Abito a mezz’ora da Borgo a Mozzano, e per anni ho pensato che Halloween fosse una cosa americana arrivata qui insieme ai costumi del supermercato. Poi ho guardato meglio cosa succede la notte del 31 in quel paese della Valle del Serchio: un corteo che accompagna Lucida Mansi e il Diavolo verso il Ponte del Diavolo, cioè verso il ponte che secondo la leggenda il Diavolo costruì in una notte, in cambio della prima anima che l’avesse attraversato. Non è una festa importata: è una leggenda medievale lucchese che ha trovato una data buona per essere raccontata.
Da lì in poi il resto d’Italia si legge diversamente. Le feste che valgono davvero un viaggio non sono le serate in discoteca: sono cinque o sei manifestazioni di paese, quasi tutte concentrate in tre zone, più una manciata di posti che non organizzano niente e a fine ottobre funzionano lo stesso. Qui sotto trovate dove andare, come si distingue una festa vera da una cena a tema, perché il 31 ottobre spesso non è la sera giusta, e cosa c’era in Italia prima che arrivasse la zucca.
In breve
Le feste di Halloween italiane che durano più di una sera sono poche e stanno quasi tutte in tre aree: le Marche fra Corinaldo e Gradara, la lucchesia intorno a Borgo a Mozzano, e la fascia dei castelli fra Parma e Piacenza. Aggiungete Triora in Liguria, che è il paese dei processi alle streghe e non ha bisogno di travestirsi. Le città danno tutt’altro, cioè il sottosuolo e i tour notturni, e i parchi a tema si scelgono per età, non per fama. Il giorno giusto non è per forza il 31: le manifestazioni grosse occupano l’ultimo fine settimana di ottobre, e chi arriva solo la notte del 31 trova spesso la coda e non il programma.
Indice dell’Articolo
Quando andare, e perché il 31 ottobre spesso non è la sera giusta
Le feste italiane di Halloween non durano una notte: durano un fine settimana, e quasi mai è quello che contiene il 31 ottobre. Il motivo è banale e nessuno lo scrive: una manifestazione di paese ha bisogno del sabato e della domenica per reggersi, quindi quando il 31 cade infrasettimanale il grosso del programma si sposta sull’ultimo weekend pieno di ottobre. Il 31 resta la serata clou, quella del corteo e dei fuochi, ma è anche quella con più gente e meno spazio.
Il corollario pratico è che ci sono due viaggi diversi, e conviene sapere quale si sta facendo. Il fine settimana prima è quello dei laboratori, dei mercati, degli spettacoli per bambini e delle vie senza calca: è il viaggio giusto con una famiglia. La notte del 31 è quella della scena, del corteo e del pirotecnico: è il viaggio giusto se si vuole quello, mettendo in conto un’ora di macchina a passo d’uomo per gli ultimi tre chilometri.
C’è poi una terza data che si sovrappone e che quasi tutte le guide ignorano: il primo e il due novembre, Ognissanti e la commemorazione dei defunti. Non sono Halloween e non c’entrano niente, ma in Italia fanno ponte, spostano milioni di persone e cambiano gli orari di mezzo paese, musei e siti archeologici compresi. Se il vostro viaggio scavalca il 31 e arriva al due, vale la pena riverificare gli orari di tutto quello che volete vedere: cambiano il primo novembre, non il primo dicembre.
Attenzione: questa pagina è la mappa nazionale, cioè quali feste esistono, dove stanno e quale vale il viaggio. Non è il programma sera per sera: le date, gli orari e i biglietti di ogni singola manifestazione cambiano ogni anno e li pubblica solo chi la organizza. Prima di partire, il sito ufficiale dell’evento resta l’unica fonte che non invecchia.
I borghi delle streghe, dove la festa dura più di una sera
Sono la ragione per cui ha senso parlare di Halloween come di un viaggio e non di una serata. In tutti e quattro i casi qui sotto la manifestazione occupa il paese intero, chiude le strade e va avanti per giorni: è la differenza fra una festa e una cena a tema, ed è il criterio con cui ho tenuto fuori una ventina di castelli che aprono per una notte sola.
Corinaldo, la festa delle streghe delle Marche
Corinaldo è un borgo murato in provincia di Ancona, con una cinta quattrocentesca fra le meglio conservate della regione, e da un quarto di secolo è la capitale italiana di Halloween. La manifestazione si chiama Halloween, la Festa delle Streghe, occupa più giornate fra la fine di ottobre e il 31, e si muove dentro il centro storico: mercatini, spettacoli itineranti, un tunnel della paura, e un programma diviso fra il pomeriggio dei bambini e la sera degli adulti. Il calendario e le condizioni di accesso escono ogni anno sul sito ufficiale della manifestazione, ed è lì che vanno verificati: nel borgo si entra, alcune attrazioni hanno un biglietto proprio.

La cosa da sapere prima di prenotare è che Corinaldo è piccolo davvero: le strutture dentro il paese si contano su una mano, e nel fine settimana della festa vanno via mesi prima. Chi si muove tardi dorme a Senigallia o sulla costa e sale in macchina.
Borgo a Mozzano e il corteo verso il Ponte del Diavolo
Questa è la festa di casa mia, nel senso letterale che è la più vicina. Borgo a Mozzano sta in Valle del Serchio, mezz’ora sopra Lucca, e la sua Halloween Celebration è una delle poche manifestazioni italiane del genere a ingresso libero, come dichiara il sito ufficiale. Il paese si riempie di installazioni, palchi, attori in costume e una quarantina di postazioni di street food, e la sera del 31 il corteo di Lucida Mansi e Lucifero scende verso il ponte, con i fuochi a chiudere.

Il pezzo che rende questa festa diversa dalle altre non è l’allestimento: è che il posto la leggenda ce l’aveva già. Lucida Mansi è la nobildonna lucchese che, si racconta, vendette l’anima al Diavolo per restare giovane, e il Ponte della Maddalena, con la sua gobba asimmetrica, è uno dei ponti medievali più fotografati d’Italia in qualunque stagione. Andarci il 31 vuol dire vedere una scenografia che il paese non ha dovuto inventare.
Consiglio: la strada che risale il Serchio è una sola e la sera del 31 si imbottiglia. Se ci andate in giornata, arrivate con largo anticipo, parcheggiate in uno dei paesi prima e fate l’ultimo pezzo a piedi o con le navette quando ci sono. Il ponte, in ogni caso, si guarda meglio fuori dall’orario della festa: la mattina dopo è deserto, e la gobba si specchia nel fiume senza nessuno sopra.
Triora, che non deve travestirsi da niente
In alta Valle Argentina, nell’entroterra di Imperia, c’è un paese di pietra che fra il 1587 e il 1589 fu teatro di uno dei processi per stregoneria più duri d’Europa: una carestia, un’accusa, e una comunità che si accanì contro le proprie donne. Triora quella pagina l’ha trasformata in memoria invece che in folclore, e ospita il Museo Etnografico e della Stregoneria, aperto dal 1983 dentro l’antico palazzo comunale, dove nei sotterranei c’è la ricostruzione del processo con i documenti veri.

La chiamano la Salem d’Europa, e il paragone regge più di quanto sembri: anche la città americana ha costruito la propria identità turistica su un processo di fine Cinquecento, e anche lì il confine fra memoria e baraccone si sposta di anno in anno. Se il tema vi interessa, la versione originale la raccontiamo qui: cosa vedere a Salem. La differenza è la scala: a Triora si arriva per una strada di montagna e ci si trova in cinquecento, non in mezzo a una città.
Gradara e Montelupone, le due marchigiane minori
Gradara, al confine fra Marche e Romagna, ha la rocca che la tradizione indica come quella di Paolo e Francesca, e a cavallo fra il 31 e il due novembre riempie il borgo murato di parate e spettacoli teatrali. Montelupone, in provincia di Macerata, fa una cosa più piccola e più teatrale, con percorsi itineranti dentro il centro storico. Nessuna delle due sposta un viaggio da sola, ma entrambe stanno a meno di un’ora da Corinaldo: chi passa il ponte nelle Marche può metterne insieme due, ed è il modo migliore di sfruttare la trasferta.

I castelli, e stanno quasi tutti nello stesso pezzo di pianura
Se aprite una qualsiasi lista di castelli infestati per Halloween vi accorgete di una cosa che quelle liste non dicono mai: metà dei nomi sta in un fazzoletto di ottanta chilometri fra Parma e Piacenza. Non è una coincidenza. Quella è la zona d’Italia con la maggiore densità di manieri visitabili in mani private, cioè di castelli che hanno bisogno di eventi per stare in piedi.

- Castello di Gropparello, nel piacentino, quello con il parco delle fiabe, che a fine ottobre fa la sua Notte delle Streghe con percorso nel bosco e cena a lume di candela. È il più conosciuto del gruppo e quello che si riempie prima.
- Grazzano Visconti, sempre nel piacentino, che non è un borgo antico ma una ricostruzione neomedievale di primo Novecento, e proprio per questo funziona benissimo da fondale: mercatini gotici e spettacoli dentro un paese costruito apposta per sembrare quello che non è.
- Rocca Sanvitale di Fontanellato, nel parmense, la rocca circondata dall’acqua che custodisce la saletta affrescata dal Parmigianino, e che d’autunno propone uno spettacolo a taglio familiare: è la scelta giusta con i bambini piccoli.
- Fuori zona, due che valgono la deviazione: il Castello di Avio in Val d’Adige, con gli affreschi trecenteschi di battaglia, e il Castello di Monticello d’Alba, che alla visita notturna aggiunge il vantaggio di stare in mezzo alle colline del Barolo.
Su tutti vale la stessa avvertenza, e non è una formalità: sono eventi a numero chiuso con prenotazione obbligatoria, spesso con la fascia oraria da scegliere al momento dell’acquisto, e si esauriscono settimane prima. Un castello non è un borgo: se non prenotate, la sera del 31 restate fuori dal cancello.
C’è poi il problema di arrivarci. Gropparello, Grazzano, Triora, Corinaldo e Montelupone hanno una cosa in comune: la stazione più vicina è lontana e le corse serali non esistono, e da queste feste si rientra a mezzanotte passata. Se non partite con la vostra auto, guardare le tariffe di noleggio auto prima di bloccare il resto conviene, perché a cavallo del ponte dei Morti gli uffici delle città medie si svuotano in fretta.
Le città: il sottosuolo, non la discoteca
Nelle grandi città Halloween è un’altra cosa, e chi ci arriva cercando la festa di paese resta deluso. Quello che funziona davvero, e che si prenota, è il patrimonio sotterraneo e notturno: cripte, catacombe, cunicoli, cimiteri monumentali, tour delle leggende. Sono cose che esistono tutto l’anno e che a fine ottobre aprono anche di sera, il che è esattamente il valore aggiunto.
| Città | Cosa la rende adatta | Il taglio |
|---|---|---|
| Napoli | La città sotto la città: cave greche, acquedotti, ipogei | Archeologico, non horror |
| Roma | Catacombe e cripte, più i cimiteri storici | Storico e religioso |
| Torino | La città della magia bianca e nera, fra musei e piazze | Esoterico |
| Venezia | Calli, peste, isole abbandonate della laguna | Leggendario e notturno |
| Bologna | Canali coperti, portici, storie universitarie | Urbano e minore |
| Milano e Firenze | Musei e cimiteri monumentali con aperture serali | Culturale |
A Napoli il posto è uno solo e non ha bisogno di ottobre per funzionare: quaranta metri sotto il centro storico c’è un reticolo di cave greche e cunicoli dell’acquedotto romano che si percorre con la guida, e nei punti stretti si passa di lato, con una candela in mano. Si prenota, e conviene farlo: ingresso e tour guidato della Napoli sotterranea. In superficie, la città delle anime del purgatorio e delle leggende la raccontiamo qui: Napoli, luoghi curiosi e leggende.

A Venezia l’idea che funziona è il giro serale nelle calli con chi conosce le storie di processi, omicidi e apparizioni: dura un’ora e mezza, si fa a piedi e ha il vantaggio di portarvi nei sestieri dove alle nove di sera non c’è più nessuno. È uno dei pochi prodotti seri della categoria: tour serale fra racconti di streghe e fantasmi. A Torino, invece, il tema non è stagionale e vale tutto l’anno: Torino esoterica.
I parchi a tema si scelgono per età, non per fama
È l’errore più comune di tutta la faccenda: si sceglie il parco più famoso, ci si porta un bambino di sei anni e si scopre alle quattro del pomeriggio che il tema della giornata è l’horror splatter. I quattro grandi parchi italiani fanno quattro cose diverse, e la differenza è dichiarata nei loro programmi, ma va letta prima di comprare il biglietto.
- Leolandia, nel bergamasco, fa la versione dichiaratamente per i piccoli, con streghette simpatiche e zero spavento: è l’unico dei quattro pensato sotto i sei anni.
- Gardaland tiene insieme le due cose: allestimento a tema su tutto il parco di giorno, aree e percorsi più duri riservati alla sera e con limiti d’età.
- Mirabilandia, in Romagna, è la più spinta, con i tunnel horror come attrazione principale della stagione: in quelle settimane è un parco per ragazzi grandi e adulti.
- Cinecittà World, alle porte di Roma, gioca sul cinema di genere, quindi il riferimento sono i film horror: funziona per chi quei film li ha visti, cioè non per i bambini.
Due cose valgono per tutti e quattro. I limiti di età e di altezza dei percorsi horror sono vincolanti e vengono fatti rispettare all’ingresso, quindi si controllano sul sito prima di partire; e le giornate di fine ottobre sono fra le più affollate dell’anno, per cui il biglietto datato preso in anticipo non è un vezzo. Il quadro completo dei parchi italiani, senza il filtro di Halloween, sta qui: 10 parchi a tema in Italia.
I posti che non organizzano niente e funzionano lo stesso
Questa è la categoria che mi interessa di più, ed è quella che nelle liste non c’è quasi mai. Sono luoghi dove non si fa nessuna festa e dove non c’è niente di travestito: c’è solo un posto abbandonato, o costruito storto, che a fine ottobre con la luce corta è più eloquente di qualsiasi tunnel della paura.
Craco, in provincia di Matera, è il paese fantasma più cinematografico d’Italia: abbandonato dagli anni Sessanta dopo una frana, arroccato su un calanco, usato come set decine di volte. E qui c’è il dato che quasi tutti sbagliano: a Craco non si entra liberamente e non lo si visita “da fuori”. Si sale solo con la visita guidata del Parco Museale Scenografico, con il caschetto protettivo fornito all’ingresso, e il biglietto si prende in anticipo dal sito ufficiale. Attenzione poi al calendario, perché è il punto che rovina i viaggi: il periodo di apertura cambia il primo novembre, e si passa dall’orario quotidiano di ottobre a un’apertura ridotta ai soli fine settimana e giorni festivi. Chi ci va il 31 e chi ci va il due novembre non trova la stessa cosa.

Bussana Vecchia, sopra Sanremo, è l’altro paese vuoto, ma vuoto in modo opposto: distrutto dal terremoto del 1887, abbandonato, e dagli anni Sessanta rioccupato da una comunità di artisti che vive dentro le rovine. Non è lugubre, è surreale, e si gira a piedi in un’ora. Bomarzo, nel viterbese, ha il Sacro Bosco cinquecentesco voluto da Vicino Orsini, cioè un giardino popolato di mostri di pietra a grandezza naturale: è l’unico posto d’Italia in cui l’orrore è arte rinascimentale e non allestimento. Curon Venosta, in Alto Adige, ha il campanile che spunta dal Lago di Resia, tutto quello che resta di un paese sommerso nel 1950 da una diga. Di sera, con la nebbia, non serve aggiungere nulla.

Attenzione: nelle liste di Halloween trovate quasi sempre anche Poveglia, l’isola della laguna veneziana dell’ex lazzaretto e dell’ex ospedale psichiatrico. Non è una meta: la parte sud, quella degli edifici che tutti citano, è pericolante e interdetta, e non esiste nessun vaporetto di linea che ci fermi. Solo la porzione nord è stata aperta come parco pubblico dall’associazione di cittadini che se ne occupa, e ci si arriva unicamente con imbarcazioni private. Chi ve la vende come gita di Halloween non ci è stato.
Prima di Halloween, qui c’era la festa dei morti
La domanda che si sente più spesso è se Halloween in Italia sia una festa importata. La risposta onesta è che la confezione è americana, ma il contenuto qui c’era già, e in due regioni non se n’è mai andato.
In Sicilia, la mattina del due novembre, sono i morti a portare i regali ai bambini. Si lascia il cesto, il cannistru, con dentro la frutta di martorana e soprattutto i pupi di zucchero: statuette dipinte, di zucchero colato in stampi di gesso, che a Palermo si chiamano pupaccena, cioè pupi a cena, e raffigurano paladini, ballerine, cavalli. Il bambino li trova al risveglio, e in cambio va a trovare i suoi morti al cimitero. È lo stesso patto di Halloween, dolci in cambio di un rapporto con l’aldilà, girato dall’altra parte.
In Sardegna il parallelo è ancora più netto, perché lì i bambini vanno di casa in casa. Si chiama is animeddas nel Campidano, dove è anche is panixeddas, oppure su mortu mortu e su prugadòriu in altre zone, o su ‘ene ‘e sas ànimas nel Logudoro: fra il primo e il due novembre i ragazzini girano a gruppi, spesso vestiti di stracci, recitano le formule in sardo e chiedono un’offerta per le anime del purgatorio, quelle rimaste sospese. In Barbagia si fa ancora. È il dolcetto o scherzetto con secoli di anticipo, con una differenza che conta: le zucche svuotate lì servivano a rappresentare le anime, non a spaventare.
Se cercate una vacanza di fine ottobre e la parte horror vi interessa poco, sappiate che è anche la settimana migliore per una cosa completamente diversa, e spesso negli stessi posti: il foliage in Italia, che nella fascia dei borghi appenninici cade esattamente in quei giorni.
Dove dormire per una festa di Halloween
Il problema qui non è la qualità, è la quantità: queste feste succedono in paesi da duemila abitanti, e i posti letto dentro il borgo si contano a decine, non a centinaia. La regola è una sola e vale per tutte e tre le zone: si prenota quando si decide, non quando si parte.
In quale zona dormire, a seconda della festa
- Corinaldo e l’entroterra di Ancona: dentro il borgo le strutture sono pochissime e vanno via con largo anticipo. Il ripiego naturale è Senigallia, venti minuti di macchina, dove a fine ottobre gli alberghi di mare hanno ancora posto e costano poco.
- Borgo a Mozzano e la Valle del Serchio: è la base più comoda delle tre, perché si dorme in valle e si è a mezz’ora da Lucca. Occhio che qui i prezzi del fine settimana del 31 salgono in modo netto rispetto al resto dell’autunno.
- La fascia dei castelli fra Parma e Piacenza: qui conviene ragionare al contrario, cioè scegliere prima la base e poi il castello, perché i manieri sono tanti e vicini fra loro. Castell’Arquato e Salsomaggiore sono i due appoggi migliori, e sono anche i più economici del gruppo.
Tre basi, una per zona
Scelte fra le strutture con almeno cento recensioni e un punteggio alto, una per ciascuna delle tre zone qui sopra, cercando dove possibile il carattere del posto invece della catena.
- Hotel Palazzo Meraviglia Albergo Diffuso (€), a Corinaldo: albergo diffuso dentro le mura, con le camere sparse nel borgo. È una delle pochissime opzioni dentro il paese della festa, il che a Corinaldo vuol dire tutto.
- Park Hotel Regina (€€), in Valle del Serchio: albergo classico di valle, comodo sia per il corteo del 31 sia per Lucca. Nel fine settimana di Halloween costa sensibilmente più che nel resto dell’anno.
- Hotel Castello di Vigoleno (€€), fra Castell’Arquato e i castelli piacentini: si dorme dentro un borgo fortificato medievale, che sul tema è difficile da battere, e da lì Gropparello e Grazzano sono a mezz’ora.
Info essenziali
- Quando andare: l’ultimo fine settimana pieno di ottobre per il programma, la notte del 31 per il corteo e i fuochi. Sono due viaggi diversi.
- Come arrivare: auto, praticamente ovunque. I borghi e i castelli non hanno servizio ferroviario serale, e il ritorno è di notte.
- Durata consigliata: due notti su una zona sola. Mettere insieme due aree diverse nello stesso ponte vuol dire passare la festa in macchina.
- Con i bambini: i borghi di pomeriggio, mai la sera tardi; fra i parchi, quello dichiaratamente family. I limiti d’età sui percorsi horror sono reali e vengono applicati.
- Biglietti: nei borghi si entra e si pagano le singole attrazioni; nei castelli e nei parchi si prenota in anticipo, con l’orario. Le condizioni cambiano ogni anno e stanno solo sui siti ufficiali di chi organizza.
- Il ponte dei Morti: dal primo novembre cambiano gli orari di musei, parchi archeologici e siti visitabili. Se il viaggio arriva al due, si riverifica tutto.
Domande frequenti su Halloween in Italia
Dove andare ad Halloween in Italia?
Le tre aree con le feste più grandi sono le Marche fra Corinaldo, Gradara e Montelupone, la Valle del Serchio intorno a Borgo a Mozzano, e la fascia dei castelli fra Parma e Piacenza con Gropparello, Grazzano Visconti e Fontanellato. Fuori da queste, Triora in Liguria per la storia dei processi alle streghe, e le grandi città per il patrimonio sotterraneo e i tour notturni.
Quali sono le feste di Halloween più grandi in Italia?
Halloween, la Festa delle Streghe di Corinaldo, nelle Marche, che dura più giornate e va avanti da oltre vent’anni, e la Halloween Celebration di Borgo a Mozzano in Toscana, a ingresso libero, che la notte del 31 porta il corteo di Lucida Mansi e del Diavolo fino al Ponte del Diavolo. Sono le due che occupano il paese intero invece di una sola serata.
Halloween si festeggia solo il 31 ottobre?
No, e spesso il 31 non è nemmeno il giorno migliore. Le manifestazioni di paese hanno bisogno del fine settimana, quindi quando il 31 cade infrasettimanale il grosso del programma si sposta sull’ultimo weekend pieno di ottobre. Il 31 resta la serata del corteo e dei fuochi, ma è anche quella con più gente e più coda.
Halloween in Italia è una festa americana importata?
La confezione sì, il contenuto no. In Sicilia la mattina del 2 novembre sono i morti a portare i doni ai bambini, con il cesto di frutta di martorana e i pupi di zucchero. In Sardegna, fra l’1 e il 2 novembre, i bambini vanno di casa in casa a chiedere un’offerta per le anime del purgatorio: si chiama is animeddas o su mortu mortu, ed è il dolcetto o scherzetto con secoli di anticipo.
Qual è la festa di Halloween migliore con i bambini?
I borghi di pomeriggio, dove il programma è diviso fra laboratori e mercatini per i piccoli e spettacoli per adulti dopo cena. Fra i parchi a tema, l’unico pensato davvero sotto i sei anni è Leolandia; Mirabilandia e Cinecittà World in quelle settimane sono per ragazzi grandi e adulti. I limiti di età dei percorsi horror sono vincolanti e vengono fatti rispettare all’ingresso.
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