Dove andare in vacanza a settembre: mare, montagna e città

Il 20 settembre, in Versilia, succede una cosa che non riesco a spiegare a chi non ci vive. Il mare è più caldo di quanto sia stato a giugno, il sole picchia ancora, e la spiaggia è vuota. Non mezza vuota: vuota. La gente se n’è andata a Ferragosto, quando l’acqua era più fredda, i prezzi erano il doppio e per stendere l’asciugamano bisognava fare un accordo diplomatico con il vicino. Ecco, dopo vent’anni che guardo questa scena ripetersi, mi sono convinto che settembre sia il mese più sottovalutato dell’anno, e che quasi tutti facciano vacanza nel momento sbagliato per abitudine, non per scelta.

Qui sotto trovate perché settembre batte non solo agosto ma anche giugno, dove andare al mare in Italia mese aperto, quanto si risparmia davvero, e una cosa che nessuno vi dice: quando chiudono gli stabilimenti, regione per regione. Perché arrivare il 25 settembre in Liguria con il mare a 22 gradi e trovare la spiaggia sbarrata è una delusione evitabile.

In breve

A settembre ci sono tre mesi dentro lo stesso mese. Al mare l’acqua è più calda che a giugno su ogni costa italiana, da +1 °C in Liguria a +3 °C in Sicilia e Calabria, e le presenze crollano dal 39,3% di agosto al 24,2% (Istat): la finestra sicura è tutto il mese al Sud e nelle isole, solo la prima metà da Roma in su, perché gli stabilimenti chiudono verso il 15 in Liguria, il 20 in Romagna e il 23 in Puglia. In montagna è il mese in cui si cammina meglio, ma i rifugi chiudono intorno al 20 settembre e ognuno ha la sua data. Le città d’arte tornano vivibili e restano care, perché lì l’alta stagione comincia adesso. E al nord riparte l’aurora boreale: settembre è, insieme a marzo, il mese statisticamente più generoso dell’anno.

Perché settembre batte anche giugno, non solo agosto

Tutti confrontano settembre con agosto, ed è un confronto facile: meno gente, meno code, meno soldi. Il confronto interessante però è un altro, ed è quello che non trovate scritto da nessuna parte: settembre batte giugno. Il motivo non è un’opinione, è fisica. Il Mediterraneo accumula calore per tutta l’estate e lo rilascia con ritardo, quindi tocca il massimo tra fine agosto e inizio settembre, mentre a giugno sta ancora smaltendo l’inverno.

Tradotto in gradi: a giugno vi fate il bagno in un mare che è ancora in salita, a settembre in uno che è al culmine. Con la differenza che a giugno la stagione sta partendo e a settembre è già finita per quasi tutti.

ZonaMare a giugnoMare a settembreDifferenza
Sicilia22 °C25 °C+3 °C
Calabria22,5 °C25,5 °C+3 °C
Campania e Cilento22,5 °C25 °C+2,5 °C
Sardegna21 °C23,5 °C+2,5 °C
Puglia e Salento22 °C23,5 °C+1,5 °C
Toscana e Isola d’Elba21,5 °C23 °C+1,5 °C
Riviera Romagnola22,5 °C23,5 °C+1 °C
Liguria21,5 °C22,5 °C+1 °C

Non c’è una sola riga in cui giugno vinca. E sul fronte della gente il divario è ancora più netto: ad agosto si concentra il 39,3% delle presenze turistiche del trimestre estivo, a settembre il 24,2% (Istat). Mare più caldo, quasi metà delle persone.

A giugno vi bagnate in un mare che sta ancora salendo. A settembre in uno che è arrivato in cima.

I tre settembre: mare, montagna e città non hanno lo stesso mese

Qui sta il malinteso che rende settembre difficile da programmare: dentro lo stesso mese ci sono tre calendari diversi, e non si sovrappongono quasi mai. Chi va al mare ha davanti il picco termico dell’anno e una stagione che si spegne a scaglioni, regione per regione. Chi va in montagna ha le settimane migliori dell’anno per camminare e una rete di rifugi che chiude proprio mentre il tempo diventa perfetto. Chi va in città trova finalmente strade percorribili e prezzi che non scendono, perché lì l’alta stagione comincia adesso.

Ecco la bussola, e vale come indice pratico di tutto quello che viene dopo.

DoveLa finestra buonaCosa succede dopoL’errore da evitare
Maretutto il mese al Sud e nelle isole, la prima metà da Roma in sugli stabilimenti chiudono a scaglioni fra il 15 e il 23arrivare a fine mese in Liguria: mare a 22 °C e spiaggia sbarrata
Montagnai primi venti giornii rifugi chiudono, e ognuno ha la sua datasalire senza aver telefonato al rifugio
Città d’artetutto il meseottobre resta pienoaspettarsi gli sconti che vedete al mare
Nord Europadall’equinozio in poila stagione dell’aurora è appena ricominciatarimandare a dicembre pensando che sia meglio

Consiglio: se avete una settimana sola e non volete sbagliare, prendete la prima metà del mese. È l’unica finestra in cui i tre calendari sono aperti insieme: il mare è ancora servito ovunque, i rifugi sono tutti in funzione e le città non hanno ancora il pieno d’autunno.

Dove andare al mare a settembre in Italia

Partiamo dall’Italia, che è quello che quasi tutti cercano davvero e che quasi nessuno racconta: le classifiche di settembre sono piene di Zanzibar e Sri Lanka perché a scriverle sono i tour operator, che hanno un pacchetto da vendere. Noi no.

Il Sud e le isole, dove settembre è ancora piena estate

Sicilia, Sardegna, Salento e Calabria sono le scelte sicure: l’acqua resta sopra i 25 °C per tutto il mese e la stagione balneare non chiude prima di ottobre. In Sicilia settembre è probabilmente il mese perfetto in assoluto, perché al mare si somma tutto il resto: Favignana e le Egadi senza la calca di agosto, Siracusa, i templi visitabili senza svenire di caldo. Alle Isole Eolie il divieto di sbarco delle auto per i non residenti resta in vigore fino a metà settembre a Salina e fino a fine ottobre a Panarea e Stromboli, il che le rende più vivibili di quanto immaginiate.

Le Isole Eolie a settembre, quando il mare è al massimo della temperatura
Le Eolie a settembre: mare al culmine e, fino a ottobre, niente auto dei non residenti.

In Sardegna, settembre è il mese in cui l’isola torna sarda. L’arcipelago della Maddalena si gira senza fare la fila al pontile, e le spiagge a numero chiuso, che a luglio si prenotano con giorni di anticipo, tornano accessibili. Villasimius e tutto il sud dell’isola restano caldi fino a ottobre e costano una frazione della Costa Smeralda.

Villasimius in Sardegna, meta di mare a settembre lontana dalla folla
Villasimius: lo stesso mare della Costa Smeralda, a una frazione del prezzo.

Nel Salento la seconda metà di settembre è la finestra migliore che ci sia: il mare è ancora caldissimo, le masserie tornano prenotabili senza mesi di anticipo, e Otranto smette di essere un imbuto. Sappiate però che qui gli stabilimenti chiudono verso il 23 settembre: dopo, la spiaggia è vostra ma i servizi no.

Otranto nel Salento, dove a settembre il mare resta sopra i 23 gradi
Otranto: a settembre torna una città, e non un imbuto.

Il Centro-Nord, ma nella prima metà del mese

Qui il discorso cambia, e va detto con onestà: al Centro-Nord settembre è un mese che si spegne. Nelle prime due settimane funziona benissimo, dopo diventa una scommessa. L’Isola d’Elba a inizio settembre è nel suo momento migliore, con l’acqua a 23 °C e i traghetti che tornano prenotabili all’ultimo. Stessa cosa per l’Argentario, per la Riviera del Conero e per la costa toscana in generale.

Tramonto sulla spiaggia di Albinia, costa toscana a settembre
La costa toscana a settembre: perfetta fino a metà mese, poi si spegne.

Se il mare non è un vincolo, settembre è anche il mese giusto per i laghi: sul lago di Garda il caldo se ne va, i sentieri diventano percorribili e il sentiero del Ponale si cammina senza cuocere.

Il sentiero del Ponale sul lago di Garda, perfetto da percorrere a settembre
Il sentiero del Ponale sul Garda: a settembre si cammina, ad agosto si cuoce.

Ci sono poi tre pezzi di costa che a settembre rendono molto più di quanto dica la loro fama d’agosto. La costa degli Etruschi, dai tomboli di Cecina alle spiagge di Castagneto Carducci, si svuota di colpo e resta balneabile per tutta la prima metà del mese, con la Maremma dietro per i giorni di vento. In Sicilia sud-orientale la riserva di Vendicari a settembre torna percorribile a piedi, cosa che ad agosto semplicemente non è. E Pantelleria è il caso limite: senza sabbia e senza ombrelloni non ha mai avuto un pubblico da Ferragosto, e a settembre ha il mare più caldo dell’anno con metà dei voli pieni.

Sulle isole minori vale la pena distinguere. Alle Eolie settembre è il mese in cui le barche smettono di essere un assalto: Salina resta verde e tranquilla, Vulcano si gira senza il caldo che d’estate rende i fanghi insopportabili. Nel Salento la stessa cosa succede a terra: Otranto e Ostuni a settembre tornano borghi invece che imbuti.

Quando chiudono gli stabilimenti: la cosa che nessuno vi dice

Questa è la trappola di settembre, ed è il motivo per cui molti tornano a casa delusi dando la colpa al mese. Il mare resta caldo, ma i servizi chiudono prima, e le date cambiano da regione a regione. Chi prenota il 25 settembre in Liguria trova l’acqua a 22 gradi e lo stabilimento sbarrato, il bagnino a casa e mezzo paese chiuso.

  • Liguria: la stagione balneare si chiude intorno al 15 settembre. È la finestra più stretta d’Italia.
  • Veneto ed Emilia Romagna: verso il 20 settembre, quando termina anche il servizio di salvamento.
  • Puglia: intorno al 23 settembre.
  • Sardegna: si va avanti fino a metà ottobre.
  • Sicilia: la più lunga di tutte, fino al 31 ottobre.

Consiglio: se partite dopo il 20 settembre, scendete. Non è campanilismo, è aritmetica: sotto Roma il mare è più caldo di due gradi, i servizi sono ancora aperti e le giornate sono più lunghe. Sopra, vi restano il mare e basta, che ad alcuni va benissimo, ma è meglio saperlo prima di prenotare.

Info pratica: le date di chiusura le decidono le ordinanze regionali e comunali, e cambiano ogni anno di qualche giorno. Prima di prenotare la seconda metà di settembre, un colpo di telefono allo stabilimento o al comune vi risparmia la sorpresa.

La montagna a settembre: il mese in cui si cammina meglio

Se al mare settembre è il mese dell’acqua calda, in quota è il mese dell’aria ferma. Finiscono i temporali pomeridiani che ad agosto vi obbligano a rientrare entro le due, l’aria si asciuga e la visibilità diventa quella che d’estate non c’è quasi mai. I sentieri si svuotano nello stesso momento esatto in cui si svuotano le spiagge, e per lo stesso motivo: le scuole hanno riaperto.

C’è però il rovescio, ed è la ragione per cui questa sezione sta qui. In montagna succede la stessa identica cosa che al mare: a settembre le cose chiudono. Solo che al mare chiude lo stabilimento e ve ne accorgete arrivando, mentre in quota chiude il rifugio, e accorgersene arrivando è un problema di un altro ordine.

Attenzione: la stagione alta dei rifugi si chiude tradizionalmente intorno al 20 settembre, ma non esiste una data valida per tutti e ogni gestore decide la sua. Sulle Dolomiti bellunesi, nel 2026, il Dal Piaz chiude il 20 settembre, l’Averau il 25, il Bianchet il 30, mentre il Fanes tira fino al 4 ottobre; la sezione CAI di Belluno indica come stagione ordinaria metà giugno-20 settembre, con gli aggiustamenti lasciati ai singoli gestori. Tradotto: il rifugio si telefona prima di partire, sempre. È l’unico consiglio di questa pagina che, se lo saltate, vi rovina la giornata invece che l’umore.

Sul dove, settembre premia due tipi di montagna diversi. La Valle d’Aosta è quella che rende di più adesso, perché mette insieme quota vera e fondovalle ancora tiepido: Courmayeur funziona come base anche per chi non sale in alto, e i castelli lungo la Dora si visitano finalmente senza coda. Poi c’è la montagna bassa, quella che ad agosto nessuno guarda perché fa caldo e che a settembre diventa il posto giusto: la Garfagnana, che dalla Versilia è dietro l’angolo, ha i sentieri del Parco dell’Orecchiella e borghi come Barga che a metà settembre tornano ai loro abitanti.

E c’è una cosa che succede solo adesso e che da sola vale il viaggio: la discesa delle mandrie dagli alpeggi. In Valle d’Aosta si chiama désarpa, e nel 2026 la più grossa è la Devétéya di Cogne, il 26 e il 27 settembre, dentro il Parco del Gran Paradiso; lo stesso sabato 26 settembre c’è la dézarpa di Valtournenche, mentre Saint-Nicolas scende il 3 ottobre e Morgex il 10. Non è una rievocazione per turisti: è il giorno in cui la montagna si svuota davvero, e le date le pubblica la Regione perché dipendono dal bestiame, non dal calendario degli eventi.

Le città d’arte e i laghi, quando tornano vivibili

Settembre in città è il rovescio esatto di settembre al mare, e conviene saperlo prima di prenotare. Il caldo molla, le giornate sono ancora lunghe abbastanza per camminare fino alle sette, la calca estiva si dirada. I prezzi però non seguono, e sul perché torno fra poco con i numeri.

Le città che ci guadagnano di più sono quelle che d’estate diventano invivibili per il caldo, non quelle che si svuotano. Ferrara è l’esempio perfetto: pianura padana, quindi ad agosto un forno, e a settembre una città da girare in bicicletta lungo le mura. Fuori dall’Italia la stessa logica premia l’Europa centro-orientale, dove l’estate è secca e pesante e l’autunno arriva prima: Budapest, con le terme che tornano piacevoli invece che punitive, e Cracovia, che a settembre ha ancora la luce buona e i prezzi di prima del ponte di Ognissanti.

Sui laghi il discorso sta a metà fra i due. Il lago di Garda a settembre è nel suo momento migliore per camminare e pedalare, con l’acqua ancora tiepida e i sentieri panoramici finalmente liberi. Il punto è che anche i laghi hanno una stagione che finisce: da fine settembre battelli e funivie iniziano a ridurre le corse, e un giro programmato sull’orario di agosto non torna.

Gli eventi di settembre che spostano i prezzi

Settembre ha pochi eventi ma pesanti, e sono pesanti proprio perché cadono in un mese in cui le strutture avevano già messo in conto di svuotarsi. Sapere dove sono serve a due cose opposte: andarci apposta, oppure schivarli se cercate il silenzio.

Il più grosso in Italia è il Couscous Fest di San Vito Lo Capo, che nel 2026 è alla ventinovesima edizione e dura dieci giorni, dal 18 al 27 settembre. È l’unica settimana dell’anno in cui una località balneare siciliana torna piena dopo Ferragosto, e la finale del campionato del mondo, sabato 26 alle 20, è a biglietto: si compra solo dal circuito ufficiale della manifestazione, non da noi né da nessun intermediario. Se andate in Sicilia occidentale per il mare vuoto, quelle sono le date da evitare; se ci andate per il cibo, sono le uniche che contano.

L’altro grande fatto di settembre non è un evento con un biglietto, è un lavoro: la vendemmia. Nelle Langhe il 2026 è partito in anticipo di quattro o cinque giorni sull’anno prima, con la barbera già da inizio mese e il nebbiolo che si concentra fra metà settembre e i primi di ottobre. Vale lo stesso sulla costa toscana, dove le cantine di Bolgheri in vendemmia si visitano diversamente che a luglio. Due avvertenze pratiche: nei giorni di raccolta parecchie cantine sospendono le visite, e l’agriturismo in zona vendemmia si prenota prima, non dopo.

Quanto si risparmia davvero a settembre (e dove invece no)

Qui devo smontare una frase che leggerete ovunque, cioè che “a settembre si spende meno”. È vera solo a metà, e la metà che manca è quella che vi farebbe sbagliare la vacanza.

Al mare il calo è reale. La domanda si dimezza rispetto ad agosto, e i listini delle località balneari la seguono: alloggi, villaggi, traghetti. È il motivo per cui una settimana in Salento a fine settembre non ha niente a che vedere con la stessa settimana a Ferragosto.

Nelle città d’arte succede l’opposto. Nel 2026 la tariffa media degli hotel italiani a settembre ha superato quella di agosto (332 € contro 288 €), e le presenze straniere sono cresciute del 5,5%. Il motivo è che settembre, per il turismo internazionale e congressuale, non è bassa stagione: è alta stagione. Firenze, Roma e Venezia a settembre non costano meno di agosto. Costano di più.

Attenzione: è la distinzione che nessuno fa, e vale una vacanza. A settembre si risparmia sulla costa, non nelle città. Se il vostro settembre è una settimana a Firenze, il mese economico non è questo: è novembre o febbraio.

Dove andare all’estero a settembre

Se volete uscire dall’Italia, il Mediterraneo a settembre è nel suo momento migliore, e per lo stesso identico motivo: l’acqua è al culmine e i turisti sono tornati a lavorare.

  • Grecia: le Cicladi e Creta a settembre hanno il mare più caldo dell’anno e i traghetti prenotabili all’ultimo. È la meta che tutti i competitor mettono al primo posto, e per una volta hanno ragione.
  • Croazia: l’acqua resta limpida e tiepida, e si arriva in auto. Il vantaggio, rispetto alla Grecia, è che non serve un volo.
  • Portogallo: Lisbona a settembre smette di essere un forno e l’Algarve resta balneabile. È il momento in cui il paese dà il meglio.
  • Canarie: qui la logica si ribalta, perché settembre è il loro mese più cercato dell’anno. Clima costante, niente stagione morta.
  • Malta: mare caldissimo fino a ottobre inoltrato e prezzi che scendono appena finisce agosto.
L'isola di Pag in Croazia, meta di mare raggiungibile in auto a settembre
La Croazia a settembre: mare al culmine, e ci si arriva in auto.
Lisbona a settembre, quando la città smette di essere un forno
Lisbona a settembre: la città torna vivibile e l’Algarve è ancora balneabile.

Fuori dal Mediterraneo c’è un’altra cosa che a settembre funziona meglio che in piena estate, e sono le Cotswolds e in generale la campagna inglese. Il clima inglese a settembre tiene ancora 19,4 °C di massima media e 145 ore di sole, cioè i numeri di un buon maggio, e nel frattempo i britannici sono rientrati a scuola: i borghi si svuotano, dormire costa meno e si trova posto anche prenotando tardi. Insieme a maggio è il compromesso migliore dell’anno.

Attenzione: se state pensando di spostare il viaggio a ottobre per il foliage, guardate prima i numeri. Ottobre e novembre sono i due mesi più piovosi dell’anno in Inghilterra, con oltre 70 mm ciascuno, e le ore di sole crollano da 145 a 110 e poi a 71. Il foliage c’è ed è bellissimo, ma si paga in pioggia e in buio.

A settembre riparte l’aurora boreale

Questa è la parte che in una lista di mete di settembre non trovate quasi mai, ed è secondo me l’informazione più utile di tutta la pagina, perché ribalta una convinzione che hanno tutti. L’aurora boreale non è una cosa da dicembre. La stagione riapre a fine agosto, quando alle latitudini artiche la notte torna abbastanza buia, e i due picchi statistici dell’attività geomagnetica cadono intorno agli equinozi, cioè fine settembre e fine marzo. È l’effetto Russell-McPherron: in quelle settimane l’orientamento del campo magnetico terrestre rispetto al vento solare favorisce le tempeste, e le aurore diventano più frequenti.

Tradotto in pratica: a settembre le probabilità sono migliori che a dicembre e a gennaio. Con in più un vantaggio che nessuno mette in conto finché non ci va, e cioè che a settembre in Lapponia ci sono in media 7,6 °C, con massime intorno agli 11,8 e minime sopra lo zero. Aspettare l’aurora vuol dire stare fermi al buio per ore, e farlo a più sette è un’altra cosa rispetto a farlo a meno diciassette. Se non avete l’auto e non volete giocarvi la notte a caso, i tour a caccia dell’aurora da Rovaniemi si muovono in base alle previsioni geomagnetiche e vi portano dove il cielo è sereno, che è l’unica variabile su cui potete davvero intervenire.

C’è anche il motivo estetico, ed è il ruska: a settembre la tundra finlandese vira tutta insieme sul rosso e sull’arancio, in una finestra di due o tre settimane. Chi va in Lapponia adesso trova il foliage artico e l’aurora nello stesso viaggio, senza neve e senza i prezzi di dicembre, che sono un altro pianeta.

Attenzione: settembre in Lapponia ha circa tredici ore di luce e niente neve, quindi tutto quello che immaginate con la slitta e i cani non c’è ancora. Se il motivo del viaggio è il Natale artico, settembre è il mese sbagliato; se il motivo è l’aurora, è uno dei due migliori dell’anno.

Dove dormire a settembre e quando prenotare

La regola di settembre: al mare si aspetta, in città si corre

  • Località balneari: è l’unico periodo dell’anno in cui conviene prenotare tardi. Appena finisce agosto la domanda si sgonfia e le strutture abbassano i prezzi per riempire.
  • Città d’arte: esattamente il contrario. Settembre è alta stagione internazionale e congressuale: qui si prenota con anticipo, o si paga.
  • Isole: prima il traghetto, poi il letto. Le corse si riducono già da metà settembre, e una struttura perfetta con l’ultimo traghetto alle 15 è un problema, non un affare.
  • Seconda metà del mese: verificate che la struttura sia ancora aperta. Molti villaggi e stabilimenti chiudono con la stagione, e la prenotazione online non sempre lo dice.

Cosa fare a settembre

Se invece state ragionando sull’intero calendario e non solo su settembre, abbiamo messo tutti i mesi a confronto, con clima, costi e affollamento, nella guida su quando e dove partire.

Info essenziali

  • Temperatura del mare: sopra i 20 °C su tutte le coste, oltre 25 °C al Sud e nelle isole.
  • Rispetto a giugno: da +1 °C (Liguria, Romagna) a +3 °C (Sicilia, Calabria).
  • Affollamento: 24,2% delle presenze estive, contro il 39,3% di agosto.
  • Finestra migliore: prima metà ovunque; seconda metà solo da Roma in giù.
  • Chiusura stabilimenti: 15 settembre in Liguria, 20 in Romagna, 23 in Puglia, metà ottobre in Sardegna, 31 ottobre in Sicilia.
  • Prezzi: in calo al mare, in salita nelle città d’arte.

Domande frequenti su dove andare in vacanza a settembre

Il mare è più caldo a giugno o a settembre?

A settembre. Il mare accumula calore per tutta l’estate e lo rilascia con ritardo, quindi a settembre è più caldo che a giugno: da circa +1 °C in Liguria e in Romagna fino a +3 °C in Sicilia e in Calabria. Non c’è una sola costa italiana in cui giugno batta settembre.

Conviene andare in vacanza a settembre?

Sì, se andate al mare. Le presenze turistiche crollano dal 39,3% di agosto al 24,2% di settembre (Istat) e sulle località balneari i prezzi scendono di conseguenza. Nelle città d’arte invece succede il contrario: settembre è alta stagione internazionale e i listini salgono.

Si può fare il bagno a settembre in Italia?

Sì, ovunque. A settembre il mare italiano resta sopra i 20 °C su tutte le coste, con una media intorno ai 24 °C. Al Sud e nelle isole si superano stabilmente i 25 °C, e in Sicilia si arriva a 26-27 °C nelle zone più calde.

Dove andare al mare a settembre in Italia?

Le scelte più sicure sono Sicilia, Sardegna, Salento e Calabria, dove il mare supera i 25 °C per tutto il mese. Nella prima metà del mese funzionano ancora benissimo anche l’Isola d’Elba, l’Argentario, la Riviera del Conero, il Cilento e le isole minori del Tirreno.

Fino a quando sono aperti gli stabilimenti balneari?

Dipende dalla regione. In Liguria la stagione si chiude verso il 15 settembre, in Veneto ed Emilia Romagna intorno al 20 (quando termina anche il servizio di salvamento), in Puglia verso il 23 settembre, mentre Sardegna e Sicilia restano operative fino a ottobre inoltrato.

Qual è il periodo migliore di settembre per andare al mare?

La prima metà, fino intorno al 15-20 settembre, offre più continuità di caldo e tutti i servizi ancora attivi. Dopo, il caldo tiene solo al Sud e sulle isole, mentre al Centro-Nord aumentano i giorni di mare mosso e le giornate si accorciano.

Quanto si risparmia andando a settembre invece che ad agosto?

Sulle località balneari il calo è reale e sensibile, perché la domanda si dimezza rispetto ad agosto. Il risparmio non è però uniforme: riguarda mare e villaggi, non le città d’arte, dove settembre resta un mese pieno e i prezzi anzi salgono.

Dove fa ancora caldo a settembre in Italia?

Sicilia, Sardegna meridionale, Calabria, Salento e le isole minori restano pienamente estivi per tutto il mese, con massime spesso sopra i 28 °C. Nel Centro-Nord la prima metà di settembre è ancora calda, mentre la seconda è più variabile e conviene scendere verso Sud.

Fino a quando sono aperti i rifugi in montagna a settembre?

La stagione alta si chiude tradizionalmente intorno al 20 settembre, ma non c’è una data unica: ogni gestore decide la sua. Sulle Dolomiti bellunesi nel 2026 il Dal Piaz chiude il 20 settembre, l’Averau il 25, il Bianchet il 30 e il Fanes il 4 ottobre. Prima di salire si telefona al rifugio, sempre.

Si vede l’aurora boreale a settembre?

Sì, ed è uno dei due mesi migliori dell’anno. La stagione riapre a fine agosto, quando le notti artiche tornano abbastanza buie, e i picchi statistici dell’attività geomagnetica cadono intorno agli equinozi, cioè fine settembre e fine marzo. A settembre le probabilità sono migliori che a dicembre e a gennaio, e in Lapponia ci sono circa 7,6 °C di media invece dei venti sotto zero dell’inverno.

Conviene andare in città d’arte a settembre?

Per il clima sì, per il portafoglio no. Il caldo molla e la calca estiva si dirada, ma settembre è alta stagione internazionale e congressuale: nelle città i prezzi restano quelli dell’estate o salgono, al contrario di quello che succede sulle località balneari. Le città che ci guadagnano di più sono quelle di pianura, invivibili ad agosto per il caldo.

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