Cosa vedere in Emilia Romagna: 20 luoghi tra arte, motori e buona tavola

C’è una strada dritta come un fuso che attraversa tutta la regione, dalla pianura piacentina fino al mare di Rimini: è la Via Emilia, la strada che i Romani tracciarono più di duemila anni fa e che ancora oggi tiene insieme, come un filo, alcune delle città più belle d’Italia. Noi viaggiatori la conosciamo bene, questa terra di mezzo tra il Po e l’Appennino: ci si passa spesso senza fermarsi, di corsa verso il sud o verso il nord, e si commette un errore. Perché l’Emilia Romagna è una regione che va assaporata con calma, e il verbo giusto è proprio quello, assaporare.

Qui la cultura è ovunque: i mosaici bizantini di Ravenna che luccicano da millecinquecento anni, i portici di Bologna riconosciuti dall’UNESCO, il Castello Estense che si specchia nel fossato a Ferrara, i castelli del Ducato di Parma e Piacenza. C’è la storia dei romani e quella di Dante, che qui trovò rifugio e sepoltura. Ma c’è anche l’Emilia Romagna del rombo dei motori, la Motor Valley della Ferrari e della Ducati, e naturalmente c’è la tavola, forse la più generosa d’Italia, quella dei tortellini, del Parmigiano, del prosciutto e della piadina. E poi c’è il mare, la Riviera Romagnola, con la sua allegria un po’ chiassosa e il suo talento per l’ospitalità.

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Cosa vedere in Emilia Romagna: 20 luoghi tra arte, motori e buona tavola 11

In questa guida abbiamo messo in fila tutto quello che serve per capire cosa vedere in Emilia Romagna: le città d’arte, i borghi e i castelli, l’Appennino, la Riviera, la Motor Valley e la grande cucina regionale. E poi la parte pratica che di solito manca, cioè quando andare, come muoversi anche senza auto, dove dormire zona per zona e come organizzare gli itinerari. Perché, come ci piace ripetere, l’esperienza di qualcuno salva sempre qualcun altro.

In breve

L’Emilia Romagna si sviluppa lungo la Via Emilia, dalle città d’arte dell’Emilia (Bologna, Modena, Parma, Reggio Emilia, Piacenza) fino a Ferrara, Ravenna con i suoi mosaici UNESCO e la Romagna con Rimini e la Riviera. Da non perdere i borghi e i castelli del Ducato, l’Appennino, la Motor Valley (Ferrari, Lamborghini, Ducati) e naturalmente la cucina. Ci si muove benissimo in treno lungo la dorsale Piacenza-Bologna-Rimini, con Bologna come snodo dell’alta velocità; l’auto serve per l’Appennino e i borghi. Bastano un weekend per una città, 4-5 giorni per la Via Emilia, una settimana per un giro completo. Periodo migliore: primavera e autunno per le città, estate per il mare.

Bologna, la Dotta, la Grassa, la Rossa

Cominciamo dal cuore, dal capoluogo. Bologna si è guadagnata tre soprannomi che la raccontano meglio di qualsiasi descrizione: la Dotta, per la sua università, la più antica del mondo occidentale, fondata nel 1088; la Grassa, per la cucina, di cui parleremo con la devozione che merita; la Rossa, per il colore dei suoi tetti e dei suoi mattoni, e per la sua storia politica. Il centro è un dedalo di portici, quaranta chilometri solo nel centro storico, che dal 2021 sono patrimonio UNESCO: camminarci sotto, riparati dal sole e dalla pioggia, è già di per sé un’esperienza bolognese.

Cosa vedere in Emilia - Bologna
Cosa vedere in Emilia – Bologna

Il fulcro è Piazza Maggiore con la Basilica di San Petronio, una delle chiese più grandi al mondo, rimasta volutamente incompiuta in facciata. Accanto svettano le Due Torri, la Garisenda e l’Asinelli: chi ha fiato e gambe sale i quasi cinquecento scalini della Torre degli Asinelli per il panorama sui tetti rossi. Da non perdere il Quadrilatero, l’antico mercato dietro la piazza, e una salita al Santuario di San Luca, collegato al centro dal portico più lungo del mondo, quasi quattro chilometri di archi. Bologna è una città che si vive a piedi, con lo sguardo all’insù e il naso all’aria, perché il profumo del ragù arriva prima ancora dei monumenti.

Consiglio: non fermatevi alla piazza. Il bello di Bologna sta nel perdersi tra le vie del Quadrilatero all’ora dell’aperitivo, quando le botteghe di salumi e i banchi del mercato si riempiono di gente. È lì che si capisce perché la chiamano la Grassa.

Le città della Via Emilia: Modena, Parma, Reggio Emilia, Piacenza

Risalendo la Via Emilia verso ovest si incontra una collana di città d’arte, ognuna con la sua personalità e il suo prodotto simbolo. Modena è la più celebrata: la sua Piazza Grande con il Duomo romanico e la torre Ghirlandina sono patrimonio UNESCO, e qui, oltre all’arte, si respira l’aria dei motori e dell’aceto balsamico tradizionale, quello vero, invecchiato per decenni. Parma è signorile e francese nell’eleganza, città di Verdi e di Toscanini: da vedere il complesso della Pilotta, il Teatro Farnese tutto in legno, il Battistero rosa di Benedetto Antelami e la cupola del Correggio nel Duomo.

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cosa vedere in Emilia – Reggio Emilia

Reggio Emilia è la città del Tricolore, dove nel 1797 nacque la bandiera italiana, e conserva un centro raccolto ed elegante attorno alle sue piazze. Piacenza, la più a nord, guarda già verso la Lombardia: il suo Palazzo Gotico affacciato su Piazza Cavalli, con le due statue equestri barocche, è uno dei municipi medievali più belli d’Italia. Quattro città che si visitano bene ciascuna in una giornata, comodissime da raggiungere perché stanno tutte sulla stessa linea ferroviaria, l’antica strada consolare diventata binario.

Ferrara e il Delta del Po

Ferrara è una delle sorprese più grandi della regione, e resta stranamente fuori dai grandi flussi turistici. È la città degli Este, che tra Quattro e Cinquecento ne fecero una delle capitali del Rinascimento: il Castello Estense, con il fossato ancora pieno d’acqua e i ponti levatoi, sorge proprio nel cuore del centro. Poco distante il Palazzo dei Diamanti, con la sua facciata di ottomila bugne a punta di diamante, e la cosiddetta Addizione Erculea, il primo esempio di urbanistica moderna in Europa, che rende Ferrara meravigliosa da girare in bicicletta come fanno i ferraresi. Abbiamo raccontato la città in un pezzo dedicato, Ferrara, la città da assaporare.

ferrara cosa vedere in emilia
visitare Ferrara

Da Ferrara ci si spinge verso il Delta del Po, un mondo d’acqua, canne e silenzio che è Parco e Riserva della Biosfera UNESCO. Il gioiello è Comacchio e le sue valli, la piccola Venezia con i suoi canali e il monumentale Trepponti, patria dell’anguilla e dei fenicotteri rosa che popolano le saline. Sulla strada verso il mare non perdete l’Abbazia di Pomposa, con la sua torre campanaria che si vede da chilometri, uno dei complessi benedettini più importanti d’Italia.

Ravenna e i mosaici UNESCO

Se c’è un luogo in Emilia Romagna che vale da solo il viaggio, quello è Ravenna. Tre volte capitale, dell’Impero Romano d’Occidente, del regno di Teodorico e dell’esarcato bizantino, la città custodisce i mosaici paleocristiani e bizantini meglio conservati al mondo: otto monumenti dichiarati patrimonio UNESCO. La Basilica di San Vitale e il piccolo Mausoleo di Galla Placidia, con il suo cielo stellato di tessere blu che toglie il fiato, sono l’apice; poi la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, il Battistero Neoniano, e fuori città Sant’Apollinare in Classe. Gli orari e il biglietto cumulativo si trovano sul sito ufficiale dei mosaici.

Sant'Apollinare in CLasse - Ravenna
L’ultima cena – Ravenna

Ravenna non è solo mosaici. Qui morì e fu sepolto Dante Alighieri, in esilio da Firenze, e la sua tomba con la lampada sempre accesa è meta di pellegrinaggio letterario. C’è anche il Mausoleo di Teodorico, con la sua cupola monolitica ricavata da un unico blocco di pietra d’Istria, un enigma ingegneristico ancora oggi. E se volete vivere la città come i suoi abitanti, vi consigliamo di girarla in sella, come raccontiamo in Ravenna in bicicletta.

Rimini e la Riviera Romagnola

Molti pensano a Rimini solo come alla capitale delle vacanze al mare, e in effetti lo è, ma sarebbe un peccato fermarsi alla spiaggia. Rimini ha un centro storico di prim’ordine: il Ponte di Tiberio ancora percorribile dopo duemila anni, l’Arco di Augusto, il Tempio Malatestiano rimasto incompiuto e il borgo San Giuliano dei murales dedicati a Federico Fellini, che qui nacque. La città meriterebbe una visita anche senza il mare, e le abbiamo dedicato una guida completa su cosa vedere a Rimini, con anche un itinerario di Rimini in tre giorni e un ritratto del suo Borgo San Giuliano.

Ponte di Tiberio Rimini - cosavedere in emilia
Cosa vedere in Emilia Romagna: 20 luoghi tra arte, motori e buona tavola 12

Poi c’è lei, la Riviera: un lungo nastro di sabbia finissima e stabilimenti attrezzatissimi che va da Comacchio fino alla Marche. Riccione, elegante e mondana; Cesenatico, con il porto canale disegnato da Leonardo da Vinci e i musei galleggianti; Cervia con le sue saline storiche; Milano Marittima immersa nella pineta; Cattolica, la più a sud. È la Riviera dei parchi divertimento, delle serate, dell’ospitalità che qui è un’arte antica. Se avete pochi giorni e volete concentrarvi sul mare, trovate un percorso in tre giorni lungo la Riviera Romagnola.

I borghi e i castelli

Chi vuole uscire dalle città trova un’Emilia Romagna fatta di borghi appesi alle colline e di castelli che raccontano storie di duchi e di poeti. In Romagna spiccano Brisighella, con la sua via degli Asini sopraelevata e i tre colli della Rocca, della torre e del santuario; Dozza, il paese dei muri dipinti; San Leo, la fortezza inespugnabile dove morì il conte di Cagliostro; Santarcangelo di Romagna, con le sue grotte tufacee e la memoria del poeta Tonino Guerra.

San Leo Montefeltro
San Leo Montefeltro

Sul versante emiliano ci sono i Castelli del Ducato di Parma e Piacenza, decine di manieri sparsi tra le colline. Il più scenografico è il Castello di Torrechiara, con la sua Camera d’Oro affrescata, ma non perdete Fontanellato, dove oltre alla Rocca Sanvitale si nasconde il Labirinto della Masone, il più grande labirinto di bambù al mondo, voluto dall’editore Franco Maria Ricci. E poi Bobbio, sull’Appennino piacentino, con il suo Ponte Gobbo dalle arcate irregolari e l’abbazia di San Colombano, e Castell’Arquato, gioiello medievale della Val d’Arda.

L’Appennino e la natura

Alle spalle della pianura si alza l’Appennino, la spina dorsale verde della regione, spesso ignorata dai turisti frettolosi e per questo ancora autentica. Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, a cavallo con la Toscana, custodisce alcune delle foreste più antiche d’Europa e l’eremo di Camaldoli. Più a ovest il Monte Cimone, il tetto dell’Appennino settentrionale, con le sue piste da sci d’inverno e i sentieri d’estate.

monte cimone emilia
Monte cimone – Passo del Lupo

Una zona che amiamo particolarmente è il Frignano, l’alto Appennino modenese fatto di borghi di pietra, laghi glaciali e vecchie strade di crinale: ne abbiamo scritto in Bellezze d’Italia: il Frignano. È l’Emilia Romagna più lenta e silenziosa, quella che si scopre solo se si ha voglia di lasciare la Via Emilia e salire verso le montagne. Un consiglio da chi ci è passato: le stagioni migliori sono la fine della primavera e l’autunno, quando i boschi si accendono.

La Motor Valley: la terra dei motori

C’è un motivo se in tutto il mondo, quando si pensa alle auto sportive, si pensa all’Emilia. In un raggio di pochi chilometri attorno a Modena e Bologna è nata la maggior parte dei marchi che hanno fatto la storia dei motori: è la Motor Valley, e per gli appassionati è un pellegrinaggio vero e proprio. A Maranello c’è il Museo Ferrari, con il tempio del Cavallino e le monoposto di Formula 1; a Modena il Museo Enzo Ferrari, dedicato al Drake e alle sue origini. A Sant’Agata Bolognese il Museo Lamborghini, a Borgo Panigale quello della Ducati, e non lontano i musei Maserati e Pagani.

cosa vedere in Emilia - La Motor Valley
Cosa vedere in Emilia Romagna: 20 luoghi tra arte, motori e buona tavola 13

A chiudere il cerchio c’è l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, uno dei circuiti più leggendari del motorsport, tornato ad ospitare la Formula 1. È un itinerario che si può fare in un paio di giorni, e molti musei permettono di provare i simulatori di guida o, per chi vuole togliersi lo sfizio, di prenotare un giro in pista con una supercar. Un mondo che quasi nessuna guida generalista racconta, e che invece è uno dei motivi di viaggio più forti della regione.

Esperienze da non perdere in Emilia Romagna

  • Visita ai musei della Motor Valley (Ferrari a Maranello, Lamborghini, Ducati) con simulatori di guida.
  • Tour del Parmigiano Reggiano e dell’aceto balsamico tradizionale con degustazione.
  • Visita guidata ai mosaici UNESCO di Ravenna.
  • Giro in barca nelle Valli di Comacchio e nel Delta del Po tra i fenicotteri.

Cosa mangiare in Emilia Romagna, zona per zona

E arriviamo al capitolo che in Emilia Romagna non è mai un di più: la tavola. Nessuna regione italiana, forse, concentra tanti prodotti simbolo in così poco spazio, e la cosa bella è che ognuno appartiene a un territorio preciso. A Bologna regnano i tortellini in brodo, le tagliatelle al ragù (quello vero, non la “bolognese” all’estero) e le lasagne verdi. A Parma il Parmigiano Reggiano e il prosciutto crudo, con i tortelli d’erbetta; a Modena l’aceto balsamico tradizionale invecchiato e lo zampone. In Romagna la protagonista è la piadina, farcita di squacquerone e rucola, insieme ai cappelletti e alle grigliate di pesce dell’Adriatico.

I sapori da non perdere per zona

  • Bologna: tortellini in brodo, tagliatelle al ragù, lasagne verdi, mortadella.
  • Parma: Parmigiano Reggiano, prosciutto crudo, culatello di Zibello, tortelli d’erbetta.
  • Modena e Reggio: aceto balsamico tradizionale, zampone e cotechino, gnocco fritto, Lambrusco.
  • Romagna: piadina con squacquerone, cappelletti, anguilla di Comacchio, Sangiovese e Albana.

Il consiglio, se posso permettermi, è di non limitarvi al ristorante. In Emilia Romagna la cultura del cibo si tocca con mano nei caseifici del Parmigiano che aprono all’alba per la visita, nelle acetaie di Modena dove le botti invecchiano nei sottotetti, nei prosciuttifici di Langhirano. È un modo di viaggiare che unisce la gola e la conoscenza, e che qui riesce come in pochi altri posti.

Quando andare in Emilia Romagna

L’Emilia Romagna è una destinazione da tutte le stagioni, ma dipende molto da cosa cercate. Per le città d’arte, i borghi e la Motor Valley i periodi ideali sono la primavera, da aprile a giugno, e l’autunno, settembre e ottobre: il clima è mite, le città sono godibili e i colori dell’Appennino in autunno sono splendidi. L’estate è la stagione del mare: la Riviera in luglio e agosto è nel pieno della sua vitalità, con tutti gli stabilimenti aperti e la vita notturna al massimo, ma è anche il periodo più affollato e caro.

Attenzione: in pianura l’estate è calda e afosa, e l’inverno porta spesso la nebbia, quella fitta che avvolge la Bassa. Non è un difetto: una Ferrara nella foschia o una tavola imbandita mentre fuori è grigio hanno un fascino tutto loro. Ma se il vostro obiettivo sono le città d’arte, evitate le settimane più torride di luglio e agosto.

Come muoversi in Emilia Romagna, con e senza auto

Qui c’è una buona notizia per chi non ama guidare: l’Emilia Romagna è forse la regione italiana che si visita meglio senza auto. Il motivo è la Via Emilia, che oltre a essere una strada è anche una ferrovia dritta che collega in fila tutte le città principali, da Piacenza a Rimini passando per Parma, Reggio, Modena, Bologna, Forlì e Cesena. Con i treni regionali si salta da una città all’altra in mezz’ora, e Bologna è uno dei principali snodi dell’alta velocità italiana, a un’ora scarsa da Firenze e Milano.

Info pratica: per un viaggio “solo città” (Via Emilia, Ferrara, Ravenna, Rimini) il treno è la scelta migliore e più rilassante, con Bologna come base centrale. L’auto diventa utile o necessaria per l’Appennino, i borghi del Montefeltro e i castelli del Ducato, che i mezzi pubblici servono poco. Molte città, poi, come Ferrara e Ravenna, si girano perfettamente in bicicletta.

Dove dormire in Emilia Romagna, zona per zona

In una regione così allungata la scelta della base cambia il viaggio. Il nostro consiglio è di non cambiare albergo ogni sera, ma di appoggiarsi a una o due basi ben collegate e da lì muoversi in giornata, cosa che qui è facilissima grazie ai treni.

In quale zona dormire in Emilia Romagna

  • Bologna: la base più strategica, snodo dei treni per raggiungere tutte le città della Via Emilia in giornata.
  • Parma: comoda per l’Emilia occidentale, i castelli del Ducato e le acetaie/caseifici.
  • Ravenna o Ferrara: per i mosaici, il Delta del Po e la costa nord.
  • Rimini e la Riviera: per il mare, la Romagna e le gite nel Montefeltro; qui l’offerta di hotel è enorme e per ogni budget.

Quanti giorni servono: itinerari da weekend, 5 e 7 giorni

Non c’è un solo modo di vedere l’Emilia Romagna: dipende da quanti giorni avete e da cosa vi appassiona. Ecco tre impostazioni collaudate, dal weekend cittadino al grande giro, per capire cosa riuscite davvero a includere con calma.

DurataCosa vedereBase consigliata
WeekendUna città a fondo (Bologna, oppure Ravenna con i mosaici, oppure Parma e un castello)1 base
5 giorniLa Via Emilia in treno: Bologna, Modena, Parma, più Ferrara o RavennaBologna + 1
7 giorniGiro completo: Via Emilia + Ravenna e Delta + Rimini e Riviera + una puntata alla Motor Valley o all’Appennino2-3 basi

Il consiglio di fondo resta lo stesso: meglio poche tappe assaporate che tante di corsa, soprattutto in una regione dove buona parte del piacere sta nel fermarsi a tavola. E se cercate percorsi lontani dai soliti giri, abbiamo raccolto cinque itinerari poco frequentati in Emilia Romagna per scoprirne il lato più autentico.

Domande frequenti sull’Emilia Romagna

Quanti giorni servono per visitare l’Emilia Romagna?

Per una singola città basta un weekend. Per un buon assaggio della Via Emilia (Bologna, Modena, Parma e Ferrara o Ravenna) servono 4-5 giorni; per un giro completo che comprenda anche la Riviera e l’Appennino ne servono almeno 7.

Qual è il periodo migliore per andare in Emilia Romagna?

Per le città d’arte, i borghi e la Motor Valley i mesi migliori sono da aprile a giugno e settembre-ottobre, con clima mite. L’estate è la stagione della Riviera, ma in pianura è calda e afosa; l’inverno porta la nebbia ma è ideale per la buona tavola.

Si può visitare l’Emilia Romagna senza auto?

Sì, ed è una delle regioni che si girano meglio in treno. La ferrovia della Via Emilia collega in fila Piacenza, Parma, Reggio, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna e Rimini, con Bologna snodo dell’alta velocità. L’auto serve solo per l’Appennino, i borghi e i castelli.

Cosa vedere in Emilia Romagna in un weekend?

In un fine settimana si visita bene una singola città a fondo: Bologna con i portici e la piazza, oppure Ravenna con i suoi mosaici UNESCO, oppure Parma con la Pilotta e un castello del Ducato nei dintorni.

Cosa non perdere assolutamente in Emilia Romagna?

I mosaici UNESCO di Ravenna, i portici e la cucina di Bologna, il Castello Estense di Ferrara, la Piazza Grande di Modena, la Riviera Romagnola e la Motor Valley con i musei Ferrari, Lamborghini e Ducati. E naturalmente una sosta gastronomica in un caseificio o in un’acetaia.

Cos’è la Motor Valley?

È il distretto dei motori attorno a Modena e Bologna, dove sono nati Ferrari, Lamborghini, Ducati, Maserati e Pagani. Si visitano i musei di Maranello, Sant’Agata Bolognese e Borgo Panigale, oltre all’Autodromo di Imola, spesso con simulatori di guida e giri in pista.

Cosa si mangia in Emilia Romagna?

È una delle regioni gastronomiche più ricche d’Italia: tortellini, tagliatelle al ragù e mortadella a Bologna, Parmigiano e prosciutto a Parma, aceto balsamico e Lambrusco a Modena, piadina, cappelletti e anguilla in Romagna.

Meglio l’Emilia o la Romagna?

Sono due anime della stessa regione. L’Emilia (Bologna, Modena, Parma, Piacenza) è la terra delle città d’arte, dei castelli e della grande cucina; la Romagna (Ravenna, Rimini, la Riviera) unisce mosaici, mare e ospitalità. L’ideale è vederle insieme lungo la Via Emilia.

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