alla stazione ferroviaria di Barga-Gallicano. L’aeroporto più vicino è Pisa, a circa 75 km.
Attenzione: gli ultimi 12 km da Gallicano sono stretti e a tornanti. L’ente sconsiglia la salita ai mezzi oltre 3,5 metri di altezza, soprattutto a Pasqua e nelle settimane centrali di agosto, quando ci si incrocia di continuo. Sopra i 5,5 metri esiste un servizio navetta da Gallicano. Se viaggiate in camper questa è l’informazione più utile di tutta la pagina: non è un consiglio prudenziale, è una strada dove incrociare un pullman vi costa una manovra in retromarcia in curva.
Il parcheggio è all’arrivo, davanti alla grotta, ed è la fine della strada: da lì non si prosegue. Sulle tariffe circolano cifre diverse e nessuna viene dall’ente, quindi non ve ne do nessuna: mettete in conto un parcheggio a pagamento e pochi posti liberi nei giorni di punta.
Quando andare: la grotta che non cambia mai
Questa è la parte in cui il dato mi ha sorpreso, e credo sia il consiglio più utile che posso darvi.
La Grotta del Vento viene cercata su Google circa 33.000 volte ad agosto e meno di 3.000 a dicembre. Undici volte tanto. Solo che dentro, ad agosto e a dicembre, ci sono gli stessi 10,7 °C, le stesse concrezioni e lo stesso fiume sotterraneo. È aperta tutto l’anno tranne Natale. Non c’è una stagione in cui la grotta è più bella: è letteralmente lo stesso posto.
Quello che cambia è tutto il resto, ed è tutto in peggio ad agosto: i 12 km di tornanti pieni di auto, i gruppi che si riempiono, l’attesa in biglietteria, il terzo itinerario esaurito. Ad ottobre, o a marzo, avete la stessa identica grotta con la strada libera.
Consiglio: se potete scegliere, andateci fuori dall’estate. E se ci andate ad agosto, muovetevi presto la mattina: la salita da Gallicano è a senso unico alternato di fatto, e mezz’ora di anticipo sulla strada ne vale due sul posto. C’è anche un rovescio positivo dell’agosto, ed è l’unico: con 35 gradi fuori, scendere a 10,7 °C è la cosa più piacevole che potete fare in Toscana quel giorno.
Come vestirsi e chi è meglio che rinunci
Dentro ci sono 10,7 °C fissi, e l’acqua sta fra 9,25 e 11 °C. Vuol dire che a ferragosto passate da 35 gradi a 10 in pochi minuti, e in maglietta si sta male: portate una felpa o un pile, sempre, anche in piena estate. Non è un consiglio da manuale, è il motivo per cui vedete gente rabbrividire nei gruppi.
Alle scarpe pensateci: i sentieri sono in cemento antiscivolo con corrimano, quindi non serve niente di tecnico, ma sono comunque centinaia di gradini e in certi punti l’umidità li rende scivolosi. Scarpe chiuse con una suola decente, non sandali.
- Foto: si possono fare, a patto di non bloccare il gruppo. Il treppiede è vietato. Serve un flash buono o una macchina che regga gli ISO alti, e un grandangolo rende molto più di un tele.
- Bambini: il primo itinerario va bene praticamente a tutti, il secondo è consigliato dai 6 anni, il terzo dai 6-8 in su.
- Chi dovrebbe fermarsi al primo: chi soffre di vertigini, chi ha problemi di cuore e chi ha difficoltà motorie importanti. Sul secondo e sul terzo la controindicazione è dell’ente, non mia.
- Lingue: le guide in italiano ci sono sempre, e le audioguide sono gratuite in dodici lingue.
Una curiosità che di solito preoccupa e non dovrebbe: il flash non danneggia la grotta, dura circa un ventimillesimo di secondo, e da quando la cavità è aperta al pubblico la fauna che ci vive è addirittura aumentata. Il ricambio d’aria continuo, quello del vento, impedisce sia l’aumento di temperatura sia l’accumulo di anidride carbonica.
Cosa vedere nei dintorni
La grotta occupa mezza giornata, e sarebbe uno spreco fare tutta quella strada per tornare indietro subito. Intorno c’è il pezzo più bello della valle.
- Fornovolasco stesso, il borgo di pietra all’imbocco della strada, e l’Eremo di Calomini pochi chilometri sotto, incastrato dentro la parete rocciosa.
- Isola Santa, il borgo sul lago verde, che è la cosa più fotografata della Garfagnana e sta a poca distanza.
- Castiglione di Garfagnana, il borgo ancora chiuso dentro le sue mura, e Barga con il suo Duomo affacciato sulla valle.
- Il Lago di Vagli, con il paese sommerso di Fabbriche di Careggine sul fondo, che riemerge solo quando svuotano la diga.
- Tornando verso Lucca, il Ponte del Diavolo a Borgo a Mozzano è praticamente sulla strada, e vale i dieci minuti di sosta.
C’è poi una cosa che sfugge a quasi tutti, ed è a Fornovolasco, cioè nel paese stesso dove finisce la strada per la grotta: il Parco del Battiferro. Ci si fanno due attività che si prenotano online, senza spostarsi di un metro e con attrezzatura e istruttore compresi in tutte e due. La prima è un river trekking di due ore e mezza dentro il torrente, in muta e casco, fra scivoli naturali scavati nella roccia e pozze in cui ci si tuffa. La seconda è un percorso aereo di due ore fra ponti tibetani, cavi sospesi e zipline, che si chiude con una via ferrata. Come si riempie la giornata viene da sé: la grotta la mattina, l’acqua o i cavi il pomeriggio.
Attenzione: ve le segnalo perché sono le uniche due esperienze prenotabili a Fornovolasco, ma sono due prodotti nuovi: il river trekking è ancora senza recensioni e il percorso aereo ne ha una sola, quindi non ve li do per collaudati come faccio con la grotta. Il river trekking, inoltre, non è per tutti: sono esclusi chi supera i 110 chili, chi è in gravidanza e chi si muove in carrozzina.
Se volete far diventare la grotta la scusa per due giorni interi, la valle si presta parecchio: c’è l’anello degli alpeggi apuani che parte da Isola Santa, sei ore di cammino fra Colle di Favilla e Puntato, e per chi preferisce le ruote un giro in e-bike fino alla Fortezza di Mont’Alfonso, sopra Castelnuovo.
E se le grotte vi sono piaciute, in Italia ce ne sono altre che valgono il viaggio: le abbiamo messe in fila nella nostra guida alle grotte da visitare in Italia, dalle Grotte di Castellana in Puglia alle Grotte di Frasassi nelle Marche.
Dove dormire vicino alla Grotta del Vento
A Fornovolasco non c’è praticamente niente, ed è giusto così: è una frazione di poche case in fondo a una strada. La base si prende più in basso, nella valle del Serchio, fra Gallicano, Barga e Castelnuovo di Garfagnana, tutte entro mezz’ora dalla grotta e tutte con qualcosa da vedere di suo. Chi arriva da lontano e vuole fare il terzo itinerario dovrebbe proprio dormirci: tre ore di grotta più la strada non stanno dentro una gita in giornata.
Dormire in valle del Serchio: tre formule diverse
Le abbiamo scelte così: fuori tutto ciò che sta sotto 8,5 di punteggio o sotto le 100 recensioni, e poi tre formule diverse invece di tre hotel uguali.
- Casa Cordati: guesthouse dentro il centro storico di Barga, in un palazzo d’epoca, fino a 5 posti. La scelta di carattere, per chi vuole il borgo e non la statale.
- Renaissance Tuscany Il Ciocco Resort & Spa: resort quattro stelle con spa sulla collina sopra Barga, con la vista che si apre su tutta la valle. La formula comoda, se la grotta è una tappa di una vacanza più lunga.
- Villa Gherardi – B&B e Hostel: formula mista fra bed and breakfast e ostello, camere fino a 4 posti. L’opzione essenziale per chi passa una notte sola e vuole solo un letto vicino alla grotta.
Se invece la Garfagnana è solo una tappa di un giro più largo, il quadro completo della regione sta nella nostra guida su cosa vedere in Toscana, e dall’altro versante delle Apuane c’è tutta la Versilia, a poco più di un’ora di strada. Da Lucca, che è la base più ovvia per chi arriva da fuori, la grotta è una gita di mezza giornata abbondante.
Info essenziali
- Dove: Fornovolasco, Fabbriche di Vergemoli (LU), Parco delle Alpi Apuane.
- Come arrivare: 50 km da Lucca, 1-1,20 h; da Gallicano 12 km di montagna, sconsigliati sopra i 3,5 m di altezza.
- Quando andare: tutto l’anno, dentro è sempre 10,7 °C. Fuori stagione si evitano code e strada intasata.
- Durata: 1, 2 o 3 ore secondo l’itinerario, più il tempo di attesa in biglietteria.
- Biglietti: da 10 a 25 € interi, ridotti da 8 a 20 €. Solo dall’ente, allo 0583 722024.
- Da portare: felpa (sempre), scarpe chiuse. Niente treppiede.
Domande frequenti sulla Grotta del Vento
Quanto dura la visita alla Grotta del Vento?
Dipende dall’itinerario: il primo dura 1 ora e copre 800 metri, il secondo 2 ore per 1.500 metri, il terzo 3 ore per 2.200 metri. A questi tempi va aggiunta l’attesa in biglietteria, che nei giorni di alta affluenza non è trascurabile perché i gruppi partono quando sono completi.
Quanto costa il biglietto della Grotta del Vento?
Il primo itinerario costa 10 € intero e 8 € ridotto, il secondo 18 € e 15 €, il terzo 25 € e 20 €. I gruppi scolastici pagano rispettivamente 6, 11 e 15 €. Il ridotto vale per i bambini dai 4 ai 10 anni, i soci CAI, gli invalidi, i militari, gli speleologi, i gruppi da 20 persone e chi ha il biglietto di un’altra grotta del circuito AGTI.
Si chiama Grotta del Vento o Grotte del Vento?
Il nome corretto è al singolare, Grotta del Vento: è una cavità sola, visitabile su tre itinerari diversi che sono l’uno il prolungamento dell’altro. La forma plurale “grotte del vento” è molto usata nelle ricerche, ma indica lo stesso posto in Garfagnana.
Serve prenotare la Grotta del Vento?
Per il primo e il secondo itinerario la prenotazione è consigliata nei periodi di punta. Per il terzo è di fatto necessaria, perché si effettua solo due volte al giorno e a posti limitati. Si prenota per telefono allo 0583 722024, dalle 10 alle 19, oppure online sul sito ufficiale.
Che temperatura c’è dentro la Grotta del Vento?
Ci sono 10,7 °C costanti tutto l’anno, e l’acqua sta fra 9,25 e 11 °C. La temperatura non cambia con le stagioni perché la corrente d’aria fra i due ingressi garantisce un ricambio continuo. Serve una felpa o un pile anche in agosto.
La Grotta del Vento è adatta ai bambini?
Il primo itinerario sì, è breve e alterna scale corte a tratti pianeggianti, con sentieri in cemento antiscivolo e corrimano. Il secondo è consigliato dai 6 anni, il terzo dai 6-8 anni in su. Sul secondo e sul terzo l’ente sconsiglia la visita a chi soffre di vertigini, problemi cardiaci o difficoltà motorie.
Si può arrivare alla Grotta del Vento in camper?
Con cautela. Gli ultimi 12 km da Gallicano sono stretti e tortuosi, e l’ente sconsiglia la salita ai mezzi oltre 3,5 metri di altezza, in particolare a Pasqua e nelle settimane centrali di agosto. Per i mezzi oltre i 5,5 metri esiste un servizio navetta da Gallicano.
Si possono fare foto dentro la Grotta del Vento?
Sì, purché non si ostacoli il movimento del gruppo. Il treppiede non è ammesso. Conviene un obiettivo grandangolare e una macchina che regga bene le alte sensibilità. Il flash non danneggia la grotta né la sua fauna.
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